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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (38)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ L’inizio della risalita dei Rothschild in Francia

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Trentottesima Puntata    L’inizio della risalita dei Rothschild in Francia Nell’ultima puntata abbiamo visto che la situazione economica della Banca Rothschild francese nel 1981 non era poi così rosea come si potrebbe credere; per cui, la nazionalizzazione, in realtà, avrebbe … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (37)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ Il crollo e La risalita dei Rothschild in Francia

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Trentasettesima Puntata    Il crollo e La risalita dei Rothschild in Francia   Introduzione riassuntiva Nella trentatreesima e trentaquattresima puntata avevamo visto come la Banca Rothschild di Parigi fosse stata nazionalizzata nel 1981/82 dal Presidente della Repubblica francese François Mitterrand … Continua a leggere

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La Fabian Society e la London School of Economics

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Introduzione In un altro articolo (Invito alla Lettura, Roberto Pecchioli, George Soros e la Open Society) abbiamo visto come George Soros abbia influenzato la storia recente del mondo intero; inoltre, studiando la vita di Soros abbiamo conosciuto anche la capitale … Continua a leggere

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Modo pratico di partecipare alla Messa (2)~ Cardinal Siri: Il problema della moda secondo la teologia cattolica

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Prologo  In una società tornata pagana com’è la nostra, il problema della moda è visto come totalmente separato dalle virtù naturali e infuse. La società odierna, soprattutto dopo il Sessantotto, è avvolta in un’atmosfera sensuale, che riguarda anche la moda, … Continua a leggere

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Modo pratico di partecipare alla Messa (1)

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Vi sono vari modi di partecipare alla Messa: si può rispondere al Sacerdote celebrante seguendo il Messalino dei fedeli; si può recitare il Rosario; si può far meditazione. Ognuno ha il suo metodo. Mi permetto di porgere ora al lettore, … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (36)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “I Rothschild e la Fabian Society”

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Nelle scorse puntate abbiamo visto come i Rothschild abbiano influenzato la storia recente, servendosi ad esempio di un personaggio di non lieve entità come George Soros, studiando il quale abbiamo conosciuto anche la capitale importanza che in queste vicende ha giocato la Fabian Society, contigua a Soros e ai Rothschild. 

Ora, in questa puntata cercherò di trattare diffusamente la questione dei Fabiani, servendomi dell’interessante libro di Davide Rossi, La Fabian Society e la Pandemia (Bologna, Arianna Editrice, 2021). 

L’Autore esordisce riconoscendo che «esistono società politiche molto più potenti dei Partiti che siamo abituati a conoscere. Società che costituiscono una sorta di “stanza di compensazione” tra la politica, gli intellettuali, i giornalisti e il mondo dell’alta finanza internazionale. Sono luoghi nei quali si progetta il futuro al riparo dalle piccole beghe quotidiane di palazzo e dalle competizioni elettorali. Insomma, è lì che si modella davvero il mondo che poi le masse dovranno vivere nell’inconsapevolezza» (Davide Rossi, La Fabian Society, cit., p. 5).

Noi eravamo stati abituati a scorgere nelle Banche e nei circoli dell’Alta Finanza o nelle Logge massoniche questi centri di potere che dirigono i Politici da dietro le quinte. Certamente è così, ma – nello specifico – uno di questi circoli è quello dei Fabiani, che in Italia non era molto noto al gran pubblico, prima che il libro di Davide Rossi non avesse fatto un po’ di luce su di esso. Egli spiega che i Fabiani sono un circolo elitario, anzi “ultra elitario”, in cui il disprezzo per il popolo dei semplici uomini regna sovrano.

Ciò che colpisce nello studio di questo club super/iniziatico è la sua arte di dissimulazione, per la quale i suoi membri riescono facilmente a «far apparire una cosa per celarne un’altra diametralmente opposta. Una sorta di piramide che ammanta d’ideali progressisti e di falsi buoni princìpi la propria volontà di dominio e di potenza» (cit., p. 5).

I Fabiani hanno costruito una doppia morale: la prima per il volgo dei semplici che crede facilmente a ciò che gli viene detto e cerca di comportarsi conseguentemente e coerentemente. La seconda per gli “eletti”, gli “iniziati”; ossia, coloro che sono come i Fabiani: i “Padroni dell’Universo”, sotto il tallone del “Principe di questo mondo” (Gv., XII, 31); anche se non vorrebbero mai riconoscerlo.

La Fabian Society, che almeno in Italia è una di queste società (poco conosciuta ma molto potente), esercita da molti anni un ruolo di manipolazione dei cervelli.

Il libro di Davide Rossi può essere diviso in due parti principali: la prima in cui si studia il pensiero filosofico/politico della Fabian Society (d’ora in poi FS); la seconda in cui si studia se e quanto la visione del mondo dei Fabiani coincida con questo tornante storico che stiamo vivendo, a partire dal 2020 (Pandemia) e con il 2022 (la guerra russo/ucraina).

