Archivi tag: Articoli don Curzio Nitoglia

Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (38)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ L’inizio della risalita dei Rothschild in Francia

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Trentottesima Puntata    L’inizio della risalita dei Rothschild in Francia Nell’ultima puntata abbiamo visto che la situazione economica della Banca Rothschild francese nel 1981 non era poi così rosea come si potrebbe credere; per cui, la nazionalizzazione, in realtà, avrebbe … Continua a leggere

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La Fabian Society e la London School of Economics

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Introduzione In un altro articolo (Invito alla Lettura, Roberto Pecchioli, George Soros e la Open Society) abbiamo visto come George Soros abbia influenzato la storia recente del mondo intero; inoltre, studiando la vita di Soros abbiamo conosciuto anche la capitale … Continua a leggere

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Modo pratico di partecipare alla Messa (2)~ Cardinal Siri: Il problema della moda secondo la teologia cattolica

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Prologo  In una società tornata pagana com’è la nostra, il problema della moda è visto come totalmente separato dalle virtù naturali e infuse. La società odierna, soprattutto dopo il Sessantotto, è avvolta in un’atmosfera sensuale, che riguarda anche la moda, … Continua a leggere

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Modo pratico di partecipare alla Messa (1)

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Vi sono vari modi di partecipare alla Messa: si può rispondere al Sacerdote celebrante seguendo il Messalino dei fedeli; si può recitare il Rosario; si può far meditazione. Ognuno ha il suo metodo. Mi permetto di porgere ora al lettore, … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (36)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “I Rothschild e la Fabian Society”

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Nelle scorse puntate abbiamo visto come i Rothschild abbiano influenzato la storia recente, servendosi ad esempio di un personaggio di non lieve entità come George Soros, studiando il quale abbiamo conosciuto anche la capitale importanza che in queste vicende ha giocato la Fabian Society, contigua a Soros e ai Rothschild. 

Ora, in questa puntata cercherò di trattare diffusamente la questione dei Fabiani, servendomi dell’interessante libro di Davide Rossi, La Fabian Society e la Pandemia (Bologna, Arianna Editrice, 2021). 

L’Autore esordisce riconoscendo che «esistono società politiche molto più potenti dei Partiti che siamo abituati a conoscere. Società che costituiscono una sorta di “stanza di compensazione” tra la politica, gli intellettuali, i giornalisti e il mondo dell’alta finanza internazionale. Sono luoghi nei quali si progetta il futuro al riparo dalle piccole beghe quotidiane di palazzo e dalle competizioni elettorali. Insomma, è lì che si modella davvero il mondo che poi le masse dovranno vivere nell’inconsapevolezza» (Davide Rossi, La Fabian Society, cit., p. 5).

Noi eravamo stati abituati a scorgere nelle Banche e nei circoli dell’Alta Finanza o nelle Logge massoniche questi centri di potere che dirigono i Politici da dietro le quinte. Certamente è così, ma – nello specifico – uno di questi circoli è quello dei Fabiani, che in Italia non era molto noto al gran pubblico, prima che il libro di Davide Rossi non avesse fatto un po’ di luce su di esso. Egli spiega che i Fabiani sono un circolo elitario, anzi “ultra elitario”, in cui il disprezzo per il popolo dei semplici uomini regna sovrano.

Ciò che colpisce nello studio di questo club super/iniziatico è la sua arte di dissimulazione, per la quale i suoi membri riescono facilmente a «far apparire una cosa per celarne un’altra diametralmente opposta. Una sorta di piramide che ammanta d’ideali progressisti e di falsi buoni princìpi la propria volontà di dominio e di potenza» (cit., p. 5).

I Fabiani hanno costruito una doppia morale: la prima per il volgo dei semplici che crede facilmente a ciò che gli viene detto e cerca di comportarsi conseguentemente e coerentemente. La seconda per gli “eletti”, gli “iniziati”; ossia, coloro che sono come i Fabiani: i “Padroni dell’Universo”, sotto il tallone del “Principe di questo mondo” (Gv., XII, 31); anche se non vorrebbero mai riconoscerlo.

La Fabian Society, che almeno in Italia è una di queste società (poco conosciuta ma molto potente), esercita da molti anni un ruolo di manipolazione dei cervelli.

Il libro di Davide Rossi può essere diviso in due parti principali: la prima in cui si studia il pensiero filosofico/politico della Fabian Society (d’ora in poi FS); la seconda in cui si studia se e quanto la visione del mondo dei Fabiani coincida con questo tornante storico che stiamo vivendo, a partire dal 2020 (Pandemia) e con il 2022 (la guerra russo/ucraina).

