Archivi categoria: Formazione di base

Pietro Parente: “Dizionario di Teologia Dommatica” [PREFAZIONE]

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INVITO ALLA LETTURA. L’Editore Effedieffe ha ristampato lodevolmente il magnifico Dizionario di Teologia dommatica a cura di Pietro Parente, Antonio Piolanti, Salvatore Garofalo, che venne pubblicato dalla Editrice Studium di Roma nel 1943 e conobbe quattro edizioni, l’ultima delle quali nel 19571.

Non si esagera se si definisce quest’opera un piccolo capolavoro. Infatti essa unisce in sé una grande precisione dottrinale ed una eccezionale chiarezza di esposizione, che rendono il testo scientificamente ineccepibile e comprensibile a tutti.

Ogni voce è corredata da una breve, ma essenziale “Bibliografia specifica”, che permette a chi lo vuole di approfondire il problema trattatovi. Inoltre è scritta in un italiano perfetto: non una parola in più né una in meno, accompagnato da una punteggiatura tanto ben messa da rendere impossibile equivocare e capire malamente il significato autentico di ogni singola, concisa, sobria, semplice e breve frase.

Il metodo seguìto è quello tomistico, che, dopo aver dato per ogni tema le prove della Tradizione patristica e della S. Scrittura interpretate dal Magistero ecclesiastico, fornisce la ragione teologica con la dimostrazione sillogistica di quanto affermato.

Parafrasando i Papi, che scrivendo sulla Somma Teologica di S. Tommaso d’Aquino hanno esclamato: “Ogni suo articolo è un miracolo!”, si può ben dire del suddetto Dizionario: “Ogni suo articoletto è un piccolo miracolo!”… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [8]: la “Quinta Colonna” e la “Terza Forza”

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De Luca: la “terza forza” tra Roma e la “quinta colonna nemica”.

Fin verso l’Ottocento la Chiesa era stata attaccata dall’esterno dallevarie sette dichiaratamente ereticali, che avevano rotto con Essa: il protestantesimo, la massoneria, l’illuminismo, il liberalismo radicale. Tuttavia, a partire dall’Ottocento, la “contro-chiesa” aveva cambiato tattica e non si era schierata a battaglia unicamente nel campo delle sette esplicitamente eterodosse, ma avevainfiltrato all’interno delle file cattoliche alcuni suoi “elementi coperti”, una sorta di “quinta colonna”1: i cosiddetti “cattolici liberali”, che poi diverranno i “modernizzanti” e i “cattocomunisti”.

La “quinta colonna nemica” all’interno della Chiesa ~ L’obiettivo di questa “quinta colonnanemica” composta di “membri coperti” all’interno della Chiesa aveva una duplice missione: 1°) quella di diffondere alla chetichella, sotto veste di cattolicesimo genuino, sistemi letterari, spirituali, politici, teologici e morali erronei; 2°) quella di introdursi nei posti chiave della Chiesa: cattedre universitarie, case editrici, club culturali, accademie, direzione dei seminari, parrocchie importanti, e, soprattutto, sogli episcopali o cariche cardinalizie.

Tuttavia questa “quinta colonna nemica” è stata scoperta e condannata dai Romani Pontefici, da San… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [7]: Don De Luca e Giacomo Manzù

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Giacomo Manzoni detto Manzù (1908-1991) iniziò da giovane la pratica artistica della scultura; dopo essersi formato appena ventenne a Parigi nel 1928/29, fece tre sculture a Milano nel 1930 per la cappella dell’Università Cattolica di padre Agostino Gemelli, il quale non apprezzò la statua raffigurante la Madonna e la fece spostare sotto il portico.
Manzù conobbe don De Luca nel 1939 tramite Cesare Brandi. Successivamente don Giuseppe presentò lo scultore all’allora cardinale di Venezia Angelo Roncalli. Anche il ritratto e il busto di Giovanni XXIII, appena eletto Papa, fatti dal Manzù son dovuti all’intervento di De Luca, come risulta da una lettera scritta da don Giuseppe al cardinal Tardini il 15 dicembre del 1959… … …
… … …Nel libro del giornalista e storico dell’arte Curtis Bill Pepper la figura di De Luca appare, finalmente, chiara e senza nascondimenti: egli si rivela francamente un radicale oppositore dei conservatori della Curia romana, un ammiratore di Giovanni XXIII e un critico di Pio XII… … …
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Don Giuseppe De Luca [6]: alcune precisazioni su don Giuseppe De Luca

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In quest’articolo torno su certi temi già affrontati negli articoli precedenti e vi aggiungo alcune nuove notizie acquisite recentemente, le quali ci aiutano a capire sempre meglio la personalità, il pensiero e l’azione di don De Luca.

