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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[10/10]~

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[Decima e Ultima Parte] ~ CONCLUSIONE

Nell’esaminare la possibilità di far dichiarare giuridicamente il Papa eretico e di farlo deporre dal Concilio imperfetto, siamo partiti dalla tesi di alcuni cattedratici a riposo, che di fronte al “caso Bergoglio”, soprattutto a partire dalla Esortazione apostolica Amoris laetitia (19 marzo 2016), hanno raccolto delle firme, lanciato delle petizioni per far deporre papa Francesco e far nominare un altro Papa.

Nel corso dello studio di questo tema abbiamo visto che il problema era già stato affrontato in maniera teologicamente più acuta sin dal 1964 soprattutto da tre autori, che ben conoscevano la teologia: l’Abbé Georges de Nantes, il dottor Arnaldo Xavier Vidigal da Silveira e padre Guérard des Lauriers, ma che il loro tentativo era sfociato in una via senza uscita.

Riassumo brevemente le loro tesi per aiutare il lettore a giungere ad una conclusione ragionevole sulla situazione attuale nell’ambiente ecclesiale e a prendere la strada giusta in vista della soluzione teorica e pratica di questo problema pungente… … … Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[9]~

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[Nona Parte] ~ LE ANALOGIE TRA DA SILVEIRA, DE NANTES E GUÉRARD DES LAURIERS

Nello scorso articolo (n. 8) abbiamo visto en passant che vi sono alcune analogie (somiglianze dissomiglianti, in cui la diversità è maggiore della somiglianza) tra la soluzione del problema della eventuale perdita dell’autorità ecclesiale – dopo la crisi del Concilio Vaticano II e del postconcilio – data dall’Abbé de Nantes, dal dottor da Silveira e da padre Guérard des Lauriers. Ora passiamo a vederle in dettaglio.

Padre Michel-Louis Guérard des Lauriers nei Cahiers de Cassiciacum (Nizza, Association Saint-Herménégilde, 6 voll., 1979-1981) ha capito molto bene la difficoltà presentata dalla deposizione del Papa eretico, come pure l’avevano già scorta nel 1964 l’Abbé Georges de Nantes (articolo n. 5) e nel 1970 il dottor Arnaldo da Silveira (articoli n. 6/7).

Infatti il termine “depositus / deponendus” in senso stretto è tipico del Conciliarismo, che ammette la superiorità dell’Episcopato sul Papa, il quale potrebbe essere “deposto” dal Concilio imperfetto (i soli Vescovi senza il Papa) in caso di una sua eventuale e ipotetica eresia; ma questa teoria è essa stessa una vera e propria eresia poiché nega almeno implicitamente e praticamente il Primato di Giurisdizione del Papa sulla Chiesa universale.

Perciò, per dichiarare che Paolo VI non era Papa, padre Guérard des Lauriers non ha seguìto la via del Papa eretico come avevano fatto sia l’Abbé de Nantes (rivista Contre Reforme Catholique, 1964-1973) che il da Silveira (La Nouvelle Messe de Paul VI: Qu’en Pénser?, Chiré-en-Montreuil, DPF, 1975), ma ha percorso la via analoga (ove è maggiore la diversità che la somiglianza) della constatazione 1°) della volontà oggettiva di Paolo VI di non perseguire il bene comune della Chiesa, a partire dagli atti oggettivi che ha posto in essere; perché un’autorità che non vuole il fine della società che governa non può possedere l’autorità e quindi Paolo VI non è Papa in atto; 2°) degli errori riscontrati nella Dichiarazione Dignitatis humanae personae (7 dicembre 1965) del Concilio Vaticano II promulgata da Paolo VI1, la quale secondo il teologo domenicano francese sopra menzionato avrebbe dovuto essere infallibile (per il solo fatto di essere stata presentata come divinamente Rivelata2) ed invece ha fallito, quindi da essa egli fa derivare il fatto che papa Montini non fosse Papa formalmente o in atto, ma solo materialmente o in potenza.

