Archivi categoria: Articoli don Curzio

DEPORRE IL PAPA?

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In una “Lettera Aperta ai Vescovi della Chiesa Cattolica”, del mese di maggio del 2019, alcuni studiosi laici ed ecclesiastici accusano papa Francesco di eresia1.Inoltre gli Autori ritengono che un Papato eretico non possa esser tollerato o ignorato con l’idea di evitare in tal modo un male peggiore, fosse pure uno Scisma simile al Grande Scisma d’Occidente (sec. XV), in cui nella Chiesa vi furono contemporaneamente tre “Papi” di cui due antipapi. Un Papato come quello di Francesco deve esser sottoposto a correzione da parte dei Vescovi.  Per tal motivo lo studio contenuto in questa “Lettera” si conclude con l’invito ai Vescovi 1°) di ammonire papa Francesco a rinnegare le sue eresie 2°) se dovesse ostinatamente rifiutarsi, a deporlo e a nominare un altro Papa.Esporremo i principali argomenti contenuti nella “Lettera Aperta” sotto forma di “Obiezioni” e cercheremo di confutarli sotto forma di “Risposte”… … … Continua a leggere

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LO SCETTRO PASSA DA ISRAELE AI PAGANI

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L’attesa del Messia era particolarmente viva quando i Romani con Pompeo si impadronirono della Terra Promessa (63 a. C.). Quest’attesa si fondava specialmente su due profezie del Vecchio Testamento.

La prima fu fatta dal Patriarca Giacobbe verso il 1700 a. C. e la seconda dal Profeta Daniele verso il 600 a. C., esse si trovano nel Libro della Genesi e nel Libro di Daniele. Vediamo di cosa si tratta…. … … Continua a leggere

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È ESISTITO UN PROSELITISMO EBRAICO?

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Per affrontare e risolvere il problema del “Proselitismo ebraico”1 nell’Antico Testamento e nei primi secoli dell’era cristiana, occorre prima studiare la questione della “Diaspora giudaica”. La Diaspora ebraica in generaleAbbiamo già visto la Diaspora degli Ebrei a Roma nel I secolo a. C. Ora vediamo la Diaspora ebraica nel mondo intero, ma soprattutto in Egitto e specialmente ad Alessandria, nella quale – sin dalla sua fondazione (322 a. C.) – i Giudei palestinesi furono attratti da Alessandro Magno con la concessione degli stessi diritti dati ai Greci (cfr. G. Flavio, Guerra Giudaica, II, 18, 7; Id., Contra Apionem, II, 4; Id., Antichità Giudaiche, XIX, 5, 2). Occorre, però, fare attenzione a non trascurare le altre grandi città (Antiochia, Babilonia, Roma…) che ospitarono colonie di Ebrei, anche se vi furono tra di loro delle differenze accidentali. Per esempio, il Giudaismo babilonese… … … Continua a leggere

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IL LUOGO DEL MARTIRIO E DELLA TOMBA DEI FRATELLI MACCABEI ~ (in esteso)

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Monsignor Francesco Spadafora, citando succintamente il Cardinale Mariano Rampolla del Tindaro (Del luogo e del martirio e del sepolcro dei Maccabei, Roma, 1898), scrive: “Comunemente si ritiene che il martirio [dei 7 fratelli Maccabei, ndr] avvenne ad Antiochia dove le tombe furono venerate sino al VI secolo. Dopo il 551 le reliquie furono portate a Costantinopoli e da lì, almeno in parte a Roma sotto papa Pelagio I (556-561). È possibile però che si tratti di Pelagio II (579-590) e che le reliquie siano venute direttamente da Antiochia.

Esse, comunque, si venerano a Roma, in San Pietro in Vincoli. Nel 1876 fu ivi trovato un sarcofago a sette compartimenti, contenenti ossa e ceneri con due fogli di piombo, recanti iscrizioni relative ai sette fratelli Maccabei, del IX secolo” (F. Spadafora, in Bibliotheca Sanctorum, Roma, Città Nuova, vol. VIII, 1966, col. 437, voce “Maccabei”).

