Archivi categoria: incredulità ebraica

TEOLOGIA DI ISRAELE (4/4) ~ Quarta Parte

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DIO DIFFONDERÀ LA SUA GRANDE MISERICORDIA SULLA MAGGIOR PARTE DEL POPOLO EBRAICO PRIMA DELLA PARUSIA (Rom., XI, 25-32)

San Paolo inizia ora (Rom., XI, 25) a trattare un argomento di grande importanza e lo fa utilizzando la formula: “Non voglio che ignoriate”, la quale vien da lui impiegata nelle sue Epistole per attirare l’attenzione del lettore.

L’Apostolo si rivolge ai Cristiani che provengono dal Paganesimo e spiega cosa non vuole che essi ignorino: “Questo mistero”. Qui la parola “mistero” significa una verità che la ragione umana puramente naturale non può conoscere, ma l’intelletto – mosso dalla volontà spinta dalla grazia attuale di Dio – può aderire ad essa solo per fede soprannaturale nella divina Rivelazione. La verità che San Paolo rivela ai Gentili convertitisi al Cristianesimo è la futura conversione in massa dei Giudei a Cristo, che avverrà dopo la conversione dei Pagani e prima della fine del mondo (v. 25)1.

Per quale motivo l’Apostolo svela con tanta solennità questo mistero ai Pagani convertiti?… … … Continua a leggere

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TEOLOGIA DI ISRAELE (3/4) ~ Terza Parte

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Nella prima parte di questo articolo abbiamo visto come San Paolo (Rom., IX, 1-29) ha dimostrato 1°) che Dio ha permesso l’apostasia della maggior parte d’Israele, manifestando così la Sua giustizia; mentre 2°) solo un “piccolo numero” di Giudei ha accolto il Messia e questo manifesta la Sua misericordia; nel medesimo tempo 3°) la stragrande maggioranza dei Gentili ha abbracciato la fede di Abramo, si è convertita a Cristo, ha rimpiazzato i Giudei increduli ed anche questo terzo punto manifesta la misericordia del Signore.

Nella seconda parte di questo articolo abbiamo spiegato che l’Apostolo dei Gentili, (Rom., IX, 30 – 33; X, 1-21), ha mostrato la responsabilità e la colpevolezza dei Giudei increduli, che hanno rifiutato il Messia Gesù di Nazareth, la quale colpa fa risaltare la giustizia di Dio, che li ha riprovati.

Infine durante tutto il capitolo XI (1-36) dell’Epistola ai Romani (che affrontiamo in questa terza parte, solo sino al versetto 24) San Paolo mostra come a) Dio sia stato non solo giusto verso i molti Giudei increduli, ma anche misericordioso verso i pochi Giudei che hanno creduto e b) sarà misericordiosissimo, prima della fine del mondo, accogliendo la maggior parte d’Israele (vv. 25-32) che tornerà a Cristo… … … Continua a leggere

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TEOLOGIA DI ISRAELE (2/4) ~ Seconda Parte

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Nella prima parte di questo articolo sulla “Teologia di Israele” (Rom., IX, 1-29) abbiamo visto come San Paolo ha dimostrato che Dio, pur avendo permesso l’apostasia della maggior parte d’Israele, non è stato infedele al Patto che aveva stretto con Abramo poiché la promessa di Dio non fu fatta a coloro i quali discendono carnalmente da Israele, ma a coloro che sono spiritualmente Israeliti, ossia che hanno la fede nel Messia Gesù. Ora un “piccolo numero” di Giudei è rimasto fedele al Patto abramitico ed ha accolto il Messia; nel medesimo tempo la stragrande maggioranza dei Gentili ha abbracciato la fede di Abramo, si è convertita a Cristo, divenendo spiritualmente Israele, ossia è stato innestato nella Vecchia Alleanza e partecipante alla Nuova ed Eterna Alleanza nel Sangue di Gesù. Tutto ciò manifesta la misericordia del Signore.

L’Apostolo dei Gentili, in questa seconda parte dell’articolo (Rom., gli ultimi tre versetti del capitolo IX, dal v. 30 al v. 33; e tutto il capitolo X, vv. 1-21), mostra la responsabilità e la colpevolezza dei Giudei increduli, che hanno rifiutato il Messia Gesù di Nazareth, la quale fa risaltare la giustizia di Dio.

