Archivi tag: Articoli don Curzio

Don Giuseppe De Luca e Romana Guarnieri [2]: la complessa figura di don De Luca

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Nel primo articolo mi sono soffermato sulla personalità di Romana Guarnieri perché ha espresso le proprie idee religiose in maniera più esplicita di don Giuseppe De Luca, essendo una laica ed avendo avuto più libertà del sacerdote lucano in questo campo. Inoltre non bisogna trascurare le sue origini olandesi-protestantiche, teosofiche ed antroposofiche, che le hanno dato una forma mentis fortemente “laica” per non dire laicistica.

In questo secondo articolo cercherò di studiare la vita e le idee del sacerdote lucano, direttore spirituale e soprattutto maitre à penser della Guarnieri, per vedere se e in qual maniera esse si allontanino dalla dottrina cattolica, senza dimenticare che il loro rapporto finì “per rovesciare addirittura il ruolo di direttore e diretta, lasciando a Romana, in più di un’occasione, il compito di guidare il prete De Luca” (V. Roghi, a cura di, Giuseppe De Luca – Romana Guarnieri. “Tra le stelle e il profondo”. Carteggio 1938-1945, Brescia, Morcelliana, 2010, p. 8).

Il mio lavoro non è facile perché don De Luca, che aveva un carattere alquanto eccentrico e poteva sembrare un naif, ma in realtà non lo era – date le importanti amicizie che era riuscito a stringere e i rapporti abituali che aveva saputo coltivare con altissime personalità (difficilmente contattabili dalle persone comuni)… … …

… … …«Il De Luca cercò i suoi maestri fuori del Seminario [sfruttando, però, abilmente le conoscenze che aveva fatto in esso, ndr], e li scelse per una base solida di studi alla sua vocazione. […]. Egli non dava un giudizio positivo degli studi religiosi che si facevano in Italia nel primo decennio del secolo [sotto San Pio X, ndr]. Considerò “rigidissime, spesso repressive e più di una volta liquidatrici” le misure adottate dalla S. Sede contro il Modernismo… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca e Romana Guarnieri [1]

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Studiando la storia culturale/religiosa italiana del Novecento ci si imbatte in una coppia originale: don Giuseppe De Luca (1898-1962) e Romana Guarnieri (1913-2004). Essi furono un punto di riferimento per coloro che volevano studiare la letteratura italiana anche religiosa soprattutto da un punto di vista scientifico, letterario, filologico. Nel loro circolo culturale si incontrano molte amicizie che contano: Giovanni XXXIII, Mons. Montini (il futuro Paolo VI), Alcide De Gasperi, Benedetto Croce, Raffaele Mattioli…

Occorre precisare che, se il pensiero della Guarnieri appare più esplicitamente formulato nei suoi scritti, quello di don De Luca è più ovattato, più difficile da decifrare sia per le amicizie che ebbe a “destra” (card. Alfredo Ottaviani, card. Domenico Tardini, Giovanni Gentile, p. Alberto Vaccari, Giuseppe Bottai, Domenico Giuliotti, d. Pio Paschini, d. Giuseppe Ricciotti, p. Mario Barbera, p. Filograssi, p. Joseph de Guibert), sia per quelle che ebbe a sinistra (Manzù, Franco Rodano, Palmiro Togliatti, Ernesto Buonaiuti, Henri Bremond, Louis Duchesne, Emilio Colombo, Alcide De Gasperi, Giuseppe Sturzo, Carlo Bo, Giuseppe Ungaretti… oltre quelli sopra citati).

Tuttavia qualcosa si riesce a capire del suo modus cogitandi sia a partire dai Carteggi pubblicati (con Montini, con Croce, con De Gasperi, con Papini e Prezzolini, ma purtroppo non con Raffaele Mattioli, che nell’estate del 1947 lo salvò dal fallimento1), sia dal suo modo di vivere.

