Archivi tag: Giudaismo

TEOLOGIA DI ISRAELE (4/4) ~ Quarta Parte

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DIO DIFFONDERÀ LA SUA GRANDE MISERICORDIA SULLA MAGGIOR PARTE DEL POPOLO EBRAICO PRIMA DELLA PARUSIA (Rom., XI, 25-32)

San Paolo inizia ora (Rom., XI, 25) a trattare un argomento di grande importanza e lo fa utilizzando la formula: “Non voglio che ignoriate”, la quale vien da lui impiegata nelle sue Epistole per attirare l’attenzione del lettore.

L’Apostolo si rivolge ai Cristiani che provengono dal Paganesimo e spiega cosa non vuole che essi ignorino: “Questo mistero”. Qui la parola “mistero” significa una verità che la ragione umana puramente naturale non può conoscere, ma l’intelletto – mosso dalla volontà spinta dalla grazia attuale di Dio – può aderire ad essa solo per fede soprannaturale nella divina Rivelazione. La verità che San Paolo rivela ai Gentili convertitisi al Cristianesimo è la futura conversione in massa dei Giudei a Cristo, che avverrà dopo la conversione dei Pagani e prima della fine del mondo (v. 25)1.

Per quale motivo l’Apostolo svela con tanta solennità questo mistero ai Pagani convertiti?… … … Continua a leggere

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TEOLOGIA DI ISRAELE (3/4) ~ Terza Parte

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Nella prima parte di questo articolo abbiamo visto come San Paolo (Rom., IX, 1-29) ha dimostrato 1°) che Dio ha permesso l’apostasia della maggior parte d’Israele, manifestando così la Sua giustizia; mentre 2°) solo un “piccolo numero” di Giudei ha accolto il Messia e questo manifesta la Sua misericordia; nel medesimo tempo 3°) la stragrande maggioranza dei Gentili ha abbracciato la fede di Abramo, si è convertita a Cristo, ha rimpiazzato i Giudei increduli ed anche questo terzo punto manifesta la misericordia del Signore.

Nella seconda parte di questo articolo abbiamo spiegato che l’Apostolo dei Gentili, (Rom., IX, 30 – 33; X, 1-21), ha mostrato la responsabilità e la colpevolezza dei Giudei increduli, che hanno rifiutato il Messia Gesù di Nazareth, la quale colpa fa risaltare la giustizia di Dio, che li ha riprovati.

Infine durante tutto il capitolo XI (1-36) dell’Epistola ai Romani (che affrontiamo in questa terza parte, solo sino al versetto 24) San Paolo mostra come a) Dio sia stato non solo giusto verso i molti Giudei increduli, ma anche misericordioso verso i pochi Giudei che hanno creduto e b) sarà misericordiosissimo, prima della fine del mondo, accogliendo la maggior parte d’Israele (vv. 25-32) che tornerà a Cristo… … … Continua a leggere

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TEOLOGIA DI ISRAELE (2/4) ~ Seconda Parte

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Nella prima parte di questo articolo sulla “Teologia di Israele” (Rom., IX, 1-29) abbiamo visto come San Paolo ha dimostrato che Dio, pur avendo permesso l’apostasia della maggior parte d’Israele, non è stato infedele al Patto che aveva stretto con Abramo poiché la promessa di Dio non fu fatta a coloro i quali discendono carnalmente da Israele, ma a coloro che sono spiritualmente Israeliti, ossia che hanno la fede nel Messia Gesù. Ora un “piccolo numero” di Giudei è rimasto fedele al Patto abramitico ed ha accolto il Messia; nel medesimo tempo la stragrande maggioranza dei Gentili ha abbracciato la fede di Abramo, si è convertita a Cristo, divenendo spiritualmente Israele, ossia è stato innestato nella Vecchia Alleanza e partecipante alla Nuova ed Eterna Alleanza nel Sangue di Gesù. Tutto ciò manifesta la misericordia del Signore.

L’Apostolo dei Gentili, in questa seconda parte dell’articolo (Rom., gli ultimi tre versetti del capitolo IX, dal v. 30 al v. 33; e tutto il capitolo X, vv. 1-21), mostra la responsabilità e la colpevolezza dei Giudei increduli, che hanno rifiutato il Messia Gesù di Nazareth, la quale fa risaltare la giustizia di Dio.

