Archivi categoria: Recensioni librarie

Leggete Pecchioli su Soros ~ Roberto Pecchioli: “George Soros e la Open Society”

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Roberto Pecchioli ha pubblicato recentemente un interessante libro sul “caso Soros” intitolato: George Soros e la Open Society (Bologna, Arianna Editrice, 2022). 
Ne raccomando lo studio e ne porgo al lettore un breve sunto per invogliarlo alla lettura di tutta l’opera. 

Nel libro succitato, l’Autore, spiega che «sarebbe veramente ingenuo immaginare che un uomo solo, per quanto sostenuto da una rete imponente irrorata da grandi somme di denaro, abbia accumulato su di sé un potere così grande, quasi luciferino» (cit., p. 126).

Certamente no. Infatti, Soros rappresenta «un pezzo di un puzzle più vasto […]: pensiamo a Bill & Melinda Gates Foundation, ai Ford, ai Rockefeller e ad altri gruppi, quali il CFR o il Gruppo Bilderberg. Probabilmente Soros è soltanto il volto visibile, il più esposto, la punta di un iceberg» (ivi).

Roberto Pecchioli ne parla diffusamente nel corso del suo libro; però, molto saggiamente, prima si sottrare al «rischio di considerare il miliardario e la sua rete il deus ex machina di ciò che accade nel mondo» (cit., p. 152). 

Poi, egli presenta Soros come uno di coloro che spostano le pedine di questo mondo, innanzitutto mediante le idee, e inoltre tramite il denaro come carburante per far camminare la macchina della rivoluzione nichilistica. 

Perciò, Pecchioli, saggiamente, inquadra il “Caso Soros” all’interno di un quadro più vasto che ha richiesto più di una generazione di rivoluzionari professionisti, i quali da padre in figlio e tra fratelli in collaborazione organizzata ha lavorato nell’ombra, con molta discrezione, senza attirare troppo l’attenzione su di sé.

Allora, in quest’ottica, Soros appare come uno di quei famosi personaggi che popolano l’ultimo trentennio (i padroni dei Social della Silicon Valley californiana), che si sono affiancati – come gregari – «alle tradizionali grandi famiglie della finanza, dell’economia e dell’industria, Rockefeller, Warburg, Rothschild e poche altre» (cit., p. 4).
Questi nuovi ricchi, sono «i signori della tecnologia, creatori di enormi imprese “digitali” globali (Google, Amazon, Facebook, Apple, Microsoft)» (cit., p. 5).

Certamente Soros, oltre che un arcimiliardario, è anche un “filosofo”, un ideologo con venature “millenaristiche” (cit., p. 6), che agisce da circa cinquant’anni, per cambiare il mondo in base alla sua filosofia che viene detta “Società aperta” (di cui avevano scritto Popper e Bergson), ma che in realtà è un vero e proprio Nichilismo logico, etico e metafisico, che ha come fine negativo (“pars destruens”) quello di distruggere il vecchio mondo ancorato sulla retta ragione, sulla legge morale naturale e persino sull’essere creato. 

Infatti, il mondo reale e creato ha il torto di rimandare troppo esplicitamente a un Creatore e, pertanto, va distrutto, poiché il Nichilismo non può colpire direttamente Dio, magari adducendo la scusa che non esiste.

Mentre il suo scopo positivo (“pars construens”) è quello di costruire un uomo nuovo, un “meta/uomo” o un “trans/uomo”, che – riprendendo il piano di Nietzsche – trascende se stesso, diventa lui stesso Dio e ne occupa il posto, dopo aver tentato il “deicidio” (arte già messa in pratica circa duemila anni fa, da un Sinedrio molto simile a quello che oggi governa il mondo).  
  
«George Soros non è il Grande Vecchio e neppure il Male Assoluto […]. Tuttavia, la figura di Soros e la sua organizzazione sono tra i protagonisti e gli artefici della nostra storia» (cit., p. 9).

Come si vede, Soros è uno tra i vari grandi attori della rivoluzione odierna, del “Trans/umanesimo”, ma non è il regista principale… … … Continua a leggere

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Invito alla lettura: «Da Dio al superuomo. Corsa verso l’autodistruzione dell’umanità»,

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La casa editrice Effedieffe ha stampato il libro di Curzio Nitoglia su Yuval Noah Harari, intitolato “Da Dio al Superuomo. Corsa verso l’autodistruzione dell’umanità” (88 pagine, 13 euro).

In esso l’autore mostra come Yuval Harari sia uno degli autori che hanno prodotto una dottrina filosofica per giustificare, pianificare e mettere in pratica la realizzazione del Nuovo Ordine Mondiale, fondato sul Transumanesimo. 

Lo studio del suo pensiero, perciò, sarà utile
1°) non solo dal punto di vista dottrinale, poiché ci farà capire la vera natura luciferina del Transumanesimo, che pretende di rendere l’uomo simile a Dio; ma
2°) anche da un punto di vista pratico, poiché Harari è un uomo supportato dal deep state americano e israeliano in vista della ultimazione del Nuovo Ordine Mondiale, che oramai – dopo la Pandemia del 2020 e della guerra russo/ucraina del febbraio 2022 – starebbe per essere portato all’edificazione completa.

