Archivi tag: Articoli don Curzio Nitoglia

Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Ottava) ~ “Monsignor Jaeger lancia padre Bea”

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Passato il cosiddetto “Annus horribilis” del 1950 (Condanna del movimento ecumenista da parte del Sant’Uffizio, promulgazione dell’Enciclica Humani generis, proclamazione del Dogma dell’Assunzione di Maria Santissima in corpo e anima nel Paradiso), anche il 1951 si presentava agli occhi dei progressisti sotto auspici non favorevoli.

Tuttavia, il movimento pan/ecumenista guidato dalla Diocesi e dall’Arcivescovo di Paderborn monsignor Lorenz Jaeger, (Halle in Sassonia, 23 settembre 1892 – Paderborn, 1° aprile19751), non si perse d’animo, anche se Paderborn era stata appena colpita da gravi lutti: il 10 febbraio 1951 era scomparso padre verbita Joseph Grendel (Mellen in Germania, 6 gennaio 1878 – 10 febbraio 1975, Città del Vaticano), consultore presso il Sant’Uffizio sin dal 1944 e lanciato dalla Diocesi di Paderborn per aiutare da dentro la Curia romana l’ecumenismo.

La morte prematura del padre verbita appena settantatreenne aveva messo l’Arcivescovo Jaeger in una situazione molto spinosa che lo spinse a cercare un altro uomo di sua fiducia che potesse accedere ed entrare nel sant’Uffizio per continuare ad aiutare il movimento ecumenista. Fu così che monsignor Jaeger si rivolse all’allora padre Augustin Bea… … … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (29)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “i Rothschild e il 1866”

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Frattanto, dopo la crisi del 1870, i Rothschild si erano affacciati anche nel Nuovo Mondo, che circa cinquanta anni dopo avrebbe iniziato a scalzare l’Europa dal primato economico/politico che allora occupava ancora. 

In Brasile essi avevano costruito Ferrovie; nel Sud degli Usa avevano istituito molte Agenzie per l’acquisto della lana che poi spedivano in Francia, vendendola su quel mercato. Con la propria flotta provvedevano all’enorme traffico di merci tra gli Usa e la Francia.

Perciò, allorché scoppiò la Guerra di secessione americana tra Nordisti e Sudisti, i Rothschild che avevano la maggior parte dei lori interessi nel Sud degli Stati Uniti, parteggiavano piuttosto per i Sudisti (erano decisamente “conservatori” in politica, ma per motivi molto “economici”; perciò non bisogna stupirsi del filo/sionismo dei partiti di “destra” e dei “teo/con” odierni). Poi, una volta sconfitti questi, i loro affari negli Usa ne risentirono parecchio, ma riuscirono a risollevarsi anche da questa crisi.

Il Crédit Mobiler dei Fould/Pereire – grazie all’appoggio di Napoleone III, dopo la Guerra di Crimea – si era venuto allargando eccessivamente e ciò dava non poco fastidio alla Banca Rothschild. Tuttavia gli affari del Crédit iniziavano a dare i primi gravi segni di cedimento e i Rothschild stavano a guardare … … … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (28)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “Excursus di Attualità: i Rothschild in Italia”

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Sino a ora abbiamo studiato la storia della famiglia Rothschild partendo dalla sua nascita come Banca, a Francoforte, nella seconda metà del XVIII secolo per arrivare a poco prima del Primo Conflitto Mondiale, grazie alle informazioni preziose che ci ha dato Egone Conte Corti (La famiglia dei Rothschild, II ed., Proceno di Viterbo, Effedieffe, 2021), il quale ha potuto consultare i documenti originali contenuti nei fondi di molti palazzi nobiliari austriaci molto vicini alla Casa degli Asburgo, che gli hanno aperto le porte.

Purtroppo Egone non ha potuto andare più lontano. Perciò ci dobbiamo “contentare” di questo studio veramente basilare e fondamentale almeno sino ai primi anni del Novecento.

Per quanto riguarda le vicende ulteriori ci potremo rifare – in futuro – ad altri libri, che sono egualmente seri e approfonditi, ma che non dispongono della informazione documentaria di quello di Egone.

Nel presente articolo mi permetto d’interrompere la tematica abituale e di stilare un excursus di attualità, facendo notare i legami che molti dei nostri uomini politici italiani hanno avuto rapporti più o meno stretti con la Banca Rothschild.

