Archivi categoria: Tradizione Cattolica

Vitalità e Attualità della Scolastica

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Purtroppo la nostra epoca è caratterizzata da una specie di fobia per la scolastica tomistica, la quale si incentra sull’essere per essenza e per partecipazione e dalla creatura risale al Creatore, il quale trascende sia lo Stato che l’uomo. Quindi la modernità si preclude la possibilità di giungere alla nozione di diritto naturale, il quale, «muovendo dall’antichità veterotestamentaria e greco-romana, è arrivato sino a noi attraverso la tradizione della scolastica, della filosofia perenne, che riduce il diritto naturale a pochi, sommi princìpi, che non possono mai essere violati, ma son suscettibili di diverse applicazioni storiche nei casi particolari, e bisognosi di essere determinati nei contenuti, integrati nelle istituzioni, fatti rispettare anche con congegni più positivi».

Dalla restaurazione della metafisica scolastica e del realismo della conoscenza, dipende anche la restaurazione della morale naturale, la quale ci aiuta ad essere veramente uomini, intelligenti e liberi, e ci impedisce di farci travolgere dalla marea montante della sovversione nichilistica animalesca, la quale rende l’uomo simile al bruto, schiavo e determinato dai suoi istinti più bassi.

L’uomo è capace di conoscere la realtà e dunque la verità, che è la conformità dell’intelletto con la realtà. Egli ha un’anima spirituale fornita di intelletto per conoscere la verità e di volontà per amare il bene, può quindi giungere a dimostrare l’esistenza di Dio, che è l’Essere e la Verità per sé sussistente, e ad amare il Bene sommo per tutta l’eternità poiché la sua anima è incorruttibile in quanto è spirituale. Inoltre l’uomo è un animale socievole e vive in relazione con gli altri. Ebbene le azioni umane e le relazioni dell’uomo con Dio e col prossimo sono regolate dalla morale. Agire significa tendere ad un fine, perché nessuno agisce a vuoto. Ora l’uomo tende al fine non meccanicamente, ma in maniera cosciente e libera, mediante atti umani, che nascono dalla intelligenza e dalla libera volontà; essi sono moralmente buoni se tendono al bene e moralmente cattivi se tendono al male. La regola della moralità o bontà degli atti umani è la loro conformità con la legge naturale, la natura umana e il suo fine. Quindi tale regola non è soggettiva, indipendente da un oggetto o autonoma, ma è oggettiva. L’uomo sente il dovere di fare il bene e fuggire il male ed il fondamento di quest’obbligo morale sta al di fuori e al di sopra dell’uomo. È Dio che, avendoci creati intelligenti e liberi, vuole che agiamo secondo la nostra natura aderendo alla verità e al bene. Solo così potremo raggiungere il nostro fine. Ora tutte le cose finite e caduche non possono essere il fine ultimo dell’uomo, che avendo un’anima spirituale è aperto a tutta la realtà, alla pienezza, all’eternità. Perciò solo Dio può essere il vero fine dell’uomo, cui la morale oggettiva naturale e divina ci aiuta a pervenire…. Continua a leggere

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Come si è Preparata la Rivoluzione Modernista nella Chiesa

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Come si prepara la rivoluzione religiosa

La Rivoluzione, specialmente religiosa, non è mai spontanea e nascente dal basso, ma è il frutto di una profonda preparazione ideologica, che pian piano giunge alla completa empietà: essa è il modernismo, il quale può essere definito il punto omega di tutte le eresie.

Fin verso l’Ottocento la Chiesa era attaccata apertamente da un insieme sette dichiaratamente empie e posizionatesi al di fuori della Chiesa: la massoneria, l’illuminismo, il liberalismo, che messe assieme costituiscono una sorta di “contro-chiesa”.

Tuttavia, a partire dall’Ottocento, la “contro-chiesa” o la “sinagoga di satana” (Apoc., II, 9) non era schierata unicamente nelle sette esplicitamente eterodosse; essa aveva anche infiltrato all’interno delle file cattoliche e del clero alcuni suoi “elementi coperti”: i cosiddetti “cattolici liberali”, che son stati definiti da Pio IX “più pericolosi della Comune di Parigi” proprio per il loro modo di fare ambiguo e non apertamente eretico, che inganna più facilmente gli spiriti dei semplici fedeli.