In questo primo articolo inizio con la “laica” Romana Guarnieri, più facile da decifrare, e nel prossimo mi soffermerò su don De Luca, più ermetico, prudente… … … Continua a leggere

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NORIMBERGA ‘45-‘46: anomalie e contraddizioni del Tribunale di Norimberga [Parte 3/3]

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Norman G. Finkelstein – un ebreo americano, i cui genitori furono deportati in un lager tedesco – fa alcune amare riflessioni (che possiamo far nostre) su quella che egli chiama “la fabbrica dell’olocausto”, definendola una costruzione ideologica di sfruttamento della shoah fatta a posta per interessi materiali, di potere geopolitico ed economico, che è peggiore dell’oblio in quanto vuole sfruttare la sofferenza degli ebrei che realmente furono deportati in campi di lavoro (La fabbrica dell’olocausto, Milano, Bompiani, 2003).

Dopo la “Guerra dei 6 giorni” del 1967, per il Finkelstein, si è utilizzato il dramma della deportazione degli Ebrei nei campi di lavoro, costruendoci sopra il “mito olocaustico”, per giustificare la politica aggressiva di Israele nei confronti dei Palestinesi e degli Egiziani e per spegnere ogni critica nei confronti dello Stato d’Israele.

Secondo Finkelstein “la letteratura sulla soluzione finale fisica degli Ebrei non ha nessun valore scientifico”. Gli studi sull’olocausto son pieni di contraddizioni, frodi e mancano di prove reali, ma Ben Gurion aveva predetto: “Dobbiamo servirci di Hitler per costruire la nostra patria”.  Quindi l’olocausto doveva esistere per far sussistere lo Stato di Israele… … … Continua a leggere

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NORIMBERGA ‘45-‘46: anomalie e contraddizioni del Tribunale di Norimberga [Parte 2/3]

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NORIMBERGA ‘45 – ‘46: le anomalie del Tribunale di Norimberga (Seconda parte) Le leggi retroattive Gli Alleati, oltre a respingere gli argomenti della difesa che potendo essere sollevati li avrebbero messi in imbarazzo (abbiamo già visto il principio del “Tu … Continua a leggere

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NORIMBERGA ‘45-‘46: anomalie e contraddizioni del Tribunale di Norimberga [Parte 1/3]

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NORIMBERGA ‘45 – ‘46: le anomalie del Tribunale di Norimberga (Prima parte) Prologo In quest’articolo cerco di illustrare le contraddizioni, le anomalie e le violazioni del Diritto (specialmente internazionale) compiute durante il Processo di Norimberga (1945-1946). Non voglio fare opera … Continua a leggere

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In Memoriam Monsignor Brunero Gherardini

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La notte del 22 settembre del 2107, all’età di 92 anni, è morto in Santa Marinella di Roma Monsignor Brunero Gherardini, uno degli ultimi grandi veri teologi della Scuola romana.

Raccomando lo studio attento di queste opere [vedi articolo intero] a tutti coloro che vogliono capire le cause teoretiche della crisi religiosa attuale e porvi rimedio senza sbandare né per eccesso né per difetto.

Lo incontrai per l’ultima volta presso la sua abitazione nel Palazzo dei Canonici assieme alle Suore Discepole del Cenacolo nel mese di maggio. Poiché le forze gli mancavano e non poteva restare più solo fu ospitato dalle Suore di Santa Marinella che si sono occupate caritatevolmente di lui sino alla fine.

I suoi funerali son stati celebrati il 25 settembre alle 11 presso la Basilica di San Pietro.

Ci raccomandiamo alle sue preghiere per perseverare nella buona dottrina in questo momento difficile della storia della Chiesa. Dio lo riceva nel suo seno!
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IL CASO PINOCHET (parte 1)

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Prima parte Prologo L’11 settembre del 2017 è ricorso il 44° anniversario del golpe cileno capeggiato, nel 1973, dal generale Augusto Pinochet (25 novembre 1915 – 10 dicembre 2006). In quest’occasione mi sembra opportuno ristudiare quel che successe allora, le … Continua a leggere

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Il Legame Inscindibile tra la Shoah e il Vaticano II ~ Dal “caso Williamson”(2009) all’accordo olocaustico/modernista (2017)

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Il neo-modernismo, a partire dalla Dichiarazione Nostra aetate (1965) ha cercato di negare la dottrina del deicidio, contenuta nella Scrittura e nella Tradizione (Rivelazione divina) ed insegnata dal Magistero tradizionale della Chiesa (ufficio della retta interpretazione della Rivelazione divina).

