Madre Maria Agnese a Roma – Conferenza sulla Siria

A ROMA – CONFERENZA SULLA SIRIA

La cultura politica della Siria consiste nella distinzione dottrinale tra cristianesimo e islam, ma nell’unità e nella cooperazione tra loro nell’ordine temporale e civile. Il Baath ha cercato la convivenza pacifica nell’ordine civile tra cristiani e musulmani, costretti a vivere sulla stessa terra e nell’intero Vicino e Medio Oriente, eliminando lo stato di ‘dimmi’, che l’islam dà ai cristiani. Non si cerca il compromesso teologico-religioso, che è utopistico, ma solo la cooperazione sociale di due entità, che vivono sullo stesso territorio, questo è realismo. Non sempre l’ideale è reale. Tuttavia vi è una differenza tra cristiani e musulmani. Il Corano è la base della Siria. Quindi se un cristiano può convertirsi all’islam, un musulmano non può convertirsi al cristianesimo, ma il Baath tempera praticamente questa differenza e rende la convivenza possibile”.

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●MADRE MARIA AGNESE DELLA CROCE (www.maryakub.com; maryakub@gmail.com; P.O. Box: 29 Zouk Mikael, Libano) è una carmelitana libanese, che dal 1994 vive in un monastero in Siria. È una suora coraggiosa ed intelligente, che sta facendo il giro del mondo per spiegare quello che vede con i suoi occhi riguardo alla cosiddetta “rivoluzione primaverile siriana”. Non vuole far “politica”, ossia propaganda del Regime siriano, ma da vera religiosa carmelitana vuol difendere la realtà dei fatti, la Religione cattolica, aggredita dai ribelli “siriani”, e la pace interna, che regnava in Siria anche tra musulmani e cristiani. Infatti, esordisce la religiosa, «difendendo la Società siriana, difendo anche la Religione cristiana, la quale gode pieno rispetto in Siria», rispetto e libertà che i cristiani perderebbero in caso di vittoria dei ribelli qaidisti.

●Il 25 luglio Madre Agnese Maria della Croce ha parlato a Roma (v. Firenze 38, nella ‘sala metodista’, poiché i “cattolici adulti e postconciliari – ed ora anche certi “tradizionalisti aggiornati” –  non amano il “teologicamente scorretto”) dalle 18 e 30 alle 20 e 30, rispondendo alle numerose domande, le quali hanno concluso la sua conferenza che riassumo per il pubblico, che non vi ha potuto partecipare.

●«In Siria, spiega la suora carmelitana, non è il Regime che sostiene la Società civile, ma è la Società che sostiene, in massima parte, il Regime di Assad». Insomma la maggior parte del popolo sta con l’Autorità siriana. Mentre i “mass media” occidentali lo avversano e mentono, poiché sono al servizio del Mondialismo e non possono scrivere la realtà così come è, ma come deve apparire agli occhi del mondo “libero” e “democratico” occidentale.  Il Mondialismo vuole «imporre un solo ‘pensiero’ per creare un solo mondo omologato». Da questa premessa nasce l’aggressione alla Siria e ai Paesi che non vogliono essere “americanizzati”.

●«In Siria vi è stata sempre un’intesa e una pace pratica, in temporalibus,  tra cristiani e musulmani. Certamente vi sono enormi diversità di Fede e dottrinali tra loro, ma la vita civile è trascorsa pacificamente. Invece gli attuali ‘liberatori’ sono qaidisti, prezzolati e diretti dagli Usa contro la Società civile siriana». Essa deve crollare per dar luogo ad un “Nuovo Ordine Mondiale”, in cui dominano i tre veri integralismi: l’Americanismo fondamentalista  calvinista-ebraico-massonico, il Giudaismo talmudico e l’islamismo waabita farisaico.

●«La Dinastia siriana è un califfato sostanzialmente baathista (dal partito Baath, che significa ‘Rinascita’, di orientamento politico sociale e nazionalista, fondato da un intellettuale cattolico francese, sorto nel 1953 e al potere in Siria e in Iraq sino a Saddam), che è aconfessionale e cerca di far convivere quanto alla vita civile, senza commistioni nella sfera religiosa, cristiani e musulmani nel Vicino e nel Medio Oriente, non discriminando i cristiani quali dimmi».  Tuttavia vi è una differenza tra cristiani e musulmani. Il Corano sta alla base della Siria. Quindi se un cristiano può convertirsi all’islam, un musulmano non può convertirsi al cristianesimo, ma il Baath tempera praticamente questa differenza e rende la convivenza possibile.

