L’Immacolata Concezione di Maria

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La natura
dell’Immacolata Concezione

Ci chiediamo qui in che cosa consiste l’Immacolata Concezione. Pio IX nella Bolla Ineffabilis Deus, con cui ha definito l’8 dicembre del 1854 l’Immacolata Concezione di Maria quale dogma di fede1, ha usato la seguente definizione o formula dogmatica: “La Santissima Vergine, sin dal primo istante del suo concepimento, per grazia singolare e per privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore del genere umano, fu preservata immune da ogni macchia di peccato originale”.

In breve l’anima di Maria fu creata da Dio e infusa nel suo corpo sin dal primo istante senza la macchia del peccato originale, il quale consiste essenzialmente nella mancanza della grazia santificante. Quindi nell’istante stesso in cui Dio creò e infuse l’anima di Maria nel suo corpo appena formato naturalmente dai suoi genitori, essa era provvista della grazia santificante e perciò senza il peccato originale.

L’Immacolata Concezione alla luce delle quattro cause

Per capire ancor meglio il significato della definizione dogmatica è bene studiarla alla luce delle sue 4 cause: 1°) l’autore o la causa efficiente dell’Immacolata Concezione; 2°) il soggetto o la causa materiale; 3°) l’oggetto o la causa formale; 4°) lo scopo o la causa finale… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [7]: Don De Luca e Giacomo Manzù

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Giacomo Manzoni detto Manzù (1908-1991) iniziò da giovane la pratica artistica della scultura; dopo essersi formato appena ventenne a Parigi nel 1928/29, fece tre sculture a Milano nel 1930 per la cappella dell’Università Cattolica di padre Agostino Gemelli, il quale non apprezzò la statua raffigurante la Madonna e la fece spostare sotto il portico.
Manzù conobbe don De Luca nel 1939 tramite Cesare Brandi. Successivamente don Giuseppe presentò lo scultore all’allora cardinale di Venezia Angelo Roncalli. Anche il ritratto e il busto di Giovanni XXIII, appena eletto Papa, fatti dal Manzù son dovuti all’intervento di De Luca, come risulta da una lettera scritta da don Giuseppe al cardinal Tardini il 15 dicembre del 1959… … …
… … …Nel libro del giornalista e storico dell’arte Curtis Bill Pepper la figura di De Luca appare, finalmente, chiara e senza nascondimenti: egli si rivela francamente un radicale oppositore dei conservatori della Curia romana, un ammiratore di Giovanni XXIII e un critico di Pio XII… … …
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Don Giuseppe De Luca [6]: alcune precisazioni su don Giuseppe De Luca

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In quest’articolo torno su certi temi già affrontati negli articoli precedenti e vi aggiungo alcune nuove notizie acquisite recentemente, le quali ci aiutano a capire sempre meglio la personalità, il pensiero e l’azione di don De Luca.

Abbiamo già visto quali siano stati i rapporti intercorsi tra De Luca e Ottaviani. Tuttavia vi è qualcosa che non era stato ancora detto e che aggiungo ora per maggior chiarezza.

Romana Guarnieri in un libro a cura di Giuseppe Rossini intitolato Modernismo, fascismo, comunismo. Aspetti e figure della cultura e della politica dei cattolici nel ‘900 (Bologna, Il Mulino, 1972) dedica un ampio saggio a don De Luca titolato Don Giuseppe De Luca (1889-1962) tra cronaca e storia (pp. 249-362). In esso la Guarnieri è molto più chiara che nel libro citato negli articoli precedenti (Una singolare amicizia. Ricordando don Giuseppe De Luca, Genova, Marietti-1820, 1998).

Innanzitutto la Guarnieri nel suddetto saggio (Don Giuseppe De Luca (1889-1962) tra cronaca e storia), di cui maggiormente mi servo in quest’articolo, ammette candidamente che “il card. Ottaviani proprio in quell’ultimo mese di vita di don Giuseppe [febbraio-marzo 1962, ndr], aveva avuto qualche serio attrito con lui. Morto Tardini, il card. Ottaviani era rimasto ormai il più autorevole oppositore – tanto sul punto del Concilio quanto sull’atteggiamento della Chiesa in rapporto alla nuova politica dei cattolici italiani [il centro-sinistra, ndr] – della linea appoggiata da papa Giovanni” (cit., p. 262).