Purtroppo i Giudei infedeli, per loro colpa, non cercarono la salvezza là dove Dio l’aveva riposta: nel Messia sofferente Gesù, nato nella grotta di Betlemme e morto sulla croce del Calvario, ma in un falso “Messia” immaginario, politico militante e trionfante…. … … Continua a leggere

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TEOLOGIA DI ISRAELE (1/4) ~ Prima Parte

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PREMESSA

Il Vangelo di Gesù è stato rivelato per la salvezza di tutti gli uomini, ma – cronologicamente e non ontologicamente – prima dei Giudei e poi dei Gentili (Rom., I, 16). Tuttavia la maggior parte del popolo ebraico ha rifiutato Gesù e ha rotto il Vecchio Patto stretto con Dio, che era tutto orientato alla Nuova ed Eterna Alleanza; mentre molti Pagani si sono convertiti al Vangelo e sono entrati nella Chiesa di Cristo e nel Nuovo Patto, che ha perfezionato e sostituito il Vecchio.

Siccome Dio aveva stretto un Patto o un’Alleanza con il popolo ebraico in Abramo, sembrerebbe quindi che Egli non sia stato fedele alle Sue promesse, avendo permesso che la maggior parte dei Giudei Lo lasciasse.

San Paolo nell’Epistola ai Romani affronta questa questione e dimostra che 1°) Dio è rimasto fedele alle Sue promesse fatte ad Abramo di essere padre di un popolo partecipe della salvezza spirituale messianica (Rom., IX, 1-29); 2°) nello stesso tempo è stato giusto nel riprovare il Giudaismo che non ha voluto credere in Gesù e Lo ha respinto come Messia (Rom., IX, 30-33 – X, 1- 21); 3°) infine è stato misericordioso riguardo ai pochi Giudei convertitisi nel periodo dell’Avvento di Cristo e, poco prima della Parusia, diffonderà la sua grande misericordia sulla maggior parte del popolo ebraico, il quale tornerà a Cristo (Rom., XI, 1-36).

Nel presente articolo studiamo la prima delle tre proposizioni, in altri articoli successivi vedremo le altre due proposizioni… … … Continua a leggere

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“NON ABBIAMO FRATELLI MAGGIORI”, Video della Presentazione/Conferenza a Bellante (TE) ~ il 14/12/2019

“NON ABBIAMO FRATELLI MAGGIORI”, (Perché l’Antica Alleanza è stata revocata e gli ebrei hanno bisogno di Gesù per salvarsi). Presentazione libraria e Conferenza, a Bellante (TE), il 14/12/2019. L’Antica Alleanza è ancora valida? Gli Ebrei devono convertirsi a Cristo? Che … Continua a leggere

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“NON ABBIAMO FRATELLI MAGGIORI”, presentazione/conferenza a Bellante (TE) ~ il 14/12/2019

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ERRATA CORRIGE: “Fratelli Maggiori nella Fede di Abramo”?

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Recentemente ho scritto che Giovanni Paolo II ha definito gli Ebrei “Fratelli maggiori dei Cristiani nella Fede di Abramo” nel Discorso che tenne domenica 13 aprile 1986 nella Sinagoga di Roma.

Ho citato a memoria, ma facendo una ricerca più accurata mi debbo correggere.

13 Aprile 1986: “Tempio Israelitico Maggiore” Di Roma

Domenica 13 aprile 1986 Giovanni Paolo II disse, nella Sinagoga di Roma, rivolgendosi agli Ebrei lì presenti: “Siete i nostri fratelli prediletti e, in un certo modo, si potrebbe dire i nostri fratelli maggiori”. Quindi non disse che gli Ebrei sono fratelli maggiori dei Cristiani “nella Fede di Abramo”, il che avrebbe aggravato quanto detto (“fratelli prediletti e maggiori”).

31 Dicembre 1986: “Chiesa Del Gesù” Di Roma

Tuttavia il mercoledì 31 dicembre 1986, nell’Omelia tenuta nella chiesa del Gesù a Roma in occasione del “Te Deum” di ringraziamento per l’anno trascorso, Giovanni Paolo II – nel ringraziare Dio per gli avvenimenti che la Chiesa di Roma aveva vissuto nell’anno 1986 – disse: «Ringrazio la Divina Provvidenza perché mi è stato dato visitare i nostri “fratelli maggiori” nella Fede di Abramo nella loro Sinagoga romana!». Quindi in realtà papa Woytjla ha detto che gli Ebrei sono fratelli maggiori dei Cristiani nella Fede di Abramo, ma in due circostanze diverse.

