INTRODUZIONE alla SECONDA EDIZIONE di “GIUDEOAMERICANISMO”

INTRODUZIONE
alla
SECONDA EDIZIONE
di
GIUDEOAMERICANISMO”
~
Curzio Nitoglia
Effedieffe


I

Proemio

L’Editore Effedieffe ha deciso di ristampare Curzio Nitoglia, Giudeoamericanesimo. Il problema dell’ora presente1 che uscì la prima volta nel 2005 per le Edizioni Effepì di Genova.

La nuova edizione contiene alcune modifiche, soprattutto per quanto riguarda le note (che in questo libro sono di capitale importanza), le quali nella vecchia edizione, erano state accorpate alla fine del libro, occupandone una gran parte, essendo numerose e assai lunghe; mentre nella presente – più giustamente – sono state messe a piè di pagina, aiutando così il lettore a capire meglio tutto quanto scritto nelle pagine del libro, che viene provato nelle note, le quali, perciò, rappresentano in questo studio una specie di “libro nel libro”.

Dopo 17 anni il libro è ancora più attuale di allora; infatti, il Nuovo Ordine Mondiale, oramai, dal 2019 sino a oggi è stato installato come una tirannia su scala globale, in tutto l’universo mondo, tranne alcune “Patrie” (tipo la Russia) che cercano, più o meno, di resistere al Globalismo.

Abbiamo costatato che il Giudaismo postbiblico – a) sia nella sua versione cabalistica (Lubavitch) sia b) bancaria (Deep/State) –dirige ampiamente, ora più ora meno, anche le realtà che sembrano essere contrapposte tra di loro: siano esse gli Usa sia il variegato fronte antiatlantico.

Il problema del momento presente è, perciò, quello di acquisire delle idee chiare su queste due entità che dirigono il mondo: l’Americanismo e il suo padre, ossia il Giudaismo postbiblico, il quale è un’unica entità seppure divisa in diverse ramificazioni.

Il presente libro svolge questi due temi (Giudaismo e Americanismo) alla luce della divina Rivelazione, della Tradizione apostolica e della retta filosofia perenne.

Sta a noi studiare cosa siano il Giudaismo e l’Americanismo da un punto di vista teologico/filosofico e poi geo/politico per vedere poi come essi cerchino di modellare il mondo a loro immagine e somiglianza.

Il mondo odierno è quasi totalmente cabalizzato e americanizzato.

Cerchiamo, dunque, di riassumere brevemente i principali punti che possano permetterci di orientarci nel pandemonio che, oramai, dal 2019, regna sovrano in tutto il mondo e che ci sta portando sempre di più verso una terza guerra mondiale nucleare, che rischia di deflagrare a partire dalla situazione che si è venuta a creare in Ucraina/Donbass nel gennaio del 2022.

II

Il Giudeo/cristianesimo americanista

Negli Usa (sin dal XVIII secolo) il Giudeo/cristianesimo puritano ha prevalso2, e (nel XX secolo) ha invaso anche l’Europa (specialmente a partire dalla fine della seconda guerra mondiale); anzi esso è addirittura penetrato in ambiente cattolico con la dichiarazione Nostra aetate del Concilio Vaticano II (28 ottobre 1965); con l’insegnamento di Giovanni Paolo II a Magonza (17 novembre 1980) sull’«Antica Alleanza mai revocata» e a Roma (13 aprile e 31 dicembre 1986) sugli “Ebrei fratelli maggiori dei Cristiani” […] “nella fede di Abramo”3.

L’America è una sorta di nuova Sion o nuova “Terra Santa” che – nel secolo XVIII – doveva accogliere gli ebrei dispersi (a partire dal 70 d.C.) e “discriminati teologicamente” nel vecchio mondo. Perciò, non si può capire la natura dell’Americanismo senza aver studiato l’essenza del Giudaismo talmudico e cabalistico.

L’Ebraismo in America ha esercitato una certa pressione sul governo statunitense affinché s’impegnasse per fargli ottenere in Europa la piena libertà come già l’aveva ottenuta in America. Gli Stati Uniti rappresentano – perciò – il “braccio armato del Giudaismo”, contro l’intransigenza dottrinale e l’intolleranza dogmatico/teologica (e conseguentemente politico/sociale) della Vecchia Europa (una volta pienamente) cristiana, che è sostanzialmente diversa dall’Unione Europea nata, ufficialmente, a Maastricht il 1° novembre del 1993.

