Archivi tag: San Tommaso d’Aquino

Vitalità e Attualità della Scolastica

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Purtroppo la nostra epoca è caratterizzata da una specie di fobia per la scolastica tomistica, la quale si incentra sull’essere per essenza e per partecipazione e dalla creatura risale al Creatore, il quale trascende sia lo Stato che l’uomo. Quindi la modernità si preclude la possibilità di giungere alla nozione di diritto naturale, il quale, «muovendo dall’antichità veterotestamentaria e greco-romana, è arrivato sino a noi attraverso la tradizione della scolastica, della filosofia perenne, che riduce il diritto naturale a pochi, sommi princìpi, che non possono mai essere violati, ma son suscettibili di diverse applicazioni storiche nei casi particolari, e bisognosi di essere determinati nei contenuti, integrati nelle istituzioni, fatti rispettare anche con congegni più positivi».

Dalla restaurazione della metafisica scolastica e del realismo della conoscenza, dipende anche la restaurazione della morale naturale, la quale ci aiuta ad essere veramente uomini, intelligenti e liberi, e ci impedisce di farci travolgere dalla marea montante della sovversione nichilistica animalesca, la quale rende l’uomo simile al bruto, schiavo e determinato dai suoi istinti più bassi.

L’uomo è capace di conoscere la realtà e dunque la verità, che è la conformità dell’intelletto con la realtà. Egli ha un’anima spirituale fornita di intelletto per conoscere la verità e di volontà per amare il bene, può quindi giungere a dimostrare l’esistenza di Dio, che è l’Essere e la Verità per sé sussistente, e ad amare il Bene sommo per tutta l’eternità poiché la sua anima è incorruttibile in quanto è spirituale. Inoltre l’uomo è un animale socievole e vive in relazione con gli altri. Ebbene le azioni umane e le relazioni dell’uomo con Dio e col prossimo sono regolate dalla morale. Agire significa tendere ad un fine, perché nessuno agisce a vuoto. Ora l’uomo tende al fine non meccanicamente, ma in maniera cosciente e libera, mediante atti umani, che nascono dalla intelligenza e dalla libera volontà; essi sono moralmente buoni se tendono al bene e moralmente cattivi se tendono al male. La regola della moralità o bontà degli atti umani è la loro conformità con la legge naturale, la natura umana e il suo fine. Quindi tale regola non è soggettiva, indipendente da un oggetto o autonoma, ma è oggettiva. L’uomo sente il dovere di fare il bene e fuggire il male ed il fondamento di quest’obbligo morale sta al di fuori e al di sopra dell’uomo. È Dio che, avendoci creati intelligenti e liberi, vuole che agiamo secondo la nostra natura aderendo alla verità e al bene. Solo così potremo raggiungere il nostro fine. Ora tutte le cose finite e caduche non possono essere il fine ultimo dell’uomo, che avendo un’anima spirituale è aperto a tutta la realtà, alla pienezza, all’eternità. Perciò solo Dio può essere il vero fine dell’uomo, cui la morale oggettiva naturale e divina ci aiuta a pervenire…. Continua a leggere

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L’accoglienza secondo San Tommaso d’Aquino

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Introduzione

San Tommaso d’Aquino nella I-II della Somma Teologica (q. 98-105) studia la Legge del Vecchio Testamento. Egli distingue tre tipi di precetti:

1°) i precetti morali (q. 100), che appartengono alla Legge naturale e durano per sempre;
2°) i precetti cerimoniali (q. 101), che riguardano il culto divino del Vecchio Testamento e terminano completamente con la nascita del sacerdozio della Nuova ed Eterna Alleanza, della quale essi sono un’ombra e una prefigura;
3°) i precetti legali o giudiziali, che riguardano la giustizia nei rapporti degli uomini tra di loro e che anch’essi nel loro insieme vengono rimpiazzati dalla Nuova ed Eterna Alleanza, tranne qualche loro principio, che essendo una specificazione del Decalogo permane ancor oggi vero, giusto e attuale ed è stato ripreso e perfezionato dalla Nuova Alleanza (q. 105).
La legge giudiziale

La Legge giudiziale dell’Antico Testamento (S. Th., I-II, q. 104, a. 1, in corpore) è uno sviluppo del Decalogo riguardante l’ambito civile e criminale, per cui alcuni precetti di essa conservano ancor oggi il loro valore giuridico e legale. Essa legifera sui rapporti degli uomini tra di loro, sui loro doveri e contiene dei precetti giusti.

