IL “BIBI-BLITZ” & IL “ROMNEY-PENSIERO”

*

IL “BIBI-BLITZ” & IL “ROMNEY-PENSIERO”

 Quel che facciamo è come una goccia d’acqua nell’oceano. Ma se non lo facciamo all’oceano mancherebbe una goccia. Ora tante gocce formano gli oceani. Quindi facciamo quel po’ che possiamo e lasciamo il tutto nelle mani della Provvidenza. I pini robusti sono schiantati dai piccoli fiocchi di neve. Le dighe di cemento armato sono abbattute dalle gocce d’acqua. Eppure diamo più importanza al cemento ed al legno che alla piccola goccia d’acqua. Invece, come insegna San Paolo, “Dio sceglie le cose piccole e deboli secondo il Mondo per confondere le forti”.

*

Introduzione

●La situazione in Siria si fa sempre più grave. I ribelli sono molto bene armati dall’America e riescono a resistere all’agguerrito esercito di Assad. Oramai anche i confini con la Turchia, la Giordania e il Libano risentono della guerra che divampa in Siria e lambisce i Paesi limitrofi. Forse Assad dovrà ricorrere ad armi ancora più micidiali. Gli Usa minacciano di intervenire e Israele soffia sul fuoco. Dall’altra parte l’Iran non si tira indietro e la Russia di Putin continua ad appoggiare Bashar al-Assad. Tutto è possibile, nulla è certo. Si possono fare delle congetture, ma quel che succederà realmente lo sa solo Dio. Bisogna stare all’erta ed essere pronti ad ogni evento. La crisi economica che sta divorando l’Italia non risparmia l’Europa e neppure l’America e la Cina. “Estote parati, quia qua hora non putatis Filius hominis veniet” ci ammonisce Gesù nel Vangelo. L’importante è vivere in grazia di Dio. “Tutto passa, solo Dio resta. Nulla ti turbi, nulla ti sconvolga. Chi ha  Dio ha tutto” (S. Teresa d’Avila).

●La storia va sempre letta alla luce dell’eternità. Questa è la Teologia della storia. Se studiamo gli accadimenti attuali in Medio Oriente è per cercare di interpretarli alla luce della divina Provvidenza, come ha fatto S. Agostino – “si licet parva comparare magnis” – scrivendo il De civitate Dei quando Roma crollava sotto le invasioni barbariche. Nulla accade per caso, ma tutto è diretto fortiter et suaviter dalla Provvidenza di Dio. Cosa succederà in Medio Oriente e nel mondo intero? Dio solo lo sa con assoluta certezza, noi possiamo soltanto cercar di fare congetture, di opinare con probabilità più o meno forte. Ma dobbiamo cercare di leggere la storia presente alla luce della Storia sacra per trarne una lezione.

Gesù ha predetto la fine del Tempio di Gerusalemme. Il Giudaismo ha cercato di ricostruirlo già a partire dal IV secolo con Giuliano l’Apostata. Ora il sionismo dal 1948 si è impadronito della Terra Santa e cerca di riedificare il Regno d’Israele e il Tempio di Gerusalemme. Un ‘nuovo Imperatore Giuliano’ è tornato all’opera. Sembrerebbe che con il 2011 si sia entrati nella fase finale del trionfo o della disfatta di Israele. Ciò che avviene in Siria ha una portata teologica notevole. Non è solo pura politica e neppure semplice cronaca. No! È teologia della storia. E come tale la tratto.

Israele vuole estendere il suo Dominio all’intero Medio Oriente, la Siria sarebbe il passo intermedio (dopo la Tunisia, la Libia e l’Egitto) per impossessarsi dell’Iran. L’Iraq è stato destabilizzato nel 2003, l’Africa bianca nella primavera del 2011. Ora toccherebbe alla Siria, al Libano, al resto della Palestina e all’Iran sino ad arrivare ai confini della Russia ed arrestare la sua ripresa assieme a quella della Cina.