Nella prossima puntata riprenderemo la storia dei Rothschild dove l’abbiamo lasciata, ossia nel 1866/1870… … …
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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (27)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “I Rothschild e il Piemonte di Cavour”

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Egone scrive che Cavour aveva preparato accortamente l’unificazione d’Italia sotto la Monarchia liberale piemontese. Tuttavia, tale unificazione sarebbe stata possibile solo tramite una guerra del Regno sabaudo (non senza la Francia) contro l’Austria. Egli la preparò, sviluppando le forze economiche e militari del Piemonte; ma, tutto ciò lo fece in gran segreto, servendosi di provvedimenti economici per mascherare i suoi progetti bellici (cfr. Egone Conte Corti, La famiglia dei Rothschild, II ed., Proceno di Viterbo, Effedieffe, 2021, p. 433).

Fu così che, nel 1856, servendogli un prestito per acquistare nuovi armamenti, lo mascherò dietro le spese per la costruzione della rete ferroviaria sabauda e della galleria del Moncenisio. Queste opere furono realmente intraprese, ma gli dettero anche la possibilità di ottenere molti più denari per investirli pure in potenziamento bellico, senza dare nell’occhio all’Austria.

Infatti, il Piemonte era uno Stato piccolo (7000 km quadrati circa) con pochi milioni di abitanti (circa cinque milioni) e non poteva sperare di competere con l’Impero austriaco. Esso aveva bisogno di alleati potenti e ricchi. Perciò, Cavour volle la partecipazione del suo Piemonte alla guerra di Crimea non perché fosse interessato alla Crimea, ma per ottenere cospicui aiuti economici dai suoi alleati (Francia e Inghilterra) e, soprattutto, la benevolenza di Napoleone, che gli sarebbe stata indispensabile per staccarsi dall’Austria.

…Napoleone III era molto attento alle vicende italiane e guardava con simpatia l’intento unitario di Cavour e, dopo la vittoriosa campagna di Crimea, le sue simpatie per il Piemonte aumentarono ancor più.

Naturalmente, l’amicizia di Napoleone con Cavour e il Piemonte aiutò, e non poco, il regno sabaudo a separarsi dall’Austria. Inoltre, l’Imperatore di Francia non aveva gradito la non partecipazione austriaca alla campagna di Crimea e colse l’occasione per presentare il conto a Vienna, aiutando il Piemonte a strapparle la Lombardia.

La terza generazione dei Rothschild (James a Parigi, Adolfo a Napoli e Anselmo a Vienna) osservava la piega pericolosa che stavano prendendo gli avvenimenti e che si sarebbe ripercossa sia in Austria che in Francia e nel piccolo Piemonte. 
Infatti per i tre banchieri… … … Continua a leggere

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Gesù, i pagani e i giudei (2) ~ Nel vangelo di san Giovanni (IV, 1-30) ~ “Secondo i Padri ecclesiastici, gli esegeti e don Divo Barsotti”

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Nello scorso articolo abbiamo visto come san Tommaso d’Aquino e gli esegeti moderni (Marco Sales, Giuseppe Ricciotti, Ferdinando Prat e Alfred Durand) hanno commentato il dialogo tra Gesù e la Samaritana (Gv., IV, 1-19).

Nel presente articolo studiamo come questo brano del Vangelo di san Giovanni (sino al versetto 43), sia stato interpretato dai Padri della Chiesa (soprattutto: san Giovanni Crisostomo e sant’Agostino).

Infine ne tireremo alcune conclusioni che riguardano soprattutto i rapporti tra Cristianesimo e Paganesimo, che valevano ai tempi di Gesù come valgono ancora oggi… … … Continua a leggere

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Gesù, i pagani e i giudei (1) ~ Nel Vangelo di san Giovanni (IV, 1-19) ~ “Secondo san Tommaso e l’esegesi moderna”

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Affrontando il tema dei rapporti tra Giudaismo veterotestamentario (poi quello talmudico), Paganesimo e Cristianesimo ci s’imbatte nel dialogo tra Gesù e la Samaritana (che per i Giudei era una pagana, scismatica ed eretica), riportato nel capitolo IV del Vangelo di San Giovanni.

Se si studia attentamente questo brano evangelico di san Giovanni (IV, 9-30), si capisce molto bene quale fosse stato il retto insegnamento 1°) sia dell’Antico Testamento, non ancora snaturato dal Messianismo farisaico e rabbinico del Giudaismo talmudico, 2°) sia del Cristianesimo come Gesù l’ha rivelato, gli Apostoli l’hanno tramandato e i Padri assieme ai Dottori scolastici l’hanno interpretato.

