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L’Immacolata Concezione di Maria

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La natura
dell’Immacolata Concezione

Ci chiediamo qui in che cosa consiste l’Immacolata Concezione. Pio IX nella Bolla Ineffabilis Deus, con cui ha definito l’8 dicembre del 1854 l’Immacolata Concezione di Maria quale dogma di fede1, ha usato la seguente definizione o formula dogmatica: “La Santissima Vergine, sin dal primo istante del suo concepimento, per grazia singolare e per privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore del genere umano, fu preservata immune da ogni macchia di peccato originale”.

In breve l’anima di Maria fu creata da Dio e infusa nel suo corpo sin dal primo istante senza la macchia del peccato originale, il quale consiste essenzialmente nella mancanza della grazia santificante. Quindi nell’istante stesso in cui Dio creò e infuse l’anima di Maria nel suo corpo appena formato naturalmente dai suoi genitori, essa era provvista della grazia santificante e perciò senza il peccato originale.

L’Immacolata Concezione alla luce delle quattro cause

Per capire ancor meglio il significato della definizione dogmatica è bene studiarla alla luce delle sue 4 cause: 1°) l’autore o la causa efficiente dell’Immacolata Concezione; 2°) il soggetto o la causa materiale; 3°) l’oggetto o la causa formale; 4°) lo scopo o la causa finale… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [7]: Don De Luca e Giacomo Manzù

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Giacomo Manzoni detto Manzù (1908-1991) iniziò da giovane la pratica artistica della scultura; dopo essersi formato appena ventenne a Parigi nel 1928/29, fece tre sculture a Milano nel 1930 per la cappella dell’Università Cattolica di padre Agostino Gemelli, il quale non apprezzò la statua raffigurante la Madonna e la fece spostare sotto il portico.
Manzù conobbe don De Luca nel 1939 tramite Cesare Brandi. Successivamente don Giuseppe presentò lo scultore all’allora cardinale di Venezia Angelo Roncalli. Anche il ritratto e il busto di Giovanni XXIII, appena eletto Papa, fatti dal Manzù son dovuti all’intervento di De Luca, come risulta da una lettera scritta da don Giuseppe al cardinal Tardini il 15 dicembre del 1959… … …
… … …Nel libro del giornalista e storico dell’arte Curtis Bill Pepper la figura di De Luca appare, finalmente, chiara e senza nascondimenti: egli si rivela francamente un radicale oppositore dei conservatori della Curia romana, un ammiratore di Giovanni XXIII e un critico di Pio XII… … …
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Don Giuseppe De Luca [6]: alcune precisazioni su don Giuseppe De Luca

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In quest’articolo torno su certi temi già affrontati negli articoli precedenti e vi aggiungo alcune nuove notizie acquisite recentemente, le quali ci aiutano a capire sempre meglio la personalità, il pensiero e l’azione di don De Luca.

Abbiamo già visto quali siano stati i rapporti intercorsi tra De Luca e Ottaviani. Tuttavia vi è qualcosa che non era stato ancora detto e che aggiungo ora per maggior chiarezza.

Romana Guarnieri in un libro a cura di Giuseppe Rossini intitolato Modernismo, fascismo, comunismo. Aspetti e figure della cultura e della politica dei cattolici nel ‘900 (Bologna, Il Mulino, 1972) dedica un ampio saggio a don De Luca titolato Don Giuseppe De Luca (1889-1962) tra cronaca e storia (pp. 249-362). In esso la Guarnieri è molto più chiara che nel libro citato negli articoli precedenti (Una singolare amicizia. Ricordando don Giuseppe De Luca, Genova, Marietti-1820, 1998).

Innanzitutto la Guarnieri nel suddetto saggio (Don Giuseppe De Luca (1889-1962) tra cronaca e storia), di cui maggiormente mi servo in quest’articolo, ammette candidamente che “il card. Ottaviani proprio in quell’ultimo mese di vita di don Giuseppe [febbraio-marzo 1962, ndr], aveva avuto qualche serio attrito con lui. Morto Tardini, il card. Ottaviani era rimasto ormai il più autorevole oppositore – tanto sul punto del Concilio quanto sull’atteggiamento della Chiesa in rapporto alla nuova politica dei cattolici italiani [il centro-sinistra, ndr] – della linea appoggiata da papa Giovanni” (cit., p. 262).