Inoltre… … … Continua a leggere

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S. Agobardo Vescovo di Lione: la Vita e i “Cinque Scritti sugli Ebrei” [2]

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[Seconda e Ultima Parte] ~ I “Cinque Scritti Antiebraici” di Agobardo

La “Prima Lettera” sugli Ebrei di S. Agobardo s’intitola Consultatio et supplicatio de Baptismo Judaicorum mancipiorum. In essa Agobardo scrive a tre personalità ecclesiastiche (Abalardo, Vala ed Elischar) del palazzo imperiale di Ludovico il Pio († 840), nell’832, riguardo al problema degli schiavi pagani (comprati dagli Ebrei).

Questi schiavi pagani, scrive Agobardo: «Imparano la nostra lingua, cominciano a sentir parlare del Vangelo […], donde s’innamorano del Cristianesimo e desiderano diventare membri di Cristo, e rifugiandosi nelle nostre chiese domandano il Battesimo. Dobbiamo rifiutare loro questa grazia? Secondo me è certo che ogni uomo è creatura di Dio, il quale ha più diritti su di essi che non i loro padroni, i quali li hanno comprati come loro schiavi. Onde se lo schiavo deve dare il lavoro del suo corpo al suo padrone, deve offrire soprattutto il culto della sua anima solo a Dio suo Creatore. Gli Apostoli hanno battezzato gli schiavi senza attendere il permesso dei loro padroni. […] Ora, se dei Pagani vengono a Cristo e noi invece di accoglierli li respingiamo, poiché i loro padroni non vogliono cederli, siamo crudeli ed empi […]. Certo, non pretendiamo di far perdere ai padroni ebrei il prezzo che hanno sborsato per comprare il loro corpo, infatti offriamo loro un riscatto secondo le leggi stabilite. Ma gli Ebrei lo rifiutano poiché sanno che godono l’appoggio di alcuni ufficiali del palazzo imperiale. […]. Ora io mi trovo in grande imbarazzo, poiché, se rifiuto il Battesimo ai Pagani schiavi degli Ebrei, faccio peccato e temo la dannazione; mentre, se lo conferisco, temo la vendetta umana che già mi è stata promessa, come pure ho già subìto molte vessazioni».

Si noti che il diritto civile da Costantino/Teodosio/Giustiniano (IV-VI secolo), sino a Carlo Magno (IX secolo) e quello ecclesiastico – con S. Gregorio Magno (VI secolo) – proibiva agli Ebrei di avere degli schiavi cristiani (per timore di corruzione della loro Fede e dei loro costumi). Inoltre, se i loro schiavi pagani si convertivano a Cristo, dovevano essere lasciati liberi dopo il pagamento di un prezzo di riscatto legale, eguale a quello che era stato esborsato dai loro ex-padroni. Ma gli Ebrei si opponevano… … … Continua a leggere

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S. Agobardo Vescovo di Lione: la Vita e i “Cinque Scritti sugli Ebrei” [1]

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[Prima Parte] ~ La Vita Di S. Agobardo

Agobardo nacque in Spagna, probabilmente nel 779, ancora fanciullo venne condotto nella Francia Narbonense (anno 782) e nel 792 a Lione. Il vescovo lionese Leidrado fece studiare il giovane Agobardo avendo notato le sue qualità, lo ordinò sacerdote nell’804 e quando nell’813, per ragioni di età e salute, il Leidrado si ritirò nel monastero di S. Medardo di Soissons, pur mantenendo giuridicamente la diocesi di Lione, affidò il governo diocesano ad Agobardo, nominato quale “Vescovo ausiliare” dopo averlo fatto consacrare da S. Barnardo Arcivescovo di Vienne, assieme a due altri Vescovi co-consacratori. Con la morte di Leidrado, Agobardo divenne Arcivescovo di Lione (816-840).

