La questione del “Papa Eretico” è un’ipotesi possibile o al massimo probabile e non una certezza teologica

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A partire da un’ipotesi non si può arrivare alla deposizione del Papa né c’è chi ne avrebbe l’autorità

Solo una “Ipotesi”

La spinosa questione del Papa eretico secondo i Dottori della Chiesa (Bellarmino, Suarez, Gaetano, Torquemada, Cano, Soto, Giovanni da San Tommaso…) e i teologi della terza Scolastica (Billot, Wernz-Vidal, Salaverri, Journet, Vellico, Mondello…) è una “ipotesi” possibile o al massimo probabile (v. in basso il paragrafo S. Tommaso d’Aquino precisa i termini: “possibile, probabile e certo”) come la chiama il Da Silveira stesso nel titolo del suo libro stampato recentemente in italiano (Ipotesi teologica di un Papa eretico, Chieti, Solfanelli, 2016, edizionisolfanelli@yahoo.it, 200 pagine, 15 euro) e non è assolutamente una “certezza teologica” come poi il Da Silveira deduce con un passaggio indebito dal possibile/probabile (le opinioni puramente ipotetiche dei Dottori della Chiesa e dei teologi approvati più recenti) al teologicamente certo. Continua a leggere

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Video della Conferenza di Reggio Emilia del 17/6/2016: “Decadenza dal Piano Kalergi all’accoglienza business” [VIDEO COMPLETO]


Video della Conferenza di Reggio Emilia
del 17/6/2016:
“Decadenza dal Piano Kalergi all’accoglienza business”

[VIDEO COMPLETO]

Relatori:
*don Curzio Nitoglia
*Matteo Castagna
*De Bonis


 

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Lecito Parlare in Senso Teologicamente Stretto di “Chiesa Conciliare” Sostanzialmente Diversa dalla Chiesa Cattolica?

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Quando si parla di Concilio Vaticano II come dogmaticamente inaccettabile, non si può racchiudere in tale constatazione di “rottura oggettiva con la Tradizione apostolica” la responsabilità soggettiva o formale di chi lo ha accolto in buona fede, pensando di obbedire all’Autorità.

Così come, quando si constata la nocività oggettiva del Novus Ordo Missae, non si vuole minimamente offendere chi pensa di celebrarlo – in buona fede – in obbedienza all’Autorità, per ignoranza incolpevole delle carenze dottrinali del Nuovo Rito.

Queste carenze furono sùbito messe in luce nel “Breve Esame Critico del Novus Ordo Missae” con la “Lettera di presentazione” dei cardinali Antonio Bacci e Alfredo Ottaviani, ove si trovano considerazioni severe sulla non piena ortodossia oggettiva del nuovo rito (“si allontana impressionantemente dalla dottrina cattolica sul Sacrificio della Messa qual è stata definita dal Concilio di Trento”) e si chiede al Papa di abrogarlo quale “legge nociva”… … … Continua a leggere

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“Dal Segreto delle Tre Fontane all’ISIS”, Conferenza a Cortina, il 27-07-2016

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Bizantinismi Teologici su Papa Onorio I

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Il 30 dicembre 2015 lo storico Roberto De Mattei ha scritto nel suo sito: “Onorio I: il caso controverso di un Papa eretico”.

Avevo sempre saputo che Onorio aveva favorito l’eresia, ma non che fosse caduto in eresia formale.

Leggo, quindi, con molta attenzione l’interessante articolo del De Mattei, che un amico mi ha inviato. Egli cita il famosissimo Dictionnaire de Théologie Catholique (vol. VII, coll. 96-132, voce Honorius Ier a cura di Emile Amann).

Ho già affrontato su questo sito il caso del Papa eretico ed ho dovuto constatare come il De Mattei, presentando il libro di Arnaldo Xavier Da Silveira (Ipotesi teologica di un Papa eretico, Chieti, Solfanelli, 2016, tradotto da Calogero Cammarata), stravolge il pensiero del Da Silveira, scrivendo: “L’autore [Da Silveira] ritiene la sua tesi non solo intrinsecamente probabile, ma teologicamente certa” (p. 14), mentre Da Silveira non ha mai affermato ciò nel suo libro, apparso in portoghese nel 1970, pubblicato in Francese nel 1973/1975, né tanto meno nella “Nota dell’Autore” alla traduzione italiana del libro scritta nel gennaio del 2016

