La Fonte ed il Fine delle Due Guerre Mondiali

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La Fonte ed il Fine delle Due Guerre Mondiali

Introduzione

Quando il potere morale della Chiesa  sulla società civile diminuisce, la ‘contro-chiesa’, ossia la “sinagoga di satana” (Apoc., II, 9), che dirige le forze occulte (massoneria, plutocrazia e modernismo) e le forze visibili (democrazia e bolscevismo) nella guerra  contro Cristo, occupa il suo posto e dirige, da dietro le quinte, le vicende storiche, finanziarie, sociali e politiche dell’umanità.

Il giudaismo talmudico si trova alla fonte di tutte queste forze (cfr. J. Lémann, L’entrée des Israelites dans la société française, Parigi, 1886), la sua ideologia consiste nella vendetta, nel non-perdono, nel non-oblio. Esso vive in un “passato che non passa” (Sergio Romano, Lettera a un amico ebreo, Milano, Longanesi, 1997) e si serve del presente per vendicarsi dei torti che ha subiti, i quali nella maggior parte dei casi sono stati dovuti ad una reazione dei Paesi alla preponderanza e prepotenza israelitica immischiatasi nei loro affari (cfr. Bernard Lazare, tr. it., L’antisemitismo. La sua storia e le sue cause, Verrua Savoia, CLS, 1999).

Il dominio del mondo da parte d’Israele è il cuore della letteratura millenaristica rabbinica o Apocalittica giudaica, nata 175 anni prima di Cristo, la quale portò al rifiuto di Gesù, che perdura tuttora nel giudaismo talmudico ed ha giocato un ruolo di primo piano nella prima e seconda guerra mondiale.

Monsignor Antonino Romeo scrive che la materia dell’Apocalittica è ideologica, politica ed escatologica, essa tratta «della finale rivincita d’Israele sulle forze del male; della vendetta sulle Genti e della restaurazione gloriosa di Israele. […]. Il Regno di Dio riveste generalmente l’aspetto nazionalistico-terreno: schiacciante rivincita di Israele, colmo per sempre di prosperità e di dominio». Il regno di Israele o del Messia, che coincide con la Nazione giudaica, «sarà di questo mondo, […], e riporterà l’Eden quaggiù. In tale concezione giudaica […] il Messia è rappresentato come un re ed un eroe militante. […]. Mai il Messia è intravisto come redentore spirituale, espiatore dei peccati del mondo». In breve «il tema supremo appare in funzione esclusiva della glorificazione di Israele, la ‘fede’ è l’impaziente attesa della bramata vendetta sulle Genti. L’aspirazione all’unione con Dio, l’amore di Dio e del prossimo esulano completamente da questi scritti Apocalittici, che fomentano la passione di rivincita e di dominio mondiale. […]. Verso le Genti gli Apocalittici sono implacabili: ogni compassione per loro passerebbe per debolezza di fede. […]. I ‘veggenti’ dell’Apocalittica infieriscono, con voluttà feroce, con odio insaziabile. Le “apocalissi” assumono un posto decisivo nell’astiosa propaganda contro le Genti; sono ordigni di guerra […]; al contrario del Vangelo (Mt. VI, 34), la religione apocalittica ha un solo cruccio e ansia: l’Avvenire […] gli Imperi delle Genti si annienteranno a vicenda finché il dominio universale non passerà a Israele». Ne consegue «il particolarismo giudaico, condannato dal Vangelo. Il più ambizioso nazionalismo vi rincara le sue pretese. Le Genti vi sono più disprezzate ed odiate che mai: il fosso tra Israele ed esse si trasforma in abisso».

Secondo alcuni esegeti (J. Klausner) l’Apocalittica “funge da collegamento tra il Vecchio Testamento e il Talmud” e il “suo esoterismo l’accosta alla Cabala” (Romeo/Spadafora, cit.). Tuttavia, specifica monsignor Romeo, «l’Apocalittica ha falsificato il Vecchio Testamento e, abbassando l’ideale messianico dei Profeti, ha ostruito le vie al Vangelo, ha predisposto i Giudei a respingere Gesù. Presentando un Messia che ridona a Israele l’indipendenza politica e gli procura il dominio universale, l’Apocalittica accentuò il particolarismo nazionalistico e spinse Israele alla ribellione contro Cristo e contro Roma, quindi al disastro».

Monsignor FRANCESCO SPADAFORA qualifica l’Apocalittica come «odio atroce contro i Gentili, morbosa attesa della rivoluzione e della liberazione futura di Israele. All’Apocalittica si deve la formazione del più acceso nazionalismo  ebraico, che sfocerà nella ribellione all’Impero romano. Tramite essa si spiega la fiducia cieca dei Giudei per straordinarie rivincite nazionali vaticinate dai ‘falsi profeti’».