«Per intelligenza, volontà e cultura, Agobardo si rivelò uno dei più importanti personaggi dell’Impero sotto Ludovico il Pio (814-840) e prese parte attiva ai maggiori affari ecclesiastici e politici del tempo. […]. Lottò vigorosamente contro l’eresia adozianista rinnovata dal Vescovo Felice di Urgel in Spagna; contro le superstizioni del tempo; l’ordalia; il duello ammesso dalle leggi della Borgogna; infine contro le difficoltà sollevate dalla questione giudaica a danno della causa cattolica. […].

S. Agobardo, Vescovo di Lione (779-840), nella “V Epistola, De cavendo convictu et societate judaica” a Nebridio Vescovo di Narbonne, scrisse: «La maledizione che grava su questo popolo infedele è come un vestito che lo accompagna ovunque, come un olio che entra nelle sue ossa e lo segue nei campi, nelle città, nei viaggi, nei poderi, nelle greggi, nei granai, nelle medicine, nei festini e anche nelle briciole che sopravanzano dai loro banchetti».

S. Agobardo si rifà qui alle maledizioni promesse agli Israeliti infedeli a Jaweh e contenute nella “seconda Legislazione”1 del Deuteronomio poco prima dell’entrata d’Israele nella Terra Promessa: “Se non ascolterai la Voce del Signore verranno sopra di te tutte queste maledizioni: sarai maledetto nella città e nella campagna; sarà maledetto il tuo granaio e saranno maledette le tue riserve; maledetto il frutto del tuo seno, il frutto della tua terra, le mandrie dei tuoi buoi e le greggi delle tue pecore; sarai maledetto nell’entrare e nell’uscire. Manderà il Signore la maledizione su tutti i lavori che farai…” (Deut., XXVIII, 16-68)… … … Continua a leggere

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«QUANDO VERRÀ “LA LORO ORA”…» (Giov., XVI, 1-4)

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Prologo: L’Ora Del Giudaismo & Di Satana (Lc., XXII, 53) In un articolo passato – parlando dell’ora del Giudaismo talmudico e del suo padre spirituale: Satana – abbiamo visto come il Giovedì Santo, al Getsemani, Gesù disse: “Non parlerò ancora … Continua a leggere

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SPECCHIETTO RIASSUNTIVO: IL “GIUDAISMO POSTBIBLICO” È “MALEDETTO”? [2-parte seconda]

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Maledizione Formale e Non Solo Oggettiva del Giudaismo Rabbinico

Quanto agli Ebrei increduli nella divinità di Cristo e colpevoli di deicidio si può parlare di maledizione sia 1°) nel senso di una “maledizione oggettiva”, ossia di una situazione che è costatata come realmente ed effettivamente disordinata o peccaminosa e, quindi, condannata da Dio, della quale Egli dice-male o “male-dice”; inoltre 2°) bisogna anche dire che si tratta di una vera e propria condanna ad una pena o di una maledizione formale; per esempio Gesù, dopo aver constatata la sterilità di un fico (Mt., XXI, 19) non solo non lo apprezzò, ma lo maledisse formalmente, condannandolo ad essere sradicato e bruciato. Per i Padri ecclesiastici, il fico infruttuoso è il simbolo d’Israele infedele a Cristo.

La Maledizione Del Giudaismo Postbiblico

Siccome il Giudaismo talmudico e i suoi accoliti hanno rigettato il Signore Gesù, Iddio ha abbandonato il Giudaismo e i Giudei increduli: “Deus non deserit nisi prius deseratur / Dio abbandona solo dopo essere stato abbandonato” (S. Agostino). In questo senso si può dire che il Giudaismo è “maledetto formalmente”, ossia condannato e non solo “disapprovato oggettivamente” in quanto viene costatata la sua separazione da Dio; perciò è degno di essere abbandonato dal Signore, sanzionato o punito esplicitamente… … … Continua a leggere

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SPECCHIETTO RIASSUNTIVO: IL “GIUDAISMO POSTBIBLICO” È “MALEDETTO”? [1-parte prima]

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Il Concilio Vaticano II: “Gli Ebrei Non Sono Maledetti Da Dio”

La Dichiarazione Nostra aetate n. 4-h scrive: «Gli Ebrei non devono essere presentati come rigettati da Dio, né come maledetti, quasi che ciò scaturisse dalla Scrittura».

Cos’È La Maledizione?