Quindi anche se rimpiazzata e perfezionata dal Nuovo Testamento la Legge giudiziale dell’Antico Testamento mantiene alcuni precetti di giustizia e verità e, perciò, può aiutarci a risolvere il problema dell’accoglienza indiscriminata di tutti i profughi che sbarcano sulle nostre coste… Continua a leggere

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IL MOTIVO DELL’INCARNAZIONE E LA NOSTRA VITA SPIRITUALE ~ La tesi tomista e quella scotista

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Innanzi tutto occorre precisare che l’Incarnazione non è assolutamente necessaria, perché Dio avrebbe potuto riparare le rovine del peccato di Adamo in maniera diversa. Tuttavia ipoteticamente, ossia supposta la riparazione secondo le norme della giustizia, nessuna creatura – neppure un angelo – poteva riparare l’offesa infinita del peccato perpetuata contro Dio che è infinito. Quindi Dio ha voluto incarnarsi, dandosi il più possibile all’uomo ferito dal peccato originale e soffrire come uomo, dando alla sua sofferenza un valore infinito in quanto Dio.

San Tommaso insegna che “Il bene tende a diffondersi, a comunicarsi e quanto è più alto l’ordine cui appartiene tanto più abbondantemente e intimamente si comunica” (S. Th., III, q. 1, a. 1). Ora Dio è il sommo Bene infinito. Quindi è conveniente che in potenza Egli tenda a comunicarsi. Ma, mentre nell’agente determinato o non libero la diffusione o la comunicazione attuale del bene è necessaria (per esempio il sole necessariamente illumina e scalda), nell’agente libero (Dio, l’angelo e l’uomo) la tendenza passa all’atto liberamente e non necessariamente.

Perciò si reputa conveniente che Dio si sia comunicato liberamente in persona Filii ad una natura creata (la natura umana di Cristo) e ciò è avvenuto nell’Incarnazione del Verbo in cui il Figlio si è unito personalmente ad una natura umana.

Ciò non significa dimostrare la possibilità dell’Incarnazione poiché la sola ragione non può dimostrare né l’esistenza né la possibilità di un mistero soprannaturale, che sorpassa le forze di ogni natura creata, come dice la parola “sopra-naturale” ossia superiore alla natura.

Tuttavia la bontà e la tendenza di Dio a comunicarsi sono un motivo di convenienza o di non-impossibilità dell’Incarnazione e su questo punto non ci sono notevoli divergenze tra i teologi. Continua a leggere

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Padre Reginaldo Garrigou-Lagrange: “LA SINTESI TOMISTICA”, invito alla lettura

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Le edizioni “Fede & Cultura” di Verona ripropongono, meritoriamente, la seconda edizione de La sintesi tomistica di padre Reginaldo Garrigou-Lagrange o. p., al secolo Gontran (Auch 21 febbraio 1877 – Roma 15 febbraio 1964), apparsa in francese nel 1946 per le edizioni Desclée De Browuer di Parigi, tradotta in italiano e pubblicata nel 1953 dalla Queriniana di Brescia; un’opera che abbraccia in una visione d’insieme o meglio quasi in uno sguardo d’aquila tutto il pensiero di San Tommaso, diviso in 4 parti principali: la filosofia, la teologia dogmatica, la teologia morale e la spiritualità.

Veramente opera di alta sintesi, in cui padre Reginaldo riunisce tutte le opere di San Tommaso (da lui studiate e commentate lungo il corso di mezzo secolo una per una e messe in rapporto di confutazione con la filosofia moderna e con la teologia immanentista) spiegandole e compendiandole in un tutto unitario per far capire ai lettori la pienezza del tomismo filosofico, teologico dogmatico/morale e ascetico/mistico, affinché lo studio limitato di una singola opera o di un solo ramo del pensiero dell’Angelico non impedisca di vedere e di vivere l’insieme del pensiero tomistico, come avviene quando per osservare un albero si perde di vista la foresta in tutta la sua completezza e magnificenza. Sebbene Garrigou-Lagrange sondi ogni singolo problema con competenza, maestria e profondità, tuttavia riunisce, comprende ed espone tutto in una sintesi universale e tanto vasta quanto profonda e precisa, che abbraccia ogni particolare alla luce dei princìpi primi della filosofia e della teologia. Continua a leggere

