Archivi tag: Papato

Collegialità Episcopale o Chiesa Monarchica con Episcopato Subordinato? [Il dilemma dei giorni nostri]

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Essere il capo o il primo conviene ad uno solo, così anche il potere del capo conviene ad uno solo. Quindi se gli Apostoli potevano essere eguali a Pietro nell’apostolato, non potevano esserlo nel Primato di giurisdizione. Perciò nessuno può “cointendere” (come scrive Lumen gentium, 22), ossia compartecipare col Papa quanto al potere di giurisdizione che gli viene dal Primato. Affermare il contrario sarebbe una contraddizione nei termini, ossia equivarrebbe a dire che nella Chiesa vi sono due capi e due primi, oppure che il primo nella giurisdizione non è assolutamente primo, ma lo è solo relativamente al Corpo episcopale. Perciò il Papa avrebbe e non avrebbe il Primato assoluto e universale di giurisdizione. Continua a leggere

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La Fede di Pietro e degli Apostoli, del Papa e dei Vescovi

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Il principio secondo cui l’unità di fede è mantenuta dal Primato del Papa, successore di Pietro e Vicario visibile in terra di Cristo asceso in Cielo, lo si trova anche nella S. Scrittura oltre che nella Tradizione e nel Magistero, come abbiamo già visto negli articoli precedenti.

Nel Vangelo di San Luca (XXII, 31-32) Gesù dice solennemente: “Simone, Simone, ecco che Satana ha chiesto e ottenuto (1) di vagliarvi come si fa con il grano. Ma Io ho chiesto e pregato per te, affinché la tua fede non venga meno. E tu una volta convertito conferma i tuoi fratelli nella fede”.

In questo discorso Gesù predice il triplice rinnegamento di Pietro (ivi, vv. 33-34). Da principio il discorso è rivolto a Pietro e a tutti gli Apostoli ed espone il pericolo comune a tutti loro: “Satana ha chiesto [e ottenuto] di mettervi alla prova e di tentarvi” (v. 31); poi si indirizza al solo Pietro: “Io ho chiesto e pregato per te…” (v. 32).

Come mai questo improvviso passaggio da Pietro agli Apostoli e poi di nuovo al solo Pietro? Nel pericolo comune Gesù volle far capire di aver pregato specialissimamente per Pietro e di aver dato al solo Pietro la cura, l’ufficio e l’incarico di “confermare” nella fede tutti gli altri Apostoli contro tutte le tentazioni e persecuzioni sataniche avverse alla fede. Infatti Gesù come rimedio dice di aver pregato perché Pietro conservi la fede e confermi in essa anche gli altri Apostoli…. Continua a leggere

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Papato, Cardinalato ed Episcopato

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In alcuni momenti della storia l’errore si addensa più fitto nella mente degli uomini. Oggi (con il Concilio Vaticano II, il post-concilio e la rivoluzione culturale del Sessantotto) viviamo uno di questi momenti. Nella storia della Chiesa vi sono state epoche di pericolosi sbandamenti dottrinali e morali: la crisi ariana del IV-V secolo, il “secolo ferreo” della Chiesa (sec. X), il Grande Scisma d’Occidente del XIV-XV secolo, il neopaganesimo dell’Umanesimo e del Rinascimento del XV-XVI secolo. Tuttavia la Chiesa, assistita da Dio “tutti i giorni sino alla fine del mondo” (Mt., XXVIII, 20), ha sempre trionfato su di essi. Continua a leggere

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Lettera Aperta di Arnaldo Xavier da Silveira a Don Curzio Nitoglia e sua Risposta

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Vengono qui riportate, in un unico contesto, due lettere pubblicate dal sito cattolico Una Vox, la prima in data 2 Settembre 2016 e la seconda il 16 settembre 2016. Si ringrazia il direttore di “Inter Multiplices Una Vox” , signor Calogero Cammarata, per la cortese pubblicazione e per l’egregio lavoro svolto in rete in difesa della cattolicitá e della veritá… Continua a leggere

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La questione del “Papa Eretico” è un’ipotesi possibile o al massimo probabile e non una certezza teologica