San Tommaso d’Aquino (S. Th., II-II, q. 76, a. 1) insegna che maledire significa “malum dicere, ossia dire del male”.
Ora ciò può avvenire: a) sotto forma di semplice enunciazione del male, cioè quando si riferisce il male che ha fatto il prossimo. Questo è il peccato di “detrazione”, che si divide in “mormorazione” e “calunnia” e non riguarda la nostra questione: “Se il Giudaismo sia maledetto da Dio”;
oppure la maledizione può accadere: b) sotto forma di causa efficiente o determinante, ossia in quanto la maledizione produce il male che pronunzia.
Per esempio,
1°) in senso lato: “Deus dixit et omnia facta sunt / Egli disse e tutto fu fatto” (Sal., XXXII, 9); mentre
2°) in senso stretto, Gesù maledisse il fico ed esso sùbito seccò (Mt., XXI, 19);
3°) San Paolo rispose al Sommo Sacerdote Anania2, che nel 60 durante il suo interrogatorio aveva comandato ad un servo di colpirlo sulla bocca: “Dio colpirà te, sepolcro imbiancato” (Atti, XXIII, 2-3). Qualche tempo dopo – durante la guerra giudaico/romana (anno 66/70) – Anania, che era un Sadduceo, si era nascosto nei sotterranei della reggia per paura degli Zeloti, che erano i super/Farisei, ma fu ritrovato e venne ucciso dai Sicari (il braccio armato degli Zeloti), avverando così la profezia/maledizione di Paolo. Inoltre… … … Continua a leggere

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“NON ABBIAMO FRATELLI MAGGIORI”, presentazione/conferenza a Bellante (TE) ~ il 14/12/2019

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SPECCHIETTO RIASSUNTIVO: ESISTE UN “SANO RAZZISMO” CRISTIANAMENTE INTESO?

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Nella strana èra del postconcilio, soprattutto con il Pontificato di papa Bergoglio, spesso si sente parlare

1°) non solo a favore dell’accoglienza indiscriminata di masse di musulmani, che stanno invadendo l’Italia e l’Europa, i quali non vogliono integrarsi e vogliono conquistarci (sono oltre 5 milioni i “non-Italiani” presenti nella nostra Patria, tra i quali molti islamici), ma addirittura

2°) di favorire il “meticciato” previsto dal “Piano Kalergi”, ossia la mescolanza delle “razze” di modo che non esista più la “razza europea”, la Civiltà europea, le Patrie europee, la Religione e la Cultura europea, ma solo una massa informe di ibridi.

Ora, ci si chiede, la Chiesa – col suo Magistero – è intervenuta, prima del Vaticano II, su questo tema? Di modo che si possa far riferimento a qualcosa di sicuro per le coscienze sempre più turbate dei fedeli Cristiani?… … … Continua a leggere

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“Questa é l’ora vostra e l’ora del potere delle tenebre” (Lc., XXII, 52-53)

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“Nihil sub sole novi”: ieri come oggi:
“Sinagogae Judaeorum fontes persecutionum”

Prima Parte: Ai tempi Di Gesù

Un Interrogativo Che C’Intriga: “L’ora Vostra” (Vangelo secondo S. Luca, XXII, 53)

Leggendo il Vangelo, rimaniamo incuriositi dalla frase pronunciata da Gesù nel Getsemani – alquanto enigmatica, se presa solamente in se stessa – sùbito dopo essere stato tradito da Giuda1: “Questa è l’ora vostra e l’ora del potere delle tenebre” (Lc., XXII, 53).

Infatti – dal solo versetto 53 del capitolo XXII di San Luca – non si capisce bene, ci si incuriosisce e si vorrebbe comprendere meglio, a chi si debba attribuire esattamente “l’ora”, che viene detta “vostra” e che viene, quindi, riferita esplicitamente – tramite la congiunzione “et” – al “potere delle tenebre”: “l’ora vostra e l’ora del potere delle tenebre”, il quale in senso biblico è il potere del diavolo. Ora se il potere è chiaramente attribuito a Satana, la parola “vostra ora” non si sa bene (dal solo versetto 53) a chi vada attribuita con precisione. “L’ora vostra”, di chi esattamente “vostra”? questo è il problema!