Tuttavia, occorre pure prendere atto che… … … Continua a leggere

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Padre Felice Maria Cappello: “STATO E CHIESA” (recensione libraria)

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Felice Cappello nacque a Coviola di Belluno l’8 ottobre 1879; fu battezzato lo stesso giorno della sua nascita a Pieve di Forno di Canale.
Felice Cappello entrò nel seminario minore di Feltre nel 1893; una volta terminato il seminario minore nel 1897, entrò nel seminario maggiore di Belluno, dopo 4 anni di studi, Felice fu consacrato sacerdote, il 20 aprile 1902. 

Fu, quindi, inviato come viceparroco a Sedico, una cittadina a pochi chilometri da Belluno, restandovi sino al 1906.

Il giovane viceparroco, don Felice, continuò gli studi ecclesiastici e si laureò prima presso la facoltà teologica di Bologna nel 1904 in teologia; poi, nel 1905 in filosofia presso l’Accademia San Tommaso d’Aquino di Roma e, infine, conseguì la terza laurea nel 1906 presso l’Istituto Apollinare di Roma in diritto canonico, materia di cui diverrà uno dei maggiori esperti della prima metà del Novecento. 

L’11 giugno 1905 San Pio X con l’Enciclica Il fermo proposito, pur mantenendo ancora de jure il non expedit di papa Mastai, autorizzò de facto i Cattolici a prendere parte alle elezioni che si sarebbero tenute nel novembre del medesimo anno. 

Pio X aveva allentato le disposizioni pratiche di Pio IX, che, tra il 1861 e il 1874, in protesta contro l’invasione dello Stato pontificio, aveva proibito totalmente ai Cattolici di partecipare alle elezioni politiche del neonato Regno sabaudo. 

Si aprì, dunque, attorno al 1905 un vivace dibattito tra i Cattolici se si dovesse mantenere una posizione di forte intransigenza dottrinale e anche pratica (com’era stato stabilito da Pio IX e mantenuto da Leone XIII) nei confronti della vita politica del Regno d’Italia oppure se si potesse, come aveva permesso Pio X, avvicinarsi praticamente all’agone politico per mandare in Parlamento deputati che s’impegnassero con l’elettorato a promulgare leggi civili non difformi dalla Legge naturale e divina, pur mantenendo una linea dottrinale di condanna verso il Risorgimento liberale. 

Padre Cappello entrò nella disputa con molta foga. Si erano, infatti, creati due schieramenti tra i Cattolici:
– 1°) i più conservatori erano propensi a mantenere intatto il non expedit non solo nella dottrina antiliberale e antirisorgimentale, ma anche con la pratica di “non eletti né elettori”, vedendo di malocchio ogni apertura benché minima anche nella sola pratica; mentre
– 2°) altri – in séguito all’apertura di papa Sarto – ritenevano di poter partecipare nella pratica alle elezioni per impedire che la legislazione fosse tutta in mano ai laicisti e ai liberali, mantenendo intatta la teoria di condanna del Risorgimento massonico e laicista… … … Continua a leggere

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Jean Vaquié: “La Rivoluzione liturgica” (recensione libraria)

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Jean Vaquié è stato un autore antimondialista, antiliberale e antimodernista (1911 – 1992). Egli ha pubblicato numerose opere, tra cui: La Rivoluzione liturgica (1971) e Compendio di demonologia (1982).  L’Editore Effedieffe pubblica ora il suo libro “La Rivoluzione liturgica”.

Il libro è arricchito da un’interessante Introduzione di Léon de Poncins, un grande amico del Vaquié.  Il de Poncins inquadra il problema della rivoluzione liturgica di Paolo VI alla luce della “guerra occulta” – che ha portato la sovversione all’interno dell’ambiente ecclesiale – operata dalle due forze principali della rivoluzione: il Giudaismo talmudico e la Massoneria, che, tramite la sovversione della liturgia, hanno introdotto la scompiglio all’interno dell’ambiente ecclesiale. Il fatto più grave, nota de Poncins, è che la rivoluzione con il Modernismo sia penetrata all’interno della Chiesa, ne abbia scalato il vertice e sovvertito il dogma, la morale e la liturgia. 

La rivoluzione liturgica, che ha portato alla promulgazione della Nuova Messa di Paolo VI (3 aprile 1969), è stata prefabbricata e preordinata con lungimiranza e precisione proprio come tutte le rivoluzioni politiche, filosofiche, economiche, sociali e belliche. 

Il Modernismo si era infiltrato nelle viscere della Chiesa già nei primi anni del Novecento, ma con il Concilio Vaticano II è arrivato a impadronirsi della sua élite per arrivare con la Nuova Messa alla sovversione praticata e fatta praticare ai preti e ai fedeli, i quali non avrebbero capito e subìto tutta l’enorme portata dottrinalmente sovversiva dei sedici Decreti del Concilio… … … Continua a leggere

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FATIMA 1917/2017/2022

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Saverio Gaeta ha scritto recentemente il libro intitolato Fatima. Tutta la verità. La storia, i segreti, la consacrazione (Cinisello Balsamo, San Paolo, 2017).

Questo libro è un lavoro esaustivo sulla storia delle apparizioni della Madonna a Fatima nel 1917, di quelle successive a suor Lucia e sul terzo Segreto.

