FATIMA 1917/2017/2022

Saverio Gaeta ha scritto recentemente il libro intitolato Fatima. Tutta la verità. La storia, i segreti, la consacrazione (Cinisello Balsamo, San Paolo, 20171).

Questo libro è un lavoro esaustivo sulla storia delle apparizioni della Madonna a Fatima nel 1917, di quelle successive a suor Lucia e sul terzo Segreto2.

Serietà contro sentimentalismo

Nel 1946, rispondendo alla domanda se la statua appena terminata rappresentante la Madonna, (che le era apparsa nel lontano 1917) la raffigurasse bene, suor Lucia rispose: “No, non molto. Provai disappunto quando la vidi. In un certo modo è troppo gaia, troppo allegra. Quando vidi la Madonna, ella era piuttosto triste, direi come presa da compassione” (S. Gaeta, Fatima. Tutta la verità. La storia, i segreti, la consacrazione, cit., p. 22).

Il 19 agosto 1917 la Madonna «prendendo un aspetto più triste disse: “Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori perché molte anime vanno all’inferno poiché non c’è chi si sacrifichi per loro”» (cit., p. 35).

Il messaggio e l’espressione della Madonna sono improntati a serietà e a una certa “tristezza” per la sorte degli uomini che già nel 1917 vivevano in stato abituale di peccato mortale e morendo andavano all’inferno, mostrato dalla Madonna ai tre pastorelli in tutta la sua maniera più spaventosa della pena del senso e del danno. Che differenza con i messaggi dei “profeti di ottimismo”, “gai e allegri”, che a partire da Giovanni XXIII3 sino a Francesco I lasciano tranquilli e addormentati gli uomini sulla via dell’inferno, la quale dopo 100 anni è diventata un’autostrada! La “medicina della sola misericordia senza il rigore della giustizia” che Giovanni XXIII e il Vaticano II, in piena e perfetta sintonia con Francesco I secondo cui “Dio non castiga”, presentano all’uomo contemporaneo è in realtà un veleno. Il grave è che non solo gli uomini vivono nel peccato, ma che i Pastori della Chiesa li rassicurano in esso. Francesco I non ha forse affermato che “è meglio una convivenza di un matrimonio affrettato”? Giovanni Paolo II non ha forse insegnato (Enciclica Redemptor hominis del 1979, Dives in misericordia del 1980, Dominum et vivificantem del 1986) che tutti, volenti o nolenti, si salvano perché uniti indissolubilmente a Cristo per l’Incarnazione del Verbo? La Corredentrice, la Vergine Addolorata, la Mediatrice di ogni grazia sta sotto la Croce dalla quale pende il Figlio ancora oggi “dolorosa e lacrimosa”.

Vaticano II e Tradizione

Il 31 dicembre 1979 suor Lucia dedicò le sue penitenze «per le difficoltà che la Chiesa cattolica […] stava sperimentando nel processo di applicazione del Concilio Vaticano II fra le opposte tensioni della teologia della liberazione e del tradizionalismo. Infatti, leggiamo nel suo diario: “Com’è possibile Signore? La tua Chiesa non può perire! Non le hai promesso di starle vicino, sino alla fine dei tempi?”» (cit., p. 60).

Padre Joachim Maria Alonso, nel 1982, ha spiegato anche lui in questo senso la mancata rivelazione integrale del terzo Segreto: “Una rivelazione anticipata del testo avrebbe aggravato ulteriormente la frattura che continua a dividere in due la Chiesa: il Tradizionalismo, che avrebbe ricevuto manforte dalle profezie di Fatima e il progressismo, che invece si sarebbe scagliato contro queste apparizioni gridando che esse avrebbero fermato il progresso della Chiesa conciliare” (cit., p. 100)4.

In realtà si sa che la Madonna aveva previsto e predetto “un cattivo Concilio [il Vaticano II in sé e non la sua lettura fatta dai teologi progressisti, ndr] e una cattiva Messa [la Messa di Paolo VI5, ndr]” (cfr. S. Gaeta, cit., pp. 113-114). Non si tratta di una lettura errata del Concilio ma della sua rottura oggettiva con la Tradizione apostolica6.

La situazione è talmente grave, già a partire dal Vaticano II (1962-1965), che Lucia esclama: “Com’è possibile Signore? La tua Chiesa non può perire! Non le hai promesso di starle vicino, sino alla fine dei tempi?”. Solo la promessa di Gesù: “Le porte degli inferi non prevarranno” (Mt., XVI, 18) e “Io sto con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo” (Mt., XXVIII, 20) ci danno la forza per sormontare un’ambascia così grave come quella suscitata da “un cattivo Concilio e una cattiva Messa”.

