Archivi categoria: San Tommaso d’Aquino

“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” [3], Don Curzio Nitoglia, Terza Lezione

“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” Relatore Don Curzio Nitoglia Terza Lezione [3] L’incontro ha avuto luogo nel giugno 2018, a Velletri, presso la residenza delle ‘Suore Discepole del Cenacolo’. Ciclo di lezioni organizzate in collaborazione con l’associazione EXSURGE DOMINE     … Continua a leggere

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“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” [2], Don Curzio Nitoglia, Seconda Lezione

“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” Relatore Don Curzio Nitoglia Seconda Lezione [2] L’incontro ha avuto luogo nel giugno 2018, a Velletri, presso la residenza delle ‘Suore Discepole del Cenacolo’. Ciclo di lezioni organizzate in collaborazione con l’associazione EXSURGE DOMINE    

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“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” [1], Don Curzio Nitoglia, Prima Lezione

“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” Relatore Don Curzio Nitoglia Prima Lezione [1] L’incontro ha avuto luogo il giorno 1/5/2018, a Velletri, presso la residenza delle ‘Suore Discepole del Cenacolo’. Ciclo di lezioni organizzate in collaborazione con l’associazione EXSURGE DOMINE    

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AVVISI IMPORTANTI

domenica  14  ottobre 2018: “Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” (Quarta Lezione) Relatore d. Curzio Nitoglia, a Velletri, ore 16 (v. Madonna degli Angeli, 78 – c/o Suore Discepole del Cenacolo) Le lezioni saranno videoregistrate e messe in rete.

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“IL PRINCIPE CRISTIANO”, di Padre Pedro de Ribadeneyra: la filosofia sociale tomistica contro il machiavellismo

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L’Editore Effedieffe di Proceno di Viterbo ha ristampato, nel giugno del 2018, il capolavoro di padre Pedro de Ribadeneyra intitolato Il Principe cristiano1, che venne edito in italiano da Cantagalli di Siena nel 1978, esattamente 40 anni or sono.

Pedro Ortiz de Cisneros de Ribadeneyra (1527-1611), gesuita spagnolo nato a Toledo, è stato uno dei primi compagni di S. Ignazio da Loyola e un attivissimo missionario in Spagna e nelle Fiandre. Il suo lavoro più famoso è Il Principe cristiano, edito per la prima volta a Madrid nel 1595.

Egli ricorda in questa sua opera che la vera, tradizionale e buona “ragion di Stato” fa dello Stato l’aiuto della Religione; mentre quella falsa, moderna o machiavellica fa dello Stato la Religione e quasi una Divinità. Inoltre dimostra come, in concreto, lo Stato e il Principe debbano aiutare la Chiesa a far conseguire ai cittadini il bene comune temporale subordinatamente a quello spirituale. Se per Machiavelli le Virtù coincidono con la forza e la furbizia proprie del Principe “volpe e leone”, per Ribadeneyra le vere Virtù sono quelle naturali e soprannaturali o cristiane (Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza, Fede, Speranza e Carità).

Il suo libro è un vero trattato di filosofia politica, scritto alla luce dell’insegnamento di Aristotele e di San Tommaso d’Aquino, che affronta soprattutto gli aspetti pratici, concreti e morali di come condurre un governo naturalmente onesto e soprannaturalmente cristiano… … … Continua a leggere

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Curzio Nitoglia: “Piccolo Dizionario Tomista”

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Il male dell’epoca moderna è una malattia dell’intelletto che si chiama agnosticismo” (S. Pio X), secondo il quale il trascendente può anche esistere, ma è assolutamente inconoscibile. Se vogliamo guarire da tale male dobbiamo ritornare al realismo aristotelico/tomistico della conoscenza. … Continua a leggere

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“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” [1], Conferenza di Don Curzio Nitoglia [1/5/2018]

“Spiegazione XXIV Tesi del Tomismo” Relatore Don Curzio Nitoglia Parte Prima [1] la conferenza ha avuto luogo il giorno 1 maggio 2018 a Velletri presso le ‘Suore Discepole del Cenacolo’. Le lezioni saranno videoregistrate e messe in rete. Daremo conferma per … Continua a leggere

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GLI EBREI “NON PIACCIONO A DIO”

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Non è una frase di Rosenberg, né di Hitler e neppure di Goebbels, ma è stata scritta da San Paolo (1a Tess., II, 15-16) e quindi è divinamente rivelata, ispirata e infallibilmente vera.