Papa Giovanni IV (640-642) scrisse nel 641 la famosa Apologia pro Honorio Papa, in cui difese spassionatamente Onorio che non era formalmente eretico, ma non aveva condannato con decisione l’errore di Sergio e il monotelismo avendo, così, favorito l’eresia…. Continua a leggere

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Video della Conferenza di Reggio Emilia del 17/6/2016: “Decadenza dal Piano Kalergi all’accoglienza business”

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Video della Conferenza di Reggio Emilia del 17/6/2016:

“Decadenza dal Piano Kalergi all’accoglienza business:
segni dei tempi o azioni preordinate? Quale risposta a tutto ció”

Relatori:

don Curzio Nitoglia ~ Matteo Castagna Continua a leggere

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L’Organizzazione della Chiesa Primitiva

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Ogni diocesi ha il suo singolo vescovo. “È un fatto storico incontestabile che già nel II secolo le comunità cristiane erano rette da singoli vescovi” (A. Lang, Compendio di Apologetica, Casale Monferrato, Marietti, II ed., 1960, p. 346),

ossia ogni diocesi aveva un solo vescovo. Questo è il mono-episcopato o l’episcopato monarchico diocesano subordinato a quello monarchico del romano Pontefice.

“In una comunità dell’Asia Minore Diòtrefe è il vescovo monarchico ma si comporta dispoticamente. Egli non accoglie i sacerdoti che si presentano a lui con l’approvazione del loro vescovo d’origine, anzi arriva a scomunicare loro e i fedeli della sua diocesi che li accolgono, ma non si può vedere in Diòtrefe un usurpatore, ossia un tiranno spirituale che avrebbe così perso la sua autorità. Nonostante il suo mal governo Diòtrefe occupa effettivamente l’ufficio direttivo della sua diocesi” (A. Lang, cit., p. 349), nonostante il suo mal governo. Continua a leggere

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La Questione del Papa Eretico ~ [La pubblicazione in italiano del libro di Arnaldo Xavier Da Silveira]

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L’editore Solfanelli di Chieti ha pubblicato [1] lodevolmente, nel giugno del 2016, per la prima volta in lingua italiana la seconda parte del libro di Arnaldo X. Da Silveira, La Nouvelle Messe de Paul VI. Qu’en penser?, Chiré-en-Montreuil, DPF, 1975 (già apparso in forma ciclostilata in proprio nel 1970 in portoghese col titolo: Consideraçoes sobre o Ordo Missae de Paulo VI).

Il libro in questione esamina nella sua prima parte (già tradotta da diversi anni in italiano) la questione della difformità della Nuova Messa di Paolo VI dalla Messa di Tradizione apostolica codificata nel 1571 da San Pio V. La seconda parte del libro tratta la questione del Papa eretico.

Il libro è interessante e da studiarsi anche se bisogna fare attenzione a non trarne conclusioni teologiche certe e azzardate… Continua a leggere

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Dalla Siria alla Terza Guerra Mondiale?

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Giulietto Chiesa nel suo ultimo libro intitolato Putin fobia (Milano, Piemme, 2016) ha scritto che “nell’ottobre del 2015 l’intervento in Siria della Russia di Putin ha modificato tutto il quadro internazionale ed ha mostrato anche all’uomo della strada l’evidenza di una Russia protagonista della guerra contro il terrorismo internazionale” (op. cit., p. 176).

“Il rovesciamento del Presidente siriano Bashar al-Assad, obiettivo principale degli stati Uniti, di Israele e dell’Arabia Saudita, è stato impedito [da Putin, ndr]” (p. 159).

L’Autore prevede che con la fine della presidenza di Obama [novembre 2016, ndr] il mondo si troverà “sull’orlo di una Terza guerra mondiale” (p. 177).
Oramai si è capito che “quasi tutta la coalizione occidentale (sicuramente gli Usa, la Turchia, l’Arabia Saudita e Israele) è stata direttamente coinvolta nel sostegno, nel finanziamento e nella creazione dello Stato islamico (Isis), […] che ha cominciato ad arretrare solo quando è stato colpito pesantemente dai bombardamenti russi” (p. 179).