La “quinta colonna nemica” all’interno della Chiesa

L’obiettivo di questa “quinta colonna nemica” composta di “membri coperti” all’interno della Chiesa, che inizialmente (Ottocento) era il catto/liberalismo diventato poi modernismo esplicito (Novecento), aveva una duplice missione:

1°) quella di… … … Continua a leggere

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‘Avvenire’ intervista Bergoglio (18/11/2016)

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La giornalista Stefania Falasca ha intervistato papa Bergoglio sul quotidiano Avvenire del 18 novembre 2016 (pp. 1-3 e 5).

Francesco I afferma: “La Chiesa […] non è un cammino di idee” (p. 2). Egli ribadisce questo concetto a pagina 5 della sua intervista: “la Chiesa non è un’istituzione è un cammino, certi modi di opporre ‘cose della dottrina’ a ‘cose della carità pastorale’ non sono secondo il Vangelo e creano confusione”.

Bergoglio giustifica tale cambiamento di rotta con “il cammino del Concilio, che va avanti, s’intensifica” e specifica: “ma è il cammino [del Concilio, ndr], non sono io” (p. 3).

[…] …se vogliamo esser esatti non bisogna dire che Bergoglio sostanzialmente è eguale ai Papi del Concilio e se ne differenzia accidentalmente per la sua velocità più accelerata e radicale, ma che essendo arrivato a maturazione l’iter conciliare è normale che il motus, in natura sua, est in fine velocior. …[…]…Il Vaticano II contiene in nuce tutti gli errori di Bergoglio, se si vuol rimediare al male odierno (v. Amoris laetitia) occorre andare alle sue radici ed esse le troviamo nel Concilio Vaticano II, è inutile sfrondare i rami sporgenti di una pianta di cicuta, se lasciamo intatte le sue radici, il tronco e le sue foglie non ancora eccessivamente sporgenti.

Il limite della resistenza (pur lodevole e coraggiosa) dei Cardinali Burke, Sarah, Caffarra, Müller, Brandmüller e di Monsignor Schneider è esattamente questo: il non risalire alle cause degli orrori odierni….[…]…Interessante la nozione che ha Bergoglio di unione e unità: “l’unità non si fa perché ci mettiamo d’accordo tra noi, ma perché camminiamo […] e camminando […] possiamo scoprirci uniti. […]. Camminando e lavorando assieme, ci rendiamo conto che siamo già uniti” (p. 5)….[…]…

I tradizionalisti che ringraziano per la concessione del 1° settembre 2015 rinnovata il 21 novembre 2016 di confessare validamente e lecitamente dovrebbero tenere a mente 1°) cosa intende Bergoglio per unione e 2°) dal momento che si stringe la sua mano tesa, si cammina con lui e pian piano ci si scopre uniti in piena e perfetta comunione…[…]… Continua a leggere

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Differenze tra cattolici e ortodossi

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Le differenze fra la Chiesa Cattolica e le chiese ortodosse Il Cristianesimo ortodosso (“ortodossia” significa “corretta opinione”) si chiama così perché convinto di applicare la vera volontà di Gesù Cristo.  Esso si esprime in comunità autocefale (cioè aventi in sé … Continua a leggere

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“Fare Chiarezza” ~ Nodi Irrisolti dell’Amoris Laetitia ~ L’Appello di 4 Cardinali al Papa

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1. Una premessa necessaria L’invio della lettera al Santo Padre Francesco da parte di quattro cardinali nasce da una profonda preoccupazione pastorale. Abbiamo constatato un grave smarrimento di molti fedeli e una grande confusione, in merito a questioni assai importanti … Continua a leggere

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Il Modernismo é intrinsecamente perverso e non é lecita nessuna cooperazione con esso

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“Non si deve attaccare frontalmente il nemico, ma bisogna invischiarlo nei compromessi” ~ (Lenin)

Analogia tra comunismo e modernismo

Pio XI, nell’Enciclica Divini Redemptoris Missio del 19 marzo 1937, ha condannato il comunismo come “intrinsecamente perverso” in quanto teoreticamente materialista e ateo; conseguentemente ha proibito ogni collaborazione anche soltanto pratica con esso.