Soprattutto oggi, con le esternazioni di papa Francesco, i fedeli rimangono sconvolti e disorientati e, come Lucia, si chiedono “com’è possibile tutto ciò?”. Il perché di questo “mistero d’iniquità” sfugge alla nostra ragione, ma il fatto è evidente. Perciò occorre mantenere il principio della perennità della Chiesa, che non è finita e non negare il fatto della grave crisi che l’ambiente ecclesiale sta attraversando. San Beda il Venerabile ha esclamato: «La Chiesa talvolta è anche sporcata e contaminata di modo che, se fosse possibile, il suo Redentore in queste circostanze, sembrerebbe averla abbandonata completamente» (In Marcum, cap. VI, lib. II, cap. XXVIII, tomo 4).

I peccati delle Nazioni

In una conversazione privata suor Lucia affermò: “Se il Portogallo non approverà l’aborto è salvo; ma se invece lo approverà, dovrà soffrire molto. Per il peccato di un singolo individuo paga la persona che ne è responsabile, ma per il peccato di una Nazione paga tutto il popolo. Perché, i governanti che promulgano le leggi inique, lo fanno in nome del popolo che li ha eletti” (cit., p. 68).

Cosa dire, perciò, quando in Italia la legge sul divorzio è passata per l’inerzia e il silenzio di Paolo VI? E soprattutto cosa dire dell’approvazione di papa Francesco della Comunione data ai divorziati che si ostinano a vivere more uxorio, della coppie di fatto e delle coppie omosessuali? Se il Portogallo negli anni Settanta avrebbe dovuto soffrire molto per l’approvazione della legge sull’aborto, cosa succederà al mondo odierno che ha aggiunto innumerevoli altre leggi contrarie a quella naturale e divina? Sembrerebbe che il castigo predetto dalla Madonna nel 1917 stia per abbattersi su di noi perché non solo il mondo non si è convertito, ma si è depravato ulteriormente sia quantitativamente che qualitativamente.

La profezia della Madonna di Akita, nel 1973, secondo cui un “Diluvio universale di fuoco, molto più grave di quello di acqua ai tempi di Noè”, si sarebbe abbattuto sull’Umanità ben presto, perché le abominazioni pubbliche e legalizzate delle Nazioni gridavano, già allora, vendetta al cospetto di Dio.

Una nuova visione interiore del 1944

«Il 3 gennaio 1944 […] Lucia ebbe una nuova visione interiore: “Montagne, città, paesi e villaggi con i loro abitanti vengono sepolti; il mare, i fiumi e le nubi escono dagli argini, debordano, inondano e trascinano con sé in un vortice un numero incalcolabile di case e persone: è la purificazione del mondo dal peccato in cui si è immerso”» (cit., pp. 70-72).

Alcuni segni già li riscontriamo e se qualche sacerdote o cardinale osa farlo notare viene castigato senza “misericordia” da papa Bergoglio. Ora, se anche il Pastore supremo si è smarrito e deviato cosa ne sarà del gregge? “Montagne, città, paesi e villaggi con i loro abitanti vengono sepolti; il mare, i fiumi e le nubi escono dagli argini, debordano, inondano e trascinano con sé in un vortice un numero incalcolabile di case e persone: è la purificazione del mondo dal peccato in cui si è immerso”. È triste ma è la realtà che sta sotto i nostri occhi e che si vuol schiacciare come fece Pinocchio col grillo parlante.

Fatima e “Amoris laetitia” (19 marzo 2016)

«Come ha documentato il cardinale Caffarra, citando una lettera che ricevette da suor Lucia agli inizi del 1981 […], in cui è scritto: “Lo scontro finale tra il Signore e il regno di satana sarà sulla famiglia e sul matrimonio. Non abbia paura, perché chiunque lavora per la santità del matrimonio e della famiglia sarà sempre combattuto e avversato in tutti i modi”» (cit., p. 127).

È stata significativa, da parte di un’autorità vaticana come il cardinale Amato, che certamente ha avuto accesso a tutto l’incartamento di suor Lucia, l’attualizzazione del terzo Segreto ai tempi di papa Bergoglio” (cit., p. 113).

Tutti sanno che è in corso un aspro dibattito nell’ambiente ecclesiale, che vede in contrapposizione una parte del Collegio cardinalizio (tra cui il cardinal Caffarra) e del Corpo episcopale con Francesco, il quale con la sua Esortazione Amoris laetitia (19. III. 2016) ha intaccato la dottrina cattolica soprattutto sul Sacramento del Matrimonio come pure della Confessione e dell’Eucarestia ed ha inferto alla famiglia, già disastrata, un colpo che senza l’aiuto dell’onnipotenza divina, sarebbe mortale.

Quindi, è verosimile pensare “l’attualizzazione del terzo Segreto ai tempi di papa Bergoglio” (cit., p. 113), poiché Lo scontro finale tra il Signore e il regno di satana sarà sulla famiglia e sul matrimonio” (cit., p. 127).