L’Abate GIUSEPPE RICCIOTTI scrive: «ai veri ‘Profeti’ dell’Antico Testamento erano succeduti i falsi ‘veggenti’ dell’Apocalittica: i Rabbini, gli Scribi e i Farisei; ma l’opera di costoro non poteva sostituire adeguatamente quella dei primi. […]. Il Profeta, sotto l’azione dello Spirito Santo, era una “fonte di acque vive” (Ger. II, 13), lo scriba incanalava quelle acque facendole confluire nello stagno della casuistica. […]. I Profeti avevano parlato condizionatamente, e in particolar modo avevano annunciato le grandi promesse di Dio al popolo d’Israele in dipendenza dell’atteggiamento futuro di costui. L’Apocalittica al contrario non conosce condizioni; ciò che fu vaticinato deve avverarsi infallibilmente».

Ora nei primi anni del Novecento l’Europa avendo raggiunto il culmine del suo predominio divenne l’obiettivo dell’odio talmudico. Certamente si affacciavano sulla scena mondiale il Giappone a est e gli Usa a ovest, ma il predominio europeo non era ancora messo in seria discussione. Quindi l’Europa andava distrutta.

Fu così che nel 1914 l’Europa precipitò nella tragedia della prima guerra mondiale, la quale segnò l’inizio della sua decadenza. Tra le cause del primo conflitto vi furono certamente la vendetta (“revanscismo”) della Francia contro la Germania per la sconfitta subita nel 1870 e lo spirito esageratamente nazionalistico (“pangermanesimo”) del Kaiser tedesco Guglielmo II, che lo portò a sfidar l’Inghilterra puntando al predominio della flotta germanica sui mari e avviando un forte incremento di essa. Francia e Inghilterra si allearono nel 1904 e nel 1907 l’alleanza si allargò alla Russia. L’Europa si era divisa in due blocchi, con gli Imperi centrali accerchiati a occidente da Francia e Inghilterra e ad oriente dalla Russia.

Tuttavia non si può non tener conto dell’influsso della massoneria e dell’alta finanza, che ritenevano il Novecento il secolo del progresso, il quale avrebbe portato a compimento l’opera iniziata dalla Rivoluzione francese, in cui gli Imperi tradizionali non potevano più sussistere per lasciare il posto alla modernità.

Alcuni autori seri hanno dimostrato, appoggiandosi su fatti e documenti citati nei loro libri,  che l’entrata in guerra degli Usa nel 1917 e nel 1941, decisiva per la vittoria dei suoi alleati data la sua preponderanza economica, è stata facilitata dall’influsso delle potenti lobby ebraico/americane.

La prima guerra mondiale

Nel 1917 Francia e Inghilterra si trovavano in seria difficoltà e rischiavano di perdere la prima guerra mondiale contro la Germania, la quale si era liberata dal fronte russo-zarista a causa  della rivoluzione bolscevica dell’ottobre 1917 ed aveva investito il fronte occidentale con tutta la sua forza. Francia e Inghilterra furono salvate dalla disfatta grazie all’entrata in guerra degli Usa.

L’Inghilterra aveva imposto il blocco agli Imperi centrali dei rifornimenti via mare non solo di armi, ma anche di generi alimentari e materie prime. La  Germania, che possedeva una potente flotta di sommergibili, dichiarò un contro-blocco attraverso la guerra sottomarina totale ad ogni nave (anche neutrale) che navigasse verso le coste britanniche, la quale avrebbe potuto essere affondata dai sommergibili germanici senza preavviso.

Gli Usa protestarono e minacciarono l’intervento (che avrà luogo soltanto il 7 dicembre del 1917) contro la Germania già in seguito all’affondamento della nave inglese Lusitania, in cui avevano trovato la morte molti passeggeri americani, da parte di un sommergibile tedesco il 7 maggio del 1915. La Lusitania trasportava, oltre ai passeggeri, anche un carico di armi nascosto nella stiva. Così la Gb restò padrona dei mari e poteva rifornire se stessa e le forze alleate mentre gli Imperi centrali erano in gravi difficoltà logistiche.

Tuttavia la Germania i primi giorni del gennaio 1917 ricominciò la guerra sottomarina totale contro le navi che rifornivano la Gb, sperando che questa crollasse prima che gli Usa si mobilitassero e arrivassero in Europa, ma le cose andarono diversamente e il dicembre del 1917 gli Usa sferrarono l’attacco decisivo  contro gli Imperi centrali. Il 1918 fu l’anno della fine degli Imperi autoritari e del trionfo delle democrazie liberali, protestanti e giudaico-massoniche anglo/americane.