Abbiamo già visto quali siano stati i rapporti intercorsi tra De Luca e Ottaviani. Tuttavia vi è qualcosa che non era stato ancora detto e che aggiungo ora per maggior chiarezza.

Romana Guarnieri in un libro a cura di Giuseppe Rossini intitolato Modernismo, fascismo, comunismo. Aspetti e figure della cultura e della politica dei cattolici nel ‘900 (Bologna, Il Mulino, 1972) dedica un ampio saggio a don De Luca titolato Don Giuseppe De Luca (1889-1962) tra cronaca e storia (pp. 249-362). In esso la Guarnieri è molto più chiara che nel libro citato negli articoli precedenti (Una singolare amicizia. Ricordando don Giuseppe De Luca, Genova, Marietti-1820, 1998).

Innanzitutto la Guarnieri nel suddetto saggio (Don Giuseppe De Luca (1889-1962) tra cronaca e storia), di cui maggiormente mi servo in quest’articolo, ammette candidamente che “il card. Ottaviani proprio in quell’ultimo mese di vita di don Giuseppe [febbraio-marzo 1962, ndr], aveva avuto qualche serio attrito con lui. Morto Tardini, il card. Ottaviani era rimasto ormai il più autorevole oppositore – tanto sul punto del Concilio quanto sull’atteggiamento della Chiesa in rapporto alla nuova politica dei cattolici italiani [il centro-sinistra, ndr] – della linea appoggiata da papa Giovanni” (cit., p. 262).

Ora la linea di papa Roncalli era anche quella di don De Luca… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [5]: l’esoterismo del ‘Libero Spirito’ di Romana Guarnieri e di don Giuseppe De Luca

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1965: la Guarnieri presenta “il movimento del Libero Spirito” e “Lo Specchio delle anime semplici” ~ Il 22 maggio del 1965 ricevette l’Imprimi potest il IV volume della collana “Archivio Italiano per la Storia della Pietà” delle “Edizioni di Storia e Letteratura” di Roma, fondate da don Giuseppe De Luca e dirette da Romana Guarnieri; il 28 giugno esso ebbe l’Imprimatur e, nell’agosto del 1965, fu finito di stampare e presentato al pubblico.

Questo IV volume è importante per la nostra ricerca perché reca con sé, oltre vari altri saggi, un lungo studio di Romana Guarnieri su Il movimento del Libero Spirito (pp. 351-708) con un’importante Appendice su Lo specchio delle anime semplici di Margherita Porrete.

Innanzitutto nell’Avvertenza al quarto volume (pp. XI-XII), finita di scrivere il 19 marzo del 1965, Romana Guarnieri asserisce che esso esce con la “ideale presenza” di don De Luca, deceduto il 19 marzo 1962, poiché esso fu “voluto in ogni suo testo e ispirato da lui, preparato sotto la sua direzione e annunziato partitamente nella prefazione al terzo volume, gliene resta piena e totale la paternità” (p. XI).

Dunque, il saggio sulla setta del Libero Spirito e la pubblicazione de Lo specchio delle anime semplici di Margherita Porrete anche se materialmente sono opera di Romana Guarnieri, formalmente sono di De Luca e “gliene resta piena e totale la paternità”. Più chiari di così non si poteva essere… … … Continua a leggere

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Recensione libraria: “Sintesi del Tomismo. Sua attualità e suo valore”, di Don Curzio Nitoglia

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L’Editore Effedieffe ha appena pubblicato il volume “Sintesi del Tomismo. Sua attualità e suo valore” di Curzio Nitoglia. [1]

In esso l’Autore:

