Archivio dell'autore: doncurzionitoglia

Invito alla Lettura ~ “Spiritualità Contro Psicoterapia. La Vera Pace dell’Anima”, di Don Curzio Nitoglia

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Introduzione a cura di Antonio De Angelis.

L’editore effedieffe ha pubblicato recentemente il libro di don Curzio Nitoglia intitolato Spiritualità contro psicoterapia. La vera pace dell’anima (Proceno di Viterbo).

Don Curzio Nitoglia in questo libro confronta gli insegnamenti della psicoterapia freudiana e junghiana con i princìpi della teologia ascetica e mistica per dimostrare che solo quest’ultima può aiutare, con la grazia soprannaturale, l’uomo a guarire dalle sue “malattie spirituali”, ossia dai peccati; mentre la prima al massimo aiuta l’uomo a prendere coscienza delle sue patologie psichiche, ma non può far nulla perché ne esca fuori, anzi spesso non solo insegna ad accettarsi come si è ma addirittura spinge l’uomo a praticare il male morale per liberarsi dalle sue patologie……………. Continua a leggere

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Don Curzio Nitoglia in Conferenza, 1 Maggio2017

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“25 Aprile 1917-25 Aprile 2017, Cento Anni da Fatima”, Giornata di Conferenze a Reggio Emilia il 25/4/2017

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Bergoglio: “Gesù si é fatto serpente, diavolo e peccato”

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Il serpente e Bergoglio BERGOGLIO MEDITAZIO NE MATTUTINA NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE Nel segno della croce, Martedì, 4 aprile 2017, da: L’Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLVII, n.79, 05/04/2017. Ecco le linee di riflessione che il Pontefice ha … Continua a leggere

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Tutta la Veritá su Fatima

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Saverio Gaeta ha scritto recentemente un interessante libro intitolato Fatima. Tutta la verità. La storia, i segreti, la consacrazione (Cinisello Balsamo, San Paolo, 20171).

Raccomando lo studio e la meditazione di questo lavoro esaustivo sulla storia delle apparizioni della Madonna a Fatima nel 1917, di quelle successive a suor Lucia e sul terzo Segreto2. Nel presente articolo mi limito a riprendere alcuni temi trattati in questo libro e a farne qualche commento che possa essere di utilità spirituale per gli uomini che si trovano a vivere in questi tempi apocalittici, anticristici e di apostasia generale.

Nel 1946, rispondendo alla domanda se la statua appena terminata rappresentante la Madonna, (che le era apparsa nel lontano 1917) la raffigurasse bene, suor Lucia rispose: “No, non molto. Provai disappunto quando la vidi. In un certo modo è troppo gaia, troppo allegra. Quando vidi la Madonna, ella era piuttosto triste, direi come presa da compassione” (S. Gaeta, Fatima. Tutta la verità. La storia, i segreti, la consacrazione, cit., p. 22)……………….. Continua a leggere

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“TRE FONTANE”, di mons. Francesco Spadafora [libro completo]

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Per questa Santa Pasqua 2017 offriamo a voi in omaggio questo testo completo, redatto da mons. Francesco Spadafora nel 1984.
***
«TRE FONTANE» «Te beata, o Roma, che fosti consacrata dal sangue glorioso di due Principi: da esso così imporporata superi tutte insieme le bellezze dell’universo».
Così canta l’inno liturgico nella festa dei santi Apostoli, Pietro e Paolo.
Il primo fu crocefisso con la testa in giù ai piedi del colle Vaticano e sulle sue sacre spoglie sorge la omonima gloriosa Basilica. L’Apostolo delle Genti fu decapitato alle Aquae Salviae, l’attuale Tre Fontane. San Pietro cadde all’inizio della persecuzione, scatenata da Nerone per addossa-re ai cristiani il grande incendio che devastò Roma nel luglio del 64 d.C.
San Paolo invece tre anni dopo, nell’inverno del 67.
Le sue venerate spoglie sono custodite nella Basilica a lui dedicata, ma il suo martirio avvenne al terzo miglio dall’Urbe, dove sorge adesso la chiesetta di san Paolo, un po’ dietro la chiesa abbaziale dei Padri Trappisti alle Tre Fontane.
Là dunque cadde il suo capo e ammutolì per sempre quella voce che – dopo la visione di Damasco – non aveva pronunziato mai parola che non avesse il sapore di Cristo. Quella voce è perpetuata in parte nelle sue quattordici Lettere tutte emananti il calore dell’ardente amore per Gesù che colmava il suo cuore.
Un’antica tradizione narra che la testa dell’Apostolo, spiccata dal busto, facesse tre balzi per la china leggera e nei tre punti in cui toccò la terra, scaturissero miracolosamente tre zampilli di acqua, tre fontane. Da allora, non si parlò più di Aquae Salviae per indicare quella sacra zona, ma delle Tre Fontane…………… Continua a leggere

