La Guerra Mondiale/Civile Europea del XX Secolo

LA GUERRA MONDIALE/CIVILE EUROPEA DEL XX SECOLO

Guerra Mondiale o Europea?

Nel corso del Novecento l’Europa ha subìto due devastanti Guerre dette Mondiali, ma realmente e sostanzialmente soprattutto europee (specialmente per le conseguenze disastrose che hanno avuto sulla Vecchia Europa): la prima dal 1914 al 1918 e la seconda dal 1939 al 1945, con un intervallo che è durato circa un ventennio, dal 1919 al 1939.

Le due Guerre hanno causato progressivamente un processo di profondo decadimento intellettuale, morale, spirituale, artistico e religioso dell’Europa.

La terza calamità

La terza calamità, infine, è stata l’Unione Europea secondo il piano Kalergi, che ha causato la decadenza anche dei duebeni europei non ancora intaccati sino al 1945: 1°) quello economico/sociale, facendo sprofondare l’Europa ad un livello di disoccupazione, povertà e fallimento industriale veramente impressionante; 2°) quello dell’identità etnica, rovinata (non ancora irrimediabilmente, pur dovendo fare molta attenzione perché dalla diffusa ed abituale mescolanza delle etnie, delle razze e del sangue non se ne esce più) da un’invasione di milioni di islamisti provenienti dall’ex Jugoslavia, dall’Asia e dall’Africa pronti a riaccendere le polveri in Europa e a far scorrere nuovo sangue (che già comincia ad essere versato), come se quello sparso nelle due Guerre Mondiali non fosse bastato.

L’Ottocento e l’apice europeo

Alla fine dell’Ottocento la potenza dell’Europa aveva raggiunto il suo apice ed era limitata solo dagli Usa, che ancora non era assurta alla guida della storia dell’umanità.

L’Europa avrebbe dovuto cercare alleanze a Est?

Per resistere all’avanzata degli Usa sulla scena mondiale l’Europa avrebbe dovuto, forse, cercare spazio e alleanze ad Est, con la Russia (purtroppo caduta nelle mani del bolscevismo), del Vicino e Medio Oriente[1] (caduto nelle mani della Gran Bretagna[2], più vicina all’Atlantico e agli Usa che non all’Europa).

Così l’Europa restò isolata e la potenza britannica e quella statunitense non hanno avuto difficoltà nel conquistare l’egemonia culturale, politica ed economica in un’Europa troppo piccola e sola per potersi difendere, avendo perso le due Guerre Mondiali o Europee, fatte appostadal “Nuovo Mondo” (protestante, anglosassone e giudaico/massonico) per indebolire il “Vecchio Continente” (ancora troppo greco/romano e cristiano).

L’Europa si è ritrovata nell’impossibilità di essere una superpotenza mondiale (come lo era nell’Ottocento) e di poter restare libera, indipendente e veramente europea di lingue (rimpiazzate oggi dall’anglo/americano), di cultura, di arte, di costumi e di religione, che è cristiana. La storia delle radici “giudaico-cristiane” dell’Europa, infatti, non sta in piedi, primo perché il giudaismo attuale o talmudico è l’esatto contrario del Cristianesimo e ne è il nemico mortale; secondo perché le vere origini europee sono greco/romane perfezionate dal Cristianesimo.

Una Germania forte non piace all’Atlantismo

All’Inghilterra e agli Usa ha sempre dato fastidio il rafforzamento della Germania, che unificata- dopo le guerre del 1866 e del 1870 contro l’Impero austriaco e contro la Francia – era diventata la Nazione più potente dell’Europa. Perciò esse hanno sempre cercato di distruggere la Germania per timore che potesse guidare l’Europa verso una rinnovata vigoria, la quale doveva essere impedita a tutti i costi, anche mediante due Guerre Mondiali (1914-1945) e una terza “guerra occulta” socio/economica/etnico/religiosa: l’Unione Europea kalergista (1990-2107).

Si capisce come una Germania forte, in un’Europa che avrebbe potuto ritrovare le sue radici, non poteva essere tollerata dagli Usa e dalla GB.

Tuttavia le due Guerre Mondiali ci hanno insegnato che anche con una Germania potente l’Europa non è competitiva con la GB e gli Usa e che la GB mai lascerà gli Usa (anche se come a Dunkerque le dovessero risparmiare la vita) per entrare in un’Europa con lei veramente forte, che potrebbe aprirsi ad Est ed al Vicino e Medio Oriente.