Ora la linea di papa Roncalli era anche quella di don De Luca… … … Continua a leggere

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“Le Societa Segrete: storia e attualitá” ~ Conferenza di Don Curzio Nitoglia del 4/11/2017 a Montereale (AQ)

“Le Societa Segrete: storia e attualitá”. Video della conferenza di Don Curzio Nitoglia a Montereale (AQ) del 4/11/2017 presso l’Associazione delle Colline  

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L’ABC della Massoneria

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Sulla massoneria molto è stato scritto. Qui mi limito a porgere al lettore una serie di semplici riflessioni sulla natura e sugli scopi della massoneria raccolte in un articolo riassuntivo a mo’ di abbecedario o sillabario di buon senso e senza grandi pretese per rendere la conoscenza della massoneria accessibile a tutti.
La massoneria è una “contro-chiesa”, ossia un’organizzazione che agisce soprattutto contro Dio e la sua Chiesa. Infatti odiando Dio essa odia anche la creazione di Dio e quindi opera per nuocere all’uomo, che è la creatura più nobile del mondo visibile.
Nella massoneria vi è una vera e propria avversione verso l’ordine naturale creato da Dio e quindi il tentativo di sovvertirlo e manipolarlo, creando delle situazioni che portano gli uomini alla disperazione.
Non ci si deve meravigliare che la massoneria vuole il male dell’uomo.
La tattica seguìta dalla massoneria per ottenere il suo scopo è quella di infiltrare in ogni istituzione pubblica, politica, religiosa, militare, giudiziaria, medica i suoi membri, che precedentemente ha osservato, scelto e reclutato per farli lavorare secondo il suo progetto, il quale è la visione relativista e soggettivista della realtà con la conseguente parità ecumenista di tutte le religioni, che segna la fine di esse e specialmente danneggia quella cattolica, la quale è la vera e la non-relativista per eccellenza.
L’unico motivo per cui i massoni propongono il “dialogo” con i cattolici è la speranza di annacquare la loro fede, far accettare loro l’opinionismo relativista e far perdere loro la propria identità… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [5]: l’esoterismo del ‘Libero Spirito’ di Romana Guarnieri e di don Giuseppe De Luca

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1965: la Guarnieri presenta “il movimento del Libero Spirito” e “Lo Specchio delle anime semplici” ~ Il 22 maggio del 1965 ricevette l’Imprimi potest il IV volume della collana “Archivio Italiano per la Storia della Pietà” delle “Edizioni di Storia e Letteratura” di Roma, fondate da don Giuseppe De Luca e dirette da Romana Guarnieri; il 28 giugno esso ebbe l’Imprimatur e, nell’agosto del 1965, fu finito di stampare e presentato al pubblico.

Questo IV volume è importante per la nostra ricerca perché reca con sé, oltre vari altri saggi, un lungo studio di Romana Guarnieri su Il movimento del Libero Spirito (pp. 351-708) con un’importante Appendice su Lo specchio delle anime semplici di Margherita Porrete.

Innanzitutto nell’Avvertenza al quarto volume (pp. XI-XII), finita di scrivere il 19 marzo del 1965, Romana Guarnieri asserisce che esso esce con la “ideale presenza” di don De Luca, deceduto il 19 marzo 1962, poiché esso fu “voluto in ogni suo testo e ispirato da lui, preparato sotto la sua direzione e annunziato partitamente nella prefazione al terzo volume, gliene resta piena e totale la paternità” (p. XI).

Dunque, il saggio sulla setta del Libero Spirito e la pubblicazione de Lo specchio delle anime semplici di Margherita Porrete anche se materialmente sono opera di Romana Guarnieri, formalmente sono di De Luca e “gliene resta piena e totale la paternità”. Più chiari di così non si poteva essere… … … Continua a leggere

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Recensione libraria: “Sintesi del Tomismo. Sua attualità e suo valore”, di Don Curzio Nitoglia

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L’Editore Effedieffe ha appena pubblicato il volume “Sintesi del Tomismo. Sua attualità e suo valore” di Curzio Nitoglia. [1]

In esso l’Autore:

1°) dimostra che la vera essenza della filosofia tomistica si trova riassunta nelle XXIV Tesi del Tomismo(compilate dal padre Guido Mattiussi), perché esse – grazie alla distinzione reale tra essenza ed essere e con il concetto dell’essere quale atto ultimo e perfettissimo di ogni essenza- costituiscono l’ABC del vero Tomismo;

