Archivi tag: Modernismo

Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Ottava) ~ “Monsignor Jaeger lancia padre Bea”

Questa galleria contiene 1 immagine.

Passato il cosiddetto “Annus horribilis” del 1950 (Condanna del movimento ecumenista da parte del Sant’Uffizio, promulgazione dell’Enciclica Humani generis, proclamazione del Dogma dell’Assunzione di Maria Santissima in corpo e anima nel Paradiso), anche il 1951 si presentava agli occhi dei progressisti sotto auspici non favorevoli.

Tuttavia, il movimento pan/ecumenista guidato dalla Diocesi e dall’Arcivescovo di Paderborn monsignor Lorenz Jaeger, (Halle in Sassonia, 23 settembre 1892 – Paderborn, 1° aprile19751), non si perse d’animo, anche se Paderborn era stata appena colpita da gravi lutti: il 10 febbraio 1951 era scomparso padre verbita Joseph Grendel (Mellen in Germania, 6 gennaio 1878 – 10 febbraio 1975, Città del Vaticano), consultore presso il Sant’Uffizio sin dal 1944 e lanciato dalla Diocesi di Paderborn per aiutare da dentro la Curia romana l’ecumenismo.

La morte prematura del padre verbita appena settantatreenne aveva messo l’Arcivescovo Jaeger in una situazione molto spinosa che lo spinse a cercare un altro uomo di sua fiducia che potesse accedere ed entrare nel sant’Uffizio per continuare ad aiutare il movimento ecumenista. Fu così che monsignor Jaeger si rivolse all’allora padre Augustin Bea… … … Continua a leggere

Altre gallerie | Contrassegnato , , , , , , , , , ,

Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Settima) ~ La “Divino Afflante Spiritu” e la “Nuova Esegesi”

Questa galleria contiene 1 immagine.

La scorsa puntata abbiamo visto, seguendo le tracce forniteci dal libro molto ben documentato di Saretta Marotta (Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII, Bologna, il Mulino, 2019) come il cardinale Agostino Bea avesse agito, con molta prudenza e circospezione, già a partire dagli anni Quaranta sino all’Anno Santo del 1950 e soprattutto: riguardo al caso Teilhard de Chardin; al Monitum del Sant’Uffizio Cum compertum del 1948; alla sua relativa “edulcorazione” nel 1949 (Instructio de Ecclesia catholica); alla stesura del Dogma dell’Assunta (durata circa dieci anni, dal 1939 al 1949); alla stesura dell’Enciclica Humani generis (12 agosto 1950) sugli errori della “Nouvelle Théologie” francese, cercando sempre di addolcire le condanne e di far passare una qualche piccola novità, anche se presentata in maniera del tutto incolore e inodore di modo che non fosse avvertita come tale.

Abbiamo già visto, nelle puntate precedenti, come il PIB (nel 1960) avesse cercato di presentare l’Enciclica Divino Afflante Spiritu del 1943 (con circa venti anni di ritardo) come un’assoluta novità in campo biblico e una rottura radicale con il Magistero precedente sull’esegesi (specialmente con Leone XIII, Enciclica Providentissimus del 1893 e con Benedetto XV, Enciclica Spiritus Paraclitus del 1920).

In quest’articolo mi sembra doveroso trattare bene la questione dell’Enciclica “incriminata” di Pio XII e metter in chiaro cosa essa abbia realmente insegnato.

La falsa interpretazione dell’Enciclica di Pio XII.
Il 3 settembre del 1960, il padre gesuita Luigi Alonso-Schökel (1) (del PIB) pubblicò su La Civiltà Cattolica un articolo intitolato: Dove va l’esegesi cattolica? (pp. 449-460), in cui sosteneva che l’Enciclica Divino afflante Spiritu di Pio XII (30 settembre 1943) aveva aperto la porta alla “Nuova Esegesi” fondata sul metodo puramente filologico e aveva abbandonato lo studio del Libro Sacro basato principalmente sull’interpretazione datane dai Padri ecclesiastici e dal Magistero della Chiesa, come invece avevano insegnato Leone XIII (Providentissimus, 18 novembre 1893) e Benedetto XV (Spiritus Paraclitus, 15 settembre 1920).

La prima domanda che sorge spontanea sarebbe la seguente: Come mai ci si è accorti di questa “grande innovazione” del 1943 solo circa venti anni dopo e non durante il Pontificato di Pio XII, che avrebbe potuto rispondere facilmente su ciò che avesse insegnato realmente nella sua Enciclica?

Monsignor Antonino Romeo gli rispose, solo due mesi dopo e senza lasciar passare venti anni, sulla rivista Divinitas (III, dicembre 1960, pp. 387-456), diretta allora da monsignor Antonio Piolanti, il rettore dell’Università Lateranense.

Erano gli anni dello scontro tra la scuola cattolica romana, rappresentata nella Pontificia Università Lateranense e nella rivista Divinitas contro la scuola nord-europea della Nuova Esegesi, rappresentata dall’Università Gregoriana, dal Pontificio Istituto Biblico e da una parte de La Civiltà Cattolica… … …
Continua a leggere

Altre gallerie | Contrassegnato , , , , , , , , , ,

Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Sesta) ~ Bea e l’Assunzione

Questa galleria contiene 1 immagine.

