Archivi categoria: ebraismo

Papa della Chiesa (14): La Santa Sede e il Sionismo da Pio X a Benedetto XV ~ (Quattordicesima Parte)

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La politica vaticana in Palestina con Benedetto XV ~ Gli storici – nell’affrontare la “questione sionista/palestinese” durante il pontificato di Benedetto XV – si interrogano innanzitutto, se sia corretto parlare in senso stretto di una vera e propria nascita, durante quel periodo, della politica della Santa Sede verso la Palestina. Infatti, è evidente che, in senso largo, la Sede apostolica ha sempre avuto una sua politica nei confronti della Terra Santa (che è la Terra di Gesù e degli Apostoli), sin dalla Pentecoste (anno 33) e dall’abbandono della Palestina da parte degli Apostoli per andare a evangelizzare il mondo intero, dopo il martirio dell’Apostolo San Giacomo il Maggiore (nel 42 in Gerusalemme) e, soprattutto, dopo quella di San Giacomo il Minore nel 62. Questa sarebbe, in senso largo, l’antica questione vaticana riguardo ai Luoghi Santi.

Da Herzl alla “Grande Guerra” ~ Tuttavia a partire dalla fine del XIX secolo (1896, la nascita ufficiale del sionismo di Teodoro Herzl) e con i primi decenni del XX (la fine della prima guerra mondiale e il crollo, nel 1917, dell’Impero ottomano che governava la Palestina da svariati secoli, rimpiazzato allora dalla Gran Bretagna) si può parlare in senso stretto “di una politica vaticana, nella Terra Santa e nelle zone limitrofe, talmente nuova – date le pressanti sfide che si profilarono allora nell’area medio/orientale e i radicali sconvolgimenti geopolitici di quegli anni – da far ritenere che si possa parlare strettamente di una vera e propria rinascita o sostanziale rifondazione della politica del Vaticano in Terra Santa” (Paolo Zanini, Nascita della politica vaticana verso la Palestina e i luoghi santi, in Alberto Melloni – diretto da – Benedetto XV. Papa Giacomo Della Chiesa nel mondo dell’inutile strage, Bologna, Il Mulino, 2017, 2° vol., p. 514). Questa sarebbe, in senso stretto, la moderna questione vaticano/palestinese.

Si può quindi asserire che con Benedetto XV nasce la vera e propria politica vaticana, nel senso stretto del termine, nei confronti dei Luoghi Santi e della Palestina, che venivano interessati allora dal nuovo sorgere del sionismo (specialmente dopo il 2 novembre 1917 con la “Dichiarazione Balfour”), esportato in Terra Santa in maniera sempre più crescente e preoccupante soprattutto dalla Gran Bretagna.

Occorre specificare che la Dichiarazione Balfour (2 novembre 1917) con cui la gran Bretagna concedeva un “Focolare nazionale” agli ebrei in Palestina fu preceduta da alcuni colloqui, nella primavera del 1917 a Roma, tra Nahum Sokolow (uno dei principali dirigenti del movimento sionista), il cardinal Pietro Gasparri e Benedetto XV, che non dettero nessun risultato mentre la Dichiarazione del 2 novembre 1917 peggiorò notevolmente i rapporti tra Santa Sede e sionismo……. … … Continua a leggere

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Papa della Chiesa (13): Benedetto XV, il Problema Ebraico e Sionista ~ (Tredicesima Parte)

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La storica Raffaella Perin – in un saggio molto interessante su cui mi baso sostanzialmente in questo articolo – affronta, soprattutto, la questione dei rapporti “interreligiosi” tra il cattolicesimo e l’ebraismo (ed anche quelli del cattolicesimo col protestantesimo) durante il pontificato di Benedetto XV. Se si studia attentamente il suo saggio, si può vedere ancora meglio (su una questione veramente cruciale come quella ebraica, la quale rappresenta la prova del nove per discernere colui che è pienamente ortodosso da coloro che non lo sono; dacché molti affrontano il problema del modernismo, del liberalismo, della massoneria, ma pochi vogliono cimentarsi con quello più scottante dell’ebraismo postbiblico), se papa Della Chiesa sia stato un Papa novatore e “postconciliare”, come sostengono alcuni neo/zeloti; oppure un Papa tradizionale e “preconciliare”, sia dal punto di vista dogmatico (vs. il giudaismo talmudico) che politico (vs. il sionismo) ed infine ecumenico (vs. il protestantesimo).

