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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (12)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ Parte Dodicesima: “L’Europa e i Rothschild dopo la Grande Crisi del 1830”

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Nell’ultima puntata ci siamo fermati al luglio del 1830 e abbiamo visto come i Rothschild avessero scongiurato che la “nuova Rivoluzione francese/1830”, con cui Filippo d’Orléans (1830 – 1848) era salito al trono dopo lo spodestamento di Carlo X di Borbone (1824 – 1830), avesse potuto infiammare l’Europa intera, come era avvenuto circa trent’anni prima con Napoleone I.

Il 1830 non è un anno come tutti gli altri; infatti, a Parigi proprio in quell’anno, il 29 luglio, cadde Carlo X e la Madonna della Medaglia Miracolosa apparve a Rue du Bac a Santa Caterina Labouré appena 10 giorni prima, il 18 luglio.

Carlo X – il 27 luglio 1830 – aveva emanato delle “Ordinanze”, con le quali limitava la libertà di stampa e il diritto di voto; la Massoneria aizzò la folla contro il Re, che il 29 luglio dopo tre giornate di disordini andò in esilio. Cadeva, così definitivamente, la dinastia dei Borboni in Francia; tuttavia la Massoneria, ispirata dalla Banca, non volle passare repentinamente dalla Monarchia alla Repubblica per non suscitare una reazione soprattutto da parte dell’Austria; fu così che si scelse di passare a una forma di Monarchia temperata e liberale con Luigi Filippo d’Orléans al posto di Carlo X Borbone. 

I diciotto anni di regno di Luigi Filippo furono un’epoca di grande sviluppo industriale per la Francia, durante la quale la borghesia, gli industriali, i grandi commercianti e soprattutto i banchieri realizzarono enormi guadagni e rimpiazzarono la nobiltà nella guida della Nazione.

Tuttavia, la politica moderatamente rivoluzionaria di Luigi Filippo iniziò pian piano a spostarsi verso il conservatorismo e ciò portò allo scoppio della “Rivoluzione del 1848”, che segnò la caduta anche della Monarchia liberale degli Orléans, rimpiazzata dalla “Seconda Repubblica”.

Inoltre, sùbito dopo la “Rivoluzione francese del luglio 1830” si assisté alla Rivoluzione belga – nell’agosto del medesimo anno – portata avanti dai cattolici/liberali belgi contro il Re protestante olandese Guglielmo I d’Orange; tramite questa rivolta il Belgio – sotto il Principe cattolico/liberale Leopoldo di Sassonia – riuscì a rendersi indipendente dall’Olanda, oramai soppiantata dall’Inghilterra nel dominio economico/politico dell’Europa.

Invece la terza rivoluzione europea del novembre 1830… … … Continua a leggere

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COMANDAMENTI E BERGOGLIO (3) ~ La Sola Fede e la Giustificazione: i Giudaizzanti, Lutero e Bergoglio (Terza e ultima parte): Lutero e l’Epistola ai Galati

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Dopo aver visto il significato dell’Epistola ai Galati sui rapporti tra la Legge e la grazia, alla luce dell’insegnamento patristico/esegetico e secondo l’interpretazione del Dottore Ufficiale della Chiesa (S. Tommaso d’Aquino), adesso, studiamo la dottrina luterana per capire come mai l’eresiarca tedesco abbia potuto stravolgere talmente la dottrina paolina e ribaltare anche quella rabbinico/talmudica dei Giudaizzanti contro i quali aveva polemizzato l’Apostolo delle Genti.

Secondo Lutero la volontà umana è “schiava”, non è per nulla libera e non è quindi responsabile delle sue azioni: questo è il punto di partenza delle aberrazioni luterane sui rapporti tra la grazia e la Legge.

