Archivi categoria: Concilio Vaticano II

Il “Compromesso Storico” tra Modernismo e Cattolicesimo

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L’ultra-modernismo attuale di Francesco I ha liquidato non solo la filosofia metafisica e la teologia teoretica classiche, ma anche ogni forma di teoresi modernistica, rimpiazzandole con il primato della prassi.

Papa Bergoglio non si interessa della dottrina, ma punta all’azione e al risultato. Non vuol sentir parlare di teoresi, ma vuole sottomettere il dogma alla realizzazione pratica e concreta.

Si può dire che Bergoglio propone la “de-teologizzazione” ai cattolici tradizionali come Togliatti proponeva nel 1963 la “de-ideologizzazione” ai cristiani progressisti.

Tuttavia proprio questo rifiuto della teoresi diventa il dogmatismo pratico più rigido del post-concilio (v. la distruzione dei Francescani dell’Immacolata).

Non si parla più di ermeneutica della continuità, di esistenza del limbo, di ortodossia della Messa di Paolo VI, di “pro multis o per tutti”, ma si mira ad omologare ogni cosa mediante il marciare assieme.

Francesco I applica alla a-teologia (“a” da alfa privativo, non ci si interessa più di problemi teologici senza arrivare al dogmatismo di segno contrario di chi nega Dio e la teologia; si vive come se la teologia non esistesse) quel che Giovanni XXIII (Enciclica Pacem in terris) e Paolo VI (Enciclica Ecclesiam suam) applicarono alla nuova prassi del cristianesimo nei confronti del marxismo: cioè la possibilità di agire assieme per la pace nel mondo e la giustizia sociale, lasciando da parte le divergenze dottrinali, adesso Francesco I lo applica a tutti gli indirizzi e sensibilità cattoliche, compresi i tradizionalisti… Continua a leggere

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Francesco I alla Sinagoga di Roma (17 gennaio 2016)

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La “nuova” dottrina di Francesco I implicitamente risale a Giovanni XXIII ed esplicitamente a Giovanni Paolo II

Francesco I il 17 gennaio del 2016, nel suo discorso tenuto nella sinagoga di Roma, ha riaffermato che secondo la dottrina conciliare (cfr. Lumen gentium, 16: “i doni di Dio sono irrevocabili” e l’intera Dichiarazione Nostra aetate) e postconciliare (cfr. Giovanni Paolo II a Magonza nel 17 novembre del 1980: “L’Antica Alleanza mai revocata”; Giovanni Paolo II, Discorso alla sinagoga di Roma, 13 aprile 1986: “Ebrei nostri fratelli maggiori nella Fede”; Benedetto XVI, Discorso alla sinagoga di Roma, 17 gennaio 2010: “Ebrei nostro padri nella Fede”) l’Ebraismo attuale è ancora titolare dell’Alleanza con Dio.

Invece, è ovvio che se Dio ha stretto una Nuova ed Eterna Alleanza nel Sangue sparso da Gesù, non sussiste più la Vecchia che è stata perfezionata e sostituita dalla Nuova.

Ora S. Paolo, divinamente ispirato, ha scritto: «Dicendo Alleanza Nuova, Egli ha dichiarato antiquata la prima; ma ciò che diventa antico ed invecchia, è prossimo a sparire» (Ebr., VIII, 13).
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Primato del Papa, Collegialità Episcopale o “Sola Traditio”?

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“Quando un cieco guida un altro cieco”:
un pericolo sempre in agguato

Cos’è il Conciliarismo
Il Conciliarismo è un errore ecclesiologico, secondo il quale il Concilio ecumenico è per sé superiore al Papa. La dottrina cattolica, invece, insegna che il Papa da solo ha il pieno potere di Magistero e di giurisdizione sulla Chiesa universale; mentre il Concilio imperfetto, ossia i vescovi senza il Papa non hanno il supremo potere di Magistero e di giurisdizione, che viene loro da Dio tramite il Papa.
In un prossimo articolo (“Primato del Romano Pontefice, del Concilio imperfetto o dei Vescovi legati alla Tradizione? La dottrina del cardinal Gaetano”) svolgerò il tema dei rapporti tra Papa e Concilio, alla luce della dottrina del cardinal Tommaso de Vio detto il Gaetano. Essa infatti è molto attuale dopo la teoria della “Collegialità episcopale”, introdotta pastoralmente nel Concilio Vaticano II, che è in rottura evidente con l’insegnamento della Tradizione, della S. Scrittura, del Magistero costante e dogmatico della Chiesa e dell’insegnamento dei Padri e dei Dottori della prima, seconda e terza Scolastica e riassunta mirabilmente da Vittorio Mondello (La dottrina del Gaetano sul Romano Pontefice, Messina, 1965). Continua a leggere

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“Concilio Vaticano II: é lecito non disputarne pubblicamente?” ~ Conferenza don Curzio Nitoglia, 20/9/2015 a Marino

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Conferenza di don Curzio Nitoglia, a Marino, il 20/9/2015
“Concilio Vaticano II: é lecito non disputarne pubblicamente?” Continua a leggere

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Monsignor Antonio De Castro Mayer Accordo o Resistenza? ~ “Se Voi Tacerete lo Grideranno le Pietre” ~ L’Insegnamento dell’Insigne Teologo e Vescovo di Campos Mons. De Castro Mayer

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Il 29 settembre 1989 un quotidiano brasiliano intervistò monsignor Antonio de Castro Mayer e gli chiese: “Reputa possibile una riconciliazione con Roma?”.