Purtroppo, nel corso dello studio, ci si accorgerà quanto questa realtà sia conforme al pensiero e ai progetti della FS… … … Continua a leggere

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Leggete Pecchioli su Soros ~ Roberto Pecchioli: “George Soros e la Open Society”

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Roberto Pecchioli ha pubblicato recentemente un interessante libro sul “caso Soros” intitolato: George Soros e la Open Society (Bologna, Arianna Editrice, 2022). 
Ne raccomando lo studio e ne porgo al lettore un breve sunto per invogliarlo alla lettura di tutta l’opera. 

Nel libro succitato, l’Autore, spiega che «sarebbe veramente ingenuo immaginare che un uomo solo, per quanto sostenuto da una rete imponente irrorata da grandi somme di denaro, abbia accumulato su di sé un potere così grande, quasi luciferino» (cit., p. 126).

Certamente no. Infatti, Soros rappresenta «un pezzo di un puzzle più vasto […]: pensiamo a Bill & Melinda Gates Foundation, ai Ford, ai Rockefeller e ad altri gruppi, quali il CFR o il Gruppo Bilderberg. Probabilmente Soros è soltanto il volto visibile, il più esposto, la punta di un iceberg» (ivi).

Roberto Pecchioli ne parla diffusamente nel corso del suo libro; però, molto saggiamente, prima si sottrare al «rischio di considerare il miliardario e la sua rete il deus ex machina di ciò che accade nel mondo» (cit., p. 152). 

Poi, egli presenta Soros come uno di coloro che spostano le pedine di questo mondo, innanzitutto mediante le idee, e inoltre tramite il denaro come carburante per far camminare la macchina della rivoluzione nichilistica. 

Perciò, Pecchioli, saggiamente, inquadra il “Caso Soros” all’interno di un quadro più vasto che ha richiesto più di una generazione di rivoluzionari professionisti, i quali da padre in figlio e tra fratelli in collaborazione organizzata ha lavorato nell’ombra, con molta discrezione, senza attirare troppo l’attenzione su di sé.

Allora, in quest’ottica, Soros appare come uno di quei famosi personaggi che popolano l’ultimo trentennio (i padroni dei Social della Silicon Valley californiana), che si sono affiancati – come gregari – «alle tradizionali grandi famiglie della finanza, dell’economia e dell’industria, Rockefeller, Warburg, Rothschild e poche altre» (cit., p. 4).
Questi nuovi ricchi, sono «i signori della tecnologia, creatori di enormi imprese “digitali” globali (Google, Amazon, Facebook, Apple, Microsoft)» (cit., p. 5).

Certamente Soros, oltre che un arcimiliardario, è anche un “filosofo”, un ideologo con venature “millenaristiche” (cit., p. 6), che agisce da circa cinquant’anni, per cambiare il mondo in base alla sua filosofia che viene detta “Società aperta” (di cui avevano scritto Popper e Bergson), ma che in realtà è un vero e proprio Nichilismo logico, etico e metafisico, che ha come fine negativo (“pars destruens”) quello di distruggere il vecchio mondo ancorato sulla retta ragione, sulla legge morale naturale e persino sull’essere creato. 

Infatti, il mondo reale e creato ha il torto di rimandare troppo esplicitamente a un Creatore e, pertanto, va distrutto, poiché il Nichilismo non può colpire direttamente Dio, magari adducendo la scusa che non esiste.

Mentre il suo scopo positivo (“pars construens”) è quello di costruire un uomo nuovo, un “meta/uomo” o un “trans/uomo”, che – riprendendo il piano di Nietzsche – trascende se stesso, diventa lui stesso Dio e ne occupa il posto, dopo aver tentato il “deicidio” (arte già messa in pratica circa duemila anni fa, da un Sinedrio molto simile a quello che oggi governa il mondo).  
  
«George Soros non è il Grande Vecchio e neppure il Male Assoluto […]. Tuttavia, la figura di Soros e la sua organizzazione sono tra i protagonisti e gli artefici della nostra storia» (cit., p. 9).

Come si vede, Soros è uno tra i vari grandi attori della rivoluzione odierna, del “Trans/umanesimo”, ma non è il regista principale… … … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (35)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “I Rothschild e Soros”

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Nell’ultima puntata abbiamo studiato il ruolo che giocò il Presidente Mitterrand (tra il 1981 e il 1982) nelle vicende dei Rothschild, che preferirono in quei frangenti – data la situazione mutata negativamente nei loro confronti e un’incipiente nazionalizzazione della loro Banca, almeno in Francia – abbandonare la “Vecchia Europa” per recarsi nel “Nuovo Mondo” e precisamente a New York.

La Famiglia Rothschild che, sino ad allora, era stata quasi “onnipresente” e “onnipotente” nel “Vecchio Continente” soprattutto a Vienna, Parigi e Londra; rimase solo “a fianco dell’Europa”, ossia in Inghilterra; avendo deciso di lasciare (anche se non totalmente) la Francia ed essendo già tramontato da lungo tempo il primato dell’Austria con la fine della Prima Guerra Mondiale. 