Nel 1946, rispondendo alla domanda se la statua appena terminata rappresentante la Madonna, (che le era apparsa nel lontano 1917) la raffigurasse bene, suor Lucia rispose: “No, non molto. Provai disappunto quando la vidi. In un certo modo è troppo gaia, troppo allegra. Quando vidi la Madonna, ella era piuttosto triste, direi come presa da compassione” (S. Gaeta, Fatima. Tutta la verità. La storia, i segreti, la consacrazione, cit., p. 22).

Il 19 agosto 1917 la Madonna «prendendo un aspetto più triste disse: “Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori perché molte anime vanno all’inferno poiché non c’è chi si sacrifichi per loro”» (cit., p. 35).

Il messaggio e l’espressione della Madonna sono improntati a serietà e a una certa “tristezza” per la sorte degli uomini che già nel 1917 vivevano in stato abituale di peccato mortale e morendo andavano all’inferno, mostrato dalla Madonna ai tre pastorelli in tutta la sua maniera più spaventosa della pena del senso e del danno. Che differenza con i messaggi dei “profeti di ottimismo”, “gai e allegri”, che a partire da Giovanni XXIII sino a Francesco I lasciano tranquilli e addormentati gli uomini sulla via dell’inferno, la quale dopo 100 anni è diventata un’autostrada! La “medicina della sola misericordia senza il rigore della giustizia” che Giovanni XXIII e il Vaticano II, in piena e perfetta sintonia con Francesco I secondo cui “Dio non castiga”, presentano all’uomo contemporaneo è in realtà un veleno.

Il grave è che non solo gli uomini vivono nel peccato, ma che i Pastori della Chiesa li rassicurano in esso. Francesco I non ha forse affermato che “è meglio una convivenza di un matrimonio affrettato”? Giovanni Paolo II non ha forse insegnato (Enciclica Redemptor hominis del 1979, Dives in misericordia del 1980, Dominum et vivificantem del 1986) che tutti, volenti o nolenti, si salvano perché uniti indissolubilmente a Cristo per l’Incarnazione del Verbo? La Corredentrice, la Vergine Addolorata, la Mediatrice di ogni grazia sta sotto la Croce dalla quale pende il Figlio ancora oggi “dolorosa e lacrimosa”.

Il 31 dicembre 1979 suor Lucia dedicò le sue penitenze «per le difficoltà che la Chiesa cattolica […] stava sperimentando nel processo di applicazione del Concilio Vaticano II fra le opposte tensioni della teologia della liberazione e del tradizionalismo. Infatti, leggiamo nel suo diario: “Com’è possibile Signore? La tua Chiesa non può perire! Non le hai promesso di starle vicino, sino alla fine dei tempi?”» (cit., p. 60).
Padre Joachim Maria Alonso, nel 1982, ha spiegato anche lui in questo senso la mancata rivelazione integrale del terzo Segreto: “Una rivelazione anticipata del testo avrebbe aggravato ulteriormente la frattura che continua a dividere in due la Chiesa: il Tradizionalismo, che avrebbe ricevuto manforte dalle profezie di Fatima e il progressismo, che invece si sarebbe scagliato contro queste apparizioni gridando che esse avrebbero fermato il progresso della Chiesa conciliare” (cit., p. 100).
In realtà si sa che la Madonna aveva previsto e predetto “un cattivo Concilio [il Vaticano II in sé e non la sua lettura fatta dai teologi progressisti, ndr] e una cattiva Messa [la Messa di Paolo VI, ndr]” (cfr. S. Gaeta, cit., pp. 113-114). Non si tratta di una lettura errata del Concilio ma della sua rottura oggettiva con la Tradizione apostolica… … …
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INTRODUZIONE alla SECONDA EDIZIONE di “GIUDEOAMERICANISMO”

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L’Editore Effedieffe ha deciso di ristampare Curzio Nitoglia, Giudeoamericanesimo. Il problema dell’ora presente1 che uscì la prima volta nel 2005 per le Edizioni Effepì di Genova.

La nuova edizione contiene alcune modifiche, soprattutto per quanto riguarda le note (che in questo libro sono di capitale importanza), le quali nella vecchia edizione, erano state accorpate alla fine del libro, occupandone una gran parte, essendo numerose e assai lunghe; mentre nella presente – più giustamente – sono state messe a piè di pagina, aiutando così il lettore a capire meglio tutto quanto scritto nelle pagine del libro, che viene provato nelle note, le quali, perciò, rappresentano in questo studio una specie di “libro nel libro”.

Dopo 17 anni il libro è ancora più attuale di allora; infatti, il Nuovo Ordine Mondiale, oramai, dal 2019 sino a oggi è stato installato come una tirannia su scala globale, in tutto l’universo mondo, tranne alcune “Patrie” (tipo la Russia) che cercano, più o meno, di resistere al Globalismo.

Abbiamo costatato che il Giudaismo postbiblico – a) sia nella sua versione cabalistica (Lubavitch) sia b) bancaria (Deep/State) –dirige ampiamente, ora più ora meno, anche le realtà che sembrano essere contrapposte tra di loro: siano esse gli Usa sia il variegato fronte antiatlantico.

Il problema del momento presente è, perciò, quello di acquisire delle idee chiare su queste due entità che dirigono il mondo: l’Americanismo e il suo padre, ossia il Giudaismo postbiblico, il quale è un’unica entità seppure divisa in diverse ramificazioni.