Purtroppo, nel corso dello studio, ci si accorgerà quanto questa realtà sia conforme al pensiero e ai progetti della FS… … … Continua a leggere

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Leggete Pecchioli su Soros ~ Roberto Pecchioli: “George Soros e la Open Society”

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Roberto Pecchioli ha pubblicato recentemente un interessante libro sul “caso Soros” intitolato: George Soros e la Open Society (Bologna, Arianna Editrice, 2022). 
Ne raccomando lo studio e ne porgo al lettore un breve sunto per invogliarlo alla lettura di tutta l’opera. 

Nel libro succitato, l’Autore, spiega che «sarebbe veramente ingenuo immaginare che un uomo solo, per quanto sostenuto da una rete imponente irrorata da grandi somme di denaro, abbia accumulato su di sé un potere così grande, quasi luciferino» (cit., p. 126).

Certamente no. Infatti, Soros rappresenta «un pezzo di un puzzle più vasto […]: pensiamo a Bill & Melinda Gates Foundation, ai Ford, ai Rockefeller e ad altri gruppi, quali il CFR o il Gruppo Bilderberg. Probabilmente Soros è soltanto il volto visibile, il più esposto, la punta di un iceberg» (ivi).

Roberto Pecchioli ne parla diffusamente nel corso del suo libro; però, molto saggiamente, prima si sottrare al «rischio di considerare il miliardario e la sua rete il deus ex machina di ciò che accade nel mondo» (cit., p. 152). 

Poi, egli presenta Soros come uno di coloro che spostano le pedine di questo mondo, innanzitutto mediante le idee, e inoltre tramite il denaro come carburante per far camminare la macchina della rivoluzione nichilistica. 

Perciò, Pecchioli, saggiamente, inquadra il “Caso Soros” all’interno di un quadro più vasto che ha richiesto più di una generazione di rivoluzionari professionisti, i quali da padre in figlio e tra fratelli in collaborazione organizzata ha lavorato nell’ombra, con molta discrezione, senza attirare troppo l’attenzione su di sé.

Allora, in quest’ottica, Soros appare come uno di quei famosi personaggi che popolano l’ultimo trentennio (i padroni dei Social della Silicon Valley californiana), che si sono affiancati – come gregari – «alle tradizionali grandi famiglie della finanza, dell’economia e dell’industria, Rockefeller, Warburg, Rothschild e poche altre» (cit., p. 4).
Questi nuovi ricchi, sono «i signori della tecnologia, creatori di enormi imprese “digitali” globali (Google, Amazon, Facebook, Apple, Microsoft)» (cit., p. 5).

Certamente Soros, oltre che un arcimiliardario, è anche un “filosofo”, un ideologo con venature “millenaristiche” (cit., p. 6), che agisce da circa cinquant’anni, per cambiare il mondo in base alla sua filosofia che viene detta “Società aperta” (di cui avevano scritto Popper e Bergson), ma che in realtà è un vero e proprio Nichilismo logico, etico e metafisico, che ha come fine negativo (“pars destruens”) quello di distruggere il vecchio mondo ancorato sulla retta ragione, sulla legge morale naturale e persino sull’essere creato. 

Infatti, il mondo reale e creato ha il torto di rimandare troppo esplicitamente a un Creatore e, pertanto, va distrutto, poiché il Nichilismo non può colpire direttamente Dio, magari adducendo la scusa che non esiste.

Mentre il suo scopo positivo (“pars construens”) è quello di costruire un uomo nuovo, un “meta/uomo” o un “trans/uomo”, che – riprendendo il piano di Nietzsche – trascende se stesso, diventa lui stesso Dio e ne occupa il posto, dopo aver tentato il “deicidio” (arte già messa in pratica circa duemila anni fa, da un Sinedrio molto simile a quello che oggi governa il mondo).  
  
«George Soros non è il Grande Vecchio e neppure il Male Assoluto […]. Tuttavia, la figura di Soros e la sua organizzazione sono tra i protagonisti e gli artefici della nostra storia» (cit., p. 9).

Come si vede, Soros è uno tra i vari grandi attori della rivoluzione odierna, del “Trans/umanesimo”, ma non è il regista principale… … … Continua a leggere

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Invito alla lettura: «Da Dio al superuomo. Corsa verso l’autodistruzione dell’umanità»,

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La casa editrice Effedieffe ha stampato il libro di Curzio Nitoglia su Yuval Noah Harari, intitolato “Da Dio al Superuomo. Corsa verso l’autodistruzione dell’umanità” (88 pagine, 13 euro).

In esso l’autore mostra come Yuval Harari sia uno degli autori che hanno prodotto una dottrina filosofica per giustificare, pianificare e mettere in pratica la realizzazione del Nuovo Ordine Mondiale, fondato sul Transumanesimo. 

