‘Avvenire’ intervista Bergoglio (18/11/2016)

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La giornalista Stefania Falasca ha intervistato papa Bergoglio sul quotidiano Avvenire del 18 novembre 2016 (pp. 1-3 e 5).

Francesco I afferma: “La Chiesa […] non è un cammino di idee” (p. 2). Egli ribadisce questo concetto a pagina 5 della sua intervista: “la Chiesa non è un’istituzione è un cammino, certi modi di opporre ‘cose della dottrina’ a ‘cose della carità pastorale’ non sono secondo il Vangelo e creano confusione”.

Bergoglio giustifica tale cambiamento di rotta con “il cammino del Concilio, che va avanti, s’intensifica” e specifica: “ma è il cammino [del Concilio, ndr], non sono io” (p. 3).

[…] …se vogliamo esser esatti non bisogna dire che Bergoglio sostanzialmente è eguale ai Papi del Concilio e se ne differenzia accidentalmente per la sua velocità più accelerata e radicale, ma che essendo arrivato a maturazione l’iter conciliare è normale che il motus, in natura sua, est in fine velocior. …[…]…Il Vaticano II contiene in nuce tutti gli errori di Bergoglio, se si vuol rimediare al male odierno (v. Amoris laetitia) occorre andare alle sue radici ed esse le troviamo nel Concilio Vaticano II, è inutile sfrondare i rami sporgenti di una pianta di cicuta, se lasciamo intatte le sue radici, il tronco e le sue foglie non ancora eccessivamente sporgenti.

Il limite della resistenza (pur lodevole e coraggiosa) dei Cardinali Burke, Sarah, Caffarra, Müller, Brandmüller e di Monsignor Schneider è esattamente questo: il non risalire alle cause degli orrori odierni….[…]…Interessante la nozione che ha Bergoglio di unione e unità: “l’unità non si fa perché ci mettiamo d’accordo tra noi, ma perché camminiamo […] e camminando […] possiamo scoprirci uniti. […]. Camminando e lavorando assieme, ci rendiamo conto che siamo già uniti” (p. 5)….[…]…

I tradizionalisti che ringraziano per la concessione del 1° settembre 2015 rinnovata il 21 novembre 2016 di confessare validamente e lecitamente dovrebbero tenere a mente 1°) cosa intende Bergoglio per unione e 2°) dal momento che si stringe la sua mano tesa, si cammina con lui e pian piano ci si scopre uniti in piena e perfetta comunione…[…]… Continua a leggere

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Conferenza di Mons. Richard Williamson: “Il Modernismo, la sua Natura, le sue Cause e le sue Conseguenze”, Presentazione di don Curzio Nitoglia, Roma 30/11/2016 ~ PERCHÉ UNA SALA “EPISCOPALIANA”

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PERCHÉ UNA SALA “EPISCOPALIANA” ~ A Roma il 30 novembre 2016 in Via Napoli 58 (angolo via Nazionale) presento monsignor Richard Williamson, che terrà una conferenza sul modernismo presso l’aula magna di proprietà della “chiesa americana/episcopaliana”. Qualcuno si è chiesto … Continua a leggere

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Una Questione di Capitale Importanza: Come Reagire di Fronte all’Immigrazione Selvaggia

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La costruzione del “Nuovo Ordine Mondiale” richiede la fine della “Vecchia Europa”

A partire dalla collocazione nel 1990 della prima pietra, da parte di Bush senjor, per la costruzione definitiva del “Nuovo Ordine Mondiale”, che prevedeva l’invasione americana dell’Iraq di Saddam Hussein (1990/2003), sino al tentativo di Barak Obama di occupare anche la Siria di Assad (2011-2015), passando per le “primavere arabe” (Egitto, Tunisia e Libia), milioni di immigrati soprattutto islamisti hanno lasciato l’Africa Mediterranea, il Vicino e Medio Oriente per installarsi in Europa e in primis in Italia attraverso il Mediterraneo o nel nord Europa e specialmente in Germania passando attraverso i Balcani.