Il presente libro svolge questi due temi (Giudaismo e Americanismo) alla luce della divina Rivelazione, della Tradizione apostolica e della retta filosofia perenne… … … Continua a leggere

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Bernhard Bartmann: Manuale di Teologia Dogmatica (invito alla lettura)

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Bernhard Bartmann nacque il 26 maggio 1860 a Madfeld in Germania e morì a Paderborn il 1° agosto del 1938. Fu ordinato sacerdote a Paderborn il 19 marzo del 1888.
Nel 1896 si addottorò a Tubinga con una Tesi su La giustificazione in San Paolo e in San Giacomo (pubblicata dalla prestigiosa Casa Editrice Herder di Friburgo nel 1897).
Tema, questo della giustificazione, che lo accompagnò durante tutto il corso della sua carriera teologica.
Nel 1898 fu nominato professore di Teologia dogmatica all’Accademia filosofico-teologica di Paderborn, che diresse per 40 anni sino a poco tempo prima della sua morte improvvisa, avvenuta il 1° agosto del 1938.
Le sue opere sono molteplici e teologicamente molto approfondite. Innanzitutto si basò sulla dottrina della giustificazione secondo la Teologia cattolica e polemizzò con quella luterana.
Il Bartmann ha sempre corroborato la sua ricerca dogmatica con la prova della ragione teologica, mediante un sillogismo che a partire da una prima premessa di fede, concatenata a una seconda premessa di ragione ne tira una conclusione teologicamente certa.
Il Manuale di Teologia dogmatica è il suo testo più conosciuto. Esso fu pubblicato nel 1905 a Friburgo, dall’Editore Herder e conobbe ben otto edizioni sino al 1932. Poi fu tradotto in francese e, infine, nel 1949 anche in italiano, dalle Edizioni Paoline di Alba, che hanno pubblicato altre due edizioni (nel 1950 e 1952).
L’Editore Effedieffe ristampa ora il 1° volume della terza e ultima edizione del 1952. In esso l’Autore tratta della Rivelazione, di Dio Uno e Trino, della Creazione, degli Angeli, dell’uomo creato, caduto e redento… … … Continua a leggere

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Invito alla lettura: “La Storia d’Israele”, di Giuseppe Ricciotti

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Il lavoro del Ricciotti cala in pratica quanto insegna L’Imitazione di Cristo: “Quanto più e quanto meglio tu sai, tanto più rigorosamente sarai giudicato, se non avrai condotto una vita più santa” (libro I, cap. 2, § 3); inoltre, L’Imitazione, aggiunge: “Nel giorno del giudizio non ci sarà chiesto ciò che abbiamo letto, ma quello che abbiamo fatto; né se abbiamo parlato elegantemente, ma se abbiamo vissuto religiosamente” (libro I, cap. 3, § 5).

La vita dell’Abate Ricciotti fu una costante imitazione del Verbo Incarnato, composta 1°) da un lungo atto d’intelligenza che contempla e 2°) di volontà che ama, soprattutto Dio nella Sua Rivelazione, vetero e novo testamentaria. Dante direbbe di luie dei suoi libri: “Luce intellettuàl piena d’amore …”.

Infatti, è la conoscenza di Dio che ci porta ad amarlo (“nihil volitum, nisi praecognitum / per volere e amare qualcosa, prima debbo conoscerla”); ma l’amore di Dio sta, anch’esso, alla base della sua conoscenza (“nihil cognitum, nisi praevolitum / non posso conoscere nulla, se non voglio e non mi applico a conoscere”). Inoltre, come insegna San Tommaso d’Aquino, “non è la buona intelligenza che rende buono l’uomo, ma la buona volontà” (S. Th., I, q. 82, a. 3).

Riassumendo, si può dire che sono tre gli eventi i quali hanno maturato interiormente l’Abate Giuseppe Ricciotti: 1°) la sofferenza iniziale in trincea (1915-1918) come Cappellano degli Arditi e quella finale (1949-1964) delle “purificazioni passive” dovute alla malattia accettata e offerta con amore; 2°) l’osservanza ascetica della Regola dei Canonici Regolari Lateranensi; 3°) la preghiera personale accompagnata dallo studio rigoroso e soprattutto amoroso di Dio e della Sua Rivelazione.

In modo analogo, sono tre i grandi amori del Ricciotti – conosciuti, meditati, studiati (“contemplare”) e fatti conoscere agli altri (“et contemplata aliis tradere”) – a) la “Storia Sacra” del Vecchio e Nuovo Testamento; b) Gesù Cristo; c) San Paolo Apostolo.

Queste pagine della sua Storia d’Israele possano aiutarci e prepararci a conoscere sempre meglio il Verbo Incarnato, alla luce del Vecchio Testamento: “Nel Vecchio Testamento sta nascosto il Nuovo e nel Nuovo Testamento appare chiaro il significato del Vecchio” (S. Agostino), e ad amarlo sempre di più.

Infine, l’esempio della vita e della dottrina dell’Abate Ricciotti possa aiutarci a conoscere, amare, servire Dio e mediante questo a salvare la nostra anima.

