Archivi tag: don Curzio Nitoglia

FRANCISCO FRANCO [4/4]

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(Parte Quarta: FINE) dal 1945 al 1975 La vittoria degli “Alleati” fu amara per Franco, nonostante le sue aperture verso la GB e gli Usa a partire dal 1941 e la progressiva presa di distanza dall’Asse, che nell’aprile/maggio del 1945 … Continua a leggere

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Rosanna Raffaelli Ghedina: “S. Maria Maddalena, la vita e il culto”

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S. MARIA MADDALENA La vita e il culto Rosanna Raffaelli Ghedina ha scritto tre volumi per farci conoscere, amare e imitare S. Maria Maddalena. Il primo è intitolato Maria di Magdala. Peccatrice, discepola, apostola, mistica (Tavagnacco di Udine, Segno, 2006, … Continua a leggere

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FRANCISCO FRANCO [3/4]

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(Parte Terza) Dai Rapporti con Italia e Germania nel 1937 al Contrattacco rosso nel 1938 e alla Fine della Guerra nel 1939 Il 1937 Nel 1936 Italia e Germania avevano aiutato Franco a trasportare le sue truppe dal Marocco in … Continua a leggere

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FRANCISCO FRANCO [2/4]

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(Parte Seconda) Dalle elezioni del 1933 all’inizio della Guerra civile Le elezioni del 1933 Le elezioni del novembre del 1933 segnarono una svolta nella vita della Spagna. I partiti di destra, guidati da Gil Robles e da Lerroux, riuniti in … Continua a leggere

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FRANCISCO FRANCO [1/4]

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Francisco Franco Y Bahamonde nacque a El Ferrol in Galizia alle 0, 30 del 4 dicembre 1892. Suo padre era un ufficiale pagatore (contadòr) della Marina spagnola e si chiamava Nicolàs Franco e sua madre Pilar Bahamonde y Pardo. … … … Il 29 agosto 1907 (a 15 anni) Francisco Franco viene ammesso al primo corso della Scuola di fanteria dell’Alcàzar di Toledo. “Nei tre anni di Accademia si dimostra un cadetto esemplare: studioso, rispettoso e disciplinato. È un solitario e un introverso ed è il primo della classe per il suo impegno”… … … L’Alcàzar di Toledo era una scuola di virtù, di disciplina e di sacrificio: “gli ufficiali si preoccupavano di temprare il carattere dei loro allievi. Essi credevano nella Patria, nella Spagna cattolica e nel dovere di combattere e di morire per essa. Essi insegnavano la morale rigida del sacrificio. Dinanzi agli allievi esaltavano le virtù della disciplina e del sacrificio”… … … Continua a leggere

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“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” [4], Don Curzio Nitoglia, Quarta Lezione

“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” Relatore Don Curzio Nitoglia Quarta Lezione [4] L’incontro ha avuto luogo nel settembre 2018, a Velletri, presso la residenza delle ‘Suore Discepole del Cenacolo’. Ciclo di lezioni organizzate in collaborazione con l’associazione EXSURGE DOMINE    

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ANCORA SU IL “PICCOLO RESTO” DI ISRAELE

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Il popolo d’Israele fu scelto e preparato da Dio – tramite la Rivelazione – alla Venuta del Messia, ma quando venne il Messia non fu accettato dalla maggior parte di quel popolo, anzi da questo fu condannato alla crocifissione dietro l’istigazione dei sacerdoti e degli scribi.

Si tratta, forse, di un fallimento del piano di Dio, che vide respinta la sua pazienza e la preparazione bimillenaria alla venuta del Messia da parte del popolo che si era gratuitamente scelto? No! I piani di Dio non possono fallire, anche se a noi possono sembrar apparentemente non riusciti… … …

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“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” [3], Don Curzio Nitoglia, Terza Lezione

“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” Relatore Don Curzio Nitoglia Terza Lezione [3] L’incontro ha avuto luogo nel giugno 2018, a Velletri, presso la residenza delle ‘Suore Discepole del Cenacolo’. Ciclo di lezioni organizzate in collaborazione con l’associazione EXSURGE DOMINE    

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“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” [2], Don Curzio Nitoglia, Seconda Lezione

“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” Relatore Don Curzio Nitoglia Seconda Lezione [2] L’incontro ha avuto luogo nel giugno 2018, a Velletri, presso la residenza delle ‘Suore Discepole del Cenacolo’. Ciclo di lezioni organizzate in collaborazione con l’associazione EXSURGE DOMINE    

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“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” [1], Don Curzio Nitoglia, Prima Lezione

“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” Relatore Don Curzio Nitoglia Prima Lezione [1] L’incontro ha avuto luogo il giorno 1/5/2018, a Velletri, presso la residenza delle ‘Suore Discepole del Cenacolo’. Ciclo di lezioni organizzate in collaborazione con l’associazione EXSURGE DOMINE    

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“1968 e Concilio Vaticano II, due facce stessa medaglia”, conferenza di Don Curzio Nitoglia del 1/8/2018