Perciò, negli ultimi 5 anni, non solo le nostre metropoli sono state invase dagli islamisti, ma anche nelle cittadine e nei paesetti oramai si sente parlare sempre più raramente l’italiano e si ascoltano le varie “melodie” della lingua araba. Negli anni Ottanta l’Italia subì l’irruzione dei Polacchi, grazie a Giovanni Paolo II, poi venne la volta degli Albanesi e dei Rumeni, ora tocca agli Arabi e agli Africani, molto ben voluti da Francesco I, uno dei grandi architetti della costruzione finale del “Nuovo Ordine Mondiale”. Continua a leggere

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Differenze tra cattolici e ortodossi

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Le differenze fra la Chiesa Cattolica e le chiese ortodosse Il Cristianesimo ortodosso (“ortodossia” significa “corretta opinione”) si chiama così perché convinto di applicare la vera volontà di Gesù Cristo.  Esso si esprime in comunità autocefale (cioè aventi in sé … Continua a leggere

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“Fare Chiarezza” ~ Nodi Irrisolti dell’Amoris Laetitia ~ L’Appello di 4 Cardinali al Papa

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1. Una premessa necessaria L’invio della lettera al Santo Padre Francesco da parte di quattro cardinali nasce da una profonda preoccupazione pastorale. Abbiamo constatato un grave smarrimento di molti fedeli e una grande confusione, in merito a questioni assai importanti … Continua a leggere

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L’Attualità di Torquemada: il Primato e l’Infallibilità Papale

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Il cardinal (1388-1468) ci ha lasciato uno dei primi manuali sistematici di ecclesiologia (Summa de Ecclesia, Roma, 1489, II ed. Venezia, 1561). Già il titolo (prima di lui vi erano solo le Summae theologiae) ci fa capire che egli si è specializzato nel problema della Chiesa e specialmente del Primato del Papa e della sua Infallibilità contro gli errori del suo tempo: il Conciliarismo e il Gallicanesimo, i quali conferivano alla sola Chiesa senza il Papa, ossia all’Episcopato (riunito nel Concilio imperfetto ossia acefalo oppure sparso nelle varie diocesi del mondo intero), un primato di potere sul Pontefice romano.

L’errore per difetto (poiché diminuisce il Primato petrino) di allora è tornato alla ribalta oggi, anche se in maniera più sfumata,

1°) con la Collegialità episcopale del Concilio Vaticano II (Lumen gentium, n. 22, 21 novembre 1964), che limita il Primato monarchico del Papa sull’Episcopato subordinato dei Vescovi sia riuniti in Concilio sia sparsi nel mondo;
2°) con il disastroso Pontificato di Francesco I che ha riportato alla ribalta pure la dottrina radicale, figlia del Conciliarismo mitigato, secondo cui in caso di eresia formale, pubblica e ostinata del Papa il Concilio, l’Episcopato o il Cardinalato possono deporre il Papa o constatare la sua deposizione da parte di Cristo.
Come si vede, dal Conciliarismo nascono due errori, sostanzialmente eguali, ma diversi solo accidentalmente, ossia nella maniera più o meno veloce e radicale, i quali non solo diminuiscono il Primato di Pietro, ma addirittura portano la Prima Sede al giudizio della Chiesa senza il Papa, benché questa sia come un corpo senza il capo, mentre la dottrina cattolica insegna che la Prima Sede non è giudicata da nessuno e giudica tutti gli altri.

Oggi vi è poi un altro errore (per eccesso di “obbedienza”) che porta all’appiattimento o al servilismo dei fedeli, dei Vescovi e dei Cardinali nei confronti di un Papa, che oltrepassa i suoi poteri, i quali son limitati dal diritto e dalla Rivelazione divini. Il Profeta li chiama “cani muti incapaci di abbaiare” (Is., LVI, 10). In questo caso è lecito ammonire il Papa dell’errore o dell’abuso di potere che sta compiendo (come fece San Paolo con San Pietro ad Antiochia, Gal., II, 11-14; At., XV, 13-21) e guardare in faccia la triste realtà senza nascondere la testa nella sabbia come fa lo struzzo…>>>… Continua a leggere

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La Fede di Pietro e degli Apostoli, del Papa e dei Vescovi

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Il principio secondo cui l’unità di fede è mantenuta dal Primato del Papa, successore di Pietro e Vicario visibile in terra di Cristo asceso in Cielo, lo si trova anche nella S. Scrittura oltre che nella Tradizione e nel Magistero, come abbiamo già visto negli articoli precedenti.