Tutto ciò è stato possibile poiché l’intera tradizione puritana americana era ed è profondamente imbevuta di Giudaismo postbiblico. Infatti, gli Stati Uniti non hanno conosciuto il cosiddetto medioevo o cristianità europea teologicamente antigiudaica. L’America, perciò, è nata senza linfa medievale e priva d’antigiudaismo dottrinale. Il puritanesimo americano fornisce una lettura millenaristica e carnalmente materiale (più che genuinamente letterale) dell’Antico Testamento, vedendo negli Stati Uniti il “precursore” del “messia temporale e condottiero” che sarebbe lo Stato d’Israele.

Il pensiero di Gioacchino da Fiore è fondamentale per capire la genesi del millenarismo giudaico/americano. In piena Cristianità medievale (XII secolo) confessionale e quindi teologicamente discriminatoria nei confronti dei non/cristiani, il gioachimismo proponeva, come alternativa, una filosofia millenaristica della storia, secondo la quale nella terza era dello Spirito gli ebrei, come elemento primario (oggi si direbbe come “fratelli maggiori”), si sarebbero uniti (primeggiando) ai cristiani come elemento secondario (oggi “fratelli minori” minoritari e minorati). Ebrei e cristiani avrebbero, così, formato un’unica società o chiesa pneumatica con il primato ontologico – proprio del Giudeocristianesimo ebraizzante del II secolo – degli israeliti sui cristiani.

Il gioachimismo è un ecumenismo ante litteram, dato il suo carattere essenzialmente irenico e giudaizzante. Esso è in rottura con la fede cattolica (come notarono subito s. Bernardo di Chiaravalle e s. Tommaso d’Aquino) soprattutto per quanto riguarda i rapporti tra Nuova e Antica Alleanza (già secondo Gioacchino “mai revocata”), inverate dalla terza Alleanza dello Spirito. Inoltre, i discepoli di Gioacchino, tra il XIII e il XV secolo, hanno esplicitato il pensiero del maestro in senso ancor più giudaizzante: l’ebraismo è ancor maggiormente benedetto da Dio nella terza era, pur restando tale. Da Israele nascerà un secondo messia (militante o idea mondialista di dominio temporale). Roma sarà rimpiazzata da Gerusalemme, che sarà il centro di una nuova fede cristiana più spirituale e pura. Il mondo sarà trasformato sotto la guida degli ebrei come Nazione dominante e preponderante.

Il “puritanesimo” ante litteram degli antichi farisei, antitrinitario e anticristiano (175 a. C. – II secolo d. C.), tramite il gioachimismo medievale (XII–XV secolo), si fonde col protestantesimo puritano americano (XVII–XXI secolo) che giunge a rinnegare la SS. Trinità e la divinità di Cristo. Il puritanismo farisaico gioachimita è il creatore dell’ideale o dello spirito americano. Esso è una specie di talmudismo per i gojim o di protestantesimo calvino/anabattista giudaizzante fondato sui due dogmi principali: a) la totale libertà dell’uomo (liberalismo libertario, liberista e libertino); b) la supremazia della Nazione eletta: l’America (o nuova “Terra Santa”) sul resto del mondo.

III

Natura dell’Americanismo e suoi rapporti col Giudaismo

A partire da quanto visto, seguendo inoltre l’insegnamento magistrale di monsignor Henri Delassus4, si può asserire che tra tutti i soggetti inquietanti del mondo attuale, l’America del nord non è dei minori. Infatti, ciò che la caratterizza è “l’audacia nelle imprese industriali e commerciali ed anche nei rapporti internazionali, calpestando essa tutte le leggi della civiltà cattolico–romana” (H. Delassus, L’Américanisme et la Conjuration antichrétienne …, cit., p. 1).

L’aspetto più preoccupante dell’Americanismo è quello dei “suoi rapporti con le speranze e i progetti del Giudaismo, specialmente con le tendenze anticristiane delle leggi del mondo moderno e della società americana che aspira a possedere il monopolio del pensiero rivoluzionario” (ibidem, p. 7).