Il 1° novembre 1950 Pio XII promulgò il Dogma dell’Assunzione di Maria Santissima in anima e corpo in Paradiso.
Nel 1939, appena asceso al Pontificato, papa Pacelli aveva affidato la preparazione della definizione del Dogma dell’Assunzione al Sant’Uffizio.

Tra i numerosi esperti che presero parte ai lavori di preparazione della definizione dogmatica, la Suprema Congregazione aveva chiamato (in qualità d’esegeta) anche il Rettore del Biblico, padre Agostino Bea (Cfr. S. MAROTTA, Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII, Bologna, il Mulino, 2019, p. 74).

È interessante leggere quanto dichiarato, non senza una punta d’ironia, dal cardinale Alfredo Ottaviani in un’intervista (ADPJ, Bea, T 2/66) rilasciata al segretario personale di Bea Stjepan Schmidt nel maggio 1976: «Ero Presidente della Commissione [che dirigeva i lavori per la promulgazione del Dogma, ndr]. Ora, al termine dei lavori il Santo Padre Pio XII fu così contento dei lavori che la Commissione aveva svolto durante quei dieci anni, anche con opposizioni interne. Io ricordo benissimo le difficoltà che faceva uno dei membri contro la proclamabilità del Dogma. Siccome c’era la massima libertà, ci furono anche degli oppositori. Quindi, la decisione che è venuta dal Sant’Uffizio, suggerita al Santo Padre, non come cosa definitiva, ma come parere della Commissione del Sant’Uffizio, aveva supposto una discussione libera e piena anche di difficoltà che si dovettero superare. Pio XII si rese conto di queste difficoltà avute nel lavoro di dieci anni. […]. Pio XII fu tanto soddisfatto del lavoro intenso fatto per dieci anni sulla proclamabilità del Dogma dell’Assunzione della Vergine Santissima che diede a tutti i membri della Commissione, una medaglia d’oro».

Chi era il misterioso personaggio (non del tutto isolato… infatti, ve ne erano altri ancora, come ricorda Ottaviani), il quale fece opposizione alla “proclamabilità” del Dogma, che il cardinale Ottaviani non nomina, rispondendo all’ex segretario personale di Bea?… … … Continua a leggere

Altre gallerie | Contrassegnato , , , , , , , , , , , ,

Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Quinta) ~ Bea al Sant’Uffizio (1949)

Questa galleria contiene 1 immagine.

Nella scorsa puntata abbiamo studiato – in una breve visione panoramica e d’insieme – l’evoluzione progressista intrapresa dal cardinale Agostino Bea, a partire dal 1949, basandoci sulla documentazione, recentemente desecretata, che la dottoressa Saretta Marotta ha riportato nel suo libro Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII (Bologna, il Mulino, 2019).

Nel presente articolo iniziamo a vedere come Bea, il 2 luglio del 1949, dopo aver esercitato per 19 anni la carica di Rettore al Pontificio Istituto Biblico, sembrava fosse stato prossimo a tornare agli studi dell’Antico Testamento, dedicandosi esclusivamente alla ricerca esegetica, iniziata come insegnante al PIB già a partire dal 1924 … (S. MAROTTA, cit., p. 53).

… In realtà Bea aveva scritto (in ben venticinque anni, dal 1924 al 1949) soltanto due libri di esegesi, il primo nel 1928, intitolato De Pentateucho (Roma, Pontificio Istituto Biblico) e il secondo del 1930 col titolo di De inspiratione Sacrae Scripturae (Roma, Pontificio Istituto Biblico); insomma, una produzione scientifica abbastanza modesta. Egli stesso diceva, come riferiva monsignor Spadafora, di essere più un organizzatore che un professore… … …
Continua a leggere

Altre gallerie | Contrassegnato , , , , , , , , , ,

Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Quarta) ~ Lo svelamento dell’«enigma» Bea

Questa galleria contiene 1 immagine.

In quest’articolo inizio a studiare l’evoluzione progressista prudentemente intrapresa dal cardinale Agostino Bea, a partire dal 1949, basandomi sulla documentazione desecretata, che la dottoressa Saretta Marotta ha messo a nostra disposizione nel suo interessante e ben documentato libro: Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII (Bologna, il Mulino, 2019).

La dottoressa Marotta spiega che «per lungo tempo l’improvvisa trasformazione di Bea da figura di spicco del pontificato pacelliano a interprete autentico di quello roncalliano è rimasta difficilmente spiegabile, non riuscendo i contemporanei a individuare nel passato del gesuita tedesco elementi che lo ricollegassero direttamente alle diverse correnti del rinnovamento teologico cattolico e in particolare agli sforzi del movimento ecumenico» (SARETTA MAROTTA, Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII, Bologna, il Mulino, 2019, p. 30).

La Marotta ricorda che Bea era conosciuto, prima del Concilio, come esegeta e studioso tradizionale dell’Antico Testamento e non assolutamente come novatore ed ecumenista.

La studiosa fa anche un paragone tra quello che comunemente viene definito il «mistero Roncalli» con l’«enigma Bea». Anche se Roncalli sin da giovane era molto più apertamente schierato (pur con le dovute precauzioni) con il versante progressista dell’ambiente ecclesiale che non Bea, il quale seppe mantenere una certa riserbatezza almeno sino al 1949 per romperla apertamente solo nel 1958, dopo la morte di Pio XII… … …
Continua a leggere

Altre gallerie | Contrassegnato , , , , , , , , , ,

Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Terza) ~ Augustin Bea, al Vaticano II, getta la maschera

Questa galleria contiene 1 immagine.

