Varie Forme di Esoterismo Pubblico Contemporaneo ~ [“Eranos”, “Esalen” e dintorni]

L’Istituto “Eranos” in Italia ed “Esalen” in Usa

In Italia ai confini con la Svizzera, tra Stresa, Verbania e Locarno, ad Ascona, sul Lago Maggiore, sorge l’Istituto Eranos di cui fu il nume tutelare il padre della psicanalisi “spiritualista” o meglio “esoterista” Gustav Jung, Istituto che ogni anno da circa un secolo organizza delle conferenze finalizzate alla evoluzione della cultura europea mischiando spiritualità gnosticheggianti ed esoteriche occidentali e estremorientali in vista di un “meta-cristianesimo” (come lo chiamava il padre spirituale del neomodernismo Pierre Teilhard de Chardin).

Negli Stati uniti d’America, nello Stato della California presso Big Sur non lontano da San Francisco, sorge un altro Istituto analogo all’Eranos che si chiama Esalen, il quale si rifà alla dottrina New Age (Movimento del Potenziale Infinito Umano), la quale è una forma più essoterica o pubblica e di massa dello gnosticismo magico/esoterico o iniziatico/segreto dell’Eranos.

Ad Esalen si pratica, in maniera molto “spicciola”, popolare, pragmatica e “pratico/pratica” – con l’aiuto della droga – lo yoga, il tantra, lo sciamanesimo e perfino una sottospecie di cabalismo panteistico e auto-divinizzante (mentre ad Eranos queste medesime dottrine sono insegnate in modo più cattedratico) allo scopo di soppiantare il cristianesimo e specialmente il cattolicesimo romano con il “meta-cristianesimo” teilhardiano e neomodernistico. Infatti anche il protestantesimo unitariano a calvinista statunitense vi è ammesso (il “teologo” protestante Paul Tillich vi tenne delle conferenze attorno agli anni Settanta). Qui più che Jung (come ad Eranos in Italia) è di casa lo psicanalista “materialista” Sigmund Freud, che assieme al marxismo trotzkista – letto dalla Scuola di Francoforte di Adorno e Marcuse (trasferitasi in Usa nel 1933) in chiave psicanalitica e nichilistica – ha finito per dare il colpo di grazia a quel che restava della cultura metafisica europea (greco/romana, patristica e scolastica) per trasformare l’individuo nella sua stessa mente o psiche e renderlo un “animale selvaggio” come voleva lo Strutturalismo francese (di Lévi-Strauss e Lacan) padre spirituale del Sessantotto assieme alla Scuola di Francoforte.

L’Io assoluto

L’Io assoluto è il Fine ultimo di Eranos e Esalen, perché deve rimpiazzare D-“io”. Quindi non si può non tener conto dell’esoterismo magico o alchemico di origine cabalistica – trasmutatore dell’uomo in “D-io” – per capire come certi movimenti di pensiero recenti (Scuola di Francoforte, Strutturalismo, Trotzkismo, Freudismo nicciano…) abbiano avuto un ruolo così decisivo nella distruzione dell’uomo nella sua ragione logica, nella sua morale oggettiva e naturale e persino nel suo essere finito per partecipazione dell’Essere infinito e incausato.

Occultismo esoterico e modernismo

Le “origini occulte del Modernismo” sono da ricercare in “certe occulte attinenze all’odierno movimento quale viene espresso nel Santo di Fogazzaro” (G. Ambrosini, Occultismo e Modernismo, Bologna, Tipografia Arcivescovile, 1907, p. 1).

Antonio Fogazzaro “fu tra i primi in Europa ad interessarsi della psiche umana, aprendo la strada a Bergson, a Freud e alla cosiddetta letteratura dell’interiorità [o psicoanalisi, nda]” (G. Sale, La Civiltà Cattolica, 2 aprile 2011, p. 9). Inoltre la pubblicazione e l’ampia diffusione de Il Santo “confermò in molti uomini di Chiesa la convinzione che si stava preparando da parte di un gruppo di novatori radicali un attacco frontale contro la dottrina tradizionale cattolica […]. Essi erano considerati alla stregua di una ‘Massoneria cattolica’ […] volta a trasformare dall’interno l’apparato ecclesiastico ” (ib., p. 13).