Oramai, la partita del potere mondiale si spostava fortemente dall’«Europa continentale» o della «terra ferma» per giocarsi parte nell’«Europa marittima» cioè, in Inghilterra, che si è sempre più considerata atlantica e aperta agli Usa (piuttosto che affacciata sull’«Europa continentale») e parte nel Continente atlantico, ossia negli Usa, che erano emersi – dopo la Seconda Guerra Mondiale – come la nuova superpotenza economico/industriale e bellica, anche se la mente direttiva del potere mondiale restava (con molta discrezione e flemma) in Inghilterra, pur essendo esercitato pubblicamente negli Stati Uniti.

Nel corso dell’ultimo articolo ci siamo imbattuti in alcuni nomi (Kalergi, Soros, Società Fabiana…) che non possiamo non trattare – sia qui, sia nel corso di queste seguenti puntate – per capire meglio il ruolo che ancora oggi, malgrado le alterne vicende francesi, la Banca Rothschild continua ad avere nella storia politico/finanziaria del mondo attuale, non solo in Europa ma anche negli Stati Uniti d’America… … … Continua a leggere

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Padre Felice Maria Cappello: “STATO E CHIESA” (recensione libraria)

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Felice Cappello nacque a Coviola di Belluno l’8 ottobre 1879; fu battezzato lo stesso giorno della sua nascita a Pieve di Forno di Canale.
Felice Cappello entrò nel seminario minore di Feltre nel 1893; una volta terminato il seminario minore nel 1897, entrò nel seminario maggiore di Belluno, dopo 4 anni di studi, Felice fu consacrato sacerdote, il 20 aprile 1902. 

Fu, quindi, inviato come viceparroco a Sedico, una cittadina a pochi chilometri da Belluno, restandovi sino al 1906.

Il giovane viceparroco, don Felice, continuò gli studi ecclesiastici e si laureò prima presso la facoltà teologica di Bologna nel 1904 in teologia; poi, nel 1905 in filosofia presso l’Accademia San Tommaso d’Aquino di Roma e, infine, conseguì la terza laurea nel 1906 presso l’Istituto Apollinare di Roma in diritto canonico, materia di cui diverrà uno dei maggiori esperti della prima metà del Novecento. 

L’11 giugno 1905 San Pio X con l’Enciclica Il fermo proposito, pur mantenendo ancora de jure il non expedit di papa Mastai, autorizzò de facto i Cattolici a prendere parte alle elezioni che si sarebbero tenute nel novembre del medesimo anno. 

Pio X aveva allentato le disposizioni pratiche di Pio IX, che, tra il 1861 e il 1874, in protesta contro l’invasione dello Stato pontificio, aveva proibito totalmente ai Cattolici di partecipare alle elezioni politiche del neonato Regno sabaudo. 

Si aprì, dunque, attorno al 1905 un vivace dibattito tra i Cattolici se si dovesse mantenere una posizione di forte intransigenza dottrinale e anche pratica (com’era stato stabilito da Pio IX e mantenuto da Leone XIII) nei confronti della vita politica del Regno d’Italia oppure se si potesse, come aveva permesso Pio X, avvicinarsi praticamente all’agone politico per mandare in Parlamento deputati che s’impegnassero con l’elettorato a promulgare leggi civili non difformi dalla Legge naturale e divina, pur mantenendo una linea dottrinale di condanna verso il Risorgimento liberale. 

Padre Cappello entrò nella disputa con molta foga. Si erano, infatti, creati due schieramenti tra i Cattolici:
– 1°) i più conservatori erano propensi a mantenere intatto il non expedit non solo nella dottrina antiliberale e antirisorgimentale, ma anche con la pratica di “non eletti né elettori”, vedendo di malocchio ogni apertura benché minima anche nella sola pratica; mentre
– 2°) altri – in séguito all’apertura di papa Sarto – ritenevano di poter partecipare nella pratica alle elezioni per impedire che la legislazione fosse tutta in mano ai laicisti e ai liberali, mantenendo intatta la teoria di condanna del Risorgimento massonico e laicista… … … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (34)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “I Rothschild e la Francia di Mitterrand (1981)”

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Nel 1981, come abbiamo già visto nella scorsa puntata, si scatenò una forte tempesta sulla Famiglia Rothschild. Infatti, il Presidente della Repubblica Francese per due mandati consecutivi (1981 – 1995), François Mitterrand, aveva l’intenzione di nazionalizzare al massimo le imprese francesi e soprattutto quelle bancarie. Perciò, la Casa Rothschild rischiava di dover assistere anche alla nazionalizzazione della propria Banca.

Guy dovette affrontare in prima linea quest’attacco di Mitterrand alla sua Banca, infatti, il figlio di Guy, David Rothschild, era ancora giovane, inesperto e alle prime armi.