Lo studio del suo pensiero, perciò, sarà utile
1°) non solo dal punto di vista dottrinale, poiché ci farà capire la vera natura luciferina del Transumanesimo, che pretende di rendere l’uomo simile a Dio; ma
2°) anche da un punto di vista pratico, poiché Harari è un uomo supportato dal deep state americano e israeliano in vista della ultimazione del Nuovo Ordine Mondiale, che oramai – dopo la Pandemia del 2020 e della guerra russo/ucraina del febbraio 2022 – starebbe per essere portato all’edificazione completa.

Tuttavia, occorre pure prendere atto che… … … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (35)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “I Rothschild e Soros”

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Nell’ultima puntata abbiamo studiato il ruolo che giocò il Presidente Mitterrand (tra il 1981 e il 1982) nelle vicende dei Rothschild, che preferirono in quei frangenti – data la situazione mutata negativamente nei loro confronti e un’incipiente nazionalizzazione della loro Banca, almeno in Francia – abbandonare la “Vecchia Europa” per recarsi nel “Nuovo Mondo” e precisamente a New York.

La Famiglia Rothschild che, sino ad allora, era stata quasi “onnipresente” e “onnipotente” nel “Vecchio Continente” soprattutto a Vienna, Parigi e Londra; rimase solo “a fianco dell’Europa”, ossia in Inghilterra; avendo deciso di lasciare (anche se non totalmente) la Francia ed essendo già tramontato da lungo tempo il primato dell’Austria con la fine della Prima Guerra Mondiale. 

Oramai, la partita del potere mondiale si spostava fortemente dall’«Europa continentale» o della «terra ferma» per giocarsi parte nell’«Europa marittima» cioè, in Inghilterra, che si è sempre più considerata atlantica e aperta agli Usa (piuttosto che affacciata sull’«Europa continentale») e parte nel Continente atlantico, ossia negli Usa, che erano emersi – dopo la Seconda Guerra Mondiale – come la nuova superpotenza economico/industriale e bellica, anche se la mente direttiva del potere mondiale restava (con molta discrezione e flemma) in Inghilterra, pur essendo esercitato pubblicamente negli Stati Uniti.

Nel corso dell’ultimo articolo ci siamo imbattuti in alcuni nomi (Kalergi, Soros, Società Fabiana…) che non possiamo non trattare – sia qui, sia nel corso di queste seguenti puntate – per capire meglio il ruolo che ancora oggi, malgrado le alterne vicende francesi, la Banca Rothschild continua ad avere nella storia politico/finanziaria del mondo attuale, non solo in Europa ma anche negli Stati Uniti d’America… … … Continua a leggere

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Padre Felice Maria Cappello: “STATO E CHIESA” (recensione libraria)

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Felice Cappello nacque a Coviola di Belluno l’8 ottobre 1879; fu battezzato lo stesso giorno della sua nascita a Pieve di Forno di Canale.
Felice Cappello entrò nel seminario minore di Feltre nel 1893; una volta terminato il seminario minore nel 1897, entrò nel seminario maggiore di Belluno, dopo 4 anni di studi, Felice fu consacrato sacerdote, il 20 aprile 1902. 

Fu, quindi, inviato come viceparroco a Sedico, una cittadina a pochi chilometri da Belluno, restandovi sino al 1906.

Il giovane viceparroco, don Felice, continuò gli studi ecclesiastici e si laureò prima presso la facoltà teologica di Bologna nel 1904 in teologia; poi, nel 1905 in filosofia presso l’Accademia San Tommaso d’Aquino di Roma e, infine, conseguì la terza laurea nel 1906 presso l’Istituto Apollinare di Roma in diritto canonico, materia di cui diverrà uno dei maggiori esperti della prima metà del Novecento. 

L’11 giugno 1905 San Pio X con l’Enciclica Il fermo proposito, pur mantenendo ancora de jure il non expedit di papa Mastai, autorizzò de facto i Cattolici a prendere parte alle elezioni che si sarebbero tenute nel novembre del medesimo anno. 

Pio X aveva allentato le disposizioni pratiche di Pio IX, che, tra il 1861 e il 1874, in protesta contro l’invasione dello Stato pontificio, aveva proibito totalmente ai Cattolici di partecipare alle elezioni politiche del neonato Regno sabaudo. 

Si aprì, dunque, attorno al 1905 un vivace dibattito tra i Cattolici se si dovesse mantenere una posizione di forte intransigenza dottrinale e anche pratica (com’era stato stabilito da Pio IX e mantenuto da Leone XIII) nei confronti della vita politica del Regno d’Italia oppure se si potesse, come aveva permesso Pio X, avvicinarsi praticamente all’agone politico per mandare in Parlamento deputati che s’impegnassero con l’elettorato a promulgare leggi civili non difformi dalla Legge naturale e divina, pur mantenendo una linea dottrinale di condanna verso il Risorgimento liberale. 

