Attualitá di Milton Friedman: “Il capitalismo e gli ebrei”, Conferenza alle terme di Mont Pelerin in Svizzera nel 1972

Milton Friedman Legacy

ATTUALITÀ DI MILTON FRIEDMAN

“Il capitalismo e gli ebrei”

Conferenza alle terme di Mont Pelerin
in Svizzera nel 1972

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Importanza e attualità del ‘caso Friedman’

«Friedman non era solo un economista, era un devoto sionista e un ebreo molto fiero di esserlo. […]. Nel 1972 Friedman parlò alla ‘Mont Pelerin Society’ su “Capitalismo ed ebrei».

Nel presente articolo riassumo il contenuto di questa conferenza affinché il pubblico possa farsi un’idea esatta della natura ideologica del neoconservatorismo americano, di cui Friedman è stato uno dei principali maestri.

La “Mont Pelerin Society”

Innanzitutto occorre sapere che la Mont Pelerin Society è una “lobby” molto potente composta da economisti, filosofi ed uomini politici molto influenti, riuniti in un “club”, o meglio una ‘Super-Loggia’, per influenzare la politica interna ed estera degli Usa e GB, promuovere un mercato ed una finanza “assolutamente liberi” da ogni ingerenza dello Stato e dell’etica. La suddetta Society è nata in Svizzera, presso le terme di Mont Pelerin, da cui ha preso il nome, il 10 aprile del 1947 da 36 grandi-fratelli fondatori.

La Mont Pelerin Society ha sempre cercato di passare agli occhi dell’opinione pubblica come un’innocua accademia di studiosi e non un think-tank (“serbatoio di cervelli pensanti” capaci di cambiare il mondo) politico/finanziario di tendenza anti cattolico-romana, fortemente democraticista, liberale, liberista e libertaria, quale realmente è.
Uno dei suoi obiettivi è la creazione di un “Ordine Internazionale o Mondiale”, che salvaguardi la Libertà (intesa come un assoluto ed un fine e non come un mezzo per raggiungere il Fine ultimo), la Pace (americana) e le Relazioni Economiche Internazionali, ossia il potere dell’alta finanza mondiale, delle Banche, dei bankster e la globalizzazione mondialista anglo/americana.

Tra i suoi membri, oltre a Milton Friedman, figurano anche Friedrich August von Hayek, Ludwig von Mises, Karl Popper, Walter Lippman, Luigi Einaudi e, per l’Italia, Sergio Ricossa, Antonio Martino, Bruno Leoni. Tra i 76 consiglieri economici del Presidente statunitense Ronald Reagan ben 22 erano della Mont Pelerin Society.

Dalla Mont Pelerin Society è nato il pensiero neocon, che ha influenzato la politica estera e la finanza americana dagli anni Ottanta sino all’Amministrazione Bush jr (2008) e continua in maniera strisciante ancor oggi ad influenzare il Presidente statunitense Barac Obama, con le relative guerre geopolitiche di esportazione della democrazia contro l’Iraq e il default o fallimento della finanza mondiale grazie ai mutui ad alto rischio, concessi da Alan Greenspan Presidente della Federal Reserve (Banca Centrale) americana, che non potevano essere pagati dai “beneficiari”, i quali perdevano i risparmi e la casa. Questo default o fallimento è arrivato  sino all’Europa, che ne è stata infettata e si trova in una crisi finanziaria mai vista prima, neppure nel 1929.

Sintesi della Conferenza di Friedman

Riassumo ora, in sei punti fondamentali, la conferenza tenuta da Friedman nel 1972 a Mont Pelerin e ripresentata, sostanzialmente tale e quale, in forma “riscaldata” a Chicago nel 1988, indice significativo di approfondimento e di vitalità intellettuale sempre “egualmente crescente” come si addice ad un “Premio Nobel” (tra i quali spiccano Barac Obama “per la Pace” e Dario Fo “per la Cultura”…).

1°) La seconda guerra mondiale, purtroppo, ha generato un certo “accentramento” da  parte degli Stati “sull’economia” dei Paesi usciti dal conflitto.

2°) Tuttavia, fortunatamente, vi è stata una sana reazione intellettuale liberista contro l’intervento della politica e dello Stato in materia finanziaria.