È per questo che per capire ancor più esattamente quest’insegnamento, occorre leggere il Vangelo alla luce della Tradizione (patristica e scolastica); infatti, le fonti della Rivelazione sono la Santa Scrittura e la Tradizione e non la “sola Scrittura” come voleva Lutero (Concilio di Trento, sessione 4, DB, 738 e 783; Concilio Vaticano I, DB, 1787).

È quello che cercherò di fare nel corso di questi articoli… … …
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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (26)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “I Rothschild e Napoleone III”

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Nell’ultima puntata abbiamo visto il ruolo che svolsero i Rothschild nella nascita della Germania con il Cancelliere Otto von Bismark sino alla guerra franco/prussiana (1870-1871).
Nella presente vediamo l’incamminarsi dell’Europa verso la guerra di Crimea contro la Russia (1853-1856), in cui le forze francesi – alleate con l’Inghilterra e con il Piemonte – scesero in campo in favore della Turchia per impedire il predominio russo nel Mediterraneo orientale.

Questa guerra, detta di Crimea, si concluse con il Trattato di Parigi nel 1856, che segnò il trionfo e l’apogeo di Napoleone III, unitamente a un periodo assai critico per i Rothschild, i quali non godevano delle simpatie del Monarca francese, intimo amico dei Fould e dei Pereire.

Inoltre vedremo pure il ruolo che giocheranno i Rothschild in Francia con Napoleone III, in Italia con Cavour e infine in Austria con Francesco Giuseppe.

Nel 1853 s’inasprirono i rapporti tra lo Zar di Russia e le Potenze occidentali e fu la guerra. Tuttavia in Francia, l’inizio del 1853 fu caratterizzato da un problema personale non di guerra ma di amore infatti Napoleone III s’innamorò e, se inizialmente aveva pensato soprattutto a un suo futuro matrimonio “politico” con una principessa di sangue reale per alzare anche le sorti della sua amata Francia, nel 1853 si legò sentimentalmente a una contessa spagnola, che poi sposò… … …
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Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Settima) ~ La “Divino Afflante Spiritu” e la “Nuova Esegesi”

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La scorsa puntata abbiamo visto, seguendo le tracce forniteci dal libro molto ben documentato di Saretta Marotta (Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII, Bologna, il Mulino, 2019) come il cardinale Agostino Bea avesse agito, con molta prudenza e circospezione, già a partire dagli anni Quaranta sino all’Anno Santo del 1950 e soprattutto: riguardo al caso Teilhard de Chardin; al Monitum del Sant’Uffizio Cum compertum del 1948; alla sua relativa “edulcorazione” nel 1949 (Instructio de Ecclesia catholica); alla stesura del Dogma dell’Assunta (durata circa dieci anni, dal 1939 al 1949); alla stesura dell’Enciclica Humani generis (12 agosto 1950) sugli errori della “Nouvelle Théologie” francese, cercando sempre di addolcire le condanne e di far passare una qualche piccola novità, anche se presentata in maniera del tutto incolore e inodore di modo che non fosse avvertita come tale.

Abbiamo già visto, nelle puntate precedenti, come il PIB (nel 1960) avesse cercato di presentare l’Enciclica Divino Afflante Spiritu del 1943 (con circa venti anni di ritardo) come un’assoluta novità in campo biblico e una rottura radicale con il Magistero precedente sull’esegesi (specialmente con Leone XIII, Enciclica Providentissimus del 1893 e con Benedetto XV, Enciclica Spiritus Paraclitus del 1920).

In quest’articolo mi sembra doveroso trattare bene la questione dell’Enciclica “incriminata” di Pio XII e metter in chiaro cosa essa abbia realmente insegnato.

La falsa interpretazione dell’Enciclica di Pio XII.
Il 3 settembre del 1960, il padre gesuita Luigi Alonso-Schökel (1) (del PIB) pubblicò su La Civiltà Cattolica un articolo intitolato: Dove va l’esegesi cattolica? (pp. 449-460), in cui sosteneva che l’Enciclica Divino afflante Spiritu di Pio XII (30 settembre 1943) aveva aperto la porta alla “Nuova Esegesi” fondata sul metodo puramente filologico e aveva abbandonato lo studio del Libro Sacro basato principalmente sull’interpretazione datane dai Padri ecclesiastici e dal Magistero della Chiesa, come invece avevano insegnato Leone XIII (Providentissimus, 18 novembre 1893) e Benedetto XV (Spiritus Paraclitus, 15 settembre 1920).

