Archivi tag: teologia

Infallibilità della Chiesa e del Papa (2): secondo S. Tommaso d’Aquino, Juan de Torquemada e il Cajetanus

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Il soggetto unico della Giurisdizione e del Magistero è il Papa, non l’Episcopato.

Il Cardinale Juan de Torquemada (1388-1468) nella Summa de Ecclesia (II, 112, f. 258r, Colonia, 1480), seguendo l’Aquinate (Quodl., l. IX, q. 7, a. 16; S. Th., II-II, q. 1, a. 10 sed contra; ivi, q. 11, a. 2, ad 3um), ammette un solo soggetto del Potere sommo di Giurisdizione universale nella Chiesa e dell’Infallibilità e non due soggetti distinti: il Papa e la Chiesa universale sine Papa o il solo Episcopato in Orbem dispersus, oppure l’Episcopato riunito nel Concilio imperfetto. Infatti la Chiesa senza il Papa (l’Episcopato nelle Diocesi o riunito nel Concilio imperfetto) che è il suo Capo, ossia considerata come “congregatio distincta aut separata a Papa”1, non gode dell’Infallibilità, né della Giurisdizione suprema e universale.

In questo modo il Nostro Autore (Torquemada, S. de Eccl., II, 112, f. 258v) fa derivare l’Infallibilità del Papa dalla promessa di Cristo dell’assistenza di Dio, basata sulla efficacia divina della sua preghiera. In virtù di questa preghiera e di questa assistenza il Papa non può esser considerato un uomo come tutti gli altri, perché è oggetto di una provvidenza e di un’assistenza divina del tutto speciale, in quanto Vicario di Cristo, che deve mantenere l’unità di fede e di comunione o carità nella Chiesa colla pienezza del potere di governo e di Magistero. Dio è la Causa prima ed efficiente principale di questa assistenza e il Papa è la causa seconda, principale e subordinata a Dio (cfr. San Tommaso d’Aquino, S. Th., II-II, q. 1, a. 9; Id., Quodlib., IX, q. 7, a. 16).

Il Concilio ha Potere solo “una cum Papa / assieme al Papa”

Il Concilio convocato dal Papa non ha un potere distinto da quello del Pontefice Romano, ma «habet potestatem “una cum Papa” / ha potere “assieme al Papa”, in quanto il Papa comunica e partecipa al Concilio la sua potestà, come il vigore del corpo umano gli deriva dalla sua testa, tagliata la quale, il corpo intero muore» (Torquemada, Summa de Eccl., III, 35, f. 315r). Il Papa è il Capo della Chiesa docente, ossia dell’Episcopato sparso nel mondo oppure riunito in Concilio ed anche della Chiesa discente, cioè dei Chierici e dei fedeli laici.

L’Episcopato non è alla pari del Papa, ma gli è subordinato

I Vescovi nei Concili ecumenici non sono “con-giudici” alla pari o in maniera adeguata col Papa, ma il Papa definisce come causa efficiente principale e i Vescovi come cause subordinate al Sommo Pontefice. Essi concorrono all’effetto della definizione dommatica in maniera inadeguata, ossia non alla pari con la causa principale che è il Papa. Certamente i Vescovi sono veri giudici, però… … … … … Continua a leggere

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Infallibilità della Chiesa e del Papa (1): l’Infallibilità di “Quanta Cura” e la Fallibilità del Concilio Vaticano II

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Il Concilio Vaticano I ha definito che “il Papa gode della stessa infallibilità di cui Cristo dotò la sua Chiesa” (DB, 1839), ma ciò non significa che vi sono due infallibilità: a) una della Chiesa, ossia i Vescovi (la Gerarchia), i Chierici e i fedeli (i subordinati) e b) l’altra del Papa; di modo da avere due Gerarchie parallele: il Papato e l’Episcopato. Invece vi è una sola Gerarchia: il Papa cui l’Episcopato è subordinato, la quale governa in cooperazione di subordinazione la Chiesa discente (Chierici e fedeli laici)… … …

… … …Infatti l’infallibilità data da Cristo (Causa efficiente prima) alla sua Chiesa è una sola: quella esercitata da Pietro e dai suoi successori (causa efficiente seconda1) e conferita loro da Gesù per il bene comune spirituale della Chiesa universale (causa finale)… … …