3°) Il ruolo dell’ebraismo in questo scenario è stato ambivalente. Infatti, se
a) da una parte l’ebraismo, grazie e tramite il liberismo, “ha un debito enorme verso il capitalismo e la libera impresa” ed ha influito assai sulla sua genesi;
b) dall’altro lato si è opposto (con la Rivoluzione bolscevica ideata e guidata da un gran numeri di ebrei: Marx, Engels, Lenin, Trotzsky) ad ogni forma di capitalismo cercando di distruggere anche la piccola proprietà privata dei kulak.

4°) L’affinità dell’ebraismo riguardo al capitalismo va ricercata nello “spirito di libera competizione. […]. È da secoli che gli ebrei hanno giocato un ruolo decisivo nel settore finanziario e bancario, mentre durante la Cristianità erano trattenuti dall’avversione della Chiesa romana contro l’usura. […]. Gli Stati autoritari, poi, hanno ripreso lo spirito della Chiesa nei riguardi della libera finanza e del prestito ad interesse elevato ed hanno favorito l’antisemitismo. Ciò nonostante, gli ebrei son riusciti a sfuggire all’isolamento poiché il mondo del commercio e della finanza internazionali son rimasti sempre aperti verso di loro, e così  son restati ognor preminenti in questi campi oltre che nel settore bancario, cinematografico e radio/televisivo”. Quanto ad Israele, se da un lato è nato come forma di collettivismo o “kibbutz/ismo” di marca marxista; dall’altro lato esso è stato sempre aiutato dal mondo dell’alta finanza del capitalismo anglo/americano e del giudaismo mondiale della Diaspora.

5°) Quindi, sia i Partiti Comunisti del mondo intero sono stati “diretti e organizzati dagli ebrei”, sia lo spirito capitalistico del libero scambio è improntato allo spirito ebraico del ‘do ut des’, che “ha interpretato anche il Patto con Dio in senso materiale e terrestre”.

6°) Infine Friedman conclude ammettendo candidamente che da un punto di vista storico-politico la Rivoluzione francese ha favorito l’emancipazione e la piena eguaglianza socio politica dell’ebraismo in Europa, poiché laicisticamente e liberalisticamente optava per la separazione totale tra Stato e Chiesa, mentre le forze reazionarie e dette di “destra” propendevano per la mutua collaborazione gerarchizzata tra Stato e Chiesa.

Purtroppo oggi la falsa dottrina della separazione tra Chiesa e Stato è entrata ed ha inquinato anche l’ambiente ecclesiale (v. Dignitatis humanae, 7 dicembre 1965). È interessante quel che scriveva San Francesco d’Assisi a proposito della “Libertà religiosa”: «Se il clero osa impedire la salvezza dei Popoli, spetta a Dio vendicarsi, sarà Lui a ripagarlo come merita, al momento opportuno» (“Specchio di Perfezione”, cap. 54, in “Fonti Francescane”, n. 1753, Padova, Edizioni Messaggero di Padova, 1977, p. 1356). Ora la “Libertà religiosa”, avendo stabilito la separazione tra Stato e Chiesa, non aiuta e addirittura impedisce la salvezza delle Nazioni, dei Popoli e degli Stati, contentandosi solo della salvezza degli individui, come se l’uomo non fosse “per natura un animale socievole” (Aristotele e San Tommaso) e quindi la Società civile, che è un insieme di più individui, deve dare a Dio il culto che gli spetta. Certamente il neo & teo/conservatorismo hanno contribuito a diffondere questa mentalità liberale, laicista e separazionista tra potere spirituale e temporale, oltre che astensionista dell’intervento statale in campo finanziario, che impedisce la evangelizzazione e cristianizzazione dei Popoli, i quali oramai son “neutri” o “laici” in materia religiosa anche per volontà del “clero” neomodernista e cattolico-liberale. Ma San Francesco li ammonisce: “Dio stesso si vendicherà e lo ripagherà al momento opportuno”. La guerra mondiale incombente sull’umanità a partire dalla Siria è senz’altro un castigo di cui la Provvidenza si servirà per trarre dal male un bene maggiore, ossia la nuova conversione dei Popoli, come Gesù aveva comandato agli Apostoli: “Andate e predicate il Vangelo a tutte le Nazioni” (Mt., XXVIII, 19), non solo ai singoli individui.

Un commento non prevenuto alla Conferenza di Friedman

Come si evince l’opposizione tra liberalismo supercapitalista, americanismo, neoconservatorismo e cattolicesimo romano è radicalmente inconciliabile e diametralmente contraddittoria. Perciò come non si può essere cristiani e marxisti, così non si può essere cattolici e liberali/liberisti o neocon. Friedman, rifacendosi a lord Acton,  lo mostra in maniera lapalissiana.