Il cattolico che vuol conservare la Fede integra e pura, senza la quale è impossibile piacere a Dio (S. Paolo, Rom., X, 9), non può aderire per il principio per sé noto di non-contraddizione, assieme e sotto lo stesso rapporto, a Nostra aetatee alla Rivelazione divina, contenuta nella S. Scrittura e nella Tradizione, interpretate dal Magistero tradizionale.

Quando Benedetto XVI nel 2009 ha detto che per esercitare il sacerdozio e l’episcopato nella Chiesa occorre credere alla shoah (cfr. il “caso Williamson”) non solo ha commesso un grave abuso di potere, ma ha imboccato in maniera ancor più radicale la falsa strada del giudaismo talmudico, che divinizza Israele e nega implicitamente la divinità di Cristo.

Il “caso Williamson” è di capitale importanza (in sé e non per la persona in questione) e la sua espulsione dalla FSSPX non può non portare all’accettazione del Concilio Vaticano II e alla subordinazione nei confronti degli “Ebrei nostri fratelli maggiori nella Fede di Abramo” (Giovanni Paolo II, 13 aprile 1986, Discorso al Tempio maggiore di Roma)…………… Continua a leggere

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Il Risorgimento Italiano come Prosecuzione del Protestantesimo Germanico [3]

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TERZA PARTE ESTERO-LATRIA RISORGIMENTALE Napoleone invade l’Italia Nel 1796 Napoleone Bonaparte invade l’Italia importandovi i princìpi della Rivoluzione francese, proclama che rispetterà la proprietà privata degli abitanti della Penisola, la sua religione, i suoi costumi, ma non mantiene le promesse … Continua a leggere

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Il Risorgimento Italiano come Prosecuzione del Protestantesimo Germanico [2]

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SECONDA PARTE Per un sano revisionismo storico del Risorgimento “anti-italiano” Rivisitare il Risorgimento Scrivere di storia spesso vuol dire rivisitarla e gettare nuova luce su un passato che si conosce malamente. Il Risorgimento è una di quelle epoche su cui … Continua a leggere

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L’ebreo don Lorenzo Milani? [a 50 anni dalla morte]

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Recentemente, nel mese di luglio del 2017, con la visita di papa Bergoglio a Barbiana sulla tomba di don Lorenzo Milani (Firenze 27 maggio 1923 – 26 giugno 1967), è tornato alla ribalta il “problema don Milani”.

Comunemente don Milani è visto come un prete contestatore, filo-proletario, socialisteggiante, ma ciò non è tutto.
Nel 2013 è uscito un libro, molto ben documentato, di Paolo Levrero intitolato L’ebreo don Milani (Genova, Il Melangolo1), che apre una visuale nuova e più ampia, la quale sta alla radice dell’impegno sociale e socialista dell’ex parroco di Barbiana. Nel presente articolo mi baso su di esso per far un po’ di luce su questa figura, che è poliedrica, apparentemente contraddittoria e della quale non era ben conosciuto l’aspetto giudaizzante, che è stato messo molto bene in rilievo dal Levrero.

“Lorenzo Milani rimarrà per sempre intimamente sensibile di fronte alla sua ebraicità, senza ostentarla ma vivendola nella propria interiorità di uomo” (E. Levrero, cit., p. 9). Don Milani apparteneva all’alta borghesia fiorentina di origini ebraiche da parte di padre e di madre.

Il libro “muove dalla tesi che il suo titolo manifesta: il cristianesimo di don Lorenzo Milani è saldato a un radicale ebraismo. Sebbene implicito nella sua biografia e trascurato dalla critica, l’ebraismo milaniano affiora attraverso gli originali significati dei quali Milani stesso ha saputo intridere la propria esperienza di uomo e prete cattolico” (P. Levrero, L’ebreo don Milani, Genova, Il Melangolo, 2013, p. 9).

Già alcuni anni fa l’arcivescovo di Firenze mons. Betori aveva parlato dell’ebraismo di don Milani come di un fattore positivo della personalità incompresa dalla Chiesa preconciliare del parroco di Barbiana, quale anticipatore del Concilio Vaticano II e specialmente della Dichiarazione Nostra aetate.

