OTTOBRE DI FUOCO?

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OTTOBRE DI FUOCO?

● Il 7 agosto, scrive Fausto Biloslavo, «è arrivato a Damasco Saeed Jalili, Guida del “Supremo  Consiglio della Sicurezza Nazionale Iraniana”, assai vicino al grande Ayatollah Alì Khamenei. […]. La TV siriana ha mostrato Bashar al-Assad mentre accoglie l’inviato iraniano. […]. L’inviato di Teheran […] punta il dito contro gli Usa e Israele» (il Giornale, 8. VIII. 2012, p. 13). Quindi, l’Iran è pronto a sostenere la Siria sino alla fine e la guerra contro quest’ultima ha di mira la Persia, la quale sa benissimo che l’attuale situazione siriana ha come cause gli Usa ed Israele.

● Ora, secondo Israele, «l’Iran è molto vicino alla bomba atomica. […]. Oramai Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania sono giunti alla stessa conclusione di Israele: Teheran è quasi pronta alla bomba. […]. Un nuovo team di 60 scienziati nucleari ha iniziato a lavorare alla base di Lavizan, vicino a Teheran. […]. In Israele l’allarme è alto e i piani segreti d’attacco sono pronti. Il blitz per distruggere i siti iraniani verrebbe condotto con almeno un centinaio di aerei. […]. Benjamin Netanyahu avverte: “non ho ancora deciso se attaccare, ma, se ordinerò il blitz, rivendicherò le mie responsabilità davanti a tutte le future commissioni d’inchiesta”. Parole che spiegano la precipitosa visita della scorsa settimana [1° agosto, nda] a Gerusalemme di Leon Panetta. Il Segretario della Difesa americano ha chiesto al suo omologo, Ehud Barak, di aspettare l’anno prossimo, di aver fiducia nelle sanzioni. La risposta che ha ricevuto è stata interlocutoria. La sensazione di molti è che Israele abbia già deciso di colpire. L’unico dubbio è quando» (la Repubblica, 8. VIII. 2012,  p. 13). In breve, la guerra contro l’Iran è come la morte o la fine del mondo, ossia è cosa certa, bisogna solo cercare di capire il tempo in cui avverrà.

● Addirittura in occidente (Nato-Usa) si parla di stabilire in Siria, con l’appoggio della Turchia[1],  una zona di non-volo (“no-fly zone”) come in Libia  «ma dietro le quinte la diplomazia segreta e soprattutto l’intelligence (con la Cia in prima fila) lavorano per quella che viene chiamata una “soft landing”, un atterraggio morbido. […]. Il secondo problema riguarda l’Iran secondo cui […] quanto sta accadendo in Siria non è un conflitto interno, ma una lotta tra Siria e Iran da una parte e Israele e Stati Uniti dall’altra» (la Repubblica, 8. VIII. 2012, p. 12). In parole povere, l’America vuole essere sicura di cadere in piedi per non ripetere l’esperienza fallimentare dell’Iraq e dell’Afghanistan mentre l’Iran sa benissimo che in Siria non vi è nessuna “Rivoluzione primaverile araba” o “guerra civile”, ma un attacco degli Usa/Israele contro Damasco per colpire poi Teheran e contenere la Russia e la Cina.

● In Egitto, la giunta militare, con il neo Presidente generale Morsì, sta proseguendo la politica di Mubarak, usato come una marionetta e gettato via dai suoi “pupari” (Usa/Israele) quando si era fatto troppo vecchio e malato per assicurare la continuità della politica filo-israeliana dell’Egitto. Questo ci fa capire chi comanda veramente da dietro le quinte. Uno degli uomini politici apparentemente più potenti del mondo, nel giro di qualche giorno viene deposto e processato dai suoi alleati esterni (Usa/Israele) ed interni (giunta militare egiziana). Come diceva Beniamino Disraeli “vi è qualcuno che governa in maniera occulta dietro chi sembra gestire il potere di una Nazione”, questo “qualcuno” sono i cosiddetti “poteri forti”: il giudaismo internazionale e sionista, la massoneria, l’alta finanza, i vari “club” apolidi e mondialistici. Per esempio, in Italia non comandava realmente Mussolini, ma gli gnomi del Ministero dell’Economia con Jung a capo e Raffaele Mattioli, Enrico Cuccia, Giovanni Malagodi, Ugo La Malfa al suo seguito presso la Banca d’Italia. Dopo il Fascismo tutti i leader che hanno cercato di governare realmente il proprio Paese hanno fatto una brutta fine, vedi Enrico Mattei, Bettino Craxi ed in un certo qual senso  Aldo Moro e Giulio Andreotti. Brutta fine che ha rischiato di fare Silvio Berlusconi, il quale ha ceduto lo “scettro del potere” incruentamente nelle mani di Monti/Napolitano, altrimenti la “transizione” sarebbe diventata un “trapasso”.