Il comunismo è innanzitutto una prassi, ma non è privo di teoria. Quindi agire assieme ai comunisti significa accettare implicitamente la loro teoresi (“cogitare sequitur esse”) cadendo, così, nella trappola tesa dal marxismo per accalappiare i cristiani ingenui, che stringono la mano tesa loro dal comunismo.

Si può applicare al comunismo l’assioma “lex orandi, lex credendi”, ossia si crede come si prega (e viceversa). In tal modo, se si agisce assieme ai comunisti si inizia a pensare come i comunisti, come chi prega assieme ai cattolici secondo la liturgia cattolica inizia a credere secondo la dottrina cattolica. È per questo motivo che la Chiesa proibisce la communicatio in sacris con gli acattolici e analogamente l’azione comune con i comunisti (cfr. CIC, 1917, can. 1325, § 3; can. 1258, § 1 e 2; S. Uffizio, 8 luglio 1927, 5 giugno 1948 e 20 dicembre 1949)…>>>… Continua a leggere

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“PER PADRE IL DIAVOLO”: Introduzione al problema ebraico secondo la Tradizione cattolica ~ [Presentazione Nuova Ristampa Edizione del 2002]

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L’editore EFFEDIEFFE (Proceno di Viterbo) (1) ristampa per l’ottobre del 2016 il libro di Curzio Nitoglia Per padre il diavolo (Edizioni EFFEDIEFFE, 2016, pp. 630). Introduzione al problema ebraico secondo la Tradizione cattolica, che ha avuto la sua prima edizione nel 2002 con la Società Editrice Barbarossa di Cusano Milanino.

Il libro dopo 14 anni è ancora più attuale dato il progresso della preponderanza ebraica nella costruzione del “Nuovo Ordine Mondiale” a partire dalla guerra contro l’Iraq nel 2003 sino alle cosiddette “primavere arabe” del 2011, che in Siria ci stanno portando verso una probabile terza guerra mondiale atomica, data la contrapposizione frontale creatasi in loco tra gli Usa e la Russia di Putin (2015/2016).

Per padre il diavolo è una sorta di Summa della dottrina cattolica tradizionale, anteriore alle deformazioni conciliari e postconciliari, sulla questione ebraica, studiata da un punto di vista teologico, politico, economico ed etnico alla luce della S. Scrittura, della Tradizione patristica e scolastica, del Magistero tradizionale e degli autori controrivoluzionari, che hanno scritto sul complotto ebraico/massonico contro la Chiesa romana.

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Giovanni da San Tommaso e la Deposizione del Papa Eretico

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Un caro confratello mi ha mandato il testo del grande filosofo e teologo domenicano Giovanni da San Tommaso (Lisbona, 1589-Madrid, 1644) la Disputatio II, articulus III, in IIam-IIae Sancti Thomae Aquinatis, q. 1, a. 7, pp. 133-140 (edizione di Lione, 1663) sulla questione del Papa eretico e della sua eventuale deposizione (1).

La Somma Teologica (II-II, q. 1, a. 9 e 10) e il Papa eretico ~ Nell’articolo 9 (S. Th., II-II, q. 1, L’oggetto della fede) l’Aquinate si domanda “se gli articoli di fede siano posti convenientemente nel Credo”. A partire dal sed contra egli affronta la questione dei rapporti tra il potere del Papa e quelli del Concilio ecumenico, che poi verrà commentata dai Dottori della Controriforma per rispondere all’ipotesi, puramente investigativa, del Papa eretico.

Il Dottore Comune della Chiesa insegna che «la Chiesa universale non può sbagliare, perché è governata dallo Spirito Santo, che è Spirito di Verità. […]. Ora il Signore ha promesso il Paràclito ai discepoli dicendo: “Quando verrà lo Spirito Santo vi insegnerà tutta la verità” (Jo., XVI, 13). Ma il Credo è pubblicato dall’autorità della Chiesa universale. Quindi non può esservi nulla di sconveniente nel Credo o Simbolo della fede».

Nella soluzione della prima obiezione l’Aquinate insegna che “le verità di fede son contenute nella S. Scrittura in maniera sparpagliata, in vari modi e in certi casi oscuramente. Perciò per estrarre le verità di fede da credere per salvarsi dalla S. Scrittura è necessario un lungo studio, il che non è alla portata di tutti i fedeli. Quindi è stato necessario raccogliere e compendiare a partire dai Libri della S. Scrittura un chiaro riassunto da proporre a credere a tutti. Dunque il Credo non è un’aggiunta alla S. Scrittura, ma ne è un estratto e un compendio”. Continua a leggere

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Lecito Parlare in Senso Teologicamente Stretto di “Chiesa Conciliare” Sostanzialmente Diversa dalla Chiesa Cattolica?