Nel presente articolo, in cui tratto l’azione svolta – quasi alla luce del sole – da Bea durante il Concilio Vaticano II, mi servo di fonti che sono abbastanza conosciute; prossimamente tornerò a scandagliare il ruolo occulto, che il gesuita tedesco aveva giocato nel decennio che va dal 1948 al 1958, fondandomi sul libro di Saretta Marotta, Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII (Bologna, il Mulino, 2019).

Il cardinal Bea aveva gettato la maschera e non aveva più nessuna necessità di nascondere il suo vero volto, dietro l’apparenza dell’esegeta conservatore nonché venerato confessore di Pio XII.

Oramai, papa Pacelli era defunto e non era più necessario fingere di essere un teologo pienamente cattolico e in linea con il Magistero costante della Chiesa. I nuovi Pontefici (Roncalli e Montini) erano pienamente in linea con le idee della “Nuova Teologia” condannata dall’Enciclica Humani generis del 12 agosto 1950 di Pio XII.

Per comodità del lettore riassumo, ora, brevissimamente la vita del cardinal Bea… … … Continua a leggere

Altre gallerie | Contrassegnato , , , , , , , , ,

Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Seconda) ~ L’«enigma Bea» secondo monsignor Spadafora

Questa galleria contiene 1 immagine.

Monsignor Francesco Spadafora è stato allievo del Pontificio Istituto Biblico (PIB) dal 1936 al 1939. Egli fu allievo di Bea (che insegnava al PIB sin dal 1924, divenendone poi Rettore nel 1930 e restando in carica fino al 1949), col quale – assieme a padre Alberto Vaccari (1875 – 1965) come correlatore – discusse anche la sua Tesi di laurea in Scienze bibliche nel ‘39.

Monsignor Spadafora (mancato il 10 marzo 1997) ha scritto molti articoli su Bea e sul Pontificio Istituto Biblico, soprattutto sulla rivista antimodernista “sì sì no no” dal 1994 al 1995. Questi articoli sono stati ripresi e raccolti in un libro intitolato La “Nuova Esegesi”. Il trionfo del modernismo sull’Esegesi Cattolica, pubblicato a Sion, in Svizzera, dall’Editore “Les Amis de saint François de Sales”, nel 1996.

Dallo studio attento di questi articoli di monsignor Spadafora si ottiene un quadro sull’attività di Bea (specialmente in campo esegetico) già prima del Concilio (addirittura sin dalla fine degli anni Trenta), che integra quello datoci dal libro della dottoressa Saretta Marotta riguardo all’impegno pan/ecumenista di Bea a partire dal 1949.

Monsignor Spadafora spiega che… … … Continua a leggere

Altre gallerie | Contrassegnato , , , , , , , , ,

Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Prima) ~ Il “Bea preconciliare sconosciuto” e rivelato dalla Marotta

Questa galleria contiene 1 immagine.

Nel 2019 è uscito un libro molto interessante (Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII, Bologna, il Mulino, 2019). 

Questo voluminoso studio è stato scritto da una giovane ricercatrice in Storia contemporanea, Saretta Marotta, che cerca di risolvere (e ci riesce, almeno parzialmente) il cosiddetto “enigma Bea”. 

Il porporato, infatti, è una sorta di “Giano bifronte”: conservatore prima del Concilio e progressista durante e dopo l’Assise. 

L’Autrice – alla luce della desecretazione di alcuni archivi privati contenenti molti documenti del cardinal Agostino Bea, che non erano accessibili sino alla data della pubblicazione del libro – riesce a far luce su alcuni aspetti della personalità del Bea che erano rimasti nell’ombra. 

Il lavoro della Marotta ricostruisce l’attività svolta da Bea nel decennio precedente il Concilio Vaticano II, ossia dal 1949 al 1959 (anno in cui Giovanni XXIII annunciò la sua idea di convocare un Concilio ecumenico).

Integrerò, successivamente, quel che scrive la Marotta con quanto ha scritto monsignor Francesco Spadafora su Bea a partire dal 1937/1948 per arrivare al Concilio (cfr. F. Spadafora, La “Nuova Esegesi”. Il trionfo del modernismo sull’Esegesi Cattolica, Sion, Editore Les Amis de saint François de Sales, 1996).       

Appare chiaro, dalla lettura dei documenti… … … Continua a leggere

Altre gallerie | Contrassegnato , , , , , ,

COMANDAMENTI E BERGOGLIO (3) ~ La Sola Fede e la Giustificazione: i Giudaizzanti, Lutero e Bergoglio (Terza e ultima parte): Lutero e l’Epistola ai Galati

Questa galleria contiene 1 immagine.

Dopo aver visto il significato dell’Epistola ai Galati sui rapporti tra la Legge e la grazia, alla luce dell’insegnamento patristico/esegetico e secondo l’interpretazione del Dottore Ufficiale della Chiesa (S. Tommaso d’Aquino), adesso, studiamo la dottrina luterana per capire come mai l’eresiarca tedesco abbia potuto stravolgere talmente la dottrina paolina e ribaltare anche quella rabbinico/talmudica dei Giudaizzanti contro i quali aveva polemizzato l’Apostolo delle Genti.

Secondo Lutero la volontà umana è “schiava”, non è per nulla libera e non è quindi responsabile delle sue azioni: questo è il punto di partenza delle aberrazioni luterane sui rapporti tra la grazia e la Legge.

