Archivi tag: Articoli don Curzio Nitoglia

TEOLOGIA DI ISRAELE (4/4) ~ Quarta Parte

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DIO DIFFONDERÀ LA SUA GRANDE MISERICORDIA SULLA MAGGIOR PARTE DEL POPOLO EBRAICO PRIMA DELLA PARUSIA (Rom., XI, 25-32)

San Paolo inizia ora (Rom., XI, 25) a trattare un argomento di grande importanza e lo fa utilizzando la formula: “Non voglio che ignoriate”, la quale vien da lui impiegata nelle sue Epistole per attirare l’attenzione del lettore.

L’Apostolo si rivolge ai Cristiani che provengono dal Paganesimo e spiega cosa non vuole che essi ignorino: “Questo mistero”. Qui la parola “mistero” significa una verità che la ragione umana puramente naturale non può conoscere, ma l’intelletto – mosso dalla volontà spinta dalla grazia attuale di Dio – può aderire ad essa solo per fede soprannaturale nella divina Rivelazione. La verità che San Paolo rivela ai Gentili convertitisi al Cristianesimo è la futura conversione in massa dei Giudei a Cristo, che avverrà dopo la conversione dei Pagani e prima della fine del mondo (v. 25)1.

Per quale motivo l’Apostolo svela con tanta solennità questo mistero ai Pagani convertiti?… … … Continua a leggere

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TEOLOGIA DI ISRAELE (3/4) ~ Terza Parte

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Nella prima parte di questo articolo abbiamo visto come San Paolo (Rom., IX, 1-29) ha dimostrato 1°) che Dio ha permesso l’apostasia della maggior parte d’Israele, manifestando così la Sua giustizia; mentre 2°) solo un “piccolo numero” di Giudei ha accolto il Messia e questo manifesta la Sua misericordia; nel medesimo tempo 3°) la stragrande maggioranza dei Gentili ha abbracciato la fede di Abramo, si è convertita a Cristo, ha rimpiazzato i Giudei increduli ed anche questo terzo punto manifesta la misericordia del Signore.

Nella seconda parte di questo articolo abbiamo spiegato che l’Apostolo dei Gentili, (Rom., IX, 30 – 33; X, 1-21), ha mostrato la responsabilità e la colpevolezza dei Giudei increduli, che hanno rifiutato il Messia Gesù di Nazareth, la quale colpa fa risaltare la giustizia di Dio, che li ha riprovati.

Infine durante tutto il capitolo XI (1-36) dell’Epistola ai Romani (che affrontiamo in questa terza parte, solo sino al versetto 24) San Paolo mostra come a) Dio sia stato non solo giusto verso i molti Giudei increduli, ma anche misericordioso verso i pochi Giudei che hanno creduto e b) sarà misericordiosissimo, prima della fine del mondo, accogliendo la maggior parte d’Israele (vv. 25-32) che tornerà a Cristo… … … Continua a leggere

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TEOLOGIA DI ISRAELE (2/4) ~ Seconda Parte

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Nella prima parte di questo articolo sulla “Teologia di Israele” (Rom., IX, 1-29) abbiamo visto come San Paolo ha dimostrato che Dio, pur avendo permesso l’apostasia della maggior parte d’Israele, non è stato infedele al Patto che aveva stretto con Abramo poiché la promessa di Dio non fu fatta a coloro i quali discendono carnalmente da Israele, ma a coloro che sono spiritualmente Israeliti, ossia che hanno la fede nel Messia Gesù. Ora un “piccolo numero” di Giudei è rimasto fedele al Patto abramitico ed ha accolto il Messia; nel medesimo tempo la stragrande maggioranza dei Gentili ha abbracciato la fede di Abramo, si è convertita a Cristo, divenendo spiritualmente Israele, ossia è stato innestato nella Vecchia Alleanza e partecipante alla Nuova ed Eterna Alleanza nel Sangue di Gesù. Tutto ciò manifesta la misericordia del Signore.

