Archivi categoria: Giudaismo

LA CONVERSIONE DI ISRAELE, in San Paolo (Romani, XI), Commento Di San Tommaso d’Aquino e Di Padre Marco Sales

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San Paolo, nel capitolo XI dell’Epistola ai Romani, affronta la questione se Dio abbia ripudiato per sempre tutto Israele o se una parte di esso tornerà, nel corso della storia, a Cristo oppure se il popolo “una volta eletto” si convertirà in massa, verso la fine del mondo, tornando a Dio. Egli afferma che la riprovazione di Israele a causa del deicidio è parziale e temporanea. Infatti “un piccolo resto” di Israele, già sùbito dopo il deicidio, ha creduto a Cristo (gli Apostoli, i Discepoli e i primi neofiti convertiti dalla predicazione apostolica), e alla fine del mondo anche Israele “in massa” si convertirà, tornando a Colui che ha crocefisso.

Per capire meglio quel che è stato rivelato in San Paolo è bene studiare innanzi tutto il Commento che San Tommaso d’Aquino ha fatto dell’Epistola ai Romani, accompagnandolo con quello di padre Marco Sales… … … Continua a leggere

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LEV TROTSKIJ: La vita e le opere [7/7]

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[7-Settima e Ultima Parte] ~ DALL’ESILIO IN TURCHIA (1929) ALLA MORTE IN MESSICO (1940)

Trotskij e la seconda moglie (Natalia Sedova) rimasero nell’isola di Prinkipo (in Turchia) oltre 4 anni (dal febbraio 1929 al luglio 1933) e vissero nel villaggio Buyuk-Ada, che era il centro abitato più grande dell’isola. Questo fu un periodo relativamente calmo per la vita personale di Lev; tuttavia esso fu funestato dalla disgrazia familiare, in cui erano cadute le 2 figlie avute dalla sua prima moglie (Aleksandra Sokolovskaya): Nina e Zina … Zina si uccise a Berlino in un eccesso di crisi depressiva. … Il fatto che i suoi figli innocenti dovessero soffrire a causa sua portò Trotskij a riconsiderare l’uccisione della famiglia dello Zar. Anche in quel caso i figli pagarono per le “colpe” del padre, ma Trotskij ribadì che quell’esecuzione fu necessaria a causa del principio che è l’asse portante della monarchia: la successione ereditaria. Si potrebbe obiettare che anche i suoi figli erano “affetti” da una certa “ereditarietà” ideologica in quanto ripresero, quasi tutti, le idee del padre e le propagandarono mettendosi apertamente contro Stalin, il quale applicò il suddetto principio trotskista riguardo alla progenie dello Zar, ai figli dello stesso Trotskij.

In Russia non vi erano quasi più troskisti (Stalin li aveva eliminati in gran parte), ma in Europa lo stalinismo non riscuoteva molti consensi. Infatti Stalin non prometteva nessun aiuto ai comunisti fuori dell’Urss (secondo la sua teoria del comunismo in un solo Paese), tutto ciò rendeva forte Trotskij in Europa (per la sua teoria della Rivoluzione permanente ed universale) e Stalin era furioso contro Trotskij… … … Continua a leggere

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LEV TROTSKIJ: La vita e le opere [6/7]

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[6-Parte Sesta] – DALLA DESTITUZIONE (1925) ALL’ESILIO IN TURCHIA (1929)

La polemica boomerang – La polemica di Trotskij contro Stalin gli si rivolse contro e nel 1925 venne destituito dalla carica di Commissario per la guerra. Durante tutto il 1925 sino all’estate del 1926 la lotta tra i due sembrò essersi arrestata. Invece si riaccese ancor più violenta quando Trotskij (formando una seconda “troika”) si alleò con Zinoviev e Kamenev, che si erano separati da Stalin, e riprese la lotta contro quest’ultimo (cfr. Pierre Naville, Trotskij vivant, Parigi, Juliard, 1962).