Ora, grazie alle citazioni riportate……………………. Continua a leggere

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Balfour e il Sionismo

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Quest’anno cadono svariate ricorrenze per la storia del sionismo e dello Stato d’Israele: 120 anni dal 1° Congresso di Basilea (29-31 agosto 1897); 100 anni dalla Dichiarazione Balfour (2 novembre 1917); 70 anni dalla Risoluzione 181 della Nazioni Unite (29 novembre 1947) a favore della fondazione dello Stato d’Israele (15 maggio 1948) e 50 anni dalla guerra dei 6 giorni (giugno 1967; cfr. M. Oren, La guerra dei sei giorni. Giugno 1967: alle origini del conflitto arabo-israeliano, Milano, Mondolibri, 2004)1.

La Dichiarazione che l’allora Ministro degli Esteri britannico lord Arthur Balfour rilasciò al Presidente della Federazione Sionistica Britannica lord Lionel Walter Rothschild (2 novembre 1917), durante il governo inglese guidato da lord Benjamin Disraeli (1804-1881), con cui si concedeva la “creazione” (non la “ricostruzione”, come avevano chiesto i sionisti) di un “focolare nazionale per il popolo ebraico in Palestina”, fu ottenuta dall’abilità di Weizmann.

Chaim Weizmann ha ottenuto la nascita pratica e concreta del sionismo, grazie ad una fitta rete di amicizie, intessute da lui, con il mondo politico britannico (Arthur Balfour/Lloyd George) e grazie all’appoggio pratico e “contante” ricevuto dalla Banca ebraica Rothschild.

Già nel 1876 l’Inghilterra aveva potuto comprare il 44% delle azioni della Compagnia del canale di Suez mediante il prestito di 4 milioni di sterline ottenuto dalla Banca Rothschild………………………. Continua a leggere

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Il Risorgimento Italiano come Prosecuzione del Protestantesimo Germanico [1]

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La Chiesa di Cristo è romana per volontà di Gesù medesimo e noi fedeli di Cristo siamo cittadini di “quella Roma onde Cristo è romano” come cantava Dante Alighieri.

Come Lutero ha combattuto Roma quale la Babilonia, la gran prostituta (descritta nell’Apocalisse di San Giovanni), depredando e incamerando i beni della Chiesa in mezza Europa del nord, così il Risorgimento ha fatto con la Chiesa romana e i suoi beni in Italia.

Studiando il Risorgimento italiano ci si accorge che esso è caratterizzato dallo stesso odio di Lutero contro Roma, contro il Papa e la Chiesa di Cristo, la quale è romana per volontà di Dio. Nel corso degli articoli che seguiranno cercherò di mettere in luce questo elemento anti-romano, anti-cattolico e ultimamente anti-cristiano (poiché Cristo ha voluto la sua Chiesa petrina e quindi “romana”) del Risorgimento “italiano”, o meglio liberal/massonico, in cui la casa Savoia è stata la longa manus dell’Inghilterra protestante……………………. Continua a leggere

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Gli Zingari: un fenomeno da conoscere

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Raimondo Gatto ha scritto un interessante libro intitolato Zingari antichi e moderni. Lo scandalo della verità (Reggio Emilia, Edizioni Radio Spada, 2016)1. Penso sia utile studiarlo per capire il “misterioso” mondo degli zingari che ci circonda, di cui poco si conosce e che in questi tempi di immigrazioni di massa può causare non pochi problemi di convivenza nei nostri Paesi già tanto provati da forti crisi economiche e dall’invasione continua di immigrati clandestini e di islamici, che stanno sconvolgendo la nostra esistenza.

Il libro è molto ben documentato, si basa su una vasta bibliografia scientifica per nulla influenzata da pregiudizi razziali e se l’Autore cita qualche studioso troppo partigiano o eccessivamente nemico del mondo zingaro lo dice chiaramente e fa capire che le loro asserzioni non possono essere prese senza il dovuto discernimento.

Il libro tratta della natura degli zingari, della loro origine geografica ed etnica……………….. Continua a leggere

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Una Questione Attuale sull’Intenzione dei Sacramenti

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Alcuni valenti teologi contemporanei ritengono, con un fondamento nella realtà, che le riforme dei Riti sacramentali fatte dopo il 1968 abbiano la tendenza di rendere l’intenzione oggettiva del Ministro difforme da quella creduta e insegnata dalla Chiesa e quindi invalida.