L’Apostolo dei Gentili, in questa seconda parte dell’articolo (Rom., gli ultimi tre versetti del capitolo IX, dal v. 30 al v. 33; e tutto il capitolo X, vv. 1-21), mostra la responsabilità e la colpevolezza dei Giudei increduli, che hanno rifiutato il Messia Gesù di Nazareth, la quale fa risaltare la giustizia di Dio.

Purtroppo i Giudei infedeli, per loro colpa, non cercarono la salvezza là dove Dio l’aveva riposta: nel Messia sofferente Gesù, nato nella grotta di Betlemme e morto sulla croce del Calvario, ma in un falso “Messia” immaginario, politico militante e trionfante…. … … Continua a leggere

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SIAMO GIUNTI ALL’«INIZIO DEI DOLORI»?

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Questi giorni d’inizio dell’anno 2020 sono caratterizzati soprattutto da due avvenimenti:

1°) il “corona virus” con tutto ciò che lo circonda e

2°) lo sbarco di circa 20 mila soldati degli Usa in Europa nord-orientale (Germania, Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia) per una esercitazione congiunta con le forze armate della Nato in vista di fronteggiare una possibile invasione dell’Europa.

Non sembra che questi due avvenimenti siano disgiunti l’un dall’altro. Infatti il primo (di cui troppo si parla) serve a occultare il secondo (di cui poco si parla).

Inoltre… … … Continua a leggere

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TEOLOGIA DI ISRAELE (1/4) ~ Prima Parte

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PREMESSA

Il Vangelo di Gesù è stato rivelato per la salvezza di tutti gli uomini, ma – cronologicamente e non ontologicamente – prima dei Giudei e poi dei Gentili (Rom., I, 16). Tuttavia la maggior parte del popolo ebraico ha rifiutato Gesù e ha rotto il Vecchio Patto stretto con Dio, che era tutto orientato alla Nuova ed Eterna Alleanza; mentre molti Pagani si sono convertiti al Vangelo e sono entrati nella Chiesa di Cristo e nel Nuovo Patto, che ha perfezionato e sostituito il Vecchio.

Siccome Dio aveva stretto un Patto o un’Alleanza con il popolo ebraico in Abramo, sembrerebbe quindi che Egli non sia stato fedele alle Sue promesse, avendo permesso che la maggior parte dei Giudei Lo lasciasse.

San Paolo nell’Epistola ai Romani affronta questa questione e dimostra che 1°) Dio è rimasto fedele alle Sue promesse fatte ad Abramo di essere padre di un popolo partecipe della salvezza spirituale messianica (Rom., IX, 1-29); 2°) nello stesso tempo è stato giusto nel riprovare il Giudaismo che non ha voluto credere in Gesù e Lo ha respinto come Messia (Rom., IX, 30-33 – X, 1- 21); 3°) infine è stato misericordioso riguardo ai pochi Giudei convertitisi nel periodo dell’Avvento di Cristo e, poco prima della Parusia, diffonderà la sua grande misericordia sulla maggior parte del popolo ebraico, il quale tornerà a Cristo (Rom., XI, 1-36).

Nel presente articolo studiamo la prima delle tre proposizioni, in altri articoli successivi vedremo le altre due proposizioni… … … Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[10/10]~

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[Decima e Ultima Parte] ~ CONCLUSIONE

Nell’esaminare la possibilità di far dichiarare giuridicamente il Papa eretico e di farlo deporre dal Concilio imperfetto, siamo partiti dalla tesi di alcuni cattedratici a riposo, che di fronte al “caso Bergoglio”, soprattutto a partire dalla Esortazione apostolica Amoris laetitia (19 marzo 2016), hanno raccolto delle firme, lanciato delle petizioni per far deporre papa Francesco e far nominare un altro Papa.

Nel corso dello studio di questo tema abbiamo visto che il problema era già stato affrontato in maniera teologicamente più acuta sin dal 1964 soprattutto da tre autori, che ben conoscevano la teologia: l’Abbé Georges de Nantes, il dottor Arnaldo Xavier Vidigal da Silveira e padre Guérard des Lauriers, ma che il loro tentativo era sfociato in una via senza uscita.