●La domanda che, alla luce della Storia sacra (Antico e Nuovo Testamento), ci si pone è la seguente: riuscirà Israele a raggiungere il suo scopo? Secondo le promesse di Gesù, no. Infatti Israele come popolo ha finito la sua missione che era quella di accogliere Gesù. La “maggior parte” di esso Lo ha rifiutato ed ha dato luogo al Giudaismo talmudico, di cui il Sionismo e lo Stato d’Israele sono il braccio armato costituito in Nazione (anche se ancora divisa e in guerra: infatti i Palestinesi non cessano di rivendicare il diritto alla loro Terra). Solo “una reliquia” di questo popolo, una volta eletto,  Lo ha accolto e si è fusa con i Gentili convertiti al Cristianesimo, dando luogo alla Chiesa di Cristo della “Nuova ed Eterna Alleanza”. Ebbene la Cristianità è stata combattuta sin dal suo nascere dal ‘nuovo Erode’, il Talmudismo cabalistico, che ieri si è servito di Roma come oggi si serve (“et multo magis”) degli Usa per distruggere la civiltà greco-romana, il Cristianesimo e quella parte di mondo medio orientale che non ha accettato, da un punto di vista naturale, il frutto moderno del Talmudismo cabalistico, l’Illuminismo. Ecco l’attacco al mondo arabo baathista, servendosi del Qaidismo integralista e farisaico. Tuttavia San Paolo insegna che “Israele si convertirà” nella sua quasi totalità prima della fine del mondo, in concomitanza con il Regno dell’Anticristo finale. Sino ad allora, però, non cesserà di combattere Cristo, il Cristianesimo e quella parte di  mondo che – anche da un punto di vista meramente naturale e razionale –  resiste alla Modernità, con la quale si è cercato di sovvertire e rivoluzionare l’intero universo.

Assad scomunicato dal sunnismo

Bashar al-Assad appartenente allo sciismo alawita è stato scomunicato dal sunnismo e specialmente dal waabismo saudita e dalla Turchia. L’unico amico che gli è rimasto nel mondo islamico è lo sciismo iraniano (cfr. Corriere della Sera, 17. VIII. 2012, p. 5).

Bibi “prepara” il blitz?

●Bibi Netanyahu, frattanto, dichiara che ha elaborato un piano per attaccare e distruggere i siti nucleari iraniani. Tale piano “segreto”, ma non troppo visto che lo conosco anche io, è stato pubblicato online dal sito Tikun Olam (cfr. la Repubblica, 17. VIII, 2012, p. 19). Tuttavia qualcuno, ad esempio il blogger Richard Silverstein, pensa che sia un’operazione di marketing e che Netanyahu non voglia realmente aggredire l’Iran. “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, recita il proverbio. La sua intenzione reale sarebbe quella di abbaiare ma non mordere, come dice il vecchio adagio popolare: “can che abbaia non morde”.

●Qualcun altro, invece, pensa che il “piano-Netanyahu” provenga addirittura dal Ministero della Difesa israeliano e che dovrebbe servire a convincere i generali israeliani e statunitensi ancora riluttanti a bombardare l’Iran (cfr. Alix Van Buren, la Repubblica, 17. VIII. 2012, p. 19).

Questo piano conterrebbe tre mosse:

1°) un “attacco cibernetico” per paralizzare completamente ogni attività “internet-ica”, telefonica, televisiva, radiofonica, satellitare, quella dei cavi di fibra ottica collegati alle basi iraniane missilistiche sotterrane e persino l’intera rete di energia elettrica persiana;

2°) decine e decine di  “missili balistici”, forniti di testate non convenzionali, per esempio bombe bunker buster a guida laser Gbu-28 di 2. 268 kg ossia circa 2 tonnellate e mezzo, la più avanzata Gbu-31 e persino la non ancora testata Massive Ordinance Penetrator, molto più potente della altre due, di oltre 14 tonnellate, cioè circa 7 volte la Gbu-28);

3°) poi – sempre secondo Bibi – una tempesta di “missili da crociera” spazzerebbe la catena di comando iraniana impegnata nel programma atomico(v. Alix Van Buren, ivi) ed infine, se tutto ciò non bastasse, vi sarebbero attacchi aerei con F-15 ed F-16, tuttavia questa quarta mossa sarebbe facoltativa, data la misericordia “infinita” (per partecipazione) di Bibi Netanyahu.