Infatti, “esiste una congiura anticristiana che lavora, tramite rivoluzioni e guerre, a indebolire e, se fosse possibile, ad annichilire le nazioni cattoliche, per dare l’egemonia a quelle protestanti come l’America, la Germania e la Gran Bretagna” (ibidem, nota n. 1, p. 7).

Uno degli «elementi distintivi della “Missione americana” è il ritorno all’unità di tutte le religioni, tramite la distruzione delle barriere e delle differenze, giungendo a un Congresso della tolleranza internazionale delle religioni per lottare unite contro l’ateismo» (ib., p. 124).

L’indifferentismo o la tolleranza per principio, cui tende l’Americanismo, consiste nell’equiparare “tutte le religioni, come egualmente buone” (ib., p. 85).

La cospirazione anticattolica penetra dappertutto, per distruggere – se fosse possibile – la Chiesa e innalzare al suo posto l’israelitismo liberale e umanitario” (p. 89). “Tale cospirazione è diventata universale” (ib., p. 90). “Tra spirito ebraico e americanista c’è un punto di contatto nei principi del 1789” (ib., p. 91).

Purtroppo l’ideale religioso e geopolitico americanista (circa cinquanta/settanta anni dopo la condanna di Leone XIII) si è realizzato 1°) spiritualmenteinizialmente e in maniera latente – nel Concilio Vaticano II e poi – compiutamente e apertamente – ad Assisi nel 1986 e infine – parossisticamente – con papa Francesco e 2°) temporalmente con il teo/conservatorismo anglo/statunitense (dei repubblicani conservatori: Thatcher, Reagan, Bush padre e figlio, che è stato continuato in politica estera anche dal democratico progressista Barak Obama) giungendo al suo completamento radicale con Biden. Infatti, «gli americanisti dicono che le idee ebraico/americane sono quelle che Dio vuole per tutti i popoli del nostro tempo. Ebraismo e Americanismo credono di aver ricevuto una “missione divina” sul mondo intero. Purtroppo l’influenza dell’America con il suo spirito di libertà assoluta, s’estende sempre di più tra le nazioni, di modo che l’America dominerà le altre nazioni» (ib., pp. 187–188).

L’America sembra essere la “Nazione dell’Avvenire” (ib., p. 190). Tuttavia, “se tale avvenire sarà quello dello sviluppo industriale e commerciale, sociale e politico secondo i principi del 1789; ossia, il progresso materiale e l’indipendenza assoluta dell’uomo da ogni autorità, anche divina; l’era che vedremo sarà la più disastrosa mai conosciuta. In essa, l’America distruggerà le tradizioni nazionali europee per fonderle nell’unità o pax americana” (ib., pp. 191–192).

La base, o il minimo denominatore comune, di tale mistura di religioni, popoli, culture, è un moralismo sentimentale o “una vaga morale” (ib., p. 192) soggettiva ed autonoma kantiana, “indipendente dal dogma, ove ognuno è libero d’interpretarla a modo suo” (ib., p. 130).

Monsignor Delassus si spiega ancor meglio scrivendo che: “Vi è un’intesa tra Ebraismo e Americanismo per sostituire la religione cattolica con questa Chiesa ecumenista o mondialista, questa pseudo religione democratica, di cui l’Alleanza Israelita Universale prepara l’avvento” (ib., p. 193).

L’Americanismo è lo strumento del Giudaismo liberale e filantropico/umanitario, il quale ha rimpiazzato la “fede” del Giudaismo ortodosso (in un messia personale e militante, che avrebbe ridato a Israele il dominio sul mondo intero) con la “credenza umana” dell’Ebraismo liberale (in un “messia idea”, ossia il mondo moderno, nato dall’Umanesimo, Protestantesimo e Illuminismo rivoluzionario, inglese, americano e francese, che farà cadere il mondo nel relativismo e nell’irenismo, i quali eroderanno il Credo cattolico e quel che resta ancora della Cristianità europea), “per condurre l’umanità, dolcemente, verso la Nuova Gerusalemme” (ib., p. 195).