Nella sua opera De servo arbitrio del 1525 Lutero scrive che l’uomo è come un cavallo sul quale possono salire due cavalieri senza che lui possa far nulla per volerlo o impedirlo: “Se sale Dio, l’uomo va e vuole dove va e vuole Dio. Se vi sale il diavolo, l’uomo va dove il diavolo lo conduce. Non dipende da lui dove andare, sono i cavalieri che decidono”.

Inoltre, sempre secondo Lutero, Dio non vuole che tutti si salvino, ma alcuni li predestinerebbe alla dannazione senza alcuna loro colpa. Si capisce come un “Dio” simile, se per assurdo esistesse, sarebbe malvagio e degno di odio.

Lutero, quindi, ha distrutto oltre che l’essenza dell’uomo anche la natura stessa di Dio, che non è il Dio Padre, onnipotente, provvido e misericordioso dell’Antico e del Nuovo Testamento e non ha nulla a che fare con Gesù Cristo.

Il Dio di Lutero sembra piuttosto il “Dio cattivo”, che appartiene alla visione dualistica dello Gnosticismo manicheo e si contrappone, perciò, a quella del Cristianesimo. Infatti, un “Dio” che crea degli uomini per mandarli eternamente all’inferno sarebbe un mostro, anzi un diavolo.

La teologia luterana riposa sul principio della giustificazione per la sola fede, ripreso da papa Francesco nella sua ultima udienza del mercoledì 11 agosto 2021. Secondo Lutero e Bergoglio… … … Continua a leggere

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COMANDAMENTI E BERGOGLIO (2) ~ La Sola Fede e la Giustificazione: i Giudaizzanti, Lutero e Bergoglio (Seconda parte): L’Epistola di S. Paolo ai Galati, Capitolo IV

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Col capitolo IV si conclude la parte dogmatica dell’Epistola ai Galati sui rapporti tra la Legge e la Grazia iniziata al capitolo III. 

Nell’ultimo articolo abbiamo studiato il terzo capitolo, vediamo ora il significato del quarto capitolo secondo l’interpretazione della sana esegesi. 

In esso l’Apostolo – proseguendo quanto aveva iniziato nel capitolo precedente – spiega come il Vangelo, in quanto perfezionamento del Vecchio Testamento e della Legge mosaica, dia la perfetta libertà; mentre la Legge cerimoniale – dopo la venuta di Cristo – ci sottoporrebbe alla schiavitù.

Infatti, dopo la venuta di Cristo, la Legge morale mosaica è buona ma imperfetta ed è stata perfezionata da Gesù; invece la Legge cerimoniale, che preparava Israele alla venuta del Messia è stata abolita e non può essere più osservata, sotto pena di sostenere che il Messia dovrebbe ancora venire e quindi di naufragare nella fede, rinnegando Gesù.

Nel primo versetto del capitolo IV san Paolo dimostra come nella storia della religione vi sono due stadi, proprio come nella storia della vita di ogni singolo uomo, ossia: la fanciullezza e la maturità.

La Legge cerimoniale che preparava all’Avvento del Messia Gesù di Nazareth rappresenta il primo stadio, cioè la fanciullezza, la quale deve essere superata e perfezionata dalla maturità, se non si vuole che il fanciullo resti un eterno minorenne, che deve rimanere sotto i tutori sino a che non sia cresciuto e arrivato alla maggiore età (v. 1-2). 

Infatti, se l’erede è ancora fanciullo, pur essendo de jure padrone di tutta l’eredità che gli lascerà suo padre; de facto non si differenzia da uno schiavo, poiché non può ancora disporre della sua eredità, non avendo l’età e la capacità di amministrarla. 

Quando il minorenne è diventato adulto, allora cessa ogni autorità tutoria su di lui ed egli entra in pieno possesso, non solo teorico ma anche pratico, dei suoi diritti ereditari e della sua libertà.

Nella storia religiosa dell’umanità, il momento di questo passaggio alla maturità e di questa liberazione spirituale è rappresentato dall’Avvento di Gesù.

