Archivi tag: Tradizione cattolica

“Sintesi di filosofia della politica. L’ABC della filosofia politica tradizionale”, (Don Curzio Nitoglia, Edizioni Effedieffe, 2018)

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Oggi si tende a confondere “politica” con “partitica” o con il “parlamentarismo”. Per confutare questo pregiudizio l’Autore espone in questo libretto intitolato “Sintesi di filosofia della politica. L’ABC della filosofia politica tradizionale” (Proceno di Viterbo, Edizioni Effedieffe, 2018)1 quanto la sana filosofia di Aristotele e di S. Tommaso d’Aquino ha insegnato sulla natura della “politica”.

Per Aristotele “la virtù di prudenza per rapporto al bene comune si chiama politica”2. Secondo l’Aquinate la politica è una parte della filosofia morale e precisamente la parte “sociale”. Oggetto della filosofia morale è l’attività dell’uomo, vivente in Società con altri uomini, ordinata ad un fine, in un universo tutto finalizzato.

La filosofia pratica aristotelica riguarda la condotta dell’uomo e il fine che esso può raggiungere mediante la sua condotta… … … Continua a leggere

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“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” [5], Don Curzio Nitoglia, Quinta Lezione

“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” Relatore Don Curzio Nitoglia Quinta Lezione [5] L’incontro ha avuto luogo nel mese di ottobre 2018, a Velletri, presso la residenza delle ‘Suore Discepole del Cenacolo’. Ciclo di lezioni organizzate in collaborazione con l’associazione EXSURGE DOMINE … Continua a leggere

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Il Discernimento degli Spiriti secondo S. Alfonso de’ Liguori

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Molti conoscono le “Regole per il Discernimento degli Spiriti” contenute negli “Esercizi Spirituali” (nn. 313-336) di S. Ignazio da Loyola, ma anche S. Alfonso Maria de’ Liguori ha composto un trattato (meno conosciuto) in cui affronta, in maniera diversa, lo stesso tema.

Nel 1775 S. Alfonso scrisse un libro di teologia ascetica intitolato Condotta ammirabile della Divina Provvidenza (Napoli, Editore Paci), in cui da pagina 127 a pagina 157 affrontò la questione del Discernimento degli Spiriti, nel capitolo intitolato Consigli di sollievo e di confidenza per un’anima desolata. Colloquio tra Monsignor l’Autore e l’Anima che domanda consiglio.

Il Redentorista Padre Alfonso Amarante, nel 2008, ha curato la 10a edizione di quest’opera, con adattamento in lingua italiana corrente… … …

Nel presente articolo riassumo il contenuto dell’opera alfonsiana e invito il lettore a studiare e a meditare il testo medesimo del Santo Dottore della Chiesa.

A partire da un presunto stato di fallimento spirituale di un’anima desolata S. Alfonso insegna le varie tappe della vera conversione interiore e della rinascita spirituale… … … Continua a leggere

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“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” [4], Don Curzio Nitoglia, Quarta Lezione

“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” Relatore Don Curzio Nitoglia Quarta Lezione [4] L’incontro ha avuto luogo nel settembre 2018, a Velletri, presso la residenza delle ‘Suore Discepole del Cenacolo’. Ciclo di lezioni organizzate in collaborazione con l’associazione EXSURGE DOMINE    

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“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” [3], Don Curzio Nitoglia, Terza Lezione

“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” Relatore Don Curzio Nitoglia Terza Lezione [3] L’incontro ha avuto luogo nel giugno 2018, a Velletri, presso la residenza delle ‘Suore Discepole del Cenacolo’. Ciclo di lezioni organizzate in collaborazione con l’associazione EXSURGE DOMINE    

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“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” [2], Don Curzio Nitoglia, Seconda Lezione

“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” Relatore Don Curzio Nitoglia Seconda Lezione [2] L’incontro ha avuto luogo nel giugno 2018, a Velletri, presso la residenza delle ‘Suore Discepole del Cenacolo’. Ciclo di lezioni organizzate in collaborazione con l’associazione EXSURGE DOMINE    

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“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” [1], Don Curzio Nitoglia, Prima Lezione

“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” Relatore Don Curzio Nitoglia Prima Lezione [1] L’incontro ha avuto luogo il giorno 1/5/2018, a Velletri, presso la residenza delle ‘Suore Discepole del Cenacolo’. Ciclo di lezioni organizzate in collaborazione con l’associazione EXSURGE DOMINE    

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Pietro Parente: “Dizionario di Teologia Dommatica” [PREFAZIONE]

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INVITO ALLA LETTURA. L’Editore Effedieffe ha ristampato lodevolmente il magnifico Dizionario di Teologia dommatica a cura di Pietro Parente, Antonio Piolanti, Salvatore Garofalo, che venne pubblicato dalla Editrice Studium di Roma nel 1943 e conobbe quattro edizioni, l’ultima delle quali nel 19571.