In questo articolo porgo al lettore il succo del sostanzioso libro (anche se piccolo di mole: solo 70 pagine) del Rampolla, che ci dà molte notizie (storiche, archeologiche, liturgiche, scritturale e di Tradizione patristica) sul luogo del martirio dei 7 fratelli Maccabei, sulle vicende del trasferimento in Roma delle loro ossa e sul luogo in cui sono state sepolte ed esposte alla venerazione dei fedeli.

Esse – soprattutto in questi tristissimi tempi di apostasia e di cedimento ai nemici di Cristo – tante lezioni e grazie di fede, fortezza, coraggio e militanza possono dare ed elargire dal loro sepolcro…. … … Continua a leggere

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Gli Ebrei a Roma e di Roma

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Lo storico ebreo/tedesco Abraham Berliner, nella sua Storia degli Ebrei di Roma. Dall’antichità allo smantellamento del ghetto (Milano, Rusconi, 1992), scrive: “Non siamo assolutamente in grado di precisare con certezza storica quando gli Ebrei si siano stabiliti nell’Urbe. Possiamo tuttavia documentare la loro prima apparizione a Roma” (p. 11). Il Berliner cita, quindi, il I Libro dei Maccabei (cap. VIII) e Giuseppe Flavio (Antichità Giudaiche, XII, 10; XIII, 5-9), che ci narrano di tre ambascerie ebraiche dalla Palestina a Roma. La prima nel 159 avanti Cristo, a nome di Giuda Maccabeo; la seconda nel 144, a nome di suo fratello e suo successore Gionata ed infine nel 138 la terza, a nome di Simone, il terzo dei fratelli Maccabei… … … Continua a leggere

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Mons. Athanasius Schneider: lo Studio sul “Papa Eretico”

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S. Ecc. Mons. Schneider, il 21 marzo del 2019, ha pubblicato uno studio sulla questione del “Papa eretico”. In esso vi sono delle tesi conformi alla dottrina cattolica: dei fedeli, però, mi hanno manifestato le loro perplessità di fronte ad alcune opinioni di sua ecc.za, riguardo al papato, per cui ho ritenuto opportuno pubblicare il seguente articolo… … … Continua a leggere

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Gianluca Marletta e la Ricostruzione del Terzo Tempio di Gerusalemme

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Nel 1992 Maurizio Blondet pubblicò un interessante libro (I fanatici dell’Apocalisse, Rimini, Il Cerchio) sul piano, ben studiato e già allora molto avanzato, per la ricostruzione del terzo Tempio di Gerusalemme, portato avanti da alcuni partiti estremisti del Sionismo israeliano.

Il primo Tempio fu progettato dal re David, ma fu realizzato da suo figlio Salomone circa 1000 anni prima di Cristo, fu distrutto nel 586 a. C. dai Babilonesi e fu fatto ricostruire da Ciro (il re dei Persiani, che liberò gli Ebrei dalla cattività babilonese, durata 70 anni) nel 516; infine esso fu fatto restaurare per ordine di Erode il Grande a partire dal 19 a. C. sino a pochi anni prima della sua distruzione nel 70.

Da allora sino ad oggi i Giudei non hanno più Tempio, Sacrificio e Sacerdozio. Quindi cercano disperatamente di ricostruire il primo per riavere anche gli altri due.

Verso la fine del 2018, un giovane studioso di storia delle religioni nonché autore di numerosi volumi, Gianluca Marletta, ha pubblicato per le Edizioni Irfan, di San Demetrio Corone in provincia di Cosenza, un libro (La guerra del Tempio. Escatologia e storia del conflitto mediorientale).

Il libro è molto ben strutturato e documentato sul medesimo tema, ma visto da angolazioni diverse. Il punto da cui parte l’Autore (La guerra del Tempio. Escatologia e storia del conflitto mediorientale, cit., p. 11) è l’atto con cui Donald Trump, il 14 maggio del 2018, ha deciso di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, la quale viene presentata dal neo-Presidente statunitense non più come città internazionalizzata, ma come capitale del solo Stato d’Israele e degli Israeliani, escludendo quindi i Palestinesi (cristiani e islamici), che sono “un popolo senza Stato” e tra poco senza più quel poco di terra (il solo 22% della Palestina) che resta ancora loro.

