Archivi tag: Libertinismo

Don Giuseppe De Luca [8]: la “Quinta Colonna” e la “Terza Forza”

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De Luca: la “terza forza” tra Roma e la “quinta colonna nemica”.

Fin verso l’Ottocento la Chiesa era stata attaccata dall’esterno dallevarie sette dichiaratamente ereticali, che avevano rotto con Essa: il protestantesimo, la massoneria, l’illuminismo, il liberalismo radicale. Tuttavia, a partire dall’Ottocento, la “contro-chiesa” aveva cambiato tattica e non si era schierata a battaglia unicamente nel campo delle sette esplicitamente eterodosse, ma avevainfiltrato all’interno delle file cattoliche alcuni suoi “elementi coperti”, una sorta di “quinta colonna”1: i cosiddetti “cattolici liberali”, che poi diverranno i “modernizzanti” e i “cattocomunisti”.

La “quinta colonna nemica” all’interno della Chiesa ~ L’obiettivo di questa “quinta colonnanemica” composta di “membri coperti” all’interno della Chiesa aveva una duplice missione: 1°) quella di diffondere alla chetichella, sotto veste di cattolicesimo genuino, sistemi letterari, spirituali, politici, teologici e morali erronei; 2°) quella di introdursi nei posti chiave della Chiesa: cattedre universitarie, case editrici, club culturali, accademie, direzione dei seminari, parrocchie importanti, e, soprattutto, sogli episcopali o cariche cardinalizie.

Tuttavia questa “quinta colonna nemica” è stata scoperta e condannata dai Romani Pontefici, da San… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [7]: Don De Luca e Giacomo Manzù

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Giacomo Manzoni detto Manzù (1908-1991) iniziò da giovane la pratica artistica della scultura; dopo essersi formato appena ventenne a Parigi nel 1928/29, fece tre sculture a Milano nel 1930 per la cappella dell’Università Cattolica di padre Agostino Gemelli, il quale non apprezzò la statua raffigurante la Madonna e la fece spostare sotto il portico.
Manzù conobbe don De Luca nel 1939 tramite Cesare Brandi. Successivamente don Giuseppe presentò lo scultore all’allora cardinale di Venezia Angelo Roncalli. Anche il ritratto e il busto di Giovanni XXIII, appena eletto Papa, fatti dal Manzù son dovuti all’intervento di De Luca, come risulta da una lettera scritta da don Giuseppe al cardinal Tardini il 15 dicembre del 1959… … …
… … …Nel libro del giornalista e storico dell’arte Curtis Bill Pepper la figura di De Luca appare, finalmente, chiara e senza nascondimenti: egli si rivela francamente un radicale oppositore dei conservatori della Curia romana, un ammiratore di Giovanni XXIII e un critico di Pio XII… … …
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Don Giuseppe De Luca [6]: alcune precisazioni su don Giuseppe De Luca

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In quest’articolo torno su certi temi già affrontati negli articoli precedenti e vi aggiungo alcune nuove notizie acquisite recentemente, le quali ci aiutano a capire sempre meglio la personalità, il pensiero e l’azione di don De Luca.

Abbiamo già visto quali siano stati i rapporti intercorsi tra De Luca e Ottaviani. Tuttavia vi è qualcosa che non era stato ancora detto e che aggiungo ora per maggior chiarezza.

Romana Guarnieri in un libro a cura di Giuseppe Rossini intitolato Modernismo, fascismo, comunismo. Aspetti e figure della cultura e della politica dei cattolici nel ‘900 (Bologna, Il Mulino, 1972) dedica un ampio saggio a don De Luca titolato Don Giuseppe De Luca (1889-1962) tra cronaca e storia (pp. 249-362). In esso la Guarnieri è molto più chiara che nel libro citato negli articoli precedenti (Una singolare amicizia. Ricordando don Giuseppe De Luca, Genova, Marietti-1820, 1998).

Innanzitutto la Guarnieri nel suddetto saggio (Don Giuseppe De Luca (1889-1962) tra cronaca e storia), di cui maggiormente mi servo in quest’articolo, ammette candidamente che “il card. Ottaviani proprio in quell’ultimo mese di vita di don Giuseppe [febbraio-marzo 1962, ndr], aveva avuto qualche serio attrito con lui. Morto Tardini, il card. Ottaviani era rimasto ormai il più autorevole oppositore – tanto sul punto del Concilio quanto sull’atteggiamento della Chiesa in rapporto alla nuova politica dei cattolici italiani [il centro-sinistra, ndr] – della linea appoggiata da papa Giovanni” (cit., p. 262).