Purtroppo i Giudei infedeli, per loro colpa, non cercarono la salvezza là dove Dio l’aveva riposta: nel Messia sofferente Gesù, nato nella grotta di Betlemme e morto sulla croce del Calvario, ma in un falso “Messia” immaginario, politico militante e trionfante…. … … Continua a leggere

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TEOLOGIA DI ISRAELE (1/4) ~ Prima Parte

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PREMESSA

Il Vangelo di Gesù è stato rivelato per la salvezza di tutti gli uomini, ma – cronologicamente e non ontologicamente – prima dei Giudei e poi dei Gentili (Rom., I, 16). Tuttavia la maggior parte del popolo ebraico ha rifiutato Gesù e ha rotto il Vecchio Patto stretto con Dio, che era tutto orientato alla Nuova ed Eterna Alleanza; mentre molti Pagani si sono convertiti al Vangelo e sono entrati nella Chiesa di Cristo e nel Nuovo Patto, che ha perfezionato e sostituito il Vecchio.

Siccome Dio aveva stretto un Patto o un’Alleanza con il popolo ebraico in Abramo, sembrerebbe quindi che Egli non sia stato fedele alle Sue promesse, avendo permesso che la maggior parte dei Giudei Lo lasciasse.

San Paolo nell’Epistola ai Romani affronta questa questione e dimostra che 1°) Dio è rimasto fedele alle Sue promesse fatte ad Abramo di essere padre di un popolo partecipe della salvezza spirituale messianica (Rom., IX, 1-29); 2°) nello stesso tempo è stato giusto nel riprovare il Giudaismo che non ha voluto credere in Gesù e Lo ha respinto come Messia (Rom., IX, 30-33 – X, 1- 21); 3°) infine è stato misericordioso riguardo ai pochi Giudei convertitisi nel periodo dell’Avvento di Cristo e, poco prima della Parusia, diffonderà la sua grande misericordia sulla maggior parte del popolo ebraico, il quale tornerà a Cristo (Rom., XI, 1-36).

Nel presente articolo studiamo la prima delle tre proposizioni, in altri articoli successivi vedremo le altre due proposizioni… … … Continua a leggere

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SPECCHIETTO RIASSUNTIVO: ESISTE UN “SANO RAZZISMO” CRISTIANAMENTE INTESO?

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Nella strana èra del postconcilio, soprattutto con il Pontificato di papa Bergoglio, spesso si sente parlare

1°) non solo a favore dell’accoglienza indiscriminata di masse di musulmani, che stanno invadendo l’Italia e l’Europa, i quali non vogliono integrarsi e vogliono conquistarci (sono oltre 5 milioni i “non-Italiani” presenti nella nostra Patria, tra i quali molti islamici), ma addirittura

2°) di favorire il “meticciato” previsto dal “Piano Kalergi”, ossia la mescolanza delle “razze” di modo che non esista più la “razza europea”, la Civiltà europea, le Patrie europee, la Religione e la Cultura europea, ma solo una massa informe di ibridi.

Ora, ci si chiede, la Chiesa – col suo Magistero – è intervenuta, prima del Vaticano II, su questo tema? Di modo che si possa far riferimento a qualcosa di sicuro per le coscienze sempre più turbate dei fedeli Cristiani?… … … Continua a leggere

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“Questa é l’ora vostra e l’ora del potere delle tenebre” (Lc., XXII, 52-53)

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“Nihil sub sole novi”: ieri come oggi:
“Sinagogae Judaeorum fontes persecutionum”

Prima Parte: Ai tempi Di Gesù

Un Interrogativo Che C’Intriga: “L’ora Vostra” (Vangelo secondo S. Luca, XXII, 53)

Leggendo il Vangelo, rimaniamo incuriositi dalla frase pronunciata da Gesù nel Getsemani – alquanto enigmatica, se presa solamente in se stessa – sùbito dopo essere stato tradito da Giuda1: “Questa è l’ora vostra e l’ora del potere delle tenebre” (Lc., XXII, 53).

Infatti – dal solo versetto 53 del capitolo XXII di San Luca – non si capisce bene, ci si incuriosisce e si vorrebbe comprendere meglio, a chi si debba attribuire esattamente “l’ora”, che viene detta “vostra” e che viene, quindi, riferita esplicitamente – tramite la congiunzione “et” – al “potere delle tenebre”: “l’ora vostra e l’ora del potere delle tenebre”, il quale in senso biblico è il potere del diavolo. Ora se il potere è chiaramente attribuito a Satana, la parola “vostra ora” non si sa bene (dal solo versetto 53) a chi vada attribuita con precisione. “L’ora vostra”, di chi esattamente “vostra”? questo è il problema!