●Tuttavia tale “Bibi-piano” non convince gli alti gradi militari. Infatti l’Iran, al contrario dell’Iraq, non ha centralizzato la catena di comando del suo sistema nucleare, ma l’ha suddivisa in 31 distretti. Quindi un solo attacco, anche se di grandissima portata, non basterebbe a polverizzare il nucleare iraniano. Secondo gli esperti ci vorrebbe almeno un mese di bombardamenti a tappeto (v. A. Van Buren, ivi). In questo mese di attacco israeliano l’Iran e il Libano, la Siria e le sue famigerate armi chimiche “non convenzionali-cattive” (per distinguerle dalle “armi non convenzionali-buone” di Israele [1]), gli Hezbollah e il generale cristiano Michel Aoun, che dettero nel 2006 una sonora lezione allo Tzaal ed Hamas, non resterebbero inattive, ma contrattaccherebbero Israele. Perciò lo Stato Maggiore degli Usa (col generale Dempsey a capo) e di Tel Aviv sono molto preoccupati per il neo-zelota “Bibi-piano”  di ispirazione “apocalittica”, che rischierebbe di provocare una “Masada-bis”.

●Fabio Nicolucci su Il Messaggero (17. VIII. 2012, p. 1) osserva che quella di Netanyahu è una «cyber-guerra, una guerra psicologica fatta di minacce di attacchi sempre imminenti, ma mai ancora realizzati. […]. La guerra di parole di Netanyahu all’Iran sembrerebbe al momento una partecipazione israeliana al grande Risiko[2] più che una vera minaccia. Non solo perché, quando Israele vuole attaccare, non parla ma agisce, e più parla meno agisce».

Il “Romney & Ryan Pensiero”

●Il problema ideologico più che bellico, adesso, sembra spostarsi da Israele, dalla Siria e dall’Iran al nord-America. Infatti Alexander Stille (la Repubblica, 17. VIII. 2012, p. 32) dimostra dettagliatamente come gli Usa si stiano spostando verso una concezione politica super-liberista ancora più liberale, libertina, libertaria di quella di Margaret Thatcher e di Ronald Reagan. Mitt Romney «ha scelto Paul Ryan […]. Giovane ideologo della nuova destra repubblicana […], che rispecchia un  liberismo radicale: tagli alle tasse per i ceti più ricchi e un ridimensionamento dello stato sociale [che colpisce i poveri, nda]. Ryan ha una visione del mondo basata sull’iniziativa personale, sull’individualismo liberale e uno Stato ridotto all’osso [il “mini-archismo” o “anarchismo-liberista” di von Hayek, von Myses, Milton Friedman e Robert Notzick, nda]. I benefici, naturalmente, andrebbero solo ai più ricchi, mentre le tasse sui poveri aumenterebbero [come succede da noi in Italia con il governo Monti/Napolitano, nda]. La dottrina di Ryan proviene dalla scrittrice Ayn Rand, il cui mondo è una lotta dell’individualismo contro la mentalità collettivista [e la Società civile o lo Stato, nda], dell’uomo superiore [o super-uomo, nda] contro la plebe [questa è la “democrazia” americana, nda]. […]. Bisogna ridurre lo Stato seriamente per sprigionare le forze dell’individuo [che non è naturalmente “animale socievole”, come insegnano Aristotele, San Tommaso d’Aquino e il Magistero della Chiesa, nda]. Ryan è una specie di Robin Hood alla rovescio [ruba ai poveri per dare ai ricchi, nda]. L’attacco allo Stato sociale cominciato con Reagan, si è trasformato in religione, una religione manichea [3][ove i ricchi son tutti assolutamente buoni e i poveri tutti totalmente perversi, è la stessa mentalità che ritroviamo  nei teoconservatori italiani: ‘Alleanza Cattolica’ e ‘Fondazione Lepanto’, che derivano dalla associazione brasiliana “TFP”, nda]».