Ora la linea di papa Roncalli era anche quella di don De Luca… … … Continua a leggere

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“Le Societa Segrete: storia e attualitá” ~ Conferenza di Don Curzio Nitoglia del 4/11/2017 a Montereale (AQ)

“Le Societa Segrete: storia e attualitá”.

Video della conferenza di Don Curzio Nitoglia
a Montereale (AQ) del 4/11/2017
presso l’Associazione delle Colline


 

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L’ABC della Massoneria

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Sulla massoneria molto è stato scritto. Qui mi limito a porgere al lettore una serie di semplici riflessioni sulla natura e sugli scopi della massoneria raccolte in un articolo riassuntivo a mo’ di abbecedario o sillabario di buon senso e senza grandi pretese per rendere la conoscenza della massoneria accessibile a tutti.
La massoneria è una “contro-chiesa”, ossia un’organizzazione che agisce soprattutto contro Dio e la sua Chiesa. Infatti odiando Dio essa odia anche la creazione di Dio e quindi opera per nuocere all’uomo, che è la creatura più nobile del mondo visibile.
Nella massoneria vi è una vera e propria avversione verso l’ordine naturale creato da Dio e quindi il tentativo di sovvertirlo e manipolarlo, creando delle situazioni che portano gli uomini alla disperazione.
Non ci si deve meravigliare che la massoneria vuole il male dell’uomo.
La tattica seguìta dalla massoneria per ottenere il suo scopo è quella di infiltrare in ogni istituzione pubblica, politica, religiosa, militare, giudiziaria, medica i suoi membri, che precedentemente ha osservato, scelto e reclutato per farli lavorare secondo il suo progetto, il quale è la visione relativista e soggettivista della realtà con la conseguente parità ecumenista di tutte le religioni, che segna la fine di esse e specialmente danneggia quella cattolica, la quale è la vera e la non-relativista per eccellenza.
L’unico motivo per cui i massoni propongono il “dialogo” con i cattolici è la speranza di annacquare la loro fede, far accettare loro l’opinionismo relativista e far perdere loro la propria identità… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [5]: l’esoterismo del ‘Libero Spirito’ di Romana Guarnieri e di don Giuseppe De Luca

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1965: la Guarnieri presenta “il movimento del Libero Spirito” e “Lo Specchio delle anime semplici” ~ Il 22 maggio del 1965 ricevette l’Imprimi potest il IV volume della collana “Archivio Italiano per la Storia della Pietà” delle “Edizioni di Storia e Letteratura” di Roma, fondate da don Giuseppe De Luca e dirette da Romana Guarnieri; il 28 giugno esso ebbe l’Imprimatur e, nell’agosto del 1965, fu finito di stampare e presentato al pubblico.

Questo IV volume è importante per la nostra ricerca perché reca con sé, oltre vari altri saggi, un lungo studio di Romana Guarnieri su Il movimento del Libero Spirito (pp. 351-708) con un’importante Appendice su Lo specchio delle anime semplici di Margherita Porrete.

Innanzitutto nell’Avvertenza al quarto volume (pp. XI-XII), finita di scrivere il 19 marzo del 1965, Romana Guarnieri asserisce che esso esce con la “ideale presenza” di don De Luca, deceduto il 19 marzo 1962, poiché esso fu “voluto in ogni suo testo e ispirato da lui, preparato sotto la sua direzione e annunziato partitamente nella prefazione al terzo volume, gliene resta piena e totale la paternità” (p. XI).

Dunque, il saggio sulla setta del Libero Spirito e la pubblicazione de Lo specchio delle anime semplici di Margherita Porrete anche se materialmente sono opera di Romana Guarnieri, formalmente sono di De Luca e “gliene resta piena e totale la paternità”. Più chiari di così non si poteva essere… … … Continua a leggere

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Recensione libraria: “Sintesi del Tomismo. Sua attualità e suo valore”, di Don Curzio Nitoglia

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L’Editore Effedieffe ha appena pubblicato il volume “Sintesi del Tomismo. Sua attualità e suo valore” di Curzio Nitoglia. [1]

In esso l’Autore:

1°) dimostra che la vera essenza della filosofia tomistica si trova riassunta nelle XXIV Tesi del Tomismo(compilate dal padre Guido Mattiussi), perché esse – grazie alla distinzione reale tra essenza ed essere e con il concetto dell’essere quale atto ultimo e perfettissimo di ogni essenza- costituiscono l’ABC del vero Tomismo;