Padre Cappello entrò nella disputa con molta foga. Si erano, infatti, creati due schieramenti tra i Cattolici:
– 1°) i più conservatori erano propensi a mantenere intatto il non expedit non solo nella dottrina antiliberale e antirisorgimentale, ma anche con la pratica di “non eletti né elettori”, vedendo di malocchio ogni apertura benché minima anche nella sola pratica; mentre
– 2°) altri – in séguito all’apertura di papa Sarto – ritenevano di poter partecipare nella pratica alle elezioni per impedire che la legislazione fosse tutta in mano ai laicisti e ai liberali, mantenendo intatta la teoria di condanna del Risorgimento massonico e laicista… … … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (34)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “I Rothschild e la Francia di Mitterrand (1981)”

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Nel 1981, come abbiamo già visto nella scorsa puntata, si scatenò una forte tempesta sulla Famiglia Rothschild. Infatti, il Presidente della Repubblica Francese per due mandati consecutivi (1981 – 1995), François Mitterrand, aveva l’intenzione di nazionalizzare al massimo le imprese francesi e soprattutto quelle bancarie. Perciò, la Casa Rothschild rischiava di dover assistere anche alla nazionalizzazione della propria Banca.

Guy dovette affrontare in prima linea quest’attacco di Mitterrand alla sua Banca, infatti, il figlio di Guy, David Rothschild, era ancora giovane, inesperto e alle prime armi.

Secondo la “Legge Mitterrand”, a partire da un miliardo di Franchi Francesi di depositi bancari, le banche venivano automaticamente nazionalizzate. Ora, questa manovra sembrava un attacco mirato soprattutto ai Rothschild, poiché la cifra di “un miliardo” non era raggiunta appena per un poco dalla Banca “Lazard Frères”; mentre quella dei Rothschild la sorpassava in pieno.  Ora, la Banca Lazard era molto vicina agli ambienti socialisti francesi, di cui Mitterrand era il leader; mentre, la Banca Rothschild era piuttosto vicina agli ambienti conservatori, di “destra” e anti/statalisti (come sempre nel corso della loro storia, sin da Napoleone). 

Tuttavia, dopo una forte battaglia parlamentare tra la destra anti/statalista e la sinistra filo/statalista, nel 1982, la “Legge Mitterrand” sulla nazionalizzazione delle imprese (che superassero un miliardo di Franchi Francesi in quantità di depositi) passò. 

Questa “Legge” del 1981/82 fu un durissimo colpo per i Rothschild francesi; infatti, la notizia dell’imminente statalizzazione della loro Banca, fece crollare il valore delle azioni delle banche che erano, più o meno, coinvolte con la “Banca delle banche”. Inoltre, siccome Guy, circa dieci anni prima, aveva messo a capo di tutte le imprese di famiglia la “Banque Rothschild” anch’esse vennero espropriate dallo Stato francese e fuse assieme alla Banca Rothschild… … …
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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (33)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “I Rothschild dal «’14/’18» a oggi”

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Finalmente sono riuscito a procurarmi alcuni libri molto validi sui Rothschild, che arrivano sino al 2012.

Perciò, dopo aver seguìto – per sommi capi – quanto ci narra Pietro Ratto, dal 1914 in poi, mi aiuterò con quest’altri volumi, i quali purtroppo presentano l’inconveniente che, essendo scritti da autori francesi, studiano (molto bene) le vicende della Banca Rothschild; ma, soprattutto, se non esclusivamente, in Francia. Comunque, gli autori sono molto seri e hanno condotto ricerche assai approfondite con consultazione degli Archivi privati dei Rothschild francesi, messi a loro disposizione dalla Casa stessa.

Il primo di questi è quello di Martine Orange, Rothschild, une banque au pouvoir, (Paris, Albin Michel, 2012).

In esso l’autrice ci spiega che – nel 1981 – la Banca Rothschild fu nazionalizzata dal Presidente della Repubblica francese François Mitterrand (1916 – 1996) e sembrava dover scomparire dalla scena della politica e dell’alta finanza, almeno in Francia.

Invece, nel 2011, appena trent’anni dopo la nazionalizzazione, la Banca Rothschild è ancora la Banca più potente di Francia.

Il libro della dottoressa Martine Orange ci mostra come dal Secondo Impero, instaurato da Napoleone III (1852–1870), sino a oggi – almeno a Parigi – i Rothschild stanno ancora al vertice del potere finanziario e, quindi indirettamente, anche politico.

