Risposta alle critiche di esponenti del movimento teocon Italiano sul saggio di mons Viganó (sulla guerra russo/ucraina del 2022)

Risposta ai teocon sulla guerra russo/ucraina del 2022

Il 6 marzo è uscito un saggio magistrale (di 41 pagine fitte di note, che provano quanto scritto nel testo) di monsignor Viganò sulla guerra che Putin ha dovuto muovere a Zelenskyj.

Ora, alcuni esponenti del movimento teocon italiano l’hanno criticato asserendo che:

1°) Le nazioni dell’ex Patto di Varsavia (morto il 31 marzo 1991 e ufficialmente sciolto il 1° luglio del medesimo anno), oggi (2022), sotto il Patto atlantico sono più libere che se fossero sotto l’Unione Sovietica.

Rispondo: l’URSS si è sciolta ufficialmente il 26 dicembre del 1991. Oggi (2022), la Russia non è più sovietica. Inoltre, parlare di “libertà”, che è la facoltà di scegliere i mezzi migliori per fare il bene (S. Tommaso d’Aquino, De Veritate, q. 22, a. 6; q. 24, a. 3, ad 2um; S. Th., I, q. 83; De malo, q. 6, a. 1) e riferirla al modello americano, che confonde la licenza con la libertà (Leone XIII, Enciclica Libertas praestantissimum, 1888), è improprio.

2°) I teocon riducono l’intervento russo in Ucraina solo a una pura questione economica e geopolitica di “accesso al mare”, che la Russia non avrebbe più, dopo il crollo del Patto di Varsavia, e vorrebbe riacquistare con l’invasione dell’Ucraina.

Rispondo: i teocon spostano sofisticamente il problema dal posizionamento dei missili e delle armi della NATO in Ucraina (e, quindi, ai confini con la Russia) a una questione puramente economica di “sbocco al mare”. Ora, la questione non è quella dello “sbocco al mare”, ma dell’eccessiva vicinanza delle armi della NATO ai confini con la Russia. In pratica, sarebbe come se la Russia posizionasse le sue armi in Messico. Allora, gli USA avrebbero tutti i diritti per chiedere la rimozione di queste armi dai loro confini; proprio come avvenne quando (1961) l’URSS pose i suoi missili a Cuba e gli USA minacciarono d’intervenire militarmente, se non fossero stati tolti.

3°) I teocon negano che Zelenskyj, come ha scritto monsignor Viganò, sia un rappresentante dell’ideologia gender e LGBT.

Rispondo: Zelenskyj è un membro del WEF, ha beneficiato dell’appoggio di Klaus Schwab e dei suoi alleati per arrivare al potere e realizzare il Great Reset anche in Ucraina. Perciò, è realmente uno dei rappresentanti del movimento LGBT, che viene considerata dai suoi sponsor europei come indispensabile requisito dell’agenda di “riforme” che ogni Paese deve far proprio, assieme alla parità di genere, all’aborto e alla green economy.

4°) I teocon affermano, giustamente, che la “chiesa” ortodossa (cui appartiene Putin) è scismatica; ma, omettono di dire che gli USA (da loro presi a modello) si fondano sostanzialmente su tre pilastri principali, che sono il Protestantesimo, la Massoneria e il Giudaismo postbiblico. Ora, questi tre errori sono molto più gravi dello scisma ortodosso. Inoltre, essi – sino al 2015 – chiedevano all’Episcopato la deposizione di Bergoglio, reputato da loro formalmente eretico, e l’elezione di un nuovo Papa; negando implicitamente il Primato del Papa, che è un dogma di fede. Infine, essi sostengono che la vera Europa è la “Magna Europa”, la quale va dall’Atlantico a Israele passando per il continente europeo. Quindi, si fanno paladini dell’Americanismo, del Sionismo e del Liberismo selvaggio della “Scuola di Chicago” (di Mises, Hayek e Milton Friedman) che sono difficilmente conciliabili con la dottrina cattolico/romana.

5°) Dulcis in fundo, sostengono che Putin ancor oggi è un comunista bolscevico.

Rispondo: Putin, con l’aiuto di Solgenitsin (che era stato bolscevico, ma si era convertito realmente) ha lasciato l’ideologia marxista. Oggi rappresenta, con tutti i suoi limiti, un certo “ostacolo” all’avanzata del Nuovo Ordine Mondiale. Inoltre, se si fanno certi proclami filo NATO e anti/Putin dal Palazzo della FAO, (che nacque nel Canada nel 1945 con sede a Washington e nel 1951 si è trasferita a Roma, presso il Palazzo FAO vicino alle Terme di Caracalla e a Piazza Santa Balbina), è difficile che tali proclami siano super partes, anche perché si rischierebbe di perdere l’ufficio nel Palazzo FAO. Perciò, non ci si deve meravigliare più di tanto se i teocon italiani, pur professandosi, a parole, integralmente cattolici/romani, in realtà appoggino l’Amministrazione del Presidente USA, Biden, anche se sostiene la liceità dell’aborto sino al 9° mese di gravidanza.

“Se non si agisce come si pensa, si finisce per pensare come si agisce”, preferendo Zelenskyj a Putin, Biden e Trump, Bergoglio a Viganò; proprio come facevano i Farisei (che sono gli antenati dei Calvinisti americanisti e dei teocon), preferendo Barabba a Gesù.

 

don Curzio Nitoglia


 

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