Infatti, prima dell’Incarnazione del Verbo, tutti gli uomini, sia i Giudei che i Pagani, stavano sotto “gli elementi del mondo”, cioè sotto le norme della Legge cerimoniale giudaica per quanto riguarda gli Israeliti o sotto i riti della tradizione pagana per quel che riguarda tutti gli altri uomini (v. 3).

Tuttavia, quando venne “la pienezza del tempo” stabilito dalla SS. Trinità, (v. 4), Dio inviò suo Figlio, il Verbo, che volle assoggettarsi alla Legge cerimoniale, pur non avendone bisogno, per poter “riscattare gli uomini che erano sotto la Legge cerimoniale, affinché ricevessero l’adozione di figli”… … … Continua a leggere

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COMANDAMENTI E BERGOGLIO (1) ~ La Sola Fede e la Giustificazione: i Giudaizzanti, Lutero e Bergoglio (Prima parte): L’Epistola di S. Paolo ai Galati, Capitolo III

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Qualche giorno fa Francesco ha stravolto il significato dell’Epistola ai Galati di san Paolo, facendole dire che noi uomini siamo salvati solo dalla fede, che i Comandamenti ci aiutano sino a che non abbiamo incontrato Cristo, ma che una volta ricevuta la fede e incontrato Cristo essi non obbligano più. Insomma, la morale è temporanea, non è assoluta.

Per confutare queste espressioni materialmente e oggettivamente ereticali occorre innanzitutto studiare ciò che realmente ha insegnato san Paolo sui rapporti tra fede e grazia… … … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (11)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ Parte Undicesima: “L’Europa e i Rothschild verso la Grande Crisi del 1830” (Seconda Parte)

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Il 1829 segnava l’apogeo del portafoglio della Casa Rothschild in un momento in cui “la situazione europea, da un’apparente bonaccia politica stava per passare a una grave crisi” (EGONE CONTE CORTI, La famiglia dei Rothschild, Milano, Arnoldo Mondadori, 1938; ristampa anastatica, Proceno di Viterbo, Effedieffe, 2021, p. 221).
Questa fu una crisi politica nata in Francia che, come vedremo in appresso, intaccherà, ma non più di tanto, anche la solidissima fortezza finanziaria dei Rothschild, la quale ne uscirà ancora una volta rafforzata, appena due o tre anni dopo.
A Parigi, James non si accorse sùbito della gravità della situazione socio/politica che covava in Francia, la quale iniziava a scricchiolare e a incamminarsi verso la rivoluzione.
Egli, perciò, continuò, allegramente, a dare sontuosi ricevimenti – accompagnati da belle musiche e da grandi danze nel suo magnifico palazzo a Parigi – ai quali parteciparono i rampolli e i membri maturi e più noti delle Case regnanti di tutta Europa.
Occorre ricordare che nel 1824 era salito al Trono Carlo X dei Borbone di Francia, il quale… … … Continua a leggere

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Monsignor Viganò, Di Mattei & la “TFP”

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Qualche giorno fa Roberto Di Mattei su Corrispondenza Romana ha attaccato Monsignor Viganò.

Quest’aggressione verbale (che non si sarebbe fermata lì, se non fosse stata rintuzzata ad personam1) ha stupito molte persone, le quali ritenevano che il Di Mattei fosse un tradizionalista, un antimodernista, un fiero avversario del Nuovo Ordine Mondiale e del Neo/modernismo.