Nella sua opera De servo arbitrio del 1525 Lutero scrive che l’uomo è come un cavallo sul quale possono salire due cavalieri senza che lui possa far nulla per volerlo o impedirlo: “Se sale Dio, l’uomo va e vuole dove va e vuole Dio. Se vi sale il diavolo, l’uomo va dove il diavolo lo conduce. Non dipende da lui dove andare, sono i cavalieri che decidono”.

Inoltre, sempre secondo Lutero, Dio non vuole che tutti si salvino, ma alcuni li predestinerebbe alla dannazione senza alcuna loro colpa. Si capisce come un “Dio” simile, se per assurdo esistesse, sarebbe malvagio e degno di odio.

Lutero, quindi, ha distrutto oltre che l’essenza dell’uomo anche la natura stessa di Dio, che non è il Dio Padre, onnipotente, provvido e misericordioso dell’Antico e del Nuovo Testamento e non ha nulla a che fare con Gesù Cristo.

Il Dio di Lutero sembra piuttosto il “Dio cattivo”, che appartiene alla visione dualistica dello Gnosticismo manicheo e si contrappone, perciò, a quella del Cristianesimo. Infatti, un “Dio” che crea degli uomini per mandarli eternamente all’inferno sarebbe un mostro, anzi un diavolo.

La teologia luterana riposa sul principio della giustificazione per la sola fede, ripreso da papa Francesco nella sua ultima udienza del mercoledì 11 agosto 2021. Secondo Lutero e Bergoglio… … … Continua a leggere

Altre gallerie | Contrassegnato , , , , , , , , ,

IL VERO VOLTO DI VON BALTHASAR (3):  I TRE ARTICOLI DI “SI SI NO NO” (Parte Terza-30/9/2010)

Questa galleria contiene 1 immagine.

Nel 1952 Hans Urs von Balthasar, il “neo-teologo” dell’«inferno vuoto» e della conversione e riabilitazione finale dei dannati e anche del diavolo (cfr. sì sì no no, 31 marzo 2010, pp.5-6), tristemente famoso anche per il suo rapporto affettivo-sentimentale, non proprio limpido, con la falsa mistica Adrienne von Speyr (v. sì sì no no, 15 ottobre 1992, p, 7), scrisse un libro intitolato “Abbattere i bastioni”, ossia abbattere le frontiere o i bunker che la Chiesa aveva eretto tra sé e il mondo moderno caratterizzato dal soggettivismo filosofico (Cartesio), religioso (Lutero) e politico (Rousseau)… … …

… … …Le ultime vicende (luglio 2010) dell’episcopato belga, inquisito dalla magistratura, e le sconcertanti tesi pro-pedofilia sostenute nel “Catechismo belga” del 1984, corredato con tanto di disegni inverecondi, redatto e promulgato sotto la supervisione della Conferenza episcopale belga presieduta dal cardinal Danneels, e non bocciato dalla “Congregazione per la dottrina della fede”, ci invitano a riflettere – senza falsi moralismi o pettegolezzi – sulla radice di tanti mali teorico-pratici, e a cercare una terapia che possa guarirli.
Infatti la Chiesa non può non avere le energie interne che le consentano di rigenerarsi perché Gesù Le ha promesso: “Ecco Io sto con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo”.

Se “il frutto è cattivo” significa che “l’albero è cattivo”, secondo l’insegnamento del Vangelo. Ora i frutti del Concilio e postconcilio si sono rivelati non solo cattivi, ma, col passar del tempo, addirittura marci. Quindi occorre “abbattere i bestioni” (Balthasar, Daniélou, de Lubac, per citare quelli più “conservatori” della rivista “Communio”) che hanno elaborato la teologia dommatico-morale conciliare e la liturgia post-conciliare, la quale ha abbattuto i “bastioni”o i bunker che proteggevano la Chiesa e le anime dei fedeli dagli errori della modernità e post-modernità.

L’ultima proposizione del Sillabo di Pio IX condannava l’opinione secondo cui “il Papa può e deve venire a patti col mondo moderno, il progresso [all’infinito] e il liberalismo”. Il Vaticano II, invece, ha voluto dialogare con i paladini della modernità, del progressismo e del liberalismo, però non solo non è riuscita a convertirli, ma si è fatta convertire da loro, che continuano ad odiare la Chiesa e non la temono più. Siccome “le azioni sono dei soggetti”, se non si combattono gli eretici non si possono estirpare le eresie, che non esisterebbero senza soggetti o uomini eterodossi. La frase roncalliana “bisogna combattere l’errore ma non l’errante” è erronea; la sana filosofia e teologia morale hanno sempre insegnato a combattere “l’errante in quanto errante” e a pregare per lui “in quanto uomo” suscettibile di redenzione… … …

… … …Il mondo ha prima spinto i Pastori a secolarizzarsi, ad imborghesirsi, a far proprio lo “spirito del mondo” e poi si è scagliato con rabbia furiosa contro lo stile di vita degli uomini di Chiesa nei quali è penetrato “il fumo di satana”. Dopo tale attacco preparato sin dagli anni Venti e scoppiato nel 1962-65 in tutta la sua bruttura teorica e morale, si può ancora parlare di “continuità” tra Vaticano II (il Concilio dell’ accordo tra Cristo e modernità) e Tradizione divino-apostolica? Evidentemente no! (“Quale accordo è mai possibile tra Dio e Belial?”). Tuttavia attenzione a “non buttare l’acqua sporca col bambino”. Vale a dire, per rifiutare le novità conciliariste non bisogna andare contro il Papato e la Chiesa, “fuori della quale non c’è salvezza”. Un errore (il neo-modernismo) non si corregge con un altro errore (il gallicanesimo anti-papista), ma con la verità, che è la Tradizione della Chiesa romana.