La conclusione mi sembra esagerata e non corrispondente alla verità. Infatti la sana teologia insegna che l’intenzione oggettiva del Ministro, per rendere valido il sacramento, consiste nel fare ciò che fa la Chiesa (Concilio di Trento, DS 1611)1 e non consiste nel credere ciò che essa crede e insegna, cosa che renderebbe la validità dei sacramenti soggetta a una miriade di dubbi negativi e soggettivi, i quali porterebbero allo scrupolo universale. Quindi dalla premessa, realmente fondata, dei suddetti teologi non si può dedurre la conclusione, indebita, della invalidità in sé dei nuovi Riti dei sacramenti, ma al massimo si può arguire che……………………………. Continua a leggere

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La Società delle Nazioni, l’Onu e il Mondialismo

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Introduzione: Sdn e Onu

La Società delle Nazioni (Sdn)1 fu fondata a Ginevra nel 19172 sotto il patrocinio del Presidente statunitense Thomas Woodrow Wilson3 (1856-1924); essa poi fu rimpiazzata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) nata a S. Francisco nel nord America sotto il Presidente statunitense Harry Spencer Truman (1884-1972) il 24 ottobre del 19454.

Queste due associazioni sono in realtà dei Super-Stati massonici, che dirigono e decidono le sorti del mondo intero per un fine mondialista………………. Continua a leggere

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Quando i “Diritti dell’Uomo” Soppiantano i “Diritti di Dio” [5]

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La politica moderna contro quella classica e scolastica

Quinta e ultima parte……….. Continua a leggere

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Monsignor Joseph Tiso: un Esempio di Vero Governante Cristiano

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Dario Canali ha scritto recentemente un interessante libro su monsignor Josef Tiso intitolato Con i canti sulle labbra (Tricase di Lecce, Youcanprint Self-Publishing, 20171).
Purtroppo la Prefazione è viziata da alcuni luoghi comuni e pregiudizi anticristiani che non le consentono di penetrare lo spirito profondamente cattolico della figura di monsignor Tiso; tuttavia il libro è molto buono e vale la pena di studiarlo.
Monsignor Tiso è una delle grandi figure di spicco (anche se poco conosciuta) del cattolicesimo politico………
L’Autore si chiede all’inizio del suo lavoro: “Può un Presidente essere un prete e soprattutto sacrificare la vita per il suo popolo?” (Con i canti sulle labbra, Tricase di Lecce, Youcanprint Self-Publishing, 2017, p. 8). La risposta naturalmente è positiva.
Ma come mai monsignor Tiso, un sacerdote, si è trovato a diventare il Presidente della Repubblica slovacca?………………………. Continua a leggere

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Il Peronismo: i Diritti dello Stato al Posto dei Diritti di Dio

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Peronismo scomunicato?

Andrea Giacobazzi ha scritto un interessante saggio intitolato Peronismo scomunicato? Pio XII e la condanna del 1955 contenuto nel libro a cura di A. Giacobazzi – P. Seveso, Oportet Illum Regnare (Reggio Emilia, Edizioni Radio Spada, 20161).

Nel presente articolo mi soffermo sul Giustizialismo peronista, che in Italia è meno conosciuto del Fascismo e cerco di mettere in luce ciò che vi è stato di inconciliabile tra il Peronismo e il Cattolicesimo, pur non negando alcuni aspetti positivi del Peronismo: la “terza via” tra super-capitalismo statunitense e socialismo, il corporativismo, la politica sociale a favore delle classi più povere, il sano patriottismo.

L’Autore dimostra, con ampie citazioni, che l’errore capitale di Juan Domingo Peron (8 ottobre 1885 – 1° luglio 1974) e del suo movimento politico chiamato Giustizialismo o Peronismo è stato quello di voler separare Cesare da Dio, lo Stato dalla Chiesa e i “Diritti dell’Uomo” dai Diritti di Dio…………………. Continua a leggere

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Quando i “Diritti dell’Uomo” Soppiantano i “Diritti di Dio” [1]

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La politica moderna contro quella classica e scolastica

Prima parte……………………. Continua a leggere

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