Questi libri del Ricciotti, ristampati lodevolmente dall’Editore Effedieffe, possano accompagnarci nel lungo “cammìn di nostra vita” per non “smarrìr la diritta via” e “quinci uscìr a rivedèr le stelle”… … … Continua a leggere

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Invito alla lettura: GABRIELE ROSCHINI, “DIZIONARIO DI MARIOLOGIA”

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Invito alla lettura: GABRIELE ROSCHINI, “DIZIONARIO DI MARIOLOGIA” Padre Gabriele Maria Roschini (1900 – 1977) nel 1918 entrò come novizio presso i Padri Serviti di Maria e si laureò in Filosofia e Teologia nel 1923-1924. Nel 1933 iniziò il ministero … Continua a leggere

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Don Curzio Nitoglia: “I Lubavich e i potenti del mondo” ~ Invito alla lettura

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Le Edizioni Effedieffe hanno appena pubblicato (gennaio 2021) il libro di Curzio Nitoglia, intitolato I Lubavich e i potenti del mondo (210 pagine, 16 euro1).

Storia e Teologia:
In esso l’Autore tratta:
~ a) da un punto di vista storico, la questione dello scontro – ora in atto – tra Putin/Trump (Sovranismo nazionale) contro Biden/Gates/Xi Jin Ping/Bergoglio (Deep State); poi
~ b) la inquadra – teologicamente – alla luce dell’influsso, che esercita su di essa il Giudaismo postbiblico, nelle sue due principali ramificazioni: quella cabalistica e quella lobbystico/bancaria.

Il fine di questo libro è cercare di sollevare un velo su una realtà sotterranea e infera, che è già all’opera in mezzo a noi e che tanto male ha già iniziato a fare nel mondo intero …

Nel libro si parte
~ 1°) dalla storia dei Lubavich, fondati dal rabbino cabalista Israel Baal Shem Tov († 1760), che hanno influenzato fortemente la vita dell’Ebraismo europeo e nordamericano per giungere, finalmente, a illustrare
~ 2°) la filosofia che soggiace all’avventura contemporanea (2020/2021), vissuta universalmente in uno stato surreale di “psico/polizia”, occasionato dal Covid19.

Temi principali del libro:
I principali punti che vengono illustrati nel corso del libro sono:
~ 1°) la dottrina teologica chassidica dei Lubavich (XVIII secolo) sulla “Cabala erotica” o “Magia sessuale”, dalla quale è nato il Freudismo psicanalitico (Novecento), che ha cambiato la faccia della terra a partire dal Sessantotto;
~ 2°) il “Sentimentalismo” ascetico/mistico dei Chassidim, dal quale si è originato il Carismatismo pentecostale dei Protestanti che poi, purtroppo, con il Concilio Vaticano II, ha invaso e ammorbato anche l’ambiente ecclesiale cattolico divenuto modernista (cfr. “Cammino Neocatecumenale”);
~ 3°) il fenomeno del “Marranesimo” ebraico moderno con Jacob Frank († 1791) e Sabbatai Zevi († 1676), che ha influenzato sia il mondo islamico (con i “Donmeh” turchi), sia quello cristiano (con la Dichiarazione Nostra aetate del Concilio Vaticano II, 28 ottobre 1965);
~ 4°) il rapporto che lega Putin e Trump al mondo dei Chassidim o Lubavich;
~ 5°) l’influsso esercitato dai filosofi Chassidim: Popper († 1994), Buber († 1965) e Lévinas († 1995) sul mondo contemporaneo e sull’Unione Europea attuale, che fu concepita circa un secolo fa da Kalergi († 1972), anch’egli influenzato dal Chassidismo… … … Continua a leggere

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“Deporre il Papa?”: un invito alla lettura

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Alcuni autori, di fronte al “caso Bergoglio”, soprattutto a partire dall’Esortazione apostolica Amoris laetitia (19 marzo 2016), hanno raccolto delle firme, lanciato delle petizioni per far deporre papa Francesco e far nominare un altro Papa.

Costoro si son posti il problema se si potesse deporre il Papa caduto oggettivamente nell’eresia materiale. La maggior parte ha risposto negativamente, appellandosi all’assioma Prima Sedes a nemine judicetur. Solo pochi autori hanno proposto, con una certa insistenza, l’opzione di deporre papa Bergoglio per nominarne un altro al suo posto, ma con poco successo e séguito.

Le Edizioni Radio Spada hanno pubblicato il libro Deporre il Papa? di don Curzio Nitoglia, riguardo questo problema pungente.

Questo libro può aiutare il lettore a formarsi un’idea su ciò che i migliori teologi cattolici dicono riguardo all’ipotesi del Papa eretico ed eventualmente da deporsi. Infatti, queste pagine raccolgono quello che i teologi, i Padri ecclesiastici e i Dottori scolastici (sino a padre Reginaldo Garrigou-Lagrange) hanno scritto a riguardo dell’eventuale ipotetica eresia materiale di un Papa e della sua possibile deposizione da parte dell’Episcopato o del Collegio cardinalizio… … … Continua a leggere

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Deporre il Papa? ~ Riflessioni su Sede Romana e crisi nella Chiesa

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Deporre il Papa? Riflessioni su Sede Romana e crisi nella Chiesa

Che vuol dire “Papa eretico”? È possibile deporre il Papa? Come conciliare l’infallibilità pontificia con l’attuale crisi nella Chiesa? Cosa deve pensare (e fare) un cattolico oggi? Domande impegnative a cui un sacerdote tenterà di dare risposte… … …

Intervista con Piergiorgio Seveso su «Deporre il Papa?»: “Il libro non è provocatorio, sono i tempi ad esserlo”.