Lo spirito del “Mondo Nuovo” o dell’Americanismo è caratterizzato (secondo il Delassus) dai princìpi dell’89, che sono “l’indipendenza dell’uomo da ogni potere umano e anche divino” (ib., p. 196), vale a dire i diritti (o il culto) dell’uomo e lo spodestamento di Dio e della sua Chiesa.

L’Americanismo ha un duplice aspetto:

a) aspetto politico

Esso è caratterizzato da un certo cosmopolitismo, che porta al mondialismo e alla globalizzazione, le quali infiltrandosi in ogni nazione la corrompono per dominarla.

Tale “regno o repubblica universale” è il sogno dell’Alleanza Israelita Universale, “centro, focolaio e vincolo della congiura anticristiana, alla quale l’Americanismo porta un appoggio considerevole” (ib., p.15).

Il Giudaismo talmudico si basa sulla lettura materiale (più che letterale) delle profezie del Vecchio Testamento.

Delassus scrive: “Leggete queste profezie nel significato materiale/terreno e vi troverete la risposta all’enigma: la spiegazione dell’attività febbrile giudaica, il sogno dell’Ebraismo. Esso si crede, ancor oggi, il popolo destinato da Dio a dominare, materialmente e temporalmente, su tutte le nazioni […] tramite la finanza, le banche, la stampa e i mezzi di comunicazione di massa” (ib., pp. 20–21).

Il punto d’incontro tra Giudaismo e Americanismo va ricercato nei princìpi rivoluzionari del 1789, e particolarmente in due tesi: “1°) Che tutte le nazioni rinuncino all’amor di Patria e si fondino in una repubblica universale; 2°) che gli uomini rinuncino, egualmente, a ogni particolarità religiosa per confondersi in una stessa vaga religiosità” (ib., p. 25).

Questi ideali sono portati avanti dall’Alleanza Israelitica Universale, fondata nel 1860 dall’ebreo e massone Adolfo Crémieux, gran maestro del Grande Oriente di Francia.

L’A.I.U. “non era soltanto un’internazionale ebraica, essa mirava più in alto: essere un’associazione aperta a tutti gli uomini senza distinzione di nazionalità, né di religione, sotto l’alta direzione d’Israele… Essa vuol penetrare in tutte le religioni, come è già penetrata in tutti i Paesi e far cadere le barriere, che separano ciò che un giorno dovrà essere unito in una comune indifferenza” (ib., pp. 26–27).

b) aspetto religioso

L’Americanismo si serve dell’esoterismo, del massonismo e dell’ecumenismo per infiltrare la religione cattolica e – se fosse possibile – distruggerla.

La massoneria ha le stesse pretese e le esprime con le stesse parole” (ib., p. 29). Il Giudaismo liberale è ancora più chiaro quando dice che bisogna tendere verso “una nuova Gerusalemme la quale deve sostituire Roma […]. La stirpe ebraica vuole stabilire il suo regno sul mondo intero, nell’ordine temporale e in quello spirituale” (ib., p. 30).

Anche l’Americanismo si serve delle società segrete per ottenere i suoi scopi per rovinare le Patrie e la religione. La nuova “repubblica universale sarà governata dal popolo ebraico, unica vera genìa cosmopolita, apolide e universale” (ib., p. 33). E infine “dall’Anticristo, supremo dittatore divenuto l’unica deità di questo nuovo mondo” (ib., p. 42).

Gli Stati Uniti hanno il triste “privilegio di distruggere le tradizioni e le specificità nazionali e religiose europee per fonderle nell’unità americana” (ib., p. 44).

L’Americanismo è “assolutamente convinto che gli Stati Uniti sono predestinati a produrre uno stato sociale, superiore a quello che si è vissuto sino ad ora” (ib., p. 130).

Un altro caposaldo dell’Americanismo è l’evoluzionismo religioso (cfr. ib., pp. 101–108), secondo cui il dogma evolve o cambia radicalmente, sostanzialmente in maniera eterogenea e non omogenea; ossia si passa da una verità a un’altra, secondo il bisogno e le esigenze dei tempi (cfr. ib., p. 109).