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A partire da un’ipotesi non si può arrivare alla deposizione del Papa né c’è chi ne avrebbe l’autorità

Solo una “Ipotesi”

La spinosa questione del Papa eretico secondo i Dottori della Chiesa (Bellarmino, Suarez, Gaetano, Torquemada, Cano, Soto, Giovanni da San Tommaso…) e i teologi della terza Scolastica (Billot, Wernz-Vidal, Salaverri, Journet, Vellico, Mondello…) è una “ipotesi” possibile o al massimo probabile (v. in basso il paragrafo S. Tommaso d’Aquino precisa i termini: “possibile, probabile e certo”) come la chiama il Da Silveira stesso nel titolo del suo libro stampato recentemente in italiano (Ipotesi teologica di un Papa eretico, Chieti, Solfanelli, 2016, edizionisolfanelli@yahoo.it, 200 pagine, 15 euro) e non è assolutamente una “certezza teologica” come poi il Da Silveira deduce con un passaggio indebito dal possibile/probabile (le opinioni puramente ipotetiche dei Dottori della Chiesa e dei teologi approvati più recenti) al teologicamente certo. Continua a leggere

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La Questione del Papa Eretico ~ [La pubblicazione in italiano del libro di Arnaldo Xavier Da Silveira]

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L’editore Solfanelli di Chieti ha pubblicato [1] lodevolmente, nel giugno del 2016, per la prima volta in lingua italiana la seconda parte del libro di Arnaldo X. Da Silveira, La Nouvelle Messe de Paul VI. Qu’en penser?, Chiré-en-Montreuil, DPF, 1975 (già apparso in forma ciclostilata in proprio nel 1970 in portoghese col titolo: Consideraçoes sobre o Ordo Missae de Paulo VI).

Il libro in questione esamina nella sua prima parte (già tradotta da diversi anni in italiano) la questione della difformità della Nuova Messa di Paolo VI dalla Messa di Tradizione apostolica codificata nel 1571 da San Pio V. La seconda parte del libro tratta la questione del Papa eretico.

Il libro è interessante e da studiarsi anche se bisogna fare attenzione a non trarne conclusioni teologiche certe e azzardate… Continua a leggere

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Il Fenomeno Bergoglio come Sintomo del Declino del Mondo Moderno

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Mario Palmaro e Alessandro Gnocchi (Questo Papa piace troppo, Milano, Piemme, 2014) paragonano il pontificato di Francesco I alla musica pop, la quale “non è altro che esercitare a vuoto l’intelligenza” (op. cit., p. 41), e citano Luciano Spaziante (Sociosemiotica del pop), il quale scrive:

«“la cultura pop si contraddistingue come una cultura del fare piuttosto che del sapere, dove per lasciare spazio alla spontaneità si preferisce non sapere, dove la pratica conta più che la teoria. […]. Il pop riesce e sfondare, in Italia come altrove, nonostante la barriera linguistica dell’inglese. Il motivo risiede probabilmente nel fatto che il significato della parola è l’ultima cosa che si coglie”.

Questa dismissione del significato della parola – continuano i due autori –

“spiega quel desiderio di identificarsi nella pop star di turno che domina attualmente nel mondo cattolico [Jorge Mario Bergoglio]. Il collante di questa grande ola è un vago sentimento, molto, troppo, anteriore a fede, dottrina e morale. Eppure la pratica del cattolicesimo ha sempre richiesto l’esercizio dell’intelletto e della volontà”» (op. cit., p. 42). Continua a leggere

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La Spinosa Questione del “Papa Emerito”

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Premessa

Il 20 maggio del 2016, presso l’Aula Magna dell’università Gregoriana, è stato presentato il volume di Roberto Regoli Oltre la crisi della Chiesa. Il pontificato di Benedetto XVI (Torino, Lindau, 2016).

La spiegazione di mons. Gänswein

Tra i relatori vi era anche monsignor Georg Gänswein il segretario di papa Ratzinger, ora prefetto della Casa Pontificia, che ha spiegato il vero motivo per il quale Benedetto XVI ha dato le dimissioni.