Da una parte è chiaro che il “potere delle tenebre” è quello infernale e che “l’ora vostra” è congiunta da Gesù con l’ora “del potere delle tenebre”; invece – dall’altra parte – viene spontaneo chiederci, ma “vostra” di chi? A chi si riferisce esattamente Gesù? Chi sono i padroni di questa “ora”?… … … Continua a leggere

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SPECCHIETTO RIASSUNTIVO: “VOI AVETE PER PADRE IL DIAVOLO”

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Gli Ebrei non sono “Fratelli Maggiori dei Cristiani nella Fede”, ma sono “Figli del Diavolo” poiché sono senza Fede in Cristo

Introduzione: Giovanni Paolo II nel suo Discorso al Tempio Israelitico Maggiore di Roma, il 13 aprile del 1986, riprendendo l’insegnamento giudaizzante di Nostra aetate, disse che “gli Ebrei sono i fratelli maggiori dei Cristiani nella Fede di Abramo”. Ora, se si legge la S. Scrittura, la Tradizione patristica e scolastica si evince tutto il contrario. In questo “Specchietto Riassuntivo” vediamo brevemente ciò che dice a questo riguardo il Vangelo di San Giovanni, come lo spiegano i Padri e S. Tommaso d’Aquino, che è il “Dottore Ufficiale o Comune” della Chiesa.

La S. Scrittura: Il Vangelo Di Giovanni:
~ Nel quarto Vangelo leggiamo: «Gesù prese a dire ai Giudei che avevano creduto in Lui [ma poi non perseverarono, ndr]: “So che siete figli di Abramo; ma voi cercate di uccidermi, perché la mia Parola non penetra in voi. Io dico quello che ho veduto presso il Padre mio; e voi fate pure quello che avete veduto presso il padre vostro”.
~ Gli replicarono: “Il nostro padre è Abramo”.
~ Soggiunse Gesù: “Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo. Invece ora voi cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità, che ho udito da Dio. Abramo non fece così. Voi fate le opere del padre vostro”. ~ Gli risposero: “Non siamo nati da fornicazione! Abbiamo un solo Padre, Dio”.
~ E Gesù a loro: “Se Dio fosse vostro Padre, amereste anche Me, perché Io sono venuto da Dio; non sono infatti venuto da Me, ma Egli mi ha inviato. […] Voi Avete Per Padre Il Diavolo, e volete soddisfare i desideri del padre vostro. Egli fu omicida fin da principio, e non perseverò nella Verità, perché la Verità non è in lui. Quando dice la menzogna, parla del suo, perché è bugiardo e padre della bugia. […] Chi è da Dio ascolta le Parole di Dio; ecco perché voi non le ascoltate: perché non siete da Dio”…»… … …

Nella Quarantaquattresima Omelia sul Vangelo di S. Giovanni il Crisostomo scrive dei Giudei: «Da cosa la verità li renderà liberi? dai loro peccati. E cosa risposero quegli insolenti? “Noi siamo la razza di Abramo e non siamo stati schiavi di nessuno”. […] Non si danno pena di aver perso la Verità, la Fede e la Grazia di Dio”. […]. Tale è l’orgoglio e la vanità degli Ebrei: “Noi siamo della razza d’Abramo, noi siamo Israeliti!”. Non parlano mai delle loro opere»… … … Continua a leggere

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SPECCHIETTO RIASSUNTIVO: “Questa é l’ora vostra e l’ora del potere delle tenebre” (Lc., XXII, 52)

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PRIMA PARTE: AI TEMPI DI GESÙ

Questa volta inizio con lo “specchietto riassuntivo” e soltanto dopo pubblicherò l’articolo per esteso. La questione è attuale e di somma importanza, sia in teologia che in politica, economia e mondialismo.

L’articolo apporterà parecchie precisazioni e approfondimenti a queste brevi righe, che spero possano essere utili al lettore.

Nel Vangelo di San Luca leggiamo che Gesù dice: “Questa è l’ora vostra e l’ora del potere delle tenebre” (XXII, 53). Il medesimo San Luca, al versetto precedente premette che Gesù era stato appena catturato da “i Prìncipi dei Sacerdoti1, i Capi delle Guardie del Tempio2 e gli Anziani3” (Lc., XXII, 52) per essere condotto davanti al “Sommo Sacerdote4 e al Sinedrio5” (Lc., XXII, 54-71).