●Il waabismo non è una Religione, spiega Madre Agnese, ma un’ideologia politica, messianico-rivoluzionaria, che cerca il dominio su questo mondo, a differenza del baathismo, che in Siria è sunnita e salafita[1]. Israele e gli Usa si servono dei waabiti e qaidisti per mettere cristiani e islamici baathisti l’un contro l’altro nella vita pratica e temporale, nella quale può esservi mutuo rapporto ed aiuto, evitando la communicatio in sacris e riservandola solo in temporalibus.

●«La maggior parte dei ribelli viene dall’Arabia Saudita e dal Qatar. Ora, si domanda la religiosa, come possono questi Paesi, che condannano a morte chi porta un crocifisso al collo o chi si fa solamente il segno di croce, difendere la libertà dei cristiani in Siria e lasciare la pacifica convivenza negli affari temporali tra i musulmani baathisti e i cattolici, che risiedono a Damasco dai tempi di San Paolo?». Inoltre «il Qatar, che non ha più di 80 anni di esistenza, come può portare la civiltà alla Siria, la quale era un Paese colto e fiorente già prima di Cristo, che ha accolto la predicazione dell’Apostolo delle Genti nel I secolo d. C. e che nell’VIII secolo ha conosciuto una dominazione islamica non cruenta ed oppressiva?».

●L’Occidente, mediante i mass media “politicamente corretti” e controllati (sia la Bbc, France 2, Al Jazira …) “importa ed esporta” la Menzogna sulla Siria e sul resto. «Tuttavia, commenta Madre Agnese, ogni giorno constato che qualcuno dice: ‘no! È falso! Non ci credo!’». La Siria è occupata da bande armate straniere, che ogni giorno cambiano nome, ma sono sempre le stesse; quelle che hanno già distrutto la Libia, l’Egitto, la Tunisia, che scorrazzano ora in Iraq e sono sostenute dagli Stati Uniti e da Israele.

●«Per quanto riguarda il massacro di Homs attribuito all’Esercito governativo, io stessa ho constatato con i miei occhi un centinaio di cadaveri all’obitorio. Erano civili sgozzati dai ribelli per distruggere la vita sociale della Siria. Ho contattato e incontrato i loro familiari, che in parte conoscevo, essi erano cristiani e musulmani baathisti. Ho capito che il fine dei rivoltosi è la distruzione della Siria così come è stata sino ad ora. Per far ciò bisogna prima distruggere la vita sociale, per esempio si impedisce al medico di curare gli ammalati e se non obbedisce lo si sgozza, al panettiere di sfornare il pane e così via, e poi si giunge alla distruzione della Siria. Tutto ciò è finalizzato a far collassare la Società civile siriana. I circa cento morti di Homs erano cittadini, che hanno osato non obbedire ai ribelli e sono stati sgozzati. Oggi la medesima tattica, impiegata ieri ad Homs, è stata perfezionata nel male ed in peggio. Per esempio a Damasco circa 60 mila mercenari stranieri hanno invaso la zona residenziale della Capitale per seminare il terrore tra i civili, ad Aleppo circa 12 mila mercenari stranieri e qualche centinaio di siriani stanno seminando il panico nella “capitale economica” della Siria. Ma a Damasco i cittadini in 48 ore hanno evacuato la città ed hanno permesso all’Esercito governativo di reprimere i rivoltosi. Questa è legittima difesa, non è “crimine di guerra” come dice la stampa occidentale. Ad Aleppo non vi sono mai state dimostrazioni pacifiche o violente, come invece vi erano state a Damasco per dare l’impressione e la parvenza di una “rivoluzione spontanea primaverile”, che chiedesse la libertà. Come mai adesso 12 mila miliziani, che son sbucati fuori dal nulla, marciano verso Aleppo e sono entrati nella città? Chi sono? Chi li manda? Non certo i cittadini siriani, i quali non hanno mai neppure manifestato civilmente ad Aleppo, neppure gli oppositori ragionevoli e pacifici di Assad, che non vogliono la distruzione del tessuto sociale della Siria, anche se non concordano con il Regime, ma ragionevolmente e civilmente e non terroristicamente. Essi sono turchi, libici, afghani, pakistani …, e vogliono portare solo caos e distruzione, non vogliono la libertà dei Siriani, come dicono i ‘media’. Da Homs a Damasco si contano circa 130 mila cristiani uccisi dai mercenari islamisti radicali. Cosa avverrà ad Aleppo? I Vescovi siriani si sono riuniti oggi (25 luglio) per smascherare il complotto che si cela dietro le apparenze di democrazia e libertà e fare in modo che tutti sappiano chi si nasconde dietro la rivolta, ma la stampa occidentale non vuol ascoltare».