Nel Vangelo di San Luca (XXII, 31-32) Gesù dice solennemente: “Simone, Simone, ecco che Satana ha chiesto e ottenuto (1) di vagliarvi come si fa con il grano. Ma Io ho chiesto e pregato per te, affinché la tua fede non venga meno. E tu una volta convertito conferma i tuoi fratelli nella fede”.

In questo discorso Gesù predice il triplice rinnegamento di Pietro (ivi, vv. 33-34). Da principio il discorso è rivolto a Pietro e a tutti gli Apostoli ed espone il pericolo comune a tutti loro: “Satana ha chiesto [e ottenuto] di mettervi alla prova e di tentarvi” (v. 31); poi si indirizza al solo Pietro: “Io ho chiesto e pregato per te…” (v. 32).

Come mai questo improvviso passaggio da Pietro agli Apostoli e poi di nuovo al solo Pietro? Nel pericolo comune Gesù volle far capire di aver pregato specialissimamente per Pietro e di aver dato al solo Pietro la cura, l’ufficio e l’incarico di “confermare” nella fede tutti gli altri Apostoli contro tutte le tentazioni e persecuzioni sataniche avverse alla fede. Infatti Gesù come rimedio dice di aver pregato perché Pietro conservi la fede e confermi in essa anche gli altri Apostoli…. Continua a leggere

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Papato, Cardinalato ed Episcopato

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In alcuni momenti della storia l’errore si addensa più fitto nella mente degli uomini. Oggi (con il Concilio Vaticano II, il post-concilio e la rivoluzione culturale del Sessantotto) viviamo uno di questi momenti. Nella storia della Chiesa vi sono state epoche di pericolosi sbandamenti dottrinali e morali: la crisi ariana del IV-V secolo, il “secolo ferreo” della Chiesa (sec. X), il Grande Scisma d’Occidente del XIV-XV secolo, il neopaganesimo dell’Umanesimo e del Rinascimento del XV-XVI secolo. Tuttavia la Chiesa, assistita da Dio “tutti i giorni sino alla fine del mondo” (Mt., XXVIII, 20), ha sempre trionfato su di essi. Continua a leggere

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L’Ecclesiologia di Don Pietro Ballerini, la Collegialità Episcopale e il Primato del Papa

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Il famoso teologo veronese Pietro Ballerini (7 settembre 1698 – 28 marzo 1769) nelle sue opere oramai classiche di ecclesiologia De Potestate ecclesiastica summorum Pontificum et Conciliorum generalium (Verona, 1765) e De vi ac ratione primatus Romanorum Pontificum (Verona, 1766) ha trattato in generale la questione dogmatica della natura della Chiesa di Cristo, e, specialmente contro l’errore conciliarista ha approfondito il problema del Primato della monarchia papale sull’Episcopato subordinato ad essa. Quest’ultima questione è tornata alla ribalta con il problema della Collegialità episcopale nel Concilio Vaticano II (Lumen gentium, n. 22, anno 1965).

Don Pietro Ballerini insegna che
1°) Pietro ebbe direttamente da Gesù il Primato sugli altri Apostoli, il quale poi passò ai Romani Pontefici suoi successori e Vicari visibili in terra di Cristo asceso in Cielo;
2°) il Primato di San Pietro e dei Romani Pontefici non è solo di onore, ma soprattutto di governo o di giurisdizione;
3°) questo Primato di giurisdizione è personale, ossia riguarda la persona di Pietro e del Papa regnante, e non è della Chiesa che lo trasmetta al Papa, anzi esso passa dal Papa alla Chiesa universale che viene da lui governata, come dal Capo alle membra;
4°) esso è di diritto divino, per cui nessuno, neppure il Papa, può mutarlo sostanzialmente, annacquarlo e rinunziarvi (cfr. Paolo VI, Lumen gentium, n. 22, 1965; Paolo VI, Vescovo emerito, 1966; Benedetto XVI, Papa emerito, 2013)…>>>…

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Il Modernismo é intrinsecamente perverso e non é lecita nessuna cooperazione con esso

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“Non si deve attaccare frontalmente il nemico, ma bisogna invischiarlo nei compromessi” ~ (Lenin)

Analogia tra comunismo e modernismo

Pio XI, nell’Enciclica Divini Redemptoris Missio del 19 marzo 1937, ha condannato il comunismo come “intrinsecamente perverso” in quanto teoreticamente materialista e ateo; conseguentemente ha proibito ogni collaborazione anche soltanto pratica con esso.