Invece, le origini ideologiche del Di Mattei (Tradizione, Famiglia e Proprietà)2 spiegano che questo suo attacco non è un estemporaneo incidente di percorso, il quale potrebbe capitare a tutti i comuni mortali (“errare humanum est”); ma è, piuttosto, la conclusione logica della sua dottrina filosofico/politica, mutuata alle fonti di Plinio Correa de Oliveira, il fondatore dell’Associazione Tradizione, Famiglia e Proprietà… … … Continua a leggere

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Il “Caso Alvaro Obregon/José Toral”, la tirannide & il tirannicidio (Seconda e Ultima Parte): Santa Anna, Benito Juarez e Porfirio Diaz

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Nella prima parte di quest’articolo ho trattato la questione della teoria e della pratica del tirannicidio, alla luce dell’insegnamento dei Dottori ecclesiastici (XI/XVII secolo) e del Magistero della Chiesa (XIX/XX secolo), nel quadro storico di quanto avvenne in Messico nel 1926/1929, durante la persecuzione religiosa scatenata dalla Massoneria contro i Cattolici messicani, che difesero legittimamente (“vim vi repellere licet”) la loro Patria, la Chiesa e Iddio, impugnando le armi contro un vile tiranno (Alvaro Obregon) che aveva minacciato di schiacciare la Chiesa e i Cristiani messicani come si schiaccia un nido di formiche, le quali iniziarono appena due settimane dopo il suo empio e blasfemo discorso a mangiare le sue putride carni, essendo stato ucciso il 17 luglio del 1928 dal giovane José Toral.

Nella presente seconda parte dell’articoletto, mi soffermerò sulle figure di tre leader liberal/massonici messicani: Santa Anna o Santana (1833-1855), Benito Juarez (1861-1872) e Porfirio Diaz (1876-1911) che hanno preceduto di alcuni anni la gloriosa Cristiada (1926/29).

Per fare tutto ciò mi baso su un ottimo libro di Mario Arturo Iannaccone, L’epopea dei Cristeros in Messico1, che raccomando vivamente al lettore e sul quale spero di poter tornare prossimamente, per trattare in maniera più approfondita queste tematiche.

Inoltre, questo libro fa da trampolino a un’altra vicenda storica analoga, a noi Italiani più vicina geograficamente (la Guerra civile di Spagna) e cronologicamente (1936/1939), alla quale abbiamo anche partecipato direttamente e attivamente, con la militanza armata di qualche migliaio di legionari, che partirono volontari per la Crociata cattolica contro il Comunismo ateo e materialista, mosso e diretto dalla giudeo/massoneria… … … Continua a leggere

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Sodalitium e Viganò (ITA)

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Dopo un primo tentativo (snocciolato in più puntate) d’infangare Monsignor Viganò e soprattutto la sua battaglia contro il “Nuovo Ordine Mondiale”, il “Deep State” e la “Deep Church”, da parte di “Corrispondenza Romana” di Roberto Di Mattei, pure la rivista “Sodalitium” – di don Francesco Ricossa – ha rilanciato la calunnia.

Riassumo brevemente la storia per coloro che ancora non la conoscessero:

Monsignor Viganò è stato accusato su Corrispondenza Romana (accusa ripreso da Sodalitium) 1°) di essere una marionetta nelle mani di un certo Pietro Siffi; 2°) di essere totalmente eterodiretto dal medesimo Pietro Siffi, che scriverebbe lui i discorsi, gli articoli e i libri pronunciati e pubblicati – successivamente – dall’Arcivescovo; e 3°) dulcis in fundo, Pietro Siffi, viene accusato dal Di Mattei (seguìto da don Ricossa) di essere un omosessuale, inoltre – specialmente da alcuni giovani che riprendono le accuse di Di Mattei/Ricossa1 – di essere pure uno scrittore di “romanzi rosa/gay”, di frequentare i siti dell’Arci-gay e di essere persino un… satanista.

Di Mattei ha preso di mira Monsignor Viganò e – tramite lui – la sua (e la nostra) lotta contro il “Nuovo Ordine Mondiale”, il “Gran Reset di Davos”, la vaccinazione mondiale imposta da “Big Pharma”, la “Deep Church” bergogliana. Ora; poiché ciò che Monsignor Viganò dice è inoppugnabile, bisogna screditarlo personalmente; quindi, si crea il “Caso Siffi” (come nel 1976 fu creato il “Caso Lefebvre” e nel 2009 il “Caso Williamson”).