Secondo Mons. Georg Gänswein la cosa più grande del pontificato di Benedetto XVI è stata l’istituzione del Papa emerito, evento che apre la porta ad un futuro diverso.

Il Papato da collegiale/bipartito a tripartito

Certamente con l’elezione di papa Francesco nella Chiesa di Cristo non ci sono due Papi de jure, ma de facto il ministero petrino è stato allargato collegialmente ed è diventato una sorta di triarchia: il Collegio dei vescovi (Lumen gentium, n. 22), un Papa attivo ed un Papa emerito/contemplativo.

Infatti Benedetto XVI non si è ritirato in un monastero isolato, come avrebbe voluto fare Celestino V, ma vive all’interno del Vaticano. Dunque l’abdicazione di Benedetto XVI con l’istituzione della figura del Papa emerito è l’ennesima innovazione a partire dal Concilio Vaticano II, ed è una innovazione che tocca la struttura della Chiesa come Cristo l’ha voluta e edificata su una sola Persona: San Pietro e i suoi successori sino alla fine del mondo… Continua a leggere

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“IL PRIMATO DEL PAPA” [Sì Sì No No, 15/5/2016] ~ Invito alla lettura [recensione]

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L’Editore Effedieffe ha pubblicato il libro di Curzio Nitoglia Il Primato del Papa (link). In esso l’Autore cerca – sul fondamento della teologia tradizionale – di esporre i termini del problema del governo monarchico della Chiesa, del potere episcopale subordinato a quello del Papa che è il Vicario di Cristo, del primato di Pietro e dei suoi successori, della conciliabilità tra Concilio Vaticano II e Tradizione apostolica.

Il lettore leggendolo potrà farsi un’idea dell’importanza e dell’attualità delle questioni che agitano soprattutto oggi, a partire dalla nuova ecclesiologia del Concilio Vaticano II, l’ambiente cattolico.

Invitiamo, quindi, a leggere attentamente questo libro e soprattutto a pregare incessantemente il Signore di ristabilire l’ordine e la tranquillità nella Sua Chiesa, che ancora soffre i sintomi del virus neo-modernista infiltratosi nei suoi fedeli e soprattutto nei suoi pastori. Continua a leggere

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Il Segreto delle Tre Fontane

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Saverio Gaeta ha scritto un interessante libro intitolato “Il veggente. Il segreto delle tre fontane” (Salani editore, Milano, 2016). L’Autore ha potuto consultare i Diari che Bruno Cornacchiola aveva scritto dal 1947 al 2001, anno della sua morte, custoditi presso l’associazione dei fedeli da lui fondata, e ne svela i contenuti nel suddetto libro.

Il 12 aprile 1947 Cornacchiola presso la località delle Tre fontane in Roma, ove San Paolo subì il martirio, ebbe una apparizione della Madonna contenente alcune rivelazioni. Esse (circa una sessantina) son continuate per tutta la sua vita e Cornacchiola stesso le ha trascritte nei suoi Diari.

In questo breve articolo riassumo quelle più attuali, che possono aiutarci a capire meglio il terribile periodo che stiamo attraversando.

Sono soltanto rivelazioni private. Cornacchiola stesso le ha sottomesse al giudizio dell’Autorità ecclesiastica, che già con Pio XII iniziò ad approvarle. Continua a leggere

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Il Papa Vicarius Christi ~ Dai Padri sino al Gaetano

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Il Papa ha potestà di giurisdizione su tutta la Chiesa ed essa è una potestà 1°) suprema cioè superiore a ogni altro potere umano/ecclesiastico: imperatore/vescovi/concilio; 2°) piena cioè totale, cui nulla manca nel suo genere. In breve essa è auto-sufficiente relativamente ad ogni potere umano, ma non quanto a Dio (CIC, 1917, can. 218).