Trotskij in pubblico e in privato – Pierre Naville, un trotskista francese, era a Mosca quando Lev fu espulso dal Partito e lo incontrò di persona proprio in quel frangente; nella sua opera sulla vita di Trotskij (cfr. Pierre Naville, Trotskij vivant, Parigi, Juliard, 1962), racconta che questi non aveva cambiato di un solo iota le sue prospettive e la sua determinazione. Davanti a lui fronteggiò molto bene la spiacevole situazione, ma Deutscher narra anche che Trotskij “pur se offriva ai suoi seguaci un ottimo esempio di forza d’animo e di autocontrollo, tra le mura domestiche abbandonava ogni maschera e appariva accasciato e depresso. Era tormentato da un’insonnia implacabile, si imbottiva di medicine… … … Continua a leggere

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LEV TROTSKIJ: La vita e le opere [5/7]

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[5-Parte Quinta] – DALLA SCONFITTA ALLA DESTITUZIONE

La malattia e la morte di Lenin favoriscono Stalin – Lenin, a causa della sua malattia, a partire dall’autunno del 1922 non poté assistere a nessuna riunione del Politburo. Quindi Stalin ne approfittò per poter plasmare l’Ufficio politico a suo piacimento. Trotskij vi si trovò completamente isolato con la sola amicizia di un Lenin oramai dimezzato e di Bucharin, che poi lo abbandonò. Stalin si alleò con Kamenev e Zinoviev e i tre assieme fecero tutto il possibile per impedire che Trotskij succedesse a Lenin come questi avrebbe voluto.

«Lenin morì il 21 gennaio del 1924. Però praticamente uscì di scena un anno prima, a causa della sua malattia, e, nel 1923 il Partito era oramai “fuori tutela”. Altre personalità si fecero avanti: Zinoviev, Kamenev e Stalin, ma al principio dell’anno, un uomo si distinse tra tutti gli altri: Trotskij. Non vi fu occasione in cui non fosse alla ribalta… … … Continua a leggere

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LEV TROTSKIJ: La vita e le opere [4/7]

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[4-Quarta Parte] – Al timone della Russia comunista sino alla morte di Lenin (1920-1924)

Come risolvere la crisi economica? – Finita la guerra civile Trotskij cercò di risolvere la grave crisi economica che attanagliava l’Urss. La sua vita di uomo di Governo può essere divisa in due parti, la prima: dal 1920 al 1923, l’epoca dello splendore in sintonia con Lenin e destinato a diventare capo dell’Urss come suo delfino; la seconda: dal 1924 al 1940, l’epoca dell’abiezione, vinto da Stalin, espulso dal Partito Comunista sovietico e scacciato dalla Russia in esilio per il mondo.

Trotskij iniziò a militarizzare il lavoro, a riformare i sindacati, a liberalizzare parzialmente il mercato, fece di tutto per uscire dal forte crack economico.

“Il cervello di Trotskij nel ’20, quando cerca di risolvere il problema economico, è come un vulcano in eruzione. Il suo difetto – come rivela Joffe, suo grande amico – è quello di non persistere nel portare avanti un’idea, ma di abbandonarla per passare da una tesi all’altra con eccessiva disinvoltura. Così, la prima soluzione che Trotskij suggerisce è quella della militarizzazione del lavoro. … … … Continua a leggere

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LEV TROTSKIJ: La vita e le opere [3/7]

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[3-Parte Terza] – NEL CUORE DELLA GUERRA CIVILE (1919-1920)

Se Lenin fu il capo della Rivoluzione bolscevica, Trotskij fu l’organizzatore e il comandante dell’Armata Rossa, che assicurò la vittoria ai bolscevichi. Si può dire, quindi, che come Marx ha teorizzato il Socialismo scientifico, Lenin lo ha calato in pratica in Russia, aiutato dall’Esercito di Trotskij, che – dopo la morte di Lenin – fu eliminato da Stalin.

Già nell’agosto del 1917 (un solo mese dopo la Rivoluzione di Kerenskij) le Guardie bianche (anticomuniste) apparvero sulla scena per contrastare sia Kerenskij che un’eventuale presa di potere da parte dei bolscevichi. Il loro comandante in capo era il generale Kornilov (coadiuvato dai generali Kaledin, Alexejev e Denikin). Le prime loro azioni belliche si svolsero sul Don e man mano… … … Continua a leggere

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LEV TROTSKIJ: La vita e le opere [2/7]

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[2-Parte Seconda] – Dal 1917 alla fine della Prima Guerra Mondiale

Maggio 1917: Trotskij torna in Russia – Quando nel maggio del 1917 Trotskij arrivò da New York a Pietrogrado, il primo Governo provvisorio della rivoluzione (composto in larga parte da aristocratici e alti borghesi) era già caduto a causa di una grave crisi ministeriale. Allora i conservatori cercarono l’appoggio dei socialisti moderati e si formò una coalizione composta da conservatori, socialisti moderati e menscevichi.

