Archivi categoria: Ricciotti Giuseppe

Invito alla lettura: “La Storia d’Israele”, di Giuseppe Ricciotti

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Il lavoro del Ricciotti cala in pratica quanto insegna L’Imitazione di Cristo: “Quanto più e quanto meglio tu sai, tanto più rigorosamente sarai giudicato, se non avrai condotto una vita più santa” (libro I, cap. 2, § 3); inoltre, L’Imitazione, aggiunge: “Nel giorno del giudizio non ci sarà chiesto ciò che abbiamo letto, ma quello che abbiamo fatto; né se abbiamo parlato elegantemente, ma se abbiamo vissuto religiosamente” (libro I, cap. 3, § 5).

La vita dell’Abate Ricciotti fu una costante imitazione del Verbo Incarnato, composta 1°) da un lungo atto d’intelligenza che contempla e 2°) di volontà che ama, soprattutto Dio nella Sua Rivelazione, vetero e novo testamentaria. Dante direbbe di luie dei suoi libri: “Luce intellettuàl piena d’amore …”.

Infatti, è la conoscenza di Dio che ci porta ad amarlo (“nihil volitum, nisi praecognitum / per volere e amare qualcosa, prima debbo conoscerla”); ma l’amore di Dio sta, anch’esso, alla base della sua conoscenza (“nihil cognitum, nisi praevolitum / non posso conoscere nulla, se non voglio e non mi applico a conoscere”). Inoltre, come insegna San Tommaso d’Aquino, “non è la buona intelligenza che rende buono l’uomo, ma la buona volontà” (S. Th., I, q. 82, a. 3).

Riassumendo, si può dire che sono tre gli eventi i quali hanno maturato interiormente l’Abate Giuseppe Ricciotti: 1°) la sofferenza iniziale in trincea (1915-1918) come Cappellano degli Arditi e quella finale (1949-1964) delle “purificazioni passive” dovute alla malattia accettata e offerta con amore; 2°) l’osservanza ascetica della Regola dei Canonici Regolari Lateranensi; 3°) la preghiera personale accompagnata dallo studio rigoroso e soprattutto amoroso di Dio e della Sua Rivelazione.

In modo analogo, sono tre i grandi amori del Ricciotti – conosciuti, meditati, studiati (“contemplare”) e fatti conoscere agli altri (“et contemplata aliis tradere”) – a) la “Storia Sacra” del Vecchio e Nuovo Testamento; b) Gesù Cristo; c) San Paolo Apostolo.

Queste pagine della sua Storia d’Israele possano aiutarci e prepararci a conoscere sempre meglio il Verbo Incarnato, alla luce del Vecchio Testamento: “Nel Vecchio Testamento sta nascosto il Nuovo e nel Nuovo Testamento appare chiaro il significato del Vecchio” (S. Agostino), e ad amarlo sempre di più.

Infine, l’esempio della vita e della dottrina dell’Abate Ricciotti possa aiutarci a conoscere, amare, servire Dio e mediante questo a salvare la nostra anima.

Questi libri del Ricciotti, ristampati lodevolmente dall’Editore Effedieffe, possano accompagnarci nel lungo “cammìn di nostra vita” per non “smarrìr la diritta via” e “quinci uscìr a rivedèr le stelle”… … … Continua a leggere

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GIUSEPPE FLAVIO: lo Storico Giudeo/Romano, la Vita e le Opere [2] ~ “Antichità Giudaiche”, “Contra Apionem”, “Vita”

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La seconda opera di Giuseppe Flavio, le Antichità Giudaiche1, comparve tra il 93 e il 94.

Esse sono una specie di compendio della Bibbia (dalla Genesi ai Maccabei), ossia una storia universale del Giudaismo dalla creazione del mondo sino al 66 d. C., l’anno in cui inizia il racconto della sua prima opera sulla storia della Guerra Giudaica.