In Teologia si parla comunemente di triplice potere: di ordine (sacerdotium), di giurisdizione (imperium) e di insegnamento (magisterium); mentre nel Diritto Canonico si parla solo di due potestà: quella di ordine e quella di giurisdizione, nella quale ultima è compresa anche la potestà di magistero (CIC, 1917, can. 196-210). Continua a leggere

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Il Secolo Oscuro della Chiesa

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Alcuni di fronte ai periodi bui della Chiesa gridano allo scandalo e ritengono che essa sia finita. Ora, 2000 anni or sono, i Giudei ritenendo che anche Gesù fosse finito fecero rotolare una pietra tombale sul S. Sepolcro e vi misero dei soldati a guardia, ma la pietra fu rovesciata dagli Angeli quando Gesù risuscitò da morte e vinse il male tramite la sua apparente sconfitta in croce. Il cristianesimo è la religione della vittoria tramite la perdita anche, e soprattutto, della propria vita. Quindi non c’è pietra che tenga. La storia dovrebbe avercelo insegnato: la Chiesa è cresciuta e si è rafforzata proprio quando sembrava annientata. Le gaffes, e, peggio ancora, gli errori degli uomini di Chiesa, specialmente del clero e della Gerarchia, sono la prova provata della sua indefettibilità.

Certamente noi cristiani siamo “papisti”, dacché Cristo la sua unica vera Chiesa l’ha fondata su Pietro e i suoi successori (i Papi) e ci distinguiamo dai protestanti e da tutte le sette eretiche o scismatiche, le quali non ritengono Pietro come loro principio e fondamento con un vero primato di giurisdizione. Ciò, tuttavia, senza negare i fatti “poco belli” che i Papi possono aver commesso come uomini o dottori privati o le ambiguità ed errori che possono sussistere nell’insegnamento non normativo – e quindi non infallibilmente assistito – del Papa. Non occorre, perciò, cambiar religione o Chiesa, davanti allo sfacelo spirituale che si è abbattuto contro l’ambiente cattolico.

Chi pretende di sapere tutto di tutto e di avere la certezza e l’evidenza di come stiano realmente le cose, erra; specialmente in una situazione di oscurità e di incertezza come l’attuale, che non ha avuto eguali in tutta la storia della Chiesa. Ogni risposta (anche la mia) e “soluzione” o “tentativo” sono parziali ed hanno le loro ombre e chiaroscuri. Solo la Chiesa gerarchica potrà dirci la parola definitiva. Quindi “si non vis errare, noli velle scrutare” (s. Agostino).

L’attuale crisi conciliare e postconciliare sono un “mistero tremendo”. Ora il mistero è oltre la ragione umana, la sorpassa ma non è contro essa. Dunque… … … Continua a leggere

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Le Altre Prove del Primato di Roma e del Papa, Oltre il Corpo di San Pietro in Vaticano

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«Il primato di Roma nell’antica età cristiana fu ben presto dimostrato dai viaggi (…) che gli esponenti di varie Chiese intrapresero verso Roma. Che cosa mai poteva attirarli alle rive del Tevere (…) se non la Chiesa romana, di cui essi riconoscevano il prestigio della fama e di una reale, preminente autorità? Ed infatti (…) essi venivano a Roma per esporre ai capi della Chiesa romana i loro problemi, per chiedere consigli ed aiuti» (M. GUARDUCCI, Il primato della Chiesa di Roma, Rusconi, Milano, 1991, pag. 9).

Fondata da S. Pietro e S. Paolo, che a Roma erano stati martirizzati e sepolti, la Chiesa romana cominciò ben presto ad attirare a sé i fedeli delle altre Chiese cristiane, ma fu soprattutto durante il II secolo che tale richiamo divenne evidente. Continua a leggere

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Le Lezioni da Trarre dal Grande Scisma d’Occidente ~ “Historia magistra vitae”

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Non tratto in maniera esauriente questo periodo della storia ecclesiastica, ma lo riassumo per capire come si sia potuti arrivare, in concreto, al trionfo della dottrina conciliarista (insegnata comunemente nel XV secolo) e, quindi, alla negazione del primato di Pietro e del Papa, e ciò allo scopo di trarne una lezione morale per noi, che viviamo in un periodo di crisi nella Chiesa analogo a quello del Grande Scisma d’Occidente (infatti il Concilio Vaticano II ha proposto pastoralmente la “Collegialità episcopale”, che è una forma più sfumata di “Conciliarismo”, il quale fu insegnato al Concilio di Costanza/Basilea, ma non infallibilmente), affinché non commettiamo gli stessi errori che furono commessi allora:

1°) l’errore del Concilio che, pur essendo inferiore al Papa e non avendo nessun potere su di lui, lo giudica e lo depone dichiarandolo non-Papa;
2°) e di contro l’adulazione e il servilismo di chi obbedisce ad ordini illeciti, che possono esser dati anche dall’Autorità ecclesiastica, come è avvenuto storicamente (non solo nel periodo studiato in questo articolo) e “contro il fatto non vale l’argomento”.