Essi, molte volte, sono venuti in soccorso della “destra conservatrice” del gaullista Georges Pompidou (1911 – 1974) e di  Nicolas Sarkozy (28 gennaio 1955 – ), ma i Rothschild hanno sovvenzionato anche “la sinistra moderata” di Jacques Delors (1925 – ) e di François Hollande (1954 – ), la quale spesso ha dovuto far ricorsa alla “Banca delle banche”… … … Continua a leggere

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Jean Vaquié: “La Rivoluzione liturgica” (recensione libraria)

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Jean Vaquié è stato un autore antimondialista, antiliberale e antimodernista (1911 – 1992). Egli ha pubblicato numerose opere, tra cui: La Rivoluzione liturgica (1971) e Compendio di demonologia (1982).  L’Editore Effedieffe pubblica ora il suo libro “La Rivoluzione liturgica”.

Il libro è arricchito da un’interessante Introduzione di Léon de Poncins, un grande amico del Vaquié.  Il de Poncins inquadra il problema della rivoluzione liturgica di Paolo VI alla luce della “guerra occulta” – che ha portato la sovversione all’interno dell’ambiente ecclesiale – operata dalle due forze principali della rivoluzione: il Giudaismo talmudico e la Massoneria, che, tramite la sovversione della liturgia, hanno introdotto la scompiglio all’interno dell’ambiente ecclesiale. Il fatto più grave, nota de Poncins, è che la rivoluzione con il Modernismo sia penetrata all’interno della Chiesa, ne abbia scalato il vertice e sovvertito il dogma, la morale e la liturgia. 

La rivoluzione liturgica, che ha portato alla promulgazione della Nuova Messa di Paolo VI (3 aprile 1969), è stata prefabbricata e preordinata con lungimiranza e precisione proprio come tutte le rivoluzioni politiche, filosofiche, economiche, sociali e belliche. 

Il Modernismo si era infiltrato nelle viscere della Chiesa già nei primi anni del Novecento, ma con il Concilio Vaticano II è arrivato a impadronirsi della sua élite per arrivare con la Nuova Messa alla sovversione praticata e fatta praticare ai preti e ai fedeli, i quali non avrebbero capito e subìto tutta l’enorme portata dottrinalmente sovversiva dei sedici Decreti del Concilio… … … Continua a leggere

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Aleksandr Dughin: un altro apostolo del nichilismo postmoderno?

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Aleksandr Dughin è un pensatore russo, nato a Mosca il 7 gennaio 1962, di marca fortemente esoterica e gnostica, con tendenze apertamente nichilistiche; cioè, propugnatore della “metafisica del non/essere”, che non ha nulla a che spartire con la metafisica greco/romana e tomistica, ossia, la “metafisica dell’essere” anzi, ne è la negazione diretta e per diametrum.

Purtroppo, alcuni cattolici – in questi tempi di confusione dottrinale e morale – si lasciano abbindolare dalle sirene dell’errore e del vizio, tra cui spicca Dughin, ma non solo. 

Non mi sembra, perciò, esatto né corretto ascrivere al “Tradizionalismo” cattolico (vale a dire alla “Tradizione apostolico/patristico/scolastica”) un legame con la filosofia dughiniana. Anzi, sarebbe più corretto mettere in luce il legame di certo falso Tradizionalismo fideistico di formazione demaistriana con l’esoterismo in genere, e specialmente con quello russo, avendo il conte Joseph de Maistre vissuto non poco tempo in Russia. 

Certamente è lecito, lodevole e ottimo criticare Dughin, ma non bisognerebbe passare, poi, a infangare ancora una volta Monsignor Carlo Maria Viganò e con lui la reazione antimondialista.

Mi accingo, perciò, a mettere in luce i punti oscuri del pensiero di Dughin, valendomi di alcuni saggi molto ben fatti da padre Paolo Maria Siano (La metafisica del Caos e il Soggetto Radicale di Aleksandr Dughin, 14/19/24/29 luglio 2021, in “CR”).

L’essenza della “metafisica del nulla”, ossia della contro/metafisica di Dughin la si ritrova nel suo libro, tradotto anche in italiano, La Quarta Teoria Politica, Milano, NovaEuropa Edizioni, 2017.

Padre Siano mostra giustamente, con citazioni alla mano, che il Maestro principale di Dughin è Julius Evola, non senza un pizzico anche di Guénon.

Un elemento poco approfondito del dughinismo è il suo amore per la cosiddetta “Rivoluzione Conservatrice”, che non è riconducibile all’evolismo, neppure al guénonismo o a pensatori dell’estrema destra europea, ma al neo/conservatorismo statunitense, che tanto ha inquinato pure l’Europa e l’Italia e che ha mietuto tante vittime grazie ai pensatori detti teo/con, i quali cercano di miscelare il liberalismo filosofico conservatore, con il liberismo selvaggio economico e infine con un pizzico di cattolicesimo, per finire d’inquinare l’ambiente cattolico conservatore, moderatamente liberale… … … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (32)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “I Rothschild dal 1914 a oggi”

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Purtroppo dobbiamo abbandonare il libro di Egone Conte Corti sulla Famiglia Rothschild, perché egli ci ha abbandonati per primo – a differenza del Padreterno – il quale invece “non deserit, nisi prius deseratur”.