2°) spiega che il Tomismo, con il suo realismo della conoscenza (“conformità dell’intelletto alla realtà”) è diametralmente opposto al Modernismo, il quale è soggettivismo e relativismo filosofico/teologico: “Cogito ergo sum” (Cartesio) / “…ergo Deus existit” (kantismo modernista): la realtà creata e Dio Creatore sono un prodotto del pensiero umano;

3°) dimostra che il Tomismo, nel campo della conoscenza razionale di Dio, mediante il concetto filosofico dell’analogia applicata alla teologia ci permette, dopo aver dimostrato la Sua Esistenza, anche di conoscere e affermare qualcosa della Sua Essenza contro ogni forma di Nichilismo teologico… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [4]: l’esoterismo di Romana Guarnieri e di don Giuseppe De Luca

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Romana Guarnieri nel suo libro Una singolare amicizia. Ricordando don Giuseppe De Luca (Genova, Marietti-1820, 1998, p. 8) ha definito don De Luca un “politico segreto”.
Questa definizione, inizialmente, potrebbe destare stupore, se non si conoscesse bene il pensiero e il modus operandi della Guarnieri e di don De Luca, ma dopo aver scandagliato abbastanza la loro vita e le loro opere ci rendiamo conto che la definizione della Guarnieri calza a pennello: d’altronde chi conosceva De Luca meglio della Guarnieri?

Fortunatamente, oltre tutto ciò che abbiamo potuto studiare, conoscere ed esporre nei tre articoli precedenti, un interessante saggio di Lucetta Scaraffia intitolato Romana Guarnieri, l’esoterismo ottocentesco e il primo femminismo (Archivio Italiano per la Storia della Pietà, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1965, vol. 18, pp. 317-329) fa piena luce sull’esoterismo della Guarnieri.
Il ramo materno e olandese della famiglia della Guarnieri (italiana da parte del padre) era presentato comunemente come ateo e agnostico. Invece, studiando la storia della famiglia Guarnieri ci si accorse che la sua ascendenza materna “era stata fortemente influenzata dall’esoterismo, e in particolare dalla Società Teosofica prima, e da quella Antroposofica poi, dopo la scissione nel 1912 [della sezione Antroposofica fondata nel 1912 da Rudolph Steiner2 (1861-1925) dalla sezione Teosofica fondata nel 1874 a New York da Elena Blavatskij (1831-1891), ndr]”… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [3]: “Politico Segreto”, da Giuseppe Bottai a Palmiro Togliatti

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Nello scorso articolo abbiamo visto come don De Luca1 abbia avuto quali “amici di dialogo” durante gran parte del ventennio mussoliniano il Ministro della Cultura Nazionale Fascista Giuseppe Bottai2 (Roma 1895 – Roma 1959) e poi, durante la fase della Resistenza e della Repubblica italiana democratica e antifascista nata dalla Resistenza, il Segretario stalinista del PCI Palmiro Togliatti (Genova 1893 – Jalta [Urss] 19643).

Il passaggio indolore di De Luca da Bottai a Togliatti ~ Augusto del Noce scrive: “l’incontro De Luca-Ròdano-[Togliatti, ndr] è l’esatta continuazione dell’incontro De Luca-Bottai-[Mussolini, ndr], nel senso che, dopo la caduta del fascismo (25 luglio 1943), e pur senza diminuire per nulla l’amicizia con Bottai4, don De Luca trasferì le sue speranze nel giovane Ròdano. […]. Dunque dall’ammirazione per Mussolini […] don De Luca passò alla confidenza con Bottai, poi alla speranza in Ròdano e in Togliatti. Si tratta di un percorso unitario, senza che nulla possa far pensare a sue crisi e a suoi pentimenti” (Il cattolico comunista, Milano, Rusconi, 1981, p. 83-84, nota 17).

Come spiegare tale passaggio unitario e indolore dal fascismo al comunismo in un sacerdote cattolico?… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [2] e Romana Guarnieri: la complessa figura di don De Luca

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Nel primo articolo mi sono soffermato sulla personalità di Romana Guarnieri perché ha espresso le proprie idee religiose in maniera più esplicita di don Giuseppe De Luca, essendo una laica ed avendo avuto più libertà del sacerdote lucano in questo campo. Inoltre non bisogna trascurare le sue origini olandesi-protestantiche, teosofiche ed antroposofiche, che le hanno dato una forma mentis fortemente “laica” per non dire laicistica.