“1968 e Concilio Vaticano II, due facce stessa medaglia”, Conferenza di Don Curzio Nitoglia del 1/8/2018 a Cortina d’Ampezzo  

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“Famiglia Sotto Attacco”, conferenza di Don Curzio Nitoglia del 31/7/2018 a Cortina d’Ampezzo

“Famiglia Sotto Attacco”, conferenza di Don Curzio Nitoglia del 31/7/2018 a Cortina d’Ampezzo  

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LA CONVERSIONE DI ISRAELE, in San Paolo (Romani, XI), Commento Di San Tommaso d’Aquino e Di Padre Marco Sales

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San Paolo, nel capitolo XI dell’Epistola ai Romani, affronta la questione se Dio abbia ripudiato per sempre tutto Israele o se una parte di esso tornerà, nel corso della storia, a Cristo oppure se il popolo “una volta eletto” si convertirà in massa, verso la fine del mondo, tornando a Dio. Egli afferma che la riprovazione di Israele a causa del deicidio è parziale e temporanea. Infatti “un piccolo resto” di Israele, già sùbito dopo il deicidio, ha creduto a Cristo (gli Apostoli, i Discepoli e i primi neofiti convertiti dalla predicazione apostolica), e alla fine del mondo anche Israele “in massa” si convertirà, tornando a Colui che ha crocefisso.

Per capire meglio quel che è stato rivelato in San Paolo è bene studiare innanzi tutto il Commento che San Tommaso d’Aquino ha fatto dell’Epistola ai Romani, accompagnandolo con quello di padre Marco Sales… … … Continua a leggere

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LA MADONNA DI AKITA: la continuazione della missione della Madonna di Fatima

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Prologo Akita è una città sita nel Nord Ovest del Giappone, in cui sono avvenuti dei fatti, che la Chiesa ha riconosciuto ufficialmente come soprannaturali. Essi hanno avuto luogo negli anni Settanta presso il Convento delle Suore “Serve dell’Eucarestia”, che … Continua a leggere

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“La Neospiritualitá del Vaticano II: la sola misericordia, da Giovanni XXIII a Francesco I”, Conferenza di Don Curzio Nitoglia, 11/8/2018

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“Perché ci portano allo scontro con il mondo arabo”: Trascrizione dell’intervista di Don Curzio Nitoglia a Byoblu

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TRASCRIZIONE DELL’INTERVISTA:

Riguardo al Cristianesimo e all’Islam, dal punto di vista religioso non c’è compatibilità, perché: 

il cristiano crede in un Dio unico trascendente, Dio Uno quanto alla natura e Trino quanto alle Persone e l’Islam nega la trinità delle Persone;
il cristianesimo crede alla divinità di Gesù Cristo, mentre l’Islam reputa Gesù solo un profeta ma non Dio.
La differenza è ancora più grande tra Cristianesimo e Giudaismo, perché il Giudaismo reputa Gesù un malfattore, che da uomo si è fatto Dio ed è stato perciò condannato a morte. 

Quindi, teologicamente parlando, tra Cristianesimo e Islam non ci sono punti di contatto.

Da un punto di vista filosofico, però, bisogna dire che la cultura araba, soprattutto nel Medioevo, e attorno al periodo 1.000-1100 fino al 1.200, ha avuto un grande sviluppo, perché ci sono stati degli arabi, soprattutto Avicenna e Averroè, che hanno tradotto Aristotele in arabo e in ebraico, prima ancora degli Ebrei e lo hanno commentato. I latini, nel primo Medioevo, non conoscevano Aristotele nella lingua originale tranne qualche rarissima eccezione.

San Tommaso d’Aquino, morto nel 1274, (mentre Avicenna morì nel 1037), ha fatto tradurre Aristotele dal greco da un suo confratello e così ha potuto avere a disposizione gli scritti di Aristotele. Questi scritti erano stati commentati e studiati da Avicenna, il quale era arrivato a comprendere quello che è il nucleo della filosofia di Aristotele: la distinzione reale tra essenza ed essere. E anche San Tommaso d’Aquino arriva a questa conclusione.

L’essenza per Aristotele è realmente distinta dall’essere. Quindi c’è un punto d’incontro forte nella Scolastica Tomistica, che è la filosofia per eccellenza del Cristianesimo, con la filosofia araba non musulmana.

Perché “non musulmana”?

Perché dopo Avicenna, verrà un teologo, Al-Ghazalì, morto nel 1198, il quale condannò in blocco la ragione e la filosofia. Egli era un fondamentalista teologico e disse che bisognava studiare solo il Corano e ripudiare ogni speculazione e ogni studio razionale del dato rivelato del Corano… … … (leggi tutto)… … … Continua a leggere

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“Perché ci portano allo scontro con il mondo arabo”: intervista (da non perdere) di Don Curzio Nitoglia a Byoblu

“Perché ci portano allo scontro con il mondo arabo”: intervista (da non perdere) di Don Curzio Nitoglia a Byoblu La maggioranza dei cittadini, vittima della disinformazione e della manipolazione dei media, pensano all’Islam e al mondo arabo come al nemico … Continua a leggere

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OREMUS PRO GUBERNANTIBUS NOSTRIS

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La situazione politica italiana ed europea sta cambiando realmente e positivamente. La vittoria della Lega di Salvini (con il Primo Ministro Conte e l’onorevole Di Maio) in Italia ci permette, finalmente, di sperare (senza dover sognare ad occhi aperti) che si possa arrestare l’invasione islamica dell’Italia e quindi dell’Europa.