Il Vescovo di Campos rispose: “Non c’è nessuna opposizione tra noi e la Roma degli Apostoli. Basterebbe che le autorità della Chiesa si riconcilino con la Tradizione infallibile di Roma, che condannino le deviazioni del Concilio Vaticano II e le follie del cosiddetto ‘spirito del Concilio’ e la riconciliazione sarà automatica, ipso facto. […]. Chiedere perdono significherebbe andare contro un preciso dovere di coscienza, sarebbe condannare tutto ciò che ho fatto per il bene della Chiesa e la salvezza delle anime, sarebbe abbandonare la causa per la quale ho lottato, la causa della Tradizione apostolica. […]. La scomunica che mi ha colpito nel 1988 anche se invalida mi rattrista perché mostra lo stato deplorevole in cui si trova l’elemento umano della Chiesa, l’intensità di avversione che i membri della gerarchia nutrono verso ciò che la Chiesa ha sempre fatto”.

“È necessario professare pubblicamente la Fede quando essa è in pericolo” (S. Tommaso d’Aquino)

Il 30 giugno del 1988 monsignor de Castro Mayer aveva spiegato cosa significava per lui il “dovere di coscienza” di cui sopra.

Egli disse: “San Tommaso d’Aquino insegna che quando la Fede è in pericolo è obbligatorio e urgente fare una professione pubblica di Fede anche a rischio della propria vita. Ora la situazione in cui ci troviamo è proprio questa: viviamo una crisi senza precedenti nella storia della Chiesa, crisi che riguarda ciò che vi è di essenziale in Lei, il santo Sacrificio della Messa e il Sacerdozio cattolico. […]. È doloroso constatare quanti vescovi non vogliono vedere la crisi attuale e lo stato di necessità in cui ci troviamo, mentre è necessario resistere al modernismo regnante per essere fedeli alla missione che Dio ci ha conferito, […] non farlo sarebbe un peccato mortale” (ibidem, p. 47 e 48).

La situazione odierna

Contrariamente all’insegnamento del grande Vescovo e fine teologo molti di coloro i quali tentano tuttora di resistere al neomodernismo, (che ha informato la teologia pastorale e la Messa del Concilio Vaticano II) cercano – paradossalmente proprio oggi, sotto il pontificato ultramodernista di Francesco I – di risolvere la questione alla luce del pragmatismo, della convenienza giuridica per il proprio Istituto, della liberalizzazione dell’esperienza religiosa del rito tradizionale e non in base alla oggettiva corrispondenza o discrepanza tra Vaticano II/Messa del Vaticano II e Tradizione apostolica/Messa di Tradizione apostolica (detta di S. Pio V), come ha fatto monsignor de Castro Mayer.

… … … Che Dio ci aiuti in quest’ora del potere delle tenebre … … … Continua a leggere

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Cristianesimo, Giudaismo, Islam, secondo Mons. Lancucci

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IL CRISTIANESIMO, IL GIUDAISMO E L’ISLAM, SECONDO MONS. LANDUCCI  ~ L’accecamento dell’ebraismo di fronte a Gesù Monsignor Pier Carlo Landucci (Cento problemi di Fede, Assisi, ed. Pro Civitate Christiana, 1953) scrive: “E’ tanto sorprendente – ma tuttavia spiegabile – l’accecamento … Continua a leggere

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Comunione quotidiana e non via al “sacrilegio quotidiano”

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~ Comunione quotidiana e non via al “sacrilegio quotidiano” Come il modernismo si oppone diametralmente alla enciclica Pascendi (8 settembre 1907) di San Pio X, così la Comunione quotidiana quale oggi è per lo più praticata e fatta praticare si … Continua a leggere

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La Dottrina Sociale al Concilio Vaticano I

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LA DOTTRINA SOCIALE AL CONCILIO VATICANO I * Da Pio IX a Leone XIII Comunemente si insegna che la Dottrina sociale della Chiesa è iniziata in maniera magisteriale e sistematica con l’Enciclica Rerum novarum di Leone XIII del 15 maggio … Continua a leggere

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Mons. Gherardini sul Magistero: recenti precisazioni

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~ Introduzione Monsignor Brunero Gherardini, nella Rivista Divinitas[1], è tornato a spiegare più dettagliatamente il problema del Munus docendi nella Chiesa, riguardo alle ultime discussioni sorte recentemente sulla questione dei rapporti tra Rivelazione e Magistero. Porgo al lettore un adattamento … Continua a leggere

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GREC: An agreement that is “discrete, but not secret” ~ The two levels of meeting: dialogue that is “diplomatic” and that which is “doctrinal”

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* An agreement that is “discrete, but not secret” The two levels of meeting: dialogue that is “diplomatic” and that which is “doctrinal” ~ Introduction In December 2011, an interesting book was published, written by Reverend Father Michael Lelong of … Continua a leggere

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GREC: Accordo “Discreto”, ma non “Segreto” ~ Due Livelli d’Incontro: il Dialogo “Diplomatico” e quello “Dottrinale”

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* ACCORDO “DISCRETO, MA NON SEGRETO” Due livelli d’incontro: il dialogo “diplomatico” e quello “dottrinale” ~ Invito alla lettura Nel dicembre del 2011 è stato pubblicato un libro molto interessante, scritto dal Reverendo Padre Michel Lelong della “Società dei Padri … Continua a leggere

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Il Vaticano II e la “menzogna” del Giudeo-Cristianesimo

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* Prologo È uscito recentemente in italiano un interessante libro del rabbino Jacob Neusner[1] (del quale già ci occupammo in sì sì no no, *), risalente in lingua inglese al 1991 (Jews and Cristians. The Myth of a Commun Tradition), … Continua a leggere

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