Inoltre Gesù, tramite la congiunzione “et / e” unisce “l’ora vostra” con “l’ora del potere delle tenebre” (Lc., XXII, 53), ossia l’ora di Satana… … … Continua a leggere

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SPECCHIETTO RIASSUNTIVO: il Giudaismo Talmudico visto dalla Rivelazione e dalla Tradizione

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In San Paolo è divinamente Rivelato che “I Giudei hanno perfino messo a morte il Signore Gesù e i Profeti ed hanno perseguitato anche noi; essi non piacciono a Dio e sono nemici di tutti gli uomini, impedendo a noi di predicare ai Pagani perché possano essere salvati. In tal modo essi colmano la misura dei loro peccati! Ma oramai l’ira di Dio è arrivata al colmo sul loro capo” (I Tess., II, 15).

La Teologia scolastica… … … Continua a leggere

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Curzio Nitoglia: “Non Abbiamo Fratelli Maggiori” ~ [invito alla lettura]

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Il 28 ottobre del 1965, poco prima della fine del Concilio Vaticano II (8 dicembre 1965), venne promulgata la Dichiarazione conciliare Nostra aetate (d’ora in poi NA) sui rapporti tra Giudaismo[1] postbiblico o talmudico (ben distinto dal Vecchio Testamento) e Cristianesimo. A partire da essa vi è stata una vera “sovversione” della dottrina cattolica sul tema della contro/religione giudaica/postcristiana.

Giovanni Paolo II (1978-2005) ha fatto di NA il “cavallo di battaglia” del suo lungo Pontificato e l’ha diffusa dappertutto. Egli – appena due anni dopo la sua elezione pontificia – ha dichiarato, alla luce di NA, che “l’Antica Alleanza non è stata mai revocata” (Discorso di Magonza, 17 novembre 1980) e, sei anni dopo,  che “gli Ebrei sono fratelli maggiori dei Cristiani nella fede di Abramo” (Discorso alla sinagoga Roma, 13 aprile 1986).

A partire da queste due asserzioni (oggettivamente contrarie alla fede cattolica), sia Benedetto XVI (2005-2013) sia papa Francesco (2013), non solo hanno ribadito i medesimi errori, ma ne hanno esplicitati dei nuovi (“gli Ebrei postbiblici non hanno bisogno di Gesù per salvarsi”), già contenuti virtualmente in esse e in NA.   

La dottrina cattolica insegna, al contrario, che 1°) gli Ebrei sono fratelli maggiormente separati dei Cristiani e non loro fratelli maggiori nella fede; 2°) che l’Antica Alleanza è stata rimpiazzata dalla Nuova ed Eterna Alleanza; 3°) ed infine che tutti gli uomini (Ebrei compresi) hanno bisogno di Gesù (unico Redentore universale dell’umanità) per salvarsi.

Infine recentissimamente – nei primi mesi dell’anno 2019 – è stato pubblicato il libro 1°) La Bibbia dell’Amicizia. Brani della Torah/Pentateuco commentati da Ebrei e Cristiani (Cinisello Balsamo, San Paolo) con una “Prefazione” a cura di papa Bergoglio e 2°) sùbito dopo – verso la Pasqua del medesimo anno – è uscito un secondo libro sullo stesso tema, titolato Ebrei e Cristiani, redatto dal “papa/emerito” Benedetto XVI (Cinisello Balsamo, San Paolo) in collaborazione col rabbino-capo di Vienna Arie Folger.

In questi due libri papa Francesco e il “papa-emerito” Benedetto XVI spargono numerosi errori, se non eresie vere e proprie materiali, riguardo alla fede nella divinità di Cristo, alla SS. Trinità, ai rapporti tra Antico e Nuovo Testamento, alla Redenzione universale di Gesù e al Dogma “Extra Ecclesiam[2] nulla salus!”.

