Archivi categoria: Sinagoga

Ponzio Pilato, Cesare e il Sinedrio

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Studiando attentamente il processo di Gesù si capisce come il Sinedrio, mediante Cesare (Tiberio), abbia manipolato Pilato: il Procuratore romano della Giudea.

La Teologia ci aiuta a penetrare nelle pieghe nascoste della storia umana, a farci scorgere chi muove le fila di essa da dietro le quinte.

Ad una prima vista superficiale si direbbe che il ruolo più importante e decisivo lo abbiano giocato Cesare e Pilato, mentre la realtà è l’esatto contrario: un piccolo manipolo di  ha mosso l’Imperatore come un puparo fa con il pupo.

Una mano nascosta dirige tutto… Continua a leggere

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Le Cause Remote della Distruzione di Gerusalemme e il Concilio di Gerusalemme (Parte 2 di 2)

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Cristianesimo e Giudaismo nel 50 d. C.

Circa 15 anni prima della Guerra giudaica, che portò alla distruzione del Tempio di Gerusalemme (l’unico luogo in cui i sacerdoti del Vecchio Testamento potessero offrire il sacrificio a Dio) assistiamo ad un altro affrontamento, tutto teologico e spirituale, tra il Cristianesimo, che è l’erede del Vecchio Testamento perfezionato dalla Nuova ed Eterna Alleanza e il Giudaismo farisaico, che cercava già allora di infiltrarsi nel Cristianesimo per renderlo schiavo delle prescrizioni cerimoniali del Vecchio Patto tra Dio e Israele.

La questione dei rapporti tra Cristianesimo e Giudaismo venne risolta canonicamente, magisterialmente e infallibilmente nel Concilio di Gerusalemme (49/50 d. C.), in cui gli Apostoli si riunirono sotto Pietro per definire se fosse ancora necessaria l’osservanza del cerimoniale veterotestamentario oppure no.

L’Abate Giuseppe Ricciotti scrive che… … … Continua a leggere

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Le Cause Remote della Distruzione di Gerusalemme e il Concilio di Gerusalemme (Parte 1 di 2)

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Prima Parte

Gli antefatti della distruzione di Gerusalemme
dal 7 d. C. al 66 d. C.

La distruzione di Gerusalemme nel 70 d. C. viene letta comunemente come l’avveramento di una profezia di Gesù (Lc., XIX, 411). Da allora il popolo ebraico ha perso la sua patria, che ha riacquistato solo parzialmente e con la forza nel 1948 a danno dei Palestinesi, i quali vi abitavano da circa duemila anni, ma il Tempio è andato distrutto completamente e con esso è cessato il Sacrificio della Vecchia Alleanza, che è stato rimpiazzato dall’Olocausto del Verbo Incarnato con cui è iniziata la Nuova ed Eterna Alleanza.

Gli antefatti che portarono alla conquista e distruzione di Gerusalemme da parte di Roma sono poco conosciuti.

Innanzitutto sorge spontanea la domanda sul come sia potuta avvenire una guerra talmente assurda in cui il piccolissimo popolo ebraico provocò nel 66 d. C. il gigantesco Impero romano. Una guerra del genere non poteva che essere vinta da Roma e persa dagli Ebrei. Eppure essi non esitarono a provocare Roma, come mai?

Per poter rispondere occorre conoscere lo stato d’animo degli Ebrei di quei tempi acceso dall’Apocalittica e dal Messianismo temporale… … … Continua a leggere

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Francesco I alla Sinagoga di Roma (17 gennaio 2016)

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La “nuova” dottrina di Francesco I implicitamente risale a Giovanni XXIII ed esplicitamente a Giovanni Paolo II

Francesco I il 17 gennaio del 2016, nel suo discorso tenuto nella sinagoga di Roma, ha riaffermato che secondo la dottrina conciliare (cfr. Lumen gentium, 16: “i doni di Dio sono irrevocabili” e l’intera Dichiarazione Nostra aetate) e postconciliare (cfr. Giovanni Paolo II a Magonza nel 17 novembre del 1980: “L’Antica Alleanza mai revocata”; Giovanni Paolo II, Discorso alla sinagoga di Roma, 13 aprile 1986: “Ebrei nostri fratelli maggiori nella Fede”; Benedetto XVI, Discorso alla sinagoga di Roma, 17 gennaio 2010: “Ebrei nostro padri nella Fede”) l’Ebraismo attuale è ancora titolare dell’Alleanza con Dio.

Invece, è ovvio che se Dio ha stretto una Nuova ed Eterna Alleanza nel Sangue sparso da Gesù, non sussiste più la Vecchia che è stata perfezionata e sostituita dalla Nuova.

Ora S. Paolo, divinamente ispirato, ha scritto: «Dicendo Alleanza Nuova, Egli ha dichiarato antiquata la prima; ma ciò che diventa antico ed invecchia, è prossimo a sparire» (Ebr., VIII, 13).
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