Radio Spada intervista il suo presidente, Piergiorgio Seveso, sull’ultima uscita libraria: Deporre il Papa? – Riflessioni su Sede Romana e crisi nella Chiesa, un volume che farà discutere… … … Continua a leggere

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INVITO ALLA LETTURA: ADOLFO TANQUEREY, “COMPENDIO DI TEOLOGIA ASCETICA E MISTICA”

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L’editore Effedieffe ha ristampato il Compendio di Teologia Ascetica e Mistica del famoso teologo sulpiziano don Adolphe-Alfred Tanquerey, nato a Blainville in Normandia il 1° maggio del 1854 e morto ad Aix-en-Provence il 21 febbraio 1932.
Maestro dei Novizi sulpiziani a Issy-sur-Seine e iniziò a studiare con tanto ardore la teologia spirituale per poterla insegnare nel miglior modo possibile da arrivare infine, dopo circa quindici anni, a scrivere quello che è considerato essere il suo capolavoro: il “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, che lo ha reso celebre in tutto il mondo e sul quale si son formati (senza paura di esagerare) tutti i seminaristi, i novizi degli Ordini religiosi, i sacerdoti e i direttori spirituali dal 1923 sino alla vigilia del Concilio Vaticano II (ancor di più che sui suoi manuali di teologia dogmatica e morale).
Questo compendio, ora riproposto al pubblico italiano dall’Editore Effedieffe, venne pubblicato nella sua versione originaria in lingua francese nel 1923 (dall’Editrice Desclée) e in cinque anni (1923-1927) conobbe ben cinque edizioni; finalmente nel 1928 venne tradotto e pubblicato, sempre dalla Desclée, in italiano e in altre sei lingue, che ben presto divennero addirittura dieci… … … Continua a leggere

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Invito alla Lettura: Curzio Nitoglia, “Roma Antica, Giudaismo e Cristianesimo”

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L’Editore Effedieffe di Proceno (Viterbo) ha appena pubblicato il libro Roma antica, Giudaismo e Cristianesimo (630 pagine, 30 euro) di Curzio Nitoglia.

L’Autore, innanzitutto, risolve i rapporti tra Paganesimo, Cristianesimo e Neopaganesimo biologico/esoterico. In un altro capitolo mostra qual è, ancor oggi, il valore perennemente attuale del messaggio spirituale e filosofico che Roma antica può rivolgere al mondo moderno. Quindi, passa a trattare il tema dei rapporti che erano intercorsi – ai tempi di Gesù – tra Ponzio Pilato, Cesare e il Gran Sinedrio per poter, poi, risolvere la vexata quaestio della responsabilità del Giudaismo postbiblico nel Deicidio.

Di poi illustra la genesi della prima persecuzione “romana” (anno 64) contro il Cristianesimo ai tempi di San Pietro e San Paolo, sotto l’Imperatore Nerone, che fu spinto a martirizzare i Cristiani non dai Pagani o dai Romani, come si dice comunemente, ma dalla sua seconda moglie Poppea, che era una giudaizzante, ossia una “proselite della porta”… … …

… … …Non poteva mancare, infine, un’esposizione della filosofia morale di Roma antica, da Marco Aurelio a Seneca, fondata sulla metafisica greca di Platone e Aristotele. Nei capitoli successivi mostra l’attualità e la vitalità della filosofia della Seconda Scolastica (XVI-XVII secolo) in contrapposizione alla Modernità sia in politica (Francisco Suarez) che in ecclesiologia (San Roberto Bellarmino).

Quindi abborda il problema, ridivenuto attualissimo nel 2020 (dopo il Pachamama e il Covid/19), della liceità e doverosità dell’insurrezione armata dei Fratelli Maccabei contro il tiranno di allora (164 avanti Cristo): l’empio persecutore del culto monoteistico, Antioco Epifane, figura e prototipo dell’Anticristo finale e degli Anticristi intermedi odierni: Bill Gates, Soros, Rothschild, Rockefeller, Parolin e Bergoglio…

Finalmente si avvia a trattare la natura della religione giudaica nell’Antico e nel Nuovo Testamento; poi sfata la leggenda della Chiesa primitiva presentata – sia dai modernisti sia dagli esoteristi neopagani – come una setta anarchica, che Continua a leggere

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“IL RENO SI GETTA NEL TEVERE” ~ invito alla lettura

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Il libro di padre R. M. Wiltgen, “Il Reno si getta nel Tevere”, è stato finalmente tradotto per la prima volta in italiano dall’Editore Effedieffe di Proceno (Viterbo1), dopo circa 60 anni dalla sua prima edizione del 1967 in lingua inglese, che ha conosciuto una seconda edizione, aggiunta e corretta dall’Autore, nel 1977 ed è su quest’ultima che si basa la traduzione italiana.

L’Autore racconta, in queste brevi annotazioni che prendono quasi la forma di una sorta di “diario del Concilio”, la storia del Vaticano II dall’inizio alla fine (12 ottobre 1962 – 8 dicembre 1965); condensando quattro anni di dibattiti serrati e infuocati in circa sole 350 pagine e offrendo al lettore, anche non esperto in teologia, un libro estremamente pratico, conciso e ricco di fatti dettagliati. La sua narrazione illustra i fatti concreti avvenuti durante il Concilio più che le dottrine teologiche astratte difficilmente accessibili a tutti i lettori; soffermandosi su “Chi, Cosa, Quando, Dove e Perché”, descrivendo la “politicizzazione” e la deriva progressista che è andata avanti durante l’intero Concilio, scoprendo magistralmente anche quello che accadeva dietro le quinte, il che rende la lettura del libro particolarmente appassionante e avvincente.