1°) dimostra che la vera essenza della filosofia tomistica si trova riassunta nelle XXIV Tesi del Tomismo(compilate dal padre Guido Mattiussi), perché esse – grazie alla distinzione reale tra essenza ed essere e con il concetto dell’essere quale atto ultimo e perfettissimo di ogni essenza- costituiscono l’ABC del vero Tomismo;

2°) spiega che il Tomismo, con il suo realismo della conoscenza (“conformità dell’intelletto alla realtà”) è diametralmente opposto al Modernismo, il quale è soggettivismo e relativismo filosofico/teologico: “Cogito ergo sum” (Cartesio) / “…ergo Deus existit” (kantismo modernista): la realtà creata e Dio Creatore sono un prodotto del pensiero umano;

3°) dimostra che il Tomismo, nel campo della conoscenza razionale di Dio, mediante il concetto filosofico dell’analogia applicata alla teologia ci permette, dopo aver dimostrato la Sua Esistenza, anche di conoscere e affermare qualcosa della Sua Essenza contro ogni forma di Nichilismo teologico… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [4]: l’esoterismo di Romana Guarnieri e di don Giuseppe De Luca

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Romana Guarnieri nel suo libro Una singolare amicizia. Ricordando don Giuseppe De Luca (Genova, Marietti-1820, 1998, p. 8) ha definito don De Luca un “politico segreto”.
Questa definizione, inizialmente, potrebbe destare stupore, se non si conoscesse bene il pensiero e il modus operandi della Guarnieri e di don De Luca, ma dopo aver scandagliato abbastanza la loro vita e le loro opere ci rendiamo conto che la definizione della Guarnieri calza a pennello: d’altronde chi conosceva De Luca meglio della Guarnieri?

Fortunatamente, oltre tutto ciò che abbiamo potuto studiare, conoscere ed esporre nei tre articoli precedenti, un interessante saggio di Lucetta Scaraffia intitolato Romana Guarnieri, l’esoterismo ottocentesco e il primo femminismo (Archivio Italiano per la Storia della Pietà, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1965, vol. 18, pp. 317-329) fa piena luce sull’esoterismo della Guarnieri.
Il ramo materno e olandese della famiglia della Guarnieri (italiana da parte del padre) era presentato comunemente come ateo e agnostico. Invece, studiando la storia della famiglia Guarnieri ci si accorse che la sua ascendenza materna “era stata fortemente influenzata dall’esoterismo, e in particolare dalla Società Teosofica prima, e da quella Antroposofica poi, dopo la scissione nel 1912 [della sezione Antroposofica fondata nel 1912 da Rudolph Steiner2 (1861-1925) dalla sezione Teosofica fondata nel 1874 a New York da Elena Blavatskij (1831-1891), ndr]”… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [3]: “Politico Segreto”, da Giuseppe Bottai a Palmiro Togliatti

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Nello scorso articolo abbiamo visto come don De Luca1 abbia avuto quali “amici di dialogo” durante gran parte del ventennio mussoliniano il Ministro della Cultura Nazionale Fascista Giuseppe Bottai2 (Roma 1895 – Roma 1959) e poi, durante la fase della Resistenza e della Repubblica italiana democratica e antifascista nata dalla Resistenza, il Segretario stalinista del PCI Palmiro Togliatti (Genova 1893 – Jalta [Urss] 19643).

Il passaggio indolore di De Luca da Bottai a Togliatti ~ Augusto del Noce scrive: “l’incontro De Luca-Ròdano-[Togliatti, ndr] è l’esatta continuazione dell’incontro De Luca-Bottai-[Mussolini, ndr], nel senso che, dopo la caduta del fascismo (25 luglio 1943), e pur senza diminuire per nulla l’amicizia con Bottai4, don De Luca trasferì le sue speranze nel giovane Ròdano. […]. Dunque dall’ammirazione per Mussolini […] don De Luca passò alla confidenza con Bottai, poi alla speranza in Ròdano e in Togliatti. Si tratta di un percorso unitario, senza che nulla possa far pensare a sue crisi e a suoi pentimenti” (Il cattolico comunista, Milano, Rusconi, 1981, p. 83-84, nota 17).