L’altro pilastro su cui si basa l’Americanismo è l’ecumenismo. Monsignor Delassus (ib., p. 133) ci informa che a Chicago, tra l’11 e il 28 settembre del 1893 si svolse un Congresso o Concilio ecumenista di tutte le religioni (tranne la cattolica). In tale conciliabolo si stabilì che “la Chiesa cattolica dovesse fare le concessioni più generose verso le altre religioni” (ib., p. 134): naturalmente Roma condannò. Tuttavia, non si può non notare come nel 1962–1965 tali idee americaniste siano penetrate ed esplose anche in ambiente cattolico durante il Concilio Vaticano II.

Anche un pensatore laico, Sergio Romano, ha potuto notare che mentre il Concilio Vaticano I aveva affermato il primato del Papa, il Vaticano II ha insegnato la collegialità; mentre Pio IX ha condannato la modernità, Paolo VI l’ha abbracciata.

Inoltre, si sarebbe voluto, già nel 1893, “riunire i preti e i ministri dei culti più diversi, per associarli in una preghiera comune” (ib., p. 147), naturalmente senza cadere (non si sa come) nell’indifferentismo (proprio come ad Assisi nel 1986). Tale congresso di Chicago è definito dal Delassus “vero concilio ecumenico dei tempi nuovi” (ib., p. 148); le analogie con il Vaticano II sono, purtroppo, oggettive ed impressionanti.

Il Delassus concludendo il suo studio sull’Americanismo lo definisce con poche ma efficaci espressioni: Compromesso con l’incredulità, concessioni all’errore, mutilazione del dogma, attenuazione del soprannaturale e facilismo di ogni specie” (ib., p. 226).

L’impatto che gioca il Giudeo/americanismo nel mondo attuale è più forte che mai …

IV

La lotta tra due tentacoli della stessa piovra

Nella congiuntura che il mondo sta vivendo – soprattutto dall’autunno del 2019 sino a oggi (aprile 2022) – si riscontrano alcune realtà o effetti (scontro tra Ebrei nazional/cabalisti e lobbysti/talmudici) difficilmente spiegabili, che, a prima vista, sembrerebbero non avere un perché o una ragion d’essere; … invece …

Se si studia bene la realtà dei fenomeni che ci circondano – andando aldilà delle apparenze e arrivando alla sostanza delle cose – si giunge, a intravedere il perché e la ragion d’essere di esse, anche se a prima vista ci sembrava in/intellegibile.

Mi riferisco soprattutto alla “strana” contrapposizione che vede affrontarsi due schieramenti ferocemente antagonisti quanto al modo di operare, ma che sostanzialmente sono simili poiché discendono entrambi da un medesimo albero: a) da una parte il Giudaismo talmudico mondialista, lobbystico/finanziario, dell’industria farmaceutica e bellica; b) dall’altra parte il Giudaismo cabalista nazional/sovranista, esoterico, carismatico/cabalistico, specialmente quello dei Chassidim o Lubavich.

Ebbene queste due entità sono realmente nemiche (come lo erano Stalin e Trotsky), eppure discendono da una medesima fonte (nel caso odierno: il Giudaismo rabbinico postbiblico); com’è possibile? Come spiegarsi tutto ciò?

Sembrerebbe un’anomalia, un fenomeno senza senso e senza alcun perché. Invece non è così, infatti, se si studia a fondo questo strano fatto apparentemente inspiegabile, si arriva a coglierne un nesso.

Qual è? La risposta non è difficile, basta rimontare alla causa dei fenomeni e scendere poi alla sostanza della realtà per coglierne la natura e la spiegazione.

Per poter, dunque, capire cosa stia succedendo oggi – in occasione dell’estremo assalto sferrato dal “Nuovo Ordine Mondiale” contro l’essere umano (odiato proprio perché creato da Dio) – occorre risalire alle cause delle forze in campo5.

Si nota che da una parte sta la Big Loggia (ossia, la Big Banca e la Big Farma); mentre dall’altra parte si trova la Cabala (cioè, il Carismatismo e lo Stato o la Nazione) che si affrontano, quanto al modo di agire, come due eserciti “l’un contro l’altro armato”, pur essendo, sostanzialmente, una medesima realtà.