Non si esagera se si definisce quest’opera un piccolo capolavoro. Infatti essa unisce in sé una grande precisione dottrinale ed una eccezionale chiarezza di esposizione, che rendono il testo scientificamente ineccepibile e comprensibile a tutti.

Ogni voce è corredata da una breve, ma essenziale “Bibliografia specifica”, che permette a chi lo vuole di approfondire il problema trattatovi. Inoltre è scritta in un italiano perfetto: non una parola in più né una in meno, accompagnato da una punteggiatura tanto ben messa da rendere impossibile equivocare e capire malamente il significato autentico di ogni singola, concisa, sobria, semplice e breve frase.

Il metodo seguìto è quello tomistico, che, dopo aver dato per ogni tema le prove della Tradizione patristica e della S. Scrittura interpretate dal Magistero ecclesiastico, fornisce la ragione teologica con la dimostrazione sillogistica di quanto affermato.

Parafrasando i Papi, che scrivendo sulla Somma Teologica di S. Tommaso d’Aquino hanno esclamato: “Ogni suo articolo è un miracolo!”, si può ben dire del suddetto Dizionario: “Ogni suo articoletto è un piccolo miracolo!”… … … Continua a leggere

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GLI EBREI “NON PIACCIONO A DIO”

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Non è una frase di Rosenberg, né di Hitler e neppure di Goebbels, ma è stata scritta da San Paolo (1a Tess., II, 15-16) e quindi è divinamente rivelata, ispirata e infallibilmente vera.

Il testo di S. Paolo ~ La frase intera, in due versetti, suona così: “I quali [Giudei] hanno perfino messo a morte il Signore Gesù [“Dominum occiderunt Jesum”] e i Profeti ed hanno perseguitato anche noi; essi non piacciono a Dio [“Deo non placent”] e sono nemici di tutti gli uomini [“omnibus hominibus adversantur”], impedendo a noi di predicare ai Pagani perché possano essere salvati. In tal modo essi colmano la misura dei loro peccati! Ma oramai l’ira di Dio è arrivata al colmo sul loro capo [“pervenit enim ira Dei super illos uque in finem”]”.

Vediamo il commento… … … Continua a leggere

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La Vera Vita è la Vita Cristiana

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Tutti amano la vita, ma che cosa è la vera vita? Vivere non significa vegetare come le piante o trascinare un’esistenza simile a quella degli animali, che mangiano, bevono, si muovono, crescono, si riproducono, hanno una certa sensibilità esterna (vista, gusto, tatto, odorato e olfatto) ed interna (memoria, immaginazione…) e poi muoiono dissolvendosi nel nulla.

L’uomo ha anche un’anima spirituale, dotata di intelligenza per conoscere la verità e di volontà per amare il bene, ma oltre alla vita umana naturale vi è anche una vita soprannaturale, dono gratuito di Dio, che perfeziona la vita naturale e la fa partecipare mediante la grazia santificante, in maniera finita e limitata, alla vita stessa di Dio, per cui “questa vita non è la vera vita”, essa è una preparazione alla vera vita che è quella eterna la quale ci attende nell’aldilà… … … Continua a leggere

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L’Immacolata Concezione di Maria

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La natura
dell’Immacolata Concezione

Ci chiediamo qui in che cosa consiste l’Immacolata Concezione. Pio IX nella Bolla Ineffabilis Deus, con cui ha definito l’8 dicembre del 1854 l’Immacolata Concezione di Maria quale dogma di fede1, ha usato la seguente definizione o formula dogmatica: “La Santissima Vergine, sin dal primo istante del suo concepimento, per grazia singolare e per privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore del genere umano, fu preservata immune da ogni macchia di peccato originale”.

In breve l’anima di Maria fu creata da Dio e infusa nel suo corpo sin dal primo istante senza la macchia del peccato originale, il quale consiste essenzialmente nella mancanza della grazia santificante. Quindi nell’istante stesso in cui Dio creò e infuse l’anima di Maria nel suo corpo appena formato naturalmente dai suoi genitori, essa era provvista della grazia santificante e perciò senza il peccato originale.