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Quando si parla di Concilio Vaticano II come dogmaticamente inaccettabile, non si può racchiudere in tale constatazione di “rottura oggettiva con la Tradizione apostolica” la responsabilità soggettiva o formale di chi lo ha accolto in buona fede, pensando di obbedire all’Autorità.

Così come, quando si constata la nocività oggettiva del Novus Ordo Missae, non si vuole minimamente offendere chi pensa di celebrarlo – in buona fede – in obbedienza all’Autorità, per ignoranza incolpevole delle carenze dottrinali del Nuovo Rito.

Queste carenze furono sùbito messe in luce nel “Breve Esame Critico del Novus Ordo Missae” con la “Lettera di presentazione” dei cardinali Antonio Bacci e Alfredo Ottaviani, ove si trovano considerazioni severe sulla non piena ortodossia oggettiva del nuovo rito (“si allontana impressionantemente dalla dottrina cattolica sul Sacrificio della Messa qual è stata definita dal Concilio di Trento”) e si chiede al Papa di abrogarlo quale “legge nociva”… … … Continua a leggere

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Il Fenomeno Bergoglio come Sintomo del Declino del Mondo Moderno

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Mario Palmaro e Alessandro Gnocchi (Questo Papa piace troppo, Milano, Piemme, 2014) paragonano il pontificato di Francesco I alla musica pop, la quale “non è altro che esercitare a vuoto l’intelligenza” (op. cit., p. 41), e citano Luciano Spaziante (Sociosemiotica del pop), il quale scrive:

«“la cultura pop si contraddistingue come una cultura del fare piuttosto che del sapere, dove per lasciare spazio alla spontaneità si preferisce non sapere, dove la pratica conta più che la teoria. […]. Il pop riesce e sfondare, in Italia come altrove, nonostante la barriera linguistica dell’inglese. Il motivo risiede probabilmente nel fatto che il significato della parola è l’ultima cosa che si coglie”.

Questa dismissione del significato della parola – continuano i due autori –

“spiega quel desiderio di identificarsi nella pop star di turno che domina attualmente nel mondo cattolico [Jorge Mario Bergoglio]. Il collante di questa grande ola è un vago sentimento, molto, troppo, anteriore a fede, dottrina e morale. Eppure la pratica del cattolicesimo ha sempre richiesto l’esercizio dell’intelletto e della volontà”» (op. cit., p. 42). Continua a leggere

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“Storia sociale della Chiesa” [ristampa], di monsignor Umberto Benigni ~ [segnalazione libraria]

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Il “Centro Librario Sodalitium” (Verrua Savoia, Torino) ha ristampato il 1° volume di monsignor Umberto Benigni, “Storia sociale della Chiesa”, Milano, Vallardi, 5 volumi in 7 tomi, 1922-1933 (la fine della ristampa dovrebbe avvenire entro il 2020).

Il 1° volume, che raccomando allo studio degli appassionati della storia ecclesiastica, consta di 456 pagine e costa 20 euro.

Può essere richiesto al “CLS”,
tel. 0161 839 335
info@sodalitium.it Continua a leggere

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La Spinosa Questione del “Papa Emerito”

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Premessa

Il 20 maggio del 2016, presso l’Aula Magna dell’università Gregoriana, è stato presentato il volume di Roberto Regoli Oltre la crisi della Chiesa. Il pontificato di Benedetto XVI (Torino, Lindau, 2016).

La spiegazione di mons. Gänswein

Tra i relatori vi era anche monsignor Georg Gänswein il segretario di papa Ratzinger, ora prefetto della Casa Pontificia, che ha spiegato il vero motivo per il quale Benedetto XVI ha dato le dimissioni.

Secondo Mons. Georg Gänswein la cosa più grande del pontificato di Benedetto XVI è stata l’istituzione del Papa emerito, evento che apre la porta ad un futuro diverso.