Secondo la “Legge Mitterrand”, a partire da un miliardo di Franchi Francesi di depositi bancari, le banche venivano automaticamente nazionalizzate. Ora, questa manovra sembrava un attacco mirato soprattutto ai Rothschild, poiché la cifra di “un miliardo” non era raggiunta appena per un poco dalla Banca “Lazard Frères”; mentre quella dei Rothschild la sorpassava in pieno.  Ora, la Banca Lazard era molto vicina agli ambienti socialisti francesi, di cui Mitterrand era il leader; mentre, la Banca Rothschild era piuttosto vicina agli ambienti conservatori, di “destra” e anti/statalisti (come sempre nel corso della loro storia, sin da Napoleone). 

Tuttavia, dopo una forte battaglia parlamentare tra la destra anti/statalista e la sinistra filo/statalista, nel 1982, la “Legge Mitterrand” sulla nazionalizzazione delle imprese (che superassero un miliardo di Franchi Francesi in quantità di depositi) passò. 

Questa “Legge” del 1981/82 fu un durissimo colpo per i Rothschild francesi; infatti, la notizia dell’imminente statalizzazione della loro Banca, fece crollare il valore delle azioni delle banche che erano, più o meno, coinvolte con la “Banca delle banche”. Inoltre, siccome Guy, circa dieci anni prima, aveva messo a capo di tutte le imprese di famiglia la “Banque Rothschild” anch’esse vennero espropriate dallo Stato francese e fuse assieme alla Banca Rothschild… … …
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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (33)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “I Rothschild dal «’14/’18» a oggi”

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Finalmente sono riuscito a procurarmi alcuni libri molto validi sui Rothschild, che arrivano sino al 2012.

Perciò, dopo aver seguìto – per sommi capi – quanto ci narra Pietro Ratto, dal 1914 in poi, mi aiuterò con quest’altri volumi, i quali purtroppo presentano l’inconveniente che, essendo scritti da autori francesi, studiano (molto bene) le vicende della Banca Rothschild; ma, soprattutto, se non esclusivamente, in Francia. Comunque, gli autori sono molto seri e hanno condotto ricerche assai approfondite con consultazione degli Archivi privati dei Rothschild francesi, messi a loro disposizione dalla Casa stessa.

Il primo di questi è quello di Martine Orange, Rothschild, une banque au pouvoir, (Paris, Albin Michel, 2012).

In esso l’autrice ci spiega che – nel 1981 – la Banca Rothschild fu nazionalizzata dal Presidente della Repubblica francese François Mitterrand (1916 – 1996) e sembrava dover scomparire dalla scena della politica e dell’alta finanza, almeno in Francia.

Invece, nel 2011, appena trent’anni dopo la nazionalizzazione, la Banca Rothschild è ancora la Banca più potente di Francia.

Il libro della dottoressa Martine Orange ci mostra come dal Secondo Impero, instaurato da Napoleone III (1852–1870), sino a oggi – almeno a Parigi – i Rothschild stanno ancora al vertice del potere finanziario e, quindi indirettamente, anche politico.

Essi, molte volte, sono venuti in soccorso della “destra conservatrice” del gaullista Georges Pompidou (1911 – 1974) e di  Nicolas Sarkozy (28 gennaio 1955 – ), ma i Rothschild hanno sovvenzionato anche “la sinistra moderata” di Jacques Delors (1925 – ) e di François Hollande (1954 – ), la quale spesso ha dovuto far ricorsa alla “Banca delle banche”… … … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (32)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “I Rothschild dal 1914 a oggi”

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Purtroppo dobbiamo abbandonare il libro di Egone Conte Corti sulla Famiglia Rothschild, perché egli ci ha abbandonati per primo – a differenza del Padreterno – il quale invece “non deserit, nisi prius deseratur”.

Inoltre, Egone – essendosi arrestato nella narrazione della storia dei Rothschild al 1914/18 – ha bisogno di essere integrato per arrivare a conoscere qualcosa della suddetta dinastia sino ai giorni nostri. 

Certamente, non si può trovare un altro libro sui Rothschild che possa eguagliare quello di Egone, che ebbe il privilegio di entrare nelle biblioteche delle più antiche e famose famiglie dell’Impero austriaco, le quali possedevano preziose informazioni sui Rothschild che altrimenti non avremmo mai avuto.

In un certo senso si può paragonare Egone, per quanto riguarda i Rothschild, a Giuseppe Flavio per la narrazione della distruzione di Gerusalemme (70 d. C.) e della guerra giudaico/romana (66/70 d. C.).

In realtà sono stati scritti vari libri sui Rothschild, ma tutti abbastanza parziali, sia per scopi agiografici (essendo stati commissionati dalla Famigli omonima), sia per fini o modalità denigratorie (essendo animati da odio razziale o di classe e, dunque, privi non dico di obiettività ma pure di lucidità storica, essendo inoltre scritti se non con “con i piedi” ma certamente con il “fegato”).