Lev giunse proprio quando il nuovo Governo stava assegnando le cariche ministeriali, di cui 10 sarebbero andate ai conservatori e 6 ai socialisti moderati e ai menscevichi. La situazione non era facile, i menscevichi e i socialisti si erano presi il compito di fare da intermediario tra i conservatori e la massa degli operai e dei soldati (questi ultimi, a differenza del 1905, oramai parteggiavano apertamente per la rivoluzione socialista). .. … … Continua a leggere

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LEV TROTSKIJ: La vita e le opere [1/7]

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[1-Parte Prima] – Il perché di quest’articolo

Il soggettivismo relativista è la natura del trotskismo, secondo il quale la teoria è al servizio della prassi, che deve portare alla Rivoluzione permanente. Occorre, per il trotskismo (come è stato approfondito e aggiornato dalla Scuola di Francoforte e dallo Strutturalismo francese), prima corrompere il mondo dei valori e dei princìpi, pervertire la gioventù scatenando gli istinti e le passioni disordinate come strumento di sovversione (nichilismo filosofico individuale e anarchia sociale), poi si potrà esportare la Rivoluzione permanente o il comunismo libertario-movimentista in tutto il mondo e vi sarà, così, una società millenaristicamente perfetta su questa terra.

La rivoluzione studentesca del maggio 1968 ha segnato la vittoria del trotskismo (rivisto e aggiornato in Europa tra il 1920 e il 1968) secondo il quale “un cervello vuoto (dei sedicenti studenti) è più propenso al comunismo che un ventre operaio affamato”… … … Continua a leggere

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Le Cause Remote della Distruzione di Gerusalemme e il Concilio di Gerusalemme (Parte 2 di 2)

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Cristianesimo e Giudaismo nel 50 d. C.

Circa 15 anni prima della Guerra giudaica, che portò alla distruzione del Tempio di Gerusalemme (l’unico luogo in cui i sacerdoti del Vecchio Testamento potessero offrire il sacrificio a Dio) assistiamo ad un altro affrontamento, tutto teologico e spirituale, tra il Cristianesimo, che è l’erede del Vecchio Testamento perfezionato dalla Nuova ed Eterna Alleanza e il Giudaismo farisaico, che cercava già allora di infiltrarsi nel Cristianesimo per renderlo schiavo delle prescrizioni cerimoniali del Vecchio Patto tra Dio e Israele.

La questione dei rapporti tra Cristianesimo e Giudaismo venne risolta canonicamente, magisterialmente e infallibilmente nel Concilio di Gerusalemme (49/50 d. C.), in cui gli Apostoli si riunirono sotto Pietro per definire se fosse ancora necessaria l’osservanza del cerimoniale veterotestamentario oppure no.

L’Abate Giuseppe Ricciotti scrive che… … … Continua a leggere

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Le Cause Remote della Distruzione di Gerusalemme e il Concilio di Gerusalemme (Parte 1 di 2)

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Prima Parte

Gli antefatti della distruzione di Gerusalemme
dal 7 d. C. al 66 d. C.

La distruzione di Gerusalemme nel 70 d. C. viene letta comunemente come l’avveramento di una profezia di Gesù (Lc., XIX, 411). Da allora il popolo ebraico ha perso la sua patria, che ha riacquistato solo parzialmente e con la forza nel 1948 a danno dei Palestinesi, i quali vi abitavano da circa duemila anni, ma il Tempio è andato distrutto completamente e con esso è cessato il Sacrificio della Vecchia Alleanza, che è stato rimpiazzato dall’Olocausto del Verbo Incarnato con cui è iniziata la Nuova ed Eterna Alleanza.

Gli antefatti che portarono alla conquista e distruzione di Gerusalemme da parte di Roma sono poco conosciuti.

Innanzitutto sorge spontanea la domanda sul come sia potuta avvenire una guerra talmente assurda in cui il piccolissimo popolo ebraico provocò nel 66 d. C. il gigantesco Impero romano. Una guerra del genere non poteva che essere vinta da Roma e persa dagli Ebrei. Eppure essi non esitarono a provocare Roma, come mai?

Per poter rispondere occorre conoscere lo stato d’animo degli Ebrei di quei tempi acceso dall’Apocalittica e dal Messianismo temporale… … … Continua a leggere

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Giuda Apostolo e Diavolo ~ Bergolio Papa e Diavolo?

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Può una stessa persona (per esempio, Giuda Iscariota) essere assieme Apostolo di Gesù Cristo e diavolo?