… … …La costituzione Pastor aeternus (DB, 1821-1840) del Concilio Vaticano I (18. VII. 1870) stabilisce 4 condizioni necessarie per l’infallibilità delle definizioni pontifice straordinarie o ordinarie15. Essa insegna che il Papa è infallibile quando: «parla ex cathedra, cioè quando 1) adempiendo l’ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i Cristiani, 2) in virtù della sua suprema Autorità Apostolica, 3a) definisce una dottrina, che 3b) deve credersi da tutta la Chiesa, 4) riguardante la fede e i costumi»… … …

… … …Pio IX, tramite il Magistero Ordinario, nell’Enciclica Quanta Cura (8 dicembre 1864) prima condanna gli errori principali del suo tempo: la separazione tra Stato e Chiesa; il naturalismo; la libertà per le false religioni; la libertà di coscienza e di culto; la libertà di pensiero… Poi conclude scrivendo: «Pertanto, tutte e singole le prave 1) opinioni e dottrine ricordate in questa Lettera Enciclica ad una ad una, con la 2) Nostra Autorità Apostolica; 3a) riproviamo, prescriviamo e condanniamo e 3b) comandiamo, che si ritengano assolutamente come riprovate, proscritte e condannate da tutti i figli della Chiesa; 4) come Dottore e Pastore di tutti i Cristiani»… … …

… … …Come si vede papa Mastai in questa Enciclica del 1864, che fa parte del Magistero Ordinario pontificio, impiega le 4 condizioni dell’infallibilità, come saranno definite, 6 anni dopo, nella Costituzione Pastor aeternus (DB, 1821-1840) del Concilio Vaticano I (18. VII. 1870)… … …

… … …Infatti egli parla ex cathedra già nella Quanta cura, poiché 1) condanna errori contro la fede o la morale; 2) usando la pienezza della sua Autorità Apostolica; 3a) manifesta la volontà di definire16 e di 3b) obbligare a credere; infine 4°) insegna come Dottore e Pastore universale… … …

… … …Il Concilio Vaticano II non è infallibile.
Il cardinal Joseph Ratzinger, divenuto nel 2005 Benedetto XVI, ha affermato: «Il Concilio Vaticano II si è imposto di non definire nessun dogma, ma ha scelto deliberatamente di restare ad un livello modesto, come semplice Concilio puramente pastorale» (card. J. RATZINGER, Discorso alla Conferenza Episcopale Cilena, Santiago del Cile, 13 luglio 1988, in “Il Sabato”, n. 31, 30 luglio-5 agosto 1988). Quindi è pacifico che esso non è stato dogmatico e neppure infallibile perciò può contenere degli errori senza ledere il dogma dell’infallibilità del Papa e della Chiesa… … … Continua a leggere

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Julio Meinvielle: “Dalla Cabala al progressismo”

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Invito alla lettura:
Le Edizioni Effedieffe hanno finalmente (dicembre 2018) tradotto e pubblicato integralmente in lingua italiana Dalla Cabala al Progressismo di don Julio Meinvielle1 (Buenos Aires, † 2 agosto 1973), “operaio militante e combattivo della Città di Dio”, come veniva comunemente chiamato in Argentina.

Nel libro l’Autore dimostra che la Storia umana è composta sostanzialmente da due correnti di pensiero, alle quali tutte le altre sono riconducibili come mutazioni accidentali. La prima è la Tradizione cattolica, rivelata da Dio ad Adamo, ai Pa­triarchi ed a Mosè, conservata e tramandata dall’antica Sinagoga mosaica (vera Chiesa di Dio nell’Antico Testamento) e denominata anche Càbala vera perché non pervertita dai Rabbini e dai Farisei. La seconda è la Càbala falsa e spuria o Gnosi, che trae origine dalla Càbala vera e pura (o Tradizione cattolica), essa fu pervertita in séguito dalla malizia dell’uomo tentato da Lucifero; il “Non serviam” e l’“Eritis sicut dii” costituiscono infatti il cuore della Gnosi o Càbala spuria.