Ora la linea di papa Roncalli era anche quella di don De Luca… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [5]: l’esoterismo del ‘Libero Spirito’ di Romana Guarnieri e di don Giuseppe De Luca

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1965: la Guarnieri presenta “il movimento del Libero Spirito” e “Lo Specchio delle anime semplici” ~ Il 22 maggio del 1965 ricevette l’Imprimi potest il IV volume della collana “Archivio Italiano per la Storia della Pietà” delle “Edizioni di Storia e Letteratura” di Roma, fondate da don Giuseppe De Luca e dirette da Romana Guarnieri; il 28 giugno esso ebbe l’Imprimatur e, nell’agosto del 1965, fu finito di stampare e presentato al pubblico.

Questo IV volume è importante per la nostra ricerca perché reca con sé, oltre vari altri saggi, un lungo studio di Romana Guarnieri su Il movimento del Libero Spirito (pp. 351-708) con un’importante Appendice su Lo specchio delle anime semplici di Margherita Porrete.

Innanzitutto nell’Avvertenza al quarto volume (pp. XI-XII), finita di scrivere il 19 marzo del 1965, Romana Guarnieri asserisce che esso esce con la “ideale presenza” di don De Luca, deceduto il 19 marzo 1962, poiché esso fu “voluto in ogni suo testo e ispirato da lui, preparato sotto la sua direzione e annunziato partitamente nella prefazione al terzo volume, gliene resta piena e totale la paternità” (p. XI).

Dunque, il saggio sulla setta del Libero Spirito e la pubblicazione de Lo specchio delle anime semplici di Margherita Porrete anche se materialmente sono opera di Romana Guarnieri, formalmente sono di De Luca e “gliene resta piena e totale la paternità”. Più chiari di così non si poteva essere… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [4]: l’esoterismo di Romana Guarnieri e di don Giuseppe De Luca

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Romana Guarnieri nel suo libro Una singolare amicizia. Ricordando don Giuseppe De Luca (Genova, Marietti-1820, 1998, p. 8) ha definito don De Luca un “politico segreto”.
Questa definizione, inizialmente, potrebbe destare stupore, se non si conoscesse bene il pensiero e il modus operandi della Guarnieri e di don De Luca, ma dopo aver scandagliato abbastanza la loro vita e le loro opere ci rendiamo conto che la definizione della Guarnieri calza a pennello: d’altronde chi conosceva De Luca meglio della Guarnieri?

Fortunatamente, oltre tutto ciò che abbiamo potuto studiare, conoscere ed esporre nei tre articoli precedenti, un interessante saggio di Lucetta Scaraffia intitolato Romana Guarnieri, l’esoterismo ottocentesco e il primo femminismo (Archivio Italiano per la Storia della Pietà, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1965, vol. 18, pp. 317-329) fa piena luce sull’esoterismo della Guarnieri.
Il ramo materno e olandese della famiglia della Guarnieri (italiana da parte del padre) era presentato comunemente come ateo e agnostico. Invece, studiando la storia della famiglia Guarnieri ci si accorse che la sua ascendenza materna “era stata fortemente influenzata dall’esoterismo, e in particolare dalla Società Teosofica prima, e da quella Antroposofica poi, dopo la scissione nel 1912 [della sezione Antroposofica fondata nel 1912 da Rudolph Steiner2 (1861-1925) dalla sezione Teosofica fondata nel 1874 a New York da Elena Blavatskij (1831-1891), ndr]”… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [3]: “Politico Segreto”, da Giuseppe Bottai a Palmiro Togliatti

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Nello scorso articolo abbiamo visto come don De Luca1 abbia avuto quali “amici di dialogo” durante gran parte del ventennio mussoliniano il Ministro della Cultura Nazionale Fascista Giuseppe Bottai2 (Roma 1895 – Roma 1959) e poi, durante la fase della Resistenza e della Repubblica italiana democratica e antifascista nata dalla Resistenza, il Segretario stalinista del PCI Palmiro Togliatti (Genova 1893 – Jalta [Urss] 19643).

Il passaggio indolore di De Luca da Bottai a Togliatti ~ Augusto del Noce scrive: “l’incontro De Luca-Ròdano-[Togliatti, ndr] è l’esatta continuazione dell’incontro De Luca-Bottai-[Mussolini, ndr], nel senso che, dopo la caduta del fascismo (25 luglio 1943), e pur senza diminuire per nulla l’amicizia con Bottai4, don De Luca trasferì le sue speranze nel giovane Ròdano. […]. Dunque dall’ammirazione per Mussolini […] don De Luca passò alla confidenza con Bottai, poi alla speranza in Ròdano e in Togliatti. Si tratta di un percorso unitario, senza che nulla possa far pensare a sue crisi e a suoi pentimenti” (Il cattolico comunista, Milano, Rusconi, 1981, p. 83-84, nota 17).