Insomma, a mo’ di conclusione, secondo Gilad Atzmon (un israelita antisionista) la teoria economica di Friedman ritiene che gli ebrei “sono i pochi ad aver ricevuto tanti benefici dalla libera impresa e dal capitalismo competitivo [vedi il ruolo dell’ebraismo nell’alta finanza bancaria, ndr], ma nello stesso tempo sono pochi i popoli che come gli ebrei hanno fatto tanti sforzi per demolire il capitalismo [vedi il ruolo dell’ebraismo nel bolscevismo, ndr]. L’ideologia di Friedman spiega anche perché tanti ebrei, che avevano le loro radici nella sinistra trotzkista, hanno finito col farsi paladini della guerra totale del neoconservatorismo di destra. […]. Friedman probabilmente non si rendeva conto  che l’adozione della sua filosofia da parte di Ronald Reagan e Margaret Thatcher avrebbe portato alla fine l’occidente in ginocchio”.

La dottrina di Friedman, espressa nella conferenza del 1972 che ho riassunto sopra, sostiene il rifiuto di ogni intervento dello Stato e della Politica nel campo economico/finanziario ed è stata ripresa oltre che dal potere politico anche dal mondo plutocratico, dalla Federal Reserve (Banca Centrale) degli Stati Uniti e dalla ‘Banca Centrale Europea’. Infatti Friedman è stato pure il teorico del consumo ad oltranza oltre le proprie possibilità economiche, convinto che questa pratica conducesse all’aumento della ricchezza, senza accorgersi che se nell’immediato la sua teoria funzionava nel futuro avrebbe portato al fallimento (come è successo a partire dal 2005).

Vita e opere di Friedman

Friedman è nato nel quartiere di Brooklyn in New York nel 1912 da una famiglia ebrea emigrata dall’Austria-Ungheria, è morto a San Francisco nel 2006, ha ricevuto il ‘Premio Nobel’ per l’economia nel 1976 e la ‘Medaglia Presidenziale della Libertà’ nel 1988 dal Presidente degli Usa Ronald Reagan.

Le sue opere principali sono Problemi di economia monetaria, a cura di Mario Monti, Milano, 1969;  Capitalismo e libertà del 1962, tradotta in italiano nel 2010, e Liberi di scegliere del 1980, tradotta in italiano nel 1981. Nel 2005 ha firmato per primo l’appello per la liberalizzazione della marijuana, sottoscritto da oltre 500 economisti statunitensi. In Italia una mentalità simile a quella di Friedman e della Mont Pelerin Society è rappresentata dal ‘Partito Radicale’ di Giacinto (detto Marco) Pannella, scissosi dal ‘Partito Liberale Italiano’ nel 1956.

Non desta, quindi, meraviglia se Friedman ha influenzato a partire dagli anni Ottanta sino ad oggi (a sette anni dalla sua scomparsa), potentemente e trasversalmente, la politica (sia democratica che repubblicana) del Presidente statunitense Ronald Reagan, poi di Bill Clinton, di Bush padre e figlio e persino di Barac Obama nell’attuale congiuntura siriana; inoltre ha influenzato anche la politica europea dei Primi Ministri britannici Margaret Thatcher, Tony Blair e David Cameron rifacendosi al pensiero filosofico di Edmund Burke, Karl Raimund Popper, Russel Kirk ed anche la pratica finanziaria della “Banca Centrale Americana”, alla luce del pensiero degli economisti della “Scuola di Vienna” Von Mises e Von Hayeck.

Infatti da questi ultimi assieme a Friedman sono nati i Chicago boy’s e i dirigenti neoconservatori dell’Amministrazione Bush (Paul Wolfowitz, Richard Perle, David Roomsfeld, Dick Cheney, eccetera), che analogamente alla “Scuola di Francoforte” (1922-1979) di Adorno & Marcuse son riusciti ad unire (da una posizione di “destra” liberal-conservatrice) il marxismo di Trotzkij e il liberismo “mini-archista” (che vuole concedere il minimo spazio al potere dello Stato) se non francamente anarchico/conservatore. Adorno & Marcuse, invece, avevano sposato (da una posizione di “sinistra” anarchico-rivoluzionaria) il Trozkismo con la psicanalisi freudiana. Si può dire, perciò, che mentre Adorno & Marcuse univano sinistra e libertarismo per la conquista psicologica delle menti di tutti gli uomini (la “Rivoluzione intellettuale” del 1968), i neoconservatori sposano il libertarismo liberal-democratico con la “destra” conservatrice angloamericana per la conquista militare e geopolitica del globo (il “Nuovo Ordine Mondiale” dal 2001 al 2013).

