IRAQ, SIRIA, IRAN, USA: l’evoluzione veloce e preoccupante della situazione in MO

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La situazione mediorientale sta evolvendo velocemente e in maniera sempre più preoccupante.

La “democratica” rivoluzione primaverile del 2011 oramai ha gettato la maschera e neppure gli Usa & i media possono nascondere l’orrenda realtà che si cela dietro la sua maschera.

I “gloriosi ribelli” al “tiranno” di ieri (Putin, Assad, Alì, Gheddafi) oramai son per tutti ciò che erano in sostanza anche prima, ma che veniva occultato ai comuni mortali.

Un’entità di jiadhisti, fanatici ancor più dei qaedisti, che si chiama ISIS, o ISIL (Stato islamico dell’Iraq e del Levante, o della Siria-Sham ), vuole creare un Califfato strettamente islamista, in cui viga la sharia stretta, Califfato che vada dalla Siria all’Iran passando per l’Iraq e confini con la Russia per potere portare la sharia, oltre che in Cecenia e in Georgia (le “rivoluzione arancioni” della fine degli anni Novanta sino al 2008), anche in Ucraina e in Crimea (febbraio 2014) così da permettere agli Usa di intervenire massicciamente in quelle zone martoriate.

Da circa 15 giorni l’Isis con i suoi guerriglieri, che hanno momentaneamente abbandonato la Siria, si son diretti in Iraq e lo hanno conquistato arrivando alle porte di Bagdad.

Costoro nel recente passato son stati finanziati, organizzati e addestrati dai Governi e dai Servizi dell’intelligence statunitense, israeliana, saudita ed anche europea (specialmente britannica e francese). Però ora si sono emancipati apparentemente dal loro “stregone” e come ogni buon “apprendista” cercano di fare da sé, suscitando la gelosia e l’apprensione del maestro.

L’ISIS (che chiama e raccoglie tra le sue fila circa 5 mila islamisti non arabi, che vengono reclutati in Europa tramite messaggi video-registrati in inglese e diffusi su internet) in Siria ha ucciso migliaia di siriani non integralisti e di cristiani, ma sino a 15 giorni fa non si doveva sapere. Ora in Iraq l’Isis stessa ha cine-ripreso 1.700 esecuzioni di irakeni e le ha diffuse via internet. La realtà questa volta è più difficile da manipolare.

Perciò gli Usa cercano, dopo aver portato il “Dis-ordine Mondiale” in Iraq (1990/2003), di correre ai ripari e di coinvolgere addirittura l’Iran (considerato sino a 15 giorni fa l’Impero del male) per fermare l’avanzata dell’apprendista stregone sfuggito al suo maestro, tanto ricco e prepotente quanto stupido ed incapace. Infatti gli Usa sanno bombardare, ma non combattere sul terreno (come è successo in Europa nel 1944, in Indocina e in Vietnam nel 1953/54, in Afghanistan nel 2001 e in Iraq nel 2003) e quindi hanno bisogno di soldati iraniani che penetrino in Iraq (come negli anni Ottanta ebbero bisogno degli irakeni di Saddam che penetrassero nell’Iran di Khomeini), mentre il nord America sgancerà coraggiosamente dall’alto bombe con droni e aerei convenzionali.

Le forze militari governative irakene, prezzolate e senza ideali, son fuggite davanti ai jiadhisti dell’Isis ed hanno lasciato loro in mano gli armamenti pesanti e di tecnologia altamente avanzata che gli Usa aveva dato al nuovo Iraq risorto dalla dittatura dello “spietato” Saddam.

Per ora l’ISIS controlla in Iraq Falluja, Ramadi, Tikrit, Mosul, Ninive e in Siria Raqqa, che è diventata la capitale di un vero e proprio Califfato islamista nello Stato siriano.