Pietro Ratto ha scritto vari libretti su questo tema (per la casa editrice Arianna di Bologna) e altri affini che, pur non potendo competere con quello di Egone, almeno ci forniscono qualche notizia sulla Casa/Banca di Francoforte sino ai giorni nostri.

Ora, io penso – con Aristotele e san Tommaso – che tra il nulla e l’atto perfetto ci sia la potenza o l’atto imperfetto. Perciò, ci si può e certe volte ci si deve accontentare del meno perfetto per non rimanere senza nulla e a mani vuote… … … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (31)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “I Rothschild dal finire dell’Ottocento sino al 1914”

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«Nel mezzo secolo che segue la guerra franco/prussiana (1870), se la Casa Rothschild non si sviluppa più col ritmo impetuoso di prima, tuttavia non decade dalla sua alta posizione sociale ed economica. La situazione sociale della famiglia, specialmente nelle sedi fuori Germania, tocca un livello che non può non dirsi meraviglioso, anzi unico, date le umili origini della famiglia stessa. Economicamente i Rothschild riescono a mantenere la loro ricchezza a un livello imponente, attraverso tutte le vicende della storia contemporanea per quanto debbano cedere ad altri il privilegio di essere la famiglia più ricca d’Europa» (Egone Conte Corti, La famiglia dei Rothschild, II ed., Proceno di Viterbo, Effedieffe, 2021, p. 465). 

Comunque, sino ai giorni nostri, i Rothschild si mantengono in grado, forti della loro strapotenza finanziaria, appoggiandosi alle loro relazioni internazionali intessute sapientemente con tutte le Corti europee (diventate, poi, Parlamenti eletti democraticamente) di esercitare un’influenza, nascosta ma molto potente anche se non più decisiva come dal 1815 al 1848 sugli eventi politici, economici e bellici che hanno caratterizzato la storia sino ai giorni nostri (non solo europea ma anche statunitense e quindi mondiale). 

Per quanto riguarda i Rothschild e gli eventi storico/politici e bellici in cui essi hanno avuto, e mantengono ancor oggi una certa influenza, dovrò avvalermi principalmente di alcuni studi abbastanza seri, anche se non sono al medesimo livello di quello di Egone Conte Corti, che poté avvalersi della sua amicizia con le famiglie delle varie Corti europee e specialmente con gli Asburgo… … …

… … …Egone, chiudendo il suo interessantissimo libro, scriveva: «Ancor oggi, negli Stati ove la loro famiglia è stabilita, è difficile trascurare i Rothschild» (Egone Conte Corti, La famiglia dei Rothschild, cit., p. 465).
Tuttavia, tra il 1870 e il 1918, la situazione della Casa Rothschild è molto cambiata rispetto al passato e soprattutto all’«epoca d’oro», ossia 1750/1848.

Infatti i cinque fratelli della seconda generazione, ossia della “belle époque” o degli “anni ruggenti”, sono oramai morti. Lo stretto legame che legava i fratelli Rothschild tra di loro, portandoli a far sposare persino le loro figlie/i con i rampolli dei loro fratelli (ossia tra cugini di primo grado) non sussiste più, se non in maniera del tutto eccezionale. Inoltre, i Rothschild della terza generazione si sono “assimilati” alle nazioni nelle quali si trovano a vivere, dal punto di vista patriottico e civile ma non religioso; infatti, essi son restati sempre Israeliti, anche se non più ortodossi di stretta osservanza come il vecchio Amschel Meyer (1744, Francoforte /1812, Francoforte). Essi si sono fatti naturalizzare nelle nazioni in cui vivono, ossia in Inghilterra, in Austria, in Germania (unificata dopo il 1870 dal Bismarck) e in Francia.

Dal punto di vista affaristico/finanziario, tutto ciò ha comportato che, se prima del 1870, ogni Rothschild, fosse inglese, austriaco, prussiano o francese, partecipava agli utili o alle perdite dei suoi fratelli; ora, invece, ogni filiale ha un suo patrimonio esclusivo e le altre filiali non partecipano né alle sue perdite e neppure ai suoi guadagni.

Tuttavia essi continuano a trasmettersi informazioni segrete e riservate che carpiscono nella Nazione in cui operano, ai Prìncipi cui prestano denari e le passano ai fratelli residenti nell’altre Nazioni europee; inoltre, in alcuni affari, molto grandi e delicati, si prestano mutuo sostegno.
Insomma, cercano pur sempre di mantenere – con la reciproca e mutua cooperazione – la preminenza sociale e soprattutto economica che avevano acquistato con sì lunga fatica in appena un secolo… … … Continua a leggere

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FATIMA 1917/2017/2022

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Saverio Gaeta ha scritto recentemente il libro intitolato Fatima. Tutta la verità. La storia, i segreti, la consacrazione (Cinisello Balsamo, San Paolo, 2017).

