IL SILLABO TOMISTA – Commento alle XXIV Tesi del tomismo: 8a Tesi (materia e forma)

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VIII Tesi del Tomismo: materia e forma

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“La creatura corporea nella sua stessa essenza è composta di potenza ed atto; le quali più specificatamente vengono chiamate materia e forma ”[1].

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●Dopo aver visto i princìpi essenziali della metafisica nelle sette Tesi precedenti, trattiamo qui della cosmologia ossia la composizione di materia e forma nelle creature corporee e poi studieremo il mondo fisico. Nelle creature spirituali l’essenza in se stessa è semplice ossia senza materia, ma in rapporto all’esse ut actus ultimus e agli accidenti essa è in potenza. Invece, nelle creature corporee, l’essenza in se stessa è composta di potenza ed atto, ossia per essere più precisi di materia e forma.

●La materia è un principio generico, passivo, che ha bisogno di essere attuato, specificato,  o determinato. La forma è il principio attivo che attua, specifica, e determina la materia. Questa tesi non è inventata a tavolino, ma deriva dall’esperienza. Infatti constatiamo che i corpi sono passivi ed inerti, ma nello stesso tempo dispiegano una certa energia, azione o dinamismo. Essi si muovono (per esempio le piante si nutrono, crescono e si riproducono per inseminazione), sono distinti tra di loro e sono molteplici, ma hanno anche una certa unità, hanno un elemento generico comune a tutti che è la materia ed un elemento specifico, che li differenzia in varie specie e li classifica in una determinata specie o gerarchia.

●Se il senso comune, la ragione naturale hanno constatato questa doppia composizione nei corpi, la filosofia, che è la ragione comune a tutti gli uomini normali elevata a scienza, ha concluso che nei corpi vi sono due elementi o co-princìpi essenzialmente e realmente distinti tra loro, che uniti formano il corpo.

●Il principio di passività e d’inerzia, di molteplicità, comune e generico, che permane come un ponte sotto il passare delle modificazioni che constatiamo nei corpi, è la materia. Il principio di attività, di unità, che specifica e distingue un corpo da un altro e gli dà la sua specie, è la forma. Tale dottrina è chiamata “ilemorfismo” ossia composizione di materia (hilé) e forma (morfé). Se ci si basa solo sulla materia si cade nel materialismo, mentre se ci si fonda solo sulla forma si cade nello spiritualismo esagerato. La Tesi aristotelico-tomistica si basa su entrambe, ma mette una gerarchia tra di esse: la forma è il principio di maggior valore poiché è attivo, mentre la materia è subordinata alla forma poiché è passiva.

●Perciò in ogni corpo vi è un co-principio sostanziale materiale ed un co-principio sostanziale formale; entrambi sono sostanze incomplete, ossia hanno bisogno l’uno dell’altro per dar luogo ad una sostanza completa, in cui la materia dice potenza rispetto alla forma che dice atto.

●La materia o co-principio potenziale dice capacità di ricevere la forma, che dice perfezione o attuazione. La materia è comune a tutti i corpi ed è in potenza passiva a ricevere una forma. Ora bisogna specificare che vi è una “materia prima” e una “materia seconda”,   una “forma sostanziale” ed una “forma accidentale”.

●La “materia prima” è il sostrato totalmente indeterminato di tutti i corpi, è il primo soggetto o la pura potenza senza alcun atto, capace di ricevere tutte le forme sostanziali. La materia prima più la “forma sostanziale” danno luogo alla “materia seconda”, che è il corpo già costituito dall’unione di materia prima e forma sostanziale. La materia prima è pura potenza senza alcun atto e riceve l’essere primo o sostanziale tramite la forma prima o sostanziale. La materia seconda è in potenza a ricevere l’essere accidentale tramite la forma accidentale, la quale dà l’essere tale o secundum quid. Non esiste nella realtà una materia prima senza atto o forma (“forma dat esse”) e neppure una materia seconda in genere senza accidenti. Esiste solo un ente o sostanza concreta e completa, composta da materia prima (capacità di ricevere tutte le forme sostanziali) più forma sostanziale (di marmo, bronzo, oro in generale) più forma accidentale (un metro cubo di oro, due metri quadrati di legno, una statua d’argento, un candelabro di bronzo …).

●La forma sostanziale è il principio primo che attua o informa la materia prima, quindi la si chiama atto primo (l’atto secondo è l’azione e l’atto ultimo è l’essere). La materia prima più la forma sostanziale di marmo danno luogo alla materia seconda o corpo materiale marmoreo (marmo in generale), poi la “forma accidentale” (quantità) lo rende questo pezzo di marmo qui con i suoi limiti. Analogamente l’anima umana informa un corpo e così dà luogo all’uomo in genere, il quale riceve la forma accidentale che lo rende quest’uomo qui, in concreto,  alto, magro, bianco, intelligente, eccetera … Naturalmente tutto ciò avviene nello stesso tempo, ma noi per capire e spiegare meglio la composizione dei corpi ne parliamo in successione.  Nella realtà non esiste il marmo o l’uomo in genere (materia seconda), ma solo pezzi di marmo con determinate proporzioni, confini e qualità (forme accidentali), così come non esiste l’uomo in genere, ma quest’uomo qui con tutti gli accidenti che modificano e perfezionano la sostanza umana o materia seconda.

d. CURZIO NITOGLIA

2 maggio 2012

http://www.doncurzionitoglia.com/8a_tesi_tomismo_commento.htm
 


[1] Cfr. De spiritualibus creaturis, a. 1.


 

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