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S. Pasqua 2017

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Solgenitsin e il Ruolo dell’Ebraismo nella Rivoluzione Russa [quinta ed ultima parte]

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Quinta ed ultima parte IL RISVEGLIO DEL NAZIONALISMO EBRAICO E L’ESODO DEGLI EBREI-RUSSI IN ISRAELE La politica anti-sionista di Krusciov Beria nell’immediato dopo-Stalin ristabilì, nel luglio del 1953, le relazioni diplomatiche con Israele e sconfessò totalmente ogni accusa verso i … Continua a leggere

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Solgenitsin e il Ruolo dell’Ebraismo nella Rivoluzione Russa [4]

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Quarta parte DAGLI ANNI TRENTA ALLA MORTE DI STALIN In questo quarto articolo studieremo tre temi specifici: 1°) lo splendore dell’ebraismo in Urss negli anni Trenta, favorito dai rapporti tra l’alta finanza occidentale e il bolscevismo; 2°) l’apogeo dell’ebraismo in … Continua a leggere

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Solgenitsin e il Ruolo dell’Ebraismo nella Rivoluzione Russa [3]

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Terza parte La guerra civile (1919-1922) Dopo lo sterminio della famiglia imperiale (nel luglio del 1918 a Ekaterinenburg) i “vecchi russi”, ostili all’ideale del “nuovo russo” proprio del bolscevismo, si organizzarono nell’Armata Bianca e combattettero, finita la Grande Guerra, contro … Continua a leggere

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Solgenitsin e il Ruolo dell’Ebraismo nella Rivoluzione Russa [2]

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Seconda parte Gli ebrei a fianco dei bolscevichi nel 1917 Solgenitsin inizia la trattazione di questo argomento facendo una distinzione: il fatto che a fianco dei bolscevichi, a partire dall’ottobre del 1917, vi fossero molti ebrei è noto alla storia: … Continua a leggere

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Solgenitsin e il Ruolo dell’Ebraismo nella Rivoluzione Russa [1]

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Il ruolo dell’ebraismo nella Rivoluzione del febbraio 1917.
Aleksandr Solgenitsin (1918-2008) ha pubblicato nel 2002 la storia delle relazioni tra ebrei e Rivoluzione russa in due volumi, chiamata Due secoli insieme. Essa è stata tradotta in francese da Fayard di Parigi nel 2003 e nel 2007 dalle Edizioni Controcorrente di Napoli. Il primo volume tratta dell’Ottocento (Ebrei e Russi prima della Rivoluzione) e il secondo del Novecento (Ebrei e Russi durante il periodo sovietico).
Mi baso sostanzialmente sul secondo volume del Solgenitsin per svolgere il tema che mi sono proposto. Il lavoro dell’Autore è molto ben curato e ricco di riferimenti bibliografici specialmente russi. Per non appesantire il testo rinvio alla citazione del libro di Solgenitsin e chi vorrà potrà verificare le fonti che egli cita abbondantemente.
Nel prossimo articolo studieremo l’alleanza che portò l’ebraismo a fianco del bolscevismo vittorioso……………..
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Invito alla Lettura: “La Vita di Maria”, di Padre Gabriele Roschini

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L’Editore Effedieffe ripresenta, finalmente, la Vita di Maria di p. Roschini, che ebbe una prima edizione molto vasta e ricca di note nel 1945 per gli specialisti e una seconda ridotta, pur mantenendo l’essenziale, nel 1947, corretta e leggermente ampliata nel 19631.

Gabriele Roschini nacque il 19 dicembre del 1900 e nel 1918 entrò come novizio presso i Padri Serviti di Maria. Si addottorò in Filosofia e Teologia. Fu ordinato sacerdote nel 1924 e iniziò la sua missione apostolica e dottrinale presso il suo Ordine.