Riassumo brevemente le loro tesi per aiutare il lettore a giungere ad una conclusione ragionevole sulla situazione attuale nell’ambiente ecclesiale e a prendere la strada giusta in vista della soluzione teorica e pratica di questo problema pungente… … … Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[9]~

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[Nona Parte] ~ LE ANALOGIE TRA DA SILVEIRA, DE NANTES E GUÉRARD DES LAURIERS

Nello scorso articolo (n. 8) abbiamo visto en passant che vi sono alcune analogie (somiglianze dissomiglianti, in cui la diversità è maggiore della somiglianza) tra la soluzione del problema della eventuale perdita dell’autorità ecclesiale – dopo la crisi del Concilio Vaticano II e del postconcilio – data dall’Abbé de Nantes, dal dottor da Silveira e da padre Guérard des Lauriers. Ora passiamo a vederle in dettaglio.

Padre Michel-Louis Guérard des Lauriers nei Cahiers de Cassiciacum (Nizza, Association Saint-Herménégilde, 6 voll., 1979-1981) ha capito molto bene la difficoltà presentata dalla deposizione del Papa eretico, come pure l’avevano già scorta nel 1964 l’Abbé Georges de Nantes (articolo n. 5) e nel 1970 il dottor Arnaldo da Silveira (articoli n. 6/7).

Infatti il termine “depositus / deponendus” in senso stretto è tipico del Conciliarismo, che ammette la superiorità dell’Episcopato sul Papa, il quale potrebbe essere “deposto” dal Concilio imperfetto (i soli Vescovi senza il Papa) in caso di una sua eventuale e ipotetica eresia; ma questa teoria è essa stessa una vera e propria eresia poiché nega almeno implicitamente e praticamente il Primato di Giurisdizione del Papa sulla Chiesa universale.

Perciò, per dichiarare che Paolo VI non era Papa, padre Guérard des Lauriers non ha seguìto la via del Papa eretico come avevano fatto sia l’Abbé de Nantes (rivista Contre Reforme Catholique, 1964-1973) che il da Silveira (La Nouvelle Messe de Paul VI: Qu’en Pénser?, Chiré-en-Montreuil, DPF, 1975), ma ha percorso la via analoga (ove è maggiore la diversità che la somiglianza) della constatazione 1°) della volontà oggettiva di Paolo VI di non perseguire il bene comune della Chiesa, a partire dagli atti oggettivi che ha posto in essere; perché un’autorità che non vuole il fine della società che governa non può possedere l’autorità e quindi Paolo VI non è Papa in atto; 2°) degli errori riscontrati nella Dichiarazione Dignitatis humanae personae (7 dicembre 1965) del Concilio Vaticano II promulgata da Paolo VI1, la quale secondo il teologo domenicano francese sopra menzionato avrebbe dovuto essere infallibile (per il solo fatto di essere stata presentata come divinamente Rivelata2) ed invece ha fallito, quindi da essa egli fa derivare il fatto che papa Montini non fosse Papa formalmente o in atto, ma solo materialmente o in potenza.

La tesi di p. Guérard è detta anche “Sedevacantismo parziale o mitigato” (ossia solo formale) per distinguerlo dal “sedevacantismo totale o radicale”, secondo il quale Paolo VI (e con lui i Sommi Pontefici conciliari e postconciliari) non è Papa né formalmente né materialmente e quindi si può passare all’elezione di un altro vero Papa (“Conclavismo”), anche a prescindere dal Collegio cardinalizio, che sarebbe vacante anch’esso come il Papato, partecipandone gli errori; mentre p. Guérard des Lauriers riteneva di dover attendere che il Papa solo in potenza si convertisse e diventasse Papa in atto, ma …

UNA VIA SENZA USCITA ~ Paolo VI è morto senza convertirsi e passare all’atto e questo è il vulnus della sua Tesi teologica, che non si può basare più su un Papa materiale o in potenza, ma su ciò che resta di Paolo VI, il quale è divenuto nell’agosto del 1979 un cadavere, che non è più in potenza ad essere eletto Papa e quindi la catena ininterrotta della successione apostolica e petrina si sarebbe spezzata il 6 agosto del 1978 con la morte di Paolo VI e perdurerebbe ancora oggi con papa Bergoglio, il che è contrario alla fede cattolica… … … Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[8]~

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[Ottava Parte] ~ Padre Michel-Louis Guérard des Lauriers

Cyrille Dounot nel suo libro già citato nei precedenti articoli abborda, purtroppo solo en passant, la Tesi teologica elaborata da padre Guérard des Lauriers, il quale invece è stato uno dei teorici più acuti della questione della perdita dell’Autorità papale.