Fogazzaro in persona aveva scritto nel suo romanzo Il Santo: “Vogliamo tutti ordinare la nostra azione. Massoneria cattolica? Sì, Massoneria delle catacombe” (A. Fogazzaro, Il Santo, Milano, Baldini & Castoldi, 1905, p. 44). Non a caso San Pio X definì il Modernismo “clandestinum foedus” (Motu proprio, Sacrorum Antistitum, 1° settembre 1910), ossia “una sétta segreta”, proprio come la Massoneria.

Inoltre padre Gioacchino Ambrosini ha scorto alla fonte degli errori modernistici di Fogazzaro la dottrina segreta ed occultistica della Teosofia, fondata da Elena Blavatsky nel 1875 a New York: “La Teosofia attinge alle fonti massoniche e specialmente all’insegnamento del noto cabalista Eliphas Levi” (G. Ambrosini, Occultismo e Modernismo, Bologna, Tipografia Arcivescovile, 1907, p. 8). La Blavatsky, mediante la dottrina teosofica, cabalistica e massonica, “si proponeva di fondere assieme tutte le religioni e costruire una grande fratellanza umana su tutta la terra” (ib., p. 13). Per giungere a tale scopo, secondo Fogazzaro messosi alla scuola della Cabala e della Teosofia, “bisogna lavorare a riformare il cattolicesimo romano in senso progressista e teosofico, mediante un Papa che si lasci convincere da queste idee” (ib., p. 22). Infine la Teosofia “addita ai Cristiani, e specialmente ai Cattolici, come unica via per avviarsi ed attingere al più alto Cristianesimo la via del Ghetto” (ib., p. 233), ossia la Cabala.
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Il volto nascosto dell’Onu: il relativismo contro la ragione e la legge naturale

L’Organizzazione delle Nazioni Unite sembra apparentemente e pubblicamente una Associazione per la difesa del diritto internazionale, ma in realtà – come ha dimostrato nei suoi numerosi libri tradotti anche in italiano – mons. Michel Schooyans (professore emerito di Filosofia politica all’Università cattolica di Lovanio in Belgio) ha, come il modernismo, un “volto nascosto”.

Secondo padre Schooyans, il quale prova ciò che asserisce fornendo citazioni irrefragabili, secondo gli “Onu/siani” o la setta degli “illuminati” che dirige l’Onu da “dietro le quinte”, bisogna dirigere l’evoluzione dei popoli e dei Continenti anche con la coercizione e la guerra “preventiva” secondo i piani relativisti (di origine soggettivista, idealista e liberale) delle élite dei popoli e delle Nazioni, che sole ne conoscono il vero bene comune.

Dopo aver distrutto le Nazioni in Europa (1a e 2a guerra mondiale) il primo colpo andava assestato alla famiglia (divorzio, aborto ed eutanasia …), il secondo all’individuo stesso (libera droga, psicanalisi, musica rock, moda, irrazionalismo nichilistico e matrimoni omosessuali …). Il collante delle varie ramificazioni Onu/siane, secondo mons. Michel Schooyans, è il relativismo soggettivistico.

S. Tommaso d’Aquino nella Somma Teologica (II-II, q. 154, aa. 11-12) spiega che chi nega (come ha fatto la Modernità idealistica a partire da Cartesio sino ad Hegel) i primi princìpi speculativi nell’ordine del pensiero (soprattutto il principio di identità e non contraddizione) arriverà presto o tardi (come la post-Modernità nichilistica da Nietzsche ad Adorno e al Sessantotto) a infrangere il primo principio per sé noto di ordine pratico o morale che è la sinderesi: “il bene è il bene, il male è il male, il bene non è il male, fa il bene evita il male” e teorizza i disordini immorali contro-natura perché è disordinato intellettualmente contro le verità evidenti (l’oggettività della conoscenza umana…). In breve un mondo fondato sul deliramento idealistico, secondo cui è il pensiero a creare la realtà, non può non finire nel “trionfo” del nulla o del non-essere nichilistico.