2°) spiega che il Tomismo, con il suo realismo della conoscenza (“conformità dell’intelletto alla realtà”) è diametralmente opposto al Modernismo, il quale è soggettivismo e relativismo filosofico/teologico: “Cogito ergo sum” (Cartesio) / “…ergo Deus existit” (kantismo modernista): la realtà creata e Dio Creatore sono un prodotto del pensiero umano;

3°) dimostra che il Tomismo, nel campo della conoscenza razionale di Dio, mediante il concetto filosofico dell’analogia applicata alla teologia ci permette, dopo aver dimostrato la Sua Esistenza, anche di conoscere e affermare qualcosa della Sua Essenza contro ogni forma di Nichilismo teologico… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [4]: l’esoterismo di Romana Guarnieri e di don Giuseppe De Luca

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Romana Guarnieri nel suo libro Una singolare amicizia. Ricordando don Giuseppe De Luca (Genova, Marietti-1820, 1998, p. 8) ha definito don De Luca un “politico segreto”.
Questa definizione, inizialmente, potrebbe destare stupore, se non si conoscesse bene il pensiero e il modus operandi della Guarnieri e di don De Luca, ma dopo aver scandagliato abbastanza la loro vita e le loro opere ci rendiamo conto che la definizione della Guarnieri calza a pennello: d’altronde chi conosceva De Luca meglio della Guarnieri?

Fortunatamente, oltre tutto ciò che abbiamo potuto studiare, conoscere ed esporre nei tre articoli precedenti, un interessante saggio di Lucetta Scaraffia intitolato Romana Guarnieri, l’esoterismo ottocentesco e il primo femminismo (Archivio Italiano per la Storia della Pietà, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1965, vol. 18, pp. 317-329) fa piena luce sull’esoterismo della Guarnieri.
Il ramo materno e olandese della famiglia della Guarnieri (italiana da parte del padre) era presentato comunemente come ateo e agnostico. Invece, studiando la storia della famiglia Guarnieri ci si accorse che la sua ascendenza materna “era stata fortemente influenzata dall’esoterismo, e in particolare dalla Società Teosofica prima, e da quella Antroposofica poi, dopo la scissione nel 1912 [della sezione Antroposofica fondata nel 1912 da Rudolph Steiner2 (1861-1925) dalla sezione Teosofica fondata nel 1874 a New York da Elena Blavatskij (1831-1891), ndr]”… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [3]: “Politico Segreto”, da Giuseppe Bottai a Palmiro Togliatti

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Nello scorso articolo abbiamo visto come don De Luca1 abbia avuto quali “amici di dialogo” durante gran parte del ventennio mussoliniano il Ministro della Cultura Nazionale Fascista Giuseppe Bottai2 (Roma 1895 – Roma 1959) e poi, durante la fase della Resistenza e della Repubblica italiana democratica e antifascista nata dalla Resistenza, il Segretario stalinista del PCI Palmiro Togliatti (Genova 1893 – Jalta [Urss] 19643).

Il passaggio indolore di De Luca da Bottai a Togliatti ~ Augusto del Noce scrive: “l’incontro De Luca-Ròdano-[Togliatti, ndr] è l’esatta continuazione dell’incontro De Luca-Bottai-[Mussolini, ndr], nel senso che, dopo la caduta del fascismo (25 luglio 1943), e pur senza diminuire per nulla l’amicizia con Bottai4, don De Luca trasferì le sue speranze nel giovane Ròdano. […]. Dunque dall’ammirazione per Mussolini […] don De Luca passò alla confidenza con Bottai, poi alla speranza in Ròdano e in Togliatti. Si tratta di un percorso unitario, senza che nulla possa far pensare a sue crisi e a suoi pentimenti” (Il cattolico comunista, Milano, Rusconi, 1981, p. 83-84, nota 17).

Come spiegare tale passaggio unitario e indolore dal fascismo al comunismo in un sacerdote cattolico?… … … Continua a leggere

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Don Giuseppe De Luca [2] e Romana Guarnieri: la complessa figura di don De Luca

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Nel primo articolo mi sono soffermato sulla personalità di Romana Guarnieri perché ha espresso le proprie idee religiose in maniera più esplicita di don Giuseppe De Luca, essendo una laica ed avendo avuto più libertà del sacerdote lucano in questo campo. Inoltre non bisogna trascurare le sue origini olandesi-protestantiche, teosofiche ed antroposofiche, che le hanno dato una forma mentis fortemente “laica” per non dire laicistica.