L’origine degli errori antichi e moderni si trova nella falsa Càbala, la quale… … … Continua a leggere

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La Riprovazione d’Israele Secondo le Parabole del Vangelo di San Matteo Lette alla Luce dell’Epistola ai Romani [2/2]

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Nella prima parte dell’articolo abbiamo visto che secondo padre Severiano del Pàramo San Paolo nella sua Epistola ai Romani (XI, 5 ss.) sembra fare un vero e proprio commento a queste parabole di Cristo riportate da San Matteo (Commento al Vangelo secondo Matteo, cit., p. 324).

Ora vediamo quel che rivela San Paolo, divinamente ispirato, cercando di capirne il significato coll’aiuto del Commento di S. Tommaso d’Aquino all’Epistola ai Romani… … … Continua a leggere

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La Riprovazione d’Israele Secondo le Parabole del Vangelo di San Matteo Lette alla Luce dell’Epistola ai Romani [1/2]

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Il lunedì dopo la Domenica delle Palme Gesù andò da Betania (ove si era ritirato) a Gerusalemme. Lungo la strada vide un fico e, non avendovi trovato alcun frutto, lo maledisse. Giunto a Gerusalemme entrò nel Tempio, da cui espulse i venditori che lo profanavano. In questo stesso giorno rese la vista a due pagani che erano ciechi, a sera ritornò a Betania. Il martedì tornando a Gerusalemme e contemplando il fico che si era seccato, istruì gli Apostoli sull’efficacia della preghiera. Successivamente entrato nel Tempio dette luogo alle grandi polemiche con gli scribi e i farisei.

Questa polemica di Gesù con scribi e farisei costituisce un nucleo omogeneo di parabole sulla riprovazione di Israele, che sono commentate da S. Paolo nell’Epistola ai Romani… … … Continua a leggere

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Una Questione Attuale sull’Intenzione dei Sacramenti

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Alcuni valenti teologi contemporanei ritengono, con un fondamento nella realtà, che le riforme dei Riti sacramentali fatte dopo il 1968 abbiano la tendenza di rendere l’intenzione oggettiva del Ministro difforme da quella creduta e insegnata dalla Chiesa e quindi invalida.

La conclusione mi sembra esagerata e non corrispondente alla verità. Infatti la sana teologia insegna che l’intenzione oggettiva del Ministro, per rendere valido il sacramento, consiste nel fare ciò che fa la Chiesa (Concilio di Trento, DS 1611)1 e non consiste nel credere ciò che essa crede e insegna, cosa che renderebbe la validità dei sacramenti soggetta a una miriade di dubbi negativi e soggettivi, i quali porterebbero allo scrupolo universale. Quindi dalla premessa, realmente fondata, dei suddetti teologi non si può dedurre la conclusione, indebita, della invalidità in sé dei nuovi Riti dei sacramenti, ma al massimo si può arguire che……………………………. Continua a leggere

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L’Incarnazione del Verbo, il Silenzio di Maria e il Tormento di San Giuseppe

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La teologia e San Giuseppe ~ Il principio fondamentale da cui derivano tutti i privilegi della Madonna è la sua Maternità divina. Il principio primo da cui derivano i privilegi di S. Giuseppe è la di lui inserzione nell’ordine dell’Unione Ipostatica, ossia l’unione della natura umana alla Persona divina in Cristo (1) in quanto sposo di Maria e padre verginale del Verbo Incarnato.

S. Tommaso d’Aquino insegna che “una missione eccezionale affidata da Dio ad una persona richiede in lei una santità e una dignità proporzionata” (S. Th., III, q. 7, a. 9). Ora il compito di Giuseppe verso il Verbo Incarnato è stato il più alto dopo quello di Maria. Quindi la dignità e santità di Giuseppe è la più alta dopo quella della BVM, essa è “unica al mondo in ogni tempo” (R. Garrigou-Lagrange, La Mère du Sauver et notre vie intérieure, Parigi, 1941, p. 346)……………. Continua a leggere

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Vitalità e Attualità della Scolastica