In tali casi bisogna limitarsi a credere e fare ciò che la Chiesa ha sempre insegnato e fatto (S. Vincenzo da Lerino, Commonitorium, III, 5), evitando le novità che possono eccezionalmente infiltrarsi nel governo della gerarchia ecclesiastica anche al suo sommo Vertice. Continua a leggere

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Il Primato del Romano Pontefice, del Concilio Imperfetto o dei Vescovi Legati alla Tradizione?

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La dottrina del Gaetano sul Romano Pontefice

Nell’articolo precedente su il «Primato del Papa, Collegialità o sola Traditio? “Quando un cieco guida un altro cieco”: un pericolo sempre in agguato» (anche a questo link) ho affrontato il problema in generale e alla luce della teologia tradizionale. Nel presente articolo lo affronto alla luce dell’insegnamento del cardinal Tommaso de Vio, detto Gaetano, riassunto mirabilmente da don Vittorio Mondello (ora arcivescovo emerito di Reggio Calabria) nella sua Tesi di Dottorato in Teologia, discussa il 2 luglio del 1963 alla Pontificia Università Gregoriana con il titolo La dottrina del Gaetano sul Romano Pontefice e poi stampata sotto forma di libro col medesimo titolo in, Messina, Arti Grafiche di Sicilia, 1965. Continua a leggere

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Qual é la Città Santa della Nuova Alleanza?

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Il 10 dicembre del 2015 – per il 50° anniversario della Dichiarazione conciliare Nostra Aetate – è stato pubblicato il Documento della “Commissione per i Rapporti Religiosi con l’Ebraismo” intitolato “Perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili (Rom., XI, 20)”, firmato dal Presidente della suddetta “Commissione” card. Kurt Koch, dal Vice-Presidente S. Ecc. Mons. Brian Farrell e dal Segretario padre Norbert J. Hofmann.
In un prossimo articolo mi occuperò in profondità di questo Documento.

Nel presente articolo mi limito a far notare, per rapporto al tema trattatovi: Aut Roma/ Aut Jerusalem, che come Giovanni Paolo II definì gli Ebrei talmudisti “Fratelli maggiori dei Cristiani” (Roma, Discorso nel Tempio maggiore, 13. IV. 1986) alla luce di quanto aveva già detto nella sinagoga di Magonza il 17 novembre 1980 sulla “Antica Alleanza mai revocata”, affermazione ripresa da “Catechismo della Chiesa Cattolica” del 1993 al n. 121: “l’Antica Alleanza non è mai stata revocata” e senza dimenticare che Benedetto XVI ha definito gli Israeliti nostri (dei Cristiani) “padri nella Fede” (cfr. card. K. Koch, “Perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili (Rom., XI, 20)”, n. 14); così oggi molti prelati neo-modernisti (alla suola di Nostra Aetate) sostengono il primato spirituale di Gerusalemme su Roma, San Paolo rivela: «Dio dicendo “Alleanza Nuova” ha dichiarato la “prima Antiquata”» (Ebr., VIII, 13), inoltre la Nuova Alleanza è fondata, come rivela Gesù, sullo spargimento del suo Sangue: “Questo è il Mio sangue della Nuova Alleanza” (Mt., XXVI, 28), per cui Dio “ci ha resi ministri di una Nuova Alleanza” (II Cor., III, 6), che è anche Eterna “in virtù del Sangue di un’Eterna Alleanza” (Ebr., XIII, 20). La superiorità della Nuova Alleanza sulla Vecchia è rivelata in II Cor., III, 7-11; Ebr., VII, 1-28; VIII, 8; IX, 15; X, 1-8; XII, 24 Continua a leggere

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Roma o Gerusalemme?