In questo secondo articolo cercherò di studiare la vita e le idee del sacerdote lucano, direttore spirituale e soprattutto maitre à penser della Guarnieri, per vedere se e in qual maniera esse si allontanino dalla dottrina cattolica, senza dimenticare che il loro rapporto finì “per rovesciare addirittura il ruolo di direttore e diretta, lasciando a Romana, in più di un’occasione, il compito di guidare il prete De Luca” (V. Roghi, a cura di, Giuseppe De Luca – Romana Guarnieri. “Tra le stelle e il profondo”. Carteggio 1938-1945, Brescia, Morcelliana, 2010, p. 8).

Il mio lavoro non è facile perché don De Luca, che aveva un carattere alquanto eccentrico e poteva sembrare un naif, ma in realtà non lo era – date le importanti amicizie che era riuscito a stringere e i rapporti abituali che aveva saputo coltivare con altissime personalità (difficilmente contattabili dalle persone comuni)… … …

… … …«Il De Luca cercò i suoi maestri fuori del Seminario [sfruttando, però, abilmente le conoscenze che aveva fatto in esso, ndr], e li scelse per una base solida di studi alla sua vocazione. […]. Egli non dava un giudizio positivo degli studi religiosi che si facevano in Italia nel primo decennio del secolo [sotto San Pio X, ndr]. Considerò “rigidissime, spesso repressive e più di una volta liquidatrici” le misure adottate dalla S. Sede contro il Modernismo… … … Continua a leggere

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“Le Societá Segrete”, conferenza di Don Curzio NItoglia, il 4 Novembre 2017 a Montereale (AQ)

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Don Giuseppe De Luca [1] e Romana Guarnieri

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Studiando la storia culturale/religiosa italiana del Novecento ci si imbatte in una coppia originale: don Giuseppe De Luca (1898-1962) e Romana Guarnieri (1913-2004). Essi furono un punto di riferimento per coloro che volevano studiare la letteratura italiana anche religiosa soprattutto da un punto di vista scientifico, letterario, filologico. Nel loro circolo culturale si incontrano molte amicizie che contano: Giovanni XXXIII, Mons. Montini (il futuro Paolo VI), Alcide De Gasperi, Benedetto Croce, Raffaele Mattioli…

Occorre precisare che, se il pensiero della Guarnieri appare più esplicitamente formulato nei suoi scritti, quello di don De Luca è più ovattato, più difficile da decifrare sia per le amicizie che ebbe a “destra” (card. Alfredo Ottaviani, card. Domenico Tardini, Giovanni Gentile, p. Alberto Vaccari, Giuseppe Bottai, Domenico Giuliotti, d. Pio Paschini, d. Giuseppe Ricciotti, p. Mario Barbera, p. Filograssi, p. Joseph de Guibert), sia per quelle che ebbe a sinistra (Manzù, Franco Rodano, Palmiro Togliatti, Ernesto Buonaiuti, Henri Bremond, Louis Duchesne, Emilio Colombo, Alcide De Gasperi, Giuseppe Sturzo, Carlo Bo, Giuseppe Ungaretti… oltre quelli sopra citati).

Tuttavia qualcosa si riesce a capire del suo modus cogitandi sia a partire dai Carteggi pubblicati (con Montini, con Croce, con De Gasperi, con Papini e Prezzolini, ma purtroppo non con Raffaele Mattioli, che nell’estate del 1947 lo salvò dal fallimento1), sia dal suo modo di vivere.

In questo primo articolo inizio con la “laica” Romana Guarnieri, più facile da decifrare, e nel prossimo mi soffermerò su don De Luca, più ermetico, prudente… … … Continua a leggere

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NORIMBERGA ‘45-‘46: anomalie e contraddizioni del Tribunale di Norimberga [Parte 3/3]

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Norman G. Finkelstein – un ebreo americano, i cui genitori furono deportati in un lager tedesco – fa alcune amare riflessioni (che possiamo far nostre) su quella che egli chiama “la fabbrica dell’olocausto”, definendola una costruzione ideologica di sfruttamento della shoah fatta a posta per interessi materiali, di potere geopolitico ed economico, che è peggiore dell’oblio in quanto vuole sfruttare la sofferenza degli ebrei che realmente furono deportati in campi di lavoro (La fabbrica dell’olocausto, Milano, Bompiani, 2003).