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Purtroppo la nostra epoca è caratterizzata da una specie di fobia per la scolastica tomistica, la quale si incentra sull’essere per essenza e per partecipazione e dalla creatura risale al Creatore, il quale trascende sia lo Stato che l’uomo. Quindi la modernità si preclude la possibilità di giungere alla nozione di diritto naturale, il quale, «muovendo dall’antichità veterotestamentaria e greco-romana, è arrivato sino a noi attraverso la tradizione della scolastica, della filosofia perenne, che riduce il diritto naturale a pochi, sommi princìpi, che non possono mai essere violati, ma son suscettibili di diverse applicazioni storiche nei casi particolari, e bisognosi di essere determinati nei contenuti, integrati nelle istituzioni, fatti rispettare anche con congegni più positivi».

Dalla restaurazione della metafisica scolastica e del realismo della conoscenza, dipende anche la restaurazione della morale naturale, la quale ci aiuta ad essere veramente uomini, intelligenti e liberi, e ci impedisce di farci travolgere dalla marea montante della sovversione nichilistica animalesca, la quale rende l’uomo simile al bruto, schiavo e determinato dai suoi istinti più bassi.

L’uomo è capace di conoscere la realtà e dunque la verità, che è la conformità dell’intelletto con la realtà. Egli ha un’anima spirituale fornita di intelletto per conoscere la verità e di volontà per amare il bene, può quindi giungere a dimostrare l’esistenza di Dio, che è l’Essere e la Verità per sé sussistente, e ad amare il Bene sommo per tutta l’eternità poiché la sua anima è incorruttibile in quanto è spirituale. Inoltre l’uomo è un animale socievole e vive in relazione con gli altri. Ebbene le azioni umane e le relazioni dell’uomo con Dio e col prossimo sono regolate dalla morale. Agire significa tendere ad un fine, perché nessuno agisce a vuoto. Ora l’uomo tende al fine non meccanicamente, ma in maniera cosciente e libera, mediante atti umani, che nascono dalla intelligenza e dalla libera volontà; essi sono moralmente buoni se tendono al bene e moralmente cattivi se tendono al male. La regola della moralità o bontà degli atti umani è la loro conformità con la legge naturale, la natura umana e il suo fine. Quindi tale regola non è soggettiva, indipendente da un oggetto o autonoma, ma è oggettiva. L’uomo sente il dovere di fare il bene e fuggire il male ed il fondamento di quest’obbligo morale sta al di fuori e al di sopra dell’uomo. È Dio che, avendoci creati intelligenti e liberi, vuole che agiamo secondo la nostra natura aderendo alla verità e al bene. Solo così potremo raggiungere il nostro fine. Ora tutte le cose finite e caduche non possono essere il fine ultimo dell’uomo, che avendo un’anima spirituale è aperto a tutta la realtà, alla pienezza, all’eternità. Perciò solo Dio può essere il vero fine dell’uomo, cui la morale oggettiva naturale e divina ci aiuta a pervenire…. Continua a leggere

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“Fare Chiarezza” ~ Nodi Irrisolti dell’Amoris Laetitia ~ L’Appello di 4 Cardinali al Papa

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1. Una premessa necessaria L’invio della lettera al Santo Padre Francesco da parte di quattro cardinali nasce da una profonda preoccupazione pastorale. Abbiamo constatato un grave smarrimento di molti fedeli e una grande confusione, in merito a questioni assai importanti … Continua a leggere

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Pio IX, Pio X, Leone XIII e Pio XI ~ Quali le diversità sostanziali?

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Introduzione In alcuni ambienti si tende a presentare Leone XIII (e, per analogia, Pio XI) come un Papa “liberale” o “modernizzante” se non addirittura “filo-modernista”, in contrapposizione a Pio IX e san Pio X, Papi veramente antimodernisti. Ora son pienamente … Continua a leggere

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Obiezioni Contro Leone XIII

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Leone XIII si allontana dalla monarchia quale migliore forma di governo in sé? Secondo il pensatore brasiliano Plinio Correa De Oliveira (Il secolo della guerra, della morte e del pericolo, tr. it., in Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, Milano, Sugarco, 2009, pp. … Continua a leggere

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La “Humani Generis” di Pio XII: il Terzo Sillabo

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La “Humani Generis” di Pio XII: il Terzo Sillabo Introduzione Qualcuno non pago di accusare di liberalismo la dottrina sociale di Pio XII si spinge addirittura a criticare come moderata e progressista la Humani generis, che invece viene definita comunemente … Continua a leggere

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La Seconda Scolastica, la Filosofia Politica e l’Ecclesiologia

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La seconda scolastica del Cinquecento spagnolo

Nel Cinquecento, soprattutto in Spagna, rifiorì il tomismo e dette nascita alla seconda scolastica grazie ad un grande impegno dell’Ordine dei Domenicani e dei Gesuiti.