Da una parte è chiaro che il “potere delle tenebre” è quello infernale e che “l’ora vostra” è congiunta da Gesù con l’ora “del potere delle tenebre”; invece – dall’altra parte – viene spontaneo chiederci, ma “vostra” di chi? A chi si riferisce esattamente Gesù? Chi sono i padroni di questa “ora”?… … … Continua a leggere

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SPECCHIETTO RIASSUNTIVO: “VOI AVETE PER PADRE IL DIAVOLO”

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Gli Ebrei non sono “Fratelli Maggiori dei Cristiani nella Fede”, ma sono “Figli del Diavolo” poiché sono senza Fede in Cristo

Introduzione: Giovanni Paolo II nel suo Discorso al Tempio Israelitico Maggiore di Roma, il 13 aprile del 1986, riprendendo l’insegnamento giudaizzante di Nostra aetate, disse che “gli Ebrei sono i fratelli maggiori dei Cristiani nella Fede di Abramo”. Ora, se si legge la S. Scrittura, la Tradizione patristica e scolastica si evince tutto il contrario. In questo “Specchietto Riassuntivo” vediamo brevemente ciò che dice a questo riguardo il Vangelo di San Giovanni, come lo spiegano i Padri e S. Tommaso d’Aquino, che è il “Dottore Ufficiale o Comune” della Chiesa.

La S. Scrittura: Il Vangelo Di Giovanni:
~ Nel quarto Vangelo leggiamo: «Gesù prese a dire ai Giudei che avevano creduto in Lui [ma poi non perseverarono, ndr]: “So che siete figli di Abramo; ma voi cercate di uccidermi, perché la mia Parola non penetra in voi. Io dico quello che ho veduto presso il Padre mio; e voi fate pure quello che avete veduto presso il padre vostro”.
~ Gli replicarono: “Il nostro padre è Abramo”.
~ Soggiunse Gesù: “Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo. Invece ora voi cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità, che ho udito da Dio. Abramo non fece così. Voi fate le opere del padre vostro”. ~ Gli risposero: “Non siamo nati da fornicazione! Abbiamo un solo Padre, Dio”.
~ E Gesù a loro: “Se Dio fosse vostro Padre, amereste anche Me, perché Io sono venuto da Dio; non sono infatti venuto da Me, ma Egli mi ha inviato. […] Voi Avete Per Padre Il Diavolo, e volete soddisfare i desideri del padre vostro. Egli fu omicida fin da principio, e non perseverò nella Verità, perché la Verità non è in lui. Quando dice la menzogna, parla del suo, perché è bugiardo e padre della bugia. […] Chi è da Dio ascolta le Parole di Dio; ecco perché voi non le ascoltate: perché non siete da Dio”…»… … …

Nella Quarantaquattresima Omelia sul Vangelo di S. Giovanni il Crisostomo scrive dei Giudei: «Da cosa la verità li renderà liberi? dai loro peccati. E cosa risposero quegli insolenti? “Noi siamo la razza di Abramo e non siamo stati schiavi di nessuno”. […] Non si danno pena di aver perso la Verità, la Fede e la Grazia di Dio”. […]. Tale è l’orgoglio e la vanità degli Ebrei: “Noi siamo della razza d’Abramo, noi siamo Israeliti!”. Non parlano mai delle loro opere»… … … Continua a leggere

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SPECCHIETTO RIASSUNTIVO: “Questa é l’ora vostra e l’ora del potere delle tenebre” (Lc., XXII, 52)

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PRIMA PARTE: AI TEMPI DI GESÙ

Questa volta inizio con lo “specchietto riassuntivo” e soltanto dopo pubblicherò l’articolo per esteso. La questione è attuale e di somma importanza, sia in teologia che in politica, economia e mondialismo.

L’articolo apporterà parecchie precisazioni e approfondimenti a queste brevi righe, che spero possano essere utili al lettore.

Nel Vangelo di San Luca leggiamo che Gesù dice: “Questa è l’ora vostra e l’ora del potere delle tenebre” (XXII, 53). Il medesimo San Luca, al versetto precedente premette che Gesù era stato appena catturato da “i Prìncipi dei Sacerdoti1, i Capi delle Guardie del Tempio2 e gli Anziani3” (Lc., XXII, 52) per essere condotto davanti al “Sommo Sacerdote4 e al Sinedrio5” (Lc., XXII, 54-71).