Marletta (cit., p. 12) documenta, mettendo in nota tutte le referenze esatte, come il Mikdash Education Center ha recentemente fatto coniare una medaglia con i volti di Trump e Ciro il Grande, l’antico re di Persia (558-529 a. C.), che permise il ritorno degli Ebrei in Patria nell’anno 539, dopo che Nabucodonosor II, il re babilonese (605-562 a. C.), aveva conquistato e distrutto Gerusalemme con il primo Tempio nel 587/586, deportandone gli abitanti a Babilonia.

La scritta apposta sulla medaglia in ebraico, arabo e inglese celebra Trump come “colui che, secondo le aspirazioni del Nuovo Sinedrio ricreato in Israele, porterà alla ricostruzione del Tempio ebraico su quella che ora è la cosiddetta Spianata delle Moschee, nel cuore di Gerusalemme. Il Mikdash Education Center è uno dei tanti gruppi rabbinici che caldeggiano il progetto di riedificazione del Tempio, che fu distrutto nel 70 d. C. dai Romani… … … Continua a leggere

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REGINALDO GARRIGOU-LAGRANGE: “VITA SPIRITUALE” (invito alla lettura)

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INVITO ALLA LETTURA.

Finalmente la Ristampa del Libro “Vita Spirituale” di Padre Reginaldo Garrigou-Lagrange (1965 / 2019)Padre Reginaldo Garrigou-Lagrange oltre che un eccelso teologo era anche un “maestro” nell’arte del predicare gli “Esercizi Spirituali”.

Egli nel libro intitolato Vita spirituale – uscito postumo nel 1965, un anno dopo la sua dipartita e che ora (2019) l’Editore Effedieffe ripropone lodevolmente al pubblico – ha fatto una sintesi “limpida, breve e succosa della sua dottrina spirituale” (p. Raimondo Spiazzi o. p.).

Non vi sono mai state, purtroppo, traduzioni di questo libro pubblicato solo in lingua italiana, che rappresenta un vero piccolo gioiello di teologia spirituale compendiata1.

Questo libro forma “un aureo compendio di una spiritualità teologica densa. […]. Provate: vedrete che in queste pagine si esperimenta qualcosa di quanto operano in noi i grandi maestri di spirito: da San Gregorio Magno a Santa Teresa d’Avila … questa è dunque una vera sintesi della sua dottrina spirituale, applicata alla vita pratica” (p. Raimondo Spiazzi o. p.).

Il filo conduttore della spiritualità di p. Reginaldo, compendiata nel 1965 nel libro “Vita spirituale”, lo si trova nella dottrina teologica sul Verbo Incarnato2 – commentata, già 20 anni prima, in maniera strettamente teologica e dogmatica dal medesimo Garrigou-Lagrange (De Christo Salvatore, Roma-Torino, Marietti, 1945) – secondo il quale come la natura umana di Cristo, senza una sua personalità umana, sussistente nell’unica Persona divina del Verbo non è stata abbassata o mortificata, ma innalzata e glorificata; così la personalità umana dei Santi e dei Cristiani, che tendono alla santità mediante la “vita spirituale”, lungi dall’essere diminuita, imitando Gesù Cristo e uniformandosi alla Personalità divina del Figlio, ne è glorificata, innalzata ed elevata. Infatti la personalità umana si perfeziona tanto quanto tende ad unirsi più intimamente a Dio e a Cristo, perdendosi nella sua Personalità infinita.

Questa unione, non è una diminuzione, ma è una glorificazione (S. Th., III, q. 2, a. 2, ad 2).

Dunque… … … Continua a leggere

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IL CASO DANILO QUINTO

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Presento al lettore un breve resoconto dell’ultima udienza e della sentenza nel processo a Danilo Quinto.Piccola nota informativa, il processo è stato intentato per la querela dell’On. Turco (esponente radicale), che si è sentito offeso dalle parole “servo sciocco” (citazione dal teatro di Goldoni), scritte nel libro del querelato “Da servo di Pannella a figlio libero di Dio”.

Per chi è venuto ad assistere è deludente dover aspettare fin a quasi alle 16h.00. Forse il giudice sta tirando per le lunghe, anteponendo altri procedimenti a quello di Quinto? Chi può dirlo, certamente, se mai fossero stati presenti dei giornalisti se ne sarebbero già tornati in redazione… … …

… … …Ovviamente, quando finalmente inizia l’udienza, essendo trascorso così tanto tempo dall’ orario fissato, almeno metà delle persone venute per seguire sono andate via.Viene interrogato Danilo Quinto, che cerca di spiegare dettagliatamente la sua assoluta mancanza di intento offensivo verso il querelante, non fosse altro per il fatto che lui ha definito se stesso servo del capo del Partito Radicale (Marco Pannella).