Jones cita S. Ilario da Poitiers: «Dobbiamo rimanere nella barca della Chiesa in tempesta, anche se è in pericolo, fino a quando la notte è quasi finita. […]. Quando Cristo tornerà, alla fine del mondo, troverà la sua Chiesa stanca, e percossa dallo spirito dell’ Anticristo. E a causa delle lunghe persecuzioni che ha patito avrà paura, come gli Apostoli la sera di Pasqua nel Cenacolo, di avvicinarsi al Signore. Ma il buon Gesù scaccerà la paura dicendo: “nolite timere, Ego sum”» (ivi). A noi sembra che Gesù si sia addormentato, ma non è così. Dio è sempre “tutti i giorni con la sua Chiesa, sino alla fine del mondo”. Uscire dalla barca di Pietro, come dall’Arca di Noè, significherebbe la morte per annegamento. Noi cerchiamo di fare e credere ciò che la Chiesa ha sempre fatto e insegnato (S. Vincenzo da Lerino, Commonitorium, III) e poi solo Dio potrà restaurare il mondo e la Chiesa contemporanei, talmente sfigurati dall’inimicus homo. “Domine salva nos, perimus!” “Veni, Domine Jesu! Ecce venio cito”. «Il vero problema non è la grandezza della tempesta, quanto la forza della nostra Fede [vivificata dalla carità]» (Jones, ivi)… … … Continua a leggere

Altre gallerie | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , ,

L’IDEOLOGIA NASCOSTA DI PAPA FRANCESCO ~ Byoblu intervista Don Curzio Nitoglia

L’IDEOLOGIA NASCOSTA DI PAPA FRANCESCO Byoblu intervista Don Curzio Nitoglia. Nubi oscure sul Vaticano. No, non si tratta di un film o di un libro di Dan Brown. Stiamo parlando delle vicende che interessano Papa Francesco e quella che sembra … Continua a leggere

Pubblicato in apostasia, Attacco alla Chiesa, Concilio Vaticano II, Interviste, Modernismo, Papa Bergoglio | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su L’IDEOLOGIA NASCOSTA DI PAPA FRANCESCO ~ Byoblu intervista Don Curzio Nitoglia

“Il Panteismo è inconciliabile con la Trascendenza e con il Cattolicesimo” ~ [Video-intervista a Don Curzio Nitoglia]

“Il Panteismo è inconciliabile con la Trascendenza e con il Cattolicesimo. Dopo il Concilio Vaticano II le spinte “moderniste” si sono fatte sempre più forti. Con Papa Francesco questa tendenza ha raggiunto il picco, ma esistono sacche di resistenza”. A … Continua a leggere

Pubblicato in Concilio Vaticano II, eresie, Interviste, Panteismo | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su “Il Panteismo è inconciliabile con la Trascendenza e con il Cattolicesimo” ~ [Video-intervista a Don Curzio Nitoglia]

Né Eretici Né Scismatici! ~ “Caso Bergoglio” [2]: Il Papa può essere corretto con rispetto e carità

Questa galleria contiene 1 immagine.

Seconda Parte:
Il Papa può essere corretto con rispetto e carità.
Tuttavia il Torquemada ricorda che il Papa come persona privata è soggetto alla correzione fraterna, come avvenne ad Antiochia tra San Paolo e San Pietro (cfr. Gal., II, 11-14; At., XV, 13-21), ma se la respinge, non può essere punito o deposto essendo il Capo della Chiesa e il Vicario di Cristo; potrebbe essere punito solo dal supremo Tribunale divino, al quale un giorno dovrà, comunque, reddere rationem1.

Il Dogma del “Primato di Pietro” rende non giudicabile il Papa.
Il Concilio Vaticano I (IV sessione, 18 luglio 1870, Costituzione dogmatica Pastor aeternus) ha stabilito la definizione dogmatica circa il principio della ingiudicabilità giuridica del Papa dall’Episcopato: “Insegniamo e dichiariamo che secondo il diritto divino del Primato papale, il Romano Pontefice è il Giudice supremo di tutti i fedeli […]. Invece nessuno potrà giudicare autoritativamente un pronunciamento della Sede Apostolica, della quale non esiste autorità maggiore. Quindi chi afferma essere lecito appellarsi contro le sentenze dei Romani Pontefici al Concilio ecumenico, come ad un’autorità superiore al Sommo Pontefice, è lontano dal retto sentiero della verità” (DS, 3063-3064).

Il CIC del 1917 al canone 1556 riprendendo la definizione dogmatica del Vaticano I ha stabilito il principio: “Prima Sedes a nemine iudicatur”, ripreso tale e quale anche dal CIC del 1983, canone 1404.