Il testo di S. Paolo ~ La frase intera, in due versetti, suona così: “I quali [Giudei] hanno perfino messo a morte il Signore Gesù [“Dominum occiderunt Jesum”] e i Profeti ed hanno perseguitato anche noi; essi non piacciono a Dio [“Deo non placent”] e sono nemici di tutti gli uomini [“omnibus hominibus adversantur”], impedendo a noi di predicare ai Pagani perché possano essere salvati. In tal modo essi colmano la misura dei loro peccati! Ma oramai l’ira di Dio è arrivata al colmo sul loro capo [“pervenit enim ira Dei super illos uque in finem”]”.

Vediamo il commento… … … Continua a leggere

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Recensione libraria: “Sintesi del Tomismo. Sua attualità e suo valore”, di Don Curzio Nitoglia

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L’Editore Effedieffe ha appena pubblicato il volume “Sintesi del Tomismo. Sua attualità e suo valore” di Curzio Nitoglia. [1]

In esso l’Autore:

1°) dimostra che la vera essenza della filosofia tomistica si trova riassunta nelle XXIV Tesi del Tomismo(compilate dal padre Guido Mattiussi), perché esse – grazie alla distinzione reale tra essenza ed essere e con il concetto dell’essere quale atto ultimo e perfettissimo di ogni essenza- costituiscono l’ABC del vero Tomismo;

2°) spiega che il Tomismo, con il suo realismo della conoscenza (“conformità dell’intelletto alla realtà”) è diametralmente opposto al Modernismo, il quale è soggettivismo e relativismo filosofico/teologico: “Cogito ergo sum” (Cartesio) / “…ergo Deus existit” (kantismo modernista): la realtà creata e Dio Creatore sono un prodotto del pensiero umano;

3°) dimostra che il Tomismo, nel campo della conoscenza razionale di Dio, mediante il concetto filosofico dell’analogia applicata alla teologia ci permette, dopo aver dimostrato la Sua Esistenza, anche di conoscere e affermare qualcosa della Sua Essenza contro ogni forma di Nichilismo teologico… … … Continua a leggere

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Vitalità e Attualità della Scolastica

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Purtroppo la nostra epoca è caratterizzata da una specie di fobia per la scolastica tomistica, la quale si incentra sull’essere per essenza e per partecipazione e dalla creatura risale al Creatore, il quale trascende sia lo Stato che l’uomo. Quindi la modernità si preclude la possibilità di giungere alla nozione di diritto naturale, il quale, «muovendo dall’antichità veterotestamentaria e greco-romana, è arrivato sino a noi attraverso la tradizione della scolastica, della filosofia perenne, che riduce il diritto naturale a pochi, sommi princìpi, che non possono mai essere violati, ma son suscettibili di diverse applicazioni storiche nei casi particolari, e bisognosi di essere determinati nei contenuti, integrati nelle istituzioni, fatti rispettare anche con congegni più positivi».

Dalla restaurazione della metafisica scolastica e del realismo della conoscenza, dipende anche la restaurazione della morale naturale, la quale ci aiuta ad essere veramente uomini, intelligenti e liberi, e ci impedisce di farci travolgere dalla marea montante della sovversione nichilistica animalesca, la quale rende l’uomo simile al bruto, schiavo e determinato dai suoi istinti più bassi.

L’uomo è capace di conoscere la realtà e dunque la verità, che è la conformità dell’intelletto con la realtà. Egli ha un’anima spirituale fornita di intelletto per conoscere la verità e di volontà per amare il bene, può quindi giungere a dimostrare l’esistenza di Dio, che è l’Essere e la Verità per sé sussistente, e ad amare il Bene sommo per tutta l’eternità poiché la sua anima è incorruttibile in quanto è spirituale. Inoltre l’uomo è un animale socievole e vive in relazione con gli altri. Ebbene le azioni umane e le relazioni dell’uomo con Dio e col prossimo sono regolate dalla morale. Agire significa tendere ad un fine, perché nessuno agisce a vuoto. Ora l’uomo tende al fine non meccanicamente, ma in maniera cosciente e libera, mediante atti umani, che nascono dalla intelligenza e dalla libera volontà; essi sono moralmente buoni se tendono al bene e moralmente cattivi se tendono al male. La regola della moralità o bontà degli atti umani è la loro conformità con la legge naturale, la natura umana e il suo fine. Quindi tale regola non è soggettiva, indipendente da un oggetto o autonoma, ma è oggettiva. L’uomo sente il dovere di fare il bene e fuggire il male ed il fondamento di quest’obbligo morale sta al di fuori e al di sopra dell’uomo. È Dio che, avendoci creati intelligenti e liberi, vuole che agiamo secondo la nostra natura aderendo alla verità e al bene. Solo così potremo raggiungere il nostro fine. Ora tutte le cose finite e caduche non possono essere il fine ultimo dell’uomo, che avendo un’anima spirituale è aperto a tutta la realtà, alla pienezza, all’eternità. Perciò solo Dio può essere il vero fine dell’uomo, cui la morale oggettiva naturale e divina ci aiuta a pervenire…. Continua a leggere