La tesi di p. Guérard è detta anche “Sedevacantismo parziale o mitigato” (ossia solo formale) per distinguerlo dal “sedevacantismo totale o radicale”, secondo il quale Paolo VI (e con lui i Sommi Pontefici conciliari e postconciliari) non è Papa né formalmente né materialmente e quindi si può passare all’elezione di un altro vero Papa (“Conclavismo”), anche a prescindere dal Collegio cardinalizio, che sarebbe vacante anch’esso come il Papato, partecipandone gli errori; mentre p. Guérard des Lauriers riteneva di dover attendere che il Papa solo in potenza si convertisse e diventasse Papa in atto, ma …

UNA VIA SENZA USCITA ~ Paolo VI è morto senza convertirsi e passare all’atto e questo è il vulnus della sua Tesi teologica, che non si può basare più su un Papa materiale o in potenza, ma su ciò che resta di Paolo VI, il quale è divenuto nell’agosto del 1979 un cadavere, che non è più in potenza ad essere eletto Papa e quindi la catena ininterrotta della successione apostolica e petrina si sarebbe spezzata il 6 agosto del 1978 con la morte di Paolo VI e perdurerebbe ancora oggi con papa Bergoglio, il che è contrario alla fede cattolica… … … Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[8]~

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[Ottava Parte] ~ Padre Michel-Louis Guérard des Lauriers

Cyrille Dounot nel suo libro già citato nei precedenti articoli abborda, purtroppo solo en passant, la Tesi teologica elaborata da padre Guérard des Lauriers, il quale invece è stato uno dei teorici più acuti della questione della perdita dell’Autorità papale.

Egli però non è voluto passare attraverso l’ipotesi del Papa eretico, ma ha seguìto una strada tutta sua, soprattutto metafisicamente fondata, originale, geniale e affascinante, che tuttavia sfocia nella vacanza non solo della Prima Sede Apostolica tra un Papa e l’altro, ma addirittura nella vacanza della Chiesa gerarchica a partire da Paolo VI sino ad oggi e non si intravede quando questa “vacanza” potrà terminare.

In breve il vulnus della Tesi di padre Guérard è venuto alla luce dopo la morte di Paolo VI, che ha perseverato nell’adesione alla dottrina neomodernistica della Nouvelle Théologie e, secondo la “Tesi di Cassiciacum”, non è diventato Papa formalmente, ma è rimasto Papa solo materialmente o in potenza. Quindi con il 6 agosto del 1978 (morte di Paolo VI) ci si ritrova – ancor oggi a partire dal 1965 – con un Papato abitualmente, stabilmente e costantemente materiale, potenziale o virtuale.

Padre Michel-Louis Guérard des Lauriers (25 ottobre 1898 – 27 febbraio 1988) è stato un eminente teologo domenicano, che di fronte alla tragedia del Concilio Vaticano II (1962-1965) e del Novus Ordo Missae (1969) ha elaborato una “Tesi” detta di “Cassicìacum” (dal paese lombardo, oggi Cassiago, ove S. Agostino si ritirò per riflettere sulla sua vita e scrivere le sue Confessioni), secondo la quale almeno a partire dalla promulgazione di Dignitatis humanae (7 dicembre 1965) la Sede di Pietro sarebbe formalmente vacante. Ossia Paolo VI sarebbe stato Papa soltanto materialmente o in potenza, ma non formalmente o in atto.

Padre Guérard des Lauriers, abbandona pionieristicamente e genialmente la via del Papa eretico – seguìta da quasi tutti coloro che hanno affrontato il problema dell’autorità ecclesiale dopo le innovazione del Concilio Vaticano II – la quale sfocia nel nulla di fatto, restando al livello di ipotesi speculativa – anche con le suddette suddivisioni dell’Abbé de Nantes e del dottor da Silveira – per percorrere un altro cammino, fondato soprattutto su una tematica 1°) metafisica: Papato materiale/formale4; su una tematica 2°) morale: l’autorità che non persegue il bene comune dei suoi sudditi cessa di essere tale e su una tematica 3°) ecclesiologica, che estende al massimo e sin troppo (ben oltre la definizione del Concilio Vaticano I) la prerogativa dell’infallibilità pontificia, la quale sarebbe garantita, secondo il teologo domenicano, dal solo fatto di presentare una dottrina come “divinamente rivelata” o “fondata espressamente sulla autorità della Santa Scrittura”5 (C. Dounot, La déposition du Pape hérétique, cit., p. 163).

La sua Tesi sostiene che… … …1)…2)…3)… … …
… … …Il teologo domenicano nella stesura della sua Tesi dimostra la proposizione detta “minore” di ogni suo sillogismo, che formalmente è corretto, ma materialmente non è conforme alla realtà almeno terminativamente: La Prima Sede abitualmente e costantemente vacante.