Fu, dapprima, Maestro dei Novizi e Direttore Spirituale di un Seminario nel Viterbese. Nel 1933 iniziò il ministero dell’insegnamento presso le Università Pontificie di Roma (il Marianum e il Lateranum). Molto ferrato in filosofia e in teologia scolastica tomistica, che lo hanno dotato di una profondità e precisione di giudizio notevolissime, si specializzò in Mariologia sistematizzandola manualisticamente e divenendo uno dei maggiori mariologi del Novecento. Fu pure Consultore del S. Uffizio e della Congregazione dei Riti e Vicario Generale dell’Ordine. Nel 1939 fondò la rivista Marianum. Morì a Roma il 12 settembre (festa del Nome di Maria) del 1977.

Le sue pubblicazioni sono innumerevoli, si contano oltre 900 titoli. Ha scritto anche di teologia ascetica e mistica, di dottrina sociale e di filosofia, ma soprattutto di Mariologia……….. Continua a leggere

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Bergoglio: l’Apoteosi del Soggettivismo Emozionalista [3]

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Terza parte Dio non è cattolico Una delle frasi choc di papa Francesco è “Io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, non esiste un Dio cattolico, esiste Dio” (A. M. Valli, 266. Jorge Mario Bergoglio. Franciscus P. P., … Continua a leggere

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Bergoglio: l’Apoteosi del Soggettivismo Emozionalista [2]

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Seconda parte La “Giustificazione” luterana e la “nuovissima morale” Il nominalismo, negando la realtà degli abiti entitativi o qualità stabili (per esempio, la salute/malattia naturale o la grazia/stato di peccato soprannaturale), che dispongono ad essere (nell’ordine naturale o soprannaturale), sconvolge … Continua a leggere

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Bergoglio: l’Apoteosi del Soggettivismo Emozionalista [1]

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Prima parte Il libro di Aldo Maria Valli Recentemente il vaticanista del TG1 Aldo Maria Valli ha pubblicato un libro interessante (2661. Jorge Mario Bergoglio. Franciscus P. P., Macerata, Liberilibri, 21072) sulle varie stonature di alcune frasi di Francesco I, … Continua a leggere

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La S. Scrittura e la Collegialità Episcopale

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La dottrina cattolica Secondo la dottrina cattolica tradizionale Gesù scelse Dodici Apostoli tra i quali elesse Pietro come loro Capo e conferì solo a lui l’autorità somma di pastore di tutto il gregge, di fondamento, di clavigero (padrone delle chiavi) … Continua a leggere

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Attualità dell’Insegnamento di Monsignor Luigi Carli sulla Collegialità Episcopale

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Nel 1964, durante i dibattiti conciliari sulla Collegialità episcopale, l’allora Vescovo di Segni monsignor Luigi Carli pubblicò un libro (La Chiesa a Concilio, Milano, Àncora, 1964) in cui affermava 1°) che il Concilio Vaticano I (1869-1870) ha definito il primato di giurisdizione del Papa sulla Chiesa universale e l’infallibilità personale del Romano Pontefice; 2°) che purtroppo, a causa dell’invasione di Roma da parte di casa Savoia (XX settembre 1870), il Vaticano I fu interrotto e non ha potuto definire alcunché sul restante tema della costituzione gerarchica della Chiesa per divina istituzione, pur essendo già pronto ed elaborato il materiale circa la fondamentale questione dell’Episcopato in sé ed in rapporto col Papato (op. cit., p. 197).

Nel suo libro monsignor Carli affronta la questione dei rapporti tra Papato ed Episcopato alla luce della Tradizione e della nuova dottrina collegialista, la quale ha preso piede “pastoralmente” nel Vaticano II e dimostra come essa da dottrina estranea alla Tradizione apostolica e al Magistero costante, tradizionale e dogmatico della Chiesa è diventata dottrina comune, anche se non dogmatica, a partire dal 1964.

Certamente l’interruzione del Concilio Vaticano I, che non è stato chiuso, ma si è dovuto fermare dopo un anno di lavori alla sola definizione riguardante il Papato (infallibilità e primato), ha lasciato monco il suo splendido lavoro e, non avendo potuto affrontare la questione dell’istituzione divina dell’Episcopato con tutte le conseguenze, può dare l’impressione di una parzialità in cui si studia la Chiesa solo quanto al Papato.