Un sano istinto di conservazione.
Giustamente i teologi notano che le dottrine contrarie al Primato pontificio sono state originate dall’istinto di conservazione, operante anche nel corpo della Chiesa come in ogni ente vivente, contro l’eventualità di un Papa indegno, che conducesse la Chiesa alla rovina. Anche Juan de Torquemada sentì questo istinto, ma seppe conservare un sano equilibrio che non gli consentì di recedere dai princìpi, e neppure gli permise di tacere di fronte ad eventuali errori passati o ipoteticamente futuri dei Papi in un’acquiescenza passiva e colpevole.

Le soluzioni odierne.
Oggi si ripropongono queste varie soluzioni – dettate dall’istinto di conservazione (il quale è operante in ogni uomo e in ogni società familiare, statale e pure ecclesiastica), però non tutte sono equilibrate e conformi alla sana dottrina… … …

… … …Infatti ai nostri giorni:
1°) c’è chi ripropone la teoria conciliarista e vorrebbe far deporre il Papa, in quanto eretico, dall’Episcopato;
2°) chi asserisce che bisogna accettare i Decreti del Concilio Vaticano II obbligatoriamente, anche se sono modernizzanti e solamente pastorali, come pure l’insegnamento puramente “esortativo” di Francesco (cfr. Esortazione Amoris laetitia, 19 marzo 2016);
3°) infine chi, come i Dottori scolastici citati, afferma la vera dottrina cattolica, evitando i due errori per eccesso (Servilismo) e per difetto (Conciliarismo).

La sopportazione, quindi, non è l’unico rimedio. Infatti San Tommaso d’Aquino insegna che… … … Continua a leggere

Altre gallerie | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , ,

Né Eretici Né Scismatici! I Cattolici Fedeli di Fronte al “Caso Bergoglio” [1]

Questa galleria contiene 1 immagine.

Prima Parte: Introduzione.

Purtroppo papa Francesco dal 2103 profonde continuamente eresie materiali ed errori contro la Fede e la Morale. Questo è un fatto e “contro il fatto non vale l’argomento”. Difronte a questo stato deplorevole in cui versa l’ambiente ecclesiale, ossia gli uomini di Chiesa e non la Chiesa in sé – la quale è una Società soprannaturale fondata da Cristo, pur se composta di persone umane e dunque inclini all’errore e al male1 – occorre prendere posizione, evitando tuttavia i due errori (per eccesso e per difetto) che ci porterebbero

1°) all’Eresia2, se si seguisse l’insegnamento oggettivamente e materialmente ereticale di Bergoglio;
2°) allo Scisma3, se si negasse – anche solo praticamente e implicitamente – il Primato del Papa e lo si volesse giudicare (ossia sentenziare a norma di legge, con vero potere giudiziario ed esecutivo, per deporlo) o se si volesse uscire dalla Chiesa di Cristo fondata su Pietro – nonostante le deviazioni del Vaticano II – ritenendola finita (contro le promesse fatte dal Signore, le quali ci assicurano della sua indefettibilità sino alla fine del mondo). Infatti anche se il Papa, ossia il successore di Pietro attuale, pronuncia oggettivamente eresie in questioni di Fede e di Morale, non significa che la Chiesa in sé sia stata distrutta e vinta dalle “porte degli Inferi” (Mt., XVI, 18). Bisogna sempre distinguere gli uomini di Chiesa dalla Chiesa in se stessa… … … Continua a leggere

Altre gallerie | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , ,

Curzio Nitoglia: “Non Abbiamo Fratelli Maggiori” ~ [invito alla lettura]

Questa galleria contiene 1 immagine.

Il 28 ottobre del 1965, poco prima della fine del Concilio Vaticano II (8 dicembre 1965), venne promulgata la Dichiarazione conciliare Nostra aetate (d’ora in poi NA) sui rapporti tra Giudaismo[1] postbiblico o talmudico (ben distinto dal Vecchio Testamento) e Cristianesimo. A partire da essa vi è stata una vera “sovversione” della dottrina cattolica sul tema della contro/religione giudaica/postcristiana.

Giovanni Paolo II (1978-2005) ha fatto di NA il “cavallo di battaglia” del suo lungo Pontificato e l’ha diffusa dappertutto. Egli – appena due anni dopo la sua elezione pontificia – ha dichiarato, alla luce di NA, che “l’Antica Alleanza non è stata mai revocata” (Discorso di Magonza, 17 novembre 1980) e, sei anni dopo,  che “gli Ebrei sono fratelli maggiori dei Cristiani nella fede di Abramo” (Discorso alla sinagoga Roma, 13 aprile 1986).

A partire da queste due asserzioni (oggettivamente contrarie alla fede cattolica), sia Benedetto XVI (2005-2013) sia papa Francesco (2013), non solo hanno ribadito i medesimi errori, ma ne hanno esplicitati dei nuovi (“gli Ebrei postbiblici non hanno bisogno di Gesù per salvarsi”), già contenuti virtualmente in esse e in NA.   

La dottrina cattolica insegna, al contrario, che 1°) gli Ebrei sono fratelli maggiormente separati dei Cristiani e non loro fratelli maggiori nella fede; 2°) che l’Antica Alleanza è stata rimpiazzata dalla Nuova ed Eterna Alleanza; 3°) ed infine che tutti gli uomini (Ebrei compresi) hanno bisogno di Gesù (unico Redentore universale dell’umanità) per salvarsi.