Egli però non è voluto passare attraverso l’ipotesi del Papa eretico, ma ha seguìto una strada tutta sua, soprattutto metafisicamente fondata, originale, geniale e affascinante, che tuttavia sfocia nella vacanza non solo della Prima Sede Apostolica tra un Papa e l’altro, ma addirittura nella vacanza della Chiesa gerarchica a partire da Paolo VI sino ad oggi e non si intravede quando questa “vacanza” potrà terminare.

In breve il vulnus della Tesi di padre Guérard è venuto alla luce dopo la morte di Paolo VI, che ha perseverato nell’adesione alla dottrina neomodernistica della Nouvelle Théologie e, secondo la “Tesi di Cassiciacum”, non è diventato Papa formalmente, ma è rimasto Papa solo materialmente o in potenza. Quindi con il 6 agosto del 1978 (morte di Paolo VI) ci si ritrova – ancor oggi a partire dal 1965 – con un Papato abitualmente, stabilmente e costantemente materiale, potenziale o virtuale.

Padre Michel-Louis Guérard des Lauriers (25 ottobre 1898 – 27 febbraio 1988) è stato un eminente teologo domenicano, che di fronte alla tragedia del Concilio Vaticano II (1962-1965) e del Novus Ordo Missae (1969) ha elaborato una “Tesi” detta di “Cassicìacum” (dal paese lombardo, oggi Cassiago, ove S. Agostino si ritirò per riflettere sulla sua vita e scrivere le sue Confessioni), secondo la quale almeno a partire dalla promulgazione di Dignitatis humanae (7 dicembre 1965) la Sede di Pietro sarebbe formalmente vacante. Ossia Paolo VI sarebbe stato Papa soltanto materialmente o in potenza, ma non formalmente o in atto.

Padre Guérard des Lauriers, abbandona pionieristicamente e genialmente la via del Papa eretico – seguìta da quasi tutti coloro che hanno affrontato il problema dell’autorità ecclesiale dopo le innovazione del Concilio Vaticano II – la quale sfocia nel nulla di fatto, restando al livello di ipotesi speculativa – anche con le suddette suddivisioni dell’Abbé de Nantes e del dottor da Silveira – per percorrere un altro cammino, fondato soprattutto su una tematica 1°) metafisica: Papato materiale/formale4; su una tematica 2°) morale: l’autorità che non persegue il bene comune dei suoi sudditi cessa di essere tale e su una tematica 3°) ecclesiologica, che estende al massimo e sin troppo (ben oltre la definizione del Concilio Vaticano I) la prerogativa dell’infallibilità pontificia, la quale sarebbe garantita, secondo il teologo domenicano, dal solo fatto di presentare una dottrina come “divinamente rivelata” o “fondata espressamente sulla autorità della Santa Scrittura”5 (C. Dounot, La déposition du Pape hérétique, cit., p. 163).

La sua Tesi sostiene che… … …1)…2)…3)… … …
… … …Il teologo domenicano nella stesura della sua Tesi dimostra la proposizione detta “minore” di ogni suo sillogismo, che formalmente è corretto, ma materialmente non è conforme alla realtà almeno terminativamente: La Prima Sede abitualmente e costantemente vacante.

La distinzione tra materia/forma, potenza/atto non è una sua invenzione; essa corrisponde alla realtà, è stata elaborata da Aristotele, perfezionata da S. Tommaso d’Aquino con l’essere quale atto ultimo di ogni forma o essenza, canonizzata dal Magistero sin dal XIII secolo e specialmente al Concilio di Trento il quale l’ha applicata riguardo ai Sacramenti (materia, forma e ministro).