In questo secondo articolo cercherò di studiare la vita e le idee del sacerdote lucano, direttore spirituale e soprattutto maitre à penser della Guarnieri, per vedere se e in qual maniera esse si allontanino dalla dottrina cattolica, senza dimenticare che il loro rapporto finì “per rovesciare addirittura il ruolo di direttore e diretta, lasciando a Romana, in più di un’occasione, il compito di guidare il prete De Luca” (V. Roghi, a cura di, Giuseppe De Luca – Romana Guarnieri. “Tra le stelle e il profondo”. Carteggio 1938-1945, Brescia, Morcelliana, 2010, p. 8).

Il mio lavoro non è facile perché don De Luca, che aveva un carattere alquanto eccentrico e poteva sembrare un naif, ma in realtà non lo era – date le importanti amicizie che era riuscito a stringere e i rapporti abituali che aveva saputo coltivare con altissime personalità (difficilmente contattabili dalle persone comuni)… … …

… … …«Il De Luca cercò i suoi maestri fuori del Seminario [sfruttando, però, abilmente le conoscenze che aveva fatto in esso, ndr], e li scelse per una base solida di studi alla sua vocazione. […]. Egli non dava un giudizio positivo degli studi religiosi che si facevano in Italia nel primo decennio del secolo [sotto San Pio X, ndr]. Considerò “rigidissime, spesso repressive e più di una volta liquidatrici” le misure adottate dalla S. Sede contro il Modernismo… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [1] e Romana Guarnieri

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Studiando la storia culturale/religiosa italiana del Novecento ci si imbatte in una coppia originale: don Giuseppe De Luca (1898-1962) e Romana Guarnieri (1913-2004). Essi furono un punto di riferimento per coloro che volevano studiare la letteratura italiana anche religiosa soprattutto da un punto di vista scientifico, letterario, filologico. Nel loro circolo culturale si incontrano molte amicizie che contano: Giovanni XXXIII, Mons. Montini (il futuro Paolo VI), Alcide De Gasperi, Benedetto Croce, Raffaele Mattioli…

Occorre precisare che, se il pensiero della Guarnieri appare più esplicitamente formulato nei suoi scritti, quello di don De Luca è più ovattato, più difficile da decifrare sia per le amicizie che ebbe a “destra” (card. Alfredo Ottaviani, card. Domenico Tardini, Giovanni Gentile, p. Alberto Vaccari, Giuseppe Bottai, Domenico Giuliotti, d. Pio Paschini, d. Giuseppe Ricciotti, p. Mario Barbera, p. Filograssi, p. Joseph de Guibert), sia per quelle che ebbe a sinistra (Manzù, Franco Rodano, Palmiro Togliatti, Ernesto Buonaiuti, Henri Bremond, Louis Duchesne, Emilio Colombo, Alcide De Gasperi, Giuseppe Sturzo, Carlo Bo, Giuseppe Ungaretti… oltre quelli sopra citati).

Tuttavia qualcosa si riesce a capire del suo modus cogitandi sia a partire dai Carteggi pubblicati (con Montini, con Croce, con De Gasperi, con Papini e Prezzolini, ma purtroppo non con Raffaele Mattioli, che nell’estate del 1947 lo salvò dal fallimento1), sia dal suo modo di vivere.

In questo primo articolo inizio con la “laica” Romana Guarnieri, più facile da decifrare, e nel prossimo mi soffermerò su don De Luca, più ermetico, prudente… … … Continua a leggere

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La Società delle Nazioni, l’Onu e il Mondialismo

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Introduzione: Sdn e Onu

La Società delle Nazioni (Sdn)1 fu fondata a Ginevra nel 19172 sotto il patrocinio del Presidente statunitense Thomas Woodrow Wilson3 (1856-1924); essa poi fu rimpiazzata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) nata a S. Francisco nel nord America sotto il Presidente statunitense Harry Spencer Truman (1884-1972) il 24 ottobre del 19454.