La distinzione tra materia/forma, potenza/atto non è una sua invenzione; essa corrisponde alla realtà, è stata elaborata da Aristotele, perfezionata da S. Tommaso d’Aquino con l’essere quale atto ultimo di ogni forma o essenza, canonizzata dal Magistero sin dal XIII secolo e specialmente al Concilio di Trento il quale l’ha applicata riguardo ai Sacramenti (materia, forma e ministro).

Tuttavia, se essa viene applicata al Papato, può funzionare solamente sino alla vigilia della morte di un solo Papa materiale, che potrebbe così diventare Papa formale, ma non oltre poiché dopo la morte egli resterebbe non-Papa in atto e non avrebbe più la capacità di diventarlo. Questo è il “tallone d’Achille” della “Tesi di Cassiciacum”, la quale… … …. Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[7]~

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ANCORA ARNALDO DA SILVEIRA: LA “NUOVA MESSA” E LE 5 OPINIONI TEOLOGICHE SUL “PAPA ERETICO” ~ UNA “TEORIA NUOVA” DI APPENA … 50 ANNI

Prima Parte:
LA NUOVA MESSA DI PAOLO VI È IN ROTTURA CON LA MESSA ROMANA DI TRADIZIONE APOSTOLICA

Nel 1964 padre Bouyer scriveva: «Il Canone romano risale, tale e quale è oggi, a San Gregorio Magno († 604). Non vi è, in Oriente come in Occidente, nessuna preghiera eucaristica che, rimasta in uso fino ai nostri giorni, possa vantare una tale antichità! Agli occhi non solo degli Ortodossi, ma degli Anglicani e persino dei Protestanti che hanno ancora in qualche misura il senso della Tradizione, gettarlo a mare [come è stato fatto con la “Nuova Messa di Paolo VI”, ndr] equivarrebbe, da parte degli uomini della Chiesa Romana, a rinnegare ogni pretesa di rappresentare mai più la vera Chiesa Cattolica» (Louis Bouyer, Mensch und Ritus, 1964).

È quello che ora, purtroppo, sta facendo apertamente papa Bergoglio (in questo soltanto, “viva la faccia della sincerità” …) e che hanno iniziato a fare nascostamente Giovanni XXIII, Paolo VI (di cui ci occupiamo nel presente articolo per rapporto alla Nuova Messa montiniana), Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

L’ex Vescovo di Ratisbona Monsignor Klaus Gamber, nel 1979, scriveva: «La Liturgia Romana è rimasta pressoché immutata attraverso i secoli nella sua sobria e piuttosto austera forma risalente ai primi Cristiani. Essa s’identifica con… … … Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[6]~

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[Sesta Parte] ~ Una “Teoria Nuova” di appena … 49 anni. Arnaldo Xavier Vidigal da Silveiera

Introduzione ~
Dopo aver studiato, nella quinta parte del presente articolo, la figura e il pensiero ecclesiologico dell’Abbé Georges de Nantes, passo ad affrontare la tesi esposta dal dottor Arnaldo Xavier Vidigal da Silveira nel suo libro La Nouvelle Messe de Paul VI: Qu’en penser? (Chiré-en-Montreuil, DPF, 1975).

Questo libro era già apparso in portoghese – in forma ciclostilata in proprio e in pochi esemplari – diviso in tre opuscoli, tra il giugno del 1970 e il gennaio 1971, col titolo: Consideraçoes sobre o Ordo Missae de Paulo VI1.

Infine, nel 2016, l’editore Solfanelli di Chieti ha pubblicato per la prima volta in lingua italiana la seconda parte del libro, tradotta da Calogero Cammarata, riguardante la questione del Papa eretico sotto il titolo Ipotesi teologica di un Papa eretico2.