Tuttavia, se essa viene applicata al Papato, può funzionare solamente sino alla vigilia della morte di un solo Papa materiale, che potrebbe così diventare Papa formale, ma non oltre poiché dopo la morte egli resterebbe non-Papa in atto e non avrebbe più la capacità di diventarlo. Questo è il “tallone d’Achille” della “Tesi di Cassiciacum”, la quale… … …. Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[7]~

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ANCORA ARNALDO DA SILVEIRA: LA “NUOVA MESSA” E LE 5 OPINIONI TEOLOGICHE SUL “PAPA ERETICO” ~ UNA “TEORIA NUOVA” DI APPENA … 50 ANNI

Prima Parte:
LA NUOVA MESSA DI PAOLO VI È IN ROTTURA CON LA MESSA ROMANA DI TRADIZIONE APOSTOLICA

Nel 1964 padre Bouyer scriveva: «Il Canone romano risale, tale e quale è oggi, a San Gregorio Magno († 604). Non vi è, in Oriente come in Occidente, nessuna preghiera eucaristica che, rimasta in uso fino ai nostri giorni, possa vantare una tale antichità! Agli occhi non solo degli Ortodossi, ma degli Anglicani e persino dei Protestanti che hanno ancora in qualche misura il senso della Tradizione, gettarlo a mare [come è stato fatto con la “Nuova Messa di Paolo VI”, ndr] equivarrebbe, da parte degli uomini della Chiesa Romana, a rinnegare ogni pretesa di rappresentare mai più la vera Chiesa Cattolica» (Louis Bouyer, Mensch und Ritus, 1964).

È quello che ora, purtroppo, sta facendo apertamente papa Bergoglio (in questo soltanto, “viva la faccia della sincerità” …) e che hanno iniziato a fare nascostamente Giovanni XXIII, Paolo VI (di cui ci occupiamo nel presente articolo per rapporto alla Nuova Messa montiniana), Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

L’ex Vescovo di Ratisbona Monsignor Klaus Gamber, nel 1979, scriveva: «La Liturgia Romana è rimasta pressoché immutata attraverso i secoli nella sua sobria e piuttosto austera forma risalente ai primi Cristiani. Essa s’identifica con… … … Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[6]~

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[Sesta Parte] ~ Una “Teoria Nuova” di appena … 49 anni. Arnaldo Xavier Vidigal da Silveiera

Introduzione ~
Dopo aver studiato, nella quinta parte del presente articolo, la figura e il pensiero ecclesiologico dell’Abbé Georges de Nantes, passo ad affrontare la tesi esposta dal dottor Arnaldo Xavier Vidigal da Silveira nel suo libro La Nouvelle Messe de Paul VI: Qu’en penser? (Chiré-en-Montreuil, DPF, 1975).

Questo libro era già apparso in portoghese – in forma ciclostilata in proprio e in pochi esemplari – diviso in tre opuscoli, tra il giugno del 1970 e il gennaio 1971, col titolo: Consideraçoes sobre o Ordo Missae de Paulo VI1.

Infine, nel 2016, l’editore Solfanelli di Chieti ha pubblicato per la prima volta in lingua italiana la seconda parte del libro, tradotta da Calogero Cammarata, riguardante la questione del Papa eretico sotto il titolo Ipotesi teologica di un Papa eretico2.

La “Nuova Messa” di Paolo VI.
La parte più bella e meglio concepita del libro è senz’altro la prima, in cui l’Autore dimostra in maniera apodittica l’eterodossia ereticale filo-luterana della “Nuova Messa di Paolo VI”, che è anche in rottura oggettiva o scismatica con la Tradizione apostolica liturgica. Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[5]~

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[Quinta Parte] ~ UNA TEORIA “NUOVA” DI … 55 ANNI
LA “NOVITÀ” SCOPERTA DAI TEOCON ITALIANI
(2016-2019)

Da un po’ di tempo, in ambiente teocon italiano, alcuni chiarissimi cattedratici (purtroppo oramai a riposo) delle prestigiose Università di Camerino, Urbino, Teramo e Perugia stanno cercando, ma senza risultati, di spingere qualche Vescovo o Cardinale conservatore (per es. Schneider, Burke, Sarah, Müller…) a dichiarare papa Bergoglio eretico, a deporlo e ad eleggere un altro Papa al suo posto, così che ci ritroveremmo con tre “Papi”: Benedetto XVI Papa “emerito”, Francesco Papa deposto e il “terzo incognito”, come “Papa” eletto dai Cardinali conservatori, dei quali però non si trova nessuno disposto a fare tale gesto.