Ecco, dunque, la manovra attualmente in atto: Siffi sarebbe l’enigmatico “Suggeritore” di Viganò; ora, Siffi è “omosessuale”, scrittore pornografico, frequentatore dell’Arci-gay e addirittura satanista; quindi, Viganò pure… “Quod erat demostrandum” … perciò la battaglia di Viganò è screditata e persa.

Addirittura, “more mafioso”, si è arrivati a intimare a Monsignor Viganò… … … Continua a leggere

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Sodalitium and Vigano (ENG)

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After the first attempt (already explained in several previous episodes) to smear Monsignor Viganò and especially all his battles against the “New World Order”, the “Deep State” and the “Deep Church”, by Roberto De Mattei’s “Corrispondenza Romana”, now even the … Continua a leggere

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Sodalitium und Viganò (GER)

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Nach einem ersten Versuch (ausgeführt in mehreren Schritten) seitens “Corrispondenza Romana” des Roberto Di Mattei den Namen von Mons. Viganò und besonders seinen Kampf gegen die “Neue Weltordnung“, den “Deep State” und die “Deep Church” mit Schmutz zu bewerfen, wurde … Continua a leggere

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Sodalitium y Viganò (ESP)

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Tras un primer intento (divulgado en varios episodios) de difamar a Monseñor Viganò y sobre todo su batalla contra el “Nuovo Ordine Mondiale” (“Nuevo Orden Mundial”), il “Deep State” y la “Deep Church”, por la “Corrispondenza Romana” de Roberto Di … Continua a leggere

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Sodalitium et Viganò (FRA)

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Après une première tentative (faite en plusieurs épisodes) de diffamation de Mgr Viganò et surtout de son combat contre le « Nouvel Ordre Mondial », le « Deep State » et la « Deep Church », par « Corrispondenza Romana » de Roberto Di Mattei, la revue « Sodalitium » … Continua a leggere

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Il “Caso Alvaro Obregon/José Toral”, la tirannide & il tirannicidio

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Il sacerdote professor Luigi Ziliani, ha scritto un bel libretto di 120 densissime pagine sulla Cristiada, intitolato Cristeros: Messico Martire. Storia della persecuzione (Bergamo, Società Editrice Sant’Alessandro, 1929), in cui si sofferma su «l’affare Obregon/Toral», che torna oggi alla ribalta in maniera più attuale che mai.

La storia del castigo di obregon ~

Il 17 luglio del 1928, José de Leon Toral uccise il generale Alvaro Obregon (1880-1928), che era appena stato eletto (per la seconda volta) Presidente del Messico, dopo aver sconfitto – il 2 luglio 1928 – Plutarco Elias Calles (1877-1945), che era stato nominato Presidente nelle precedenti elezioni del 6 luglio 1924.

La dottrina cattolica sul tirannicidio… … … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (10)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ Parte Decima: i Rothschild: una delle “Dieci Famiglie” che dominano il mondo intero (L’Europa E I Rothschild Verso La Grande Crisi Del 1830)

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L’Austria, nel 1820, vegliava affinché nell’epoca post/napoleonica in Europa non si diffondessero i movimenti politici, eccessivamente liberal/progressisti, suscitati dal ciclone còrso.

Tuttavia in Spagna, proprio nel 1820, si accendeva il fuoco di una guerra civile, scatenata dai Liberali contro la Monarchia iberica. Allora, il Re di Spagna chiese al Re di Francia d’aiutarlo militarmente.

La questione spagnola divenne ben presto un problema europeo; il principe Klemens von Metternich (1813-1859) organizzò un “Congresso” di molti sovrani europei, che si riunì a Verona il 20 ottobre 1822, cui erano presenti, oltre al medesimo Metternich, il suo Segretario personale, Friedrich von Gentz (1802-1832) e persino l’Imperatore d’Austria Francesco I (1792-1835).