Molto interessante, poiché al di sopra di ogni sospetto, è il libro dell’ebreo sionista Samuele Landman, Great Britain, The Jews and Palestine (New Sionist Press, Londra, 1936). Questo libro porta le prove dettagliate dell’influsso decisivo ebraico nell’entrata in guerra degli Usa nel 1917. Vediamole brevemente.

Dal 1914 al 1917 i dirigenti sionisti fecero molti sforzi andati a vuoto per spingere gli Usa all’intervento bellico. Finalmente nel 1917 la “Dichiarazione Balfour” autorizzava gli ebrei a rientrare in Palestina in massa e a fondarvi un “focolare ebraico”. Sir Herbert Samuel in una conferenza intitolata L’Inghilterra e la Palestina pubblicata dalla Jewish Historical Society (Londra, 1936) raccontò come i politici inglesi nel 1916 iniziarono una serie di incontri riservati con i dirigenti sionisti americani sulla base di un “do ut des”, ossia: se voi inglesi ci date la Palestina, sulla quale avete  un mandato, noi ebrei americani vi promettiamo di far entrare gli Usa in guerra a fianco di voi. Così le sorti della prima guerra mondiale vennero ribaltate a sfavore della Germania e a favore dell’Inghilterra e della Francia.

Il ‘Documento Landman’ confermato dalla ‘Conferenza Samuel’ ci mostrano: 1°) quale potere avesse il giudaismo sugli Usa e la  Gb; 2°) come la prima guerra mondiale abbia contribuito alla fondazione dello Stato d’Israele compiuta dopo la fine della  seconda guerra mondiale (15 maggio 1948).

La prima guerra finì nel 1918 con la sconfitta  della Germania imperiale e dell’Austria-Ungheria.

Il potere ebraico, che si era manifestato occultamente nel 1916/17, si mostrò più apertamente durante il Trattato di Versailles, che fu elaborato dal 28 al 30 giugno del 1917 presso il Congresso del “Grand’Oriente di Francia” a Parigi, in cui si gettarono le basi del trattato di pace, il quale  avrebbe dovuto concludere la prima guerra mondiale ed avrebbe preparato la seconda date le condizioni inique e spietate imposte alla Germania.
Queste saranno le conseguenze della seconda guerra mondiale:

1°) son nati formalmente la ‘Società delle Nazioni’, poi ‘Onu’ (nel 1919 su proposta del Presidente americano Woodrow Wilson) e lo Stato d’Israele, che assieme agli Usa ci sta portando alle soglie di una terza guerra mondiale (v. Siria/Iran 2013);

2°) il bolscevismo ha occupato, con il placet anglo/americano, mezza Europa orientale;

3°) l’americanismo ha corrotto e poi distrutto la civiltà dell’Europa occidentale;

4°) il modernismo è penetrato nell’ambiente ecclesiale sino ai massimi vertici grazie all’influsso del Bené Berit (la massoneria ebraica).

Léon de Poncins (Socièté des Nations, super-Etat maçonnique, Parigi, Beauchesne, 1936) ha riassunto le deliberazioni del Congresso massonico di Parigi del 1917 in pochi punti precisi:

1°) la guerra mondiale del 1914-18 è stata trasformata dalla giudeo-massoneria in una guerra sociale o di classe, che ha favorito il social comunismo bolscevico e la democrazia plutocratica liberistica anglo-americana, entrambi diretti da pochi elementi dell’ebraismo;

2°) ha abbattuto gli Imperi europei e lo  zarismo;

3°) ha diminuito l’influsso sociale della Chiesa sull’Europa e sul mondo;

4°) ha compiuto gli ideali della Rivoluzione francese del 1789 con l’attuazione dei Diritti dell’Uomo e la negazione di quelli di Dio;

5°) ha segnato il trionfo del giudaismo talmudico dandogli la Terra Santa dalla quale era stato espulso nel 135 d. C.

La seconda guerra

Frattanto tra il 1918 e il 1933 in Germania, gravata dalle imposizioni del trattato di Versailles e sprofondata nel caos e nell’anarchia, l’ebraismo era diventato il caporione della politica, della finanza e dell’istruzione.

Quando Hitler prese il potere nell’aprile 1933 introdusse nella legislazione germanica la “clausola ariana” di marca razziale-biologica per porre freno allo strapotere dell’ebraismo in Germania. In tre anni, scrive Léon de Poncins, “il giudaismo internazionale operò il più straordinario ribaltamento ideologico e politico del secolo XX. Convinse il mondo ad entrare in guerra contro la Germania. Aderirono la plutocrazia anglosassone e americana, la massoneria europea e il giudaismo sovietico, che ottenne l’entrata dell’Urss di Stalin nella Società delle Nazioni nel 1934: la Germania era accerchiata” come nel 1914.