Ho già affrontato tale questione nelle 4 puntate precedenti di questo articolo su “La deposizione del “Papa eretico” da parte del “Concilio imperfetto” già pubblicate su questo sito; tuttavia poco tempo fa mi sono imbattuto in un libro molto interessante e pubblicato recentissimamente (Cyrille Dounot diretto da, La déposition du Pape hérétique, Parigi, Mare & Martin, 2019), che affronta questo tema da un punto di vista della storia del diritto canonico, con molta precisione storico/giuridica (non teologico/dogmatica), essendo stato scritto da vari ca

ttedratici – soprattutto della Sorbona, ma anche delle Università di Parigi/Sud, di Clermont e di Torino – altamente specializzati in diritto canonico e in storia del diritto ecclesiastico, ma non in teologia dogmatica.
1964: L’ABBÉ GEORGES DE NANTES… … … Continua a leggere

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ADOLFO TANQUEREY: “COMPENDIO DI TEOLOGIA ASCETICA E MISTICA” ~ [2-Fenomeni Diabolici]

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Seconda Parte i “FENOMENI DIABOLICI” (da pagina 937 a pagina 947).

Porgo ai lettori la scansione delle seguenti pagine (divise in due parti) di Adolfo Tanquerey, Compendio di Teologia Ascetica e Mistica, Roma-Tournai-Parigi, Desclée, 1924, ristampato nel 2018 dalle Edizioni San Paolo di Cinisello Balsamo (864 pagine, 50 euro).

NOTA ~ Il libro di Adolfo Tanquerey, Compendio di Teologia Ascetica e Mistica, può anche essere scaricato da internet all’indirizzo:… … …

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ADOLFO TANQUEREY: “COMPENDIO DI TEOLOGIA ASCETICA E MISTICA” ~ [1-Rivelazioni Private]

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Porgo ai lettori la scansione delle seguenti pagine (divise in due parti) di Adolfo Tanquerey, Compendio di Teologia Ascetica e Mistica, Roma-Tournai-Parigi, Desclée, 1924, ristampato nel 2018 dalle Edizioni San Paolo di Cinisello Balsamo (864 pagine, 50 euro).

La prima parte riguarda le “RIVELAZIONI PRIVATE” (pp. 913-937, edizione del 1924), la seconda parte i “FENOMENI DIABOLICI” (pp. 937-947, ed. 1924).

I due temi sono importanti e attuali. Infatti in tempi di crisi nell’ambiente ecclesiale, come quello che stiamo vivendo, siccome il modo in cui viene esercitato Magistero (“pastoralmente” o addirittura solo “esortativamente” e non più “dogmaticamente”, che cioè definisce e obbliga a credere) fa difetto; i fedeli si rivolgono alle “Rivelazioni private” come surrogato di esso e corrono il rischio di rimpiazzare non solo il Magistero, ma anche la Rivelazione divina (Tradizione e Scrittura), che è l’unico oggetto della nostra Fede e che deve essere interpretata ufficialmente e autenticamente solo dal Magistero ecclesiastico.

Don Adolfo Tanquerey illustra la natura delle “Rivelazioni private”, distingue bene la Rivelazione pubblica da esse e ne tira tutte le conclusioni pratiche che ci sono di grande aiuto oggi per non cadere nell’«Apparizionismo», che confonde Rivelazione pubblica con “Apparizioni private”.

Invito pertanto a studiare con attenzione le seguenti pagine e a farne tesoro.