In realtà il neoconservatorismo, ispirato da Friedman, ha spinto gli Usa (come braccio armato a favore d’Israele) in una guerra totale contro l’Iraq, l’Afghanistan, il Pakistan dalla quale sta uscendo con le ossa rotte, come pure Israele ha subìto una umiliante “vittoria di Pirro” in Libano nel 2006 nonostante che avesse sganciato “oltre 1 milione di bombe a grappolo” ed a Gaza nel 2008-2009 abbia gettato “bombe al fosforo bianco” nella famigerata “operazione piombo fuso”.

Sembrerebbe che questi ultimi avvenimenti (assieme alle “Rivoluzioni primaverili” in Tunisia, Libia, Egitto e Turchia e all’imminente guerra contro la Siria nella quale il pensiero di Friedman si fa ancora sentire anche nell’Amministrazione democratica di Barac Obama) potrebbero segnare l’inizio della fine della supremazia israelo/americana, la quale nell’agosto del 2013 si straccia le vesti (come Anna e Caifa nel 33) per l’uso dei gas tossici in Siria (pur non sapendo con certezza da parte di chi), mentre i caporioni di essa hanno sganciato le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, le bombe al fosforo su Dresda,  le bombe all’uranio impoverito sul Kosovo, le bombe a grappolo in Libano ed al fosforo bianco su Gaza.

La crisi economico/finanziaria, che ha portato nel 2011/2013 gli Usa e l’Europa sull’orlo del fallimento è iniziata nel 2005/2008, con “la più grande frode finanziaria della storia mondiale” operata dall’operatore di Borsa Bernard Lawrence Madoff e portata avanti dal Presidente della ‘Federal Reserve’ o ‘Banca Centrale’ degli Usa Alan Greenspan, che – ispirato dalle teorie finanziarie di Friedman – ha iniziato con un grandioso boom economico per finire con un miserabile crack, facendo “arricchire” gli americani incitandoli a ‘spendere e spandere’, pur non avendo denaro sufficiente, senza paura di pignoramento, comprando e vendendo case, mediante mutui senza garanzie e coperture, che – si badi bene – non avrebbero potuto essere pagati ed avrebbero condotto infine alla miseria l’incauto compratore il quale si era accollato mutui ipotecari ad alto rischio (subprime), scientificamente studiati ed immessi – a mo’ di liberismo selvaggio – sul mercato da Greenspan, le cui prodezze stiamo ancora pagando e non si sa se riusciremo ad estinguere il prestito ipotecario o a finire ipotecati ed espropriati. Il crack della “Monte Paschi di Siena” in Italia nel 2013 è una delle conseguenze collaterali dell’imbroglio iniziato nel 2005 da Greenspan. L’economia mondiale è sembrata avanzare sino al 2008, mentre era già malata da almeno tre anni ed è entrata in crisi nel 2009 per arrivare al quasi fallimento o al crack (o default, come lo si chiama adesso in maniera più soft) nel 2012.

I lavoratori americani, i quali non erano in grado, come previsto, di rendere il denaro, che in realtà non avevano mai posseduto, a causa dell’aumento del petrolio e dei tassi d’interesse, non son riusciti più a pagare i mutui. Quindi in brevissimo tempo milioni di case son rientrate in possesso delle banche dalle quali erano uscite solo apparentemente (“sopra la banca la casa campa, sotto la banca la casa crepa!”). Di conseguenza i poveri degli Usa si son ritrovati più poveri di prima. Questo è il risultato della teoria usuraia legalizzata, e promossa con il massonico ‘Premio Nobel’, di Milton Friedman e fratelli.
Si può concludere che come Wolfowitz ha rovinato l’esercito americano trascinandolo in guerra contro l’Iraq nel 2003, così Greenspan, ispirato da Friedman, ha disastrato la finanza degli americani trascinandoli nella bancarotta dei mutui ad alto rischio.