Il comunismo è innanzitutto una prassi, ma non è privo di teoria. Quindi agire assieme ai comunisti significa accettare implicitamente la loro teoresi (“cogitare sequitur esse”) cadendo, così, nella trappola tesa dal marxismo per accalappiare i cristiani ingenui, che stringono la mano tesa loro dal comunismo.

Si può applicare al comunismo l’assioma “lex orandi, lex credendi”, ossia si crede come si prega (e viceversa). In tal modo, se si agisce assieme ai comunisti si inizia a pensare come i comunisti, come chi prega assieme ai cattolici secondo la liturgia cattolica inizia a credere secondo la dottrina cattolica. È per questo motivo che la Chiesa proibisce la communicatio in sacris con gli acattolici e analogamente l’azione comune con i comunisti (cfr. CIC, 1917, can. 1325, § 3; can. 1258, § 1 e 2; S. Uffizio, 8 luglio 1927, 5 giugno 1948 e 20 dicembre 1949)…>>>… Continua a leggere

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Ultime conversazioni di Benedetto XVI dopo le sue dimissioni ~ Il perno del suo Pontificato: la creazione della figura del “Papa emerito”

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È appena uscito (settembre 2016) un interessante libro/intervista a cura dello scrittore e giornalista tedesco Peter Seewald (Milano, Corriere della Sera/RCS) intitolato “Benedetto XVI. Ultime conversazioni”

Benedetto XVI risponde chiaramente e concisamente alle domande del giornalista. Quindi, leggendo questo libro, ci si può formare un’immagine più chiara della personalità e del pensiero filosofico/teologico del giovane teologo don Joseph Ratzinger, del maturo cardinale Prefetto della Congregazione Per la Dottrina della Fede e del Papa, che non solo ha dato le dimissioni dal S. Soglio nel 2013, ma ha inventato la figura del “Papa emerito”…>>>… Continua a leggere

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IL PROBLEMA DELL’UNA CUM [Secondo S. Tommaso, Gaetano, Bañez, Billuart e Garrigou-Lagrange]

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Secondo il Bañez (e il Gaetano alla scuola di S. Tommaso): “Il Papa non è Capo della Chiesa in ragione della santità o della fede perché non è così che può governare i membri della Chiesa, ma è Capo di essa in ragione dell’ufficio ministeriale, che lo rende atto a dirigere e governare la Chiesa mediante il governo esterno e visibile tramite la gerarchia ecclesiastica, che è visibile e palpabile. Quindi secondo l’influsso spirituale della grazia e della fede non è membro della Chiesa di Cristo, se non le ha; invece secondo il potere di governare e dirigere la Chiesa ne è il Capo visibile in atto”

Privare oggi i fedeli della Messa tradizionale perché viene celebrata nominando nel Canone il nome del Papa regnante è un azzardo scellerato, che espone la maggior parte dei fedeli al rischio prossimo di non poter vivere in stato di grazia abitualmente, privandoli di tutti Sacramenti amministrati “una cum”.

I fedeli possono andare ad ogni Messa tradizionale (celebrata anche non “una cum”). Infatti è il Ministro che risponde a Dio delle sue scelte, mentre il fedele deve solo rispondere se ha osservato o meno il 3° Comandamento: “Ricordati di santificare le feste”.

Secondo l’Angelico “Dio non abbandona mai la sua Chiesa al punto da non poter trovare ministri sufficienti per le necessità del popolo”.
Ora, se gli unici Sacramenti leciti fossero quelli amministrati non “una cum”, i ministri cattolici sarebbero forse un centinaio su un miliardo e mezzo di fedeli cattolici. Quindi sarebbero totalmente insufficienti per le necessità del popolo. Continua a leggere

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“PER PADRE IL DIAVOLO”: Introduzione al problema ebraico secondo la Tradizione cattolica ~ [Presentazione Nuova Ristampa Edizione del 2002]

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L’editore EFFEDIEFFE (Proceno di Viterbo) (1) ristampa per l’ottobre del 2016 il libro di Curzio Nitoglia Per padre il diavolo (Edizioni EFFEDIEFFE, 2016, pp. 630). Introduzione al problema ebraico secondo la Tradizione cattolica, che ha avuto la sua prima edizione nel 2002 con la Società Editrice Barbarossa di Cusano Milanino.

