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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[10/10]~

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[Decima e Ultima Parte] ~ CONCLUSIONE

Nell’esaminare la possibilità di far dichiarare giuridicamente il Papa eretico e di farlo deporre dal Concilio imperfetto, siamo partiti dalla tesi di alcuni cattedratici a riposo, che di fronte al “caso Bergoglio”, soprattutto a partire dalla Esortazione apostolica Amoris laetitia (19 marzo 2016), hanno raccolto delle firme, lanciato delle petizioni per far deporre papa Francesco e far nominare un altro Papa.

Nel corso dello studio di questo tema abbiamo visto che il problema era già stato affrontato in maniera teologicamente più acuta sin dal 1964 soprattutto da tre autori, che ben conoscevano la teologia: l’Abbé Georges de Nantes, il dottor Arnaldo Xavier Vidigal da Silveira e padre Guérard des Lauriers, ma che il loro tentativo era sfociato in una via senza uscita.

Riassumo brevemente le loro tesi per aiutare il lettore a giungere ad una conclusione ragionevole sulla situazione attuale nell’ambiente ecclesiale e a prendere la strada giusta in vista della soluzione teorica e pratica di questo problema pungente… … … Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[9]~

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[Nona Parte] ~ LE ANALOGIE TRA DA SILVEIRA, DE NANTES E GUÉRARD DES LAURIERS

Nello scorso articolo (n. 8) abbiamo visto en passant che vi sono alcune analogie (somiglianze dissomiglianti, in cui la diversità è maggiore della somiglianza) tra la soluzione del problema della eventuale perdita dell’autorità ecclesiale – dopo la crisi del Concilio Vaticano II e del postconcilio – data dall’Abbé de Nantes, dal dottor da Silveira e da padre Guérard des Lauriers. Ora passiamo a vederle in dettaglio.

Padre Michel-Louis Guérard des Lauriers nei Cahiers de Cassiciacum (Nizza, Association Saint-Herménégilde, 6 voll., 1979-1981) ha capito molto bene la difficoltà presentata dalla deposizione del Papa eretico, come pure l’avevano già scorta nel 1964 l’Abbé Georges de Nantes (articolo n. 5) e nel 1970 il dottor Arnaldo da Silveira (articoli n. 6/7).

Infatti il termine “depositus / deponendus” in senso stretto è tipico del Conciliarismo, che ammette la superiorità dell’Episcopato sul Papa, il quale potrebbe essere “deposto” dal Concilio imperfetto (i soli Vescovi senza il Papa) in caso di una sua eventuale e ipotetica eresia; ma questa teoria è essa stessa una vera e propria eresia poiché nega almeno implicitamente e praticamente il Primato di Giurisdizione del Papa sulla Chiesa universale.

Perciò, per dichiarare che Paolo VI non era Papa, padre Guérard des Lauriers non ha seguìto la via del Papa eretico come avevano fatto sia l’Abbé de Nantes (rivista Contre Reforme Catholique, 1964-1973) che il da Silveira (La Nouvelle Messe de Paul VI: Qu’en Pénser?, Chiré-en-Montreuil, DPF, 1975), ma ha percorso la via analoga (ove è maggiore la diversità che la somiglianza) della constatazione 1°) della volontà oggettiva di Paolo VI di non perseguire il bene comune della Chiesa, a partire dagli atti oggettivi che ha posto in essere; perché un’autorità che non vuole il fine della società che governa non può possedere l’autorità e quindi Paolo VI non è Papa in atto; 2°) degli errori riscontrati nella Dichiarazione Dignitatis humanae personae (7 dicembre 1965) del Concilio Vaticano II promulgata da Paolo VI1, la quale secondo il teologo domenicano francese sopra menzionato avrebbe dovuto essere infallibile (per il solo fatto di essere stata presentata come divinamente Rivelata2) ed invece ha fallito, quindi da essa egli fa derivare il fatto che papa Montini non fosse Papa formalmente o in atto, ma solo materialmente o in potenza.

La tesi di p. Guérard è detta anche “Sedevacantismo parziale o mitigato” (ossia solo formale) per distinguerlo dal “sedevacantismo totale o radicale”, secondo il quale Paolo VI (e con lui i Sommi Pontefici conciliari e postconciliari) non è Papa né formalmente né materialmente e quindi si può passare all’elezione di un altro vero Papa (“Conclavismo”), anche a prescindere dal Collegio cardinalizio, che sarebbe vacante anch’esso come il Papato, partecipandone gli errori; mentre p. Guérard des Lauriers riteneva di dover attendere che il Papa solo in potenza si convertisse e diventasse Papa in atto, ma …

UNA VIA SENZA USCITA ~ Paolo VI è morto senza convertirsi e passare all’atto e questo è il vulnus della sua Tesi teologica, che non si può basare più su un Papa materiale o in potenza, ma su ciò che resta di Paolo VI, il quale è divenuto nell’agosto del 1979 un cadavere, che non è più in potenza ad essere eletto Papa e quindi la catena ininterrotta della successione apostolica e petrina si sarebbe spezzata il 6 agosto del 1978 con la morte di Paolo VI e perdurerebbe ancora oggi con papa Bergoglio, il che è contrario alla fede cattolica… … … Continua a leggere

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