La Perin nota innanzitutto che la questione della Riforma luterana “ha avuto un ruolo non secondario nei pontificati di Pio X (quando si intrecciò con la repressione del modernismo, considerato una forma di protestantizzazione del cattolicesimo), di Benedetto XV (che respinse gli inviti a partecipare ai primi congressi ecumenici) e di Pio XI (che non solo condannò ufficialmente con l’Enciclica Mortalium animos del 1928 l’ecumenismo, ma promosse anche una vera e propria campagna antiprotestante in Italia)” (Raffaella Perin, Benedetto XV, i “figli d’Israele” e i “membri delle confessioni religiose”, in Alberto Melloni – diretto da – Benedetto XV. Papa Giacomo Della Chiesa nel mondo dell’inutile strage, Bologna, Il Mulino, 2017, 1° vol., p. 497). La storica vede giustamente una continuità di dottrina teologica e di azione politica nei pontificati di Pio X, Benedetto XV e Pio XI.
John F. Pollard, a proposito dei rapporti tra cattolicesimo e protestantesimo, sotto Benedetto XV, ha scritto che “gli aiuti umanitari promossi dalla Santa Sede durante il primo conflitto mondiale furono comparabili per estensione a quelli della Croce Rossa Internazionale” (J. F. Pollard, The Papacy in the Age of Totalitarism 1914-1958, Oxford, 2014, p. 54).

Infatti, il cardinal Pietro Gasparri, Segretario di Stato di Benedetto XV, il 22 gennaio 1915, scrisse una Lettera agli arcivescovi delle nazioni belligeranti, spiegando che il Papa intendeva non fare differenze religiose, nazionali o linguistiche nel soccorso materiale da prestare a tutti i prigionieri di guerra. Attenzione! Si parla di soccorso materiale e non di “communicatio in sacris”. Papa Della Chiesa non fu un ecumenista ante litteram, ma ebbe la carità soprannaturale che lo spinse a soccorrere, per quanto riguardava i bisogni materiali, tutte le creature umane.

È interessante notare che “quando, nel corso della prima guerra, entrambi gli schieramenti chiesero alla S. Sede di condannare le atrocità commesse dall’altra parte, la risposta fu che una presa di posizione pubblica avrebbe danneggiato gli sforzi per favorire la pace ed avrebbe messo a repentaglio il lavoro umanitario della Chiesa. Benedetto XV (Allocuzione Convocare vos, 22 gennaio 1915) aveva già condannato apertamente ogni ingiustizia da qualunque parte fosse commessa, ma il carattere di paternità universale del Papa gli imponeva di essere imparziale di fronte alle fazioni in lotta” (R. Perin, cit., p. 498) e, perciò, nessuno ebbe a protestare troppo vivamente per questa presa di posizione della Santa Sede sotto Benedetto XV; anche se bisogna precisare, come nota la storica Caterina Ciriello, che Benedetto XV già all’inizio del suo pontificato venne criticato da molte parti per i suoi “presunti silenzi”. In particolare il Papa venne stigmatizzato per non avere condannato specificatamente la brutale invasione del Belgio e venne accusato di essere filo-tedesco” (Caterina Ciriello, La prima enciclica: Ad beatissimi, in Alberto Melloni – diretto da – Benedetto XV. Papa Giacomo Della Chiesa nel mondo dell’inutile strage, Bologna, Il Mulino, 2017, 1° vol., p. 158).