Oggi la Sovversione sta compiendo un passo ulteriore, ossia il Trans/umanesimo (2019/2022), che vorrebbe penetrare direttamente nella mente e nella volontà dell’uomo (“in interiore homine”), ove solo Dio e neppure il diavolo può entrare direttamente6, tramite l’eugenetica e la cibernetica (essendo oramai superata la via psicanalitica, che giunge all’anima e alle sue facoltà nobili solo indirettamente tramite la sensibilità e le emozioni, proprio come fa il diavolo), impiantando delle nano/particelle nel DNA umano, cercando di rendere l’uomo un robot telecomandato, dopo aver spento la sua libera volontà e la sua retta ragione. Quest’ultimo assalto del Maligno contro la creatura di Dio è un tentativo che solo l’Onnipotenza divina può impedire, umanamente parlando la battaglia è persa.

Infatti, da una parte vediamo 1°) l’accampamento del “Deep State temporale” (Thatcher, Bush, Clinton, Obama e Biden), sostenuto dalla Banca, Industria–farmaceutica, Loggia, Globalizzazione antinazionale, ossia il Giudaismo talmudico, pubblico o ufficiale (come lo chiamava il filosofo chassidico Martin Buber) capitanato dai vari Rothschild, Rockefeller, Soros e Bill Gates; dall’altra parte 2°) l’accampamento dei Cabalisti gioiosamente estatici o Chassidim, ossia il Giudaismo cabalistico sotterraneo (Martin Buber) che sponsorizza con la sua influenza planetaria gli Usa e persino la Russia di Putin e si fa difendere militarmente dal “braccio secolare” rappresentato (almeno sino a ieri: 2020) dall’Asse dei Patrioti.

Certamente lo scontro c’è ed è cruento (basta vedere ciò che è avvenuto negli Stati Uniti il 3 novembre 2020 e poi il 6 gennaio 2021). Tuttavia, quel che colpisce la prima superficiale percezione umana è l’apparente contraddittorietà di questa battaglia. Infatti, questi due partiti dovrebbero lavorare in cooperazione. Invece si costata un’avversione feroce tra di loro. Come mai?

L’origine profonda delle due forze oggi in campo è il Giudaismo postbiblico, ma se il Giudaismo sostanzialmente è uno, tuttavia esso ha diverse ramificazioni accidentali e questi differenti rami di un medesimo albero si accapigliano, come due diverse cosche mafiose, come Stalin e Trotzky, come i due tentacoli della stessa piovra.

Inoltre, le forze del male si uniscono accidentalmente tra di esse solo per combattere Dio e la Sua creazione, ma tra di esse sono essenzialmente divise e si odiano come fanno i diavoli e i dannati nell’inferno.

Il Giudaismo è uno ed è 1°) principalmente un’etnia (che vuole il dominio sul mondo intero); e 2°) conseguentemente, ma non necessariamente, ha una certa religiosità (infatti, l’essenziale per il Giudaismo talmudico/cabalistico è l’appartenenza alla stirpe ebraica, non la fede e le opere del Giudaismo religioso, le quali possono essere presenti, ma non sono assolutamente necessarie). Esso si fonda a) sull’Immanentismo ed Emanatismo panteistico e, quindi, b) sulla negazione di un Dio Personale e Trascendente e, dunque, di Cristo come Messia venuto (che predicava l’eternità nel Regno dei Cieli per tutti gli uomini di ogni razza, purché avessero la fede e la carità soprannaturale) e ne attende uno da venire nell’aldiquà (l’Anticristo finale), in cui Israele regnerà temporaneamente sopra tutti i non/ebrei (“goyim”); inoltre il Giudaismo – che essenzialmente è un’etnia e secondariamente una religiosità – ha principalmente due “rami” o tentacoli: α) la Cabala panteistica estatico/esoterica, fatta diventare un fenomeno popolare di massa, a partire dal XVIII secolo, soprattutto dai Lubavicher, che viene definita da Martin Buber come “Ebraismo sotterraneo” o esoterico; β) il Talmudismo o teologia morale del Rabbinato ufficiale, definito sempre dal Buber come “Ebraismo pubblico” o essoterico.