Georges Batault scrive: “Lo Stato tedesco venne conquistato dall’ebraismo finanziario e rivoluzionario dopo la fine della prima guerra. […]. La sua preferenza andava verso gli Stati democratici e liberali, mentre mal si accordava con gli Stati forti e autoritari. La potenza del giudaismo è inversa alla potenza dello Stato che lo ospita, esso tende a formare uno ‘Stato nello Stato’ e quindi vuole disgregare le Nazioni ben costituite e forti e tende a rovinare la potenza degli Stati”.

Nel  luglio del 1933  ad Amsterdam aveva avuto luogo la Conferenza internazionale del “Congresso Mondiale Ebraico” con il fine di organizzare il boicottaggio economico mondiale della Germania (cfr. New York Times, 7 agosto 1933). Il Presidente di questo Congresso era l’ebreo statunitense Samuele Untermayer di New York, il quale dichiarò che per il giudaismo si trattava di una “guerra santa” nella quale gli Usa grazie al Presidente Roosevelt avrebbero giocato la parte principale.

L’ebreo tedesco Emil Ludwig ha parlato di una nuova “Santa Alleanza” tra Usa, Gb e Urss contro Germania e Italia per la fondazione degli “Stati-Uniti Socialisti d’Europa”. Léon de Poncins ne conclude: “la seconda guerra mondiale è stata una guerra di ‘religione’, in cui occorreva distruggere l’eretico dopo aver condannato la sua falsa fede” (Top secret, cit., p. 62).

Non mi pare verosimile che Francia e Inghilterra abbiano dichiarato guerra alla Germania nel 1939 solo a causa dell’invasione di metà della Polonia, perché questa fu invasa contemporaneamente anche dall’Urss, alla quale nessuno dichiarò guerra, anzi con la quale ci si alleò contro la Germania. Inoltre a conflitto terminato la Polonia fu consegnata interamente assieme all’Europa orientale nelle mani di Stalin proprio da Usa e Gb.

Per questo motivo, dopo la sconfitta militare del III Reich (9 maggio 1945) e la distruzione della Germania tramite bombardamenti a tappeto sulla popolazione civile, si volle istituire un processo che condannasse (analogamente al Trattato di Versailles del 1919) i soli militari germanici come criminali. Fu il famigerato processo-farsa di Norimberga.

Il bombardamento di Dresda

La vulgata afferma che gli alleati bombardarono la Germania come ritorsione ai primi bombardamenti di questa sul suolo inglese abitato da civili. Léon de Poncins osserva che al processo di Norimberga i tedeschi stranamente non furono accusati di questo crimine e che finalmente col passar degli anni si è arrivati alla certezza storica che la vulgata antigermanica è una enorme falsità. Infatti il Maresciallo dell’aviazione britannica sir Hugh Trenchard aveva lanciato per primo l’idea di distruggere la nazione tedesca bombardando a tappeto le città aperte e non gli obiettivi militari.

Dal 3 settembre 1939 sino al 11 maggio 1940 gli alleati si attennero alle regole convenzionali di bombardare solo obiettivi militari. Dall’11 maggio 1940 sino al 1942 essi cambiarono strategia e attaccarono obiettivi civili – dietro suggerimento di un cattedratico israelita rifugiatosi in Inghilterra dalla Germania, il professor Frederick Lindemann (divenuto consigliere privato di Churchill) – ed iniziarono a bombardare massicciamente i quartieri popolari e operai delle città tedesche allo scopo di fiaccare il morale della Germania. Da marzo 1942 sino all’aprile 1945 il piano Lindemann fu applicato col massimo rigore e la più efferata ferocia su Amburgo (27-28 luglio 1943), Lubecca e Colonia per terminare con Dresda (13-15 febbraio 1945).

Il bombardamento di Dresda fu il più atroce di tutta la seconda guerra, paragonabile a quello di Hiroshima. Dresda era una città di circa 600 mila civili più altri 500 mila rifugiati da altre città distrutte ai confini col fronte sovietico, che avanzava contro la Germania. Nessun militare germanico era presente a Dresda nel febbraio del 1945, come pure nessun centro di mezzi militari o di obiettivi bellici si trovava nelle sue vicinanze. Bombardando Dresda gli anglo/americani mostrarono ai sovietici che erano veramente alleati alla pari e che li aiutavano a “vincere” una popolazione di civili e feriti, favorendo l’avanzata sovietica in Germania per consegnarne scientemente metà al bolscevismo.