PRIMA PARTE: LE “RIVELAZIONI PRIVATE” Continua a leggere

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ALCUNE ELEMENTARI CONSIDERAZIONI SULL’EUTANASIA

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La persona umana è un “soggetto che sussiste in una natura razionale” (S. Tommaso d’Aquino, S. Th., I, q. 29, aa. 1-2). Essa è quindi diversa dal sasso, che è un soggetto sussistente in una natura minerale, senza alcuna vita; da un albero, che sussiste in una natura vegetale, provvista di vita vegetativa: mangiare, crescere e riprodursi per impollinazione o seminazione asessuale; da un cane, che sussiste in una natura animale/bruto, il quale oltre mangiare, crescere e riprodursi (in maniera sessuale), ha anche una conoscenza sensibile esterna (vista, tatto, gusto, olfatto, udito) e interna (memoria); inoltre è provvisto di appetito o desiderio sensibile (ama la bistecca, odia il gatto). L’uomo è come tutti questi enti un soggetto o una sostanza completa, ma ciò che lo differenzia da… … … Continua a leggere

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IL DONATISMO REDIVIVO E LE “RIORDINAZIONI” ~[3]~

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[Terza Parte] ~ Conclusione Pratica

Quale conclusione pratica possiamo tirare, da tutto ciò che abbiamo visto, per i giorni nostri?

1°) Durante i periodi di decadenza morale e dottrinale, tra gli uomini di Chiesa e di conseguente anarchia diffusa anche tra i fedeli, nasce facilmente la tentazione delle Riordinazioni;

2°) nel basso Medioevo anche alcuni autori seri arrivarono a sostenere che… … … Continua a leggere

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IL DONATISMO REDIVIVO E LE “RIORDINAZIONI” ~[2]~

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[Seconda Parte] ~ I Fatti Storici: 1° – III/IV Secolo

Nel III/IV secolo il Vescovo S. Cipriano di Cartagine sostenne per un po’ di tempo che solo la Chiesa di Cristo può santificare le anime e quindi i Ministri che hanno abbandonato la Chiesa o ne sono stati espulsi con la scomunica non possono santificare, mentre papa Stefano asseriva che il Sacramento ha valore di per sé e quindi se il Ministro, anche eretico, pone la materia, la forma ed ha l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa anche se non ci crede o se reputa che la Chiesa si sbagli, confeziona ed amministra il Sacramento validamente (DThC, col. 2387). S. Agostino, la Scolastica, S. Tommaso d’Aquino hanno ripreso e approfondito la dottrina sostenuta da papa Stefano e poi il Concilio di Trento l’ha definita dogmaticamente e l’ha resa obbligatoria e quindi l’ha insegnata infallibilmente. Ma prima di arrivare alla definizione dogmatica, obbligante e infallibile, nella Chiesa, le due dottrine (quella detta “africana” di S. Cipriano da Cartagine e quella detta “romana” di papa S. Stefano) si sono affrontate teologicamente anche con veemenza. Inoltre, come vedremo appresso… … … Continua a leggere

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IL DONATISMO REDIVIVO E LE “RIORDINAZIONI” ~[1]~

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[Prima Parte] ~ IL PROBLEMA E LA SUA ATTUALITÀ «“Riordinazione” è un termine moderno, con cui si indica l’uso invalso in alcuni periodi, e soltanto in alcuni ambienti, di ripetere l’Ordinazione ritenuta invalida perché compiuta da Ministri eretici, scismatici, deposti … Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[4]~

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[Quarta Parte] ~ B – Il XVI Secolo

Cajetanus: Episcopato Senza Papa = Pecore Senza Pastore.

Secondo Tommaso de Vio detto il Cajetanus (1468-1533) il Concilio senza il Papa rappresenterebbe solo le pecore senza il pastore. Ora Pietro è stato istituito da Cristo unico Pastore a cui è affidato l’unico ovile che è la Chiesa (Cajetanus, Tractatus de Comparatione Auctoritatis Papae et Concilii, Roma, 12-X-1511, ediz. Pollet, Roma, Collegio Angelicum, 1936, cap. VII, p. 49, n. 85).

La Chiesa o l’Episcopato, quindi, non è al di sopra o alla pari del Papa, ma è sotto il Papa come l’ovile e il gregge sono sotto il pastore. Se il Concilio, i Vescovi, i Chierici e i fedeli – invece – pretendessero di essere non gregge ma Pastore, se non de jure almeno de facto, non sarebbero il Pastore scelto da Cristo, che è Pietro; ma un pastore “abusivo” o un lupo travestito da pastore (Cajetanus, Tractatus de Comparatione, cit., cap. VII, p. 49, n. 86).