La “Nuova Messa” di Paolo VI.
La parte più bella e meglio concepita del libro è senz’altro la prima, in cui l’Autore dimostra in maniera apodittica l’eterodossia ereticale filo-luterana della “Nuova Messa di Paolo VI”, che è anche in rottura oggettiva o scismatica con la Tradizione apostolica liturgica. Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[5]~

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[Quinta Parte] ~ UNA TEORIA “NUOVA” DI … 55 ANNI
LA “NOVITÀ” SCOPERTA DAI TEOCON ITALIANI
(2016-2019)

Da un po’ di tempo, in ambiente teocon italiano, alcuni chiarissimi cattedratici (purtroppo oramai a riposo) delle prestigiose Università di Camerino, Urbino, Teramo e Perugia stanno cercando, ma senza risultati, di spingere qualche Vescovo o Cardinale conservatore (per es. Schneider, Burke, Sarah, Müller…) a dichiarare papa Bergoglio eretico, a deporlo e ad eleggere un altro Papa al suo posto, così che ci ritroveremmo con tre “Papi”: Benedetto XVI Papa “emerito”, Francesco Papa deposto e il “terzo incognito”, come “Papa” eletto dai Cardinali conservatori, dei quali però non si trova nessuno disposto a fare tale gesto.

Ho già affrontato tale questione nelle 4 puntate precedenti di questo articolo su “La deposizione del “Papa eretico” da parte del “Concilio imperfetto” già pubblicate su questo sito; tuttavia poco tempo fa mi sono imbattuto in un libro molto interessante e pubblicato recentissimamente (Cyrille Dounot diretto da, La déposition du Pape hérétique, Parigi, Mare & Martin, 2019), che affronta questo tema da un punto di vista della storia del diritto canonico, con molta precisione storico/giuridica (non teologico/dogmatica), essendo stato scritto da vari ca

ttedratici – soprattutto della Sorbona, ma anche delle Università di Parigi/Sud, di Clermont e di Torino – altamente specializzati in diritto canonico e in storia del diritto ecclesiastico, ma non in teologia dogmatica.
1964: L’ABBÉ GEORGES DE NANTES… … … Continua a leggere

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ALCUNE ELEMENTARI CONSIDERAZIONI SULL’EUTANASIA

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La persona umana è un “soggetto che sussiste in una natura razionale” (S. Tommaso d’Aquino, S. Th., I, q. 29, aa. 1-2). Essa è quindi diversa dal sasso, che è un soggetto sussistente in una natura minerale, senza alcuna vita; da un albero, che sussiste in una natura vegetale, provvista di vita vegetativa: mangiare, crescere e riprodursi per impollinazione o seminazione asessuale; da un cane, che sussiste in una natura animale/bruto, il quale oltre mangiare, crescere e riprodursi (in maniera sessuale), ha anche una conoscenza sensibile esterna (vista, tatto, gusto, olfatto, udito) e interna (memoria); inoltre è provvisto di appetito o desiderio sensibile (ama la bistecca, odia il gatto). L’uomo è come tutti questi enti un soggetto o una sostanza completa, ma ciò che lo differenzia da… … … Continua a leggere

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IL DONATISMO REDIVIVO E LE “RIORDINAZIONI” ~[3]~

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[Terza Parte] ~ Conclusione Pratica

Quale conclusione pratica possiamo tirare, da tutto ciò che abbiamo visto, per i giorni nostri?

1°) Durante i periodi di decadenza morale e dottrinale, tra gli uomini di Chiesa e di conseguente anarchia diffusa anche tra i fedeli, nasce facilmente la tentazione delle Riordinazioni;

2°) nel basso Medioevo anche alcuni autori seri arrivarono a sostenere che… … … Continua a leggere

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IL DONATISMO REDIVIVO E LE “RIORDINAZIONI” ~[2]~

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[Seconda Parte] ~ I Fatti Storici: 1° – III/IV Secolo

Nel III/IV secolo il Vescovo S. Cipriano di Cartagine sostenne per un po’ di tempo che solo la Chiesa di Cristo può santificare le anime e quindi i Ministri che hanno abbandonato la Chiesa o ne sono stati espulsi con la scomunica non possono santificare, mentre papa Stefano asseriva che il Sacramento ha valore di per sé e quindi se il Ministro, anche eretico, pone la materia, la forma ed ha l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa anche se non ci crede o se reputa che la Chiesa si sbagli, confeziona ed amministra il Sacramento validamente (DThC, col. 2387). S. Agostino, la Scolastica, S. Tommaso d’Aquino hanno ripreso e approfondito la dottrina sostenuta da papa Stefano e poi il Concilio di Trento l’ha definita dogmaticamente e l’ha resa obbligatoria e quindi l’ha insegnata infallibilmente. Ma prima di arrivare alla definizione dogmatica, obbligante e infallibile, nella Chiesa, le due dottrine (quella detta “africana” di S. Cipriano da Cartagine e quella detta “romana” di papa S. Stefano) si sono affrontate teologicamente anche con veemenza. Inoltre, come vedremo appresso… … … Continua a leggere