La notte dal 13 al 14 febbraio 1945 circa 1. 400 aerei bombardieri inglesi attaccarono Dresda per tutta la notte senza interruzione sganciando circa 650 mila bombe su di essa; le fiamme erano visibili a 300 km di distanza. Il 14 febbraio mattina gli aerei inglesi si ritirarono e subentrarono 1. 350 bombardieri americani, che mitragliarono continuamente le colonne dei civili sopravvissuti, i quali cercavano scampo lasciando la città in fiamme. La notte del 14 l’aviazione inglese attaccò la città di Chemnitz limitrofa a Dresda, nella quale si erano rifugiati i sopravvissuti ai bombardamenti su Dresda, i morti furono circa 150 mila, per la maggior parte bambini, donne e anziani. Tuttavia non si ottenne l’effetto sperato: l’abbattimento del morale dei tedeschi e la loro insurrezione contro il III Reich; anzi fu esattamente il contrario: i tedeschi (donne, bambini e vecchi) si mostrarono disposti a combattere sino all’ultimo sangue contro un nemico talmente feroce, che voleva la distruzione di ogni tedesco e così fu sino al 9 maggio del 1945. Vi furono anche molte proteste da parte della Svizzera, Svezia e dell’arcivescovo cattolico della città di Chichester in Inghilterra, ma tutto venne messo a tacere.

Il processo di Norimberga

Molte informazioni su questo processo apparentemente democratico/americano e realmente bolscevico/staliniano le troviamo nel libro autobiografico del Presidente del “Congresso Ebraico Mondiale” dr. Nahum Goldmann intitolato Memories (Londra, Weidenfeld & Nicolson, 1970), in cui l’autore si vanta di essere stato il primo ad aver lanciato l’idea di una corte di giudizio destinata a punire i militari tedeschi come criminali, fondandosi sull’idea di responsabilità collettiva e di tutti i tedeschi nelle decisioni del loro Führer.

Si noti che il medesimo Nahum Goldmann, Presidente del “Congresso Mondiale Ebraico”, negli anni Sessanta ha influenzato in senso giudaizzante il Concilio Vaticano II, negando, questa volta, la colpevolezza collettiva dell’ebraismo rabbinico nell’uccisione di Gesù decretata dal suo Sommo Sacerdote Caifa e ratificata dalla folla presso il pretorio di Pilato col grido: “che il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli” (Mt., XXVII, 25). Infatti – come scrive lui stesso – incontrò il card. Agostino Bea a Roma il 26 ottobre 1960, il quale chiese a Goldmann una bozza per il futuro documento del Concilio sui rapporti cogli ebrei (Nostra aetate) e sulla libertà religiosa (Dignitatis humanae). Il 27 febbraio 1962 il memorandum fu presentato a Bea da Nahum Goldmann a nome della Conferenza Mondiale delle Organizzazioni Ebraiche. Come si vede i vincitori della seconda guerra mondiale hanno portato la sovversione sin dentro l’ambiente ecclesiale (1962-65) e poi in interiore homine con il 1968, guidati dal giudaismo internazionale e dall’ebraica ‘Scuola di Francoforte’.

Perciò non è esagerato affermare che il giudaismo mondiale nel secondo dopoguerra ha contribuito in massima parte a distruggere materialmente e intellettualmente la civiltà greco/romana classica e cristiana nell’Europa occidentale ed ha bolscevizzato l’Europa orientale. L’americanismo giudaizzante ha trionfato sulla vecchia Europa e si appresta oggi a sovvertire i governi forti (come aveva fatto nel 1914 e 1939 con quelli europei) del mondo arabo mediterraneo: Egitto, Libia, Tunisia, Libano e Siria per regnare sul mondo intero.

Per quanto riguarda il processo di Norimberga, L. de Poncins (Top secret, cit., p. 92) – scevro da ogni simpatia per il nazionalsocialismo – fa notare oggettivamente (citando l’edizione inglese dell’autobiografia di Nahum Goldmann, p. 216 ss.) che

1°) l’idea di punire i militari tedeschi per “crimini contro l’umanità, la pace e di guerra” era estranea al diritto internazionale e fu introdotta nel novembre del 1945  sei mesi dopo la fine della guerra;

2°) molti giuristi erano contrari a condannare qualcuno per crimini che non erano punibili quando furono commessi;

3°) inoltre, prima di Norimberga, i subordinati non potevano essere condannati per aver obbedito agli ordini dei superiori.

Altre anomalie del processo di Norimberga furono le seguenti:

1°) a Norimberga non vi era un tribunale neutro che non avesse partecipato al conflitto, ma uno stato-maggiore degli eserciti vincitori i quali giudicavano, senza possibilità di ricorrere in appello, i militari sconfitti;

2°) gli atti dei tedeschi che erano considerati “crimini di guerra” non potevano essere usati dai loro avvocati difensori per essere applicati ai vincitori (bombardamenti su popolazioni civili, bombe atomiche…): era assolutamente proibito applicare il principio giuridico del “tu quoque / ciò per cui mi accusi lo hai fatto anche tu”;

3°) la presenza dei sovietici a Norimberga imbarazzava molti giuristi, dato che i crimini dello stalinismo erano conosciuti nel mondo intero;

4°) i tedeschi furono condannati anche per l’eccidio di 20 mila ufficiali polacchi a Katyn commesso dai sovietici che da boja divenivano accusatori e rendevano i tedeschi da vittime carnefici (L. de Poncins, Top secret, cit., p. 100-102; D. Irving, Norimberga ultima battaglia, tr. it., Roma, Settimo Sigillo, 2002).