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“P. P.” ERRATA CORRIGE ~ Spiegazione della nota “P. P. errata corrige”

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Spiegazione della nota “P. P. errata corrige”

Il sito http://www.chiesaepostconcilio (assieme a http://www.intermultiplicesunavox e a http://www.effedieffe) ha pubblicato una presentazione di un mio libretto fatta da un mio amico, che si chiama Palmiro Porcu e si firma “P. P.”. Purtroppo la sigla “P. P.” ha suscitato una tempesta di proteste rivolte solo al sito http://www.chiesaepostconcilio poiché “P. P.” è stato scambiato – da alcuni lettori del sito – per certe note personalità. Chi dice si tratti di Patty Pravo, chi Pierpaolo Pasolini e chi Paolo Pasqualucci, che però si firma da sempre “PP”(senza i punti) e quindi non è confondibile con “P. P.”, nel caso nostro Palmiro Porcu, ed ha – giustamente e prontamente – smentito, cosa di cui lo ringrazio vivamente. Quindi ho inviato al Direttore del sito http://www.chiesaepostconcilio (come pure agli altri sopra menzionati) la seguente nota per correggere l’equivoco e per evitare ogni fraintendimento. Continua a leggere

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Presentazione della Vita di San Tommaso d’Aquino

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PRESENTAZIONE DELLA VITA S. TOMMASO A cura di P.P., Effedieffe Vita e opere Per capire meglio il pensiero di S. Tommaso d’Aquino è molto utile conoscere anche la sua vita. Infatti l’Angelico stesso insegnava: “agere sequitur esse et modus agendi … Continua a leggere

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Un Nuovo Commento alle XXIV Tesi del Tomismo [invito alla lettura] ~ Per aiutare i giovani a diventare veri uomini

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L’editore Effedieffe (Proceno di Viterbo) ha pubblicato nel settembre 2015 il Commento alle XXIV Tesi del Tomismo fatto da don Curzio Nitoglia per introdurre i giovani allo studio della vera filosofia di san Tommaso, che è l’unico reale antidoto al veleno delle false filosofie della modernità.

La Chiesa ha voluto che si raccogliessero in una specie di ‘Sillabo’ le Tesi genuine della filosofia tomistica. ‘Le XXIV Tesi del Tomismo’ composte dal gesuita padre Guido Mattiussi e approvate dal Magistero ecclesiastico (S. Pio X e Benedetto XV) contengono l’essenza della dottrina tomistica genuina per combattere la modernità e i suoi frutti avvelenati.

Il buon filosofo è colui che conosce la realtà, giudica rettamente ogni cosa alla luce dei princìpi per sé noti e della Causa prima e ordina tutto ad Essa e specialmente la sua vita. Continua a leggere

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Monsignor Antonio De Castro Mayer Accordo o Resistenza? ~ “Se Voi Tacerete lo Grideranno le Pietre” ~ L’Insegnamento dell’Insigne Teologo e Vescovo di Campos Mons. De Castro Mayer

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Il 29 settembre 1989 un quotidiano brasiliano intervistò monsignor Antonio de Castro Mayer e gli chiese: “Reputa possibile una riconciliazione con Roma?”.

Il Vescovo di Campos rispose: “Non c’è nessuna opposizione tra noi e la Roma degli Apostoli. Basterebbe che le autorità della Chiesa si riconcilino con la Tradizione infallibile di Roma, che condannino le deviazioni del Concilio Vaticano II e le follie del cosiddetto ‘spirito del Concilio’ e la riconciliazione sarà automatica, ipso facto. […]. Chiedere perdono significherebbe andare contro un preciso dovere di coscienza, sarebbe condannare tutto ciò che ho fatto per il bene della Chiesa e la salvezza delle anime, sarebbe abbandonare la causa per la quale ho lottato, la causa della Tradizione apostolica. […]. La scomunica che mi ha colpito nel 1988 anche se invalida mi rattrista perché mostra lo stato deplorevole in cui si trova l’elemento umano della Chiesa, l’intensità di avversione che i membri della gerarchia nutrono verso ciò che la Chiesa ha sempre fatto”.

“È necessario professare pubblicamente la Fede quando essa è in pericolo” (S. Tommaso d’Aquino)

Il 30 giugno del 1988 monsignor de Castro Mayer aveva spiegato cosa significava per lui il “dovere di coscienza” di cui sopra.