● Il generale egiziano Morsì ha fatto sigillare i circa 1000/1200 tunnel tra Egitto e la Striscia di Gaza attraverso i quali il milione e mezzo di Palestinesi rinchiusi nel “campo aperto” di Gaza ricevevano non solo armi, ma anche cibo ed acqua. Questa operazione apparentemente è stata dettata dal generale egiziano Morsì, il quale «ha cacciato il capo dell’intelligence egiziana (che aveva trascurato le informazioni del Mossad israeliano) e l’ha rimpiazzato con il generale Shehata (noto per i suoi buoni rapporti con gli Israeliani). […]. E infine ha naturalmente ricevuto l’ok da Israele, dove oggi s’applaude» (Corriere della Sera, 10 agosto 2012, p. 14). Quindi, in realtà, l’operazione “egiziana” è stata teleguidata dal Mossad, che il 5 agosto ha organizzato un blitz a Rafah, in cui hanno perso la vita 16 guardie di frontiera egiziana e così il 7 agosto di notte è scattata la operazione egiziana contro i salafiti. Tuttavia «a fine mese, Morsì è stato invitato a Teheran per il ‘Vertice dei Non-Allineati’. […]. Gli Americani hanno fatto sapere di essere contrari: la marcia nel deserto è solo cominciata» (Corriere della Sera, 10 agosto 2012, p. 14).

● Sennonché «lo Stato ebraico ritiene che Teheran sia ad un passo dall’atomica, “mancano poche settimane”. Il bombardamento israeliano è possibile già all’inizio di ottobre. […]. Il governo israeliano, scrive il giornalista israeliano Nahum Barnea, vuole  attaccare gli Iraniani in autunno, prima delle elezioni presidenziali in America [6 novembre 2012, nda]. Il Governatore della  ‘Banca Centrale’, Stanley Fischer, ha riconosciuto in TV che “tra gli scenari realistici della grande crisi finanziaria c’è anche quello di un attacco all’Iran”. […]. Il viceministro degli Esteri israeliano, Dan Ayalon, osserva che “il tempo è scaduto, bisogna imporre all’Iran un ultimatum di poche settimane”. […]. C’è una data, il 1° ottobre, che fonti israeliane danno come sicura: quel giorno Teheran raggiungerà i temuti 250 kg di uranio arricchito. […]. Secondo gli ufficiali israeliani, senza l’apporto degli Usa, il ‘Day After’ sarebbe terribile. […]. I diplomatici statunitensi osservano che se Israele bombarderà l’Iran prima del 6 novembre, Obama in fine di campagna elettorale non potrebbe non schierarsi al fianco di Netanyahu. […]. Tuttavia se vi sono almeno tre corridoi aerei, attraverso i quali bombardare la Persia, uno si sta già chiudendo: l’Arabia Saudita ora ci ripensa e avverte gli Israeliani che “non tollererà sorvoli senza soluzioni concordate”: se la danza è così macabra, ballate da soli» (Corriere della Sera, 14. VIII. 2012, p. 14).

● Per finire interviene il guru della Repubblica francese, il filosofo ebreo post-comunista e neo-conservatore, ascoltatissimo consigliere dei Presidenti Sarkozy e Hollande, suoi conterranei,   Bernard-Henry Lévy, il quale ammonisce: «Come si è intervenuti bellicamente a Bengasi in Libia, così oggi occorre intervenire militarmente ad Aleppo in Siria. […]. Non è necessario inviare battaglioni di soldati di fanteria in guerra. La realtà è innanzitutto una ‘no fly zone’, che impedisca agli aerei di Assad di alzarsi in volo e bombardare. In seguito occorre una ‘no drive zone’, che vieti alle divisioni di blindati siriani di spostarsi di città in città. […]. Quindi una ‘no kill zone’, ossia impedire che i ribelli siriani vengano attaccati e uccisi ed infine una ‘no buffer zone’ a nord della Siria per offrire rifugio ai civili in fuga » (Corriere della Sera, 15. VIII. 2012, p. 15). Ma il “guru francese” ha fatto i conti senza l’oste: Iran, Russia, Cina ed Hezbollah, che hanno una certa potenza bellica non indifferente e non resterebbero a guardare come è successo il Libia.

● Conclusione: la danza macabra è già iniziata, ma non è certo come vada a finire, quel che è sicuro è la sua terrificante potenzialità. Noi non possiamo che attendere e pregare aspettando l’ottobre del 2012, che potrebbe scorrere come tutti i mesi, ma potrebbe essere anche l’inizio di una terribile III guerra mondiale nucleare. Se la danza macabra appena iniziata continua sino alla sua logica conclusione danzeremo tutti, nolenti o volenti. Kyrie, eleison!

d. Curzio Nitoglia

http://www.doncurzionitoglia.com/

[1] La Turchia ha assunto una posizione antisiriana – in primo luogo – per la sua ancestrale rivalità con l’Iran, che è alleato stretto di Damasco. E – in secondo luogo – per il timore che i Curdi-turchi si alleino con i Curdi-siriani onde chiedere l’autonomia dalla Turchia come dalla Siria.

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Una risposta a OTTOBRE DI FUOCO?

  1. salvatore ha detto:

    ci vorrebbero decine di migliaio di don curzio nitoglia in italia, nelle tv nazionali a far conoscere alla gente la verità, e nelle scuole perchè i giovani capiscono in che mondo viviamo. falso e bugiardo.

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