IL PARTITO BAATH IN SIRIA

IL PARTITO BAATH

Introduzione

●Per capire meglio gli attuali accadimenti nella Siria di Bashar al-Assad abbiamo visto il Waabismo, l’Alawismo e il Salafismo. Ora per completare il quadro cerchiamo di capire cos’è il Partito Baath e quale ruolo abbia giocato in Medio Oriente, specialmente nell’Iraq di Saddam Hussein e nella Siria degli Assad padre e figlio.

●Il “Partito Sociale Nazionale Arabo” Baʿth (بعث, ossia “Resurrezione“), o più correntemente Baath, è stato costituito nel secondo dopoguerra dal siriano Michel ʿAflaq e dal suo conterraneo Ṣalāḥ al-Dīn al-Bīṭār.

Natura

●La dimensione non confessionale del Partito Baath  è sottolineata proprio dalla diversità religiosa dei tre fondatori: alawita al-Arsūzī, cristiano ortodosso ʿAflaq e musulmano sunnita al-Bīṭār così come Akram el-Hurānī che più tardi raggiungerà il gruppo e sarà il responsabile dell’aggiunta dell’aggettivo “sociale”.

●Nel 1939 il cristiano al-Arsūzī divise il suo movimento in due branche: una definita “Partito Nazionalista Arabo” e l’altra, con impronta eminentemente culturale, chiamata appunto movimento Baʿth.

Nascita

●Nel 1940 nasce il Baʿth, ma le sue dimensioni sono ancora trascurabili per circa un decennio. Si giunge alla rispettabile cifra di 4.500 nel 1952 grazie all’ingresso nel partito di un buon numero di studenti, di insegnanti, di avvocati e di medici.

●Nel novembre di quell’anno si fondono insieme il movimento Baʿth e il ‘Partito Sociale Arabo’ di Akram el-Hurānī, un siriano di Hamā, di estrazione sociale particolarmente disagiata (invece ʿAflaq e al-Bīṭār provenivano da famiglie di medio-piccoli possidenti e commercianti, addirittura al-Bītār aveva avuto un nonno che era stato un alto dignitario religioso, assai rinomato al Cairo e ad Istanbul, le due più importanti città islamiche del tempo). Akram el-Hurānī portava in dote un gran numero di iscritti provenienti dalla classe contadina e, già nel primo convegno da lui organizzato nel 1952 ad Aleppo per tutelare gli interessi degli agricoltori, i partecipanti simpatizzanti erano già 40.000.

●Hurānī veniva da una lunga militanza nelle file del ‘Partito Socialista Siriano’, organizzazione che qualcuno definisce assai peculiarmente “socialista” e più propriamente “sociale[1], molto forte nel vicino Libano dove era stata fondata da Antūn Zaʿdeh che più tardi sarà impiccato dalle autorità francesi.

●Fu per affinità ideologiche, ma anche per la sua capacità di galvanizzare le masse e per il seguito di cui godeva all’interno del mondo contadino, che la fusione ebbe luogo nel 1952 e, se il programma d’azione doveva rimanere essenzialmente quello del Baˁth, la denominazione di ‘Partito Arabo della Rinascita’ si accrebbe però dell’aggettivo “Sociale”.

●Il direttivo fu costituito da tre baʿthisti (lo stesso ʿAflaq, al-Bīṭār e al-Sayyid) mentre nel ‘Partito Sociale Arabo’ entravano lo stesso Hurānī e il cristiano ortodosso Antūn Maqdisī, professore universitario a Damasco.

●Dopo la fusione, per tutti gli anni ’50, si assiste all’allargamento della base di consenso in Siria, in Iraq e in Giordania ma, mentre in Siria e in Giordania si avviavano lunghe ed inconcludenti precisazioni ideologiche, che indebolirono non poco il partito (giungendo a far definire tutto ciò “Babele” al noto studioso iracheno Hanna Batatu), in Iraq le basi ideologico-dottrinarie elaborate essenzialmente da ʿAflaq riscuotevano attenta udienza.

●Occorre dire che il maggior ideologo del Baʿth era però in parte responsabile di questa imprecisione: nel suo pensiero si affrontano infatti, in modo non sempre chiaro, concezioni nazionalistiche, individualistiche e democraticistiche, di stampo quasi rivoluzionario.

