NORIMBERGA ‘45-‘46: anomalie e contraddizioni del Tribunale di Norimberga [Parte 1/3]

NORIMBERGA ‘45 – ‘46: le anomalie del Tribunale di Norimberga

(Prima parte)

Prologo

In quest’articolo cerco di illustrare le contraddizioni, le anomalie e le violazioni del Diritto (specialmente internazionale) compiute durante il Processo di Norimberga (1945-1946).

Non voglio fare opera apologeticamente laudativa di un passato, che tuttavia deve poter essere studiato, approfondito e sempre rivisitato alla luce delle nuove acquisizioni di notizie storico/scientifiche, che i ricercatori per il loro stesso mestiere compiono costantemente in tutte le epoche, altrimenti la storia si fermerebbe alla cronaca degli avvenimenti narrati nell’immediato loro svolgimento.

Qualcuno potrebbe obiettare che chi si propone di rivendicare, per principio, le ragioni di vinti (sempre buone) contro quelle dei vincitori (sempre cattive) rischia di far propria la logica manichea di parzialità e faziosità di alcuni ideologi, che applicano alla storia il principio guerresco del “vae victis”, restando, così, prigionieri di una mentalità incapace di studiare oggettivamente la storia per difendere le ragioni dei vinti, che secondo costoro avrebbero sempre ragione, mentre i vincitori avrebbero sempre torto a prescindere dai fatti storici così come si sono svolti.

Non mi sembra sia il caso del presente articolo, che si limita a elencare una serie di errori e ingiustizie commesse contro i militari tedeschi durante il Processo di Norimberga. Con ciò non voglio dire che i tedeschi non hanno non avuto nessuna colpa nello svolgimento della Seconda Guerra Mondiale, ma solo che non sono stati il “male assoluto” (come comunemente vengono ancor oggi presentati) e che molte accuse per le quali molti generali germanici sono stati condannati all’impiccagione nel 1946 sono palesemente false, sia giuridicamente che storicamente.

Quest’articoletto si propone di fare del semplice revisionismo storico/giuridico. Non penso assolutamente che le ragioni dei vinti siano sempre e necessariamente migliori e più veraci di quelle dei vincitori. Non è una questione di vinti e vincitori, ma di sapere se le accuse mosse contro i generali del III Reich a Norimberga siano state storicamente vere e corrispondenti a fatti realmente avvenuti e, quindi, giuridicamente giuste.

Condannati prima ancora di essere stati giudicati

Prima ancora di iniziare il processo a Norimberga (20 novembre 1945 – 1° ottobre 1946) il generale Dwight David Eisenhower († 1969), Comandante supremo dell’Esercito Statunitense e poi Presidente Usa per due mandati dal 1953 al 1960, visitando il quartier generale del corpo di spedizione alleato in Europa (Shaef), il 7 agosto del 1944, espose al Ministro del Tesoro statunitense Henry Morgenthau la sua idea di punire in caso di vittorial’intero popolo tedesco perché affetto di paranoia” (H. R. Morgenthau, Germany is our problem, New York, 1947; Diario di Morgenthau alla data 12 agosto 1944, presso Roosevelt Library, in Morgenthau papers, vol. 763; Memorandum di Eisenhower al Ministero della Guerra, agosto 1947, presso Eisenhower Library, Pre-Presidential papers, file 152 “Morgenthau Plan”).

Ora a parte il fatto che un ammalato mentale come il paranoico va curato in manicomio (eventualmente “criminale”) e non punito con l’impiccagione, mi sembra anche improbabile che tutti i tedeschi degli anni Trenta/Quaranta fossero affetti da paranoia.

L’assistente di Morgenthau, Fred Smith, che, assistendo ai colloqui di Morgenthau con Eisenhower, prendeva appunti, ha confermato questo piano Eisenhower-Morgenthau in un articolo apparso sulla Rivista statunitense United Nations World (marzo 1947, p. 32).

Morgenthau il 10 agosto 1944 ne parlò con Winston Churchill, che si disse sostanzialmente d’accordo con le idee di Eisenhower (Diario di Morgenthau, in data 19 agosto 1944).