 Conclusione

Assad il chimico e Obama il comico

●Israele ha giocato bene le sue carte. Infatti di fronte alla dottrina filo liberista e filo ebraico-sionista di Romney e Ryan, il Presidente Obama è stato costretto a fare il “piccolo chimico”. Cinque giorni dopo il “piano Romney”, Barak Obama ha dichiarato che se Assad sposta ed usa le sue terribili armi chimiche l’America interverrà in Siria manu militari. Evidentemente il Risiko di Bibi ha sortito i suoi effetti: spostare gli Usa verso l’intervento in Siria e poi in Iran. È stata una specie di “Lascia o raddoppia?”. Romney si dichiara per l’intervento contro la Siria ed anche in America contro i poveri, cosa farà Obama? “Lascia” la poltrona presidenziale “o raddoppia”intervenendo in Siria ed abbandonando la politica dello Stato sociale in America? Purtroppo i politicanti sono le marionette dei finanzieri apolidi e da “chimici” si trasformano facilmente in “comici”, l’essenziale è mantenere il “potere”. “Haec omnia tibi dabo, si cadens adoraveris me!”, è la tentazione costante di satana, del mondo e delle sue pompe, alla quale i politicanti non sanno resistere.

d. Curzio Nitoglia

28 agosto 2012

https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2012/08/28/il-bibi-blitz-il-romney-pensiero/

~~~   ~~~   ~~~

[1] Ogni bambino “ben educato” ha appreso a scuola che le bombe americane, anche quelle al fosforo buttate sui civili a Dresda e quelle atomiche sganciate su Nagasaki ed Hiroshima, sono democratiche, antifasciste e quindi buone. Mentre tutte la altre bombe (persino i sassi dell’Intifada palestinese) sono di “chiara marca fascista” e quindi “intrinsecamente perverse”, come le “armi di distruzioni di massa” di Saddam Hussein, che ancora non sono state trovate, ma sicuramente sono nascoste in Iran. È la famosa “pistola fumante” dell’Amministrazione di Bush jr., la quale rispunta ad ogni occasione per poter bombardare qualche Stato di “chiara marca fascista”.  Non è una barzelletta, infatti il 22 agosto su “Radio 1” dalle 9 alle 10 ho ascoltato un programma sulla Siria, in cui si faceva il paragone tra la guerra civile spagnola del 1936 e quella attuale siriana e si concludeva che “non si può restare a guardare”, ma come allora si sarebbe dovuto intervenire contro Franco, sostenuto dall’Italia e dalla Germania, così oggi si deve intervenire contro Assad sostenuto dall’Iran e dalla Russia, dimenticando però che l’Urss di Stalin e la Francia accorsero a fianco dei “rossi” spagnoli e che oggi Usa e Israele forniscono le armi, che abbattono i caccia di Assad ai ribelli. Tuttavia la Radio italiana spiega che mentre le armi sono fornite ad Assad dall’Iran, quelle dei ribelli siriani di provenienza statunitense “cadono loro in mano”, anche questa non è una gag, ma l’ho sentita io personalmente sul “Radiogiornale” del  “1° canale”.

[2] Risiko = rischio, è un passatempo sociale che consiste nel “giocare a rischiare”, simile al “Rischia tutto” di Mike Bongiorno.

[3] I 34 minatori uccisi, attorno alla metà di agosto del 2012, dalla polizia a colpi di mitragliatore, in Sud-Africa, perché osavano chiedere un aumento del loro salario di 400 euro mensili alla statunitense “Compagnia di Estrazione del Platino”, che nega l’aumento in quanto il platino è “troppo poco redditizio” per… i ricchi, sono l’esempio pratico di dove conduca l’ideologia liberista di Ryan, come quella del generale Bava Beccaris, il quale ordinò di sparare sulla folla, che protestava a Milano contro il carovita nel maggio del 1898. Mentre il Socialismo e il Comunismo portano alla violenza dei proletari contro i benestanti, il Liberalismo e il Liberismo conducono alla sopraffazione da parte dei ricchi sui poveri. Leone XIII ha scritto l’Enciclica Rerum novarum (15 maggio 1891) in cui riassume la Dottrina sociale cristiana contenuta nella S. Scrittura, nella Tradizione (soprattutto negli scritti dei Padri ecclesiastici) e nel Magistero costante della Chiesa, spiegata e sistematizzata dalla prima, seconda e terza Scolastica.