Dopo la “Guerra dei 6 giorni” del 1967, per il Finkelstein, si è utilizzato il dramma della deportazione degli Ebrei nei campi di lavoro, costruendoci sopra il “mito olocaustico”, per giustificare la politica aggressiva di Israele nei confronti dei Palestinesi e degli Egiziani e per spegnere ogni critica nei confronti dello Stato d’Israele.

Secondo Finkelstein “la letteratura sulla soluzione finale fisica degli Ebrei non ha nessun valore scientifico”. Gli studi sull’olocausto son pieni di contraddizioni, frodi e mancano di prove reali, ma Ben Gurion aveva predetto: “Dobbiamo servirci di Hitler per costruire la nostra patria”.  Quindi l’olocausto doveva esistere per far sussistere lo Stato di Israele… … … Continua a leggere

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NORIMBERGA ‘45-‘46: anomalie e contraddizioni del Tribunale di Norimberga [Parte 2/3]

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NORIMBERGA ‘45 – ‘46: le anomalie del Tribunale di Norimberga (Seconda parte) Le leggi retroattive Gli Alleati, oltre a respingere gli argomenti della difesa che potendo essere sollevati li avrebbero messi in imbarazzo (abbiamo già visto il principio del “Tu … Continua a leggere

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NORIMBERGA ‘45-‘46: anomalie e contraddizioni del Tribunale di Norimberga [Parte 1/3]

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NORIMBERGA ‘45 – ‘46: le anomalie del Tribunale di Norimberga (Prima parte) Prologo In quest’articolo cerco di illustrare le contraddizioni, le anomalie e le violazioni del Diritto (specialmente internazionale) compiute durante il Processo di Norimberga (1945-1946). Non voglio fare opera … Continua a leggere

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IL PUDORE E LA MODA

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Esiste un bel libretto di 120 pagine, che raccoglie tre scritti di don Dolindo Ruotolo, don Giuseppe Tomaselli e don Enzo Boninsegna intitolato “Pudore…se ci sei batti un colpo!” [1].  Ne raccomando la lettura e ne porgo qualche riflessione ai lettori… … … Continua a leggere

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In Memoriam Monsignor Brunero Gherardini

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La notte del 22 settembre del 2107, all’età di 92 anni, è morto in Santa Marinella di Roma Monsignor Brunero Gherardini, uno degli ultimi grandi veri teologi della Scuola romana.

Raccomando lo studio attento di queste opere [vedi articolo intero] a tutti coloro che vogliono capire le cause teoretiche della crisi religiosa attuale e porvi rimedio senza sbandare né per eccesso né per difetto.

Lo incontrai per l’ultima volta presso la sua abitazione nel Palazzo dei Canonici assieme alle Suore Discepole del Cenacolo nel mese di maggio. Poiché le forze gli mancavano e non poteva restare più solo fu ospitato dalle Suore di Santa Marinella che si sono occupate caritatevolmente di lui sino alla fine.

I suoi funerali son stati celebrati il 25 settembre alle 11 presso la Basilica di San Pietro.

Ci raccomandiamo alle sue preghiere per perseverare nella buona dottrina in questo momento difficile della storia della Chiesa. Dio lo riceva nel suo seno!
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IL CASO PINOCHET (parte 4)

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Quarta ed ultima parte 1998: Pinochet indice un Referendum e lascia il potere I tre Referendum Già nel dicembre del 1977 Pinochet si sottomise ad un primo referendum popolare e lo vinse col 77, 47% dei voti. Poi l’11 settembre … Continua a leggere

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IL CASO PINOCHET (parte 3)

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Terza parte Il problema del golpe militare dell’11 settembre del 1973 Il Cile abitualmente è stato una democrazia Spataro scrive: “Il Cile, a differenza di molti Paesi dell’America Latina, ha visto i militari al potere solo occasionalmente ed è stato … Continua a leggere

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IL CASO PINOCHET (parte 2)

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Seconda parte La lotta con l’episcopato cileno filo-marxista Allende era supportato elettoralmente da gran parte dell’episcopato cileno, che a partire dal Concilio Vaticano II era diventato più che progressista e inclinava alla teologia della liberazione. Quando Allende vinse le elezioni … Continua a leggere

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