L’Unione Europea braccio armato dell’Onu

Come si può constatare il piano teorico relativista e nichilista dell’Onu è stato calato dalla Unione Europea di Bruxelles in legge pratica. L’UE infatti castiga e si fa sentire quando bisogna fare il male e infrangere la legge naturale (per esempio, l’Ue condanna l’Italia perché non ha adottato ancora la legge che equipara i matrimoni eterosessuali a quelli omosessuali, luglio 2015), ma non si fa sentire quando bisogna evitare il male e rispettare i diritto naturale (per esempio, quando l’Italia chiede all’Europa di aiutarla nei confronti dell’India ad ottenere un processo immediato contro due suoi militari, allora l’UE risponde che è una questione italiana ed è l’Italia che deve occuparsene. Così pure quanto alla invasione da parte degli immigrati che sbarcano a migliaia ogni dì sulle nostre coste).

A questo punto bisognerebbe interrogarsi se la permanenza nell’UE delle Nazioni una volta europee ed ora americanizzate sia conveniente ai loro interessi culturali, politici ed economici. Economicamente da quando è stato introdotto l’euro il costo della vita in Italia si è raddoppiato (infatti il cambio è stato fatto malamente: non 1 euro = 1000 lire, ma 1 euro = 2000 lire). Politicamente l’Italia conta sempre meno come Nazione, anzi sembra esser quasi scomparsa e culturalmente sta perdendo anche le ultime reliquie della cultura classica greco/romana e cristiana patristico/scolastica e persino la sua identità di popolo e di Patria.

Non mi sembra che abbia torto Putin quando ci dice che stare nell’UE significa andare contro i nostri interessi per fare quelli dell’Imperialismo atlantico statunitense. Se riuscissimo a sganciarci da questa apparenza di “Europa” delle logge, delle banche e della finanza apolide sarebbe un gran guadagno per la nostra civiltà, spiritualità ed economia realmente europea, ossia greco/romana e cattolico/romana.

Umanamente è molto difficile realizzare ciò. Si è visto come abbia fallito la Grecia che pur aveva avuto la maggioranza dei suffragi nel Referendum di luglio 2015 e sarebbe stata aiutata dalla Russia di Putin a sopravvivere all’embargo degli Usa ed UE. Tuttavia non dobbiamo perderci d’animo, infatti…

Il “piccolo numero relativo” dei fedeli della “Chiesa di Dio” rispetto al gran numero degli increduli della “contro-chiesa di Satana” verso la fine del mondo

“Il Figlio dell’uomo troverà la fede sulla terra?”. Nel Vangelo di S. Luca (XVIII, 6-8) si leggono queste parole nel contesto della parabola della vedova e del giudice malvagio, la quale vuole insegnarci che alla fine del mondo non ci sarà un’abbondante Fede (come quella della vedova) relativamente alla gravità del momento, ossia alla “grande apostasia” predetta da San Paolo.

Insomma vi è un’analogia con la parabola e la dottrina del piccolo numero degli eletti relativamente alla maggior parte dei reprobi “multi vocati pauci electi” (Mt., XX, 16), vale a dire: in sé coloro che si salvano son molti (“turba magna”, Apoc.), ma relativamente a coloro che vogliono rifiutare il dono di Dio e si dannano sono relativamente pochi, così alla fine del mondo i veri fedeli saranno relativamente pochi rispetto al gran numero degli infedeli in sé considerato.

La Chiesa sussisterà “ogni giorno sino alla fine del mondo” anche se i membri della contro-chiesa o della “Sinagoga di Satana” (Apoc., II, 9) verso la fine del mondo, durante il regno dell’Anticristo finale, saranno quantitativamente più numerosi rispetto ai fedeli della vera Chiesa di Dio.

Tuttavia ciò non deve portarci a credere che la Chiesa scomparirà quasi totalmente alla fine del mondo e non deve farci credere (come i Testimoni di Geova) che si salvano solo 144mila persone.

Giustamente San Beda il Venerabile scrive: «nel passo del Vangelo di Marco (VI, 47-56) è scritto che la Nave (ossia la Chiesa) si trovava nel mezzo del mare, mentre Gesù stava da solo sulla terra ferma: poiché la Chiesa non solo è tormentata ed oppressa da tante persecuzioni da parte del mondo, ma talvolta è anche sporcata e contaminata di modo che, se fosse possibile, il suo Redentore, in queste circostanze, sembrerebbe averla abbandonata completamente» (In Marcum, cap. VI, lib. II, cap. XXVIII, tomo 4).