Si noti attentamente che Nahum Goldmann lanciò già nel 1941 – durante il terzo anno di guerra – nel suo discorso di apertura della “Conferenza pan-americana” del “Congresso Ebraico Mondiale” a Baltimora l’idea direttiva del futuro processo di Norimberga. Essa fu studiata e preparata con cura dal medesimo “Congresso Ebraico Mondiale” (WJC) durante il 1942-43 e poi imposta al governo statunitense grazie all’appoggio del Presidente Roosevelt (L. de Poncins, Top secret, cit., p. 93).

A Norimberga come a Versailles i tedeschi furono dichiarati gli unici responsabili della seconda guerra; questo fatto cozza contro il buon senso, la storia, il diritto, la retta ragione e puzza di manicheismo. Certamente la Germania ha avuto le sue responsabilità e l’esercito germanico in guerra, come tutti gli altri eserciti, è entrato in una tragica spirale di violenza in cui “sangue chiama sangue”, ma non si può affermare che solo i tedeschi siano stati gli unici cattivi, mentre gli alleati erano tutti buoni prima, durante e dopo la guerra. La guerra è una tragedia e tutti i popoli che ne sono toccati hanno subito e perpetrato, chi più e chi meno, delle ingiustizie e crudeltà. Non esistono popoli totalmente immacolati e popoli totalmente malvagi.

Nel novembre del 1943, durante la Conferenza di Teheran, Churchill, Stalin e Roosevelt ne parlarono pubblicamente. Elliott Roosevelt, figlio di Franklin Delano, il Presidente americano, lo ha riportato nel suo libro As he Saw It (New York, Duell, 1946). Stalin avrebbe voluto un’esecuzione immediata degli alti ufficiali germanici senza processo previo, Churchill voleva un processo e Roosevelt proponeva un’apparenza di processo che sarebbe sfociato in un massacro, accontentando Stalin e Churchill.

Lettera a Zabrousky di Roosevelt sugli accordi di Teheran e Yalta

Nel 1949 l’ambasciatore spagnolo José Maria Doussinague ha pubblicato un libro intitolato España Tenìa Razòn (Madrid, Espasa Calpe, 1949). In tale libro l’ambasciatore spagnolo riporta il testo di una lettera riservata inviata il 20 febbraio 1943 dal Presidente americano Roosevelt a Zabrousky, un agente israelita che in quegli anni faceva da ponte tra Roosevelt e Stalin. Il succo della lettera è il seguente:

1°) Zabrousky può rassicurare Stalin che gli Usa tratteranno con l’Urss e la Gb alla pari, su un piano di totale eguaglianza;

2°) l’Europa sarà divisa in due parti: una orientale sotto il controllo dell’Urss e una occidentale sotto il controllo degli Usa e Gb.

Quindi si può concludere senza tema di esagerare che

1°) non vale la giustificazione del cedimento di Roosevelt nel 1945 di mezza Europa a Stalin poiché ammalato e non pienamente capace di intendere quel che faceva a Yalta perché già nel 1943 (a Casablanca e a Teheran)  Roosevelt aveva ceduto metà Europa a Stalin;

2°) non è credibile che Francia e Inghilterra abbiano dichiarato guerra alla Germania nel 1939 a causa dell’invasione di metà della Polonia, perché questa è stata invasa contemporaneamente nell’altra metà anche dall’Urss, alla quale nessuno ha dichiarato guerra, anzi con la quale ci si è alleati contro la Germania;

3°) l’agente principale che ha spinto gli Usa ad appoggiare Stalin e che gli ha ceduto mezza Europa è stato il giudaismo internazionale  nella persona di Zabrousky;

4°) la plutocrazia anglo/americana assieme al bolscevismo sovietico sono gli attori principali e visibili della sovversione mondiale, diretta da dietro le quinte dal giudaismo e dalla massoneria.

Il piano Kaufman-Morgenthau

Léon de Poncins dedica molte pagine al famigerato disegno di Henry Morgenthau e Theodor Kaufman. Vediamo di cosa si tratta.

Henry Morgenthau era ministro delle Finanze durante la presidenza di Roosevelt; assieme a Bernard Baruch e Harry Dexter White ha esercitato un influsso enorme sulla politica estera di Roosevelt durante il secondo conflitto mondiale, pur non essendo ministro degli esteri né della guerra.

