LEV TROTSKIJ: La vita e le opere [4/7]

[4-Quarta Parte]


Al timone della Russia comunista
sino alla morte di Lenin (1920-1924)


Come risolvere la crisi economica?

Finita la guerra civile Trotskij cercò di risolvere la grave crisi economica che attanagliava l’Urss. La sua vita di uomo di Governo può essere divisa in due parti, la prima: dal 1920 al 1923, l’epoca dello splendore in sintonia con Lenin e destinato a diventare capo dell’Urss come suo delfino; la seconda: dal 1924 al 1940, l’epoca dell’abiezione, vinto da Stalin, espulso dal Partito Comunista sovietico e scacciato dalla Russia in esilio per il mondo. In quest’articolo parlerò della prima e nel prossimo della seconda ed ultima fase della sua vita.

Trotskij iniziò a militarizzare il lavoro, a riformare i sindacati, a liberalizzare parzialmente il mercato, fece di tutto per uscire dal forte crack economico.

Il cervello di Trotskij nel ’20, quando cerca di risolvere il problema economico, è come un vulcano in eruzione. Il suo difetto – come rivela Joffe, suo grande amico – è quello di non persistere nel portare avanti un’idea, ma di abbandonarla per passare da una tesi all’altra con eccessiva disinvoltura. Così, la prima soluzione che Trotskij suggerisce è quella della militarizzazione del lavoro. Come non si è esitato, quando la Rivoluzione era in pericolo, ad armare i lavoratori e a gettarli sotto il fuoco nemico, così è giusto, quando la Rivoluzione è in pericolo altrettanto grave per cause economiche invece che belliche, inquadrare i soldati e lanciarli nelle fabbriche, a lavorare invece che a sparare. Lenin appoggia Trotskij con entusiasmo, ma l’assemblea dei sindacati respinge la proposta” (Marisa Paltrinieri, Trotskij, Milano, Mondadori, 1973, p. 100).

Trotskij fu disposto allora (1920) anche a fare un passo indietro sulla via del comunismo, e a tornare, pian piano, alla libertà di mercato, da concedersi soprattutto ai contadini. È quel che farà Lenin un anno dopo, mentre la proposta di Trotskij nel 1920 venne respinta…

Per quanto riguarda i sindacati, che si opposero alla militarizzazione del lavoro, Trotskij li attaccò poiché allora l’imprenditore era lo Stato socialista e lo Stato apparteneva ai lavoratori. Quindi non aveva più senso per i sindacati difendere i lavoratori da se stessi. Se i sindacalisti non volevano capire bastava sostituirli e nominarne altri più recettivi.

Lev volle sviluppare l’industria pesante, che fornisse all’Urss tutti i grandi macchinari di cui avesse bisogno, altrimenti essa non avrebbe mai potuto progredire e tentare di stare al passo con le potenze occidentali. Per fare ciò era necessario, secondo Trotskij, accumulare una forte quantità di capitale, che avrebbe consentito di costruire una economia socialista. Infatti, secondo Marx, il comunismo avrebbe dovuto essere preceduto da una forte industrializzazione e da un sistema liberal/capitalistico avanzato. In quel caso le scorte di capitale, accumulate dai borghesi, sarebbero state requisite dal proletariato ed avrebbero costituito la base su cui costruire il nuovo sistema economico socialista. Siccome in Russia ciò non si era verificato, lo Stato comunista avrebbe dovuto fare ciò che il capitalismo non-nato non aveva fatto. Lenin in questi momenti non gli fu vicino, ma il loro legame era destinato a rafforzarsi sempre di più col passar del tempo.

Invece Stalin sin dall’inizio si scagliò contro queste idee di Trotskij, che chiamava le “eresie trotskiste”, pure quando negli anni Trenta Stalin stesso attuò l’industrializzazione a marce forzate, mediante i “piani quinquennali”, che erano stati escogitati da Trotskij.

Anche riguardo alla repressione di contadini Trotskij fu un antesignano di Stalin. Infatti, mentre Lenin avrebbe voluto edificare la società socialista grazie alla dittatura coordinata del proletariato industriale e agricolo. Trotskij (seguìto poi da Stalin) impostò tutta la sua politica sulla classe operaia urbana e industriale, industrializzando forzatamente i contadini, che essendo arretrati rispetto ai cittadini non erano pienamente disponibili verso la rivoluzione socialista.

