Archivi tag: separatismo tra Stato e Chiesa

Padre Felice Maria Cappello: “STATO E CHIESA” (recensione libraria)

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Felice Cappello nacque a Coviola di Belluno l’8 ottobre 1879; fu battezzato lo stesso giorno della sua nascita a Pieve di Forno di Canale.
Felice Cappello entrò nel seminario minore di Feltre nel 1893; una volta terminato il seminario minore nel 1897, entrò nel seminario maggiore di Belluno, dopo 4 anni di studi, Felice fu consacrato sacerdote, il 20 aprile 1902. 

Fu, quindi, inviato come viceparroco a Sedico, una cittadina a pochi chilometri da Belluno, restandovi sino al 1906.

Il giovane viceparroco, don Felice, continuò gli studi ecclesiastici e si laureò prima presso la facoltà teologica di Bologna nel 1904 in teologia; poi, nel 1905 in filosofia presso l’Accademia San Tommaso d’Aquino di Roma e, infine, conseguì la terza laurea nel 1906 presso l’Istituto Apollinare di Roma in diritto canonico, materia di cui diverrà uno dei maggiori esperti della prima metà del Novecento. 

L’11 giugno 1905 San Pio X con l’Enciclica Il fermo proposito, pur mantenendo ancora de jure il non expedit di papa Mastai, autorizzò de facto i Cattolici a prendere parte alle elezioni che si sarebbero tenute nel novembre del medesimo anno. 

Pio X aveva allentato le disposizioni pratiche di Pio IX, che, tra il 1861 e il 1874, in protesta contro l’invasione dello Stato pontificio, aveva proibito totalmente ai Cattolici di partecipare alle elezioni politiche del neonato Regno sabaudo. 

Si aprì, dunque, attorno al 1905 un vivace dibattito tra i Cattolici se si dovesse mantenere una posizione di forte intransigenza dottrinale e anche pratica (com’era stato stabilito da Pio IX e mantenuto da Leone XIII) nei confronti della vita politica del Regno d’Italia oppure se si potesse, come aveva permesso Pio X, avvicinarsi praticamente all’agone politico per mandare in Parlamento deputati che s’impegnassero con l’elettorato a promulgare leggi civili non difformi dalla Legge naturale e divina, pur mantenendo una linea dottrinale di condanna verso il Risorgimento liberale. 

Padre Cappello entrò nella disputa con molta foga. Si erano, infatti, creati due schieramenti tra i Cattolici:
– 1°) i più conservatori erano propensi a mantenere intatto il non expedit non solo nella dottrina antiliberale e antirisorgimentale, ma anche con la pratica di “non eletti né elettori”, vedendo di malocchio ogni apertura benché minima anche nella sola pratica; mentre
– 2°) altri – in séguito all’apertura di papa Sarto – ritenevano di poter partecipare nella pratica alle elezioni per impedire che la legislazione fosse tutta in mano ai laicisti e ai liberali, mantenendo intatta la teoria di condanna del Risorgimento massonico e laicista… … … Continua a leggere

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Il Risorgimento Italiano come Prosecuzione del Protestantesimo Germanico [3]

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TERZA PARTE ESTERO-LATRIA RISORGIMENTALE Napoleone invade l’Italia Nel 1796 Napoleone Bonaparte invade l’Italia importandovi i princìpi della Rivoluzione francese, proclama che rispetterà la proprietà privata degli abitanti della Penisola, la sua religione, i suoi costumi, ma non mantiene le promesse … Continua a leggere

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Il Risorgimento Italiano come Prosecuzione del Protestantesimo Germanico [2]

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SECONDA PARTE Per un sano revisionismo storico del Risorgimento “anti-italiano” Rivisitare il Risorgimento Scrivere di storia spesso vuol dire rivisitarla e gettare nuova luce su un passato che si conosce malamente. Il Risorgimento è una di quelle epoche su cui … Continua a leggere

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Il Risorgimento Italiano come Prosecuzione del Protestantesimo Germanico [1]

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La Chiesa di Cristo è romana per volontà di Gesù medesimo e noi fedeli di Cristo siamo cittadini di “quella Roma onde Cristo è romano” come cantava Dante Alighieri.

Come Lutero ha combattuto Roma quale la Babilonia, la gran prostituta (descritta nell’Apocalisse di San Giovanni), depredando e incamerando i beni della Chiesa in mezza Europa del nord, così il Risorgimento ha fatto con la Chiesa romana e i suoi beni in Italia.

Studiando il Risorgimento italiano ci si accorge che esso è caratterizzato dallo stesso odio di Lutero contro Roma, contro il Papa e la Chiesa di Cristo, la quale è romana per volontà di Dio. Nel corso degli articoli che seguiranno cercherò di mettere in luce questo elemento anti-romano, anti-cattolico e ultimamente anti-cristiano (poiché Cristo ha voluto la sua Chiesa petrina e quindi “romana”) del Risorgimento “italiano”, o meglio liberal/massonico, in cui la casa Savoia è stata la longa manus dell’Inghilterra protestante……………………. Continua a leggere

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