La prima domanda che sorge spontanea sarebbe la seguente: Come mai ci si è accorti di questa “grande innovazione” del 1943 solo circa venti anni dopo e non durante il Pontificato di Pio XII, che avrebbe potuto rispondere facilmente su ciò che avesse insegnato realmente nella sua Enciclica?

Monsignor Antonino Romeo gli rispose, solo due mesi dopo e senza lasciar passare venti anni, sulla rivista Divinitas (III, dicembre 1960, pp. 387-456), diretta allora da monsignor Antonio Piolanti, il rettore dell’Università Lateranense.

Erano gli anni dello scontro tra la scuola cattolica romana, rappresentata nella Pontificia Università Lateranense e nella rivista Divinitas contro la scuola nord-europea della Nuova Esegesi, rappresentata dall’Università Gregoriana, dal Pontificio Istituto Biblico e da una parte de La Civiltà Cattolica… … …
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Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Sesta) ~ Bea e l’Assunzione

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Il 1° novembre 1950 Pio XII promulgò il Dogma dell’Assunzione di Maria Santissima in anima e corpo in Paradiso.
Nel 1939, appena asceso al Pontificato, papa Pacelli aveva affidato la preparazione della definizione del Dogma dell’Assunzione al Sant’Uffizio.

Tra i numerosi esperti che presero parte ai lavori di preparazione della definizione dogmatica, la Suprema Congregazione aveva chiamato (in qualità d’esegeta) anche il Rettore del Biblico, padre Agostino Bea (Cfr. S. MAROTTA, Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII, Bologna, il Mulino, 2019, p. 74).

È interessante leggere quanto dichiarato, non senza una punta d’ironia, dal cardinale Alfredo Ottaviani in un’intervista (ADPJ, Bea, T 2/66) rilasciata al segretario personale di Bea Stjepan Schmidt nel maggio 1976: «Ero Presidente della Commissione [che dirigeva i lavori per la promulgazione del Dogma, ndr]. Ora, al termine dei lavori il Santo Padre Pio XII fu così contento dei lavori che la Commissione aveva svolto durante quei dieci anni, anche con opposizioni interne. Io ricordo benissimo le difficoltà che faceva uno dei membri contro la proclamabilità del Dogma. Siccome c’era la massima libertà, ci furono anche degli oppositori. Quindi, la decisione che è venuta dal Sant’Uffizio, suggerita al Santo Padre, non come cosa definitiva, ma come parere della Commissione del Sant’Uffizio, aveva supposto una discussione libera e piena anche di difficoltà che si dovettero superare. Pio XII si rese conto di queste difficoltà avute nel lavoro di dieci anni. […]. Pio XII fu tanto soddisfatto del lavoro intenso fatto per dieci anni sulla proclamabilità del Dogma dell’Assunzione della Vergine Santissima che diede a tutti i membri della Commissione, una medaglia d’oro».

Chi era il misterioso personaggio (non del tutto isolato… infatti, ve ne erano altri ancora, come ricorda Ottaviani), il quale fece opposizione alla “proclamabilità” del Dogma, che il cardinale Ottaviani non nomina, rispondendo all’ex segretario personale di Bea?… … … Continua a leggere

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Bernhard Bartmann: Manuale di Teologia Dogmatica (invito alla lettura)