Inoltre, Egone – essendosi arrestato nella narrazione della storia dei Rothschild al 1914/18 – ha bisogno di essere integrato per arrivare a conoscere qualcosa della suddetta dinastia sino ai giorni nostri. 

Certamente, non si può trovare un altro libro sui Rothschild che possa eguagliare quello di Egone, che ebbe il privilegio di entrare nelle biblioteche delle più antiche e famose famiglie dell’Impero austriaco, le quali possedevano preziose informazioni sui Rothschild che altrimenti non avremmo mai avuto.

In un certo senso si può paragonare Egone, per quanto riguarda i Rothschild, a Giuseppe Flavio per la narrazione della distruzione di Gerusalemme (70 d. C.) e della guerra giudaico/romana (66/70 d. C.).

In realtà sono stati scritti vari libri sui Rothschild, ma tutti abbastanza parziali, sia per scopi agiografici (essendo stati commissionati dalla Famigli omonima), sia per fini o modalità denigratorie (essendo animati da odio razziale o di classe e, dunque, privi non dico di obiettività ma pure di lucidità storica, essendo inoltre scritti se non con “con i piedi” ma certamente con il “fegato”).

Pietro Ratto ha scritto vari libretti su questo tema (per la casa editrice Arianna di Bologna) e altri affini che, pur non potendo competere con quello di Egone, almeno ci forniscono qualche notizia sulla Casa/Banca di Francoforte sino ai giorni nostri.

Ora, io penso – con Aristotele e san Tommaso – che tra il nulla e l’atto perfetto ci sia la potenza o l’atto imperfetto. Perciò, ci si può e certe volte ci si deve accontentare del meno perfetto per non rimanere senza nulla e a mani vuote… … … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (31)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “I Rothschild dal finire dell’Ottocento sino al 1914”

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«Nel mezzo secolo che segue la guerra franco/prussiana (1870), se la Casa Rothschild non si sviluppa più col ritmo impetuoso di prima, tuttavia non decade dalla sua alta posizione sociale ed economica. La situazione sociale della famiglia, specialmente nelle sedi fuori Germania, tocca un livello che non può non dirsi meraviglioso, anzi unico, date le umili origini della famiglia stessa. Economicamente i Rothschild riescono a mantenere la loro ricchezza a un livello imponente, attraverso tutte le vicende della storia contemporanea per quanto debbano cedere ad altri il privilegio di essere la famiglia più ricca d’Europa» (Egone Conte Corti, La famiglia dei Rothschild, II ed., Proceno di Viterbo, Effedieffe, 2021, p. 465). 

Comunque, sino ai giorni nostri, i Rothschild si mantengono in grado, forti della loro strapotenza finanziaria, appoggiandosi alle loro relazioni internazionali intessute sapientemente con tutte le Corti europee (diventate, poi, Parlamenti eletti democraticamente) di esercitare un’influenza, nascosta ma molto potente anche se non più decisiva come dal 1815 al 1848 sugli eventi politici, economici e bellici che hanno caratterizzato la storia sino ai giorni nostri (non solo europea ma anche statunitense e quindi mondiale). 

Per quanto riguarda i Rothschild e gli eventi storico/politici e bellici in cui essi hanno avuto, e mantengono ancor oggi una certa influenza, dovrò avvalermi principalmente di alcuni studi abbastanza seri, anche se non sono al medesimo livello di quello di Egone Conte Corti, che poté avvalersi della sua amicizia con le famiglie delle varie Corti europee e specialmente con gli Asburgo… … …

… … …Egone, chiudendo il suo interessantissimo libro, scriveva: «Ancor oggi, negli Stati ove la loro famiglia è stabilita, è difficile trascurare i Rothschild» (Egone Conte Corti, La famiglia dei Rothschild, cit., p. 465).
Tuttavia, tra il 1870 e il 1918, la situazione della Casa Rothschild è molto cambiata rispetto al passato e soprattutto all’«epoca d’oro», ossia 1750/1848.

Infatti i cinque fratelli della seconda generazione, ossia della “belle époque” o degli “anni ruggenti”, sono oramai morti. Lo stretto legame che legava i fratelli Rothschild tra di loro, portandoli a far sposare persino le loro figlie/i con i rampolli dei loro fratelli (ossia tra cugini di primo grado) non sussiste più, se non in maniera del tutto eccezionale. Inoltre, i Rothschild della terza generazione si sono “assimilati” alle nazioni nelle quali si trovano a vivere, dal punto di vista patriottico e civile ma non religioso; infatti, essi son restati sempre Israeliti, anche se non più ortodossi di stretta osservanza come il vecchio Amschel Meyer (1744, Francoforte /1812, Francoforte). Essi si sono fatti naturalizzare nelle nazioni in cui vivono, ossia in Inghilterra, in Austria, in Germania (unificata dopo il 1870 dal Bismarck) e in Francia.