Siccome la Russia di Putin si oppone alla costruzione del Nuovo Ordine Mondiale a guida israelo/statunitense “due alti esponenti del governo statunitense annunciano l’intenzione di un’escalation in Siria che prevede l’intervento diretto degli Usa, forse insieme alla Turchia, all’interno del territorio siriano. I famosi ‘scarponi sul terreno’… … … Continua a leggere

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PRECISAZIONE

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Quando commento le analisi di alcuni Autori sulla crisi religiosa in ambiente cattolico, evidenziando specialmente il castigo che incombe sul nostro capo (cfr. Bruno Cornacchiola e Antonio Socci), non significa che io condivida tutte le loro posizioni, ma ciò non mi impedisce di studiare e approfondire quelle che mi sembrano valide (e son parecchie).

Qualcuno, indirettamente, mi ha fatto notare che non tutte le asserzioni di questi Autori sono condivisibili… mi pareva evidente, ma “evidentemente” così non è. Quindi… … … Continua a leggere

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Il Fenomeno Bergoglio come Sintomo del Declino del Mondo Moderno

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Mario Palmaro e Alessandro Gnocchi (Questo Papa piace troppo, Milano, Piemme, 2014) paragonano il pontificato di Francesco I alla musica pop, la quale “non è altro che esercitare a vuoto l’intelligenza” (op. cit., p. 41), e citano Luciano Spaziante (Sociosemiotica del pop), il quale scrive:

«“la cultura pop si contraddistingue come una cultura del fare piuttosto che del sapere, dove per lasciare spazio alla spontaneità si preferisce non sapere, dove la pratica conta più che la teoria. […]. Il pop riesce e sfondare, in Italia come altrove, nonostante la barriera linguistica dell’inglese. Il motivo risiede probabilmente nel fatto che il significato della parola è l’ultima cosa che si coglie”.

Questa dismissione del significato della parola – continuano i due autori –

“spiega quel desiderio di identificarsi nella pop star di turno che domina attualmente nel mondo cattolico [Jorge Mario Bergoglio]. Il collante di questa grande ola è un vago sentimento, molto, troppo, anteriore a fede, dottrina e morale. Eppure la pratica del cattolicesimo ha sempre richiesto l’esercizio dell’intelletto e della volontà”» (op. cit., p. 42). Continua a leggere

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Tremendi Castighi sull’Italia e sul Mondo

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Pio XII aveva ben previsto:

“Oggi quasi tutta l’umanità va rapidamente dividendosi in due schiere opposte: con Cristo o contro Cristo. Il genere umano al presente attraversa una formidabile crisi che si risolverà in salvezza con Cristo o in funestissime rovine” (Enciclica Evangelii praecones, 2 giugno 1951).

Ci troviamo allo scontro finale tra la Chiesa e la contro-chiesa. La situazione odierna è peggiore di quella che precedette l’abbattimento della Torre di Babele, il diluvio universale, la distruzione di Sodoma e Gomorra.

Il 13 maggio 2010 Benedetto XVI a Fatima disse: “Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle apparizioni affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria”. Ma il trionfo del Cuore di Maria, secondo ciò che la Madonna disse ai pastorelli in Cova di Iria sarà preceduto da una terribile prova: “martirio dei buoni, nazioni annichilite, il Papa martirizzato”. Continua a leggere

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“Dal Segreto delle Tre Fontane all’ISIS”, Conferenza a Cortina, il 27-7-2016

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Mons. Francesco Spadafora: “Tre Fontane”

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Nel 1984 monsignor Francesco Spadafora ha pubblicato un bellissimo libretto (164 pagine, 11 cm x 18 cm) intitolato Tre Fontane presso l’Editore Giovanni Volpe di Roma.

Abbiamo già visto il contenuto delle circa sessanta rivelazioni private, che la Madonna ha fatto a Bruno Cornacchiola dal 1947 al 2001, citando il libro di Saverio Gaeta, “Il Veggente. Il segreto delle tre fontane” (1 – 2) (Milano, Salani, 2016), il quale ha potuto consultare i quaderni lasciati dal Cornacchiola alla Associazione da lui fondata (SACRI).