L’Immacolata Concezione alla luce delle quattro cause

Per capire ancor meglio il significato della definizione dogmatica è bene studiarla alla luce delle sue 4 cause: 1°) l’autore o la causa efficiente dell’Immacolata Concezione; 2°) il soggetto o la causa materiale; 3°) l’oggetto o la causa formale; 4°) lo scopo o la causa finale… … … Continua a leggere

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Recensione libraria: “Sintesi del Tomismo. Sua attualità e suo valore”, di Don Curzio Nitoglia

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L’Editore Effedieffe ha appena pubblicato il volume “Sintesi del Tomismo. Sua attualità e suo valore” di Curzio Nitoglia. [1]

In esso l’Autore:

1°) dimostra che la vera essenza della filosofia tomistica si trova riassunta nelle XXIV Tesi del Tomismo(compilate dal padre Guido Mattiussi), perché esse – grazie alla distinzione reale tra essenza ed essere e con il concetto dell’essere quale atto ultimo e perfettissimo di ogni essenza- costituiscono l’ABC del vero Tomismo;

2°) spiega che il Tomismo, con il suo realismo della conoscenza (“conformità dell’intelletto alla realtà”) è diametralmente opposto al Modernismo, il quale è soggettivismo e relativismo filosofico/teologico: “Cogito ergo sum” (Cartesio) / “…ergo Deus existit” (kantismo modernista): la realtà creata e Dio Creatore sono un prodotto del pensiero umano;

3°) dimostra che il Tomismo, nel campo della conoscenza razionale di Dio, mediante il concetto filosofico dell’analogia applicata alla teologia ci permette, dopo aver dimostrato la Sua Esistenza, anche di conoscere e affermare qualcosa della Sua Essenza contro ogni forma di Nichilismo teologico… … … Continua a leggere

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In Memoriam Monsignor Brunero Gherardini

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La notte del 22 settembre del 2107, all’età di 92 anni, è morto in Santa Marinella di Roma Monsignor Brunero Gherardini, uno degli ultimi grandi veri teologi della Scuola romana.

Raccomando lo studio attento di queste opere [vedi articolo intero] a tutti coloro che vogliono capire le cause teoretiche della crisi religiosa attuale e porvi rimedio senza sbandare né per eccesso né per difetto.

Lo incontrai per l’ultima volta presso la sua abitazione nel Palazzo dei Canonici assieme alle Suore Discepole del Cenacolo nel mese di maggio. Poiché le forze gli mancavano e non poteva restare più solo fu ospitato dalle Suore di Santa Marinella che si sono occupate caritatevolmente di lui sino alla fine.

I suoi funerali son stati celebrati il 25 settembre alle 11 presso la Basilica di San Pietro.

Ci raccomandiamo alle sue preghiere per perseverare nella buona dottrina in questo momento difficile della storia della Chiesa. Dio lo riceva nel suo seno!
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Una Questione Attuale sull’Intenzione dei Sacramenti

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Alcuni valenti teologi contemporanei ritengono, con un fondamento nella realtà, che le riforme dei Riti sacramentali fatte dopo il 1968 abbiano la tendenza di rendere l’intenzione oggettiva del Ministro difforme da quella creduta e insegnata dalla Chiesa e quindi invalida.

La conclusione mi sembra esagerata e non corrispondente alla verità. Infatti la sana teologia insegna che l’intenzione oggettiva del Ministro, per rendere valido il sacramento, consiste nel fare ciò che fa la Chiesa (Concilio di Trento, DS 1611)1 e non consiste nel credere ciò che essa crede e insegna, cosa che renderebbe la validità dei sacramenti soggetta a una miriade di dubbi negativi e soggettivi, i quali porterebbero allo scrupolo universale. Quindi dalla premessa, realmente fondata, dei suddetti teologi non si può dedurre la conclusione, indebita, della invalidità in sé dei nuovi Riti dei sacramenti, ma al massimo si può arguire che……………………………. Continua a leggere

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Vitalità e Attualità della Scolastica

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Purtroppo la nostra epoca è caratterizzata da una specie di fobia per la scolastica tomistica, la quale si incentra sull’essere per essenza e per partecipazione e dalla creatura risale al Creatore, il quale trascende sia lo Stato che l’uomo. Quindi la modernità si preclude la possibilità di giungere alla nozione di diritto naturale, il quale, «muovendo dall’antichità veterotestamentaria e greco-romana, è arrivato sino a noi attraverso la tradizione della scolastica, della filosofia perenne, che riduce il diritto naturale a pochi, sommi princìpi, che non possono mai essere violati, ma son suscettibili di diverse applicazioni storiche nei casi particolari, e bisognosi di essere determinati nei contenuti, integrati nelle istituzioni, fatti rispettare anche con congegni più positivi».