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IL DONATISMO REDIVIVO E LE “RIORDINAZIONI” ~[1]~

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[Prima Parte] ~ IL PROBLEMA E LA SUA ATTUALITÀ «“Riordinazione” è un termine moderno, con cui si indica l’uso invalso in alcuni periodi, e soltanto in alcuni ambienti, di ripetere l’Ordinazione ritenuta invalida perché compiuta da Ministri eretici, scismatici, deposti … Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[4]~

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[Quarta Parte] ~ B – Il XVI Secolo

Cajetanus: Episcopato Senza Papa = Pecore Senza Pastore.

Secondo Tommaso de Vio detto il Cajetanus (1468-1533) il Concilio senza il Papa rappresenterebbe solo le pecore senza il pastore. Ora Pietro è stato istituito da Cristo unico Pastore a cui è affidato l’unico ovile che è la Chiesa (Cajetanus, Tractatus de Comparatione Auctoritatis Papae et Concilii, Roma, 12-X-1511, ediz. Pollet, Roma, Collegio Angelicum, 1936, cap. VII, p. 49, n. 85).

La Chiesa o l’Episcopato, quindi, non è al di sopra o alla pari del Papa, ma è sotto il Papa come l’ovile e il gregge sono sotto il pastore. Se il Concilio, i Vescovi, i Chierici e i fedeli – invece – pretendessero di essere non gregge ma Pastore, se non de jure almeno de facto, non sarebbero il Pastore scelto da Cristo, che è Pietro; ma un pastore “abusivo” o un lupo travestito da pastore (Cajetanus, Tractatus de Comparatione, cit., cap. VII, p. 49, n. 86).

Il Papa Con Cristo Formano L’Unico Capo Della Chiesa.

Il Papa forma con Cristo l’Unico Capo della Chiesa. Qui occorre ben distinguere e non cadere nell’equivoco di ritenere che vi sia un governo simultaneo di due Capi (Cristo/Papa1) nella Chiesa… … … Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[3]~

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[Terza Parte] ~ Rapporti tra Papa e Chiesa: la Deposizione del Papa Eretico dal Punto di Vista Dogmatico

L’Infallibilità della Chiesa e del Papa dal Duecento al Cinquecento

Il Papa con Cristo Formano l’Unico Capo della Chiesa, che Non Ha Due Capi: il Papa e Cristo Separatamente

A – dal XIII al XV Secolo

S. Tommaso (†1274) E Torquemada (†1468):

Il Soggetto Unico Della Giurisdizione E Del Magistero È Il Papa, Non L’Episcopato

Il Cardinale Juan de Torquemada (1388-1468) nella Summa de Ecclesia (II, 112, f. 258r, Colonia, 1480), seguendo l’Aquinate (Quodl., l. IX, q. 7, a. 16; S. Th., II-II, q. 1, a. 10 sed contra; ivi, q. 11, a. 2, ad 3um), ammette un solo soggetto del Potere sommo di Giurisdizione universale nella Chiesa e dell’Infallibilità e non due soggetti distinti: il Papa e la Chiesa universale sine Papa o il solo Episcopato in Orbem dispersus, oppure l’Episcopato riunito nel Concilio imperfetto. Infatti, la Chiesa senza il Papa (l’Episcopato nelle Diocesi o riunito nel Concilio imperfetto) che è il suo Capo, ossia considerata come “congregatio distincta aut separata a Papa”1,non gode dell’Infallibilità, né della Giurisdizione suprema e universale.

In questo modo il Nostro Autore (Torquemada, S. de Eccl., II, 112, f. 258v) fa derivare l’Infallibilità del Papa dalla promessa di Cristo dell’assistenza di Dio, basata sulla efficacia divina della sua preghiera. In virtù di questa preghiera e di questa assistenza… … … Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[2]~

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[Seconda Parte] ~ IL “DECRETO DI GRAZIANO” E LA DEPOSIZIONE DEL PAPA ERETICO DAL PUNTO DI VISTA DOGMATICO