●Le parole d’ordine del Baʿth furono essenzialmente tre, riflesse fedelmente nel motto: “unità araba, libertà e socialismo/socialità”, dove l’espressione “unità araba” indicava il collegamento, al di là delle contrapposizioni contingenti, fra le varie realtà presenti nei vari Paesi arabi; mentre il termine “libertà” era da intendersi tanto per la nazione araba, quanto per l’individuo, come affrancamento dal bisogno e dallo sfruttamento.

●Maggiore attenzione merita invece l’ultima parola d’ordine: “socialismo” o meglio socialità. Per il “Movimento panarabo”, il termine “socialismo” ebbe – ed ha ancora – un significato del tutto diverso da quello elaborato in ambito marxista (sia socialista che comunista). Al contrario del socialismo scientifico marxista, il “socialismo” o meglio il “sociale” panarabo 1°)  non è collegato ad una visione materialistica della vita ed anzi il Baʿth si vanta di aver elaborato con la sua dottrina una sorta di movimento politico/filosofico “spirituale”; 2°) ripudia ogni forma di lotta di classe, ritenuta un “fattore di divisione interna e di conflitti”; 3°) l’ateismo è  totalmente assente nel Baathismo; infine 4°) il diritto alla proprietà privata, all’eredità ed alla libera iniziativa privata in campo economico è tutelato dal Baath. Ora questi quattro punti sono i pilastri del socialismo scientifico. Quindi il Baath non può essere chiamato socialista in senso proprio, ma piuttosto sociale, come sociale è la Dottrina politico-economica della Chiesa.

●Prossimamente vedremo come si è strutturato il Baath in Iraq e in Siria. Ciò ci aiuterà a capire il perché dell’invasione dell’Iraq nel 2003 e della Siria nel 2012.

d. Curzio Nitoglia

27 agosto 2012


[1] Per capire meglio la differenza tra “sociale” e “socialista” in Siria, ci si può rifare alla “Repubblica Sociale Italiana” (1943-1945) e al “Movimento Sociale Italiano” (1946-1995). Essi sono specificatamente distinti sia dal “Socialismo scientifico” di K. Marx e F. Engels (1848) che dal “Movimento Socialista Internazionale” con la “I e II Internazionale” (1846-1876 & 1889-1914), il quale si distanziò, a sua volta, dal “Movimento Comunista” (“III Internazionale” del 1917), sorto in quasi tutti i Paesi europei dopo la Rivoluzione bolscevica in Russia. Il “Movimento Socialista” formò allora la “Internazionale Operaia Socialista”, che nel secondo dopoguerra in Italia si chiamò “Partito Socialista Italiano” ben distinto dal “Partito Comunista Italiano”. Ebbene il “Partito Baath” più che al  Socialismo o al Comunismo è paragonabile al “Movimento Sociale Italiano”.

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2 risposte a IL PARTITO BAATH IN SIRIA

  1. claudio pisani ha detto:

    I due articoli sono interessantissimi e mi hanno spinto a ragionare:
    è ipotizzabile che l’humus da cui nascono tali movimenti sia
    l’accresciuta possibilità di informarsi e riflettere da parte di adolescenti che per cause diverse, vivono o frequentano ambienti aperti ad alri mondi cultural (in paricolare quelli “occidentali”), a causa di una migliorata situazione economica, sia di origine commerciale che amministrativo-burocratica, anche dipendente da un potere colonialista esterno?
    La distinzione tra senso sociale e socialismo scientifico sta solo nella mancanza dell’elemento religioso in quest’ultimo, che però finisce per assumere esso stesso una valenza religiosa.
    Il colllegamento ideale dei movimenti arabi con il nazional-socialismo e la repubblica sociaale, il movimento sociale andrebbe studiato con meno pregiudizi
    Mi ha colpito che da un lato abbiamo i kibbutz di mpostazione “comunista” ed assieme un peronaggio come ze’ev jabotinsky che corteggiava hitler e mssolini. D’altra parte, movimenti per la giustizia sociale e strutture “comuniste”(i conventi) sono parte della cultura europea pre-marxista, perché no per altre culture che sviluppino simili costellazioni economico-sociali?
    cordiali saluti claudio pisani

  2. Pingback: Il Partito Baath

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