La massoneria e la Prima Guerra Mondiale

La Prima Guerra Mondiale è stata voluta dalla massoneria per abbattere gli ultimi bastioni del Sacro Romano Impero e dalla GB per eliminare un pericoloso concorrente: la Germania unificatasi nel 1871. L’entrata in guerra nel 1917 degli Usa provocò la sconfitta della Germania e degli Imperi Centrali.

Somiglianze e differenze tra le due Guerre Mondiali

Vi è, però,oltre alle somiglianze sopra viste una certa qual differenza tra le due guerre mondiali. Infatti la Prima Guerra Mondiale o Europea è stata una lotta tra potenze europee simili (Imperi o Regni) ad eccezione dell’Inghilterra, della Russia (limitrofe all’Europa) e degli Usa (assai distante da essa), con lo scopo di annullare la potenza della Germania e dell’Austria-Ungheria ed anche per obiettivi di espansione imperialista.

La Seconda Guerra Mondiale o Europea ha avuto innanzitutto evidenti motivi ideologici (la lotta delle “democrazie”plutocratiche e proletarie contro le dittature) fra sistemi politici, economici e sociali fortemente opposti (Stati liberisti e bolscevichi contro Stati sociali o corporativi).

Italia e Germania: pregi e difetti

Il Fascismo e il Nazionalsocialismo operarono importanti riforme sociali a favore delle classi più umili, un grande programma di opere pubbliche (autostrade, strade, ferrovie, aerei, treni, industrie anche belliche, bonifiche, ospedali, scuole…).

I guai per il Fascismo iniziarono solo quando manifestò ambizioni imperialiste e colonizzatrici verso l’Africa (1934). Lo scioglimento della massoneria nel 1925 e il Concordato con la S. Sede nel 1929 avevano allertato l’attenzione delle plutocrazie atlantico/occidentali, ma non le avevano ancora poste sul piede di guerra. La guerra a fianco della Germania a favore della Spagna di Franco (1936-1939) finì per indisporre le democrazie liberal/socialiste contro l’Italia.

Invece per la Germania i guai iniziarono sùbito con la presa del potere da parte di Hitler nel 1933 data l’ostilità tra lui e il mondo ebraico. In breve Germania e Italia perturbavano l’ordine del sistema anglo/americano e andavano abbattute.

L’alta finanza liberista contro l’Europa

Anche l’alta finanza si era schierata contro l’Italia che nel 1931/1934 aveva salvato dal disastro iperliberista (sul modello di Mises e Hayek) le grandi industrie e le banche nazionali, dipendenti dal potere politico. Infatti con la costituzione dell’Iri, ente statale proprietario delle grandi industrie e delle banche, il sistema italiano di economia mista (sul modello di Keynes), grazie ad un forte intervento dello Stato, pur lasciando un grande spazio alla libera imprenditoria dei privati, si resse economicamente sino alla fine del Novecento, evitando gli scogli – a destra e a sinistra – dello statalismo sovietico e dell’individualismo liberista assoluto, il quale negli anni Ottanta del Novecento, con Reagan in Usa e con la Thatcher in GB, ha portato poi, nel 2007, il mondo occidentale e l’Europa sull’orlo della seconda crisi o depressione economica (dopo quella del 1929) dalla quale ancora non siamo usciti.

L’Italia colpita dalle sanzioni (1934), isolata dal resto dell’Europa, fu costretta ad allearsi con la Germania e, attirata nella trappola della Seconda Guerra Mondiale, fu distrutta con la sua alleata.

In breve, pur con i loro limiti, i modelli socio/economici italo/tedeschi con i loro buoni risultati costituivano un modello di governo alternativo e concorrenziale a quello delle democrazie occidentali liberal/capitaliste e quindi erano un pericolo che andava rimosso, a differenza del fallimentare sistema sovietico, mediante una guerra ancora più ideologica della Prima Conflagrazione Mondiale.

La vittoria americana

Il risultato delle due Guerre Mondiali/Europee fu la completa vittoria non solo militare, ma socio/economica, politica, culturale, artistica degli Usa (realizzatasi compiutamente col 1968) che le ha dato la piena egemonia sull’Europa, la quale ha perso la sua identità e a partire dal 1990 anche le sua prosperità finanziaria.