Tra poveri e ricchi – spiega la Rerum novarum – non deve esserci lotta e contrapposizione, ma mutua collaborazione. I ricchi devono essere caritatevoli verso i poveri e quest’ultimi devono lavorare seriamente rispettando il datore di lavoro ed elevare il loro  tenore di vita. “Frodare la giusta mercede all’operaio” è un ‘peccato che grida vendetta al cospetto di Dio’, ossia siccome l’operaio è più debole del padrone e non può competere con lui (altrimenti riceve schioppettate e non salario giusto), allora è Dio stesso che interviene per ristabilire la giustizia e vendicare il torto commesso. Il Papa invita ad evitare i due errori del Comunismo e del Liberismo, tornando alla Dottrina sociale della Chiesa, la quale risolve la questione operaia con la giustizia (“dare a ciascuno quel che gli è dovuto”) e soprattutto con la Carità o Amore soprannaturale verso Dio e il prossimo amato propter Deum, per cui i ricchi devono usar misericordia verso i poveri e questi debbono rispettare e non odiare chi possiede beni maggiori.  La giusta paga dell’operaio, precisa Leone XIII, è quella che gli consente di mantenere col suo solo salario la propria famiglia, in maniera decente, senza che la moglie debba lavorare anch’essa ed inoltre di acquistare una casa propria con un piccolo appezzamento di terra attorno. Come si vede la dottrina Ryan è diametralmente opposta a quella cattolica, sbilanciandosi pro divitibus et contra pauperes, (la parabola del “ricco Epulone e del povero Lazzaro” non ha insegnato nulla a costui), mentre quella comunista  le è contraria parteggiando pro pauperibus et contra divites, anzi si serve della povertà degli operai per attizzare l’odio di classe e favorire la rivoluzione comunista (l’episodio evangelico della disputa di Giuda contro la Maddalena, la quale aveva “osato ungere i piedi di Gesù con un unguento di almeno 300 denari, che sarebbero stati meglio spesi per i poveri”, non ha insegnato nulla ai socialisti, i quali hanno come protettore non Gesù ma Giuda il traditore, che – come narra il Vangelo – “diceva ciò, non per amore dei poveri, ma perché aveva la cassa dei Dodici Apostoli ed era ladro”).

*

*

*

*

*

Advertisements
Galleria | Questa voce è stata pubblicata in ARCHIVIO GENERALE, Articoli don Curzio, Bibi Netanyahu, Complotti, Filosofia, Filosofia Ebraica, Formazione di base, Geopolitica di Guerra, IRAN, Islam, Israele, Medioriente, Mitt Romney, Mondialismo, Politica, Saud, Sionismo, Siria, Stato Israele, Strategie belliche, USA, Wahabiti e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a IL “BIBI-BLITZ” & IL “ROMNEY-PENSIERO”

  1. Tommaso Pellegrino ha detto:

    Don Curzio, mi consenta, ma leggere (note) che “ogni bambino ‘ben educato’ ha appreso a scuola (?!) che le bombe americane,…, sono democratiche, antifasciste e quindi buone” fa un tantino sorridere. Non che sarebbe un bene se ciò fosse, intendiamoci; ai bambini non bisogna certo impartire indottrinamenti “a senso unico”, di nessun orientamento preconfezionato, nè presentare l’uso della forza militare, da parte di chicchesia, come la strada maestra per la diffusione della giustizia e della democrazia, ma è sotto gli occhi di tutti come il problema di mancanza di obiettività sia, semmai, di segno opposto a quello da lei segnalato: nella scuola di oggidì, con maestri a loro volta tutti cresciuti nel clima post-sessantottino, dove un pensiero grossolanamente “di sinistra” è tacitamente quasi l’unico consentito , poco o nulla infarinati di Storia e conoscitori dell’attualità, poco avezzi ad instillare negli alunni i valori tradizionali ed il principio dell’autorità, ma molto bravi, in compenso, nel far disegnare loro in classe bandierine arcobaleno e ad insegnare quasi più la contestazione dell’aritmetica, crede davvero che non siano piuttosto l’antiamericanismo e il “pacifismo” a senso unico più beceri ad aleggiare nelle aule?E pensa che ci sia veramente qualche insegnante che, non dico esalti (ciò sarebbe omunque sbagliato, come ho già detto), ma almeno spieghi con serenità ed obiettività ragioni e criteri degli attuali impegni militari americani
    ed occidentali nel mondo, grazie a Dio quasi sempre finalizzati alla difesa del mondo libero e della civiltà ? Ahimè, credo proprio che passi con maggiore facilità
    il messaggio tanto più “politically correct” che gli americani sono sempre i “cattivi” e chi spara contro di loro sempre in qualche modo giustificabili!
    Con osservanza.
    Tommaso Pellegrino Torino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...