Il Papato da collegiale/bipartito a tripartito

Certamente con l’elezione di papa Francesco nella Chiesa di Cristo non ci sono due Papi de jure, ma de facto il ministero petrino è stato allargato collegialmente ed è diventato una sorta di triarchia: il Collegio dei vescovi (Lumen gentium, n. 22), un Papa attivo ed un Papa emerito/contemplativo.

Infatti Benedetto XVI non si è ritirato in un monastero isolato, come avrebbe voluto fare Celestino V, ma vive all’interno del Vaticano. Dunque l’abdicazione di Benedetto XVI con l’istituzione della figura del Papa emerito è l’ennesima innovazione a partire dal Concilio Vaticano II, ed è una innovazione che tocca la struttura della Chiesa come Cristo l’ha voluta e edificata su una sola Persona: San Pietro e i suoi successori sino alla fine del mondo… Continua a leggere

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É Possibile un Accordo Pratico tra Cattolici e Modernisti?

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Recentemente si discute sulla possibilità di un accordo “unilaterale”, solamente pratico e non dottrinale, tra neo-modernisti e cattolici fedeli. Molte sono le opinioni a riguardo di questo problema.

Cerchiamo di vedere ciò che ha insegnato su tale questione il campione dell’antimodernismo: papa Giuseppe Sarto, di cui cito nel presente articolo tre documenti non molto noti, in cui egli mostra la gravità dell’errore modernista e la falsità dei modernisti, che sono lupi travestiti da pecore (Mt., VII, 15), per cui – come insegna il Papa – accordarsi con loro significherebbe mettere la pecora in bocca al lupo. Continua a leggere

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“IL PRIMATO DEL PAPA” [Sì Sì No No, 15/5/2016] ~ Invito alla lettura [recensione]

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L’Editore Effedieffe ha pubblicato il libro di Curzio Nitoglia Il Primato del Papa (link). In esso l’Autore cerca – sul fondamento della teologia tradizionale – di esporre i termini del problema del governo monarchico della Chiesa, del potere episcopale subordinato a quello del Papa che è il Vicario di Cristo, del primato di Pietro e dei suoi successori, della conciliabilità tra Concilio Vaticano II e Tradizione apostolica.

Il lettore leggendolo potrà farsi un’idea dell’importanza e dell’attualità delle questioni che agitano soprattutto oggi, a partire dalla nuova ecclesiologia del Concilio Vaticano II, l’ambiente cattolico.

Invitiamo, quindi, a leggere attentamente questo libro e soprattutto a pregare incessantemente il Signore di ristabilire l’ordine e la tranquillità nella Sua Chiesa, che ancora soffre i sintomi del virus neo-modernista infiltratosi nei suoi fedeli e soprattutto nei suoi pastori. Continua a leggere

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Il Succo dell’Apocalisse ~ Terza Parte (XXII, 1-21) ~ [Puntata 7-FINE]

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…Ed eccoci giunti alla fine: “Colui che attesta tali cose dice: Io vengo presto” (20): Gesù dà una nuova assicurazione che le cose annunziate nell’Apocalisse non tarderanno ad avverarsi. Allora San Giovanni lo invita a mantenere subito la sua parola: “Vieni, Signore Gesù” (v. 20).

L’ultimo versetto è l’augurio rivolto ai fedeli da Giovanni di ottenere la grazia di Dio, che è assolutamente necessaria per fare il bene e fuggire il male: “La grazia del Signore Gesù sia con tutti voi. Così sia” (v. 21)… Continua a leggere

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Il Succo dell’Apocalisse ~ Terza Parte (XXI, 1–XXII, 5) ~ [Puntata-6]

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Al capitolo XX il dramma del mondo si conclude con il castigo eterno del “lago di fuoco” (vv. 11-15), che è il fuoco dell’inferno. Il Giudizio universale ha separato definitivamente i giusti dai malvagi. Adesso nell’ultima parte dell’Apocalisse (cap. XXI, 1 – XXII, 5) viene descritta la sorte dei beati in paradiso.