La conclusione è che – da un punto di vista puramente naturale – non dobbiamo farci illusioni: il Giudaismo oggi (2022) ha vinto la battaglia iniziata con la Modernità del Nominalismo occamista (XIV secolo) e dell’Umanesimo cabalistico (XV secolo). Infatti, sia che prevalga il Deep State oppure il partito dei “Patrioti” sarà comunque il Giudaismo (occulto o pubblico) a vincere (come quando Wellington sconfisse Napoleone nella battaglia di Waterloo, in fondo furono i Rothschild d’Inghilterra e di Francia a vincere la guerra occulta, guadagnando sia con l’Inghilterra vittoriosa sia con la Francia sconfitta, che si erano indebitate con la loro Banca per farsi la guerra). Tuttavia, non dobbiamo neppure disperare. Infatti, la guerra finale la vincerà Dio.

Solo se noi siamo uniti a Dio, tramite la Fede vivificata dalle buone opere, avremo parte alla vittoria finale, altrimenti ci attende la rovina temporale e la perdizione eterna.

La cosiddetta “pandemia” del Covid19 è stata un’occasione (non la causa) ben orchestrata e ben sfruttata dalla “Super/Loggia giudaico/massonica di marcia veloce” per imporre una feroce tirannia spirituale e intellettuale (di stile poliziesco maoista cinese corretto con il Liberismo economico assoluto) che distrugga, possibilmente, l’uomo proprio in quanto creato a “immagine e somiglianza di Dio”.

Conclusione

Ecco perché, anche nel 2022, il libro Giudeoamericanismo non solo non ha perso nulla della sua attualità, ma con l’avanzare del Mondialismo (diretto dal Giudaismo talmudico e dagli Usa) esso è ancora più attuale di ieri e ci aiuta a capire meglio quel che avviene oggi per poter dirigerci un domani verso la strada che ci fa evitare il precipizio.

Cerchiamo di non dimenticare l’avvertimento che ci ha dato monsignor Delassus: «Tra tutti i soggetti inquietanti del mondo attuale, l’America del nord non è dei minori. Infatti, ciò che la caratterizza è “l’audacia nelle imprese industriali e commerciali ed anche nei rapporti internazionali, calpestando essa tutte le leggi della civiltà cattolico–romana” . […]. L’aspetto più preoccupante dell’Americanismo è quello dei “suoi rapporti con le speranze e i progetti del Giudaismo, specialmente con le tendenze anticristiane delle leggi del mondo moderno e della società americana, che aspira a possedere il monopolio del pensiero rivoluzionario”» (H. Delassus, L’Américanisme …, cit., p. 1 e 7).

Inoltre la parte dottrinale del libro ristampato ora da Effedieffe non è caduca e ci illumina sulla natura del Giudaismo postbiblico, su quella del Talmud. Inoltre, ci fa capire meglio i rapporti reali che intercorrono tra Cristianesimo e Giudaismo anticristiano (che a partire dal Concilio Vaticano II sono stati completamente ribaltati). Infine, risponde all’obiezione secondo la quale parlare di Giudaismo non avrebbe senso perché il Giudaismo come unica entità non esisterebbe …

Buona lettura!

don Curzio Nitoglia

2Mentre esso era stato sconfitto e condannato nel Concilio di Gerusalemme del 49 d. C. presieduto da San Pietro e, successivamente, confutato dalla Patristica e dalla Scolastica.

3 Cfr. Curzio Nitoglia, Non abbiamo Fratelli Maggiori. Perché l’Antica Alleanza è stata revocata e gli Ebrei hanno bisogno di Gesù per salvarsi, Cermenate – Como, Radio Spada, 2019.

4L’Américanisme et la Conjuration antichrétienne, Lilla–Parigi, Desclée De Brouwer, 1899, tr. it., L’Americanismo e la congiura anticristiana, Proceno, Effedieffe, 2015.

5Curzio Nitoglia, I Lubavich e i potenti del mondo, Proceno, Effedieffe, 2021.

6Solo Dio può muovere direttamente l’intelletto e la volontà dell’uomo. Il diavolo vi arriva solo indirettamente tramite i sensi. Ora il Transumanesimo, nel suo delirio di onnipotenza, vorrebbe ottenere qualcosa che sarebbe superiore alle forze del diavolo ed eguale a quella di Dio. Certamente tramite la modificazione del DNA i Transumanisti potrebbero arrivare a influire indirettamente sull’intelletto e la volontà umana a partire dai sensi (S. Tommaso d’Aquino, S. Th., I, q. 111, aa. 2 – 5; q. 114, a. 1 e 3).


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