Morgenthau gettò le basi del Piano che sarebbe stato, successivamente, attribuito solo a lui e chiamato, quindi, “Piano Morgenthau”, secondo cui si sarebbe dovuto ridurre la Germania ad una colonia agricola, senza attività industriali, e il suo collaboratore Harry Dexter White trascrisse il discorso-programma di Morgenthau (in Memorandum di H. D. Withe, in data 13 agosto 1944, presso la Princenton University, Seeley Mudd Library, H. D. Withe papers).

Il 19 agosto 1944 Morgenthau, tornato a Washington, disse al Presidente Franklin Delano Roosevelt che alcuni in Europa pensavano di assicurare un futuro roseo alla Germania; allora Roosevelt rispose: “Dobbiamo essere duri con tutto il popolo tedesco e non solo coi nazisti. Non c’è altra scelta: castrare i tedeschi o impedire in altro modo che continuino a generare figli che si comportino come i loro genitori” (Diario Morgenthau, in data 19 agosto 1944)1.

Anche qui abbiamo la decisione di evirare tutti i tedeschi per le colpe commesse, secondo il pregiudizio sopra esposto, da tutto il popolo germanico in quanto affetto da paranoia, mentre la colpa richiede, per esserlo formalmente, la piena avvertenza dell’intelletto e il pieno consenso della volontà, che invece mancano al paranoico.

L’11 settembre 1944 Roosevelt e Churchill si incontrarono a Quebec e poi privatamente a Hyde Park; per tutto il 1944 Churchill aveva espresso l’idea secondo cui i capi dell’Asse Roma-Berlino-Tokio sarebbero stati uccisi non appena catturati con esecuzioni sommarie (Memorandum Simon, The punishment of Hitler and his chief associates, in data 4 settembre 1944, presso il Public Record Office, file LCO.2/2981) e il Presidente degli Usa si trovò totalmente d’accordo con Morgenthau.

L’esecuzione sommaria di un prigioniero è un crimine. Infatti egli ha diritto ad un giusto processo anche se è stato il capo di vinti.

Una direttiva emessa il 14 ottobre 1944 dai Capi di Stato maggiore Alleati metteva in luce la necessità di eliminare fisicamente la classe militare tedesca (Memorandum del maggiore A. K. S. Morrice, in data 14 ottobre 1944 indirizzato al capo di Stato maggiore dello Shaef con allegata la Direttiva 1067/2 dei Capi di Stato maggiore, presso la Eisenhower Library).

Anche qui l’eliminazione di un’intera classe militare a partire dai soldati sino ai generali non mi pare equa giuridicamente e corrispondente alla verità storica dei fatti come realmente si sono svolti.

Inoltre il 20 settembre 1944 il Ministro della Guerra Stimpson seppe da lord Halifax e da sir Cadogan del Foreign Office che Roosevelt era “fermamente deciso a far fucilare i capi del nazismo senza alcun processo” (Diario Stimpson, in data 20 settembre 1944, presso la Yale University Library, H. L. Stimpson papers, microfilm reel 9). Anche Churchill era dello stesso parere (Verbali incontro Churchill, Stalin e Molotov, 9 ottobre 1944, ore 10, presso Public Record Office, file PREM.3/434/2).

Stalin a Yalta il 26 gennaio 1945, invece, avrebbe voluto un’apparenza di processo con successiva esecuzione di tutti gli imputati per salvare le apparenze (Conversazione Roosevelt Stalin, 4 febbraio 1945, presso i National Archives, RG.59).

Paradossalmente Stalin, anche se in maniera un po’ ipocrita, aveva delle intenzioni meno radicali e brutali degli Alleati.

Senonché il 12 aprile del 1945 Roosevelt morì e gli succedette Harry S. Truman, che su questa questione aveva idee molto diverse e volle che un processo precedesse la condanna dei capi dell’Asse Roma-Berlino-Tokio. Fu solo così che in Germania si arrivò al Processo di Norimberga nel 1945-1946. In Italia, a causa dell’armistizio dell’8 settembre, i processi vennero condotti in maniera meno plateale e cruenta. Invece in Giappone, a Tokio, vennero processati 28 alti ufficiali, ministri e diplomatici, dei quali 7 vennero condannati a morte e nessuno assolto pienamente.