Gli Usa hanno imposto il loro dominio economico, finanziario, industriale, culturale e militare, esigendo il dollaro come moneta internazionale e come riserva di moneta; la Nato ossia il patto dell’Alleanza Atlantica come organismo permanente di difesa, sotto comando statunitense; il cinema, la musica e la “letteratura” americana come modello universale di riferimento; la moda e la cucina americane esportate in tutta Europa; la lingua anglo/americana che ha rimpiazzato universalmente il latino una voltaUrbis et orbis lingua; infine il neo-liberismo radicale di Mises e Hayek ha portato all’estremo arricchimento di pochi e al generale impoverimento di molti.

La Terza “Guerra”

Il terzo periodo della Guerra Mondiale/Europea è iniziato in Europa con la presa di potere dell’ideologia liberista sùbito dopo la caduta del Muro di Berlino. In Italia il fenomeno di “Mani pulite”, l’introduzione dell’Euro e l’Unione Europea hanno accelerato il dissolvimento economico del nostro Paese in maniera impressionante.

Riassumendo

Il risultato delle prime due Guerre Mondiali/Europee è stato1°) la distruzione della potenza militare e politica delle Nazioni europee; 2°) la perdita del primato culturale e artistico dell’Europa occidentale.

La terza catastrofe europea è iniziata negli anni Novanta ed è stata una rovina economica e sociale da cui ci vorranno decenni per risollevarsi.

Da tutto ciò ne è scaturita la putrefazione dell’Europa senza che nessuno cerchi di far qualcosa per fermarla. Tutto ciò è avvenuto anche grazie all’applicazione pratica delle regole economiche della scuola austriaca di Mises e Hayek e non senza l’influsso delle sette segrete che di nascosto dirigono ogni cosa.

Il rimedio

La Convenzione Europea di Strasburgo ha approvato (13 maggio 2002) una risoluzione radicalmente laicista, che confina il Cristianesimo nel privato e vorrebbe cancellare le radici del Cattolicesimo, il quale ha contribuito a formare l’Europa dopo la caduta dell’Impero romano antico.

Se non si torna ad un rapporto di collaborazione tra Cristianesimo ed Europa sarà la catastrofe. Umanamente parlando, però, questo ritorno appare impercorribile. Quindi tutto dipende dalla Provvidenza, i cui disegni restano, tuttavia, a noi velati.

È vero che il Cattolicesimo-liberale e democristiano (o modernismo sociale) ha sfigurato il volto del Cattolicesimo romano tradizionale ed occorre perciò studiare la vera natura del Cattolicesimo e non la sua parodia modernistica, che allontana le anime sincere da Cristo.

La via da imboccare, con l’aiuto di Dio onnipotente, è quella del ritorno alle origini tradizionali del Cristianesimo, guardando al futuro. Certamente essa èumanamente difficile, ma a Dio tutto è possibile.

Possiamo respingere questo ritorno alla Tradizione apostolica, patristica e scolastica del Cristianesimo, ma allora correremo verso il baratro. Quindi ci troviamo di fronte ad un dilemma: o torniamo alla filosofia perenne, al realismo della conoscenza, alla metafisica dell’essere, alla cooperazione gerarchicamente subordinata del potere temporale con quello spirituale, oppure corriamo verso il precipizio nichilistico.

L’Europa odierna sembra aver smarrito la sua identità e come “un vaso di coccio tra due vasi di ferro” (Usa/Israele e Islam) non riesce e ritrovare la propria anima e sbanda disorientata tra l’Occidente atlantico americanista e l’islamismo, ma nei periodi di crisi occorre attingere alla fonte pura e viva della propria cultura e vita, che è la metafisica greco/romana, la patristica e la scolastica. L’Umanesimo, il Protestantesimo, la Rivoluzione francese, il Risorgimento, il Liberalismo, l’Illuminismo sono rivoli inquinati e non la fonte di acqua viva del pensiero europeo. Non si può guardare positivamente al futuro senza conoscere il proprio passato. Tornare alle fonti non è mai anacronistico. I grandi filosofi e teologi dell’antichità e del medioevo (continuato dalla seconda e terza scolastica) ci offrono la vera dottrina per agire conseguentemente e uscire dalla crisi che ci avvolge.

Jacque Le Goff scriveva: “L’Europa è una grande speranza che si realizzerà soltanto se terrà conto della sua storia: un’Europa senza storia sarebbe orfana. Poiché l’oggi discende dall’ieri e il domani è il frutto del passato. L’avvenire deve poggiare sulle eredità che sin dall’antichità hanno arricchito l’Europa. Solo così possiamo apportare elementi di risposta alle grandi domande: Chi siamo? donde veniamo? dove andiamo?”.

d. Curzio Nitoglia

Annunci
Galleria | Questa voce è stata pubblicata in Articoli don Curzio. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...