Inoltre Gesù, tramite la congiunzione “et / e” unisce “l’ora vostra” con “l’ora del potere delle tenebre” (Lc., XXII, 53), ossia l’ora di Satana… … … Continua a leggere

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SPECCHIETTO RIASSUNTIVO: il Giudaismo Talmudico visto dalla Rivelazione e dalla Tradizione

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In San Paolo è divinamente Rivelato che “I Giudei hanno perfino messo a morte il Signore Gesù e i Profeti ed hanno perseguitato anche noi; essi non piacciono a Dio e sono nemici di tutti gli uomini, impedendo a noi di predicare ai Pagani perché possano essere salvati. In tal modo essi colmano la misura dei loro peccati! Ma oramai l’ira di Dio è arrivata al colmo sul loro capo” (I Tess., II, 15).

La Teologia scolastica… … … Continua a leggere

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LE PERSONE CHE HANNO CAMBIATO IL VOLTO ALL’AMBIENTE ECCLESIALE DURANTE IL CONCILIO VATICANO II ~(4)~ Considerazioni Finali Su “Nostra Aetate”

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L’Apostasia Oggettiva Di “Nostra Aetate”… … …

.. … …Abbiamo appurato, studiando la genesi di NA, che fra la Tradizione divino/apostolica, il Magistero pontificio (da San Pietro sino a Pio XII) e Nostra aetate vi è difformità.

Ora la Tradizione cattolica è una delle due Fonti della Rivelazione e consiste nell’insegnamento comune dei Padri, che è infallibile; mentre Nostra aetate ha un valore unicamente prudenziale o “pastorale” per esplicita volontà di Giovanni XXIII e Paolo VI, che indissero e conclusero il Concilio Vaticano II come “Concilio pastorale”[1].

Quindi il Concilio Vaticano II non è infallibile né irreformabile ed essendo in rottura o in difformità con la Tradizione apostolica costante, deve essere corretto e riformato, compresa soprattutto “NA”.

L’ambiguità di “NA”, in primo luogo, consiste nel far passare tutti coloro che discendono geneticamente da Abramo, come aventi legami spirituali o di fede con la Chiesa di Cristo, mischiando e confondendo la razza con la fede, che invece sono due entità sostanzialmente diverse….. … … Continua a leggere

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LE PERSONE CHE HANNO CAMBIATO IL VOLTO ALL’AMBIENTE ECCLESIALE DURANTE IL CONCILIO VATICANO II ~(3)~ Dopo Maritain-Fumet …Léon Bloy

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Nella prima parte dell’articolo riassuntivo su Nostra aetate (d’ora in poi NA) abbiamo visto il ruolo “sotterraneo” (a dir poco sinistro, inquietante e persino infernale) giocato da Isaac, Goldman, Heschel, Roncalli, Bea e Congar nella genesi – diretta e immediata – di NA. 

Nella seconda parte abbiamo studiato gli altri personaggi (gravemente deviati intellettualmente e moralmente), che hanno contribuito – indirettamente e remotamente, dalla fine dell’Ottocento/prima metà del Novecento – a preparare la strada per NA; soffermandoci soprattutto sui coniugi Maritain/Fumet, mentre abbiamo intravisto soltanto brevemente i loro maestri e discepoli.

Abbiamo, quindi, considerato i frutti prodotti da NA, ossia la giudaizzazione del Cristianesimo che – all’inizio – si è limitata specialmente all’ambiente ecclesiale e teologico[1]; mentre – nel séguito – ha infettato pian piano anche l’àmbito dei semplici fedeli.

Purtroppo abbiamo dovuto prendere atto che i frutti di NA sono velenosi in quanto rappresentano 1°) un’apostasia oggettiva, ossia il passaggio da una Religione vera (Cristianesimo) ad una “religione” falsa (Giudaismo postbiblico); e 2°) l’impossibile tentativo poiché contraddittorio – come è rivelato in San Paolo – di conciliare “Cristo con Beliar” (II Cor., VI, 15), ossia il Cristianesimo con il Giudaismo, che rifiuta Cristo e il Cristianesimo.

Per cui NA risulta intrinsecamente cattiva e inaccettabile, sotto pena di perdere la fede cristiana, senza la quale “è impossibile piacere a Dio” (Ebr., XI, 6).  

In questo terzo “articoletto riassuntivo” vediamo come all’origine del filo-sionismo e del filo-giudaismo di Jacques Maritain (1882-1973) e di Stanislas Fumet (1896-1983) ci sia l’influsso di Léon Bloy (1846-1917)…. … … Continua a leggere

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