Di nuovo in guerra contro Kronstadt

Ma non appena deposte le armi Lev dovette riprenderle sùbito. Infatti Kronstadt (la rossa cittadella della Rivoluzione) si ribellò ai bolscevichi. Per i marinai della base navale di Kronstadt Trotskij era stato un idolo nel 1917 e combatterono con lui apparentemente per Kerenskij, ma sostanzialmente contro il generale Kornilov. Nell’ottobre del 1917 i marinai di Kronstadt stavano sull’incrociatore Aurora a cannoneggiare il Palazzo d’Inverno.

Ora (1920) il vento era cambiato e i marinai di Kronstadt si rivoltarono contro i bolscevichi. Trotskij dovette intervenire e reprimere ferocemente la rivolta dei suoi ex compagni. Inoltre ciò che chiedevano i marinai nel 1920 “non era diverso da ciò che Trotskij aveva tante volte promesso nelle sue arringhe passate, non differiva molto dal primitivo programma della Rivoluzione bolscevica. Nei comizi di Kronstadt si chiedevano libertà per i lavoratori, libere elezioni per i Soviet indipendenti, un nuovo programma sociale per i contadini” (Marisa Paltrinieri, Trotskij, Milano, Mondadori, 1973, p. 102).

Nel marzo del 1921 il regime sovietico corse il rischio di venir spazzato via da un’ondata crescente di insurrezioni contadine, operaie e militari, che toccò il suo apice con la rivolta di Kronstadt. Gli operai infuriati chiesero la fine del comunismo di guerra in favore di un sistema di lavoro libero” (P. Avrich, Kronstadt 1921, Milano, Mondadori, 1971).

Tuttavia i marinai aggiunsero, andando oltre la zona proibita, che “La tirannia bolscevica si era sostituita alla democrazia sovietica, perciò una terza rivoluzione doveva spazzar via i bolscevichi e instaurare finalmente il Governo dei Soviet” (Ibidem, p. 103). I bolscevichi risposero, mentendo, che la rivolta dei marinai era stata organizzata dai Bianchi ed era un tentativo di controrivoluzione. Invece il dissenso espresso dai marinai denunciava la tragica realtà dei fatti: la frattura tra il Partito e la massa dei lavoratori a soli 3 anni dallo scoppiar della Rivoluzione. Trotskij nei tempi passati aveva previsto candidamente che la dittatura del proletariato si sarebbe trasformata – grazie al centralismo democratico – in dittatura sul proletariato, ma ora aveva perso il candore del giovane, ingenuo rivoluzionario ed era diventato un perfetto discepolo di Lenin, freddo, calcolatore, spietato.

In quei frangenti occorreva usare la forza, altrimenti significava perdere il potere e compromettere quanto la Rivoluzione bolscevica aveva fatto dal 1917, rinunciando all’edificazione del “paradiso” socialista-sovietico in terra.

La repressione scattò immediata e terribile. La benevolenza sarebbe sembrata debolezza, occorreva usare il pugno di ferro. “La sommossa fu fulmineamente soffocata nel sangue. Trotskij e Tukacevskij ne furono gli artefici” (Ibidem, p. 105).

La fortezza di Kronstadt si preparò alla resistenza. Prenderla era difficilissimo, essa era la fortezza più munita e difesa della Russia. Non essedo cominciato ancora il disgelo Kronstadt era collegata alla terraferma dal ghiaccio. Gli assedianti dovevano avanzare allo scoperto, sul ghiaccio, sotto il fuoco dell’artiglieria della fortezza. Gli attaccanti furono spinti al massacro, vi fu un bagno di sangue degli assalitori, che se retrocedevano erano mitragliati dalle truppe speciali poste alle loro spalle. L’assalto finale fu sferrato il 17 marzo e terminò con una vittoria tanto audace quanto cruenta.

La Nuova Politica Economica (NEP)

La Nuova Politica Economica instaurata da Lenin dopo la rivolta di Kronstadt non entusiasmò Trotskij, che avrebbe insistito piuttosto sul potenziamento dell’industria pesante.

Invece quando Lenin propose – al Congresso del Partito del 1921 – di proibire le fazioni all’interno del Partito Comunista Trotskij fu totalmente d’accordo. Non è ancora la proibizione assoluto di ogni opposizione interna, ma i dissidenti, se possono manifestare singolarmente la loro opinione, non possono unirsi tra di loro per formare una corrente. Chi sbaglia sarà espulso dal Partito. Trotskij approvò il primo passo verso la soppressione della democrazia interna al Partito, che nel 1917 aveva difeso, ma poi – in dissidio con Stalin – la rivendicherà sino alla fine.