Benedetto XVI a Ingo Dollinger: “Un cattivo Concilio e una cattiva Messa”

«Il 15 maggio del 2016 il sito www.oneopeterfive.com ha pubblicato una notizia fornita dal professor Ingo Dollinger, antico amico personale di Joseph Ratzinger, su una conversazione intercorsa fra loro poco dopo l’anno 2000: “Vi è più di quello che abbiamo pubblicato” disse Ratzinger e disse anche a Dollinger che la parte del Segreto pubblicata è autentica e che la parte non pubblicata del Segreto parla di “un cattivo Concilio e di una cattiva Messa”, che sarebbero sopraggiunte nel prossimo futuro» (cit., pp. 113-114).

Il Vaticano ha smentito, ma il professor Dollinger ha confermato di aver sentito dal suo amico Joseph Ratzinger quanto riportato sopra.

La grande importanza del Rosario

«Nella lettera del 16 settembre 1970 a madre Maria José Martins Lucia scrisse: “Il Rosario è, dopo la sacra liturgia eucaristica, l’orazione che più ci riporta allo spirito i misteri della fede. […]. Perciò, il demonio gli ha fatto tanta guerra! Il peggio è che è riuscito a illudere e a ingannare anime piene di responsabilità per la carica che occupano! Sono ciechi che guidano altri ciechi! E vogliono appoggiarsi al Concilio”» (cit., p. 151).

Molti cattivi pastori insegnano a disprezzare il Rosario. Sta a noi fare il contrario, come ci ha insegnato la Chiesa e ci ha ricordato la Madonna a Fatima, recitando il S. Rosario tutti i giorni.

La pace nel mondo

Nel suo diario “O meu caminho”, suor Lucia ha scritto: “Manca la pace perché manca la fede, manca la penitenza, manca la preghiera pubblica, collettiva. Recitate il Rosario tutti i giorni” (cit., p. 152).

Nella varie riunioni pan-ecumeniche per chiedere la pace (Assisi, 1986-2016) è mancata la fede perché si son messe tutte le religioni e tutti gli Dei su un piede di parità, è mancata la penitenza perché bisogna essere “gai e allegri” ed è mancata la preghiera perché il Rosario è sorpassato e preconciliare. Ed è per questo che le guerre si son moltiplicate nel mondo sino a esser giunti alla soglia di una Terza Guerra Mondiale e nucleare (v. la guerra Russia/Ucraina e Nato, marzo 2022).

Il 2017 cento anni dall’apparizione a Fatima

Saverio Gaeta, come molti altri autori, fa un raffronto tra quel che successe in Francia nel Settecento e quel che è successo in Portogallo nel Novecento.

«Il 17 giugno 1689 Gesù era apparso a suor Margherita Maria Alacoque e le aveva detto di far giungere a re Luigi XIV quattro richieste da parte sua: inserire il S. Cuore nello stemma reale […]. Né il re sole, né i suoi successori Luigi XV e Luigi XVI diedero compimento a tale sollecitazione: nel giugno del 1789, esattamente a 100 anni da quell’appello, ebbe inizio il movimento rivoluzionario che portò all’arresto di Luigi XVI» (cit., p. 171).

Ora, è lampante che la consacrazione della Russia richiesta dalla Madonna nel 1917 e che avrebbe dovuto essere fatta dal Papa assieme a tutti i Vescovi del mondo non è stata mai compiuta (anche nel 1982 e 1984) come la Madonna aveva chiesto (con i Vescovi sotto il Papa e nominando esplicitamente la Russia7). Quindi, non si può non pensare – nella situazione attuale di probabile guerra mondiale nucleare, che stiamo vivendo in Ucraina – come a qualcosa che potrebbe essere l’inizio dei castighi predetti dalla Madonna, se il mondo non si fosse convertito.

Le epoche più buie sono anche le più belle perché quando finisce la notte inizia l’aurora e segue il pieno giorno. Quando Gesù spirò sulla Croce vinse il diavolo e redense il mondo.

Oggi dobbiamo sollevare il capo perché dopo aver attraversato un lungo tunnel che si è fatto completamente buio (“tenebrae factae sunt”) con Francesco I si potrà, tra poco, iniziare a “rivedere le stelle”.

Pubblicato in anteprima da “Radio Spada” il 13 aprile 2022

don Curzio Nitoglia


2“Il volume ripercorre l’intera storia dei cento anni di Fatima, dettagliando ogni aspetto, relativo alle richieste divine, alle tre parti del Segreto, alla consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, alle devozioni suggerite dalla Vergine del Rosario. Ne emerge un affresco definitivo, che fa chiarezza anche sugli aspetti problematici e sulle polemiche che negli ultimi tempi hanno suscitato dubbi e interrogativi riguardo alla pubblicazione integrale dei messaggi della Madonna” (dalla copertina del libro). Riguardo al terzo Segreto si può leggere: Marco Tosatti, Il segreto non svelato, (Casale Monferrato, Piemme, 2002) e Antonio Socci, Il quarto segreto di Fatima, (Milano, Rizzoli, 2006).