Come spiegare tale passaggio unitario e indolore dal fascismo al comunismo in un sacerdote cattolico?… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [2] e Romana Guarnieri: la complessa figura di don De Luca

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Nel primo articolo mi sono soffermato sulla personalità di Romana Guarnieri perché ha espresso le proprie idee religiose in maniera più esplicita di don Giuseppe De Luca, essendo una laica ed avendo avuto più libertà del sacerdote lucano in questo campo. Inoltre non bisogna trascurare le sue origini olandesi-protestantiche, teosofiche ed antroposofiche, che le hanno dato una forma mentis fortemente “laica” per non dire laicistica.

In questo secondo articolo cercherò di studiare la vita e le idee del sacerdote lucano, direttore spirituale e soprattutto maitre à penser della Guarnieri, per vedere se e in qual maniera esse si allontanino dalla dottrina cattolica, senza dimenticare che il loro rapporto finì “per rovesciare addirittura il ruolo di direttore e diretta, lasciando a Romana, in più di un’occasione, il compito di guidare il prete De Luca” (V. Roghi, a cura di, Giuseppe De Luca – Romana Guarnieri. “Tra le stelle e il profondo”. Carteggio 1938-1945, Brescia, Morcelliana, 2010, p. 8).

Il mio lavoro non è facile perché don De Luca, che aveva un carattere alquanto eccentrico e poteva sembrare un naif, ma in realtà non lo era – date le importanti amicizie che era riuscito a stringere e i rapporti abituali che aveva saputo coltivare con altissime personalità (difficilmente contattabili dalle persone comuni)… … …

… … …«Il De Luca cercò i suoi maestri fuori del Seminario [sfruttando, però, abilmente le conoscenze che aveva fatto in esso, ndr], e li scelse per una base solida di studi alla sua vocazione. […]. Egli non dava un giudizio positivo degli studi religiosi che si facevano in Italia nel primo decennio del secolo [sotto San Pio X, ndr]. Considerò “rigidissime, spesso repressive e più di una volta liquidatrici” le misure adottate dalla S. Sede contro il Modernismo… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [1] e Romana Guarnieri

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Studiando la storia culturale/religiosa italiana del Novecento ci si imbatte in una coppia originale: don Giuseppe De Luca (1898-1962) e Romana Guarnieri (1913-2004). Essi furono un punto di riferimento per coloro che volevano studiare la letteratura italiana anche religiosa soprattutto da un punto di vista scientifico, letterario, filologico. Nel loro circolo culturale si incontrano molte amicizie che contano: Giovanni XXXIII, Mons. Montini (il futuro Paolo VI), Alcide De Gasperi, Benedetto Croce, Raffaele Mattioli…

Occorre precisare che, se il pensiero della Guarnieri appare più esplicitamente formulato nei suoi scritti, quello di don De Luca è più ovattato, più difficile da decifrare sia per le amicizie che ebbe a “destra” (card. Alfredo Ottaviani, card. Domenico Tardini, Giovanni Gentile, p. Alberto Vaccari, Giuseppe Bottai, Domenico Giuliotti, d. Pio Paschini, d. Giuseppe Ricciotti, p. Mario Barbera, p. Filograssi, p. Joseph de Guibert), sia per quelle che ebbe a sinistra (Manzù, Franco Rodano, Palmiro Togliatti, Ernesto Buonaiuti, Henri Bremond, Louis Duchesne, Emilio Colombo, Alcide De Gasperi, Giuseppe Sturzo, Carlo Bo, Giuseppe Ungaretti… oltre quelli sopra citati).

Tuttavia qualcosa si riesce a capire del suo modus cogitandi sia a partire dai Carteggi pubblicati (con Montini, con Croce, con De Gasperi, con Papini e Prezzolini, ma purtroppo non con Raffaele Mattioli, che nell’estate del 1947 lo salvò dal fallimento1), sia dal suo modo di vivere.

In questo primo articolo inizio con la “laica” Romana Guarnieri, più facile da decifrare, e nel prossimo mi soffermerò su don De Luca, più ermetico, prudente… … … Continua a leggere

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La Psicologia Analitica di Jung é più pericolosa della Psiacanalisi di Freud?

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Carl Gustav Jung (1875-1961) ha dimostrato un grande interesse per le religioni in genere, occidentali e specialmente orientali (C. G. Jung, Des rapports de la psycotérapie et de la direction de conscience, in La guérison psychologique, Ginevra, 1953; in italiano le Opere complete di Jung sono state pubblicate dalla Bollati Boringhieri di Torino). Certamente egli è lontano dall’ateismo di Freud e dalla sua opinione negativa su tutte le religioni.