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Bernhard Bartmann nacque il 26 maggio 1860 a Madfeld in Germania e morì a Paderborn il 1° agosto del 1938. Fu ordinato sacerdote a Paderborn il 19 marzo del 1888.
Nel 1896 si addottorò a Tubinga con una Tesi su La giustificazione in San Paolo e in San Giacomo (pubblicata dalla prestigiosa Casa Editrice Herder di Friburgo nel 1897).
Tema, questo della giustificazione, che lo accompagnò durante tutto il corso della sua carriera teologica.
Nel 1898 fu nominato professore di Teologia dogmatica all’Accademia filosofico-teologica di Paderborn, che diresse per 40 anni sino a poco tempo prima della sua morte improvvisa, avvenuta il 1° agosto del 1938.
Le sue opere sono molteplici e teologicamente molto approfondite. Innanzitutto si basò sulla dottrina della giustificazione secondo la Teologia cattolica e polemizzò con quella luterana.
Il Bartmann ha sempre corroborato la sua ricerca dogmatica con la prova della ragione teologica, mediante un sillogismo che a partire da una prima premessa di fede, concatenata a una seconda premessa di ragione ne tira una conclusione teologicamente certa.
Il Manuale di Teologia dogmatica è il suo testo più conosciuto. Esso fu pubblicato nel 1905 a Friburgo, dall’Editore Herder e conobbe ben otto edizioni sino al 1932. Poi fu tradotto in francese e, infine, nel 1949 anche in italiano, dalle Edizioni Paoline di Alba, che hanno pubblicato altre due edizioni (nel 1950 e 1952).
L’Editore Effedieffe ristampa ora il 1° volume della terza e ultima edizione del 1952. In esso l’Autore tratta della Rivelazione, di Dio Uno e Trino, della Creazione, degli Angeli, dell’uomo creato, caduto e redento… … … Continua a leggere

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Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Quinta) ~ Bea al Sant’Uffizio (1949)

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Nella scorsa puntata abbiamo studiato – in una breve visione panoramica e d’insieme – l’evoluzione progressista intrapresa dal cardinale Agostino Bea, a partire dal 1949, basandoci sulla documentazione, recentemente desecretata, che la dottoressa Saretta Marotta ha riportato nel suo libro Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII (Bologna, il Mulino, 2019).

Nel presente articolo iniziamo a vedere come Bea, il 2 luglio del 1949, dopo aver esercitato per 19 anni la carica di Rettore al Pontificio Istituto Biblico, sembrava fosse stato prossimo a tornare agli studi dell’Antico Testamento, dedicandosi esclusivamente alla ricerca esegetica, iniziata come insegnante al PIB già a partire dal 1924 … (S. MAROTTA, cit., p. 53).

… In realtà Bea aveva scritto (in ben venticinque anni, dal 1924 al 1949) soltanto due libri di esegesi, il primo nel 1928, intitolato De Pentateucho (Roma, Pontificio Istituto Biblico) e il secondo del 1930 col titolo di De inspiratione Sacrae Scripturae (Roma, Pontificio Istituto Biblico); insomma, una produzione scientifica abbastanza modesta. Egli stesso diceva, come riferiva monsignor Spadafora, di essere più un organizzatore che un professore… … …
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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (25)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “I Rothschild e Bismark”

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IL POTERE OCCULTO DELL’ALTA FINANZA SUL MONDO MODERNO I Rothschild: una delle “Grandi Famiglie” che dominano il Mondo Venticinquesima Puntata  I Rothschild e Bismark   L’unità nazionale tedesca Anche la Prussia (come stava facendo pure il Piemonte con Cavour in Italia) … Continua a leggere

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Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Quarta) ~ Lo svelamento dell’«enigma» Bea

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In quest’articolo inizio a studiare l’evoluzione progressista prudentemente intrapresa dal cardinale Agostino Bea, a partire dal 1949, basandomi sulla documentazione desecretata, che la dottoressa Saretta Marotta ha messo a nostra disposizione nel suo interessante e ben documentato libro: Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII (Bologna, il Mulino, 2019).

La dottoressa Marotta spiega che «per lungo tempo l’improvvisa trasformazione di Bea da figura di spicco del pontificato pacelliano a interprete autentico di quello roncalliano è rimasta difficilmente spiegabile, non riuscendo i contemporanei a individuare nel passato del gesuita tedesco elementi che lo ricollegassero direttamente alle diverse correnti del rinnovamento teologico cattolico e in particolare agli sforzi del movimento ecumenico» (SARETTA MAROTTA, Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII, Bologna, il Mulino, 2019, p. 30).

La Marotta ricorda che Bea era conosciuto, prima del Concilio, come esegeta e studioso tradizionale dell’Antico Testamento e non assolutamente come novatore ed ecumenista.

La studiosa fa anche un paragone tra quello che comunemente viene definito il «mistero Roncalli» con l’«enigma Bea». Anche se Roncalli sin da giovane era molto più apertamente schierato (pur con le dovute precauzioni) con il versante progressista dell’ambiente ecclesiale che non Bea, il quale seppe mantenere una certa riserbatezza almeno sino al 1949 per romperla apertamente solo nel 1958, dopo la morte di Pio XII… … …
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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (24)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ I Rothschild alle prese con Cavour

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La scorsa puntata abbiamo visto le vicissitudini della famiglia Rothschild durante la Rivoluzione del 1848 e, particolarmente, l’ascendere in quell’anno di Napoleone III in Francia e la caduta di Metternich in Austria.