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La Russia e soprattutto l’Iran, che hanno sostenuto (assieme a Hezbollah) sin dal 2011 la Siria nella guerra contro l’ISIS, ora sono chiamati a svolgere un ruolo di primo piano in Iraq, ma poi difficilmente lasceranno il terreno in mano americana (Putin e Khamenei non sono Hollande o Napolitano), che cerca sempre di impadronirsi del medio oriente e dell’eurasia.

L’Unione Europea non può dormire sonni tranquilli poiché centinaia di migliaia di islamisti sono giunti via nave (italiana: operazione “Mare nostrum”) in Sicilia e di lì si son spostati dall’Italia nell’Europa intera. Non dobbiamo illuderci, ciò che accade in medio oriente e in Russia potrebbe accadere anche in Europa, ma, mentre la Siria, l’Iran e la Russia hanno forza e ideali per combattere, l’Europa manca di entrambi e cadrà come una pera marcia (v. Iraq 2014).

Inoltre la Russia ha chiuso il gasdotto che rifornisce l’Ucraina e l’Europa e come minimo l’inverno prossimo rischia di essere freddo se non peggio. In Israele, sùbito dopo lo show pacifista e utopista di Francesco I, che ha accolto in Vaticano i Palestinesi e gli Israeliani, Netanyahu ha attaccato la Cisgiordania e un gruppo di coloni ultraortodossi ebrei guidati da un Ministro di Netanyahu è entrato nel Cenacolo ove Gesù istituì l’Eucarestia ed ha cacciato i fedeli cattolici riuniti lì in pellegrinaggio urticandoli con spruzzi di candeggina. “Parleranno di pace e vi saranno guerre” diceva il Profeta già nell’Antico Testamento a proposito dei cattivi pastori.

La conclusione oramai si fa sempre più chiara a tutti. L’11 settembre del 2001 è stato un pretesto sfruttato per aggredire l’Afghanistan e poi l’Iraq di Saddam, come già fece l’America per entrare nella prima e seconda guerra mondiale nel 1917 col Lusitania e a Pearl Harbour nel 1941.

Oggi è evidente che Saddam rispetto ai suoi nemici non era quel mostro che ci presentava la stampa “politicamente corretta”. Poi è venuta la volta dell’Iran, ma non si è osato aggredirlo sùbito, quindi si è passati alla Tunisia, Libia ed Egitto (e si costata oggi che si stava molto meglio sotto Gheddafi, ben-Alì e Mubarak che sotto i guerriglieri islamisti prezzolati dagli Usa) e poi si è giunti fatalmente alla Siria (2011), la quale imprevedibilmente ha resistito anche perché fortemente sostenuta dall’Iran, dalla Russia, da Hezbollah e dalla Cina. Quindi son cominciate “le dolenti note a fàrmisi sentire”: la guerra contro la Siria sembra essere l’inizio della fine dell’Impero israelo/americanista (Grande e Piccolo Satana). Infine nel febbraio 2014 è stata pilotata, dall’America del nord, un’altra rivoluzione spontanea in Ucraina e in Crimea contro Putin, che è l’ostacolo principale per il Nuovo Ordine Mondiale ebraico/americanista, però “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi” e nel giugno del 2014 i “gloriosi ribelli” che combattevano in Siria contro Assad, il nuovo ‘Hitler’, hanno invaso l’Iraq e hanno gettato troppo platealmente la maschera costringendo gli Usa a cambiare momentaneamente rotta, ma sempre (non facciamoci illusioni: “il lupo cambia il pelo ma non il vizio”) con lo scopo di ritornare dall’Iraq alla Siria e quindi all’Iran e alla Russia.

È chiaro lo schieramento che si sta affrontando ora per la destabilizzazione del medio oriente e dell’eurasia e per il dominio del mondo. Da una parte l’accampamento mondialista: Usa, Israele e UE contro – dall’altra parte – l’accampamento della Siria, dell’Iran e della Russia. Cosa succederà? Solo Dio lo sa. Quel che è certo è che la situazione è molto grave e foriera di una probabile nuova guerra mondiale.

d. Curzio Nitoglia

26 giugno 2014

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