Egli disse: “San Tommaso d’Aquino insegna che quando la Fede è in pericolo è obbligatorio e urgente fare una professione pubblica di Fede anche a rischio della propria vita. Ora la situazione in cui ci troviamo è proprio questa: viviamo una crisi senza precedenti nella storia della Chiesa, crisi che riguarda ciò che vi è di essenziale in Lei, il santo Sacrificio della Messa e il Sacerdozio cattolico. […]. È doloroso constatare quanti vescovi non vogliono vedere la crisi attuale e lo stato di necessità in cui ci troviamo, mentre è necessario resistere al modernismo regnante per essere fedeli alla missione che Dio ci ha conferito, […] non farlo sarebbe un peccato mortale” (ibidem, p. 47 e 48).

La situazione odierna

Contrariamente all’insegnamento del grande Vescovo e fine teologo molti di coloro i quali tentano tuttora di resistere al neomodernismo, (che ha informato la teologia pastorale e la Messa del Concilio Vaticano II) cercano – paradossalmente proprio oggi, sotto il pontificato ultramodernista di Francesco I – di risolvere la questione alla luce del pragmatismo, della convenienza giuridica per il proprio Istituto, della liberalizzazione dell’esperienza religiosa del rito tradizionale e non in base alla oggettiva corrispondenza o discrepanza tra Vaticano II/Messa del Vaticano II e Tradizione apostolica/Messa di Tradizione apostolica (detta di S. Pio V), come ha fatto monsignor de Castro Mayer.

… … … Che Dio ci aiuti in quest’ora del potere delle tenebre … … … Continua a leggere

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La Seconda, la Terza Scolastica e il Neotomismo

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La Seconda, la Terza Scolastica e il Neotomismo Introduzione Dopo i colpi inferti dalla falsa scolastica decadente di Scoto († 1308) e di Occam († 1349) al Tomismo con l’Umanesimo, il Rinascimento e il Luteranesimo si assiste ad un discredito … Continua a leggere

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Casi in cui è Doveroso Resistere all’Autorità Ecclesiastica ~ Alcuni esempi pratici della storia della Chiesa

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Già nel 50 d. C., neppure 20 anni dopo la morte di Gesù, al Concilio di Gerusalemme, si assisté ad un fatto riportato dalla S. Scrittura, commentato dai Padri ecclesiastici, dai Dottori scolastici e dagli storici della Chiesa . Infatti è divinamente rivelato che, qualche tempo prima, San Pietro ad Antiochia si comportò in maniera riprovevole e San Paolo lo rimproverò …[…]… San Roberto Bellarmino: «Com’è lecito resistere al Pontefice che aggredisce il corpo, così pure è lecito resistere a quello che aggredisce le anime o perturba l’ordine civile, o, soprattutto, a quello che tenta di distruggere la Chiesa. Dico che è lecito resistergli non facendo quello che ordina ed impedendo la esecuzione della sua volontà: non è però lecito giudicarlo, punirlo e deporlo, poiché questi atti sono propri di un superiore»… Continua a leggere

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Originalità e Perfezione della Filosofia Tomistica (rispetto al Platonismo e all’Aristotelismo)

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Originalità e Perfezione della Filosofia Tomistica Rispetto al Platonismo e all’Aristotelismo La metafisica tomistica S. Tommaso non ha scritto un trattato completo di metafisica, ma tra le sue tre grandi opere sistematiche (Commento alle Sentenze, Somma contro i Gentili, Somma … Continua a leggere

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CAUSALITÀ e PARTECIPAZIONE [Secondo Platone, Aristotele e S. Tommaso]

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Il concetto di partecipazione si trova, come elemento fondante, nel sistema di Platone e non in quello di Aristotele. Poi lo ritroviamo perfezionato, alla luce dell’essere come atto ultimo di ogni essenza, in quello di S. Tommaso d’Aquino: “l’essere è … Continua a leggere

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Fondamento e Culmine della Metafisica Tomistica ~ I Suoi Concetti e Principi Fondamentali

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La vera metafisica o filosofia dell’essere in san Tommaso d’Aquino ha toccato il suo vertice.