Dalla restaurazione della metafisica scolastica e del realismo della conoscenza, dipende anche la restaurazione della morale naturale, la quale ci aiuta ad essere veramente uomini, intelligenti e liberi, e ci impedisce di farci travolgere dalla marea montante della sovversione nichilistica animalesca, la quale rende l’uomo simile al bruto, schiavo e determinato dai suoi istinti più bassi.

L’uomo è capace di conoscere la realtà e dunque la verità, che è la conformità dell’intelletto con la realtà. Egli ha un’anima spirituale fornita di intelletto per conoscere la verità e di volontà per amare il bene, può quindi giungere a dimostrare l’esistenza di Dio, che è l’Essere e la Verità per sé sussistente, e ad amare il Bene sommo per tutta l’eternità poiché la sua anima è incorruttibile in quanto è spirituale. Inoltre l’uomo è un animale socievole e vive in relazione con gli altri. Ebbene le azioni umane e le relazioni dell’uomo con Dio e col prossimo sono regolate dalla morale. Agire significa tendere ad un fine, perché nessuno agisce a vuoto. Ora l’uomo tende al fine non meccanicamente, ma in maniera cosciente e libera, mediante atti umani, che nascono dalla intelligenza e dalla libera volontà; essi sono moralmente buoni se tendono al bene e moralmente cattivi se tendono al male. La regola della moralità o bontà degli atti umani è la loro conformità con la legge naturale, la natura umana e il suo fine. Quindi tale regola non è soggettiva, indipendente da un oggetto o autonoma, ma è oggettiva. L’uomo sente il dovere di fare il bene e fuggire il male ed il fondamento di quest’obbligo morale sta al di fuori e al di sopra dell’uomo. È Dio che, avendoci creati intelligenti e liberi, vuole che agiamo secondo la nostra natura aderendo alla verità e al bene. Solo così potremo raggiungere il nostro fine. Ora tutte le cose finite e caduche non possono essere il fine ultimo dell’uomo, che avendo un’anima spirituale è aperto a tutta la realtà, alla pienezza, all’eternità. Perciò solo Dio può essere il vero fine dell’uomo, cui la morale oggettiva naturale e divina ci aiuta a pervenire…. Continua a leggere

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Come si è Preparata la Rivoluzione Modernista nella Chiesa

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Come si prepara la rivoluzione religiosa

La Rivoluzione, specialmente religiosa, non è mai spontanea e nascente dal basso, ma è il frutto di una profonda preparazione ideologica, che pian piano giunge alla completa empietà: essa è il modernismo, il quale può essere definito il punto omega di tutte le eresie.

Fin verso l’Ottocento la Chiesa era attaccata apertamente da un insieme sette dichiaratamente empie e posizionatesi al di fuori della Chiesa: la massoneria, l’illuminismo, il liberalismo, che messe assieme costituiscono una sorta di “contro-chiesa”.

Tuttavia, a partire dall’Ottocento, la “contro-chiesa” o la “sinagoga di satana” (Apoc., II, 9) non era schierata unicamente nelle sette esplicitamente eterodosse; essa aveva anche infiltrato all’interno delle file cattoliche e del clero alcuni suoi “elementi coperti”: i cosiddetti “cattolici liberali”, che son stati definiti da Pio IX “più pericolosi della Comune di Parigi” proprio per il loro modo di fare ambiguo e non apertamente eretico, che inganna più facilmente gli spiriti dei semplici fedeli.

La “quinta colonna nemica” all’interno della Chiesa

L’obiettivo di questa “quinta colonna nemica” composta di “membri coperti” all’interno della Chiesa, che inizialmente (Ottocento) era il catto/liberalismo diventato poi modernismo esplicito (Novecento), aveva una duplice missione:

1°) quella di… … … Continua a leggere

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‘Avvenire’ intervista Bergoglio (18/11/2016)

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La giornalista Stefania Falasca ha intervistato papa Bergoglio sul quotidiano Avvenire del 18 novembre 2016 (pp. 1-3 e 5).