Il Decreto di Giovanni Graziano (1141) ~ Nella scorsa puntata abbiamo visto che il canone 6 “Si Papa” (I parte, distinzione 40) del Decreto di Graziano è ritenuto comunemente spurio o non autentico, ossia falso dai teologi, dai canonisti e dagli storici della Chiesa; cito nel presente articolo i più qualificati dal punto di vista dogmatico, dopo aver riportato nello scorso articolo gli storici, i giuristi e i canonisti più qualificati che hanno studiato tale questione:

Antonio Piolanti († 2001) ~ Monsignor Piolanti (1911-2001), una delle massime autorità della Teologia Dogmatica italiana, scrive: “Il Conciliarismo è un errore ecclesiologico, secondo cui il Concilio ecumenico è superiore al Papa. L’origine remota del Conciliarismo si trova nel principio giuridico, secondo cui il Papa può essere giudicato dalla Chiesa in caso di eresia (Decreto di Graziano, pars I, dist. XL, canone 6). […]. Quando lo Scisma d’Occidente (1378 – 1417) funestò la Chiesa, molti, anche bene intenzionati, trovarono in queste teorie la via d’uscita da tanti mali. […]. Il Papa può dirsi Capo della Chiesa […], ma siccome può errare, e perfino cadere in eresia, dovrà in tal caso essere corretto e anche deposto” (A. Piolanti, Dizionario di Teologia Dommatica, Roma, Studium, IV ed., 1957, pp. 82-84, voce “Conciliarismo”; VI ed. Proceno di Viterbo, Effedieffe, 2018).

Rodolfo Dell’Osta (1948)… … … Pietro Parente († 1986)… … … Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[1]~

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[Prima Parte] ~ IL “DECRETO DI GRAZIANO” E LA DEPOSIZIONE DEL PAPA ERETICO DAL PUNTO DI VISTA GIURIDICO

IL LIBRO «LA DÉPOSITION DU PAPE HÉRÉTIQUE», PARIGI, MARE & MARTIN, 2019

È appena uscito un libro molto interessante ed attuale intitolato La déposition du Pape hérétique, diretto da Cyrille Dounot – Nicolas Warembourg – Boris Bernabé, (Parigi, Mare & Martin, 20191).

Esso è stato scritto da vari specialisti, per lo più professori universitari di “Storia del Diritto” alla Sorbona, quindi, è senz’altro un lavoro altamente specializzato, serio, ben documentato; inoltre – tra vari argomenti collegati al problema del “Papa deponendo” – esso tocca

1°) oltre la questione generale, assai dibattuta a partire dal 2016, della deposizione del “Papa eretico”;
2°) il problema del Decreto di Graziano (parte I, distinzione 40, canone 62) sull’impossibilità di deporre il Papa (“Prima Sedes a nemine judicetur”), tranne il caso che sia eretico (“Nisi deprehendatur a Fide devius”);
3°) infine affronta pure la questione del Sedevacantismo in tutte le sue sfaccettature (don George de Nantes, padre Noel Barbara, padre Saenz Arriaga, mons. Michel Guérard des Lauriers…).

Porgerò al lettore alcune sue tesi, facendo volta per volta qualche osservazione critica; infatti il libro è molto serio dal punto di vista della storia del Diritto canonico, ma non sempre è ben fondato secondo i princìpi della Teologia dogmatico/ecclesiologica tradizionale, la quale esula dalla materia propria dei cattedratici altamente qualificati che lo hanno composto e, quindi, non è condivisibile in toto, ma va integrato e completato dal punto di vista dogmatico sui vari argomenti giuridici/canonici affrontati con grande erudizione negli 11 Capitoli che lo compongono… … … Continua a leggere

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ERRATA CORRIGE: “Fratelli Maggiori nella Fede di Abramo”?

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Recentemente ho scritto che Giovanni Paolo II ha definito gli Ebrei “Fratelli maggiori dei Cristiani nella Fede di Abramo” nel Discorso che tenne domenica 13 aprile 1986 nella Sinagoga di Roma.

Ho citato a memoria, ma facendo una ricerca più accurata mi debbo correggere.

13 Aprile 1986: “Tempio Israelitico Maggiore” Di Roma

Domenica 13 aprile 1986 Giovanni Paolo II disse, nella Sinagoga di Roma, rivolgendosi agli Ebrei lì presenti: “Siete i nostri fratelli prediletti e, in un certo modo, si potrebbe dire i nostri fratelli maggiori”. Quindi non disse che gli Ebrei sono fratelli maggiori dei Cristiani “nella Fede di Abramo”, il che avrebbe aggravato quanto detto (“fratelli prediletti e maggiori”).