Dal punto di vista affaristico/finanziario, tutto ciò ha comportato che, se prima del 1870, ogni Rothschild, fosse inglese, austriaco, prussiano o francese, partecipava agli utili o alle perdite dei suoi fratelli; ora, invece, ogni filiale ha un suo patrimonio esclusivo e le altre filiali non partecipano né alle sue perdite e neppure ai suoi guadagni.

Tuttavia essi continuano a trasmettersi informazioni segrete e riservate che carpiscono nella Nazione in cui operano, ai Prìncipi cui prestano denari e le passano ai fratelli residenti nell’altre Nazioni europee; inoltre, in alcuni affari, molto grandi e delicati, si prestano mutuo sostegno.
Insomma, cercano pur sempre di mantenere – con la reciproca e mutua cooperazione – la preminenza sociale e soprattutto economica che avevano acquistato con sì lunga fatica in appena un secolo… … … Continua a leggere

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FATIMA 1917/2017/2022

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Saverio Gaeta ha scritto recentemente il libro intitolato Fatima. Tutta la verità. La storia, i segreti, la consacrazione (Cinisello Balsamo, San Paolo, 2017).

Questo libro è un lavoro esaustivo sulla storia delle apparizioni della Madonna a Fatima nel 1917, di quelle successive a suor Lucia e sul terzo Segreto.

Nel 1946, rispondendo alla domanda se la statua appena terminata rappresentante la Madonna, (che le era apparsa nel lontano 1917) la raffigurasse bene, suor Lucia rispose: “No, non molto. Provai disappunto quando la vidi. In un certo modo è troppo gaia, troppo allegra. Quando vidi la Madonna, ella era piuttosto triste, direi come presa da compassione” (S. Gaeta, Fatima. Tutta la verità. La storia, i segreti, la consacrazione, cit., p. 22).

Il 19 agosto 1917 la Madonna «prendendo un aspetto più triste disse: “Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori perché molte anime vanno all’inferno poiché non c’è chi si sacrifichi per loro”» (cit., p. 35).

Il messaggio e l’espressione della Madonna sono improntati a serietà e a una certa “tristezza” per la sorte degli uomini che già nel 1917 vivevano in stato abituale di peccato mortale e morendo andavano all’inferno, mostrato dalla Madonna ai tre pastorelli in tutta la sua maniera più spaventosa della pena del senso e del danno. Che differenza con i messaggi dei “profeti di ottimismo”, “gai e allegri”, che a partire da Giovanni XXIII sino a Francesco I lasciano tranquilli e addormentati gli uomini sulla via dell’inferno, la quale dopo 100 anni è diventata un’autostrada! La “medicina della sola misericordia senza il rigore della giustizia” che Giovanni XXIII e il Vaticano II, in piena e perfetta sintonia con Francesco I secondo cui “Dio non castiga”, presentano all’uomo contemporaneo è in realtà un veleno.

Il grave è che non solo gli uomini vivono nel peccato, ma che i Pastori della Chiesa li rassicurano in esso. Francesco I non ha forse affermato che “è meglio una convivenza di un matrimonio affrettato”? Giovanni Paolo II non ha forse insegnato (Enciclica Redemptor hominis del 1979, Dives in misericordia del 1980, Dominum et vivificantem del 1986) che tutti, volenti o nolenti, si salvano perché uniti indissolubilmente a Cristo per l’Incarnazione del Verbo? La Corredentrice, la Vergine Addolorata, la Mediatrice di ogni grazia sta sotto la Croce dalla quale pende il Figlio ancora oggi “dolorosa e lacrimosa”.

Il 31 dicembre 1979 suor Lucia dedicò le sue penitenze «per le difficoltà che la Chiesa cattolica […] stava sperimentando nel processo di applicazione del Concilio Vaticano II fra le opposte tensioni della teologia della liberazione e del tradizionalismo. Infatti, leggiamo nel suo diario: “Com’è possibile Signore? La tua Chiesa non può perire! Non le hai promesso di starle vicino, sino alla fine dei tempi?”» (cit., p. 60).
Padre Joachim Maria Alonso, nel 1982, ha spiegato anche lui in questo senso la mancata rivelazione integrale del terzo Segreto: “Una rivelazione anticipata del testo avrebbe aggravato ulteriormente la frattura che continua a dividere in due la Chiesa: il Tradizionalismo, che avrebbe ricevuto manforte dalle profezie di Fatima e il progressismo, che invece si sarebbe scagliato contro queste apparizioni gridando che esse avrebbero fermato il progresso della Chiesa conciliare” (cit., p. 100).
In realtà si sa che la Madonna aveva previsto e predetto “un cattivo Concilio [il Vaticano II in sé e non la sua lettura fatta dai teologi progressisti, ndr] e una cattiva Messa [la Messa di Paolo VI, ndr]” (cfr. S. Gaeta, cit., pp. 113-114). Non si tratta di una lettura errata del Concilio ma della sua rottura oggettiva con la Tradizione apostolica… … …
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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (30)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ ” I Rothschild e il1870″