Interviene quindi la pubblica accusa che, per inciso, ricorda le battaglie del Partito Radicale e di Marco Pannella a favore della libertà di parola e di espressione (forse sente qualche disagio nel rappresentare l’accusa in questo processo?), e chiede per l’ imputato una pena esclusivamente pecuniaria.

Interviene poi l’avvocato di parte civile (un dirigente dei Radicali, ex cognato – avendo la sorella divorziato – del querelante), che ribadisce con energia le accuse rivolte all’ imputato (malgrado poi, fuori dall’ aula, gli dia del tu e gli stringa calorosamente la mano), e chiede una pena maggiore di quella avanzata dalla pubblica accusa.Il giudice durante la discussione ammonisce più volte le parti (soprattutto il querelato), interviene inoltre con commenti e considerazioni varie, attinenti le sue personali convinzioni.

Infine si giunge alla dichiarazione della difesa. La quale, tra l’ altro, dichiara che farà istanza per il gratuito patrocinio, non avendo l’imputato alcunché per pagarne l’attività. Il giudice è molto attento alle comunicazioni della difesa, infatti compulsa e lavora con energia sul proprio telefonino.

Forse, resosi conto che potrebbe essere male interpretata la sua singolare condotta (riservata esclusivamente allo spazio d’intervento della difesa), specifica, dopo aver ordinato di spegnere il microfono che registra l’udienza (unico mezzo ammesso in aula che consenta poi di trascrivere i verbali…), che la sua attività, intensissima, sul telefonino, è stata svolta inserendo nei motori di ricerca le parole “servo sciocco”.

Dopo tanto lavorio vuole condividere con tutti i presenti (sempre a microfono spento…) che molte pagine del web fanno riferimento al processo, viceversa Goldoni è rintracciabile molto indietro. Purtroppo, inoltre, tra le schede di internet è emerso un articolo del periodico “Imola Oggi”, dove si afferma che se Danilo Quinto fosse condannato, allora anche il responsabile della decisione sarebbe rappresentabile come un “servo sciocco”… … … … Continua a leggere

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IN MEMORIA DI ROBERT FAURISSON

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Il 21 ottobre del 2018 è morto, all’età di 89 anni, lo storico Robert Faurisson, nato il 29 a Shipperton, in Inghilterra vicino Londra, da padre francese e madre scozzese. Egli era stato professore di Letteratura francese all’Università di Lione.

Nel 1970 cominciò a studiare la questione storica della “shoah” e, in maniera specifica, delle camere a gas in cui, secondo la volgata “sterminazionista”, sarebbero stati uccisi 6 milioni di Ebrei dell’Europa orientale, vittime dell’antisemitismo biologico del III Reich germanico (dal 1939 al 1945).

Sorse, allora, il problema storico che cambiò la vita al tranquillo professore di Letteratura, catapultandolo nel campo storico e particolarmente in quello del “Revisionismo olocaustico”.

Infatti Faurisson iniziò a studiare, riprendere ed approfondire le tesi dette “revisionistiche”, ossia che “rivisitavano” la storia delle camere a gas, di Paul Rassinier, uno storico francese nato nel 1906 e morto nel 1967, il quale avendo fatto parte della Resistenza filosocialista antitedesca (1940-1944), fu rinchiuso nel Lager germanico di Buchenwald, nel 1943, e poi a Dora e fu torturato dalla Gestapo, che lo rese invalido al 95%.

Il Rassinier nei suoi libri (da La menzogna di Ulisse nel 1950 sino a L’operazione Vicario, 1965) sosteneva che nei Lager tedeschi furono uccisi non più di 500 mila Ebrei, non attraverso gasamento con “Zyklon-B”, ma per percosse, fame, freddo, lavori forzati… il gas “Zyklon-B”, secondo il Rassinier serviva come disinfettante per liberare i prigionieri dal tifo petecchiale, mentre i forni crematori servivano non per bruciare vivi gli internati e specialmente gli Ebrei, ma per cremare i cadaveri dei morti affinché non scoppiassero le epidemie. Faurisson si servì anche di perizie chimiche e fisiche fatte da ingegneri… … … Continua a leggere

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INVITO ALLA LETTURA: “La Vita di Cristo” di Giuseppe Ricciotti

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Il lavoro che ha assorbito di più l’abate Giuseppe Ricciotti è stato la “Vita di Cristo”, che non è esagerato definire un vero e proprio capolavoro.Egli cominciò a lavorarvi nel 1939 e lo ultimò nel novembre del 1940.