Nella presente puntata studiamo i rapporti della medesima famiglia con Cavour in Piemonte.
In Francia i Pereire avevano cercato di contrastare il primato bancario dei Rothschild, sfruttando la loro amicizia con Napoleone III, ma ben presto i Pereire avevano dovuto cedere davanti alla preponderanza dei Rothschild.

In Italia si presentò una situazione analoga a quella francese. Infatti, i Pereire operavano finanziariamente anche in Piemonte ma non erano “in grado di far concorrenza ai Rothschild. Tutti – anche lo Stato Pontificio – continuarono a far capo ai Rothschild” (EGONE CONTE CORTI, La famiglia dei Rothschild, II ed., Proceno di Viterbo, Effedieffe, 2021, p. 401).

Il 24 novembre del 1848 Pio IX dovette lasciare Roma e rifugiarsi a Gaeta a causa dei moti rivoluzionari scoppiati nella Città eterna, che portarono alla nascita della Seconda Repubblica Romana (9 febbraio 1849 – 4 luglio 1849).

Il 20 febbraio 1849, papa Mastai fece appello alle Nazioni cattoliche, invocando il loro aiuto armato per rientrare in possesso di Roma e dello Stato Pontificio.

Ora, in quell’epoca Napoleone III, in vista dei suoi disegni imperiali (e non per ideali religiosi), mirava a cattivarsi le simpatie dei Cattolici. Perciò, nell’aprile del 1849 fece scendere sette mila soldati a Roma, sotto il comando del generale Oudinot (1791 – 1863), che entrò a Roma tra il 30 giugno e il 3 luglio del 1849, ripristinò il Governo del Papa, che fece ritorno all’Urbe il 12 aprile 1850, andando a vivere in Vaticano poiché oramai, dopo l’assalto capitanato da Angelo Brunetti (detto Ciceruacchio) nel 1848, il Quirinale era reputato poco sicuro.

Frattanto Pio IX aveva dovuto sostenere ingenti spese, data la situazione che si era creata a Roma nel 1848. Perciò, aveva pure un gran bisogno di aiuti economici per poter riprendere e continuare a gestire il Governo dei suoi Stati che la Repubblica Romana gli aveva usurpati; quindi, dovette chiederli ai Rothschild (come aveva già dovuto fare Gregorio XVI, che era stato un Papa antiliberale e per nulla incline a un compromesso con la Rivoluzione).

Purtroppo, bisogna costatare che una delle debolezze delle forze controrivoluzionarie fu quella di aver trascurato il potere dell’alta finanza, cadendo così – nel XIX secolo – sotto le grinfie di banchieri non cristiani e soprattutto dei Rothschild. Inizialmente vi furono dei banchieri cristiani e cattolici, ma con il XIX secolo furono quasi totalmente soppiantati dai Rothschild.

Invece, la grande lungimiranza dei Rothschild fu proprio quella di averne capito l’enorme importanza. Chi aveva in mano l’oro e la Banca poteva, da “dietro le quinte”, governare il mondo intero, prestando soldi a destra (Papa compreso) e a sinistra (Napoleone I, Luigi Filippo, Cavour) e poi continuando a finanziare chiunque fosse rimasto al potere sia a “destra” (Pio IX) sia a “sinistra” (Mazzini, Armellini e Saffi).
In ogni caso per i Rothschild non sarebbe cambiato nulla… … … Continua a leggere

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Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Terza) ~ Augustin Bea, al Vaticano II, getta la maschera

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Nel presente articolo, in cui tratto l’azione svolta – quasi alla luce del sole – da Bea durante il Concilio Vaticano II, mi servo di fonti che sono abbastanza conosciute; prossimamente tornerò a scandagliare il ruolo occulto, che il gesuita tedesco aveva giocato nel decennio che va dal 1948 al 1958, fondandomi sul libro di Saretta Marotta, Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII (Bologna, il Mulino, 2019).

Il cardinal Bea aveva gettato la maschera e non aveva più nessuna necessità di nascondere il suo vero volto, dietro l’apparenza dell’esegeta conservatore nonché venerato confessore di Pio XII.

