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IL VERO VOLTO DI VON BALTHASAR (1):  I TRE ARTICOLI DI “SI SI NO NO” (Parte Prima-30/6/2009)

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Purtroppo la falsa Nouvelle Théologie di Hans Urs von Balthasar, rilanciata recentemente da don Alessandro Minutella, sta cercando di penetrare e d’inquinare anche l’ambiente cattolico tradizionalista.

Per far fronte a questo errore pernicioso – che nasconde il veleno del modernismo/moderato (balthasariano/ratzingeriano), sotto le apparenze di conservatorismo teologico – ripubblichiamo tre articoli su von Balthasar, apparsi sulla Rivista quindicinale antimodernista “sì sì no no” (www.sisinono.org), nel 2009/2010.

Non è un caso che von Balthasar fosse vicino alla scuola teologica – moderatamente modernista – raggruppatasi attorno alla Rivista Communio che era capitanata da Joseph Ratzinger, Henry de Lubac e Jean Daniélou; mentre Blathasar (come Ratzinger) era in disaccordo accidentale, ossia quanto al modo e non quanto alla sostanza, con la scuola radicalmente modernista – raggruppata attorno alla Rivista Concilium – di Karl Rahner, Hans Kung, Edward Schillebeechkx, Dominique Chenu e Yves Congar1.

Il fatto che don Minutella inquini oggettivamente2 – non voglio assolutamente fare un processo alle intenzioni soggettive di nessuno3 – la teologia cattolica tradizionale in questi tristissimi tempi di pontificato bergogliano (2013-2021), rifacendosi a von Balthasar e a Joseph Ratzinger la dice lunga… … …

… … …Si può affermare che i “nuovi teologi”, i quali hanno partecipato al Vaticano II (di persona o dietro le quinte) come “periti” del Reno che si è gettato nel Tevere, si possono dividere in ultra-progressisti e semi-progressisti. I primi (Rahner, Küng, Schillebeeckx, Congar, Chenu), sono tendenzialmente panteisti, di un panteismo ascendente, in cui l’uomo si fa Dio (panteismo pan-cosmista). Mentre i secondi (de Lubac, Balthasar, Daniélou, Ratzinger) lo sono in maniera discendente: è Dio che assorbe in sé il mondo e l’uomo (panteismo a-cosmista). Ciò che li accomuna è la sostanza della filosofia immanentista, mentre ciò che li distingue è l’accidente del modo: l’ immanentismo è espresso e vissuto più radicalmente nei primi, più moderatamente nei secondi.

Ma “l’errore più è nascosto e più è pericoloso, dacché inganna di più, in quanto meno facilmente discernibile” (padre Reginaldo Garrigou-Lagrange)…. … … Continua a leggere

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