Essi, inoltre, si portavano dietro, come consulente economico/finanziario, Salomon von Rothschild della filiale bancaria di Vienna; infatti, se i grandi di questo mondo avessero dovuto decidere di muover guerra ai rivoltosi di Spagna, avrebbero avuto bisogno di molti denari, però il denaro, paradossalmente, non lo possedeva l’allora “onnipotente” Impero austriaco, ossia lo Stato o la Politica; ma – proprio come oggi – la Banca (e specificatamente, allora come oggi, quella dei Rothschild).

Salomon mise in pratica la vecchia arte appresa da suo padre, Amschel Mayer, che fu messa in atto già a Waterloo nel 1815, quando i Rothschild riuscirono a far giungere, per primi, in Inghilterra la notizia della sconfitta di Napoleone I e della vittoria di Wellington, iniziando così la loro scalata al vertice del potere bancario di tutta Europa e poi del mondo intero… … … Continua a leggere

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Giugno 2021: Bergoglio ad Astana

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Nel giugno del 2021 si terrà – “Deo permittente”, poiché non si fanno “i conti senza l’Oste” – ad Astana (Capitale del Kazakistan) il “Settimo Forum Interreligioso”, cui parteciperà anche papa Bergoglio assieme al XVI Patriarca russo scismatico/ortodosso Kirill I.

Questo “Forum di Astana 2021”, ossia il “Tempio Universale Giudaico/Massonico” è – nell’ordine “spirituale” (o meglio, “preternaturale”) – qualcosa di analogo al “Forum del Nuovo Ordine Mondiale di Davos 2020”, cioè la “Repubblica Universale” – nell’ordine temporale – capitanata da Klaus Schwab, il “Grande Architetto del Gran Reset politico/economico dell’Universo”.

Perciò, anche solo da questa accoppiata e successione cronologica: Davos/Astana; si evince la somma importanza e la pericolosità del “Forum di Astana 2021” assieme a quello di “Davos 2020”.

Infatti, da essi dovrebbe uscire, secondo i piani della “setta della vendetta”, un “Nuovo Ordine Mondiale” sia per quanto riguarda il temporale (come già stiamo sperimentando) sia per quanto riguarda lo “spirituale” (come abbiamo iniziato a sperimentare con il “Pachamama in Vaticano” del 2019 e come sperimenteremo con il “Satanismo astanico”).

Astana è non solo la capitale del Kazakistan, ma è considerata anche la Capitale del “Nuovo Ordine Mondiale Interreligioso” come Davos in Svizzera è una delle Capitali del “Nuovo Ordine Mondiale Internazionale” assieme alle località che ospitano le riunioni fatte alle terme di Mont Pelerin (sempre in Svizzera) oppure nei vari club o hotel della Trilateral, del Bilderberg, del CFR, del Club di Roma; insomma, un po’ qui e un po’ là, tanto per restare “trasversali” a tutte le “entità” di questo mondo… … … Continua a leggere

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Invito alla lettura: “La Storia d’Israele”, di Giuseppe Ricciotti

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Il lavoro del Ricciotti cala in pratica quanto insegna L’Imitazione di Cristo: “Quanto più e quanto meglio tu sai, tanto più rigorosamente sarai giudicato, se non avrai condotto una vita più santa” (libro I, cap. 2, § 3); inoltre, L’Imitazione, aggiunge: “Nel giorno del giudizio non ci sarà chiesto ciò che abbiamo letto, ma quello che abbiamo fatto; né se abbiamo parlato elegantemente, ma se abbiamo vissuto religiosamente” (libro I, cap. 3, § 5).

La vita dell’Abate Ricciotti fu una costante imitazione del Verbo Incarnato, composta 1°) da un lungo atto d’intelligenza che contempla e 2°) di volontà che ama, soprattutto Dio nella Sua Rivelazione, vetero e novo testamentaria. Dante direbbe di luie dei suoi libri: “Luce intellettuàl piena d’amore …”.