Oramai, papa Pacelli era defunto e non era più necessario fingere di essere un teologo pienamente cattolico e in linea con il Magistero costante della Chiesa. I nuovi Pontefici (Roncalli e Montini) erano pienamente in linea con le idee della “Nuova Teologia” condannata dall’Enciclica Humani generis del 12 agosto 1950 di Pio XII.

Per comodità del lettore riassumo, ora, brevissimamente la vita del cardinal Bea… … … Continua a leggere

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Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Seconda) ~ L’«enigma Bea» secondo monsignor Spadafora

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Monsignor Francesco Spadafora è stato allievo del Pontificio Istituto Biblico (PIB) dal 1936 al 1939. Egli fu allievo di Bea (che insegnava al PIB sin dal 1924, divenendone poi Rettore nel 1930 e restando in carica fino al 1949), col quale – assieme a padre Alberto Vaccari (1875 – 1965) come correlatore – discusse anche la sua Tesi di laurea in Scienze bibliche nel ‘39.

Monsignor Spadafora (mancato il 10 marzo 1997) ha scritto molti articoli su Bea e sul Pontificio Istituto Biblico, soprattutto sulla rivista antimodernista “sì sì no no” dal 1994 al 1995. Questi articoli sono stati ripresi e raccolti in un libro intitolato La “Nuova Esegesi”. Il trionfo del modernismo sull’Esegesi Cattolica, pubblicato a Sion, in Svizzera, dall’Editore “Les Amis de saint François de Sales”, nel 1996.

Dallo studio attento di questi articoli di monsignor Spadafora si ottiene un quadro sull’attività di Bea (specialmente in campo esegetico) già prima del Concilio (addirittura sin dalla fine degli anni Trenta), che integra quello datoci dal libro della dottoressa Saretta Marotta riguardo all’impegno pan/ecumenista di Bea a partire dal 1949.

Monsignor Spadafora spiega che… … … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (23) ~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ Parte Ventitreesima: “I Rothschild alle prese con Napoleone III”

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Nell’ultima puntata abbiamo visto come i Rothschild avessero subìto fortemente – dal punto di vista finanziario e sociale – il contraccolpo della Rivoluzione politica del 1848 sia in Francia sia in Austria, ove era venuto loro a mancare l’appoggio di Luigi Filippo d’Orléans e del Metternich, con i quali avevano stretto forti legami di amicizia ma soprattutto di affari, che li avevano resi un sostegno economico indispensabile per i due Paesi suddetti.

Ora Tuttavia, la Rivoluzione aveva spazzato via, in un batter d’occhio, sia il Re francese sia il Principe austriaco e James con Salomone Rothschild si ritrovarono senza cliente, senza protettore ed esposti per di più all’ira popolare, che non dimenticava il loro passato di finanziatori del Regno francese e austriaco.

I governanti caddero sia in Francia sia in Austria, ma i banchieri – anche se dovettero momentaneamente assentarsi dalla loro sede principale (Parigi e Vienna) – seppero poi rimettere in piedi le finanze della loro Banca anche grazie all’appoggio dato loro da Lionello, che oramai aveva preso il posto di suo padre Nathan a Londra, la quale non venne neppure sfiorata dalla Rivoluzione europea del ’48… … …
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Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Prima) ~ Il “Bea preconciliare sconosciuto” e rivelato dalla Marotta

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Nel 2019 è uscito un libro molto interessante (Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII, Bologna, il Mulino, 2019). 

Questo voluminoso studio è stato scritto da una giovane ricercatrice in Storia contemporanea, Saretta Marotta, che cerca di risolvere (e ci riesce, almeno parzialmente) il cosiddetto “enigma Bea”. 

Il porporato, infatti, è una sorta di “Giano bifronte”: conservatore prima del Concilio e progressista durante e dopo l’Assise. 

L’Autrice – alla luce della desecretazione di alcuni archivi privati contenenti molti documenti del cardinal Agostino Bea, che non erano accessibili sino alla data della pubblicazione del libro – riesce a far luce su alcuni aspetti della personalità del Bea che erano rimasti nell’ombra. 

Il lavoro della Marotta ricostruisce l’attività svolta da Bea nel decennio precedente il Concilio Vaticano II, ossia dal 1949 al 1959 (anno in cui Giovanni XXIII annunciò la sua idea di convocare un Concilio ecumenico).