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L’accoglienza secondo San Tommaso d’Aquino

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Introduzione

San Tommaso d’Aquino nella I-II della Somma Teologica (q. 98-105) studia la Legge del Vecchio Testamento. Egli distingue tre tipi di precetti:

1°) i precetti morali (q. 100), che appartengono alla Legge naturale e durano per sempre;
2°) i precetti cerimoniali (q. 101), che riguardano il culto divino del Vecchio Testamento e terminano completamente con la nascita del sacerdozio della Nuova ed Eterna Alleanza, della quale essi sono un’ombra e una prefigura;
3°) i precetti legali o giudiziali, che riguardano la giustizia nei rapporti degli uomini tra di loro e che anch’essi nel loro insieme vengono rimpiazzati dalla Nuova ed Eterna Alleanza, tranne qualche loro principio, che essendo una specificazione del Decalogo permane ancor oggi vero, giusto e attuale ed è stato ripreso e perfezionato dalla Nuova Alleanza (q. 105).
La legge giudiziale

La Legge giudiziale dell’Antico Testamento (S. Th., I-II, q. 104, a. 1, in corpore) è uno sviluppo del Decalogo riguardante l’ambito civile e criminale, per cui alcuni precetti di essa conservano ancor oggi il loro valore giuridico e legale. Essa legifera sui rapporti degli uomini tra di loro, sui loro doveri e contiene dei precetti giusti.

Quindi anche se rimpiazzata e perfezionata dal Nuovo Testamento la Legge giudiziale dell’Antico Testamento mantiene alcuni precetti di giustizia e verità e, perciò, può aiutarci a risolvere il problema dell’accoglienza indiscriminata di tutti i profughi che sbarcano sulle nostre coste… Continua a leggere

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“P. P.” ERRATA CORRIGE ~ Spiegazione della nota “P. P. errata corrige”

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Spiegazione della nota “P. P. errata corrige”

Il sito http://www.chiesaepostconcilio (assieme a http://www.intermultiplicesunavox e a http://www.effedieffe) ha pubblicato una presentazione di un mio libretto fatta da un mio amico, che si chiama Palmiro Porcu e si firma “P. P.”. Purtroppo la sigla “P. P.” ha suscitato una tempesta di proteste rivolte solo al sito http://www.chiesaepostconcilio poiché “P. P.” è stato scambiato – da alcuni lettori del sito – per certe note personalità. Chi dice si tratti di Patty Pravo, chi Pierpaolo Pasolini e chi Paolo Pasqualucci, che però si firma da sempre “PP”(senza i punti) e quindi non è confondibile con “P. P.”, nel caso nostro Palmiro Porcu, ed ha – giustamente e prontamente – smentito, cosa di cui lo ringrazio vivamente. Quindi ho inviato al Direttore del sito http://www.chiesaepostconcilio (come pure agli altri sopra menzionati) la seguente nota per correggere l’equivoco e per evitare ogni fraintendimento. Continua a leggere

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Presentazione della Vita di San Tommaso d’Aquino

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PRESENTAZIONE DELLA VITA S. TOMMASO A cura di P.P., Effedieffe Vita e opere Per capire meglio il pensiero di S. Tommaso d’Aquino è molto utile conoscere anche la sua vita. Infatti l’Angelico stesso insegnava: “agere sequitur esse et modus agendi … Continua a leggere

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Un Nuovo Commento alle XXIV Tesi del Tomismo [invito alla lettura] ~ Per aiutare i giovani a diventare veri uomini

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L’editore Effedieffe (Proceno di Viterbo) ha pubblicato nel settembre 2015 il Commento alle XXIV Tesi del Tomismo fatto da don Curzio Nitoglia per introdurre i giovani allo studio della vera filosofia di san Tommaso, che è l’unico reale antidoto al veleno delle false filosofie della modernità.