La fine consiste nella trasformazione e restaurazione di ogni cosa in Cristo (1 Cor., XV, 24-28): dopo la disfatta e la distruzione delle potenze malefiche (la bestia del mare e della terra, il dragone rosso con il loro accoliti) ritorna il regno fondato da Dio e riconquistato dalla redenzione di Cristo. Eliminato il mondo del peccato appare un universo nuovo, eternamente beato e luminoso, nel quale vivranno senza pericolo alcuno gli eletti perseguitati in questo mondo. Continua a leggere

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Il Succo dell’Apocalisse ~ Seconda Parte (XVIII,1-24) ~ [Puntata-5]

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Questo capitolo è interamente dedicato alla descrizione della caduta di Babilonia, che rappresenta il regno dell’Anticristo. Essa era già stata annunziata (cfr. capitoli XIV, XVI e XVII), ma ora è descritta in maniera tragica, con uno stile vivo, che ha molti tratti comuni con le profezie di Isaia, di Geremia e di Ezechiele.

Babilonia presentata come “la grande prostituta” nel capitolo XVII, ora crolla miseramente. Questo suo castigo non è narrato direttamente, ma è proclamato e commentato con lamentazioni secondo uno schema usato dai Profeti dell’Antico Testamento (A. Romeo).

“Vidi un altro angelo, che scendeva dal cielo ed aveva gran potere” (v. 1). È un angelo diverso da quello del capitolo XVII, ha un potere enorme ed è molto elevato nella gerarchia celeste (“scende dal cielo”) perché deve cooperare con Cristo ad abbattere “Babilonia la grande”, che è il regno dell’Anticristo. Continua a leggere

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Il Succo dell’Apocalisse ~ Seconda Parte (XVII,1-18) ~ [Puntata-4]

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Tratto la seconda parte dell’Apocalisse (capp. IV-XIX), che è abbastanza lunga, in varie puntate.

Questa quarta puntata tratta il capitolo XVII (1-18). Pian piano commenteremo l’Apocalisse intera, anche se brevemente.

Capitolo XVII (1-18)

È giunta l’ora del giudizio di Dio su Babilonia, personificata in una regina-meretrice in cui si condensa la potenza del male (vv. 1-10).

Uno dei sette angeli che hanno le sette ampolle si rivolge a San Giovanni e gli dice: “Vieni, ti farò vedere la condanna della gran meretrice che siede sopra molte acque” (v. 1), ossia il veggente-profeta di Patmos assisterà ora all’esecuzione del giudizio di condanna emesso da Dio contro Babilonia, che è definita spregiativamente “gran meretrice” non solo in senso carnale (per i suoi peccati di lussuria), ma anche in senso religioso e spirituale (per la sua fornicazione idolatrica).

Babilonia sarà distrutta (cap. XVIII) e il Verbo incarnato risulterà il vincitore, che si erge sui cadaveri dei suoi nemici (cap. XIX).

Come già detto sopra, Babilonia incarna… Continua a leggere

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EPICLESI

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Epiclesi deriva dal greco “epi-caléo” “chiamo, invoco” e significa “invocazione, preghiera” o genericamente “formula deprecativa”.

Nel Rituale Sacramentorum si trovano molti tipi di epiclesi o invocazioni. Per esempio, le epiclesi battesimali, eucaristiche, penitenziali ecc.

Dal secolo XIV però si parla, erroneamente, non più di “epiclesi” al plurale, ma de “la epiclesi” al singolare e la si intende esclusivamente come epiclesi eucaristica. Essa nell’Ordinario della Messa, in quasi tutti i riti orientali e in alcuni riti occidentali (mozarabico, gallicano ecc.) viene subito dopo la narrazione della istituzione dell’Eucarestia e le parole della consacrazione del pane e del vino. E ciò pone un serio problema dogmatico.

Infatti San Pio X ha insegnato: “La dottrina cattolica sul Sacramento dell’Eucarestia non è incolume, quando si ritiene accettabile la dottrina dei Greci dissidenti, secondo la quale le parole della consacrazione non otterrebbero il loro effetto se non dopo l’epiclesi” (Lettera ai Delegati Apostolici dell’Oriente,26 dicembre 1910). Continua a leggere

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Il Succo dell’Apocalisse ~ Seconda Parte (XIV,1-20 ~ XVI,1-21) ~ [Puntata-3]

(TERZA PUNTATA)

Seconda Parte: Capitoli: XIV,1-20 ~ XVI,1-21

Tratto la seconda parte dell’Apocalisse (capp. IV-XIX), che è abbastanza lunga, in varie puntate.

Questa terza puntata inizia con il capitolo XIV verso 1 e termina col capitolo XVI verso 21. Pian piano commenteremo l’Apocalisse intera, anche se brevemente. Continua a leggere

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