Tuttavia quando, sotto il pontificato di Pio XII, si presentò una situazione analoga, durante la seconda guerra mondiale, papa Pacelli soltanto dopo la sua morte (quando non poteva difendersi) venne aggredito in maniera molto aspra dalla stampa luterana ed ebraica per i suoi “presunti silenzi” e per non aver condannato esplicitamente e pubblicamente la persecuzione degli ebrei da parte del III Reich germanico e … “la storia continua” …… … … Continua a leggere

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Curzio Nitoglia: “Non Abbiamo Fratelli Maggiori” ~ [invito alla lettura]

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Il 28 ottobre del 1965, poco prima della fine del Concilio Vaticano II (8 dicembre 1965), venne promulgata la Dichiarazione conciliare Nostra aetate (d’ora in poi NA) sui rapporti tra Giudaismo[1] postbiblico o talmudico (ben distinto dal Vecchio Testamento) e Cristianesimo. A partire da essa vi è stata una vera “sovversione” della dottrina cattolica sul tema della contro/religione giudaica/postcristiana.

Giovanni Paolo II (1978-2005) ha fatto di NA il “cavallo di battaglia” del suo lungo Pontificato e l’ha diffusa dappertutto. Egli – appena due anni dopo la sua elezione pontificia – ha dichiarato, alla luce di NA, che “l’Antica Alleanza non è stata mai revocata” (Discorso di Magonza, 17 novembre 1980) e, sei anni dopo,  che “gli Ebrei sono fratelli maggiori dei Cristiani nella fede di Abramo” (Discorso alla sinagoga Roma, 13 aprile 1986).

A partire da queste due asserzioni (oggettivamente contrarie alla fede cattolica), sia Benedetto XVI (2005-2013) sia papa Francesco (2013), non solo hanno ribadito i medesimi errori, ma ne hanno esplicitati dei nuovi (“gli Ebrei postbiblici non hanno bisogno di Gesù per salvarsi”), già contenuti virtualmente in esse e in NA.   

La dottrina cattolica insegna, al contrario, che 1°) gli Ebrei sono fratelli maggiormente separati dei Cristiani e non loro fratelli maggiori nella fede; 2°) che l’Antica Alleanza è stata rimpiazzata dalla Nuova ed Eterna Alleanza; 3°) ed infine che tutti gli uomini (Ebrei compresi) hanno bisogno di Gesù (unico Redentore universale dell’umanità) per salvarsi.

Infine recentissimamente – nei primi mesi dell’anno 2019 – è stato pubblicato il libro 1°) La Bibbia dell’Amicizia. Brani della Torah/Pentateuco commentati da Ebrei e Cristiani (Cinisello Balsamo, San Paolo) con una “Prefazione” a cura di papa Bergoglio e 2°) sùbito dopo – verso la Pasqua del medesimo anno – è uscito un secondo libro sullo stesso tema, titolato Ebrei e Cristiani, redatto dal “papa/emerito” Benedetto XVI (Cinisello Balsamo, San Paolo) in collaborazione col rabbino-capo di Vienna Arie Folger.

In questi due libri papa Francesco e il “papa-emerito” Benedetto XVI spargono numerosi errori, se non eresie vere e proprie materiali, riguardo alla fede nella divinità di Cristo, alla SS. Trinità, ai rapporti tra Antico e Nuovo Testamento, alla Redenzione universale di Gesù e al Dogma “Extra Ecclesiam[2] nulla salus!”.

… … …Perciò ho ritenuto doveroso affrontarli in un volume, il quale – Deo volente – vedrà la luce il mese di settembre del 2019 con le “Edizioni Radio Spada” (Cermenate – Como[3])… … …

Gli errori di papa Ratzinger e Bergoglio riguardano… … … Continua a leggere

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LO SCETTRO PASSA DA ISRAELE AI PAGANI

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L’attesa del Messia era particolarmente viva quando i Romani con Pompeo si impadronirono della Terra Promessa (63 a. C.). Quest’attesa si fondava specialmente su due profezie del Vecchio Testamento.

La prima fu fatta dal Patriarca Giacobbe verso il 1700 a. C. e la seconda dal Profeta Daniele verso il 600 a. C., esse si trovano nel Libro della Genesi e nel Libro di Daniele. Vediamo di cosa si tratta…. … … Continua a leggere

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È ESISTITO UN PROSELITISMO EBRAICO?