Il libro dopo 14 anni è ancora più attuale dato il progresso della preponderanza ebraica nella costruzione del “Nuovo Ordine Mondiale” a partire dalla guerra contro l’Iraq nel 2003 sino alle cosiddette “primavere arabe” del 2011, che in Siria ci stanno portando verso una probabile terza guerra mondiale atomica, data la contrapposizione frontale creatasi in loco tra gli Usa e la Russia di Putin (2015/2016).

Per padre il diavolo è una sorta di Summa della dottrina cattolica tradizionale, anteriore alle deformazioni conciliari e postconciliari, sulla questione ebraica, studiata da un punto di vista teologico, politico, economico ed etnico alla luce della S. Scrittura, della Tradizione patristica e scolastica, del Magistero tradizionale e degli autori controrivoluzionari, che hanno scritto sul complotto ebraico/massonico contro la Chiesa romana.

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Giovanni da San Tommaso e la Deposizione del Papa Eretico

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Un caro confratello mi ha mandato il testo del grande filosofo e teologo domenicano Giovanni da San Tommaso (Lisbona, 1589-Madrid, 1644) la Disputatio II, articulus III, in IIam-IIae Sancti Thomae Aquinatis, q. 1, a. 7, pp. 133-140 (edizione di Lione, 1663) sulla questione del Papa eretico e della sua eventuale deposizione (1).

La Somma Teologica (II-II, q. 1, a. 9 e 10) e il Papa eretico ~ Nell’articolo 9 (S. Th., II-II, q. 1, L’oggetto della fede) l’Aquinate si domanda “se gli articoli di fede siano posti convenientemente nel Credo”. A partire dal sed contra egli affronta la questione dei rapporti tra il potere del Papa e quelli del Concilio ecumenico, che poi verrà commentata dai Dottori della Controriforma per rispondere all’ipotesi, puramente investigativa, del Papa eretico.

Il Dottore Comune della Chiesa insegna che «la Chiesa universale non può sbagliare, perché è governata dallo Spirito Santo, che è Spirito di Verità. […]. Ora il Signore ha promesso il Paràclito ai discepoli dicendo: “Quando verrà lo Spirito Santo vi insegnerà tutta la verità” (Jo., XVI, 13). Ma il Credo è pubblicato dall’autorità della Chiesa universale. Quindi non può esservi nulla di sconveniente nel Credo o Simbolo della fede».

Nella soluzione della prima obiezione l’Aquinate insegna che “le verità di fede son contenute nella S. Scrittura in maniera sparpagliata, in vari modi e in certi casi oscuramente. Perciò per estrarre le verità di fede da credere per salvarsi dalla S. Scrittura è necessario un lungo studio, il che non è alla portata di tutti i fedeli. Quindi è stato necessario raccogliere e compendiare a partire dai Libri della S. Scrittura un chiaro riassunto da proporre a credere a tutti. Dunque il Credo non è un’aggiunta alla S. Scrittura, ma ne è un estratto e un compendio”. Continua a leggere

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Lettera Aperta di Arnaldo Xavier da Silveira a Don Curzio Nitoglia e sua Risposta

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Vengono qui riportate, in un unico contesto, due lettere pubblicate dal sito cattolico Una Vox, la prima in data 2 Settembre 2016 e la seconda il 16 settembre 2016. Si ringrazia il direttore di “Inter Multiplices Una Vox” , signor Calogero Cammarata, per la cortese pubblicazione e per l’egregio lavoro svolto in rete in difesa della cattolicitá e della veritá… Continua a leggere

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L’Infallibilità, l’Unità e la Primitiva Antichità della Sinagoga e della Chiesa secondo il Pighius

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Nella situazione ecclesiale attuale è interessante studiare la figura di un grande teologo del Cinquecento, l’olandese Albert Pigge detto il Pighius di Kampen (donde l’appellativo Campensis), che studiò a Lovanio attorno al 1490 ove ebbe come maestro il futuro papa Adriano VI, l’allora Florisz Boeyens di Utrecht. Egli fu nominato baccelliere e poi dottore in teologia a Colonia, infine seguì a Roma papa Adriano VI (1522-1523). Papa Paolo III nel 1535 lo nominò prevosto di S. Giovanni in Utrecht ove morì nel 1542. Il Pighius ha scritto vari saggi, dei quali il più noto e il più interessante per i nostri giorni è il Hierarchiae Ecclesiaticae assertio (Colonia, 1538), che ebbe altre due edizioni nel 1558 e nel 1572 (1).