Infatti soprattutto verso la fine del mondo coll’intensificarsi delle persecuzioni, che toccheranno l’apice col regno dell’anticristo finale, sulla terra non ci sarà quella forte Fede “da spostare le montagne” necessaria in quei frangenti per sormontare le prove estreme, in cui le forze del male si scateneranno con tutta la loro rabbia e aggressività e molti apostateranno rispetto ai pochi che rimarranno fedeli.

La frase del Vangelo di S. Luca non deve essere letta in maniera radicalmente pessimistica e quasi disperata, come se la Chiesa finisse all’approssimarsi della parusia. «Il Maestro non nega in maniera assoluta l’esistenza della Fede negli uomini che vivranno negli ultimi giorni. […]. La prospettiva dolorosa della fine dei tempi, non si identifica con una dichiarazione sconsolata e senza speranza per la sorte finale del regno di Dio sulla terra ossia della Chiesa. […]. Il Maestro ha inteso richiamare gli uomini al dovere della vigilanza affinché essi, alla sua parusia, siano trovati in pieno fervore di Fede, di preghiera e di opere. […].
Ammonendoci che alla fine del mondo si avranno prove di un’estrema gravità, le quali per molti – considerati per rapporto ai fedeli ferventi – saranno causa di raffreddamento di preghiera e carità e di defezione dalla Fede» (G. Rossi, a cura di, Cento problemi biblici, Assisi, Pro Civitate Christiana, 1962, 2a ed., p. 472).
San Tommaso d’Aquino (S. Th. I-II, q. 106, a. 4 ad 4) spiega che “la Chiesa gerarchica durerà sino alla fine del mondo”. Onde la spiegazione dello scomparire della Chiesa gerarchica colla sola permanenza di alcuni fedeli non sta in piedi.

Quando Dio dice “Basta!”

Lattanzio nella sua opera De mortibus persecutorum (tr. it. Come muoiono i persecutori, Roma, Città Nuova, 2005) scritta attorno al 320 d. C. afferma che lo scopo di questa sua opera è di far conoscere quanto sia grande la pazienza e la potenza di Dio nel permettere prima le persecuzioni dei suoi amici e poi nell’annientare i suoi nemici, ossia i persecutori.

Quindi non bisogna scoraggiarsi di fronte alle persecuzioni perché Dio stesso permette lo scatenarsi delle vessazioni e spesso ritarda la punizione dei malvagi per dimostrare ai mondani la sua infinita pazienza, ma anche il suo inflessibile giudizio dei persecutori ai quali, prima o poi, infligge il castigo che si son meritato con le loro azioni perverse.

Perciò è importante riportare innanzitutto la storia dei cristiani perseguitati e poi la triste fine dei loro aguzzini. Infatti occorre leggere i fatti alla luce della fede e dell’eternità (“sub specie aeternitatis”). Il cristianesimo, come Cristo, ha trionfato dopo essere stato perseguitato e “crocifisso”. Croce viene dal latino “cruciari”, ossia essere tormentato. Il cristiano che non vuol essere tormentato rinuncia alla consolazione che viene dopo la prova. Nessuno dimentichi che l’unico Padrone della storia è Dio, non l’uomo e neppure il diavolo. “Il sangue dei martiri è seme di cristiani” (Tertulliano). Iddio alla fine conforta sempre il suo piccolo gregge, in parte sconvolto dai lupi rapaci ed abbatte le belve feroci che hanno assalito le pecore. Quindi abbiamo fede e speranza nel trionfo del Signore!

In questi tristissimi tempi in cui si vuol obbligare con forza di “legge” i bambini alla perversione teorica e pratica (anche contro-natura, conclusione pratica necessaria della follia teoretica idealistica) contro la virtù della Purezza Dio non può non intervenire per salvare i suoi eletti, i quali “si dannerebbero se questi giorni non fossero abbreviati”.

d. Curzio Nitoglia

25 luglio 2015
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