3Giovanni XXIII nel Discorso di apertura del Concilio (11 ottobre 1962) ha detto: “feriscono talora l’orecchio suggestioni di persone […] che nei tempi moderni non vedono che prevaricazione e rovina; vanno dicendo che la nostra età, in confronto con quelle passate, è andata peggiorando. […]. A Noi sembra di dover dissentire da cotesti profeti di sventura, che annunziano sempre eventi infausti […]. Sempre la Chiesa si è opposta agli errori, spesso li ha condannati con la massima severità. Ora, la sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia, piuttosto che quella della severità” (Enchiridion Vaticanum, Documenti. Il Concilio Vaticano II, EDB, Bologna, IX ed., 1971, p. [39] e p. [47]).

4Cfr. J. M. Alonso, De nuevo el Secreto de Fatima, in “Ephemerides mariologicae”, 1982, fasc. L, p. 93.

5Quanto alla “Nuova Messa” del 1969, detta anche “Messa del Concilio”, i cardinali Alfredo Ottaviani e Antonio Bacci, scrissero nel Corpus Domini del medesimo anno a Paolo VI nella “Lettera di presentazione al Breve Esame Critico del Novus Ordo Missae” che il nuovo Rito rappresenta «sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della S. Messa, quale formulata nella Sessione XIII del Concilio di Trento. […]. Sempre i sudditi, al cui bene è intesa una legge, laddove questa si dimostri viceversa nociva, hanno avuto, più che il diritto, il dovere di chiedere al legislatore l’abrogazione della legge stessa».

6Cfr. Brunero Gherardini, Concilio Ecumenico Vaticano II. Un discorso da fare, Frigento, Casa Mariana Editrice, 2009; Id., Concilio Vaticano II. Il discorso mancato, Torino, Lindau, 2011.

7Nominare e consacrare la Russia esplicitamente oppure solo la Russia e null’altro? “Radio Spada”, in un interessante articolo di “Guelfo Rosa”, il 25 marzo del 2022, risponde: «Nel testo di Francesco si legge: “Affidiamo e consacriamo […] specialmente la Russia e l’Ucraina”». Per quanto riguarda l’aver nominato anche l’Ucraina, qualcuno obietta che la Madonna avrebbe domandato: «Non il mondo intero! La Russia, la Russia!» come avrebbe detto, nel 1947, Suor Lucia, secondo quel che scrive padre Mac Glynn. Inoltre, dopo la consacrazione fatta da Giovanni Paolo II il 13 maggio del 1982 a Fatima, sempre Suor Lucia avrebbe detto: «La consacrazione della Russia e della sola Russia, senza alcuna aggiunta» (citata da B. Labouche, La consécration de la Russie au Coeur Immaculé de Marie, 24 marzo 2022, in “La Porte Latine”) e, in una lettera a padre Umberto Pasquale, il 13 aprile 1980, la religiosa, scriveva: «Nostra Signora a Fatima, nella sua domanda, si riferisce solamente alla consacrazione della Russia». Il testo che porrebbe le maggiori difficoltà mi sembra essere quello, riportato da don Bertrand Labouche, che avrebbe proferito Suor Lucia dopo la consacrazione del 1982: «… della sola Russia, senza alcuna aggiunta». Infatti, la Russia è stata nominata e consacrata, ma assieme all’Ucraina. Ora se veramente si dovesse prendere come dettato dalla Madonna e in senso stretto «… della sola Russia, senza alcuna aggiunta», si dovrebbe concludere che la consacrazione è stata solo parziale. Tuttavia, la frase è stata riportata come pronunciata da Suor Lucia nel 1982, ma non ci si dice esattamente dove; mentre tutte le altre locuzioni della Madonna a Fatima parlano di consacrazione della Russia, non di “affidamento”, non di “tutta l’umanità”, ma neppure «… della sola Russia, senza alcuna aggiunta». Perciò, mi sembra che la consacrazione possa esser ritenuta valida. Infine, Francesco ha richiesto ai Vescovi di tutto il mondo, tramite il canale formale delle Nunziature apostoliche di ogni Nazione di unirsi a lui, il 25 marzo del 2022, per consacrare la Russia e l’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria. Ora il Nunzio Apostolico rappresenta il Papa nella Nazione in cui egli è Nunzio. Quindi, mi sembra che la “richiesta” fatta da papa Bergoglio sia una specie di comando fatto all’Episcopato di tutto il mondo, tramite i Nunzi, ossia i rappresentanti del Papa nelle varie Nazioni della terra.

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