Integrerò, successivamente, quel che scrive la Marotta con quanto ha scritto monsignor Francesco Spadafora su Bea a partire dal 1937/1948 per arrivare al Concilio (cfr. F. Spadafora, La “Nuova Esegesi”. Il trionfo del modernismo sull’Esegesi Cattolica, Sion, Editore Les Amis de saint François de Sales, 1996).       

Appare chiaro, dalla lettura dei documenti… … … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (22) ~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ Parte Ventiduesima: “La Rivoluzione del 1848 arriva in Austria”

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La scorsa puntata abbiamo visto come la Rivoluzione del 1848, partendo dalla Sicilia, avesse invaso tutta l’Italia del nord e di lì fosse giunta in Francia, costringendo Luigi Filippo alla fuga e James Rothschild all’umiliazione di vedere il suo bel palazzo di Parigi saccheggiato dai rivoltosi, i cui caporioni avevano inoltre spillato molti danari alle casse della sua Banca.

Ora vediamo come la Rivoluzione dalla Francia sia passata anche in Austria e abbia abbattuto anche il Principe Metternich che sembrava essere una specie di “divinità” allora in Europa… “sic transit gloria mundi”.

«La Rivoluzione non tarda a fare scuola in tutta Europa. Con Luigi Filippo è caduta una delle grandi colonne maestre della potenza dei Rothschild nel Continente. La Banca di Parigi, ieri ancora tanto florida e potente, si trova ora piombata, da un momento all’altro, nelle angustie più tremende ed è costretta a riconquistarsi ex novo una posizione presso i nuovi padroni, pur appoggiandosi a elementi e relazioni preesistenti» (EGONE CONTE CORTI, La famiglia dei Rothschild, II ed., Proceno di Viterbo, Effedieffe, 2021, p. 379–380).

Tuttavia, i guai non erano finiti lì. Infatti, in pochi altri giorni cadeva un’altra colonna portante della potenza dei Rothschild: l’Austria del Metternich.

La Banca dei cinque fratelli fu risparmiata solo nell’isola britannica, mentre in Italia, in Francia, in Austria e in Germania subì le conseguenze economiche della Rivoluzione politica del ‘48.

Certamente il danno più grave (non solo per l’Europa della Restaurazione, ma anche per le finanze dei Rothschild), dopo la fuga di Luigi Filippo da Parigi, furono le dimissioni del Metternich. .. … …
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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (21) ~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ Parte Ventunesima: “Verso la Rivoluzione Europea del 1848 in Italia e in Francia”

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Passata la bufera del 1840, Casa Rothschild tornò a occuparsi dei grandi problemi finanziari e politici, non dimenticando di aumentare il proprio lustro nella società nobiliare di mezza Europa, soprattutto a Parigi, ove James già da molto tempo aveva intrecciato relazioni di amicizia con i grandi artisti dell’epoca e il fior fiore della nobiltà… … …

… … …Frattanto, nel resto d’Europa, la politica finanziaria dei fratelli Rothschild continuava imperterrita a procacciarsi affari seguendo i loro vecchi princìpi oramai collaudati da circa cento anni. Per esempio, a Francoforte, essi avevano oramai surclassato la banca Bethmann, in Austria il Metternich si fidava solo della Banca Rothschild (anche se per affari di minor conto si rivolgeva ad altre banche di minor prestigio). Addirittura, Egone spiega che «il Metternich ha, soprattutto in Salomone personalmente, tale fiducia da accordargli persino il controllo sulle altre banche con le quali l’Austria è in rapporto. Le relazioni personali tra loro due sono eccellenti. […]. Passando sopra il fatto che Salomone è israelita, gli si conferisce la cittadinanza onoraria di Vienna. Gli si permette di acquistare liberamente tenute e signorie, con fontane, laghetti, cascate, cigni, grotte e parco di selvaggina. Salomone diventa così, a un tratto, uno dei maggiori proprietari terrieri» (cit., p. 367-368).

Tuttavia, tutto questo splendore fece nascere una sorda invidia verso la famiglia di Francoforte: «Vero è che lo sfarzo col quale Salomone suole ora viaggiare non può fare a meno di suscitare irritazioni; infatti, esso si avvicina quasi a quello di un sovrano» (Egone, cit., p. 369).

 Anche in Francia il Regno era legato a doppio filo con la finanza diretta da James Rothschild. Luigi Filippo ricorreva abitualmente a Casa Rothschild non solo in materia finanziaria ma manche in quella diplomatica… … …
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