Questo volume ha fatto conoscere l’abate Ricciotti in tutto il mondo e gli ha dato la massima notorietà. Il tono del libro è scientifico, ma assieme è anche ricco di conoscenza piena di amore verso Gesù, ossia di contemplazione sapienziale; è stato scritto con grande affetto, “in ginocchio”, in abituale spirito di preghiera e in un italiano molto elegante e scorrevole che lo pone tra i Classici della Letteratura Italiana, non sfigurando accanto ai Promessi sposi del Manzoni.

La “Vita di Cristo” fu pubblicata dall’Editore Rizzoli di Milano nel 1941, il quale ne stampò solo 5 mila copie e disfece il piombo non prevedendo una eventuale seconda edizione, pensando che un libro su Gesù non avrebbe avuto una grande risonanza; ma, dopo appena due settimane, la prima edizione era già esaurita e si dovette ricomporre il piombo per ristampare il libro, che conobbe sette edizioni sino a quando Ricciotti, nel 1954, si scontrò con Rizzoli e passò all’Editore Mondadori, che, nel 1974, stampò la diciottesima edizione; negli anni novanta è uscita la penultima edizione, oramai esaurita, con Prefazione di Vittorio Messori, e finalmente l’Editore Effedieffe lo ha ristampato nel gennaio del 2019… … … Continua a leggere

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MACCABEI [4/4] ~ LA TRISTE FINE DEI MACCABEI (anno 26 a. C.): da Giovanni Ircano (anno 134) a Gneo Pompeo (anno 63 a. C.) & Erode il Grande (anno 37 a. C.) ~ Lo Scettro passa da Giuda ai Pagani, è venuto “il Tempo del Messia”

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Quarta e Ultima Parte.

Purtroppo per quanto riguarda questo nuovo periodo maccabico, sotto la dinastia degli Asmonei o “Maccabei moderati”, le fonti che possediamo sono limitate. Infatti esse, sostanzialmente, si basano soprattutto sugli scritti di Giuseppe Flavio; è pur vero che esiste anche qualche altra sporadica notizia d’origine rabbinica o ellenistica, la quale però non è sufficiente, essendo di parte, a farci sapere se sia esatto quanto narra Giuseppe Flavio.

Il Ricciotti non ha una buona opinione dell’ex sacerdote Fariseo “Giuseppe”, diventato un Romano “Flavio” per convenienza in quanto storico delle gens Flavia di Roma, e lo definisce “talvolta tendenzioso, talaltra disattento e ottuso” (G. Ricciotti, Storia d’Israele, Torino, SEI, 1933, 2° vol., p. 331)1 e non si fida del suo solo giudizio storico sui fatti in questione.

Giovanni Ircano l’Asmoneo o “neo-Maccabeo” (134 – 104 a. C.) era il 3° figlio di Simone Maccabeo (il “vetero-Maccabeo”), minore degli altri due uccisi assieme al loro padre a Gerico da Tolomeo nel 134.Egli aveva delle grandi capacità militari e perciò era stato messo a capo del distretto di Gezer, che era di una particolare importanza strategica.

Lì fu informato della carneficina perpetrata da suo cognato Tolomeo ai danni di suo padre Simone e dei due suoi fratelli maggiori. Perciò dopo aver ucciso i sicari di Tolomeo, che giunti a Gezer avrebbero dovuto eliminarlo, andò immediatamente a Gerusalemme, vi giunse prima di Tolomeo, che voleva impadronirsi della città e della Palestina intera.

