LA MALDICENZA

LA MALDICENZA

A partire dal gennaio 2009 abbiamo assistito ad una campagna di linciaggio verbale nei confronti di mons. Richard Williamson, per alcune sue riserve – espresse alla TV svedese – sulla reale entità della shoah. Tali maldicenze sono venute, come era prevedibile, da ambienti ebraici (“a ciascuno il suo mestiere”, recita il proverbio), dall’ambiente catto-progressista e giudaizzante, come era da mettere nel conto dopo Nostra aetate e il post-concilio; infine anche dall’ambiente catto-tradizionalista, il che ci ha sorpreso – inizialmente – non poco, ora molto meno, dopo il “caso Krah”. Per amor di pace mi son limitato sino ad ora a prendere pacatamente le difese di mons. Williamson, senza contrattaccare i suoi denigratori. Purtroppo, essi, recentemente, si sono spinti troppo oltre il limite del decente (non voglio per ora far nomi e pubblicare documenti probanti), ma mi sento obbligato da quanto insegna san Tommaso d’Aquino a dire qualcosa di più, anche se non tutto per non scandalizzare i “pusilli”. Se rivelassi gli insulti, le detrazioni, le mormorazioni, le derisioni che mons. Williamson ha ricevuto (anche per iscritto, e “carta canta”), molti ‘tradi-con’ dovrebbero “andarsene, uno dopo l’altro, a partire dai majores”, come i farisei che volevano lapidare fisicamente l’adultera. Mi limito, per ora, ricordando che “chi tira troppo la corda la spezza”, a riproporre la dottrina cattolica, esposta mirabilmente dal Dottore Comune della Chiesa, sulla maldicenza, con la speranza che i denigratori rientrino in sé e si correggano……(leggi tutto)

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