La Chiesa ha voluto che si raccogliessero in una specie di ‘Sillabo’ le Tesi genuine della filosofia tomistica. ‘Le XXIV Tesi del Tomismo’ composte dal gesuita padre Guido Mattiussi e approvate dal Magistero ecclesiastico (S. Pio X e Benedetto XV) contengono l’essenza della dottrina tomistica genuina per combattere la modernità e i suoi frutti avvelenati.

Il buon filosofo è colui che conosce la realtà, giudica rettamente ogni cosa alla luce dei princìpi per sé noti e della Causa prima e ordina tutto ad Essa e specialmente la sua vita. Continua a leggere

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La Seconda, la Terza Scolastica e il Neotomismo

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La Seconda, la Terza Scolastica e il Neotomismo Introduzione Dopo i colpi inferti dalla falsa scolastica decadente di Scoto († 1308) e di Occam († 1349) al Tomismo con l’Umanesimo, il Rinascimento e il Luteranesimo si assiste ad un discredito … Continua a leggere

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Casi in cui è Doveroso Resistere all’Autorità Ecclesiastica ~ Alcuni esempi pratici della storia della Chiesa

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Già nel 50 d. C., neppure 20 anni dopo la morte di Gesù, al Concilio di Gerusalemme, si assisté ad un fatto riportato dalla S. Scrittura, commentato dai Padri ecclesiastici, dai Dottori scolastici e dagli storici della Chiesa . Infatti è divinamente rivelato che, qualche tempo prima, San Pietro ad Antiochia si comportò in maniera riprovevole e San Paolo lo rimproverò …[…]… San Roberto Bellarmino: «Com’è lecito resistere al Pontefice che aggredisce il corpo, così pure è lecito resistere a quello che aggredisce le anime o perturba l’ordine civile, o, soprattutto, a quello che tenta di distruggere la Chiesa. Dico che è lecito resistergli non facendo quello che ordina ed impedendo la esecuzione della sua volontà: non è però lecito giudicarlo, punirlo e deporlo, poiché questi atti sono propri di un superiore»… Continua a leggere

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Originalità e Perfezione della Filosofia Tomistica (rispetto al Platonismo e all’Aristotelismo)

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Originalità e Perfezione della Filosofia Tomistica Rispetto al Platonismo e all’Aristotelismo La metafisica tomistica S. Tommaso non ha scritto un trattato completo di metafisica, ma tra le sue tre grandi opere sistematiche (Commento alle Sentenze, Somma contro i Gentili, Somma … Continua a leggere

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CAUSALITÀ e PARTECIPAZIONE [Secondo Platone, Aristotele e S. Tommaso]

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Il concetto di partecipazione si trova, come elemento fondante, nel sistema di Platone e non in quello di Aristotele. Poi lo ritroviamo perfezionato, alla luce dell’essere come atto ultimo di ogni essenza, in quello di S. Tommaso d’Aquino: “l’essere è … Continua a leggere

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Platone, Aristotele, S. Agostino e S. Tommaso: una metafisica sostanzialmente simile e accidentalmente diversa

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Platone, Aristotele, S. Agostino e S. Tommaso: Una metafisica sostanzialmente simile e accidentalmente diversa Introduzione “Non si può capire Aristotele se non iniziando con lo stabilire quale sia la sua posizione nei confronti di Platone. Se si va al nucleo … Continua a leggere

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Fondamento e Culmine della Metafisica Tomistica ~ I Suoi Concetti e Principi Fondamentali

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La vera metafisica o filosofia dell’essere in san Tommaso d’Aquino ha toccato il suo vertice.

In questo capitolo riassumerò e spiegherò nella maniera più semplice possibile i principali concetti e principi della metafisica tomistica: il suo oggetto formale, il suo metodo, l’essere come atto puro, la composizione ens/esse, la distinzione reale tra essere ed essenza negli enti creati, la partecipazione, la differenza tra essere ed esistere, la causalità, l’analogia, la risalita dall’ente all’Essere sussistente, il trinomio ens/essentia/esse. Continua a leggere

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