●Tuttavia, «non dobbiamo perdere la speranza. Oggi la Siria attraversa un ‘inferno’, ma il popolo siriano, che sa convivere civilmente, pur mantenendo la propria identità religiosa, la quale è distinta tra cristianesimo e islam, potrà uscire da questo tunnel diabolico e ritrovare la riconciliazione nazionale e civile, che ha sempre contraddistinto la cultura della Siria: distinzione dottrinale tra due fedi, ma unità nell’ordine temporale e civile. Su 23 milioni di Siriani i rivoltosi siriani sono non più di 100 mila, gli altri sono mercenari stranieri, vi è una minoranza all’opposizione però essa è civile, la quale potrebbe arrivare anche al 30%, tuttavia non vuole la guerra civile. La verità vince alla lunga sulla menzogna, il bene contro il male, anche se inizialmente sembra che il caos trionfi».

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●Alla fine di questa conferenza, che ho riassunto per sommi capi, vi sono state numerose domande. Riporto le più significative assieme alle risposte chiare ed esplicite di Madre Agnese.

1a domanda: in Siria vi è un’opposizione molto forte al Regime di al-Assad, quindi è normale che vi sia stata la rivolta.

Risposta: il popolo siriano è adulto e sa pensare a se stesso, non ha bisogno che altri Paesi (v. Usa) si ingeriscano nei suoi affari interni, scatenando una rivoluzione, che non è una guerra civile, ma una vera e propria invasione di mercenari stranieri. Certo è normale che vi sia un’opposizione interna, ma deve essere ragionevole, deve fare una politica civile e non violenta. Non devono decidere gli Usa per i Siriani, inviando truppe d’assalto a Damasco, dirette dai loro servizi segreti, per abbattere Assad con la scusa che vi è una opposizione al suo Regime. L’opposizione non è la maggioranza, ma una minoranza e non può pretendere di abbattere l’Autorità costituita con le armi, non essendovi riuscita con gli argomenti.

2a domanda: la Siria, rispetto all’Arabia Saudita e all’America del nord è un Paese povero. Come potrà affrontare l’embargo economico e la guerriglia scatenata da queste Potenze plutocratiche?

Risposta: la Siria è abituata a vivere dignitosamente del poco e del suo. Il baathismo ha insegnato questo stile di vita, che dal 1953 fa parte del ‘dna’ siriano. L’autarchia economica e sociale è intrinseca alla Siria, quindi anche se povera andrà avanti. Questa è la lotta tra i popoli poveri, ma ricchi di braccia e di mente contro i plutocrati e gli affamatori, che detengono il monopolio della ricchezza economico-finanziaria del mondo. Inoltre si è scoperto recentemente che in Siria vi è  nel sottosuolo molto gas, che rende il Paese ricco in potenza, ma appetibile in atto da parte dei succhia sangue apolidi e parassiti. Il gas è una delle ragioni della guerra contro Assad, come il petrolio lo è stato per Gheddafi e prima ancora per Saddam Hussein. La Turchia e gli Usa vogliono il gas siriano, mentre la Russia non vuole che cada nelle loro mani e ciò rafforza la Siria, che non si trova isolata completamente come è successo all’Iraq e alla Libia.

3adomanda: esiste un  progetto israelo-americano per ‘dividere ed imperare’ sulla Siria?

Risposta: l’Imperialismo si fonda sul “dìvide et ìmpera”, come è successo al Libano negli anni Ottanta, all’Iraq negli anni Novanta-Duemila. Sembrerebbe che il primo obiettivo dell’Imperialismo ebraico-americano adesso sia la distruzione dell’Esercito e della compagine sociale siriana per arrivare all’Iran e contenere sempre più la Russia e la Cina sino a metterle economicamente in un angolo (assieme al Giappone) ed arrivare alla supremazia assoluta in Oriente (Vicino, Medio ed Estremo) di Israele e degli Usa. Ciò fa parte del complotto mondiale contro il Medio Oriente e, dunque, la Siria. Ma non penso che la Siria si dividerà da sé, forse la guerra e l’invasione straniera vi riusciranno, ma a caro prezzo: il rischio di una terza guerra mondiale e atomica. Ma “la speranza è l’ultima a morire” per la Siria, l’Europa e il Mondo intero. Tuttavia “senza Verità non c’è Libertà”. Bisogna, perciò non aver paura di raccontare la realtà dei fatti come è e non come si vorrebbe che fosse. Occorre aiutare la Palestina, ingiustamente maltrattata da Israele da 50 anni. Basta con “l’unico olocausto” di Israele, ogni Paese ha avuto il suo “olocausto”. L’Armenia ha avuto 1 milione e mezzo di vittime da parte della Turchia, l’Ucraina circa 7 milioni di kulaki fatti sterminare da Stalin nel 1932-1933. Vi sono state molte “shoah” o “catastrofi” e non solo quella del popolo ebraico. 

d. Curzio Nitoglia
28 luglio 2012
https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2012/07/29/madre-maria-agnese-a-roma-conferenza-sulla-siria/


[1] In un prossimo articolo cercherò di spiegare la natura del salafismo e del waabismo.

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