Padre Wiltgen (che non è un “tradizionalista”, ma un cronista onesto e oggettivo, sebbene di tendenze aperte se non proprio progressiste, il quale ha trascritto i fatti così come li ha visti e si sono svolti) ci svela molte riunioni ed azioni esterne ai dibattiti conciliari, non sempre fatte alla luce del sole e mette in luce come l’attività del Concilio sia stata guidata costantemente da “gruppi” piuttosto che da individui… … … Continua a leggere

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Curzio Nitoglia: “Non Abbiamo Fratelli Maggiori” ~ [invito alla lettura]

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Il 28 ottobre del 1965, poco prima della fine del Concilio Vaticano II (8 dicembre 1965), venne promulgata la Dichiarazione conciliare Nostra aetate (d’ora in poi NA) sui rapporti tra Giudaismo[1] postbiblico o talmudico (ben distinto dal Vecchio Testamento) e Cristianesimo. A partire da essa vi è stata una vera “sovversione” della dottrina cattolica sul tema della contro/religione giudaica/postcristiana.

Giovanni Paolo II (1978-2005) ha fatto di NA il “cavallo di battaglia” del suo lungo Pontificato e l’ha diffusa dappertutto. Egli – appena due anni dopo la sua elezione pontificia – ha dichiarato, alla luce di NA, che “l’Antica Alleanza non è stata mai revocata” (Discorso di Magonza, 17 novembre 1980) e, sei anni dopo,  che “gli Ebrei sono fratelli maggiori dei Cristiani nella fede di Abramo” (Discorso alla sinagoga Roma, 13 aprile 1986).

A partire da queste due asserzioni (oggettivamente contrarie alla fede cattolica), sia Benedetto XVI (2005-2013) sia papa Francesco (2013), non solo hanno ribadito i medesimi errori, ma ne hanno esplicitati dei nuovi (“gli Ebrei postbiblici non hanno bisogno di Gesù per salvarsi”), già contenuti virtualmente in esse e in NA.   

La dottrina cattolica insegna, al contrario, che 1°) gli Ebrei sono fratelli maggiormente separati dei Cristiani e non loro fratelli maggiori nella fede; 2°) che l’Antica Alleanza è stata rimpiazzata dalla Nuova ed Eterna Alleanza; 3°) ed infine che tutti gli uomini (Ebrei compresi) hanno bisogno di Gesù (unico Redentore universale dell’umanità) per salvarsi.

Infine recentissimamente – nei primi mesi dell’anno 2019 – è stato pubblicato il libro 1°) La Bibbia dell’Amicizia. Brani della Torah/Pentateuco commentati da Ebrei e Cristiani (Cinisello Balsamo, San Paolo) con una “Prefazione” a cura di papa Bergoglio e 2°) sùbito dopo – verso la Pasqua del medesimo anno – è uscito un secondo libro sullo stesso tema, titolato Ebrei e Cristiani, redatto dal “papa/emerito” Benedetto XVI (Cinisello Balsamo, San Paolo) in collaborazione col rabbino-capo di Vienna Arie Folger.

In questi due libri papa Francesco e il “papa-emerito” Benedetto XVI spargono numerosi errori, se non eresie vere e proprie materiali, riguardo alla fede nella divinità di Cristo, alla SS. Trinità, ai rapporti tra Antico e Nuovo Testamento, alla Redenzione universale di Gesù e al Dogma “Extra Ecclesiam[2] nulla salus!”.

… … …Perciò ho ritenuto doveroso affrontarli in un volume, il quale – Deo volente – vedrà la luce il mese di settembre del 2019 con le “Edizioni Radio Spada” (Cermenate – Como[3])… … …

Gli errori di papa Ratzinger e Bergoglio riguardano… … … Continua a leggere

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Francesco Roberti-Pietro Palazzini, “Dizionario Teologia Morale” [Invito alla Lettura]

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Il Dizionario di Teologia Morale, diretto dai cardinali Francesco Roberti[1] e Pietro Palazzini[2], fu edito dalla Casa Editrice Studium di Roma per la prima volta nel 1955 in un unico volume di 1500 pagine. Esso ha conosciuto ben 4 edizioni (1955, 1957, 1961 e 1968). Quella del ‘68 è uscita in 2 volumi (circa 1800 pagine in tutto), ma è stata “aggiornata” (anche se moderatamente) alla luce del Concilio Vaticano II. Per questo motivo l’Editore Effedieffe lo ristampa ora (luglio 2019 per la V edizione) riprendendo la versione del 1955 identica a quella del 1957 e del 1961, risalenti a quando il Concilio (1962-1965) non era ancora cominciato[3].

L’Edizione presente si compone di 2 volumi. Il 1° dalla A alla L di 1054 pagine, il 2° dalla M alla Z di 996 pagine.

Nel Dizionario di Teologia Morale i cattolici colti troveranno i princìpi teorici e pratici per credere ed agire rettamente secondo la divina Rivelazione.