Tolomeo, allora, fuggì e si rifugiò a Doq, la fortezza ove aveva massacrato Simone e i due suoi figli. Giovanni Ircano lo assediò lì, ma… … … Continua a leggere

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MACCABEI [3/4] ~ La Reazione “Integrista” dei Maccabei al “Modernismo” Ellenizante di Antioco Epifane: da Simone Maccabeo (anno 141) a Giovanni Ircano (anno 134)

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Terza Parte:
Da Simone Maccabeo (anno 141) a Giovanni Ircano (anno 134)

Simone Maccabeo ~ Simone, l’unico rimasto in vita e libero tra i 5 fratelli Maccabei, non era noto come condottiero, ma solo come un abile amministratore e un buon politico. Quindi l’imprigionamento di Jonathan gettò i Maccabici nello sconforto più nero ed invece sollevò gli Ellenisti sino al sommo dell’euforia, poiché quest’ultimi pensavano di poter finalmente spazzar via la resistenza maccabica, oramai priva di un valido capo-condottiero.

“Tuttavia le speranze degli Ellenisti erano ingenue: né Simone era quel condottiero di second’ordine, che essi immaginavano, né il partito maccabico era ancora così poco rassodato da aver ancora bisogno del capobanda” (G. Ricciotti, Storia d’Israele, Torino, SEI, 1933, 2° vol., p. 318).

Naturalmente Simone venne scelto come capo dei Giudei fedeli al Dio unico. Egli si mise sùbito al lavoro e iniziò a rafforzare Gerusalemme, innalzando muri, abbattendo ponti ed ogni via d’accesso. Era decisamente un integrista, xenofobo, non-accogliente, preconciliare, non-dialogante, non-ecumenista e non-aggiornato… . Egli mirava, così, sia a difendere Gerusalemme ed il Tempio da un attacco dall’esterno, sia a tenere a bada l’Akra ed i soldati siriaci che vi stazionavano (I Macc., XIII, 10).

Il generale siriano Trifone (che aveva fatto prigioniero Jonathan con l’inganno) si diresse a capo di un potente esercito verso Gerusalemme per liquidare ogni… … … Continua a leggere

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MACCABEI [2/4] ~ La Reazione “Integrista” dei Maccabei al “Modernismo” Ellenizante di Antioco Epifane: dall’Abominio della Desolazione nel Tempio di Gerusalemme (anno 167) a Simone Maccabeo (anno 141)

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Dall’Abominio della Desolazione nel Tempio di Gerusalemme (anno 167) a Simone Maccabeo (anno 141)

Dove Sono Oggi i Maccabei?

“Dove sono oggi i Maccabei?” si chiedeva Monsignor Marcel Lefebvre dopo “l’abominio” della “desolante” riunione pan-ecumenista in Assisi nel 1986, perpetrato dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II.

Nell’articolo precedente abbiamo visto come nell’Antico Testamento il Tempio di Gerusalemme, in cui c’era la Presenza reale di Jaweh (“Shekinah”), fosse stato profanato da pagani idolatri (il siriano Antioco IV Epifane, nel 167 a. C. e il romano Gneo Pompeo, nel 63 a. C.) in alcuni casi (Antioco) aiutati dal Sommo Sacerdote allora regnante (Menelao).

La Situazione Odierna nella Chiesa di Dio:

1°) Il Pan-ecumenismo di Assisi (1986-2016)

2°) L’Antropocentrismo del Vaticano II e del post-concilio

3°) La Nuova Messa di Paolo VI (1968/1969)

Antioco Abolisce il Sacrificio Perenne dell’Antica Alleanza

L’Abominio della Desolazione

Antioco Prescrive l’Idolatria Sotto Pena di Morte

Antioco: La Prima Persecuzione Religiosa della Storia

Arrivano i Maccabei

Giuda Maccabeo e la Riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme: 25 dicembre 164… … … Continua a leggere

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“Il Libro dei Salmi” commentato da Padre Sales [invito alla lettura]

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L’Editore Effedieffe (Proceno di Viterbo) procede speditamente con la ristampa della Sacra Bibbia (in 10 volumi) commentata dal famoso teologo ed esegeta domenicano, Maestro del Sacro Palazzo, (ossia il teologo ufficiale del Papa) e professore di Teologia dogmatica al Pontificio Collegio universitario Angelicum di Roma e poi di Esegesi all’Università di Friburgo in Svizzera, padre Marco Sales (prima edizione, Torino, LICE, 1912-1934).