Se si esamina, però, attentamente il pensiero junghiano si scorge in esso uno spiritualismo gnostico, alchemico ed esoterico molto più pericoloso del materialismo pansessualista freudiano, poiché più nascosto, e che facilmente può diventare una trappola per i cristiani… Continua a leggere

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Giamblico e Proclo ~ La fine della metafisica greca, l’ultima reazione del paganesimo colto contro il cristianesimo e l’esoterismo moderno

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La doppia base su cui si fondano Giamblico e Proclo per rilanciare il politeismo pagano mediante il contatto magico o teurgico con gli Dei sono l’Ermetismo e gli Oracoli Caldaici.

Gli Oracoli Caldaici presentano molte analogie con gli Scritti Ermetici. In essi si ritrova una religiosità alquanto scomposta di ispirazione orientale, caratteristica dell’ultimo paganesimo che si ritiene portavoce di un messaggio rivelato dagli Dei.

Giamblico (245-325) entrò in contatto col pensiero di Porfirio e la filosofia neoplatonica. All’inizio i rapporti tra i due filosofi furono buoni, ma si guastarono ben presto.
Il motivo del dissidio fu la valutazione dei rapporti tra filosofia e religiosità pagana e in special modo della teurgia e della magia.

Proclo (410-485), come ci tramanda Marino (Vita di Proclo, 28), ritiene che la teurgia è superiore a tutte le altre forme umane e razionali di conoscenza. Egli ne fa un “misticismo” umano, ossia una forma di magia che unisce l’uomo alla Divinità. Sin qui nulla di sostanzialmente nuovo tra Giamblico e Proclo… … … Continua a leggere

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La CIA, Kalergi e l’Unione Europea

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La UE è stata fatta nascere dalla CIA ~ James Hansen su Italia Oggi (23 gennaio 2016, p. 13) scrive che nel 2000 il professor Joshua Paul della Georgetown university ha scoperto negli US national archives «prove documentali molto chiare che il progetto per l’Unione Europea nasce in non poca parte come una sofisticata iniziativa dell’intelligence americana».

Questi documenti scoperti dal professor Paul provano che la CIA ha finanziato massicciamente tutti i leader europeisti ed ha fatto nascere l’Unione Europea.
La questione è tornata a galla in Inghilterra adesso perché in questi giorni si sta discutendo sull’opportunità della permanenza nell’UE (referendum “Brexit”).

… E non solo dalla CIA …
In un articolo precedente (Comenius, Saint-Yves e Kalergi i Padri del ‘Nuovo Dis-Ordine Europeo’) abbiamo visto come Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi (1894 – 1972) fondò a Vienna nel 1922 il “Movimento Paneuropeo”. Egli aveva cominciato ad interessarsi al progetto del Mondialismo e della Globalizzazione a guida Statunitense sin dal 1919.
Occorreva innanzitutto partire dalla Vecchia Europa per farne una Nuova Europa Unita, la Paneuropa o la Magna Europa.
Nel 1923 uscì il suo libro principale in cui esponeva il cosiddetto “Piano Kalergi”, che in realtà era quello dei Rosacroce e della massoneria, intitolato Paneuropa (Vienna, Edizioni Paneuropa, 1923). Continua a leggere

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Table Ronde (2008, La Sapinière): “Stratégies et tentatives d’actions contre-révolutionnaires au XXe siècle”

Table Ronde (2008, La Sapinière): “Stratégies et tentatives d’actions contre-révolutionnaires au XXe siècle”

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“La Grande Eresia”, ovvero la caricatura del cattolicesimo – [presentazione libraria]

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(versione riassunta dell’introduzione che troverete integralmente all’interno del libro)

L’Editore EFFEDIEFFE (Proceno di Viterbo) ristampa la seconda edizione de ‘La grande eresia’ (Roma, Giovanni Volpe, 1970).