Il Papa Con Cristo Formano L’Unico Capo Della Chiesa.

Il Papa forma con Cristo l’Unico Capo della Chiesa. Qui occorre ben distinguere e non cadere nell’equivoco di ritenere che vi sia un governo simultaneo di due Capi (Cristo/Papa1) nella Chiesa… … … Continua a leggere

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ANCORA SULLA DEPOSIZIONE DEL “PAPA ERETICO” DA PARTE DEL “CONCILIO IMPERFETTO” ~[3]~

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[Terza Parte] ~ Rapporti tra Papa e Chiesa: la Deposizione del Papa Eretico dal Punto di Vista Dogmatico

L’Infallibilità della Chiesa e del Papa dal Duecento al Cinquecento

Il Papa con Cristo Formano l’Unico Capo della Chiesa, che Non Ha Due Capi: il Papa e Cristo Separatamente

A – dal XIII al XV Secolo

S. Tommaso (†1274) E Torquemada (†1468):

Il Soggetto Unico Della Giurisdizione E Del Magistero È Il Papa, Non L’Episcopato

Il Cardinale Juan de Torquemada (1388-1468) nella Summa de Ecclesia (II, 112, f. 258r, Colonia, 1480), seguendo l’Aquinate (Quodl., l. IX, q. 7, a. 16; S. Th., II-II, q. 1, a. 10 sed contra; ivi, q. 11, a. 2, ad 3um), ammette un solo soggetto del Potere sommo di Giurisdizione universale nella Chiesa e dell’Infallibilità e non due soggetti distinti: il Papa e la Chiesa universale sine Papa o il solo Episcopato in Orbem dispersus, oppure l’Episcopato riunito nel Concilio imperfetto. Infatti, la Chiesa senza il Papa (l’Episcopato nelle Diocesi o riunito nel Concilio imperfetto) che è il suo Capo, ossia considerata come “congregatio distincta aut separata a Papa”1,non gode dell’Infallibilità, né della Giurisdizione suprema e universale.

In questo modo il Nostro Autore (Torquemada, S. de Eccl., II, 112, f. 258v) fa derivare l’Infallibilità del Papa dalla promessa di Cristo dell’assistenza di Dio, basata sulla efficacia divina della sua preghiera. In virtù di questa preghiera e di questa assistenza… … … Continua a leggere

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Jan Hus, il Donatismo, il Montanismo e il Sedevacantismo

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Giovanni Hus (1369-1415) riteneva, come i Donatisti (IV sec.), che i Sacerdoti privi della Grazia santificante per motivi di Fede o di Morale non conferissero i Sacramenti validamente (DS, 1208), ma non si fermava qui come vedremo più giù.

Il Sedevacantismo presenta delle analogie forti con questi punti della dottrina hussita e donatista. Cerchiamo di vedere brevemente cosa è il Donatismo e l’Hussismo per capire le loro analogie (somiglianze dissomiglianti) con il Sedevacantismo… … …

… … …Dogma dell’Indefettibilità della Chiesa è fondato sulla promessa esplicita e solenne di Gesù: “Io sarò con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo” (Mt., XXVIII, 20); “Le porte dell’Inferno non prevarranno contro la Mia Chiesa” (Mt., XVI, 19).

Esso fu definito infallibilmente dal Concilio Vaticano I (1869/1870) sotto papa Pio IX (DB, 1794) e non è una Ipotesi trasformata in Tesi ed inoltre elaborata da un teologo o dottore privato per quanto intelligente potesse essere (il quale non può sostituirsi al Magistero), che per di più è stato radicalizzato dai suoi allievi, i quali hanno portato alle estreme conseguenze le sue premesse, le quali pur avevano un fondamento nella realtà, giungendo a delle conclusioni assurde, ossia all’annichilazione della Chiesa gerarchica in atto: (Papato ed Episcopato a lui subordinato in atto), con la mera sussistenza in atto di un gruppo di fedeli, Preti e Vescovi senza Giurisdizione e di un Papato ed Episcopato subordinato, ma soltanto virtuale… … …

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