Nel mese di gennaio del 2019 è uscito il V volume della seconda edizione (Effedieffe) su Il Libro dei Salmi (476 pagine, 23 euro1), che contiene anche il bellissimo, musicale, facilmente recitabile e poetico testo latino dei Salmi, secondo la Vulgata di S. Girolamo, oltre alla loro traduzione in italiano e le numerose ed esaustive note, ricche di spiegazioni del significato di ogni versetto dei 150 Salmi, delle varie e molteplici interpretazioni dei passaggi più difficili di essi, dell’esposizione delle opinioni dei Padri ecclesiastici, dei Dottori scolastici, dei teologi e degli esegeti moderni e contemporanei, di confutazione degli errori dell’ermeneutica protestantica e modernistica e di elevazioni di alta spiritualità (sulla dottrina contenuta in ogni Salmo), alle quali il Salterio invita l’anima che li legge e, soprattutto, li medita… … … Continua a leggere

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MACCABEI [1/4] ~ La Reazione “Integrista” dei Maccabei al “Modernismo” Ellenizante di Antioco Epifane: Da Alessandro Magno (356 a. C.) alla Costruzione della Statua di Giove Olimpico nel Tempio di Gerusalemme (167 a. C.)

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Da Alessandro Magno (356 a. C.) alla Costruzione della Statua di Giove Olimpico nel Tempio di Gerusalemme (167 a. C.)… … …Alessandro Magno (356 – 323 a. C.) sconfisse la Persia di Dario III nel 333 ad Isso, passò poi in Egitto (ove fondò la città di Alessandria), avanzò verso la Mesopotamia e batté di nuovo Dario III ad Arbela nel 331; quindi fu nominato re dell’Asia, inoltre conquistò tutta la Persia ed infine si spinse sino all’India (anno 326), fondando un immenso Impero euro/asiatico…. … …Alessandro era animato dall’idea ellenistica di fondere l’elemento greco e quello orientale in un Impero universale. Tuttavia, diversamente da quanto farà Antioco IV detto Epifane (da Epifania, ossia “Manifestazione di Dio” poiché Antioco IV si riteneva una “divinità”) nel 175 a. C., Alessandro Magno mostrò verso Israele una tolleranza religiosa benevola senza fargli subire danni e senza disturbarlo. Lasciò, infatti, come capo della comunità giudaica di Palestina il vecchio Sommo Sacerdote del Tempio di Gerusalemme, eletto dal Sinedrio, senza deporlo e… … …
… … …L’anno successivo, ossia nel 167, l’Epifane, che si diceva “Manifestazione di Dio”, ossia “dio” stesso, cominciò l’ultimazione del programma di “aggiornamento” dello Jawehismo iniziato con la depredazione del Tempio (“terrena amare et despicere coelestia / amare le cose terrene e disprezzare le celesti”) in combutta col Sommo Sacerdote. Antioco vide nell’Ellenismo l’arma morale per combattere Roma e si dette da fare per l’ellenizzazione forzata della Giudea, trucidando i “pre/ellenisti”… … …
… … …Purtroppo dalla rivolta maccabaica, doverosa e santa in sé, nacque nei Giudei uno cattivo spirito: una sorta di “Pre-Gnosticismo”, esageratamente nazionalista e sciovinista, che li portò a farsi un’idea falsa del Messia, come re temporale e militante… … …
… … …Molti Giudei, fedeli alla vera religione monoteistica dell’Antico Testamento, apostatarono sotto Antioco IV. I Giudei dovevano o modernizzarsi, gnosticizzarsi ed ellenizzarsi o essere martirizzati, restando fedeli a Jaweh. Parallelamente – oggi – i Cristiani debbono o diventare modernisti, accettando il Vaticano II o essere perseguitati, restando fedeli alla Tradizione apostolica18… … …Tuttavia, come vedremo nel prossimo articolo, nel medesimo anno 167, in cui il Tempio fu “ abominevolmente desolato”, rifulse anche l’eroismo dei Martiri e il valore epico dei fratelli Maccabei… … … Continua a leggere

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Iudea Capta [2/2]: Traiano, Adriano, Bar-Kokebà, la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme e la distruzione della Giudea (Parte Seconda)

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Seconda Parte: Traiano, Adriano, Bar-Kokebà, la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme
e la distruzione della Giudea

I prodromi di una nuova catastrofe:
La mentalità messianico/apocalittica giudaica, di fronte a tanto sfacelo, lungi dallo spegnersi si rafforzò vieppiù. Secondo i talmudisti “la catastrofe del 70 era stata l’ultima e la suprema prova, che Jaweh aveva voluto dalla sua nazione; ma, superata oramai la prova, non poteva mancare il trionfo. Anzi, la grandezza massima della prova e della sciagura era un indizio che si avvicinava il trionfo di grandezza massima, quello del Messia militante” (G. Ricciotti, Storia di Israele, Torino, SEI, 1933, 2° vol., p. 524).

