IRAN SÌ IRAN NO?

d. CURZIO NITOGLIA – 24/12/2011
Premessa

●Alcuni analisti seri e non “politicamente corretti”, affermano che la campagna israelo-americana contro l’Iran è soltanto un bluff. Nessuno ha intenzione di attaccare (almeno per ora) l’Iran, si cerca solamente di far rumore per confondere le acque e l’opinione pubblica. Il vero scopo della campagna attuale (dopo l’Egitto) – secondo loro – è la Siria, che è un Paese musulmano, ma laico di matrice baathista e non l’Iran, che è invece una Repubblica islamica fondamentalista. “Lo scontro di civiltà” – teorizzato da Samuele Hungtinton – prevede, sempre secondo loro, la frantumazione del mondo arabo laico e la radicalizzazione dello scontro ideologico con il fondamentalismo dei Paesi islamisti, tra i quali spicca l’Iran, che dovrebbe restare in piedi ad allarmare l’occidente sulla pericolosità dell’islamo-fascismo, rafforzando così la politica americana in vista di un’eventuale guerra preventiva per risollevare l’economia statunitense dalla “depressione” in cui è caduta, che è forse maggiore di quella del 1929, dalla quale l’America uscì pienamente solo dopo la seconda guerra mondiale, grazie all’indebitamento dei Paesi europei, che avevano affrontato il conflitto.

La Siria

●Per quanto riguarda la Siria siamo oramai allo scontro finale. Oltre la guerriglia scatenata da forze estere all’interno della Nazione siriana, che provoca centinaia di morti, ma soprattutto tra i soldati del Regime di Assad, che rispondono e sono bersagliati assieme al loro Presidente dalla stampa mondiale e dai Governi occidentali, si segnala – anche – la presenza della flotta russa al largo della Siria (cfr Nena News).

●La Russia, tramite il Ministro degli Esteri Sergei Lavrov, accusa esplicitamente l’occidente di fomentare la guerriglia in Siria. Walid Moallem, il Ministro degli Esteri siriano, dal canto suo, chiama in causa direttamente gli Usa e assicura che la Siria non farà la stessa fine della Libia, poiché è protetta dalla Russia, che vede la Siria come il limite non valicabile.

●La portaerei cvn 77 George W. Bush si è avvicinata alle coste siriane, mentre l’ambasciata Usa a Damasco ha invitato i cittadini statunitensi a lasciare la Siria.

●Il quotidiano Al Quds-Al Arabi ha scritto recentemente che navi da guerra russe hanno raggiunto le coste siriane e trasportato, fra l’altro, un sistema di Radar avanzati e di missili S-300 con dei tecnici che aiuteranno i siriani ad usarli (cfr. infowars.com).

 L’Iran

●Tuttavia l’abbattimento da parte iraniana, nei primi di dicembre, del drone spia nord americano è un segno

a) che l’Iran è militarmente potente ed efficiente;

b) che Washington è intenzionata a realizzare operazioni segrete in Iran non escluso un piano di attacco contro i siti nucleari iraniani.

●Il presidente Barack Obama ha chiesto la restituzione del drone spia che ha violato lo spazio aereo della Repubblica islamica. Il drone top-secret RQ-170 Sentinel, è stato vittima di un agguato elettronico ed è atterrato con pochi danni nella città di Kashmar nell’Iran. I media occidentali hanno minimizzato l’accaduto. Tuttavia, quando più tardi il Pentagono ha riconosciuto la “misteriosa perdita di un drone di sorveglianza“, hanno dovuto affrontare la verità.

●Washington ha chiesto la restituzione del drone, che ha confessato di aver inviato in missione segreta per la raccolta delle informazioni. ‘L’abbiamo chiesto indietro. Vedremo come gli iraniani risponderanno’, ha detto Obama. Ciò nonostante l’Iran dice che non ha alcuna intenzione di restituire il drone e che Washington dovrebbe risarcire Teheran per aver violato lo spazio aereo del Paese.

●L’insistenza di Washington nel riavere il drone scaturisce dalla preoccupazione sulla natura segreta di ciò che gli iraniani avrebbero raccolto dalla tecnologia dal drone spia. Esperti militari iraniani hanno riferito della fase finale di estrazione delle informazioni dal drone.

●Quando è stato chiesto ad Obama, in una conferenza stampa alla Casa Bianca, se lui era preoccupato che l’Iran potesse indebolire la sicurezza nazionale degli Usa ottenendo informazioni dal drone abbattuto, ha risposto: “non ho intenzione di commentare questioni dell’intelligence classificate“. Senza riferirsi direttamente al drone spia, Obama in precedenza aveva ripetuto la stessa vecchia minaccia che ‘tutte le opzioni sono sul tavolo nel trattare con l’Iran’.

●Washington ha recentemente intensificato la sua attività di spionaggio in Iran. Il 21 maggio 2011, il Ministero dell’Intelligence iraniano aveva arrestato una rete di spionaggio composta da 30 persone che lavoravano per la Cia, e altri 42 agenti della Cia che avevano collegamenti con la rete.

●Inoltre, il 24 novembre 2011, l’Iran ha arrestato altri 12 agenti della Cia che stavano lavorando con il Mossad israeliano e miravano al programma militare e nucleare del Paese. Il membro della Commissione per la sicurezza nazionale e politica estera del Majlis iraniano, Parviz Sorouri, ha detto che la Cia e gli apparati di spionaggio del Mossad, stavano facendo sforzi per danneggiare l’Iran sia all’interno che all’esterno.

Sembra, perciò, che l’Iran rientri realmente nei piani di attacco di Israele e degli Usa.

Sembra, quindi, che la guerra all’Iran non sia un’idea troppo lontana o peregrina. Chi vivrà vedrà!

●Cfr. Ismail Salami scrittore e analista politico iraniano SitoAurora. Global Research, Michel Chossudovsky, 14 dicembre 2011.

 d. CURZIO NITOGLIA

 24 dicembre 2011

http://www.doncurzionitoglia.com/iran_si_iran_no.htm 

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