Come spiegare tale passaggio unitario e indolore dal fascismo al comunismo in un sacerdote cattolico?… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [2] e Romana Guarnieri: la complessa figura di don De Luca

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Nel primo articolo mi sono soffermato sulla personalità di Romana Guarnieri perché ha espresso le proprie idee religiose in maniera più esplicita di don Giuseppe De Luca, essendo una laica ed avendo avuto più libertà del sacerdote lucano in questo campo. Inoltre non bisogna trascurare le sue origini olandesi-protestantiche, teosofiche ed antroposofiche, che le hanno dato una forma mentis fortemente “laica” per non dire laicistica.

In questo secondo articolo cercherò di studiare la vita e le idee del sacerdote lucano, direttore spirituale e soprattutto maitre à penser della Guarnieri, per vedere se e in qual maniera esse si allontanino dalla dottrina cattolica, senza dimenticare che il loro rapporto finì “per rovesciare addirittura il ruolo di direttore e diretta, lasciando a Romana, in più di un’occasione, il compito di guidare il prete De Luca” (V. Roghi, a cura di, Giuseppe De Luca – Romana Guarnieri. “Tra le stelle e il profondo”. Carteggio 1938-1945, Brescia, Morcelliana, 2010, p. 8).

Il mio lavoro non è facile perché don De Luca, che aveva un carattere alquanto eccentrico e poteva sembrare un naif, ma in realtà non lo era – date le importanti amicizie che era riuscito a stringere e i rapporti abituali che aveva saputo coltivare con altissime personalità (difficilmente contattabili dalle persone comuni)… … …

… … …«Il De Luca cercò i suoi maestri fuori del Seminario [sfruttando, però, abilmente le conoscenze che aveva fatto in esso, ndr], e li scelse per una base solida di studi alla sua vocazione. […]. Egli non dava un giudizio positivo degli studi religiosi che si facevano in Italia nel primo decennio del secolo [sotto San Pio X, ndr]. Considerò “rigidissime, spesso repressive e più di una volta liquidatrici” le misure adottate dalla S. Sede contro il Modernismo… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [1] e Romana Guarnieri

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Studiando la storia culturale/religiosa italiana del Novecento ci si imbatte in una coppia originale: don Giuseppe De Luca (1898-1962) e Romana Guarnieri (1913-2004). Essi furono un punto di riferimento per coloro che volevano studiare la letteratura italiana anche religiosa soprattutto da un punto di vista scientifico, letterario, filologico. Nel loro circolo culturale si incontrano molte amicizie che contano: Giovanni XXXIII, Mons. Montini (il futuro Paolo VI), Alcide De Gasperi, Benedetto Croce, Raffaele Mattioli…

Occorre precisare che, se il pensiero della Guarnieri appare più esplicitamente formulato nei suoi scritti, quello di don De Luca è più ovattato, più difficile da decifrare sia per le amicizie che ebbe a “destra” (card. Alfredo Ottaviani, card. Domenico Tardini, Giovanni Gentile, p. Alberto Vaccari, Giuseppe Bottai, Domenico Giuliotti, d. Pio Paschini, d. Giuseppe Ricciotti, p. Mario Barbera, p. Filograssi, p. Joseph de Guibert), sia per quelle che ebbe a sinistra (Manzù, Franco Rodano, Palmiro Togliatti, Ernesto Buonaiuti, Henri Bremond, Louis Duchesne, Emilio Colombo, Alcide De Gasperi, Giuseppe Sturzo, Carlo Bo, Giuseppe Ungaretti… oltre quelli sopra citati).

Tuttavia qualcosa si riesce a capire del suo modus cogitandi sia a partire dai Carteggi pubblicati (con Montini, con Croce, con De Gasperi, con Papini e Prezzolini, ma purtroppo non con Raffaele Mattioli, che nell’estate del 1947 lo salvò dal fallimento1), sia dal suo modo di vivere.

In questo primo articolo inizio con la “laica” Romana Guarnieri, più facile da decifrare, e nel prossimo mi soffermerò su don De Luca, più ermetico, prudente… … … Continua a leggere

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Dal Libero Spirito al Libertinismo Liberale e Libertario

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DAL LIBERO SPIRITO AL LIBERTINISMO LIBERALE E LIBERTARIO Introduzione Studiando le radici dell’ideologia neo-liberista ci si imbatte, durante il corso del pensiero umano, in vari movimenti, che sono caratterizzati dall’esaltazione della libertà intesa come fine ultimo ed assoluto e non … Continua a leggere

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