Queste due associazioni sono in realtà dei Super-Stati massonici, che dirigono e decidono le sorti del mondo intero per un fine mondialista………………. Continua a leggere

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Monsignor Joseph Tiso: un Esempio di Vero Governante Cristiano

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Dario Canali ha scritto recentemente un interessante libro su monsignor Josef Tiso intitolato Con i canti sulle labbra (Tricase di Lecce, Youcanprint Self-Publishing, 20171).
Purtroppo la Prefazione è viziata da alcuni luoghi comuni e pregiudizi anticristiani che non le consentono di penetrare lo spirito profondamente cattolico della figura di monsignor Tiso; tuttavia il libro è molto buono e vale la pena di studiarlo.
Monsignor Tiso è una delle grandi figure di spicco (anche se poco conosciuta) del cattolicesimo politico………
L’Autore si chiede all’inizio del suo lavoro: “Può un Presidente essere un prete e soprattutto sacrificare la vita per il suo popolo?” (Con i canti sulle labbra, Tricase di Lecce, Youcanprint Self-Publishing, 2017, p. 8). La risposta naturalmente è positiva.
Ma come mai monsignor Tiso, un sacerdote, si è trovato a diventare il Presidente della Repubblica slovacca?………………………. Continua a leggere

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Mons. Richard Williamson: Conferenza sull’Enciclica “Libertas” di Leone XIII: la vera nozione di libertà e la condanna della falsa libertà liberale ~ Roma, 16 giugno 2017 ~ [2 Video e allegati anche i 2 Schemi]

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PARTE PRIMA PARTE SECONDA MONS. RICHARD WILLIAMSON: CONFERENZA SULL’ENCICLICA “LIBERTAS” DI LEONE XIII. La vera nozione di libertà e la condanna della falsa libertà liberale (Roma il 16 giugno 2017) A Roma, il venerdì 16 giugno 2017, in Via Napoli 58 … Continua a leggere

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Il Peronismo: i Diritti dello Stato al Posto dei Diritti di Dio

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Peronismo scomunicato?

Andrea Giacobazzi ha scritto un interessante saggio intitolato Peronismo scomunicato? Pio XII e la condanna del 1955 contenuto nel libro a cura di A. Giacobazzi – P. Seveso, Oportet Illum Regnare (Reggio Emilia, Edizioni Radio Spada, 20161).

Nel presente articolo mi soffermo sul Giustizialismo peronista, che in Italia è meno conosciuto del Fascismo e cerco di mettere in luce ciò che vi è stato di inconciliabile tra il Peronismo e il Cattolicesimo, pur non negando alcuni aspetti positivi del Peronismo: la “terza via” tra super-capitalismo statunitense e socialismo, il corporativismo, la politica sociale a favore delle classi più povere, il sano patriottismo.

L’Autore dimostra, con ampie citazioni, che l’errore capitale di Juan Domingo Peron (8 ottobre 1885 – 1° luglio 1974) e del suo movimento politico chiamato Giustizialismo o Peronismo è stato quello di voler separare Cesare da Dio, lo Stato dalla Chiesa e i “Diritti dell’Uomo” dai Diritti di Dio…………………. Continua a leggere

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“25 Aprile 1917-25 Aprile 2017, Cento Anni da Fatima”, Giornata di Conferenze a Reggio Emilia il 25/4/2017

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Solgenitsin e il Ruolo dell’Ebraismo nella Rivoluzione Russa [1]

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Il ruolo dell’ebraismo nella Rivoluzione del febbraio 1917.
Aleksandr Solgenitsin (1918-2008) ha pubblicato nel 2002 la storia delle relazioni tra ebrei e Rivoluzione russa in due volumi, chiamata Due secoli insieme. Essa è stata tradotta in francese da Fayard di Parigi nel 2003 e nel 2007 dalle Edizioni Controcorrente di Napoli. Il primo volume tratta dell’Ottocento (Ebrei e Russi prima della Rivoluzione) e il secondo del Novecento (Ebrei e Russi durante il periodo sovietico).
Mi baso sostanzialmente sul secondo volume del Solgenitsin per svolgere il tema che mi sono proposto. Il lavoro dell’Autore è molto ben curato e ricco di riferimenti bibliografici specialmente russi. Per non appesantire il testo rinvio alla citazione del libro di Solgenitsin e chi vorrà potrà verificare le fonti che egli cita abbondantemente.
Nel prossimo articolo studieremo l’alleanza che portò l’ebraismo a fianco del bolscevismo vittorioso……………..
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“25 Aprile 1917-25 Aprile 2017, Cento Anni da Fatima”, Giornata di Conferenze a Reggio Emilia il 25/4/2017

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Se Sia Lecito Parlare dei Castighi di Dio

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Il castigo è una pena o un male che la creatura razionale subisce per una colpa commessa. In breve il castigo è un male (malum poenae), che deriva da un altro male (malum culpae).