L’Italia e l’Europa sono, oggi come non mai, spaccate in due parti, come S. Ignazio dipinge i due accampamenti nemici nella Contemplazione dei suoi Esercizi Spirituali su “I due Stendardi”; oppure in “due città”, come scrive S. Agostino ne La Città di Dio; o in due partiti (quello Maria e quello del demonio) come scrive S. Luigi Maria Gignion de Montfort nel Segreto della vera devozione alla Vergine Maria.

Inoltre Salvini (con i suoi alleati) sta cercando di fondare una unione o federazione dei movimenti politici europei (la “Lega delle Leghe”), i quali son detti dispregiativamente “populisti”, ma che in realtà sono… … … Continua a leggere

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“IL PRINCIPE CRISTIANO”, di Padre Pedro de Ribadeneyra: la filosofia sociale tomistica contro il machiavellismo

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L’Editore Effedieffe di Proceno di Viterbo ha ristampato, nel giugno del 2018, il capolavoro di padre Pedro de Ribadeneyra intitolato Il Principe cristiano1, che venne edito in italiano da Cantagalli di Siena nel 1978, esattamente 40 anni or sono.

Pedro Ortiz de Cisneros de Ribadeneyra (1527-1611), gesuita spagnolo nato a Toledo, è stato uno dei primi compagni di S. Ignazio da Loyola e un attivissimo missionario in Spagna e nelle Fiandre. Il suo lavoro più famoso è Il Principe cristiano, edito per la prima volta a Madrid nel 1595.

Egli ricorda in questa sua opera che la vera, tradizionale e buona “ragion di Stato” fa dello Stato l’aiuto della Religione; mentre quella falsa, moderna o machiavellica fa dello Stato la Religione e quasi una Divinità. Inoltre dimostra come, in concreto, lo Stato e il Principe debbano aiutare la Chiesa a far conseguire ai cittadini il bene comune temporale subordinatamente a quello spirituale. Se per Machiavelli le Virtù coincidono con la forza e la furbizia proprie del Principe “volpe e leone”, per Ribadeneyra le vere Virtù sono quelle naturali e soprannaturali o cristiane (Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza, Fede, Speranza e Carità).

Il suo libro è un vero trattato di filosofia politica, scritto alla luce dell’insegnamento di Aristotele e di San Tommaso d’Aquino, che affronta soprattutto gli aspetti pratici, concreti e morali di come condurre un governo naturalmente onesto e soprannaturalmente cristiano… … … Continua a leggere

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LEV TROTSKIJ: La vita e le opere [7/7]

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[7-Settima e Ultima Parte] ~ DALL’ESILIO IN TURCHIA (1929) ALLA MORTE IN MESSICO (1940)

Trotskij e la seconda moglie (Natalia Sedova) rimasero nell’isola di Prinkipo (in Turchia) oltre 4 anni (dal febbraio 1929 al luglio 1933) e vissero nel villaggio Buyuk-Ada, che era il centro abitato più grande dell’isola. Questo fu un periodo relativamente calmo per la vita personale di Lev; tuttavia esso fu funestato dalla disgrazia familiare, in cui erano cadute le 2 figlie avute dalla sua prima moglie (Aleksandra Sokolovskaya): Nina e Zina … Zina si uccise a Berlino in un eccesso di crisi depressiva. … Il fatto che i suoi figli innocenti dovessero soffrire a causa sua portò Trotskij a riconsiderare l’uccisione della famiglia dello Zar. Anche in quel caso i figli pagarono per le “colpe” del padre, ma Trotskij ribadì che quell’esecuzione fu necessaria a causa del principio che è l’asse portante della monarchia: la successione ereditaria. Si potrebbe obiettare che anche i suoi figli erano “affetti” da una certa “ereditarietà” ideologica in quanto ripresero, quasi tutti, le idee del padre e le propagandarono mettendosi apertamente contro Stalin, il quale applicò il suddetto principio trotskista riguardo alla progenie dello Zar, ai figli dello stesso Trotskij.

In Russia non vi erano quasi più troskisti (Stalin li aveva eliminati in gran parte), ma in Europa lo stalinismo non riscuoteva molti consensi. Infatti Stalin non prometteva nessun aiuto ai comunisti fuori dell’Urss (secondo la sua teoria del comunismo in un solo Paese), tutto ciò rendeva forte Trotskij in Europa (per la sua teoria della Rivoluzione permanente ed universale) e Stalin era furioso contro Trotskij… … … Continua a leggere

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