Il Dizionario di Teologia Morale non solo presenta i princìpi del retto agire secondo la Legge divina e naturale, ma affronta anche molti temi che sono di attualità ancor oggi riguardanti l’inconscio, la cibernetica, i gruppi sanguigni, l’immoralità costituzionale, l’economia, il diritto, alcuni aspetti della medicina riguardanti l’agire umano. Ogni voce è arricchita da un’ampia Bibliografia specifica, che permette al lettore di approfondire il tema se lo interessa e alla fine dell’opera vi è un’amplia Bibliografia generale di 37 pagine, che cita gli Autori e i titoli dei migliori Trattati di Teologia Morale.

Nel presente Dizionario si trovano anche i princìpi generali della Filosofia e delle Dogmatica dai quali deriva la Teologia Morale: la capacità della ragione umana di conoscere la realtà (contro l’errore dello scetticismo relativista); l’uomo composto di anima e corpo, la cui anima è immortale e libera e perciò moralmente responsabile di fronte a Dio delle sue azioni moralmente buone o cattive; il mondo in cui l’uomo vive non ha in sé la ragione sufficiente della sua esistenza, ma presuppone una Causa Prima incausata che chiamiamo Dio; le varie religioni che sussistono nel mondo di cui una sola è quella vera, ossia quella che Dio ha fondato (Vecchia Alleanza) e che Gesù Cristo ha perfezionato (Nuova Alleanza); i Sacramenti come mezzi principali per vivere moralmente bene; le scienze mediche come aiuto al buon mantenimento del corpo che assieme all’anima è principio sostanziale dell’uomo; la pratica religiosa ossia l’ascetica e la mistica che ci aiutano a perfezionare la vita morale e a farci giungere alla santità ed unione con Dio, mediante la Grazia di Dio e la preghiera dell’uomo; l’autorità della Chiesa che governa le anime in ordine al Paradiso e l’autorità statale che dirige gli uomini in ordine al bene comune temporale subordinatamente a quello spirituale; le professioni che l’uomo svolge e che debbono essere vissute in modo moralmente ordinato; l’economia come Virtù della prudenza applicata alla sostentazione della famiglia; la politica che è la prudenza applicata alla Società civile, eccetera… … … Continua a leggere

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Invito alla lettura di Mons. Léon Meurin: “La Massoneria Sinagoga di Satana”

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L’editore Effedieffe (Proceno di Viterbo) ristampa finalmente, (https://www.effedieffeshop.com/la-frammassoneria-sinagoga-di-satana/) dopo circa 120 anni dalla I edizione italiana, il volume magnifico in sé (anche se controverso in una sua determinata parte storica rifacentesi alle “rivelazioni” dell’agente depistatore e mistificatore Léo Taxil) di Monsignor LÉON MEURIN, La Frammassoneria Sinagoga di Satana (Siena, Ufficio della biblioteca del clero, 1895)… … … Continua a leggere

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IL LUOGO DEL MARTIRIO E DELLA TOMBA DEI FRATELLI MACCABEI ~ (in esteso)

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Monsignor Francesco Spadafora, citando succintamente il Cardinale Mariano Rampolla del Tindaro (Del luogo e del martirio e del sepolcro dei Maccabei, Roma, 1898), scrive: “Comunemente si ritiene che il martirio [dei 7 fratelli Maccabei, ndr] avvenne ad Antiochia dove le tombe furono venerate sino al VI secolo. Dopo il 551 le reliquie furono portate a Costantinopoli e da lì, almeno in parte a Roma sotto papa Pelagio I (556-561). È possibile però che si tratti di Pelagio II (579-590) e che le reliquie siano venute direttamente da Antiochia.

Esse, comunque, si venerano a Roma, in San Pietro in Vincoli. Nel 1876 fu ivi trovato un sarcofago a sette compartimenti, contenenti ossa e ceneri con due fogli di piombo, recanti iscrizioni relative ai sette fratelli Maccabei, del IX secolo” (F. Spadafora, in Bibliotheca Sanctorum, Roma, Città Nuova, vol. VIII, 1966, col. 437, voce “Maccabei”).

In questo articolo porgo al lettore il succo del sostanzioso libro (anche se piccolo di mole: solo 70 pagine) del Rampolla, che ci dà molte notizie (storiche, archeologiche, liturgiche, scritturale e di Tradizione patristica) sul luogo del martirio dei 7 fratelli Maccabei, sulle vicende del trasferimento in Roma delle loro ossa e sul luogo in cui sono state sepolte ed esposte alla venerazione dei fedeli.

Esse – soprattutto in questi tristissimi tempi di apostasia e di cedimento ai nemici di Cristo – tante lezioni e grazie di fede, fortezza, coraggio e militanza possono dare ed elargire dal loro sepolcro…. … … Continua a leggere

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Mons. Athanasius Schneider: lo Studio sul “Papa Eretico”

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S. Ecc. Mons. Schneider, il 21 marzo del 2019, ha pubblicato uno studio sulla questione del “Papa eretico”. In esso vi sono delle tesi conformi alla dottrina cattolica: dei fedeli, però, mi hanno manifestato le loro perplessità di fronte ad alcune opinioni di sua ecc.za, riguardo al papato, per cui ho ritenuto opportuno pubblicare il seguente articolo… … … Continua a leggere

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