Il tomismo cinquecentesco dette nuovi contributi ed approfondimenti, alla luce della filosofia e teologia perenne di san Tommaso d’Aquino, specialmente quanto alla dottrina politica ed ecclesiologica per rispondere alle obiezioni (razionaliste) degli umanisti e (esageratamente soprannaturaliste con un conseguente disprezzo della natura) dei luterani, i quali avevano ribaltato la concezione aristotelico/tomistica della politica e quella patristico/scolastica sulla natura della Chiesa di Cristo. Continua a leggere

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Recensione al saggio: “Islam, metafisica araba e filosofia moderna ebraica”, di don Curzio NItoglia [Ed. Radio Spada]

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RECENSIONE METAFISICA ARABA Per capire quel che succede oggi nel medio oriente e nell’occidente atlantico/sionista * Prologo Le Edizioni Radio Spada di Milano hanno appena pubblicato (luglio 2014) il saggio “Islam, metafisica araba e filosofia moderna ebraica. Per capire quel … Continua a leggere

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La Filosofia Araba, il Sensismo Britannico, la Metafisica Tomistica e il Teoconservatorismo

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La Filosofia Araba, il Sensismo Britannico, la Metafisica Tomistica e il Teoconservatorismo ~ “Non è vero ed è storicamente falso asserire che il mondo arabo è rozzo e arretrato di per sé, che l’islam è soltanto fondamentalismo, mentre l’illuminismo inglese … Continua a leggere

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IL SILLABO TOMISTA – Commento alle XXIV Tesi del tomismo: 24a Tesi (rapporti di Dio col mondo)

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. XXIV TESI TOMISMO I rapporti di Dio col mondo * “Dio si distingue da tutti gli enti finiti grazie alla assoluta semplicità del suo essere. Da ciò ne segue che il mondo è stato creato dal nulla; che nessuna … Continua a leggere

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IL SILLABO TOMISTA – Commento alle XXIV Tesi del tomismo: 23a Tesi (l’essenza di Dio)

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LA XXIII TESI TOMISMO L’essenza di Dio * “In Dio l’essenza è identica all’atto d’essere, ossia Dio è lo stesso essere sussistente. Perciò l’essere per essenza è il costitutivo formale di Dio e dall’essere per essenza derivano tutti gli altri … Continua a leggere

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IL SILLABO TOMISTA – Commento alle XXIV Tesi del tomismo: 22a Tesi (l’esistenza di Dio)

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* LA XXII TESI DEL TOMISMO L’esistenza di Dio * “L’esistenza di Dio non la possiamo conoscere per un’intuizione immediata né la si può dimostrare a priori, ma a posteriori, cioè a partire dalle creature si risale al Creatore come … Continua a leggere

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IL SILLABO TOMISTA – Commento alle XXIV Tesi del tomismo: 21a Tesi (l’intelletto e la volontà)

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LA XXI TESI DEL TOMISMO L’intelletto e la volontà  * “La volontà segue l’intelletto e non lo precede. Inoltre essa desidera necessariamente ciò che le viene presentato come il Bene assoluto. Tuttavia riguardo ai beni particolari essa è libera. Perciò … Continua a leggere

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IL SILLABO TOMISTA – Commento alle XXIV Tesi del tomismo: 20a Tesi

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IL SILLABO TOMISTA Commento alle XXIV Tesi del tomismo * Ventesima tesi del tomismo * “L’uomo conosce direttamente gli oggetti universali tramite le specie intelligibili o idee; inoltre l’uomo conosce le cose singolari mediante i sensi e grazie ad una … Continua a leggere

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