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Nella presente puntata cerchiamo di vedere le gesta di Casa Rothschild nel fatidico 1870 (caratterizzato dalla fine di Napoleone III e dall’invasione di Roma da parte delle truppe sabaude). 

Proprio in quest’anno così decisivo per la storia europea è venuto a mancare l’ultimo dei cinque figli di Meyer Amschel, il fondatore della Banca Rothschild a Francoforte attorno alla metà del XVIII secolo, James, che a Parigi aveva portato la sua Casa a un’altezza senza precedenti, forse eguagliato solo da Lionello a Londra. 

Il successore di James a Parigi fu il figlio primogenito, Alfonso, che era «destinato a trovarsi alla testa della sua Casa in un periodo burrascoso soprattutto per Napoleone III. La catastrofe si avvicinava a passi di gigante… … … Continua a leggere

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Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Ottava) ~ “Monsignor Jaeger lancia padre Bea”

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Passato il cosiddetto “Annus horribilis” del 1950 (Condanna del movimento ecumenista da parte del Sant’Uffizio, promulgazione dell’Enciclica Humani generis, proclamazione del Dogma dell’Assunzione di Maria Santissima in corpo e anima nel Paradiso), anche il 1951 si presentava agli occhi dei progressisti sotto auspici non favorevoli.

Tuttavia, il movimento pan/ecumenista guidato dalla Diocesi e dall’Arcivescovo di Paderborn monsignor Lorenz Jaeger, (Halle in Sassonia, 23 settembre 1892 – Paderborn, 1° aprile19751), non si perse d’animo, anche se Paderborn era stata appena colpita da gravi lutti: il 10 febbraio 1951 era scomparso padre verbita Joseph Grendel (Mellen in Germania, 6 gennaio 1878 – 10 febbraio 1975, Città del Vaticano), consultore presso il Sant’Uffizio sin dal 1944 e lanciato dalla Diocesi di Paderborn per aiutare da dentro la Curia romana l’ecumenismo.

La morte prematura del padre verbita appena settantatreenne aveva messo l’Arcivescovo Jaeger in una situazione molto spinosa che lo spinse a cercare un altro uomo di sua fiducia che potesse accedere ed entrare nel sant’Uffizio per continuare ad aiutare il movimento ecumenista. Fu così che monsignor Jaeger si rivolse all’allora padre Augustin Bea… … … Continua a leggere

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INTRODUZIONE alla SECONDA EDIZIONE di “GIUDEOAMERICANISMO”

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L’Editore Effedieffe ha deciso di ristampare Curzio Nitoglia, Giudeoamericanesimo. Il problema dell’ora presente1 che uscì la prima volta nel 2005 per le Edizioni Effepì di Genova.

La nuova edizione contiene alcune modifiche, soprattutto per quanto riguarda le note (che in questo libro sono di capitale importanza), le quali nella vecchia edizione, erano state accorpate alla fine del libro, occupandone una gran parte, essendo numerose e assai lunghe; mentre nella presente – più giustamente – sono state messe a piè di pagina, aiutando così il lettore a capire meglio tutto quanto scritto nelle pagine del libro, che viene provato nelle note, le quali, perciò, rappresentano in questo studio una specie di “libro nel libro”.

Dopo 17 anni il libro è ancora più attuale di allora; infatti, il Nuovo Ordine Mondiale, oramai, dal 2019 sino a oggi è stato installato come una tirannia su scala globale, in tutto l’universo mondo, tranne alcune “Patrie” (tipo la Russia) che cercano, più o meno, di resistere al Globalismo.

Abbiamo costatato che il Giudaismo postbiblico – a) sia nella sua versione cabalistica (Lubavitch) sia b) bancaria (Deep/State) –dirige ampiamente, ora più ora meno, anche le realtà che sembrano essere contrapposte tra di loro: siano esse gli Usa sia il variegato fronte antiatlantico.

Il problema del momento presente è, perciò, quello di acquisire delle idee chiare su queste due entità che dirigono il mondo: l’Americanismo e il suo padre, ossia il Giudaismo postbiblico, il quale è un’unica entità seppure divisa in diverse ramificazioni.

Il presente libro svolge questi due temi (Giudaismo e Americanismo) alla luce della divina Rivelazione, della Tradizione apostolica e della retta filosofia perenne… … … Continua a leggere

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