Le Antichità sono, in sé, l’opera più vasta di Giuseppe, ma, quanto a noi, l’opera più importante è senz’altro la Guerra Giudaica, poiché senza di essa non conosceremmo quasi nulla della guerra tra Roma e la Giudea.

Invece la storia dell’Ebraismo la conosceremmo egualmente, anche senza il compendio di Giuseppe Flavio, a partire dalla Bibbia e da varie altre opere dei commentatori Ebrei e Cristiani di essa. Inoltre non sono scarse le notizie pervenuteci anche da autori pagani su Israele e il Cristianesimo.

Le Antichità riscattano la figura morale di Giuseppe, persino agli occhi del severo censore della sua vita: l’Abate Giuseppe Ricciotti, che scrive… … … Continua a leggere

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GIUSEPPE FLAVIO: lo Storico Giudeo/Romano, la Vita e le Opere [1] ~ Una Breve Biografia e la “Guerra Giudaica”

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L’Abate Giuseppe Ricciotti (1890-1964), nel tradurre dal greco all’italiano la Guerra Giudaica di Giuseppe Flavio (Torino, SEI, 1937-1938, 2 voll.)1, volle scrivere un’Introduzione all’opera dello storico giudeo/romano intitolata Flavio Giuseppe, lo storico giudeo-romano (Torino, SEI, 1936).

In quest’articolo mi avvalgo di essa per porgere al lettore un succo ben concentrato sulla vita e le opere di Flavio Giuseppe, affinché ci possa aiutare a capire meglio il significato dei suoi scritti su quel tratto di storia che abbiamo appena terminato di studiare2, alla luce dell’opere di Giuseppe (principalmente la Guerra Giudaica e secondariamente le Antichità Giudaiche) e della S. Scrittura (I e II Maccabei).

Vedremo, inoltre, anche le altre sue opere: le “Antichità Giudaiche” in dettaglio (anno 75-79); la “Vita” (anno 95); il “Contra Apionem” (I edizione, anno 94; II ed., anno 100), e il “Testimonium Flavianum” (anno 102 c.ca).Giuseppe Flavio è uno storico molto importante per noi, anche se non gode le simpatie del suo miglior “biografo” italiano: Giuseppe Ricciotti. Perché è importante?… … … Continua a leggere

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INVITO ALLA LETTURA: “La Vita di Cristo” di Giuseppe Ricciotti

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Il lavoro che ha assorbito di più l’abate Giuseppe Ricciotti è stato la “Vita di Cristo”, che non è esagerato definire un vero e proprio capolavoro.Egli cominciò a lavorarvi nel 1939 e lo ultimò nel novembre del 1940.

Questo volume ha fatto conoscere l’abate Ricciotti in tutto il mondo e gli ha dato la massima notorietà. Il tono del libro è scientifico, ma assieme è anche ricco di conoscenza piena di amore verso Gesù, ossia di contemplazione sapienziale; è stato scritto con grande affetto, “in ginocchio”, in abituale spirito di preghiera e in un italiano molto elegante e scorrevole che lo pone tra i Classici della Letteratura Italiana, non sfigurando accanto ai Promessi sposi del Manzoni.

La “Vita di Cristo” fu pubblicata dall’Editore Rizzoli di Milano nel 1941, il quale ne stampò solo 5 mila copie e disfece il piombo non prevedendo una eventuale seconda edizione, pensando che un libro su Gesù non avrebbe avuto una grande risonanza; ma, dopo appena due settimane, la prima edizione era già esaurita e si dovette ricomporre il piombo per ristampare il libro, che conobbe sette edizioni sino a quando Ricciotti, nel 1954, si scontrò con Rizzoli e passò all’Editore Mondadori, che, nel 1974, stampò la diciottesima edizione; negli anni novanta è uscita la penultima edizione, oramai esaurita, con Prefazione di Vittorio Messori, e finalmente l’Editore Effedieffe lo ha ristampato nel gennaio del 2019… … … Continua a leggere

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