Tedeschi condannati per crimini commessi da una delle quattro potenze vincitrici e giudicanti

L’Urss nel 1939 attaccò la Finlandia senza essere stata aggredita né provocata. Inoltre aveva invaso e si era impadronita della metà orientale della Polonia nel settembre del 1939 e ne aveva deportato gli abitanti. Ora i Tedeschi furono processati e condannati, anche dai Sovietici stessi, per l’aggressione alla Polonia. Merita una menzione speciale l’eccidio di migliaia di ufficiali, prigionieri di guerra, da parte dei Sovietici a Katyn per il quale i Russi nel 1946 condannarono (assieme agli Usa, all’Inghilterra e alla Francia) i Tedeschi che tutti sapevano non essere i veri responsabili di quel crimine.

Gli Usa sganciarono due bombe atomiche sulle città (ripiene di civili: vecchi, donne e bambini compresi) di Hiroshima (6 agosto 1945) e Nagasaki (9 agosto 1945)2, ma a Norimberga gli Usa non ne vennero accusati. Inoltre il 14 maggio 1945 alcuni ufficiali statunitensi mostrarono al giudice Robert Jackson dei manifestini, che gli aerei americani avevano lanciato a milioni sul Giappone, rappresentanti una famiglia nipponica carbonizzata dalle fiamme dei bombardamenti, e il testo che accompagnava la fotografia minacciava, in palese violazione della Convenzione dell’Aja, altri bombardamenti se il Giappone non si fosse arreso (Diario di Jackson, in data 14 maggio 1945).

L’Inghilterra aveva progettato con Churchill nel 1940 un’invasione della Norvegia, ma a Norimberga non venne processata per questa guerra d’aggressione programmata anche se non eseguita. Inoltre la Gran Bretagna rinviò in Urss decine di migliaia di Russi catturati assieme ai Tedeschi, in gran parte Cosacchi o Russi-bianchi, che erano fuggiti prima della Seconda Guerra Mondiale a causa del Bolscevismo e che furono consegnati nelle mani della Polizia Segreta di Stalin, la quale li condannò a morte. Allo stesso modo i Britannici, nel maggio del 1945, riconsegnarono alla Jugoslavia di Tito tre battaglioni di Serbi che avevano combattuto contro Tito, come pure 11 mila ausiliari Sloveni, 80 mila soldati Croati e a 30 mila civili della Croazia, che si erano arresi agli Inglesi e che questi riconsegnarono a Tito e che vennero trucidati. Infine i Britannici sganciarono delle bombe al fosforo (arma vietata dalle convenzioni di guerra) su Amburgo e Dresda (soltanto a Dresda in una sola notte morirono 100 mila civili)3. Di tutti questi fatti i vincitori non vennero accusati, anche perché nel Tribunale di Norimberga l’accusa, i giudici e i carcerieri erano la stessa entità, che non solo non poteva essere imparziale nel giudicare i Tedeschi, ma non avrebbe mai non dico condannato, ma neppure posto sul banco degli imputati se stessa. La Germania, accusata e condannata, aveva in magazzino migliaia di tonnellate di gas letali (Sarin e Tabun), ma Hitler ne aveva vietato l’uso sino al momento in cui gli Anglo/Americani avessero per primi violato le convenzioni internazionali di guerra (Rapporto dei Capi di Stato Maggiore alleati sull’uso delle armi chimiche, in data 29 gennaio 1945, presso la Hoover Library, Frederick Anderson papers).

L’Esercito Polacco Clandestino nel 1943 si vantò con gli Americani di aver fatto uso con gran successo, contro le truppe tedesche occupanti, di gas mortali e di bacilli di tifo (Rapporto del Colonnello polacco L. Mitkievwicz, in National Archives, RG.218, file CCS/381). Ma non fu processato per questo crimine di guerra.

Secondo il regolamento del processo di Norimberga gli avvocati difensori dei Tedeschi non potevano appellarsi al principio giuridico del Tu quoque (anche tu lo hai fatto), cosa che avrebbe messo in serio imbarazzo tutti i vincitori giudicanti.

d. Curzio Nitoglia

(fine della prima parte)

… … …continua… … …


NORIMBERGA ‘45 – ‘46: le anomalie del Tribunale di Norimberga:

  1. (Prima parte)
  2. (Seconda parte)
  3. (Terza parte)

Questa pagina presso: 
https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2017/10/13/norimberga-anomalie-1/

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