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La Chiesa romana secondo il suo corpo è eguale a tutte le altre diocesi; hanno infatti come soggetti fedeli battezzati ed esse non son state istituite immediatamente da Cristo ma dagli Apostoli e dai loro successori: i Vescovi cum Petro et sub Petro; ma secondo il suo capo la Chiesa è stata istituita immediatamente da Cristo, che ha scelto direttamente Pietro come suo Vicario. Ne segue che la Chiesa di Roma sarà Madre e Capo di tutte le Chiesa particolari, compresa quella di Gerusalemme (Gaetano, De Divina Institutione, ed. Lauchert, 1925, cap. XIV, p. 87-100). Continua a leggere

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La Questione del Papa Eretico

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L’ipotesi del Papa eretico è una pura possibilità, non è certa e nemmeno probabile
La questione del Papa eretico è solo un’ipotesi, un’opinione possibile, nemmeno probabile e per nulla certa. Quindi è inutile riprenderla oggi per ovviare alla situazione catastrofica nell’ambiente ecclesiale postconciliare, anche perché essa è inficiata di Conciliarismo mitigato, che è almeno teologicamente erroneo. Si rischia, quindi, con essa solo di aggravare la situazione già caotica nel seno dell’ambiente ecclesiale.

I Dottori della Chiesa, soprattutto nella controriforma, ne hanno discusso come pura possibilità teorica ipotetica (“ammesso e non concesso che il Papa possa cadere in eresia…”). Senza arrivare ad un accordo unanime e mai ad una probabilità e men che mai ad una certezza, ognuno ha espresso la sua ipotesi come possibile al massimo poco probabile o molto improbabile, ma giammai una tesi certa. Continua a leggere

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La Questione del Papa Dubbio

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Se si dubitasse dell’elezione di un Papa (per esempio l’elezione del cardinal Bergoglio dopo le dimissioni di Benedetto XVI, v. gli argomenti, non senza fondamento, sollevati da Antonio Socci) o del fatto che sia veramente Papa poiché non ortodosso (Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco I) la soluzione data dalla sana teologia (della seconda Scolastica e del post-Tridentino e del post-Vaticano I) è che “l’accettazione pacifica di un Papa da parte di tutta la Chiesa docente e discente è il segno e l’effetto infallibile di una elezione e di un pontificato validi”.

Il cardinal Louis Billot (il Principe dell’Ecclesiologia post-Vaticano I, come il Gaetano lo era della seconda Scolastica e del Tridentino) insegna: “nel caso dell’ipotesi della possibilità di un Papa ritenuto eretico… … … Continua a leggere

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Primato del Papa, Collegialità Episcopale o “Sola Traditio”?

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“Quando un cieco guida un altro cieco”:
un pericolo sempre in agguato

Cos’è il Conciliarismo
Il Conciliarismo è un errore ecclesiologico, secondo il quale il Concilio ecumenico è per sé superiore al Papa. La dottrina cattolica, invece, insegna che il Papa da solo ha il pieno potere di Magistero e di giurisdizione sulla Chiesa universale; mentre il Concilio imperfetto, ossia i vescovi senza il Papa non hanno il supremo potere di Magistero e di giurisdizione, che viene loro da Dio tramite il Papa.
In un prossimo articolo (“Primato del Romano Pontefice, del Concilio imperfetto o dei Vescovi legati alla Tradizione? La dottrina del cardinal Gaetano”) svolgerò il tema dei rapporti tra Papa e Concilio, alla luce della dottrina del cardinal Tommaso de Vio detto il Gaetano. Essa infatti è molto attuale dopo la teoria della “Collegialità episcopale”, introdotta pastoralmente nel Concilio Vaticano II, che è in rottura evidente con l’insegnamento della Tradizione, della S. Scrittura, del Magistero costante e dogmatico della Chiesa e dell’insegnamento dei Padri e dei Dottori della prima, seconda e terza Scolastica e riassunta mirabilmente da Vittorio Mondello (La dottrina del Gaetano sul Romano Pontefice, Messina, 1965). Continua a leggere

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