La nuova rivolta si andava preparando… molto spesso i Giudei, nel corso della storia, a causa di questa mentalità messianico/apocalittica, hanno sfidato potenze più grandi di loro e sono stati sonoramente sconfitti, ma hanno sempre ricominciato a rivoltarsi. Per esempio, oggi Israele (bene armato, ma piccolo geograficamente) sta sfidando la Russia, reputandosi “eletto”, per la presenza non gradita a lei dell’Iran in Siria, nonostante gli avvertimenti di Putin, con il rischio di trascinare tutto il globo in una guerra nucleare mondiale… … … Continua a leggere

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Iudea Capta [1/2]: come si è arrivati alla distruzione di Gerusalemme e della Giudea (Parte Prima)

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Prima Parte: la Distruzione del Tempio di Gerusalemme

Prologo: Erode Agrippa II, il Tetrarca della Galilea dal 53 al 70 d. C1., nell’anno 66, alle prime avvisaglie della imminente guerra tra Roma e la Giudea fece il possibile per non farla scoppiare, fungendo da intermediario tra Roma (per la quale parteggiava) e gli estremisti nazionalisti Giudei o Zeloti, che cercava di ammansire.

Nel 66 tenne agli Zeloti un lungo discorso in Gerusalemme, in cui raccomandò loro di sottomettersi a Roma, ma il popolo gerosolomitano, fanatizzato dagli Zeloti, lo cacciò dalla città e lo prese a sassate… … … Continua a leggere

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Gli Atti degli Apostoli sfatano i luoghi comuni dei progressisti e dei neopagani sul cristianesimo

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I progressisti e i neopagani son soliti presentare il Cristianesimo (specialmente quello primitivo e pre-costantiniano) come una religiosità pacifista, buonista, rivoluzionaria, democratica, socialistoide, per i soli poveri, giudaizzante, modernista ed egualitarista.

Ora gli Atti degli Apostoli (scritti da S. Luca, divinamente ispirato, attorno al 60 d. C.) ci narrano la vita dei primi Cristiani e degli Apostoli dall’Ascensione sino alla prigionia di S. Paolo a Roma dal 61 al 63.

Quindi, se vogliamo capire quale fosse la dottrina e la pratica religiosa dei primi Cristiani dobbiamo studiare gli Atti… … … Continua a leggere

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Julio Meinvielle: “Dalla Cabala al progressismo”

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Invito alla lettura:
Le Edizioni Effedieffe hanno finalmente (dicembre 2018) tradotto e pubblicato integralmente in lingua italiana Dalla Cabala al Progressismo di don Julio Meinvielle1 (Buenos Aires, † 2 agosto 1973), “operaio militante e combattivo della Città di Dio”, come veniva comunemente chiamato in Argentina.

Nel libro l’Autore dimostra che la Storia umana è composta sostanzialmente da due correnti di pensiero, alle quali tutte le altre sono riconducibili come mutazioni accidentali. La prima è la Tradizione cattolica, rivelata da Dio ad Adamo, ai Pa­triarchi ed a Mosè, conservata e tramandata dall’antica Sinagoga mosaica (vera Chiesa di Dio nell’Antico Testamento) e denominata anche Càbala vera perché non pervertita dai Rabbini e dai Farisei. La seconda è la Càbala falsa e spuria o Gnosi, che trae origine dalla Càbala vera e pura (o Tradizione cattolica), essa fu pervertita in séguito dalla malizia dell’uomo tentato da Lucifero; il “Non serviam” e l’“Eritis sicut dii” costituiscono infatti il cuore della Gnosi o Càbala spuria.

L’origine degli errori antichi e moderni si trova nella falsa Càbala, la quale… … … Continua a leggere

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