Conclusione

Tirando le somme Friedman più che un economista è un “affarista”, un ebreo-talmudista ed un sionista. Egli, mediante l’ideologia ragionieristica (più che filosofica) del liberismo conservatore e selvaggio è riuscito a compattare comunismo e capitalismo, servendosi della ‘Super-Loggia’ Mont Pelerin Society da lui stesso fondata nel 1947 (che unisce in sé il giudaismo post-biblico con lo spirito massonico), la quale Loggia è la madre del pensiero neocon americano, che tende all’instaurazione del “Nuovo Ordine Mondiale” giudaico/americano, in guerra permanente dal 2001 contro l’arabo/fascismo e in crisi economica fallimentare costante dal 2008. Essenzialmente anti-cattolico romano (come seguace dell’anti-infallibilista lord Acton), è riuscito, mediante i teocon, ad infettare anche l’ambiente cattolico tradizional/conservatore italiano.

La Mont Pelerin Society è l’altra faccia o il proseguimento della “Rivoluzione culturale” del 1968, la quale ha voluto distruggere la singola persona nel suo spirito (“in interiore homine”): Friedman e la sua ‘Super-Loggia’ vuol conquistare il mondo intero, mediante la “Rivoluzione bellica” in Medio Oriente (2001-2013) e la “Catastrofe economico/finanziaria” nel mondo intero (2008-2013). La figura di Friedman e l’influsso della Mont Pelerin Society si fa sentire sinistramente soprattutto in questi giorni che potrebbero preludere, come ha detto anche il Ministro degli Esteri italiano, ad una guerra mondiale. Questa è l’attualità e l’importanza sinistra del pensiero di Friedman.

d. Curzio Nitoglia

5 settembre 2013
http://doncurzionitoglia.net/2013/09/05/milton-friedman-capitalismo-ebrei-mont-pelerin-1972/

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Una risposta a Attualitá di Milton Friedman: “Il capitalismo e gli ebrei”, Conferenza alle terme di Mont Pelerin in Svizzera nel 1972

  1. Roberto A. ha detto:

    Ringrazio Don Curzio e la redazione per l’articolo sulla Conferenza di Friedman.

    Alcune riflessioni personali sulla contrapposizione tra capitalismo e comunismo, una contrapposizione che ancora confonde e divide.

    1) Il comunismo come strumento del capitalismo finanziario. La rivoluzione bolscevica (finanziata dai Rothschild e dai Cohen. & Loeb) fu anche uno strumento per il sequestro del tesoro dei Romanov conservato nelle casse della Rothschild Bank dopo la messa in mora di Nicola II. Infatti lo zar Alessandro II aveva contratto debiti con Casa Rothschild soprattutto per finanziarsi la guerra contro l’Impero Ottomano nel 1877, dando origine ad una spirale di indebitamento che aveva coinvolto anche i suoi successori Alessandro III e Nicola II. Lo scenario è sempre lo stesso: oggi sono i governi ad indebitare i popoli con i banchieri, prima erano le monarchie.

    2) La relazione tra comunismo e capitalismo finanziario nella lettera scritta dall’ebreo neo-messianista Baruch Levy a Carlo Marx (1888):
    “…I governi delle varie nazioni del mondo, passeranno tutti, senza alcuno sforzo, in mano agli ebrei, operando per la vittoria del proletariato. La proprietà individuale potrà essere allora soppressa dai governi di razza ebrea che amministreranno dovunque il denaro di tutti. In questo modo si realizzerà la promessa del Talmud: “quando i tempi del Messia giungeranno – è scritto – gli ebrei terranno sotto chiave i beni di tutti i popoli del mondo” ».

    3) Gli errori del comunismo si sono “diffusi in tutto il mondo”. Si pensa abitualmente che la parola comunismo significhi comproprietà, è su questo equivoco si regge tutta la carica rivoluzionaria del proletariato. Il comunismo NON è proprietà di popolo, cioè comproprietà fra i cittadini, ma ATTRIBUZIONE DEL POTERE PATRIMONIALE AL POTERE POLITICO (Art. 6 della costituzione sovietica). Questo significa che i cittadini vengono espropriati a favore dei governi. Questo è accaduto ovunque con la formazione di moderni stati costituzionali nati dopo la rivoluzione francese. I governi poi controllati da banche, corporazioni, multinazionali tramite i partiti hanno completato l’opera privatizzando quello che il popolo ha costruito con lavoro, sudore, sacrifici…

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