Infine recentissimamente – nei primi mesi dell’anno 2019 – è stato pubblicato il libro 1°) La Bibbia dell’Amicizia. Brani della Torah/Pentateuco commentati da Ebrei e Cristiani (Cinisello Balsamo, San Paolo) con una “Prefazione” a cura di papa Bergoglio e 2°) sùbito dopo – verso la Pasqua del medesimo anno – è uscito un secondo libro sullo stesso tema, titolato Ebrei e Cristiani, redatto dal “papa/emerito” Benedetto XVI (Cinisello Balsamo, San Paolo) in collaborazione col rabbino-capo di Vienna Arie Folger.

In questi due libri papa Francesco e il “papa-emerito” Benedetto XVI spargono numerosi errori, se non eresie vere e proprie materiali, riguardo alla fede nella divinità di Cristo, alla SS. Trinità, ai rapporti tra Antico e Nuovo Testamento, alla Redenzione universale di Gesù e al Dogma “Extra Ecclesiam[2] nulla salus!”.

… … …Perciò ho ritenuto doveroso affrontarli in un volume, il quale – Deo volente – vedrà la luce il mese di settembre del 2019 con le “Edizioni Radio Spada” (Cermenate – Como[3])… … …

Gli errori di papa Ratzinger e Bergoglio riguardano… … … Continua a leggere

Altre gallerie | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , ,

Infallibilità della Chiesa e del Papa (2): secondo S. Tommaso d’Aquino, Juan de Torquemada e il Cajetanus

Questa galleria contiene 1 immagine.

Il soggetto unico della Giurisdizione e del Magistero è il Papa, non l’Episcopato.

Il Cardinale Juan de Torquemada (1388-1468) nella Summa de Ecclesia (II, 112, f. 258r, Colonia, 1480), seguendo l’Aquinate (Quodl., l. IX, q. 7, a. 16; S. Th., II-II, q. 1, a. 10 sed contra; ivi, q. 11, a. 2, ad 3um), ammette un solo soggetto del Potere sommo di Giurisdizione universale nella Chiesa e dell’Infallibilità e non due soggetti distinti: il Papa e la Chiesa universale sine Papa o il solo Episcopato in Orbem dispersus, oppure l’Episcopato riunito nel Concilio imperfetto. Infatti la Chiesa senza il Papa (l’Episcopato nelle Diocesi o riunito nel Concilio imperfetto) che è il suo Capo, ossia considerata come “congregatio distincta aut separata a Papa”1, non gode dell’Infallibilità, né della Giurisdizione suprema e universale.

In questo modo il Nostro Autore (Torquemada, S. de Eccl., II, 112, f. 258v) fa derivare l’Infallibilità del Papa dalla promessa di Cristo dell’assistenza di Dio, basata sulla efficacia divina della sua preghiera. In virtù di questa preghiera e di questa assistenza il Papa non può esser considerato un uomo come tutti gli altri, perché è oggetto di una provvidenza e di un’assistenza divina del tutto speciale, in quanto Vicario di Cristo, che deve mantenere l’unità di fede e di comunione o carità nella Chiesa colla pienezza del potere di governo e di Magistero. Dio è la Causa prima ed efficiente principale di questa assistenza e il Papa è la causa seconda, principale e subordinata a Dio (cfr. San Tommaso d’Aquino, S. Th., II-II, q. 1, a. 9; Id., Quodlib., IX, q. 7, a. 16).

Il Concilio ha Potere solo “una cum Papa / assieme al Papa”

Il Concilio convocato dal Papa non ha un potere distinto da quello del Pontefice Romano, ma «habet potestatem “una cum Papa” / ha potere “assieme al Papa”, in quanto il Papa comunica e partecipa al Concilio la sua potestà, come il vigore del corpo umano gli deriva dalla sua testa, tagliata la quale, il corpo intero muore» (Torquemada, Summa de Eccl., III, 35, f. 315r). Il Papa è il Capo della Chiesa docente, ossia dell’Episcopato sparso nel mondo oppure riunito in Concilio ed anche della Chiesa discente, cioè dei Chierici e dei fedeli laici.

L’Episcopato non è alla pari del Papa, ma gli è subordinato

I Vescovi nei Concili ecumenici non sono “con-giudici” alla pari o in maniera adeguata col Papa, ma il Papa definisce come causa efficiente principale e i Vescovi come cause subordinate al Sommo Pontefice. Essi concorrono all’effetto della definizione dommatica in maniera inadeguata, ossia non alla pari con la causa principale che è il Papa. Certamente i Vescovi sono veri giudici, però… … … … … Continua a leggere

Altre gallerie | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , ,

Infallibilità della Chiesa e del Papa (1): l’Infallibilità di “Quanta Cura” e la Fallibilità del Concilio Vaticano II

Questa galleria contiene 1 immagine.