In San Paolo è divinamente rivelato che gli Apostoli sono “Ministri di Dio e dispensatori dei Misteri di Dio” (2a Cor., V, 20) mentre – sempre nella S. Scrittura (Gen., III, 1; Apoc., XII, 9; XX, 2) -il diavolo è l’Angelo rivoltatosi contro Dio e perciò precipitato all’Inferno (cfr. Concilio Lateranense IV, DB 428; S. Tommaso d’Aquino, S. Th., I, q. 63 ss.). Come conciliare questi due concetti? Cerchiamo una risposta ricorrendo alla divina Rivelazione (S. Scrittura e Tradizione, interpretate dal Magistero della Chiesa)… … … Continua a leggere

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GLI EBREI “NON PIACCIONO A DIO”

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Non è una frase di Rosenberg, né di Hitler e neppure di Goebbels, ma è stata scritta da San Paolo (1a Tess., II, 15-16) e quindi è divinamente rivelata, ispirata e infallibilmente vera.

Il testo di S. Paolo ~ La frase intera, in due versetti, suona così: “I quali [Giudei] hanno perfino messo a morte il Signore Gesù [“Dominum occiderunt Jesum”] e i Profeti ed hanno perseguitato anche noi; essi non piacciono a Dio [“Deo non placent”] e sono nemici di tutti gli uomini [“omnibus hominibus adversantur”], impedendo a noi di predicare ai Pagani perché possano essere salvati. In tal modo essi colmano la misura dei loro peccati! Ma oramai l’ira di Dio è arrivata al colmo sul loro capo [“pervenit enim ira Dei super illos uque in finem”]”.

Vediamo il commento… … … Continua a leggere

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L’Incredulità dei Giudei nel Vangelo di San Giovanni, Capitolo XII (42-50) ~ [2/2]

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San Giovanni scrive al versetto 42: “Nondimeno molti anche dei capi dei Giudei credettero in Lui, ma per paura dei farisei non lo confessavano pubblicamente per non essere cacciati dalla Sinagoga”.

Il Commento di padre Sales.
Padre Marco Sales commenta: “Gesù aveva dei discepoli anche tra i capi e i prìncipi del popolo d’Israele, ma erano pieni di timore e non osavano mostrarsi pubblicamente come tali. Così erano per esempio Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea” (cit., p. 90, nota n. 42).

L’Evangelista ne dà anche il motivo: “Poiché essi amavano più la gloria degli uomini che la gloria di Dio” (v. 43).

Padre Sales scrive: “Ciò che impediva costoro dal professare pubblicamente la fede era il rispetto umano. Essi amarono più ricevere lode e approvazione dagli uomini che essere lodati e approvati da Dio” (cit., p. 90, nota n. 43)… … … Continua a leggere

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L’Incredulità dei Giudei nel Vangelo di San Giovanni, Capitolo XII (37-41) ~ [1/2]

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Ho già affrontato la questione dei motivi dell’incredulità ebraica basandomi sul Vangelo di San Giovanni (VIII, 43)1.

Ora mi baso su un altro testo del medesimo Vangelo (XII, 37-50), forse meno famoso, ma molto interessante per aiutarci a capire – in questi periodi di sincretismo religioso – le differenze tra Cristianesimo e Giudaismo postbiblico e il grado di responsabilità del Giudaismo nel rifiuto di Gesù… … … Continua a leggere

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Il Legame Inscindibile tra la Shoah e il Vaticano II ~ Dal “caso Williamson”(2009) all’accordo olocaustico/modernista (2017)

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Il neo-modernismo, a partire dalla Dichiarazione Nostra aetate (1965) ha cercato di negare la dottrina del deicidio, contenuta nella Scrittura e nella Tradizione (Rivelazione divina) ed insegnata dal Magistero tradizionale della Chiesa (ufficio della retta interpretazione della Rivelazione divina).

Il cattolico che vuol conservare la Fede integra e pura, senza la quale è impossibile piacere a Dio (S. Paolo, Rom., X, 9), non può aderire per il principio per sé noto di non-contraddizione, assieme e sotto lo stesso rapporto, a Nostra aetatee alla Rivelazione divina, contenuta nella S. Scrittura e nella Tradizione, interpretate dal Magistero tradizionale.

Quando Benedetto XVI nel 2009 ha detto che per esercitare il sacerdozio e l’episcopato nella Chiesa occorre credere alla shoah (cfr. il “caso Williamson”) non solo ha commesso un grave abuso di potere, ma ha imboccato in maniera ancor più radicale la falsa strada del giudaismo talmudico, che divinizza Israele e nega implicitamente la divinità di Cristo.