Questo libro è un lavoro esaustivo sulla storia delle apparizioni della Madonna a Fatima nel 1917, di quelle successive a suor Lucia e sul terzo Segreto.

Nel 1946, rispondendo alla domanda se la statua appena terminata rappresentante la Madonna, (che le era apparsa nel lontano 1917) la raffigurasse bene, suor Lucia rispose: “No, non molto. Provai disappunto quando la vidi. In un certo modo è troppo gaia, troppo allegra. Quando vidi la Madonna, ella era piuttosto triste, direi come presa da compassione” (S. Gaeta, Fatima. Tutta la verità. La storia, i segreti, la consacrazione, cit., p. 22).

Il 19 agosto 1917 la Madonna «prendendo un aspetto più triste disse: “Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori perché molte anime vanno all’inferno poiché non c’è chi si sacrifichi per loro”» (cit., p. 35).

Il messaggio e l’espressione della Madonna sono improntati a serietà e a una certa “tristezza” per la sorte degli uomini che già nel 1917 vivevano in stato abituale di peccato mortale e morendo andavano all’inferno, mostrato dalla Madonna ai tre pastorelli in tutta la sua maniera più spaventosa della pena del senso e del danno. Che differenza con i messaggi dei “profeti di ottimismo”, “gai e allegri”, che a partire da Giovanni XXIII sino a Francesco I lasciano tranquilli e addormentati gli uomini sulla via dell’inferno, la quale dopo 100 anni è diventata un’autostrada! La “medicina della sola misericordia senza il rigore della giustizia” che Giovanni XXIII e il Vaticano II, in piena e perfetta sintonia con Francesco I secondo cui “Dio non castiga”, presentano all’uomo contemporaneo è in realtà un veleno.

Il grave è che non solo gli uomini vivono nel peccato, ma che i Pastori della Chiesa li rassicurano in esso. Francesco I non ha forse affermato che “è meglio una convivenza di un matrimonio affrettato”? Giovanni Paolo II non ha forse insegnato (Enciclica Redemptor hominis del 1979, Dives in misericordia del 1980, Dominum et vivificantem del 1986) che tutti, volenti o nolenti, si salvano perché uniti indissolubilmente a Cristo per l’Incarnazione del Verbo? La Corredentrice, la Vergine Addolorata, la Mediatrice di ogni grazia sta sotto la Croce dalla quale pende il Figlio ancora oggi “dolorosa e lacrimosa”.

Il 31 dicembre 1979 suor Lucia dedicò le sue penitenze «per le difficoltà che la Chiesa cattolica […] stava sperimentando nel processo di applicazione del Concilio Vaticano II fra le opposte tensioni della teologia della liberazione e del tradizionalismo. Infatti, leggiamo nel suo diario: “Com’è possibile Signore? La tua Chiesa non può perire! Non le hai promesso di starle vicino, sino alla fine dei tempi?”» (cit., p. 60).
Padre Joachim Maria Alonso, nel 1982, ha spiegato anche lui in questo senso la mancata rivelazione integrale del terzo Segreto: “Una rivelazione anticipata del testo avrebbe aggravato ulteriormente la frattura che continua a dividere in due la Chiesa: il Tradizionalismo, che avrebbe ricevuto manforte dalle profezie di Fatima e il progressismo, che invece si sarebbe scagliato contro queste apparizioni gridando che esse avrebbero fermato il progresso della Chiesa conciliare” (cit., p. 100).
In realtà si sa che la Madonna aveva previsto e predetto “un cattivo Concilio [il Vaticano II in sé e non la sua lettura fatta dai teologi progressisti, ndr] e una cattiva Messa [la Messa di Paolo VI, ndr]” (cfr. S. Gaeta, cit., pp. 113-114). Non si tratta di una lettura errata del Concilio ma della sua rottura oggettiva con la Tradizione apostolica… … …
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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (30)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ ” I Rothschild e il1870″

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Nella presente puntata cerchiamo di vedere le gesta di Casa Rothschild nel fatidico 1870 (caratterizzato dalla fine di Napoleone III e dall’invasione di Roma da parte delle truppe sabaude). 

Proprio in quest’anno così decisivo per la storia europea è venuto a mancare l’ultimo dei cinque figli di Meyer Amschel, il fondatore della Banca Rothschild a Francoforte attorno alla metà del XVIII secolo, James, che a Parigi aveva portato la sua Casa a un’altezza senza precedenti, forse eguagliato solo da Lionello a Londra. 

