L’AFFARE VIGANÒ

Monsignor Viganò ha consegnato recentemente alla stampa un dossier sugli abusi sessuali perpetrati da un cardinale e da vari religiosi su dei seminaristi americani. Kyrie, eleison!

Il dossier sembra essere veridico ed è molto circostanziato, facendo nomi di prelati, fornendo luoghi e date dei colloqui riportati in esso.

Bergoglio non ha voluto (come avrebbe dovuto) nominare una commissione cardinalizia per indagare sui fatti, ma ha consegnato anche lui alla stampa il potere di giudicare su fatti gravissimi, che riguardano la fede (dopo gli abusi il cardinale e i seminaristi si recavano a celebrar Messa per profanare il Corpo di Cristo) e la morale. È veramente un “finimondo”.

Purtroppo un caso così grave e infamante è finito in pasto ai mass media (diretti in larga parte dalla massoneria) ed ha gettato fango non tanto sugli uomini di Chiesa quanto sulla Chiesa, sul Papato, sul sacerdozio, l’episcopato e il cardinalato.

Bergoglio non sembra preoccuparsi minimamente della buona fama, che deve avere la persona del Pontefice regnante, data la sua formazione radicalmente modernista e favorisce senza batter ciglio il “crucifige” che la stampa laicista lancia nei confronti di tutta la Chiesa, la quale sembra essere diventata una “associazione per delinquere”.

Cosa pensare di tutto ciò? Forse sarebbe stato più opportuno consegnare il dossier a tutti i cardinali “sub secreto” affinché provvedessero prima a rimuovere uno scandalo così grosso che “grida al Cielo” anche di più di Sodoma e Gomorra e poi ad affrontare l’opinione pubblica messa su dalla massoneria, che la dirige occultamente.

Non tutti i cardinali lo avrebbero insabbiato e qualcuno si sarebbe mosso per fare le dovute rimostranze al Papa affinché si prendessero i dovuti e seri provvedimenti.

I panni sporchi si lavano in casa”, si lavano non si nascondono o si coprono, occultandoli. Occorreva far giustizia e non mostrarli in pubblico, con il pericolo di scandalizzare molti fedeli cattolici, che potrebbero vacillare nella fede, data la bruttura e la gravità del caso in questione.

Non vogliamo accusare Viganò, solo Dio conosce le sue intenzioni, ma l’atto di consegnare alla stampa il dossier, oggettivamente, non è stato dei più riusciti.

Vi è anche un altro rischio che comporta due passaggi:

1°) l’altr’anno alcuni laici cattolici lanciarono l’idea di far dichiarare eretico Bergoglio dai cardinali neoconservatori (Burke, Sarah, Schneider, Mueller, Brandmueller…) affinché lo deponessero ed eleggessero un altro Papa al suo posto. Ma la manovra non è consentita dalla dottrina cattolica poiché “la Prima Sede non è giudicata da nessuno”. Solo Dio è superiore al Papa, l’episcopato o il collegio cardinalizio sono inferiori al Papa e non possono sottoporlo a giudizio canonico per deporlo. Il tentativo naufragò. Certamente si può e si deve prendere posizione sulle deviazioni dommatiche e pubbliche di Bergoglio, ma poi ci si deve raccomandare a Dio affinché lo converta o lo richiami a Sé.

2°) Quest’anno addirittura si è passati dalla correzione di errori dogmatici e pubblici sul matrimonio, la confessione e l’eucarestia alla rivelazione di fatti non pubblici, laidi, gravemente peccaminosi contro-natura e atti ad infangare non solo la Chiesa, ma anche chi li viene a conoscere (come uno spettacolo immorale fa peccare chi lo guarda) per quanto sporchi sono, con il rischio di scandalizzare i pusilli, i quali potrebbero scambiare la Chiesa per “una spelonca di briganti”.

Ammesso e non concesso che i cardinali neoconservatori riescano a spodestare Bergoglio, costui non darebbe mai le dimissioni spontaneamente; si avrebbe così un Papa emerito (Benedetto XVI), un Papa che dice eresie materiali (Francesco) e un anti-papa eletto da pochi cardinali moderatamente conservatori o moderatamente neo-modernisti, i quali al massimo potrebbero scegliere come Pontefice una figura simile a quella di Ratzinger. Quindi anche per questo motivo non varrebbe la pena di fare uno scisma per avere poi un Pontefice non integralmente cattolico, ma mezzo modernista o modernista di marcia lenta accanto ad un Papa modernista di marcia veloce. Un cardinal Sarto o un Pacelli non c’è tra il collegio cardinalizio e se ci fosse non verrebbe capito né obbedito dall’episcopato attuale ed anche dai fedeli rovinati da 50 anni di post-concilio.

Una situazione così universalmente e profondamente grave (paragonabile ad un vero e proprio “finimondo”) non può essere aggiustata da una causa creata, ma solo da Dio. La marea montante di fango dottrinale e morale, che sta sommergendo l’ambiente ecclesiale, può essere fermata e purificata solo da un “mare di fuoco che scende dal cielo”, come ha predetto la Madonna ad Akita (1973), ossia da una Causa prima, onnipotente ed incausata.

I fedeli non sprechino il loro tempo a leggere notizie (purtroppo veridiche), le quali fanno non solo perdere tempo, ma che possono anche sporcare l’animo di chi le legge, analogamente a spettacoli contrari alla morale, che non possono essere visti senza commettere peccato contro il 9° Comandamento.

Cerchiamo di convertirci, di vivere in grazia di Dio, di osservare i 10 Comandamenti, di mantenere la fede integra e pura e di accostarci degnamente ai Sacramenti. Possiamo pregare e far penitenza per affrettare l’ora di Dio. Quella attuale è “l’ora di Barabba”, e “l’ora del potere delle tenebre” (Lc., XXII, 53).

tratto da “sì sì no no”

quindicinale cattolico antimodernista


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