Quello che lascia più che perplessi è il piano di distruzione della Germania messo a punto nel 1944 da Morgenthau e pubblicato ufficialmente dal Governo statunitense (Morgenthau Diary, Washington, Usa Government Printing Office, 1967).

Questo piano prevedeva

1°) la distruzione dell’industrie tedesche e la riduzione della Germania a Paese agricolo e bucolico, che avrebbe comportato la morte per inedia di circa 30 milioni di tedeschi;

2°) la sovietizzazione dell’intera Germania;

3°) la deportazione dei superstiti tedeschi in Africa del nord;

4°) l’affidamento dei bambini tedeschi all’educazione dei militari americani.

Inutile dire che questo piano, essendo caduto nelle mani del contro spionaggio del III Reich, spinse i tedeschi, ai quali il Ministero della propaganda di Joseph Goebbels lo fece conoscere in massa, a combattere sino all’ultimo colpo e allungò la durata della guerra di non poco.

Solo la morte di Roosevelt nell’aprile del 1945 impedì a Morgenthau di applicare il suo piano criminale (ognuno ha i suoi criminali, non solo la Germania). Il neo Presidente Henry Truman non apprezzò il piano di Morgenthau, che il 5 luglio 1945 dette le dimissioni da ministro.

Nel 1941, ben tre anni prima del piano Morgenthau, Theodore Kaufman pubblicò un libro intitolato Germany Must Perish (New Jersey, Argyle Press), nel quale descriveva minuziosamente il suo piano destinato ad essere applicato alla Germania dopo la sua sconfitta: 1°) distruzione completa della popolazione tedesca, mediante la sterilizzazione dei tedeschi dalla pubertà sino ai 60 anni compiuti; 2°) capitolazione senza condizioni della Germania, che avrebbe aperto le porte all’Urss su metà dell’Europa. Questi temi furono ripresi nel gennaio 1943 da Usa, Gb e Urss durante la Conferenza di Casablanca in Marocco in cui le tre potenze alleate decisero di non terminare il conflitto senza aver prima ottenuto la resa incondizionata delle potenze dell’Asse Roma-Tokio-Berlino.

Si può concludere che durante il periodo che va dai preparativi della prima guerra mondiale al 1946 la potenza degli Usa e Gb da una parte e dell’Urss dall’altra sono stati diretti dal giudaismo internazionale? Mi sembra che sia lecito porsi la questione e studiarla storicamente.

La shoah

Su tale questione il dibattito storico/scientifico è ancora aperto. Molti studiosi di storia, di archivistica, di chimica chiedono prove di tale asserto obiettando che

1°) studiare e chieder prove sul piano preordinato intenzionalmente di sterminio di sei milioni di ebrei tramite camere a gas non significa voler odiare, perseguitare o distruggere nessuno;

2°) l’odio  ingiustificato contro chiunque, ebraismo compreso, resta esecrabile;

3°) rimane tuttavia il diritto alla critica di comportamenti erronei di tutti (ebraismo incluso): il razzismo del messianismo ebraico e dello Stato d’Israele è deprecabile come quello nazionalsocialista, né più né meno e non si può fare di Hitler l’unico cattivo e responsabile della seconda guerra mondiale;

4°) prove certe storiche, archivistiche e chimiche dello sterminio di sei milioni di ebrei tramite camere a gas non sono state addotte;

5°) certamente molte centinaia di migliaia di ebrei morirono nei campi di concentramento e di lavoro tedeschi (e questa è una tragedia che resta sempre una tragedia anche in mezzo a quelle di tutti gli altri popoli che sono stati vittime della guerra, vinti compresi),  non solo per il lavoro cui erano sottoposti e per le condizioni dure in cui si trovavano a vivere, ma anche a causa dei bombardamenti alleati, che avevano messo in ginocchio l’economia tedesca, e per le conseguenti carestie ed epidemie scoppiate nei lager;

6°) i filmati dei cadaveri degli ebrei gasati o cremati nei lager tedeschi provengono quasi tutti dalle riprese fatte fare dagli Usa a Alfred Hitchock nel campo di Bergen Belsen, tempestato dalle bombe alleate, che nel marzo del 1945 provocarono epidemie inarrestabili,  causando la morte di migliaia e migliaia di ebrei. La colpa di queste morti atroci, che sono un dramma e non vanno minimizzate, non può essere attribuita solo alla Germania, ma anche agli alleati.