… … …Perciò ho ritenuto doveroso affrontarli in un volume, il quale – Deo volente – vedrà la luce il mese di settembre del 2019 con le “Edizioni Radio Spada” (Cermenate – Como[3])… … …

Gli errori di papa Ratzinger e Bergoglio riguardano… … … Continua a leggere

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LA CONVERSIONE DI ISRAELE, in San Paolo (Romani, XI), Commento Di San Tommaso d’Aquino e Di Padre Marco Sales

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San Paolo, nel capitolo XI dell’Epistola ai Romani, affronta la questione se Dio abbia ripudiato per sempre tutto Israele o se una parte di esso tornerà, nel corso della storia, a Cristo oppure se il popolo “una volta eletto” si convertirà in massa, verso la fine del mondo, tornando a Dio. Egli afferma che la riprovazione di Israele a causa del deicidio è parziale e temporanea. Infatti “un piccolo resto” di Israele, già sùbito dopo il deicidio, ha creduto a Cristo (gli Apostoli, i Discepoli e i primi neofiti convertiti dalla predicazione apostolica), e alla fine del mondo anche Israele “in massa” si convertirà, tornando a Colui che ha crocefisso.

Per capire meglio quel che è stato rivelato in San Paolo è bene studiare innanzi tutto il Commento che San Tommaso d’Aquino ha fatto dell’Epistola ai Romani, accompagnandolo con quello di padre Marco Sales… … … Continua a leggere

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Giuda Apostolo e Diavolo ~ Bergolio Papa e Diavolo?

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Può una stessa persona (per esempio, Giuda Iscariota) essere assieme Apostolo di Gesù Cristo e diavolo?

In San Paolo è divinamente rivelato che gli Apostoli sono “Ministri di Dio e dispensatori dei Misteri di Dio” (2a Cor., V, 20) mentre – sempre nella S. Scrittura (Gen., III, 1; Apoc., XII, 9; XX, 2) -il diavolo è l’Angelo rivoltatosi contro Dio e perciò precipitato all’Inferno (cfr. Concilio Lateranense IV, DB 428; S. Tommaso d’Aquino, S. Th., I, q. 63 ss.). Come conciliare questi due concetti? Cerchiamo una risposta ricorrendo alla divina Rivelazione (S. Scrittura e Tradizione, interpretate dal Magistero della Chiesa)… … … Continua a leggere

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GLI EBREI “NON PIACCIONO A DIO”

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Non è una frase di Rosenberg, né di Hitler e neppure di Goebbels, ma è stata scritta da San Paolo (1a Tess., II, 15-16) e quindi è divinamente rivelata, ispirata e infallibilmente vera.

Il testo di S. Paolo ~ La frase intera, in due versetti, suona così: “I quali [Giudei] hanno perfino messo a morte il Signore Gesù [“Dominum occiderunt Jesum”] e i Profeti ed hanno perseguitato anche noi; essi non piacciono a Dio [“Deo non placent”] e sono nemici di tutti gli uomini [“omnibus hominibus adversantur”], impedendo a noi di predicare ai Pagani perché possano essere salvati. In tal modo essi colmano la misura dei loro peccati! Ma oramai l’ira di Dio è arrivata al colmo sul loro capo [“pervenit enim ira Dei super illos uque in finem”]”.

Vediamo il commento… … … Continua a leggere

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L’Incredulità dei Giudei nel Vangelo di San Giovanni, Capitolo XII (42-50) ~ [2/2]

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San Giovanni scrive al versetto 42: “Nondimeno molti anche dei capi dei Giudei credettero in Lui, ma per paura dei farisei non lo confessavano pubblicamente per non essere cacciati dalla Sinagoga”.

Il Commento di padre Sales.
Padre Marco Sales commenta: “Gesù aveva dei discepoli anche tra i capi e i prìncipi del popolo d’Israele, ma erano pieni di timore e non osavano mostrarsi pubblicamente come tali. Così erano per esempio Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea” (cit., p. 90, nota n. 42).

L’Evangelista ne dà anche il motivo: “Poiché essi amavano più la gloria degli uomini che la gloria di Dio” (v. 43).

Padre Sales scrive: “Ciò che impediva costoro dal professare pubblicamente la fede era il rispetto umano. Essi amarono più ricevere lode e approvazione dagli uomini che essere lodati e approvati da Dio” (cit., p. 90, nota n. 43)… … … Continua a leggere

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L’Incredulità dei Giudei nel Vangelo di San Giovanni, Capitolo XII (37-41) ~ [1/2]

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Ho già affrontato la questione dei motivi dell’incredulità ebraica basandomi sul Vangelo di San Giovanni (VIII, 43)1.

Ora mi baso su un altro testo del medesimo Vangelo (XII, 37-50), forse meno famoso, ma molto interessante per aiutarci a capire – in questi periodi di sincretismo religioso – le differenze tra Cristianesimo e Giudaismo postbiblico e il grado di responsabilità del Giudaismo nel rifiuto di Gesù… … … Continua a leggere

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