Dalla Rivelazione sappiamo che Dio aveva creato l’uomo in uno stato di felicità tale che, se egli non avesse peccato o fatto il male, non avrebbe sofferto nessuna pena (Gen., III, 8 ss.). In séguito al peccato originale, però, il male è entrato nel mondo sotto forma di colpa e di pena.
… … …
Dal punto di vista teologico la pena inflitta da Dio a chi muore ostinato nella colpa grave è l’inferno2, che si divide in “pena del danno”, ossia la mancanza della visione di Dio e in “pena del senso”, che è la pena fisica e positiva del fuoco.
… … …
Ma Francesco I vuol sentir parlare solo di Misericordia e non di Giustizia, salvo agire con rigore estremo nei confronti di coloro che osano ancora affermare, con la sana dottrina, che la Giustizia senza la Misericordia è crudeltà e la Misericordia senza la Giustizia è bonacceria e non Bontà………….. Continua a leggere

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Vitalità e Attualità della Scolastica

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Purtroppo la nostra epoca è caratterizzata da una specie di fobia per la scolastica tomistica, la quale si incentra sull’essere per essenza e per partecipazione e dalla creatura risale al Creatore, il quale trascende sia lo Stato che l’uomo. Quindi la modernità si preclude la possibilità di giungere alla nozione di diritto naturale, il quale, «muovendo dall’antichità veterotestamentaria e greco-romana, è arrivato sino a noi attraverso la tradizione della scolastica, della filosofia perenne, che riduce il diritto naturale a pochi, sommi princìpi, che non possono mai essere violati, ma son suscettibili di diverse applicazioni storiche nei casi particolari, e bisognosi di essere determinati nei contenuti, integrati nelle istituzioni, fatti rispettare anche con congegni più positivi».

Dalla restaurazione della metafisica scolastica e del realismo della conoscenza, dipende anche la restaurazione della morale naturale, la quale ci aiuta ad essere veramente uomini, intelligenti e liberi, e ci impedisce di farci travolgere dalla marea montante della sovversione nichilistica animalesca, la quale rende l’uomo simile al bruto, schiavo e determinato dai suoi istinti più bassi.

L’uomo è capace di conoscere la realtà e dunque la verità, che è la conformità dell’intelletto con la realtà. Egli ha un’anima spirituale fornita di intelletto per conoscere la verità e di volontà per amare il bene, può quindi giungere a dimostrare l’esistenza di Dio, che è l’Essere e la Verità per sé sussistente, e ad amare il Bene sommo per tutta l’eternità poiché la sua anima è incorruttibile in quanto è spirituale. Inoltre l’uomo è un animale socievole e vive in relazione con gli altri. Ebbene le azioni umane e le relazioni dell’uomo con Dio e col prossimo sono regolate dalla morale. Agire significa tendere ad un fine, perché nessuno agisce a vuoto. Ora l’uomo tende al fine non meccanicamente, ma in maniera cosciente e libera, mediante atti umani, che nascono dalla intelligenza e dalla libera volontà; essi sono moralmente buoni se tendono al bene e moralmente cattivi se tendono al male. La regola della moralità o bontà degli atti umani è la loro conformità con la legge naturale, la natura umana e il suo fine. Quindi tale regola non è soggettiva, indipendente da un oggetto o autonoma, ma è oggettiva. L’uomo sente il dovere di fare il bene e fuggire il male ed il fondamento di quest’obbligo morale sta al di fuori e al di sopra dell’uomo. È Dio che, avendoci creati intelligenti e liberi, vuole che agiamo secondo la nostra natura aderendo alla verità e al bene. Solo così potremo raggiungere il nostro fine. Ora tutte le cose finite e caduche non possono essere il fine ultimo dell’uomo, che avendo un’anima spirituale è aperto a tutta la realtà, alla pienezza, all’eternità. Perciò solo Dio può essere il vero fine dell’uomo, cui la morale oggettiva naturale e divina ci aiuta a pervenire…. Continua a leggere

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