Ritorno sul tema poiché il libro di monsignor Spadafora, che non conosceva il contenuto delle rivelazioni private posteriori alla prima parte di quella resa pubblica del 12 aprile 1947, mette molto bene in luce il quadro che circonda la figura di Cornacchiola e il rapporto speciale che la sua conversione, dovuta all’apparizione della Madonna a lui e ai suoi tre figli, ha avuto con il papa Pio XII e l’apparizione della Madonna a Fatima avvenuta nel 1917. I due libri (di Gaeta e Spadafora) si integrano, dunque, a vicenda e vanno letti, meditati e vissuti alla luce del messaggio di Fatima: preghiera e penitenza per la conversione dei peccatori, riparazione e una tremenda guerra dopo quella del 1914 e del 1938, che “cancellerà intere Nazioni dalla faccia della terra”.

Il martirio di San Paolo e la chiesa delle “Tre Fontane”.
San Paolo fu decapitato nel 67 vicino al luogo ove la Madonna apparve a Cornacchiola, che si chiamava nei tempi antichi Aquae Salviae, al terzo miglio dall’Urbe sulla via Laurentina, ove sorge ora la chiesa di San Paolo (detta delle Tre Fontane)… Continua a leggere

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Il “Compromesso Storico” tra Modernismo e Cattolicesimo

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L’ultra-modernismo attuale di Francesco I ha liquidato non solo la filosofia metafisica e la teologia teoretica classiche, ma anche ogni forma di teoresi modernistica, rimpiazzandole con il primato della prassi.

Papa Bergoglio non si interessa della dottrina, ma punta all’azione e al risultato. Non vuol sentir parlare di teoresi, ma vuole sottomettere il dogma alla realizzazione pratica e concreta.

Si può dire che Bergoglio propone la “de-teologizzazione” ai cattolici tradizionali come Togliatti proponeva nel 1963 la “de-ideologizzazione” ai cristiani progressisti.

Tuttavia proprio questo rifiuto della teoresi diventa il dogmatismo pratico più rigido del post-concilio (v. la distruzione dei Francescani dell’Immacolata).

Non si parla più di ermeneutica della continuità, di esistenza del limbo, di ortodossia della Messa di Paolo VI, di “pro multis o per tutti”, ma si mira ad omologare ogni cosa mediante il marciare assieme.

Francesco I applica alla a-teologia (“a” da alfa privativo, non ci si interessa più di problemi teologici senza arrivare al dogmatismo di segno contrario di chi nega Dio e la teologia; si vive come se la teologia non esistesse) quel che Giovanni XXIII (Enciclica Pacem in terris) e Paolo VI (Enciclica Ecclesiam suam) applicarono alla nuova prassi del cristianesimo nei confronti del marxismo: cioè la possibilità di agire assieme per la pace nel mondo e la giustizia sociale, lasciando da parte le divergenze dottrinali, adesso Francesco I lo applica a tutti gli indirizzi e sensibilità cattoliche, compresi i tradizionalisti… Continua a leggere

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“Storia sociale della Chiesa” [ristampa], di monsignor Umberto Benigni ~ [segnalazione libraria]

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Il “Centro Librario Sodalitium” (Verrua Savoia, Torino) ha ristampato il 1° volume di monsignor Umberto Benigni, “Storia sociale della Chiesa”, Milano, Vallardi, 5 volumi in 7 tomi, 1922-1933 (la fine della ristampa dovrebbe avvenire entro il 2020).

Il 1° volume, che raccomando allo studio degli appassionati della storia ecclesiastica, consta di 456 pagine e costa 20 euro.

Può essere richiesto al “CLS”,
tel. 0161 839 335
info@sodalitium.it Continua a leggere

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La Psicologia Analitica di Jung é più pericolosa della Psiacanalisi di Freud?

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Carl Gustav Jung (1875-1961) ha dimostrato un grande interesse per le religioni in genere, occidentali e specialmente orientali (C. G. Jung, Des rapports de la psycotérapie et de la direction de conscience, in La guérison psychologique, Ginevra, 1953; in italiano le Opere complete di Jung sono state pubblicate dalla Bollati Boringhieri di Torino). Certamente egli è lontano dall’ateismo di Freud e dalla sua opinione negativa su tutte le religioni.