In questo capitolo riassumerò e spiegherò nella maniera più semplice possibile i principali concetti e principi della metafisica tomistica: il suo oggetto formale, il suo metodo, l’essere come atto puro, la composizione ens/esse, la distinzione reale tra essere ed essenza negli enti creati, la partecipazione, la differenza tra essere ed esistere, la causalità, l’analogia, la risalita dall’ente all’Essere sussistente, il trinomio ens/essentia/esse. Continua a leggere

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Obiezioni Contro Leone XIII

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Leone XIII si allontana dalla monarchia quale migliore forma di governo in sé? Secondo il pensatore brasiliano Plinio Correa De Oliveira (Il secolo della guerra, della morte e del pericolo, tr. it., in Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, Milano, Sugarco, 2009, pp. … Continua a leggere

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L’Antimetafisica, Figlia della Contro-Chiesa

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Il postmoderno è contro e non oltre la modernità.

Il pensiero post-moderno va inteso non dopo né oltre la modernità, ma contro la modernità e, a maggior ragione, contro la metafisica dell’essere, che in san Tommaso d’Aquino ha raggiunto la perfezione.

Il termine del postmoderno è il nulla nichilistico, mentre il termine della modernità era l’Individuo assoluto e l’idealismo conseguente …. … … Il post-moderno non è il superamento del moderno, ma il suo esito nichilistico. Non si va oltre la modernità, ma le si rema contro e si finisce nel mare del nulla ove tutto affonda.

Insomma la post-modernità è lo scacco o la dissoluzione suicida della modernità. … … … Siccome, per il postmoderno, teoreticamente l’Essere non è, sfugge, è assente, allora praticamente occorre vivere non più stabilmente, ma alla giornata, tirare a campare, lasciarsi andare, tollerarsi, spegnersi, morire, suicidarsi ed annichilarsi se mai fosse possibile. Il postmoderno, sfociando nel nulla, non solo è la prova del nove del fallimento della modernità, ma non ne offre neppure l’antidoto, la via d’uscita, anzi aggrava la malattia intellettuale idealista (errore per eccesso) con l’irrazionalismo nichilista (errore per difetto) e autolesionista. Continua a leggere

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Necessità e Attualità della Metafisica Tomistica

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NECESSITÀ E ATTUALITÀ DELLA METAFISICA TOMISTICA I suoi concetti e principi fondamentali Introduzione San Pio X diceva: “il male del modo moderno è una malattia dell’intelletto: l’agnosticismo”. Per curare questa malattia bisogna ricorrere alla vera metafisica o filosofia dell’essere, che … Continua a leggere

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La Seconda Scolastica, la Filosofia Politica e l’Ecclesiologia

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La seconda scolastica del Cinquecento spagnolo

Nel Cinquecento, soprattutto in Spagna, rifiorì il tomismo e dette nascita alla seconda scolastica grazie ad un grande impegno dell’Ordine dei Domenicani e dei Gesuiti.

Il tomismo cinquecentesco dette nuovi contributi ed approfondimenti, alla luce della filosofia e teologia perenne di san Tommaso d’Aquino, specialmente quanto alla dottrina politica ed ecclesiologica per rispondere alle obiezioni (razionaliste) degli umanisti e (esageratamente soprannaturaliste con un conseguente disprezzo della natura) dei luterani, i quali avevano ribaltato la concezione aristotelico/tomistica della politica e quella patristico/scolastica sulla natura della Chiesa di Cristo. Continua a leggere

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La calunnia è un venticello assai sottile che rimbomba come un tuono di cannon

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«L’uomo fa il male totalmente, perfettamente e con felicità, solo quando lo fa per motivi “mistico-religiosi” o “messianici”» (B. PASCAL). La dottrina Tomistica SAN TOMMASO D’AQUINO nella Somma Teologica (II-II, qq. 72-75) tratta delle Ingiustizie che si compiono con le … Continua a leggere

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Forza e Fortezza, Superomismo Postmoderno ed Eroismo Soprannaturale ~ Virtù Naturali e Virtù Cristiane

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Forza e Fortezza, Superomismo Postmoderno ed Eroismo Soprannaturale Virtù Naturali e Virtù Cristiane * “Sopportare con troppa pazienza le ingiurie fatte a Dio è cosa empia” (S. Tommaso, S. Th., I-II, q. 136, a. 4, ad 3um). * Introduzione Oggi … Continua a leggere

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IL SILLABO TOMISTA – Commento alle XXIV Tesi del tomismo: 24a Tesi (rapporti di Dio col mondo)

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. XXIV TESI TOMISMO I rapporti di Dio col mondo * “Dio si distingue da tutti gli enti finiti grazie alla assoluta semplicità del suo essere. Da ciò ne segue che il mondo è stato creato dal nulla; che nessuna … Continua a leggere

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