Conclusione

Dall’Apocalittica e dalla falsa concezione Messianica del giudaismo farisaico/rabbinico seguono i diversi errori, che soprattutto dopo la due guerre mondiali hanno raggiunto il loro vertice e il  dominio pressoché mondiale, ma che prelude alla catastrofe universale:

1°) la “Riscossa nazionale” di Israele è il Fine ultimo dell’Apocalittica e del Messianismo rabbinico;

2°) il trionfo spietato e senza misericordia di Israele sui non-Ebrei è parte integrante dell’Apocalittica, che è il cuore del Giudaismo rabbinico talmudico/cabalistico post-biblico;

3°) l’Impero d’Israele sarà mondiale e dispotico sui ‘non-Ebrei’ assimilati a “bestie parlanti”;

4°) il tutto è condito da un nazionalismo terreno esasperato che porta al particolarismo, al culto della razza ebraica e quindi al disprezzo dei gojim, ossia al razzismo più radicale;

5°) l’Apocalittica o il Giudaismo rabbinico post-biblico non crede all’al di là, ma vuole portare il “cielo” in terra e non la terra in Cielo: Israele è il “Re di questo mondo”;

6°) il sogno di riportare l’Eden in terra lo si ritrova nel corso della storia nelle varie eresie millenaristiche, gnostiche, gioachimite, socialistiche, liberistiche, scientistiche, le quali hanno – invece – reso la terra un “inferno”;

7°) Israele è una realtà assoluta e trascendente, che prende il posto di Dio, è in breve una sorta di “pan-teismo” in cui il “tutto” (“pan”) è “solo” Israele (“giudeo-teo-centrismo”);

8°) inoltre l’Apocalittica del rabbinismo giudaico talmudico è tutta protesa verso “l’Avvenire”, come nel socialismo e questo spiega la natura essenzialmente socialistica del sionismo fondato sui kibbutz;

9°) il Messia del giudaismo rabbinico è un Messia militante e guerriero, che assicurerà a Israele la vittoria e la vendetta più spietata sui gojim, ossia sui ‘non-Ebrei’, sia Gentili che Cristiani;

10°) l’amore di Dio e del prossimo propter Deum, che è l’anima dell’Antico e del Nuovo Testamento, sono totalmente assenti nell’Apocalittica messianistica del giudaismo post-biblico e vengono rimpiazzati dalla sete di dominio universale e imperialistico schiavista, che nulla ha a che veder con il sano “colonialismo” civilizzatore e missionario del Cristianesimo;

11°) in breve l’Apocalittica è un “ordigno bellico” (A. Romeo), che ci sta portando verso la terza guerra mondiale. Infatti la storia, che è la “maestra” meno ascoltata dagli uomini, ci insegna che l’Apocalittica ha scatenato le rivolte giudaiche contro Roma (63 d. C.) con la conseguente reazione di quest’ultima e la distruzione prima del Tempio di Gerusalemme (70), poi della Giudea (135) e le varie “catastrofi” (in ebraico “shoah”) che si sono abbattute sul popolo ebraico (1492 espulsione dalla Spagna, 1933-45 “Leggi razziali” anti-giudaiche in quasi tutta l’Europa). A partire dal 2011 si sta attraversando una fase molto più critica che rischia di portare alla catastrofe nucleare e mondiale (v. Iraq, Afghanistan, Siria e Iran);

12°) la “fiducia cieca” e fanatica di Israele nella vittoria sulle Genti, fondata sulle “visioni” dell’Apocalittica, spiega la cecità del sionismo a voler oggi (come Bar Kobà la volle nel 130 contro Roma) ad ogni costo una guerra contro Siria e Iran affiancate da Russia e Cina, che è un’incognita anche per Israele e gli Usa;

13°) il sionismo e la conseguente creazione dello Stato d’Israele (1948) sono la teoria e la messa in pratica aggiornata al XX secolo dell’Apocalittica ebraica. Perciò abbracciare il sionismo e riconoscere lo Stato d’Israele non è solo una questione politica, ma soprattutto religiosa con conseguenze politiche. Implicitamente ciò equivale a rigettare Cristo come vero Messia e unico Salvatore di tutti gli uomini ed accettare l’Apocalittica e il falso Messianismo temporale rabbinico, che ha ucciso Gesù e perseguitato la Chiesa;

14°) la questione della “shoah” presentata dal giudaismo Messianico Apocalittico come “Olocausto” non è una semplice questione storica, ma ha una valenza teologica anticristiana e anticristica, dacché vuole rimpiazzare il Sacrificio di Cristo con quello di Israele, nuova “divinità” del mondo contemporaneo. Al contempo e conseguentemente ha una valenza geo-politica che aiuta lo Stato di Israele a conquistare un dominio universale il quale, a partire dalla prima guerra mondiale, si sta facendo sempre più  invadente ed “onnipresente” quale anticipazione prossima del Regno dell’Anticristo finale, preceduto dai vari “anticristi” iniziali.

d. Curzio Nitoglia

26/11/2013

http://doncurzionitoglia.net/2013/11/26/la-fonte-ed-il-fine-delle-due-guerre-mondiali/

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