Infatti, è la conoscenza di Dio che ci porta ad amarlo (“nihil volitum, nisi praecognitum / per volere e amare qualcosa, prima debbo conoscerla”); ma l’amore di Dio sta, anch’esso, alla base della sua conoscenza (“nihil cognitum, nisi praevolitum / non posso conoscere nulla, se non voglio e non mi applico a conoscere”). Inoltre, come insegna San Tommaso d’Aquino, “non è la buona intelligenza che rende buono l’uomo, ma la buona volontà” (S. Th., I, q. 82, a. 3).

Riassumendo, si può dire che sono tre gli eventi i quali hanno maturato interiormente l’Abate Giuseppe Ricciotti: 1°) la sofferenza iniziale in trincea (1915-1918) come Cappellano degli Arditi e quella finale (1949-1964) delle “purificazioni passive” dovute alla malattia accettata e offerta con amore; 2°) l’osservanza ascetica della Regola dei Canonici Regolari Lateranensi; 3°) la preghiera personale accompagnata dallo studio rigoroso e soprattutto amoroso di Dio e della Sua Rivelazione.

In modo analogo, sono tre i grandi amori del Ricciotti – conosciuti, meditati, studiati (“contemplare”) e fatti conoscere agli altri (“et contemplata aliis tradere”) – a) la “Storia Sacra” del Vecchio e Nuovo Testamento; b) Gesù Cristo; c) San Paolo Apostolo.

Queste pagine della sua Storia d’Israele possano aiutarci e prepararci a conoscere sempre meglio il Verbo Incarnato, alla luce del Vecchio Testamento: “Nel Vecchio Testamento sta nascosto il Nuovo e nel Nuovo Testamento appare chiaro il significato del Vecchio” (S. Agostino), e ad amarlo sempre di più.

Infine, l’esempio della vita e della dottrina dell’Abate Ricciotti possa aiutarci a conoscere, amare, servire Dio e mediante questo a salvare la nostra anima.

Questi libri del Ricciotti, ristampati lodevolmente dall’Editore Effedieffe, possano accompagnarci nel lungo “cammìn di nostra vita” per non “smarrìr la diritta via” e “quinci uscìr a rivedèr le stelle”… … … Continua a leggere

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Un mondo sottosopra… Il comunista Togliatti “canonizza” Maria Goretti & Papa Bergoglio “regolarizza” le unioni gay…

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Quello che oggi colpisce maggiormente nella vicenda di Maria Goretti e di Alessandro Serenelli e la fa tornare prepotentemente alla ribalta – dopo l’oblio degli anni Settanta, tramutatosi in vero e proprio odio negli anni Ottanta e in “agere contra per diametrum” nel Duemila – è il fatto che, la figura della piccola “Martire della Purezza” sia caduta totalmente in oblio nel mondo attuale, ove l’impudicizia è diventata la norma; la purezza, un vizio o un disturbo mentale; infatti, nel mondo odierno, s’insulta l’Immacolata Concezione, l’Incarnazione del Verbo, si esalta la depravazione morale in odio satanico contro Dio e le cose sante. Tutto ciò ci fa capire quanto si sia degradata la nostra Società, la nostra cultura (una volta cristiana ma ora neopagana, anzi “satano/latrica”) per non parlare dell’ambiente ecclesiale, ossia degli uomini di Chiesa e non della Chiesa che è Santa nel suo fine, nella sua origine e nei suoi mezzi, il quale “muore di paura del mondo” (André Frossard) e “si vergogna della Croce di Cristo” (San Paolo).