Il successore di James a Parigi fu il figlio primogenito, Alfonso, che era «destinato a trovarsi alla testa della sua Casa in un periodo burrascoso soprattutto per Napoleone III. La catastrofe si avvicinava a passi di gigante… … … Continua a leggere

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Il vero volto del cardinale Agostino Bea, “ecumenista” anche prima del Concilio Vaticano II (Parte Ottava) ~ “Monsignor Jaeger lancia padre Bea”

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Passato il cosiddetto “Annus horribilis” del 1950 (Condanna del movimento ecumenista da parte del Sant’Uffizio, promulgazione dell’Enciclica Humani generis, proclamazione del Dogma dell’Assunzione di Maria Santissima in corpo e anima nel Paradiso), anche il 1951 si presentava agli occhi dei progressisti sotto auspici non favorevoli.

Tuttavia, il movimento pan/ecumenista guidato dalla Diocesi e dall’Arcivescovo di Paderborn monsignor Lorenz Jaeger, (Halle in Sassonia, 23 settembre 1892 – Paderborn, 1° aprile19751), non si perse d’animo, anche se Paderborn era stata appena colpita da gravi lutti: il 10 febbraio 1951 era scomparso padre verbita Joseph Grendel (Mellen in Germania, 6 gennaio 1878 – 10 febbraio 1975, Città del Vaticano), consultore presso il Sant’Uffizio sin dal 1944 e lanciato dalla Diocesi di Paderborn per aiutare da dentro la Curia romana l’ecumenismo.

La morte prematura del padre verbita appena settantatreenne aveva messo l’Arcivescovo Jaeger in una situazione molto spinosa che lo spinse a cercare un altro uomo di sua fiducia che potesse accedere ed entrare nel sant’Uffizio per continuare ad aiutare il movimento ecumenista. Fu così che monsignor Jaeger si rivolse all’allora padre Augustin Bea… … … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (29)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “i Rothschild e il 1866”

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Frattanto, dopo la crisi del 1870, i Rothschild si erano affacciati anche nel Nuovo Mondo, che circa cinquanta anni dopo avrebbe iniziato a scalzare l’Europa dal primato economico/politico che allora occupava ancora. 

In Brasile essi avevano costruito Ferrovie; nel Sud degli Usa avevano istituito molte Agenzie per l’acquisto della lana che poi spedivano in Francia, vendendola su quel mercato. Con la propria flotta provvedevano all’enorme traffico di merci tra gli Usa e la Francia.

Perciò, allorché scoppiò la Guerra di secessione americana tra Nordisti e Sudisti, i Rothschild che avevano la maggior parte dei lori interessi nel Sud degli Stati Uniti, parteggiavano piuttosto per i Sudisti (erano decisamente “conservatori” in politica, ma per motivi molto “economici”; perciò non bisogna stupirsi del filo/sionismo dei partiti di “destra” e dei “teo/con” odierni). Poi, una volta sconfitti questi, i loro affari negli Usa ne risentirono parecchio, ma riuscirono a risollevarsi anche da questa crisi.

Il Crédit Mobiler dei Fould/Pereire – grazie all’appoggio di Napoleone III, dopo la Guerra di Crimea – si era venuto allargando eccessivamente e ciò dava non poco fastidio alla Banca Rothschild. Tuttavia gli affari del Crédit iniziavano a dare i primi gravi segni di cedimento e i Rothschild stavano a guardare … … … Continua a leggere

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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (28)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “Excursus di Attualità: i Rothschild in Italia”

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Sino a ora abbiamo studiato la storia della famiglia Rothschild partendo dalla sua nascita come Banca, a Francoforte, nella seconda metà del XVIII secolo per arrivare a poco prima del Primo Conflitto Mondiale, grazie alle informazioni preziose che ci ha dato Egone Conte Corti (La famiglia dei Rothschild, II ed., Proceno di Viterbo, Effedieffe, 2021), il quale ha potuto consultare i documenti originali contenuti nei fondi di molti palazzi nobiliari austriaci molto vicini alla Casa degli Asburgo, che gli hanno aperto le porte.

Purtroppo Egone non ha potuto andare più lontano. Perciò ci dobbiamo “contentare” di questo studio veramente basilare e fondamentale almeno sino ai primi anni del Novecento.

Per quanto riguarda le vicende ulteriori ci potremo rifare – in futuro – ad altri libri, che sono egualmente seri e approfonditi, ma che non dispongono della informazione documentaria di quello di Egone.

Nel presente articolo mi permetto d’interrompere la tematica abituale e di stilare un excursus di attualità, facendo notare i legami che molti dei nostri uomini politici italiani hanno avuto rapporti più o meno stretti con la Banca Rothschild.