Il Concilio Vaticano I ha definito che “il Papa gode della stessa infallibilità di cui Cristo dotò la sua Chiesa” (DB, 1839), ma ciò non significa che vi sono due infallibilità: a) una della Chiesa, ossia i Vescovi (la Gerarchia), i Chierici e i fedeli (i subordinati) e b) l’altra del Papa; di modo da avere due Gerarchie parallele: il Papato e l’Episcopato. Invece vi è una sola Gerarchia: il Papa cui l’Episcopato è subordinato, la quale governa in cooperazione di subordinazione la Chiesa discente (Chierici e fedeli laici)… … …

… … …Infatti l’infallibilità data da Cristo (Causa efficiente prima) alla sua Chiesa è una sola: quella esercitata da Pietro e dai suoi successori (causa efficiente seconda1) e conferita loro da Gesù per il bene comune spirituale della Chiesa universale (causa finale)… … …

… … …La costituzione Pastor aeternus (DB, 1821-1840) del Concilio Vaticano I (18. VII. 1870) stabilisce 4 condizioni necessarie per l’infallibilità delle definizioni pontifice straordinarie o ordinarie15. Essa insegna che il Papa è infallibile quando: «parla ex cathedra, cioè quando 1) adempiendo l’ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i Cristiani, 2) in virtù della sua suprema Autorità Apostolica, 3a) definisce una dottrina, che 3b) deve credersi da tutta la Chiesa, 4) riguardante la fede e i costumi»… … …

… … …Pio IX, tramite il Magistero Ordinario, nell’Enciclica Quanta Cura (8 dicembre 1864) prima condanna gli errori principali del suo tempo: la separazione tra Stato e Chiesa; il naturalismo; la libertà per le false religioni; la libertà di coscienza e di culto; la libertà di pensiero… Poi conclude scrivendo: «Pertanto, tutte e singole le prave 1) opinioni e dottrine ricordate in questa Lettera Enciclica ad una ad una, con la 2) Nostra Autorità Apostolica; 3a) riproviamo, prescriviamo e condanniamo e 3b) comandiamo, che si ritengano assolutamente come riprovate, proscritte e condannate da tutti i figli della Chiesa; 4) come Dottore e Pastore di tutti i Cristiani»… … …

… … …Come si vede papa Mastai in questa Enciclica del 1864, che fa parte del Magistero Ordinario pontificio, impiega le 4 condizioni dell’infallibilità, come saranno definite, 6 anni dopo, nella Costituzione Pastor aeternus (DB, 1821-1840) del Concilio Vaticano I (18. VII. 1870)… … …

… … …Infatti egli parla ex cathedra già nella Quanta cura, poiché 1) condanna errori contro la fede o la morale; 2) usando la pienezza della sua Autorità Apostolica; 3a) manifesta la volontà di definire16 e di 3b) obbligare a credere; infine 4°) insegna come Dottore e Pastore universale… … …

… … …Il Concilio Vaticano II non è infallibile.
Il cardinal Joseph Ratzinger, divenuto nel 2005 Benedetto XVI, ha affermato: «Il Concilio Vaticano II si è imposto di non definire nessun dogma, ma ha scelto deliberatamente di restare ad un livello modesto, come semplice Concilio puramente pastorale» (card. J. RATZINGER, Discorso alla Conferenza Episcopale Cilena, Santiago del Cile, 13 luglio 1988, in “Il Sabato”, n. 31, 30 luglio-5 agosto 1988). Quindi è pacifico che esso non è stato dogmatico e neppure infallibile perciò può contenere degli errori senza ledere il dogma dell’infallibilità del Papa e della Chiesa… … … Continua a leggere

Altre gallerie | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , ,

DEPORRE IL PAPA?

Questa galleria contiene 1 immagine.

In una “Lettera Aperta ai Vescovi della Chiesa Cattolica”, del mese di maggio del 2019, alcuni studiosi laici ed ecclesiastici accusano papa Francesco di eresia1.Inoltre gli Autori ritengono che un Papato eretico non possa esser tollerato o ignorato con l’idea di evitare in tal modo un male peggiore, fosse pure uno Scisma simile al Grande Scisma d’Occidente (sec. XV), in cui nella Chiesa vi furono contemporaneamente tre “Papi” di cui due antipapi. Un Papato come quello di Francesco deve esser sottoposto a correzione da parte dei Vescovi.  Per tal motivo lo studio contenuto in questa “Lettera” si conclude con l’invito ai Vescovi 1°) di ammonire papa Francesco a rinnegare le sue eresie 2°) se dovesse ostinatamente rifiutarsi, a deporlo e a nominare un altro Papa.Esporremo i principali argomenti contenuti nella “Lettera Aperta” sotto forma di “Obiezioni” e cercheremo di confutarli sotto forma di “Risposte”… … … Continua a leggere

Altre gallerie | Contrassegnato , , , , ,

Mons. Richard Williamson: Conferenza sul “Sillabo” di Pio IX (La condanna degli errori della Modernità) ~ Roma, il 14 giugno 2018 [Video e Schemi]

ai seguenti links potete trovare il testo completo del “Sillabo” gli Schemi illustrati durante la conferenza da Mons. Williamson la presentazione introduttiva di Don Curzio Nitoglia: https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2018/03/20/importanza-e-attualita-della-conferenza-di-mons-williamson-sul-sillabo-di-pio-ix-roma-14-6-2018/ https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2018/03/20/mons-richard-williamson-conferenza-a-roma-il-14-giugno-2018/

Pubblicato in Modernismo, Mons. Richard Williamson, Mons. Williamson, Pio IX, Sillabo tomista | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su Mons. Richard Williamson: Conferenza sul “Sillabo” di Pio IX (La condanna degli errori della Modernità) ~ Roma, il 14 giugno 2018 [Video e Schemi]

“La Neospiritualitá del Vaticano II: la sola misericordia, da Giovanni XXIII a Francesco I”, Conferenza di Don Curzio Nitoglia, 11/8/2018

Questa galleria contiene 1 immagine.

Altre gallerie | Contrassegnato , , , ,