Ora questi due dogmi sul Papato debbono essere visti come il fondamento sul quale si realizza l’unità della struttura ecclesiale composta di una gerarchia, in cui il Papato non assorbe e soppianta l’Episcopato, ma lo solidifica e ne è il fondamento. La dottrina tradizionale parla, infatti, di un Episcopato monarchico universale o papale e di un Episcopato subordinato locale o diocesano.

Occorre, tuttavia, fare attenzione 1°) a non ridimensionare i due dogmi riguardanti il Papato come fanno i collegialisti, ma 2°) ad armonizzarli con l’istituzione divina dell’Episcopato subordinato, garantito e reso solido dalla “Roccia” del Papato…………………………. Continua a leggere

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Se Sia Lecito Parlare dei Castighi di Dio

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Il castigo è una pena o un male che la creatura razionale subisce per una colpa commessa. In breve il castigo è un male (malum poenae), che deriva da un altro male (malum culpae).

Dalla Rivelazione sappiamo che Dio aveva creato l’uomo in uno stato di felicità tale che, se egli non avesse peccato o fatto il male, non avrebbe sofferto nessuna pena (Gen., III, 8 ss.). In séguito al peccato originale, però, il male è entrato nel mondo sotto forma di colpa e di pena.
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Dal punto di vista teologico la pena inflitta da Dio a chi muore ostinato nella colpa grave è l’inferno2, che si divide in “pena del danno”, ossia la mancanza della visione di Dio e in “pena del senso”, che è la pena fisica e positiva del fuoco.
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Ma Francesco I vuol sentir parlare solo di Misericordia e non di Giustizia, salvo agire con rigore estremo nei confronti di coloro che osano ancora affermare, con la sana dottrina, che la Giustizia senza la Misericordia è crudeltà e la Misericordia senza la Giustizia è bonacceria e non Bontà………….. Continua a leggere

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Leone XIII, il Sacro Cuore e la Regalità Sociale di Cristo

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La devozione al Cuore di Dio, simbolo del Suo amore infinito per noi, la si trova già nell’Antico Testamento (Gen., VI, 6; 2 Sam., VII, 21; 1 Re, IX, 3; Ger., XXXII, 41; Os., XI, 8), come insegna Pio XII nell’Enciclica Haurietis aquas del 1956 in cui il Papa, presentando il culto al S. Cuore di Gesù come vessillo di salvezza per il mondo moderno, scrive che la società contemporanea è “inquinata di indifferentismo religioso e ligia ai princìpi del materialismo ateo e dell’edonismo laicista”, la cui diffusione è da attribuirsi alla “macchinazione degli uomini empi, i quali più che per il passato sembrano eccitati dal nemico infernale nel loro odio implacabile ed aperto contro Dio, contro la Chiesa e contro colui che in terra è il legittimo Vicario del divin Redentore”1.

Tale devozione ha conosciuto uno sviluppo straordinario per la pietà personale con S. Giovanni Eudes2 nel 1672 e con S. Margherita Maria Alacoque (1671-1690). Con Leone XIII (1878-1903) essa conosce un processo magisteriale di forte impulso sociale per spingere i cattolici alla restaurazione della Società cristiana3, che diverrà il motto di San Pio X: “Instaurare omnia in Christo”.

Purtroppo la Rivoluzione, iniziata nel Trecento col nominalismo di Occam e progredita col neopaganesimo e il cabalismo dell’Umanesimo e del Rinascimento, ingranditasi col luteranesimo e l’idealismo soggettivista filosofico avendo separato lo Stato dalla Chiesa con il liberalismo, aveva secolarizzato la Società civile una volta cristiana.

Leone XIII, oltre le sue magnifiche Encicliche sulla dottrina dei rapporti tra Stato e Chiesa, ha dato ai fedeli un culto religioso non solo individuale, ma anche sociale che li spingesse e li aiutasse a restaurare l’ordine capovolto dalla Rivoluzione in un’ottica di lotta frontale del cattolicesimo intransigente contro la modernità idealista e laicista.

La devozione al S. Cuore era quindi finalizzata non solo alla santificazione dei singoli cristiani, ma al ritorno della Chiesa nella società civile e alla riunione del Vangelo con essa……………….. Continua a leggere

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