De Corte nel suddetto libro tratta del modernismo e lo qualifica come grande eresia. Penso di poter dire, senza esagerazioni, che si tratta di uno dei libri più interessanti che siano mai stati scritti sul modernismo. Ricordo che Marcel De Corte (1905-1994) è stato professore di filosofia all’Università di Liegi in Belgio, di cui è divenuto Rettore, ha scritto numerose opere di filosofia aristotelico/tomistica[1].

Modernismo e neo-modernismo

De Corte, sin dall’inizio, distingue il modernismo classico, condannato da S. Pio X dal neomodernismo, nuova teologia o “progressismo”[2], condannato da Pio XII (La grande eresia, Roma, Giovanni Volpe, 1970, p. 39). Il progressismo secondo De Corte accentua le caratteristiche del modernismo “eresia per eccellenza”, quindi può essere definito come l’eresia “radicale e totale” (ivi). Il progressismo o il neo-modernismo sta al modernismo classico come il nichilismo filosofico o la post-modernità sta all’idealismo filosofico o alla modernità.

Ora, la post-modernità filosofica non solo pretende che Dio sia il prodotto del bisogno del sentimento umano, ma addirittura vorrebbe “uccidere” Dio (Nietzsche, Freud e il Sessantotto). Mentre la post-modernità teologica col Vaticano II ha tentato (specialmente con la Costituzione Gaudium et spes) di conciliare l’inconciliabile, tramite una “svolta antropologica” che cerca di far coincidere teocentrismo e antropocentrismo e di assorbire Dio nell’Uomo, ma s. Agostino ci ricorda: “o Dio o l’Io, tertium non datur”. Quindi non si può spiegare la catastrofe teoretica e morale conciliare senza un certo influsso preternaturale e un complotto delle sette infernali capeggiate dal giudaismo post-biblico[3], come vedremo meglio oltre. Continua a leggere

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SOCRATE

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Socrate morì nel 399 a. C. condannato formalmente per “empietà”, ossia perché non credeva negli Dei della città e perché corrompeva con le sue dottrine la gioventù di Atene; ma la vera ragione della sua condanna a morte – come scrive Platone nell’Eutrifone – erano i risentimenti e le gelosie di ordine politico da parte della classe dirigente di Atene. Continua a leggere

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“Piano Kalergi e invasione dell’Europa” ~ Video della Conferenza tenuta da don Curzio Nitoglia a Frascati il 21/9/2015

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“Piano Kalergi e invasione dell’Europa”

Video Conferenza don Curzio Nitoglia

a Frascati il 21/9/2015 Continua a leggere

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“Dalla Metafisica Araba all’ISIS, Passando per il Nazionalismo Sociale Panarabo” ~ Conferenza don Curzio Nitoglia, Cortina d’Ampezzo, 11/8/2015

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“Dalla Metafisica Araba all’ISIS, Passando per il Nazionalismo Sociale Panarabo” ~ Conferenza don Curzio Nitoglia, Cortina d’Ampezzo, 11/8/2015 Continua a leggere

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“Il Problema dell’Ora Presente” ~ Conferenza don Curzio Nitoglia, Milano, 22/1/2015

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“Il Problema dell’Ora Presente”
Conferenza don Curzio Nitoglia, Milano, 22/1/2015 Continua a leggere

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Un Nuovo Commento alle XXIV Tesi del Tomismo [invito alla lettura] ~ Per aiutare i giovani a diventare veri uomini

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L’editore Effedieffe (Proceno di Viterbo) ha pubblicato nel settembre 2015 il Commento alle XXIV Tesi del Tomismo fatto da don Curzio Nitoglia per introdurre i giovani allo studio della vera filosofia di san Tommaso, che è l’unico reale antidoto al veleno delle false filosofie della modernità.

La Chiesa ha voluto che si raccogliessero in una specie di ‘Sillabo’ le Tesi genuine della filosofia tomistica. ‘Le XXIV Tesi del Tomismo’ composte dal gesuita padre Guido Mattiussi e approvate dal Magistero ecclesiastico (S. Pio X e Benedetto XV) contengono l’essenza della dottrina tomistica genuina per combattere la modernità e i suoi frutti avvelenati.

Il buon filosofo è colui che conosce la realtà, giudica rettamente ogni cosa alla luce dei princìpi per sé noti e della Causa prima e ordina tutto ad Essa e specialmente la sua vita. Continua a leggere

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