31 Dicembre 1986: “Chiesa Del Gesù” Di Roma

Tuttavia il mercoledì 31 dicembre 1986, nell’Omelia tenuta nella chiesa del Gesù a Roma in occasione del “Te Deum” di ringraziamento per l’anno trascorso, Giovanni Paolo II – nel ringraziare Dio per gli avvenimenti che la Chiesa di Roma aveva vissuto nell’anno 1986 – disse: «Ringrazio la Divina Provvidenza perché mi è stato dato visitare i nostri “fratelli maggiori” nella Fede di Abramo nella loro Sinagoga romana!». Quindi in realtà papa Woytjla ha detto che gli Ebrei sono fratelli maggiori dei Cristiani nella Fede di Abramo, ma in due circostanze diverse.

Inoltre… … … Continua a leggere

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SPECCHIETTO RIASSUNTIVO: IL “GIUDAISMO POSTBIBLICO” È “MALEDETTO”? [2-parte seconda]

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Maledizione Formale e Non Solo Oggettiva del Giudaismo Rabbinico

Quanto agli Ebrei increduli nella divinità di Cristo e colpevoli di deicidio si può parlare di maledizione sia 1°) nel senso di una “maledizione oggettiva”, ossia di una situazione che è costatata come realmente ed effettivamente disordinata o peccaminosa e, quindi, condannata da Dio, della quale Egli dice-male o “male-dice”; inoltre 2°) bisogna anche dire che si tratta di una vera e propria condanna ad una pena o di una maledizione formale; per esempio Gesù, dopo aver constatata la sterilità di un fico (Mt., XXI, 19) non solo non lo apprezzò, ma lo maledisse formalmente, condannandolo ad essere sradicato e bruciato. Per i Padri ecclesiastici, il fico infruttuoso è il simbolo d’Israele infedele a Cristo.

La Maledizione Del Giudaismo Postbiblico

Siccome il Giudaismo talmudico e i suoi accoliti hanno rigettato il Signore Gesù, Iddio ha abbandonato il Giudaismo e i Giudei increduli: “Deus non deserit nisi prius deseratur / Dio abbandona solo dopo essere stato abbandonato” (S. Agostino). In questo senso si può dire che il Giudaismo è “maledetto formalmente”, ossia condannato e non solo “disapprovato oggettivamente” in quanto viene costatata la sua separazione da Dio; perciò è degno di essere abbandonato dal Signore, sanzionato o punito esplicitamente… … … Continua a leggere

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SPECCHIETTO RIASSUNTIVO: IL “GIUDAISMO POSTBIBLICO” È “MALEDETTO”? [1-parte prima]

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Il Concilio Vaticano II: “Gli Ebrei Non Sono Maledetti Da Dio”

La Dichiarazione Nostra aetate n. 4-h scrive: «Gli Ebrei non devono essere presentati come rigettati da Dio, né come maledetti, quasi che ciò scaturisse dalla Scrittura».

Cos’È La Maledizione?

San Tommaso d’Aquino (S. Th., II-II, q. 76, a. 1) insegna che maledire significa “malum dicere, ossia dire del male”.
Ora ciò può avvenire: a) sotto forma di semplice enunciazione del male, cioè quando si riferisce il male che ha fatto il prossimo. Questo è il peccato di “detrazione”, che si divide in “mormorazione” e “calunnia” e non riguarda la nostra questione: “Se il Giudaismo sia maledetto da Dio”;
oppure la maledizione può accadere: b) sotto forma di causa efficiente o determinante, ossia in quanto la maledizione produce il male che pronunzia.
Per esempio,
1°) in senso lato: “Deus dixit et omnia facta sunt / Egli disse e tutto fu fatto” (Sal., XXXII, 9); mentre
2°) in senso stretto, Gesù maledisse il fico ed esso sùbito seccò (Mt., XXI, 19);
3°) San Paolo rispose al Sommo Sacerdote Anania2, che nel 60 durante il suo interrogatorio aveva comandato ad un servo di colpirlo sulla bocca: “Dio colpirà te, sepolcro imbiancato” (Atti, XXIII, 2-3). Qualche tempo dopo – durante la guerra giudaico/romana (anno 66/70) – Anania, che era un Sadduceo, si era nascosto nei sotterranei della reggia per paura degli Zeloti, che erano i super/Farisei, ma fu ritrovato e venne ucciso dai Sicari (il braccio armato degli Zeloti), avverando così la profezia/maledizione di Paolo. Inoltre… … … Continua a leggere