Il Pighius ha studiato l’eresia luterana più dal punto di vista ecclesiologico dell’autorità della Chiesa gerarchica e specialmente del Papa che da quello dogmatico della giustificazione. Quindi nel suo Hierarchiae Ecclesiasticae assertio ha affrontato e approfondito in maniera molto ampia la questione del compito della Chiesa e del Romano Pontefice. Continua a leggere

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“Il Modernismo, la sua Natura, le sue Cause e le sue Conseguenze”, Conferenza di Mons. Richard Williamson, Presentazione di don Curzio Nitoglia, Roma 30/11/2016

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CONFERENZA di MONS. RICHARD WILLIAMSON:
“IL MODERNISMO, LA SUA NATURA, LE SUE CAUSE E LE SUE CONSEGUENZE”
Presenta don Curzio Nitoglia
a Roma, il 30 novembre 2016, ore 20
In Via Napoli 58, angolo via Nazionale.
Aula Magna della “Chiesa Americana”.

AVVISO: La conferenza ha per oggetto il modernismo condannato da San Pio X, essa sarà svolta in maniera oggettiva e strettamente filosofico/teologica senza alcun intento polemico verso chicchessia.
La conferenza di mons. Williamson è di carattere puramente filosofico e teologico. Pertanto non è ammessa nella sala la presenza di nessun movimento politico, né di emblemi o di segni di riconoscimento di qualsiasi partito o organizzazione.
Il servizio d’ordine sarà assicurato esclusivamente dalla pubblica autorità. Continua a leggere

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DUE INIZIATIVE DA SOSTENERE

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Mons. Michel Faure e l’Iniziativa del Seminario San Luigi Grignion de Montfort

Mons. Williamson e l’Iniziativa San Marcel
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Le Lettere degli Apostoli

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L’Editore Effedieffe (Proceno di Viterbo, 2016),dopo aver pubblicato i quattro Vangeli e l’Apocalisse,ha ristampato Le Lettere degli Apostolicon la versione italiana – a partire dalla Vulgata di San Girolamo – a cura di mons. Antonio Martini Arcivescovo di Firenze (1720-1809), riveduta e corretta in un italiano più moderno da padre Marco Sales.

Le ventuno Lettere Apostoliche sono presentate al pubblico con corpose “Introduzioni” e sono commentate verso per verso da padre Sales medesimo.
Consiglio vivamente lo studio delle Lettere Apostoliche, alla luce del commento di padre Sales, a tutti quei fedeli che vogliono approfondire il significato della S. Scrittura, la quale non può essere letta da sola, ma deve essere accompagnata dall’insegnamento della Tradizione patristica e della Teologia ed Esegesi scolastica….
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Da Fatima a Civitavecchia

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Il 2 febbraio 1995, festa della Presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio, a Civitavecchia (località Pantano, ove sorge la chiesa di S. Agostino (1)), una bambina di cinque anni, Jessica Gregori, chiama suo padre Fabio e gli dice di guardare bene la statuetta della Madonna, che si trova nel giardino di casa, la quale sembra piangere sangue: un rigagnolo rosso cola dai suoi occhi…

Mons. Grillo basandosi sui suoi diari in cui a partire dal 5 febbraio del 1995 ha annotato tutti i fatti accaduti, narra che all’inizio era non solo molto scettico sulla questione delle lacrime della Madonna di Civitavecchia, ma persino ostile ritenendo che fosse un falso fenomeno spirituale o una trappola per far denaro. Quindi “proibii a tutti i sacerdoti e ai religiosi di recarsi in quel luogo, mentre nel pomeriggio dello stesso giorno (5 febbraio) disposi categoricamente che la piccola statua fosse distrutta”… … … Continua a leggere

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