Francesco I afferma: “La Chiesa […] non è un cammino di idee” (p. 2). Egli ribadisce questo concetto a pagina 5 della sua intervista: “la Chiesa non è un’istituzione è un cammino, certi modi di opporre ‘cose della dottrina’ a ‘cose della carità pastorale’ non sono secondo il Vangelo e creano confusione”.

Bergoglio giustifica tale cambiamento di rotta con “il cammino del Concilio, che va avanti, s’intensifica” e specifica: “ma è il cammino [del Concilio, ndr], non sono io” (p. 3).

[…] …se vogliamo esser esatti non bisogna dire che Bergoglio sostanzialmente è eguale ai Papi del Concilio e se ne differenzia accidentalmente per la sua velocità più accelerata e radicale, ma che essendo arrivato a maturazione l’iter conciliare è normale che il motus, in natura sua, est in fine velocior. …[…]…Il Vaticano II contiene in nuce tutti gli errori di Bergoglio, se si vuol rimediare al male odierno (v. Amoris laetitia) occorre andare alle sue radici ed esse le troviamo nel Concilio Vaticano II, è inutile sfrondare i rami sporgenti di una pianta di cicuta, se lasciamo intatte le sue radici, il tronco e le sue foglie non ancora eccessivamente sporgenti.

Il limite della resistenza (pur lodevole e coraggiosa) dei Cardinali Burke, Sarah, Caffarra, Müller, Brandmüller e di Monsignor Schneider è esattamente questo: il non risalire alle cause degli orrori odierni….[…]…Interessante la nozione che ha Bergoglio di unione e unità: “l’unità non si fa perché ci mettiamo d’accordo tra noi, ma perché camminiamo […] e camminando […] possiamo scoprirci uniti. […]. Camminando e lavorando assieme, ci rendiamo conto che siamo già uniti” (p. 5)….[…]…

I tradizionalisti che ringraziano per la concessione del 1° settembre 2015 rinnovata il 21 novembre 2016 di confessare validamente e lecitamente dovrebbero tenere a mente 1°) cosa intende Bergoglio per unione e 2°) dal momento che si stringe la sua mano tesa, si cammina con lui e pian piano ci si scopre uniti in piena e perfetta comunione…[…]… Continua a leggere

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Differenze tra cattolici e ortodossi

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Le differenze fra la Chiesa Cattolica e le chiese ortodosse Il Cristianesimo ortodosso (“ortodossia” significa “corretta opinione”) si chiama così perché convinto di applicare la vera volontà di Gesù Cristo.  Esso si esprime in comunità autocefale (cioè aventi in sé … Continua a leggere

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“Fare Chiarezza” ~ Nodi Irrisolti dell’Amoris Laetitia ~ L’Appello di 4 Cardinali al Papa

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1. Una premessa necessaria L’invio della lettera al Santo Padre Francesco da parte di quattro cardinali nasce da una profonda preoccupazione pastorale. Abbiamo constatato un grave smarrimento di molti fedeli e una grande confusione, in merito a questioni assai importanti … Continua a leggere

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Il Modernismo é intrinsecamente perverso e non é lecita nessuna cooperazione con esso

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“Non si deve attaccare frontalmente il nemico, ma bisogna invischiarlo nei compromessi” ~ (Lenin)

Analogia tra comunismo e modernismo

Pio XI, nell’Enciclica Divini Redemptoris Missio del 19 marzo 1937, ha condannato il comunismo come “intrinsecamente perverso” in quanto teoreticamente materialista e ateo; conseguentemente ha proibito ogni collaborazione anche soltanto pratica con esso.

Il comunismo è innanzitutto una prassi, ma non è privo di teoria. Quindi agire assieme ai comunisti significa accettare implicitamente la loro teoresi (“cogitare sequitur esse”) cadendo, così, nella trappola tesa dal marxismo per accalappiare i cristiani ingenui, che stringono la mano tesa loro dal comunismo.

Si può applicare al comunismo l’assioma “lex orandi, lex credendi”, ossia si crede come si prega (e viceversa). In tal modo, se si agisce assieme ai comunisti si inizia a pensare come i comunisti, come chi prega assieme ai cattolici secondo la liturgia cattolica inizia a credere secondo la dottrina cattolica. È per questo motivo che la Chiesa proibisce la communicatio in sacris con gli acattolici e analogamente l’azione comune con i comunisti (cfr. CIC, 1917, can. 1325, § 3; can. 1258, § 1 e 2; S. Uffizio, 8 luglio 1927, 5 giugno 1948 e 20 dicembre 1949)…>>>… Continua a leggere

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