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SPECCHIETTO RIASSUNTIVO: LE TRE FORME DI GOVERNO [2/2]

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San Tommaso insegna che le possibili forme di governo sono tre: monarchia, aristocrazia, timocrazia (quest’ultima oggi la si può chiamare “democrazia classica”, essenzialmente diversa dalla “democrazia moderna” di Rousseau).

L’Aquinate considera la monarchia (il governo di uno solo / “mònos”) come la migliore forma di governo che, però, può degenerare in tirannia, la quale sarebbe la peggior forma di governare. La seconda forma di governo considerata dall’Aquinate, è l’aristocrazia (governo dei migliori / “àristos”) che può degenerare in oligarchia, ossia tirannia di pochi ricchi (olìgoi). La terza forma è la timocrazia o il governo dei magistrati, dei militari e dei cittadini probi che reggono la città, in cui le cariche sono assegnate in base all’onore e al valore / “tymé”: magistrati, probiviri e militi, cioè la sanior pars populi, che non è la massa bruta), la quale può degenerare in democrazia moderna (tirannia del popolo o massa informe, non i probiviri). Oggi, in luogo di timocrazia, è prevalso, anche tra i neoscolastici che non sono assolutamente “democratici” nel senso moderno del termine… … …

… … …Secondo la tradizione scolastica – data la malizia dell’uomo ferito dal peccato originale, che facilmente è portato a degenerare verso il male – la migliore forma di governo è quella mista di monarchia, aristocrazia e un pizzico di timocrazia nelle piccole comunità… … …

… … …Qualunque sia la forma del potere, è essenziale che chiunque lo eserciti legittimamente abbia la consapevolezza di non essere l’origine della sovranità: “Nulla potestas nisi a Deo” (Rom., XIII, 1), e dunque, di non aver alcun diritto all’esercizio potere in senso assoluto. Chi governa – sia esso il re, il presidente di una repubblica, i membri di un governo – deve considerarsi vassallo di Dio, ossia subordinarsi all’Unico Signore origine dell’autorità e della sovranità che – attraverso lo strumento del “popolo/canale” – soltanto trasmette il potere, senza esserne la causa, a chi è legittimamente destinato a guidare lo Stato, che è l’istituzione deputata a governare la vita del consorzio umano associato… … … Continua a leggere

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SPECCHIETTO RIASSUNTIVO: LE TRE FORME DI GOVERNO [1/2]

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Prima Parte: Introduzione.

Se si studia la filosofia politica moderna machiavellica, da cui è nata la dottrina democratica di Rousseau fatta propria dalla Rivoluzione francese, si scorge che la sostanza di tutte le forme attuali di potere è simile per non dire identica, anche se essa supporta delle diversità puramente accidentali (come la medesima sostanza del vino può fare da soggetto alle qualità più disparate di esso: “rosso, rosato, cerasuolo, bianco, spumante, prosecco”…).

Una Sola Sostanza Politicamente Democratica Che Supporta Due Poteri Accidentalmente Diversi: Liberismo & Comunismo

Infatti l’attuale sostanza delle forme di potere politico è costituita dalla democrazia moderna, che rappresenta la illogicità, l’irragionevolezza, il seguire la “capo/pecora pazza” come fa abitualmente ogni gregge di “pecoroni”… La democrazia produce, così, il caos, l’ingovernabilità, l’anarchia e la follia sociale.

Per quanto riguarda gli accidenti della democrazia moderna, essi sono essenzialmente due:… … … Continua a leggere

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CONFERENZA [audio] di Don Curzio Nitoglia 1 agosto 2019, presso Hotel Serena (Cortina d’Ampezzo): “SIRIA: I CRISTIANI ABBANDONATI”

“SIRIA: I CRISTIANI ABBANDONATI” CONFERENZA DI DON CURZIO NITOGLIA 1 AGOSTO 2019, presso Hotel Serena (Cortina d’Ampezzo): I cristiani, presenti in Siria sin dai tempi di San Paolo, abbandonati dall’Occidente detto cristiano

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