SI AVVICINA L’ATTACCO ALL’IRAN ?

SI AVVICINA L’ATTACCO ALL’IRAN ?

d. CURZIO NITOGLIA

12 novembre 2011

http://www.doncurzionitoglia.com/attacco_a_iran_parte_1.htm

● La Stampa di Torino del 5 novembre 2011 titola: «Per Israele si avvicina l’opzione militare contro l’Iran. Il governo israeliano si sente pronto a fare una guerra all’Iran». Era quello che si prevedeva quando erano iniziate le cosiddette “rivoluzioni arabe”. Essendo partite dalla Tunisia per giungere all’Egitto, poi alla Libia ed infine alla Siria si poteva dedurre che il passaggio finale sarebbe stato l’Iran. Ma tale passaggio è estremamente pericoloso. Infatti segnerebbe un salto di qualità: si dovrebbe bombardare con “mini” bombe atomiche l’Iran, poiché la più potente bomba convenzionale non arriva a 20 metri di profondità e l’Iran potrebbe rispondere con armi chimiche assai sofisticate a lunga gittata (3/4. 000 km). Il Libano sicuramente, la Turchia quasi certamente, la Russia e la Cina molto probabilmente entrerebbero nella lizza e la guerra diverrebbe mondiale e nucleare. Queste non sono le esternazioni di un “profeta di sventura” o di un “complottista”, ma del Presidente dello Stato d’Israele Shimon Peres, che le ha rilasciate il 4 novembre al Canale 2 della TV israeliana e sono state riportate dal Jerusalem Post. La giornalista che lo intervistava – racconta La Stampa – ha affermato che «Peres sembrava molto preoccupato, al pari dell’ex capo del Mossad Meir Dagan secondo il quale Israele compirebbe un passo stupido se attaccasse l’Iran. […]. Nell’intervista Peres ha insistito che la questione iraniana non riguarda solo Israele, bensì il mondo intero. […]. Nell’ultima settimana il quotidiano Yediot Ahronot ha scritto a più riprese che il premier Benyamin Netanyahu e il ministro della difesa Ehud Barak danno l’impressione di aver già optato per un’operazione militare nei confronti dell’Iran». Come si vede, la questione è seria e ben fondata. ● Secondo il quotidiano britannico The Guardian del 2 novembre 2011 la strada per Teheran passa per Damasco: si cercherebbe di rovesciare il regime siriano, come è stato fatto ultimamente in Libia, per poi passare all’osso più duro: l’Iran. Allora però il mondo si troverebbe in stato di guerra. Infatti attualmente vi sono almeno quattro zone belliche: l’Afghanistan/Pakistan, l’Iraq, nord-Africa, Palestina/Libano/Siria. Con l’estensione all’Iran vi sarebbe una quasi globalizzazione dello stato bellico e militare: Vicino/Medio-Oriente ed Asia Centrale. Infatti molto probabilmente sia la Turchia che la Russia e la Cina non potrebbero non essere coinvolte, data la vicinanza geografica. ● Il 28 ottobre il maggior quotidiano israeliano Yedioth Ahronot ha scritto che in Israele si starebbero delineando tre partiti riguardo alla politica verso l’Iran: il primo esclude l’opzione bellica per timore di una massiccia risposta missilistica dal Libano e dall’Iran; il secondo vorrebbe una specie di rivoluzione “primaverile” araba anche in Iran; il terzo guidato da Netanyahu e Barak spinge per l’attacco preventivo (cfr. www.repubblica.it, 4 novembre 2011). ● Il 6 novembre La Stampa ha scritto di una recente esercitazione militare di 14 aerei israeliani in Sardegna in cooperazione con l’aviazione italiana e l’ha letta in una futura prospettiva anti-iraniana. Lo stesso giorno La Repubblica ha riportato le preoccupazioni della Francia in caso di attacco preventivo contro l’Iran. Secondo il ministro Alain Juppè l’opzione militare creerebbe una situazione “totalmente destabilizzante” e potrebbe “causare un disastro” ed ha concluso: “dobbiamo fare il possibile per evitare l’irreparabile”.

● Gian Micalessin ha scritto su Il Giornale del 7 novembre che in una montagna a 80 km dal villaggio di Qom le Compagnie di trivellazione iraniane avrebbero scavato un bunker nella roccia sino a 90 metri di profondità, ove si starebbe arricchendo il nucleare iraniano al sicuro da qualsiasi incursione missilistica fatta con armi convenzionali, che non superano i 20 metri di profondità. Micalessin cita il quotidiano inglese Daily Telegraph, il quale ha scritto che Euhud Barak – il ministro della difesa israeliana – si è detto molto preoccupato, poiché “la più potente bomba convenzionale non arriva a 20 metri di profondità”. Micalessin conclude: “a quel punto, insomma, l’unica arma in grado di fermare l’atomica iraniana sarebbe un’altra atomica”, dopo quella lanciata su Hiroshima nel 1945.

● Il Corriere della Sera dell’8 novembre riporta che secondo L’Agenzia Atomica Internazionale (Aiea) “Teheran è oramai vicina alla Bomba atomica”. L’Iran si sarebbe fatto aiutare da scienziati della Russia, del Pakistan e del nordCorea. Gli Usa propongono nuove e più aspre sanzioni economiche contro l’Iran. La Russia e la Cina sono contrarie mentre Israele preme per un attacco armato, anche se una buona parte dell’intelligence e dell’esercito israeliano non è d’accordo.

● L’Unità del medesimo giorno dedica un’ampia intervista a Rouzbeh Parsi, un esule iraniano a Parigi, esperto di strategia militare. Il perito iraniano asserisce che vi è un reale pericolo di passare dalle parole o minacce di guerra da parte di Netanyahu ai fatti bellici reali e concreti. Anche Barak Obama potrebbe cambiare politica e passare dalle pressioni diplomatiche ad un appoggio dell’intervento bellico israeliano. Secondo lui i segni prossimi di guerra sarebbero: 1°) una strategia economica americana volta a demolire gli affari iraniani all’estero; 2°) la dislocazione di cacciabombardieri nella base di Diego Garcia; 3°) il blocco navale che equivarrebbe ad una vera e propria dichiarazione di guerra.

● Oramai è questione di giorni per vedere quale piega prenderanno gli eventi, se si insisterà con l’embargo economico oppure se si passerà subito al bombardamento atomico. A noi non resta che aspettare e sperare.

 d. CURZIO NITOGLIA

12 novembre 2011 –  http://www.doncurzionitoglia.com/attacco_a_iran_parte_1.htm

VIDEO CORRELATI, DEDICATI A CHI COMPRENDE BENE L’INGLESE

Israel vs Iran: One step to missile strike

USA & Israel pushing strike on Iran

‘Iran cornerstone of possible WW3 over Mid East’

US anti-Iran rhetoric

Annunci
Galleria | Questa voce è stata pubblicata in ARCHIVIO GENERALE, Articoli don Curzio, Geopolitica di Guerra, IRAN. Contrassegna il permalink.