Il fatto specifico, in questa storia, che mi ha riempito di stupore, anzi che ho dovuto rileggere ben tre volte, pensando di avere capito male e che, perciò, mi ha spinto a scrivere queste righe è il seguente …

… Negli anni Cinquanta, vivente allora Stalin, Maria Goretti è stata presentata quale modello di virtù (civiche)2, da Palmiro Togliatti (il Segretario del “Partito Comunista Italiano”) e da Enrico Berlinguer (l’allora Segretario della “Federazione della Gioventù Comunista Italiana”), alla… … … Continua a leggere

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Introduzione alla “Pascendi” ~ (Primi 5 Video de “il Simposio”)

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Don Curzio Nitoglia, il Professor Francesco Lamendola e Marco Cosmo, dopo aver commentato la “Pascendi” ci introducono al giuramento antimodernista di San Pio X.

Il giuramento antimodernista fu introdotto da papa Pio X inizialmente col nome di giuramento della fede il 1º settembre 1910 in risposta al modernismo teologico che già da alcuni decenni cominciava a prendere piede all’ interno della Chiesa cattolica e che già era stato condannato dal papa nel 1907 nel decreto Lamentabili Sane Exitu e poi nellenciclica Pascendi Dominici gregis.

Tale giuramento, redatto in lingua latina, fu imposto a tutti i membri del clero con compiti di ministero, magistero o di giurisdizione ecclesiastica e a quanti aspiravano a diventare parte del clero… … … Continua a leggere

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Bergoglio è papa? Storicamente, per il singolo, può essere Dubbio;  Teologicamente, per la chiesa, è certo [SPECCHIETTO RIASSSUNTIVO]

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La Teologia cattolica insegna che vi sono alcuni fatti (ad esempio, la legittimità e la validità di un Pontificato) i quali pur non essendo oggetto di Rivelazione divina diretta, ossia un Dogma divinamente Rivelato – come, per esempio, la Natività di Gesù a Betlemme – tuttavia, sono connessi strettamente con il Dogma rivelato (cfr. Enciclopedia Cattolica, Città del Vaticano, 1950, V vol., coll. 1058-160, voce “Fatti dogmatici”, a cura di Gabriele De Rosa).

I fatti dogmatici possono definirsi: “Fatti storici, che non sono direttamente rivelati ma sono strettamente connessi con la Rivelazione divina; per esempio, la legittimità di un Papa. […]. Ora, se la Chiesa potesse sbagliare nel suo giudizio su questi fatti o verità, che sono indirettamente connesse con la Rivelazione; ne deriverebbero conseguenze inconciliabili con la sua Istituzione divina e con la sua Santità” (L. Ott, Compendio di Teologia Dogmatica, Torino, Marietti, IV ed., 1969, p. 20-21 e 502). Continua a leggere

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La signora maestra Maria Pasquinelli, “Un grande uomo” per i nostri giorni di … “mezzi uomini”?

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Maria Pasquinelli nacque a Firenze, il lontano 16 marzo del 1913, ed è morta a Bergamo, esattamente il 3 luglio del 2013, all’età di 103 anni e tre mesi circa.

Pochi, oggi, la conoscono, buon per lei… è il destino dei “grandi uomini” nei tempi delle “mezze figure” e il nostro tempo è esattamente proprio quello dei “mezzi uomini” e delle “mezze figure”.
La Signora Maestra Maria Pasquinelli oltre a essere un “grande uomo” era anche un’insegnante di scuola elementare, che se si era laureata in Pedagogia presso l’Università di Bergamo nel 1933, e come tale ci ha lasciato un insegnamento veramente “magistrale”, molto attuale e valido soprattutto per questi tristissimi tempi di piccoli ideali e di miseri uomini.

Il 10 febbraio del 1947, quando la città italiana di Pola, dopo aver subìto – tra il 1943 e il 1945 – le infoibazioni degli Italiani da parte dei titini, fu per dipiù anche ceduta dagli “Alleati” (rappresentati a Pola dalla Gran Bretagna, come “Potenza occupante”), alla Jugoslavia di Tito, la Maestra Maria Pasquinelli prese il treno e … si recò in loco… Continua a leggere

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