Nella prossima puntata riprenderemo la storia dei Rothschild dove l’abbiamo lasciata, ossia nel 1866/1870… … …
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Il Potere Occulto dell’Alta Finanza sul Mondo Moderno (27)~ LE FAMIGLIE CHE DOMINANO IL MONDO ~ “I Rothschild e il Piemonte di Cavour”

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Egone scrive che Cavour aveva preparato accortamente l’unificazione d’Italia sotto la Monarchia liberale piemontese. Tuttavia, tale unificazione sarebbe stata possibile solo tramite una guerra del Regno sabaudo (non senza la Francia) contro l’Austria. Egli la preparò, sviluppando le forze economiche e militari del Piemonte; ma, tutto ciò lo fece in gran segreto, servendosi di provvedimenti economici per mascherare i suoi progetti bellici (cfr. Egone Conte Corti, La famiglia dei Rothschild, II ed., Proceno di Viterbo, Effedieffe, 2021, p. 433).

Fu così che, nel 1856, servendogli un prestito per acquistare nuovi armamenti, lo mascherò dietro le spese per la costruzione della rete ferroviaria sabauda e della galleria del Moncenisio. Queste opere furono realmente intraprese, ma gli dettero anche la possibilità di ottenere molti più denari per investirli pure in potenziamento bellico, senza dare nell’occhio all’Austria.

Infatti, il Piemonte era uno Stato piccolo (7000 km quadrati circa) con pochi milioni di abitanti (circa cinque milioni) e non poteva sperare di competere con l’Impero austriaco. Esso aveva bisogno di alleati potenti e ricchi. Perciò, Cavour volle la partecipazione del suo Piemonte alla guerra di Crimea non perché fosse interessato alla Crimea, ma per ottenere cospicui aiuti economici dai suoi alleati (Francia e Inghilterra) e, soprattutto, la benevolenza di Napoleone, che gli sarebbe stata indispensabile per staccarsi dall’Austria.

…Napoleone III era molto attento alle vicende italiane e guardava con simpatia l’intento unitario di Cavour e, dopo la vittoriosa campagna di Crimea, le sue simpatie per il Piemonte aumentarono ancor più.

Naturalmente, l’amicizia di Napoleone con Cavour e il Piemonte aiutò, e non poco, il regno sabaudo a separarsi dall’Austria. Inoltre, l’Imperatore di Francia non aveva gradito la non partecipazione austriaca alla campagna di Crimea e colse l’occasione per presentare il conto a Vienna, aiutando il Piemonte a strapparle la Lombardia.

La terza generazione dei Rothschild (James a Parigi, Adolfo a Napoli e Anselmo a Vienna) osservava la piega pericolosa che stavano prendendo gli avvenimenti e che si sarebbe ripercossa sia in Austria che in Francia e nel piccolo Piemonte. 
Infatti per i tre banchieri… … … Continua a leggere

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Gesù, i pagani e i giudei (2) ~ Nel vangelo di san Giovanni (IV, 1-30) ~ “Secondo i Padri ecclesiastici, gli esegeti e don Divo Barsotti”

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Nello scorso articolo abbiamo visto come san Tommaso d’Aquino e gli esegeti moderni (Marco Sales, Giuseppe Ricciotti, Ferdinando Prat e Alfred Durand) hanno commentato il dialogo tra Gesù e la Samaritana (Gv., IV, 1-19).

Nel presente articolo studiamo come questo brano del Vangelo di san Giovanni (sino al versetto 43), sia stato interpretato dai Padri della Chiesa (soprattutto: san Giovanni Crisostomo e sant’Agostino).

Infine ne tireremo alcune conclusioni che riguardano soprattutto i rapporti tra Cristianesimo e Paganesimo, che valevano ai tempi di Gesù come valgono ancora oggi… … … Continua a leggere

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Gesù, i pagani e i giudei (1) ~ Nel Vangelo di san Giovanni (IV, 1-19) ~ “Secondo san Tommaso e l’esegesi moderna”

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Affrontando il tema dei rapporti tra Giudaismo veterotestamentario (poi quello talmudico), Paganesimo e Cristianesimo ci s’imbatte nel dialogo tra Gesù e la Samaritana (che per i Giudei era una pagana, scismatica ed eretica), riportato nel capitolo IV del Vangelo di San Giovanni.

Se si studia attentamente questo brano evangelico di san Giovanni (IV, 9-30), si capisce molto bene quale fosse stato il retto insegnamento 1°) sia dell’Antico Testamento, non ancora snaturato dal Messianismo farisaico e rabbinico del Giudaismo talmudico, 2°) sia del Cristianesimo come Gesù l’ha rivelato, gli Apostoli l’hanno tramandato e i Padri assieme ai Dottori scolastici l’hanno interpretato.

È per questo che per capire ancor più esattamente quest’insegnamento, occorre leggere il Vangelo alla luce della Tradizione (patristica e scolastica); infatti, le fonti della Rivelazione sono la Santa Scrittura e la Tradizione e non la “sola Scrittura” come voleva Lutero (Concilio di Trento, sessione 4, DB, 738 e 783; Concilio Vaticano I, DB, 1787).

È quello che cercherò di fare nel corso di questi articoli… … …
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