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Per affrontare e risolvere il problema del “Proselitismo ebraico”1 nell’Antico Testamento e nei primi secoli dell’era cristiana, occorre prima studiare la questione della “Diaspora giudaica”. La Diaspora ebraica in generaleAbbiamo già visto la Diaspora degli Ebrei a Roma nel I secolo a. C. Ora vediamo la Diaspora ebraica nel mondo intero, ma soprattutto in Egitto e specialmente ad Alessandria, nella quale – sin dalla sua fondazione (322 a. C.) – i Giudei palestinesi furono attratti da Alessandro Magno con la concessione degli stessi diritti dati ai Greci (cfr. G. Flavio, Guerra Giudaica, II, 18, 7; Id., Contra Apionem, II, 4; Id., Antichità Giudaiche, XIX, 5, 2). Occorre, però, fare attenzione a non trascurare le altre grandi città (Antiochia, Babilonia, Roma…) che ospitarono colonie di Ebrei, anche se vi furono tra di loro delle differenze accidentali. Per esempio, il Giudaismo babilonese… … … Continua a leggere

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Gli Ebrei a Roma e di Roma

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Lo storico ebreo/tedesco Abraham Berliner, nella sua Storia degli Ebrei di Roma. Dall’antichità allo smantellamento del ghetto (Milano, Rusconi, 1992), scrive: “Non siamo assolutamente in grado di precisare con certezza storica quando gli Ebrei si siano stabiliti nell’Urbe. Possiamo tuttavia documentare la loro prima apparizione a Roma” (p. 11). Il Berliner cita, quindi, il I Libro dei Maccabei (cap. VIII) e Giuseppe Flavio (Antichità Giudaiche, XII, 10; XIII, 5-9), che ci narrano di tre ambascerie ebraiche dalla Palestina a Roma. La prima nel 159 avanti Cristo, a nome di Giuda Maccabeo; la seconda nel 144, a nome di suo fratello e suo successore Gionata ed infine nel 138 la terza, a nome di Simone, il terzo dei fratelli Maccabei… … … Continua a leggere

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“PER PADRE IL DIAVOLO”: Introduzione al problema ebraico secondo la Tradizione cattolica ~ [Presentazione Nuova Ristampa Edizione del 2002]

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L’editore EFFEDIEFFE (Proceno di Viterbo) (1) ristampa per l’ottobre del 2016 il libro di Curzio Nitoglia Per padre il diavolo (Edizioni EFFEDIEFFE, 2016, pp. 630). Introduzione al problema ebraico secondo la Tradizione cattolica, che ha avuto la sua prima edizione nel 2002 con la Società Editrice Barbarossa di Cusano Milanino.

Il libro dopo 14 anni è ancora più attuale dato il progresso della preponderanza ebraica nella costruzione del “Nuovo Ordine Mondiale” a partire dalla guerra contro l’Iraq nel 2003 sino alle cosiddette “primavere arabe” del 2011, che in Siria ci stanno portando verso una probabile terza guerra mondiale atomica, data la contrapposizione frontale creatasi in loco tra gli Usa e la Russia di Putin (2015/2016).

Per padre il diavolo è una sorta di Summa della dottrina cattolica tradizionale, anteriore alle deformazioni conciliari e postconciliari, sulla questione ebraica, studiata da un punto di vista teologico, politico, economico ed etnico alla luce della S. Scrittura, della Tradizione patristica e scolastica, del Magistero tradizionale e degli autori controrivoluzionari, che hanno scritto sul complotto ebraico/massonico contro la Chiesa romana.

Ordini presso EFFEDIEFFE Edizioni,
Podere Piscino, snc, 01020 Proceno (VT)
info@effedieffe.com ~ tel: 0763.71.00.69 – cell. 335. 45.74.64
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Henry Delassus: “Il problema dell’ora presente” ~ [recensione]

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HENRY DELASSUS “Il problema dell’ora presente” L’Editore Effedieffe (Viterbo/Milano) ha ristampato il primo volume del libro di monsignor Henri Delassus “Il problema dell’ora presente: antagonismo di due civiltà” (2 volumi, 1904, Lille, Desclée, tr. it., Roma, Desclée, 1907; rist. anastatica … Continua a leggere

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