Se si esamina, però, attentamente il pensiero junghiano si scorge in esso uno spiritualismo gnostico, alchemico ed esoterico molto più pericoloso del materialismo pansessualista freudiano, poiché più nascosto, e che facilmente può diventare una trappola per i cristiani… Continua a leggere

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Oligarchie per popoli molesti: come raggiungere la sovranità reale? ~ [da ‘Qui Europa’, parte 3]

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Riportiamo qui la terza parte di “Oligarchie per popoli molesti”, tratta da una serie di articoli pubblicati a cura della redazione di QuiEuropa.it (di Roberto Pecchioli, con contributi di Sergio Basile).
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La lotta è dura, e lo schieramento nemico fortissimo: inutile, anzi dannosa la replica, la giustificazione sul loro terreno.
Chi difende l’identità nazionale – popolo, tradizioni, cultura, religione, lingua, ecc.. – sarà sempre etichettato di fascismo, nazismo (gli unici ammessi sono quelli ucraini…), “rozzismo”, ignoranza, xenofobia, razzismo, egoismo, e, se uomini, “maschilismo”.
Il rapporto mediatico è mille a uno, dicano quindi quello che vogliono, se la cantino e se la suonino.
La carovana passa, i cani latrano.
La definizione di populisti la dobbiamo invece assumere positivamente: amare il proprio popolo, e considerarlo la fonte dei propri principi, ideali e progetti è cosa ottima, e pazienza se il termine è circondato dal biasimo di costoro…

Popoli: entità superflue per le oligarchie ~ Mettiamo noi sale sulle loro ferite: i popoli sono superflui, per le oligarchie.
Se reagiscono, diventano molesti, vanno rieducati, repressi, colpiti.
La verità è ancora avvolta nella nebbia, ma sempre più persone avvertono che la lotta, mortale, è tra basso e alto, centro e periferia, come suggeriva De Benoist, fuori o dentro, come aggiunge, più modestamente, chi scrive.
Da un lato il felpato, ma inflessibile potere delle centrali finanziarie, multinazionali, i padroni delle tecnologie, con le loro casematte: i gruppi di pressione accademico ed universitario, clero regolar-modernista/progressista, i dirigenti delle loro aziende, dei giornali e del sistema di intrattenimento, i discepoli – ed aspiranti tali – delle neo borghesie cosmopolite, anglofone, narcisiste, i loro sbirri degli apparati di repressione , non solo poliziesca, gli utili idioti delle centrali omosessualiste, dei centri sociali, dei circoli immigrazionisti e filoeuropeisti (chiese, finte cooperative sociali, anime belle di varia estrazione), gli angelici devoti del politicamente corretto… Continua a leggere

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CONFERENZA a Reggio Emilia il 17/6/2016: “Decadenza dal Piano Kalergi all’Accoglienza Business”

Budapest, Hungary, September 4, 2015 - (REUTERS/Laszlo Balogh)

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La Spinosa Questione del “Papa Emerito”

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Premessa

Il 20 maggio del 2016, presso l’Aula Magna dell’università Gregoriana, è stato presentato il volume di Roberto Regoli Oltre la crisi della Chiesa. Il pontificato di Benedetto XVI (Torino, Lindau, 2016).

La spiegazione di mons. Gänswein

Tra i relatori vi era anche monsignor Georg Gänswein il segretario di papa Ratzinger, ora prefetto della Casa Pontificia, che ha spiegato il vero motivo per il quale Benedetto XVI ha dato le dimissioni.

Secondo Mons. Georg Gänswein la cosa più grande del pontificato di Benedetto XVI è stata l’istituzione del Papa emerito, evento che apre la porta ad un futuro diverso.

Il Papato da collegiale/bipartito a tripartito

Certamente con l’elezione di papa Francesco nella Chiesa di Cristo non ci sono due Papi de jure, ma de facto il ministero petrino è stato allargato collegialmente ed è diventato una sorta di triarchia: il Collegio dei vescovi (Lumen gentium, n. 22), un Papa attivo ed un Papa emerito/contemplativo.

Infatti Benedetto XVI non si è ritirato in un monastero isolato, come avrebbe voluto fare Celestino V, ma vive all’interno del Vaticano. Dunque l’abdicazione di Benedetto XVI con l’istituzione della figura del Papa emerito è l’ennesima innovazione a partire dal Concilio Vaticano II, ed è una innovazione che tocca la struttura della Chiesa come Cristo l’ha voluta e edificata su una sola Persona: San Pietro e i suoi successori sino alla fine del mondo… Continua a leggere

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