Tra Lenin e Trotskij – nonostante qualche divergenza di vedute, non di princìpi – regnò sempre una sostanziale convergenza di fondo. Il fine che perseguirono è lo stesso, poterono divergere quanto alla scelta dei mezzi. “Agli occhi di tutta la Russia e del mondo, Lenin e Trotskij in questi anni costituirono quasi un binomio inscindibile. Le altre personalità sovietiche (compreso Stalin) furono assai distanti da Trotskij e non glielo perdonarono mai.

Quando Lenin si ammalò (nel 1922/23) si rese perfettamente conto dei pericoli costituiti dalla burocrazia del Partito, controllata da Stalin. Si rivolse a Trotskij come al suo migliore alleato e lo scoprì totalmente dalla sua parte, ma di lì a poco (la seconda metà del dicembre 1922) Lenin fu colpito da una paralisi, che gli impedì di scrivere e i medici gli vietarono anche di sforzarsi a dettare. La malattia portò Lenin sempre più vicino a Trotskij. Addirittura Lenin chiese a Trotskij di formare un “blocco” contro la burocrazia statale (che era tenuta saldamente in pugno da Stalin) e ciò accese la gelosia di Stalin. Lenin subì un secondo attacco del suo male che gli impedì di lavorare al piano di battaglia contro i burocrati. Tuttavia nei primi giorni del febbraio 1923 Lenin riuscì a dettare una forte requisitoria contro il Rabkrin (Ispettorato degli Operai e dei Contadini) e contro il suo responsabile (che era Josif Stalin); poco dopo fece presentare uno schema per riorganizzare radicalmente il Comitato centrale del Partito. Intanto esamina la questione della Georgia, che era vessata da Stalin con la sua politica verso le nazionalità non-russe, e il 5 marzo 1923 incaricò Trotskij di difendere i Georgiani dai soprusi di Stalin, mandandogli una copia di un suo dettato, che condannava esplicitamente la politica di Stalin in Georgia. I segretari di Lenin confermarono che egli era intenzionato a sferrare il colpo di grazia contro Stalin.

L’ex Impero zarista era costituito dalla Russia propriamente detta o Grande-Russia e da molti nuclei nazionali, ognuno con una sua lingua e cultura, che erano stati russificati dai Romanov. Con le nuove leggi sovietiche queste Nazioni erano diventate Repubbliche autonome e avrebbero dovuto scegliere liberamente se aggregarsi all’Urss o meno. Ora la Georgia era filo-menscevica e non voleva essere parte della Russia bolscevica. Lenin avrebbe tollerato il fatto, mentre Stalin con la sua abituale durezza fece intervenire l’Esercito. Da qui il dissidio tra i due leader sovietici e la nascita del “blocco” Lenin-Trotskij contro la burocrazia di Stalin.

Tuttavia Trotskij perse del tempo prezioso durante il periodo della malattia di Lenin, chiamato dagli storici “inter-regno” (tra Trotskij o Stalin). Egli fu assalito dai suoi vecchi scrupoli morali. Non volle farsi avanti per non dare l’impressione di voler prendere il posto di Lenin. Ma quest’indugiare andò a tutto favore di Stalin, che privo di ogni scrupolo, essendo Segretario generale, diresse la macchina statale, nel periodo di “inter-regno”, a tutto suo favore. Inoltre Stalin era l’eminenza grigia della burocrazia del Partito e si adattava perfettamente all’ambiente ambiguo e melmoso dei burocrati. Invece Trotskij, superdotato intellettualmente, oratoriamente e organizzativamente, giocava troppo a carte scoperte e non era l’uomo adatto per combattere contro Stalin, senza l’appoggio di Lenin oramai malato e moribondo (cfr. Isaac Deutscher, Il profeta armato, Milano, Longanesi, 1956).


d. Curzio Nitoglia

Fine della Quarta Puntata

…continua…


Annunci
Galleria | Questa voce è stata pubblicata in Articoli don Curzio, Comunismo, David Lev Bronstein, Giudaismo, Rivoluzione Bolscevica, Storia, Trotskij, trotskismo e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.