Il “caso Williamson” è di capitale importanza (in sé e non per la persona in questione) e la sua espulsione dalla FSSPX non può non portare all’accettazione del Concilio Vaticano II e alla subordinazione nei confronti degli “Ebrei nostri fratelli maggiori nella Fede di Abramo” (Giovanni Paolo II, 13 aprile 1986, Discorso al Tempio maggiore di Roma)…………… Continua a leggere

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Solgenitsin e il Ruolo dell’Ebraismo nella Rivoluzione Russa [1]

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Il ruolo dell’ebraismo nella Rivoluzione del febbraio 1917.
Aleksandr Solgenitsin (1918-2008) ha pubblicato nel 2002 la storia delle relazioni tra ebrei e Rivoluzione russa in due volumi, chiamata Due secoli insieme. Essa è stata tradotta in francese da Fayard di Parigi nel 2003 e nel 2007 dalle Edizioni Controcorrente di Napoli. Il primo volume tratta dell’Ottocento (Ebrei e Russi prima della Rivoluzione) e il secondo del Novecento (Ebrei e Russi durante il periodo sovietico).
Mi baso sostanzialmente sul secondo volume del Solgenitsin per svolgere il tema che mi sono proposto. Il lavoro dell’Autore è molto ben curato e ricco di riferimenti bibliografici specialmente russi. Per non appesantire il testo rinvio alla citazione del libro di Solgenitsin e chi vorrà potrà verificare le fonti che egli cita abbondantemente.
Nel prossimo articolo studieremo l’alleanza che portò l’ebraismo a fianco del bolscevismo vittorioso……………..
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“PER PADRE IL DIAVOLO”: Introduzione al problema ebraico secondo la Tradizione cattolica ~ [Presentazione Nuova Ristampa Edizione del 2002]

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L’editore EFFEDIEFFE (Proceno di Viterbo) (1) ristampa per l’ottobre del 2016 il libro di Curzio Nitoglia Per padre il diavolo (Edizioni EFFEDIEFFE, 2016, pp. 630). Introduzione al problema ebraico secondo la Tradizione cattolica, che ha avuto la sua prima edizione nel 2002 con la Società Editrice Barbarossa di Cusano Milanino.

Il libro dopo 14 anni è ancora più attuale dato il progresso della preponderanza ebraica nella costruzione del “Nuovo Ordine Mondiale” a partire dalla guerra contro l’Iraq nel 2003 sino alle cosiddette “primavere arabe” del 2011, che in Siria ci stanno portando verso una probabile terza guerra mondiale atomica, data la contrapposizione frontale creatasi in loco tra gli Usa e la Russia di Putin (2015/2016).

Per padre il diavolo è una sorta di Summa della dottrina cattolica tradizionale, anteriore alle deformazioni conciliari e postconciliari, sulla questione ebraica, studiata da un punto di vista teologico, politico, economico ed etnico alla luce della S. Scrittura, della Tradizione patristica e scolastica, del Magistero tradizionale e degli autori controrivoluzionari, che hanno scritto sul complotto ebraico/massonico contro la Chiesa romana.

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“Giudeo-Americanismo, il Problema dell’Ora Presente”, don Curzio Nitoglia, Conferenza del 15/6/2015 [VIDEO]

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Conferenza del 15 giugno 2015 : Giudeo-Americanismo, il Problema dell’Ora Presente. Dal Giudaismo Rabbinico al Protestantesimo Americanista Immigrazione Protestanti Inglesi in America Guerra in Irak I e II Attacco Fallito all’IRAN, alla Siria, alla Russia ~ ~ don Curzio Nitoglia … Continua a leggere

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“Rapporti tra Vaticano e Giudaismo: come il giudaismo si é infiltrato in ambiente cattolico, cambiando radicalmente la Dottrina Cattolica dei rapporti tra cristianesimo e giudaismo” ~ [VIDEO della CONFERENZA]

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VIDEO della CONFERENZA “Rapporti tra Vaticano e Giudaismo: come il giudaismo si é infiltrato in ambiente cattolico, cambiando radicalmente la Dottrina Cattolica dei rapporti tra cristianesimo e giudaismo”. a cura di don Curzio Nitoglia a Frascati, il 18/5/2015 ~ https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2015/06/10/infiltrazione-giudaismo/Continua a leggere

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Henry Delassus: “Il problema dell’ora presente” ~ [recensione]

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HENRY DELASSUS “Il problema dell’ora presente” L’Editore Effedieffe (Viterbo/Milano) ha ristampato il primo volume del libro di monsignor Henri Delassus “Il problema dell’ora presente: antagonismo di due civiltà” (2 volumi, 1904, Lille, Desclée, tr. it., Roma, Desclée, 1907; rist. anastatica … Continua a leggere

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