RIDERE SUL SERIO

Ecstatic senior woman driving a convertible

Ecstatic senior woman driving a convertible (Image by © Norbert Schaefer/CORBIS)

Diario di una donna al volante.

2 gennaio. – Evviva! Mi hanno dato la patente! Finalmente posso guidare la mia macchina.

8 gennaio. – L’autoscuola ha organizzato una festa perché ho finito… . Gli istruttori si son commossi. Uno mi ha detto che avrebbe fatto celebrare una Messa in ringraziamento… .

12 gennaio. – Ho comprato una macchina. Sfortunatamente l’ho dovuta lasciare al concessionario perché mi sostituisca il paraurti posteriore: quando ho provato a uscire ho messo la retromarcia invece della prima.

14 gennaio. – Ecco la macchina riparata! Ho deciso di fare un giro per festeggiare. Evidentemente anche molta altra gente ha avuto il mio stesso pensiero perché sono stata seguìta da una fila incredibile di automobili che suonavano come se andassimo ad un matrimonio! Ho allora ridotto la velocità per partecipare alla loro gioia e gli altri hanno apprezzato molto il mio gesto perché suonavano ancora più forte… .

22 gennaio. – I miei vicini di casa sono molto carini. Hanno messo dappertutto nel nostro cortile ove parcheggio cartelloni con su scritto: “ATTENZIONE ALLE MANOVRE!”. Ci sono ancora persone gentili a questo mondo!

31 gennaio. – È la fine dell’anno. Gli automobilisti in festa suonano continuamente e mi fanno dei grandi gesti… . Uno addirittura mi ha detto anche qualcosa, ma non potuto capire bene, perché non ho trovato il bottone per abbassare il vetro.

10 febbraio. – Addirittura gli automobilisti mi indicano la strada e capiscono dove devo andare. Uno mi ha gridato talmente forte “Tornatene a casa tua” che l’ho sentito anche con i finestrini chiusi. Che carino! Come avrà fatto a sapere che stavo tornando a casa? Avrei voluto chiederglielo, ma non so ancora dove si trova il bottone alza-cristalli.

19 febbraio. – Roma è male illuminata. Oggi sono uscita per la prima volta di notte e ho dovuto mettere gli abbaglianti. Tutti gli altri automobilisti hanno fatto come me, l’unica cosa che non ho capito è perché suonassero e lampeggiassero. Forse per ringraziarmi dell’ottima idea.

26 febbraio. – Oggi ho avuto un piccolo incidente. Sono entrata in una rotonda e siccome c’erano parecchie auto (penso addirittura quattro!) non sono riuscita ad uscirne. Ho continuato a girare tondo tondo stando bene al centro della rotonda. Però mi è venuto il capogiro e sono andata a sbattere contro il monumento di Garibaldi in mezzo alla rotonda. Dovrebbero limitare l’accesso alle rotonde ad una sola vettura la volta!

3 marzo. – La sfortuna mi perseguita! Mentre uscivo dal mio cortile ho schiacciato sul pedale dell’acceleratore e non su quello del freno! Ho urtato una macchina che passava proprio in quel momento. Per fortuna il conducente era l’istruttore che mi ha dato la patente. Gli ho chiesto scusa prendendomi tutta la colpa, ma lui, così gentilmente, non faceva che ripetere “che Dio mi perdoni, che Dio mi perdoni!”.

2 novembre. – Mi reco al cimitero. Vado di fretta e passo col semaforo appena rosso. Mi sento un po’ in colpa, ma mi rincuoro ben preso. I Carabinieri dietro a me hanno fatto la stessa cosa e mi lampeggiano per incoraggiarmi…

Tratto da Pier Giorgio Gianazza, Per ridere sul serio, Paoline, Milano, 2008, pp. 36-38.

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